genitorisbroccano

genitorisbroccano è lo spazio da usare quando senti di avere solo voglia di urlare.
Quando non ne puoi più.
Quando senti che le tue qualità di mamma o papà paziente stanno venendo meno.
Quando tutti i tuoi buoni propositi sono miseramente crollati davanti all’incomprensibile ostinazione dei tuoi figli.
Quando hai mandato a farsi benedire tutte le tue più radicate convinzioni circa l’allenamento emotivo e l’empatia.
Quando sei riuscito a mettere tuo figlio in punizione già 3 volte da quando si è svegliato, e sono appena le 8.30 del mattino.
Quando hai ormai raggiunto la definitiva convinzione che sei una pessimamma o un papàpessimo.

Questa è una stanza insonorizzata: fuori da qui non sentono nulla. Ti leggeranno solo altri genitori solidali che sanno benissimo come ti senti.
Qui è vietato dare consigli (soprattutto quelli buoni).
Qui è vietato trovare soluzioni.
Qui è vietato citare “metodi”.
Qui è vietato fare i saputelli!
I commenti autorizzati sono solo le pacche sulle spalle: sarà nostra cura rimuovere ogni altro tipo di commento.

Da questo momento potete urlare! Nulla è inconfessabile per genitorisbroccano!

PS: Se invece hai bisogno di consigli, cerca un articolo nel resto del sito che faccia il caso tuo, e posta un commento lì : genitoricrescono.com

4,456 thoughts on “genitorisbroccano”

  1. E’ l’una e cinque di notte.
    Il figlio dei miei vicini di casa piange senza una cazzo di sosta,
    Cosi quasi gran parte del giorno e la mattina presto.

    Di notte i genitori Indiani lo lasciano piangere senza freni cosi che tutti lo sentono.

    Non ne posso piu. Ha rinziato adesso. Che genitori senza senso civiele verso le altre persone.
    Come se fossero gli unici.
    Ecco, ora strilla come un pazzo.

    Non ho nessuna pieta’ per questo bambino ne comprensione.
    Non dico niente a questi genitori del picchio maledetti.
    Perche’ sono degli immigrati indiani che sono da soli in terra straniera.
    Non ci troviamo in Italia.

    Veramente mi verrebbe da battere sui muri o accendere l’aspirapolvere contro queste merde.
    Ora urla come un matto.
    Avranno i loro problemi e a chi frega questo?

    Zittite sto bambino urlante,

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  2. E niente, finisco per lasciare un pensiero qui. Da mesi, ormai anni, cerco di tirar su il mio piccolo diavolo con metodi almeno un po’ diversi da quelli sperimentati dai miei genitori; anche perché, su di lui, non funzionano.
    E cercando di star con lui nelle sue sclerate di rabbia e frustrazione, mi sento spesso un’alinea di fronte agli altri, soprattutto i miei genitori, secondo cui sbaglio perché il bimbo non mi teme, quando è con me fa i capricci, e “guarda io come sono brava che lo guardo male e lui piange”. A volte ho provato a parlare con loro, più spesso lascio correre perché non mi interessa di passare per debole (tanto ci passo comunque) e mi interessa il rapporto con mio figlio, e basta. Ma questo gran lavoro emotivo che c’è da fare col bimbo porta inevitabilmente fuori il mio rapporto coi miei genitori, mi chiedo come sono stata cresciuta. Ed è la parte più difficile. Io mia madre, come una madre presente e “materna” non l’ho mai percepita. Solo fredda, distante, un giudice implacabile. Che freddo al cuore quando penso al mio bimbo, con cui ho un rapporto così stretto e non me ne vergogno, e io e lei, quasi due estranee. Non gliel’ho mai detto e mai glielo dirò, e so anche che parte del lavoro su di me sarà perdonarla. Ma non so, mi riesce così difficile. Anche col bimbo nato da poco (che urlava sempre), io in evidente difficoltà – credo di aver chiesto aiuto in tutti i modi possibili perché i miei ochhi urlavano e io esprimevo la mia sofferenza… Poco o niente aiuto. Distacco. Perché sennò mi “abituavo male, e invece una donna deve andare con le sue gambe” (sennò che donna è…). Una volta le chiesi di farmi il pranzo perché ero incasinata e poco mancò che mi rispondesse di no. Non l’ho più chiesto. Mi limito davvero al minimo indispensabile. Lei ha i suoi problemi, ci mancherebbe, ma è come se io fossi ormai in un debito eterno nei suoi confronti, per cui ogni richiesta è un attentato alla sua integrità.
    E questo mi fa una grande, enorme tristezza…

