Stress e resilienza

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stress-resilienzaLa reazione del nostro corpo ad una situazione di difficoltà o pericolo è funzionale e ci predispone sia fisicamente che mentalmente ad affrontare la cause di tale stress. Il modo in cui ci poniamo di fronte allo stress è quello che fa la differenza sia nella qualità della vita che nelle aspettative di vita.
Può sembrare un gioco di parole, ma chi è stressato dallo stress, ossia vive male il fatto di dover affrontare i mille inconvenienti quotidiani, e le complicazioni sul lavoro o in famiglia, in modo negativo – sono stressato, quindi morirò presto, o perlomeno mi ammalerò – di fatto vive peggio, e meno a lungo (aumentano le probabilità di morire prima). Questo significa che la preoccupazione per lo stress che viviamo è quella che ci fa ammalare di più, non lo stress in sé.
Fatemi prima di tutto specificare che in questo post parlo di stress nel senso di situazioni pressanti che ci troviamo ad affrontare più o meno tutti, ma il discorso è ben diverso da stress causato da situazioni gravi, quali guerra, malattia, o violenze, che possono richiedere un intervento medico.
Se parliamo invece di situazioni pressanti che ci stressano, allora la chiave per risolvere il problema è la resilienza, ossia la capacità di rientrare nella norma dopo un periodo o un momento di stress.
E’ di fronte agli occhi di tutti il fatto che ci sono bambini (e adulti) che affrontano situazioni apparentemente stressanti in maniera leggera, ad esempio se subiscono un torto da un altro bambino, dopo un momento di sgomento o rabbia passeggera, tornano tranquillamente sui loro passi e si dedicano a qualcosa di nuovo, come se nulla fosse successo.
La resilienza quindi è una capacità che dipende molto dal temperamento.
Bambini (e adulti) che prendono ogni piccolo cambiamento o uno sgarro da parte di un altro bambino, o una “ingiustizia” subita sul piano personale, che si arrabbiano, che danno in escandescenze o che pur rimanendo tranquilli rivolgono lo stress verso l’interno hanno bisogno del nostro aiuto per imparare ad essere resilienti.

Da un lato è importante agire per diminuire i fattori di stress nella vita di un bambino, ad esempio diminuendo le attività extra scolastiche a favore di un po’ di tempo libero da usare per annoiarsi e sviluppare la creatività, o assicurandosi che il numero di ore dedicate al sonno sia sufficiente, e trovando degli spazi per stare insieme in modo rilassato a giocare o semplicemente a parlare.
Dall’altro è ugualmente importante per i bambini che non sono resilienti allo stress naturalmente, insegnargli a diventarlo.

Educare all’empatia. Aiutare un bambino ad empatizzare con il prossimo, gli permetterà di formare legami di amicizia importanti, che sono il primo passo per avere una rete di aiuti a cui rivolgersi per una sana risata liberatrice nei momenti difficili.

Insegnare l’altruismo. Rendersi utili per gli altri aiuta a sentirsi meglio con se stessi, ci si sente importanti e cresce la propria autostima. Si può cercare una attività di volontariato in base all’età o comunque aiutare il bambino ad identificare situazioni in cui possa aiutare qualcuno che ne ha bisogno: la nonna che deve portare una cosa pesante ad esempio, o aiutare a cucinare o ad apparecchiare la tavola, possono essere degli insegnamenti di altruismo anche per i più piccoli.

Stabilire una routine. Se si riesce a stabilire una routine può essere di grandissimo aiuto non solo per i piccolissimi. Una routine segna la via, diminuendo le scelte che dobbiamo fare e ha tutte le caratteristiche per diventare confortante al punto giusto (a patto di non esagerare rendendola rigida senza possibilità di un minimo di libertà). Bambini che crescono in case caotiche senza routine devono usare moltissima energia per capire cosa sta per avvenire, il che può avere conseguenze anche sullo sviluppo cognitivo.

Prendersi cura di sé. Trovare il tempo per una pausa, per mangiare bene, per dormire bene, e per fare movimento. Insegnare ai bambini ad ascoltare il proprio corpo e le proprie esigenze è un processo lungo ma importantissimo che inizia con l’imparare ad usare le parole per descrivere le proprie emozioni e stati d’animo, e con il descrivere cosa succede nel proprio corpo, ad esempio, quando ci arrabbiamo o quando ci sentiamo nervosi.

Procedere per tappe. Alcuni bambini vorrebbero tutto e subito, come ad esempio vorrebbero riuscire a disegnare bene, o a leggere in fretta. Per diminuire il senso di frustrazione si può insegnare ai bambini che per raggiungere degli obiettivi si deve procedere per piccole tappe. Aiutateli ad identificare degli obiettivi intermedi, e parlate insieme di che strategie potete adottare per arrivare alla meta.

E visto che è importate imparare ad affrontare lo stress anche per noi adulti, per concludere questo discorso vi lascio con un TED video di Kelly McGonigal: come farsi amico lo stress.

(foto credits credits whologwhy)

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