Tema del mese: una questione di genere

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genderDiciamolo chiaramente: l’Italia non è un paese in cui uomini e donne hanno le stesse possibilità. Eppure noi, ai nostri figli, vorremmo dare il massimo, a tutti, indipendentemente dal fatto che siano femmine o maschi. Vorremmo che diventassero degli individui forti, capaci di fare le loro scelte indipendentemente dal loro sesso. Maschi e femmine nella stessa maniera. Senza limitazioni di genere. Eppure la questione di genere non è semplice come sembra. Cosa distingue l’uomo dalla donna? Quali differenze sono culturali e quali sono genetiche? E’ vero che i maschi sono più attratti dalle macchinette e le femmine dalle bambole? E un maschio può indossare collane, mollette nei capelli, e giocare con le pentoline? E una femmina può sporcarsi nel fango, desiderare una macchina da corsa, e amare il gioco del calcio? Abbiamo già discusso l’importanza della scelta dei giochi e di come alcuni giochi siano normalmente vietati ai maschi, trattandosi di giochi da femmine. Ma sono solo i giochi i colpevoli? E’ vero che i bambini sono più fisici e le bambine sono più verbali?
I bambini imparano a 360 gradi, imitano i grandi, leggono storie, vedono film, vengono martellati dalle pubblicità. Quali messaggi gli arrivano? Quali li segnano? Ma soprattutto cosa possiamo fare per rompere il mito della velina e del calciatore?
Questo mese faremo un po’ di esercizi per capire in che modo i bambini acquistano una identità di genere, e cosa possiamo fare come genitori, per far si che la prossima generazione sia un po’ più paritaria della nostra. Perché non so voi, ma io un po’ di preoccupazione ce l’ho.

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  1. vi racconto un aneddoto: ora di cena, siamo a tavola, io, mio marito, matteo 3 anni e Sara 1 anno. MAngiamo, poi si va a giocare come al solito, prima i bimbi poi noi, lasciando la tavola da sprecchiare come spesso capita. Il papà ad un certo punto si veste ed esce con amici. Dopo un pò che giochiamo, prima di andare a letto, mio figlio dice: dov’è il papà? e io: è uscito con tizio e caio. e lui mi guarda e dice: e adesso come facciamo? non c’è nessuno che sparecchia? ((=

    invece mia figlia, 1 anno e qualche mese, prende la forbice finta e si guarda le mani, proiprio come fanno le donne, con le dita in su, non so come spiegarvelo, è un gesto istintivo e fa finta di tagliarle…ma da me non l’ha mai visto! e poi quando le metto qualcosa, lo guarda e lo accarezza come per dire che bello! da notare che io sono tutto tranne che fissata con quello che mi metto, anzi, rischio di non essere priprio femminile, diciamo “pratica” (=.

    non per irpendere discorsi già fatti ma in effetti qualcosa di genetico c’è e anche qualcosa di acquisito, ma poi chissà da quanti fattori dipende

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