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    • Secondo me fai bene. Io sto messa male col mio, mi sa che la depressione post parto non me la scrollerò mai di dosso davvero. Però se tu hai un buon rapporto col tuo non vedo perché i tuoi si credano bravi se li teme. Se riesci a farcela coi tuoi metodi continua. Anche mia madre non è mai stata altro che una figura che imponeva giudizi e sensi di colpa ma mai la imiterei.

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  3. Stasera è una di quelle sere in cui vorrei solo stare da sola con me.
    Mi guardo da fuori e mi vedo fagocitata dalla frenesia dei mille impegni, orari, incastri, i compiti le merende pranzi e cene. Il grande in forte sovrappeso, colpa mia che per stanchezza ho lasciato correre tutto l’inverno, e ora è durissima sia per lui che per me che devo fare il carabiniere per aiutarlo.
    I loro sport, fare da promemoria a tutti per tutto, le esigenze emotive di tutti (fossero solo i bimbi, macché.) stare sul pezzo al lavoro, ore e ore nel traffico, il mio sovrappeso ormai da 8 anni che mi schiaccia come un’ombra solida. Alle 22 finalmente mi sdraio a letto dopo giornate che sembrano di 36 ore e sono allo stremo delle forze. A volte mi guardo da fuori e mi faccio tenerezza da sola.
    Amo mio marito e riconosco la fortuna che ho perché è un uomo che stimo e adoro ma i bambini vogliono me me me me me e poi ME. Non chiedono a lui, non cercano lui è tutto un MAMMAMAMMAMAMMAMAMMAMAMMA continuo. Un continuo.
    Mio figlio grande ha 12 anni e mille mondi da affrontare ogni santo giorno, un bisogno di dialogo infinito che va benissimo ma che giuro a lungo andare sfianca. Mi sfianca. È ipersensibile e massacrato da un padre (il mio ex) completamente anaffettivo e deludente, assente. Una merda di padre che non perde occasione per dimostrargli di essere una merda.
    Sono 12 anni che cerco di curare le ferite di mio figlio.
    Sono 38 anni che faccio da genitore ai miei genitori.
    Tengo botta ma soffro di depressione. E mi sento in colpa tantissimo per questo nonostante io mi curi.
    Ho visto pochi giorni fa una mia foto a 17 anni in piena comitiva, bella e libera come il sole.
    Guardandola mi si è spezzato qualcosa dentro.Mi ha fatto male.
    Perché oggi, pur amandoli come sapete benissimo che si amano i figli ossia con le viscere che ti si strappano, sono infinitamente stanca e mai spensierata.

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    • Che fibra che hai. Da quello che dici hai una marea di obblighi e pesi emotivi. Lo so che detto da una sconosciuta su internet non conta molto ma stai facendo un gran lavoro. Ti auguro che pian piano il carico che hai diminuisca e che trovi più tempo per te.

      Un calcio in quel posto al tuo ex che se lo merita, un abbraccio a te, ai tuoi figli e a tuo marito.

