La scatola della fantasia: esercizi di storytelling collaborativo con i nostri bambini

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Tra tutte le sue millemila idee, Francesca, in arte panzallaria, si diverte un sacco e una sporta nella sua veste di storyteller. Per questo ha fondato Fabularia, il paese in cui tutte le storie che lei e la sua Frollina tirano fuori dalla scatola della fantasia prendono corpo e parola.

Per aiutare Frollina a valorizzare la fantasia, senza dimenticarsi che è altro dalla realtà, le ho costruito una “scatola della fantasia” dove può infilare disegni e piccoli oggetti di uso quotidiano che lei poi trasforma in storie.

La scatola della fantasia ha trasformato un normalissimo contenitore di scarpe nuove a cui abbiamo incollato ritagli di giornalini e fumetti per personalizzarlo.
Questo oggetto è utile perché è reale e concreto: cerca gesti manuali ma diventa ponte per il pensiero.
Quando Frollina teme che un mostro della fantasia faccia incursione nella realtà, le diciamo che può riporlo dentro alla scatola , in modo che rimanga lì, nel suo mondo e viceversa, quando si annoia, la invitiamo ad aprire quella scatola per tirarne fuori una buona storia.

Ed è proprio di storie che vorrei scrivere oggi.

Perché insieme ai bambini se ne possono inventare moltissime: un patrimonio di narrazioni fantastiche (o storytelling se vogliamo proprio essere alla moda ;-)) che diventano parte del lessico familiare, configurando mondi e momenti di condivisione e aiutando noi e loro a mantenere vivo “il fanciullino” che risiede in ogni persona.

A me piace scrivere favole.
Devo dire che mi fa proprio stare bene. Devo ammettere che quel che preferisco, quando leggo una favola, è che tutto è possibile, basta che la concatenazione logica degli eventi sposi la fantasia e le lasci un po’ di fiducia.
E’ un po’ come quando sogni: chi lo dice che per arrivare più in fretta in un posto tu non possa volare? Basta aver recuperato quella pozione magica che tua nonna custodiva gelosamente nel suo baule dei ricordi e che ora è diventata il prezioso aiutante per superare tutti gli ostacoli e arrivare alla meta!
Con Frollina le storie le raccontiamo insieme e non è che noi abbiamo bevuto qualche potente elisir eh? E’ un gioco semplicissimo, alla portata di tutti quanti.

Di solito lei inizia con un disegno o un abbozzo di idea, mentre parliamo: che sia un sole quadrato o un veloce commento al fatto che vorrebbe rimanere tutta la vita sull’altalena, a me basta semplicemente ascoltarla.
E’ come se lei lanciasse un mucchietto di coriandoli in aria e cadessero in testa alla sottoscritta, io li raccolgo, li ordino un po’, li metto su carta e poi – una volta fatto il collage – glielo restituisco, in modo che la storia diventi sempre qualcosa di nuovo, si aggiunga di particolari e trasformi.
E’ un gioco che si può fare anche con un gruppo di bambini superiori a 1, è un gioco che riesce bene nei pomeriggi di inverno in casa, in quelli di primavera tutti seduti sul prato.
E’ un gioco che coinvolge sempre più bambini, li fa interagire e diventa un orto dove coltivare la propria fantasia e creatività attraverso la co-creazione, lo storytelling collettivo.
Io non ho nemmeno inventato nulla, sia chiaro.
Fin dall’antichità, nelle sere fredde, ci si trovava accanto al fuoco a raccontare storie, facendole crescere in tanti: la narrazione fa parte di noi. Così è nata l’Odissea. Lo stesso Omero forse non è altro che l’identificazione di un gruppo narrante di persone!

E poi ne parla tanto Gianni Rodari nella Grammatica della fantasia, libro che vi consiglio di leggere per la bellezza e l’attualità dei contenuti.
Lui di spunti per uno storytelling divertente ne da moltissimi.
Una delle idee del libro è quella di ritagliare parole dei giornali e mischiarle, per fare uscire titoli assurdi di notizie surreali che diventano la base per una buona storia.

Delle volte mi sento in colpa quando mi dicono “Che bella favola che hai scritto!” perché se devo essere sincera, non è che l’abbia scritta proprio da sola, è sempre il frutto di un lavoro collaborativo con la cinquenne, un gioco dei meccanismi della narrazione che viene poi cesellato, limato e ripulito.
Perché – come diceva Rodari:
“Inventare storie è una cosa seria”
E io ve lo dico sul serio: inventatene tante con i vostri figli, sarà anche su queste basi che costruiranno il loro futuro e la memoria familiare condivisa!

Per visitare Fabularia, clicca qui: Fabularia.

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3 COMMENTI

  1. La scatola della fantasia è un’idea bellissima. Ed è molto bello e molto vero ciò che scrivi. Inventare storie e raccontarle è una necessità primaria e primordiale dell’uomo. L’immaginazione e la fantasia che si ha da bambini va coltivata e messa a frutto, non sottovalutata e messa a tacere, in modo che rimanga una risorsa per tutta la vita. L’immaginazione aiuta a trovare soluzioni e aiuta a superare i momenti più difficili. Ci sono stati periodi bui nella mia vita e, in quei periodi, l’unica cosa che mi dava conforto era un bel romanzo, cioè una bella storia che qualcuno, con la sua fantasia, mi aveva messo a disposizione.

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