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    • Che forza hai. L’altra settimana ho visto un bel film, Tully, e ho pianto come una cretina per ore. Se riesci, in un buco nello spazio tempo, guardalo. È catartico. Ci tira fuori un sacco di cose a noi mamme, un sacco. Ci ricorda chi eravamo. A volte però credo che per fortuna, anche se ci sembra che quella ragazza non ci sia più, che abbiamo dovuto ucciderla, dentro di noi c’è sempre e ci fa bene. Anche se non lo vediamo, essere state spensierate, allegre, la parte diciamo migliore di noi stesse, ci aiuta anche se allo stesso tempo ci mette dentro una grande nostalgia.
      Un grande abbraccio, ragazza.

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  4. Oltre ad essere comprensibilmente sfinita come tutte voi dalle mille incombenze di esser madre, lavoratrice eccetera, devo anche sorbire un marito che dal 2020 passa le giornate Intere al. Pc o al telefono (smart working) senza rivolgere la parola a nessuno e rispondendo malissimo a chiunque perché non vuole essere disturbato. Non lo sopporto più. Il lavoro è una scusa bella e buona per isolarsi dalla famiglia.

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  5. Mio figlio, quasi 4 anni, forse sta lentamente migliorando.
    Così lentamente che in realtà, forse, sono io che mi sto lentamente spengendo e adattando a lui.
    Ma insomma, nei nostri continui casini, almeno fino a un po’ di tempo fa, cercavo un modo, un indizio, un aiuto. Mi ero iscritta a un sito, seguivo dei podcast, leggevo, guardavo dei video su come reagire alle situazioni difficili.
    Ma a parte che con il mio funzionano pochissimo, quando anche mi sembra di imbattermi in un po’ di comprensione da parte di un terapeuta o di un’amica o altri, ecco che prima o poi arriva la doccia fredda: sì, perché se tuo figlio si comporta così, la colpa è tua. Perché quando un genitore è sereno, anche un bambino è sereno. Perché la vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo. Perché la mela non cade mai lontana dall’albero.
    E allora, tutto ciò che io penso è un enorme, sonoro, gigantesco vaffanculo.

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    • Il mio fa quattro anni a Luglio e anche lui, con fasi alterne, è almeno più gestibile che nei primi due anni.

      Alla fine, più leggo studi scientifici sul temperamento e sui bambini, alcuni che hanno studiato persone dalla nascita fino a quarant’anni, più mi convinco che le persone che dicono certe cazzate possono allegramente andare a quel paese. Sono quelli che ti dicono: “Con me ha funzionato così!” e cose simili e non concepiscono minimamente che in certi casi i genitori di bambini difficili si sono sbattuti e si sbattono cento volte rispetto a loro ma hanno zero aiuti e bambini molto più impegnativi.

      L’unica credo è di ignorarli il più possibile, cercare alleati se si può e tenere duro per noi e per i nostri figli.

      Poi perché io sono bacata in testa ho deciso unilateralmente che tutte le figure storiche orrende dormivano benone ed erano bebè modello e nessuno se l’aspettava che diventavano così: vedi bene tutte le interviste dei vicini di criminali che ti dicono come erano tranquilli e chi se lo aspettava.

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  6. Sono una mamma stanca… stanca delle situazioni che mi circondano, stanca di non avere nemmeno i soldi per mangiare, stanca delle persone che mi circondano e delle mille responsabilità e stanca di mio figlio.
    Da due anni e mezzo dormo pochissimo, mi occupo di lui h24 e non ce la faccio più.
    Da qualche giorno non sto più pulendo casa, lavando i piatti ecc… vorrei sono stare in silenzio e dormire.

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  7. Io non sopporto le richieste di attenzione dei bambini. E i litigi, che secondo me sono sempre una richiesta di attenzione. Mi sento mangiata viva da loro mi sento un cibo divorato. Mi sento tutti i giorni trascinata in basso nel loro mondo di bambini che per fortuna non è piu il mio. Un mondo pieno di fissazioni stupide paure paranoie e come ho gia detto continue richieste di attenzione. Mi fanno venire il male di vivere e mi fanno perdere fiducia nell umanità e in me stessa. E mi deprimono moltissimo i dispetti che si fanno le invidie e le cattiverie che si dicono. Che schifo

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