Mandare i bambini a scuola da soli si può

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A che età, in Italia, è possibile mandare a scuola o far uscire un bambino da solo?
Ci sono divieti, obblighi o limiti imposti ai genitori?

Foto ©woodleywonderworks usata con licenza Flickr creative common.
Foto ©woodleywonderworks usata con licenza Flickr creative common.

Il post di Serena sull’importanza di andare a scuola da soli e sugli usi in merito in Svezia, ci ha offerto spunti di riflessione validissimi anche nel nostro Paese.
Infatti ho notato che su questo argomento c’è molta disinformazione, incentivata spesso proprio dalla scuola, che non offre chiarimenti ai genitori in merito.

Prima di tutto, chiariamo un dubbio ricorrente: NON è vietato mandare i bambini a scuola e tornare da soli alle elementari. Non esiste, infatti, alcuna norma in tal senso.

L’età della prima media (10/11 anni) è considerata tale da costituire una “presunzione” di autonomia del ragazzo, ma ciò non toglie che il giudizio del genitore possa ritenere capace di spostamenti in autonomia anche un bambino più piccolo.
Il principio fondamentale, infatti, è sempre quello che responsabili di un minore sono i suoi genitori “o chi ne fa le veci” (come recita la modulistica scritta in burocratichese).

L’unica norma a cui ci si può riferire è l’art. 591 del codice penale:
Abbandono di persone minori o incapaci
Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni…

Lasciare dunque da solo per strada un minore è da considerarsi reato solo quando questo gesto costituisca “abbandono“. Se il bambino non se la sa cavare da solo, non trova la strada per la scuola o quella di casa, viene preso dal panico, viene trovato a vagare, allora senza dubbio il genitore sta commettendo un comportamento illecito. Altrimenti non gli si può imputare alcunché.
Al contrario di quello che si pensa, non esistono regole scolastiche in merito, perché in effetti non è una questione che riguarda la scuola e vale anche per far uscire un bambino da solo in qualsiasi altra situazione.

E allora perché le scuole pretendono che all’uscita, fino alla quinta elementare, il bambino sia consegnato a un adulto di riferimento (genitore, sostituto, o suo delegato)? Per questioni di responsabilità: per una prassi che riconosce al bambino al di sotto di una certa età, l’incapacità di gestirsi da solo e, quindi, la necessità di essere sempre affidato a un adulto che sia a ciò autorizzato.
Per questo la scuola deve affidare il bambino personalmente a persona autorizzata: per assicurarsi che sia il genitore o l’adulto a ciò autorizzato dai genitori, ma sempre relativamente a bambini che si presumono non autonomi.

Non tutti sanno però che è possibile effettuare una DICHIARAZIONE, da depositare in segreteria, con la quale si afferma che il proprio figlio è capace di intraprendere da solo il percorso scuola-casa e pertanto autorizzare la scuola a farlo andare da solo all’uscita delle lezioni.
Alcune scuole predispongono dei moduli per effettuare questa dichiarazione e ne danno notizia almeno alle famiglie dei bambini che frequentano la quarta e la quinta classe.
Se questo non accade nella vostra scuola, potete sempre inviare una dichiarazione a testo libero che indichi:

  • I dati anagrafici del bambino e del genitore (consiglio di riportare i dati di entrambi i genitori e di sottoscrivere insieme la dichiarazione. Questo è essenziale come in caso di genitori separati);
  • l’affermazione esplicita che ritenete vostro figlio in grado di percorrere il tragitto casa/scuola/casa e che questo non presenta pericoli che il bambino non sappia gestire
  • la dichiarazione che il genitore solleva la scuola da ogni responsabilità per quanto accade al di fuori dell’edificio scolastico.
  • la richiesta esplicita di far uscire il bambino da solo dall’edificio scolastico alla fine delle lezioni, senza che venga affidato materialmente a un adulto

Questa dichiarazione deve essere ricevuta dalla scuola, che non può non attenersi a quanto richiesto.
Attenzione! Qualche dirigente scolastico particolarmente preoccupato o pavido potrebbe non apprezzare e scoraggiarvi. Inoltre, se non ritiene che vostro figlio sia realmente in grado di uscire da solo (magari su parere degli insegnanti), potrebbe segnalare la situazione alle autorità di polizia locale o ai servizi sociali (come potrebbe farlo sempre qualsiasi persona: non è detto che la segnalazione venga presa in considerazione).
Per questo motivo e ancor di più perché non volete di sicuro mettere vostro figlio in una situazione di disagio o di preoccupazione, fatevi un profondo esame di coscienza: fate andare e tornare un bambino da scuola solo se è realmente tranquillo nel farlo e se è alla sua portata.
Perciò, il limite della quarta elementare mi sembra piuttosto ragionevole, sebbene non imposto da alcuna norma.

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32 COMMENTI

  1. Qui a Roma zona est della città, IC G. IMPASTATO, il D.S. ha imposto x il corrente a.s. l’uscita dei ragazzi dalla scuola media o con i genitori o con un delegato dei genitori purché maggiorenne.
    Ragazzi che vanno d’ali 11 ai 13 anni!!!
    Ma quando acquisteranno un po di autonomia, prenderanno coscienza di ciò che li circonda, acquisteranno fiducia in loro, se fino a 14 anni li dobbiamo guidare dalla manina per l’imposizione peraltro di un’estranea??
    Neanche le liberatorie di noi genitori sono servite!! Un dirigente scolastico riesce a prevalere sulla potestà genitoriale e senza che alcuna legge di Stato lo prescriva. Altro che paese democratico e civile siamo alla preistoria, troppo ignoranza in questa società di oggi e troppo scarico di responsabilità.

  2. Salve sono un papa’ che ha in affido due minori,una di 15 e una di 10 anni,dopo 5 anni vissuti in trentino dove gia dalla 1 elementare la piccola veniva presa dalla grande quindi (6-11)anni,mi sono trasferito a Torino e sono iniziati i problemi.
    Mia figlia fa la quarta e io x problemi di lavoro due settimane al mese devo fare orario 14/22 delegando una mamma per prendere la ragazza,perché non viene data alla ragazza di 15 anni anche se ho chiesto di caricarmi io la responsabilita’.e toglierla alla scuola.Ho chiesto colloquio alla dirigente scolastica il 7 aprile ma e’ cosi’ impegnata che non mi ha dato risposta neanche telefonicamente..Un paio di volte sono dovuto uscire da lavoro perché la scuola mi ha chiamato che la ragazza non era stata presa dalla mamma delegata in quanto sua figlia per problemi non era andata a scuola..nonostante la grande aspettava fuori..La scuola dista 200 metri da casa mia..Come mi devo comportare’? GRAZIE ASPETTO DEI CHIARIMENTI..buona serata

  3. Ciao, son tornata a leggere questo post perché lo avevo trovato interessantissimo. Di recente son stata a un convegno (CosmoBike Mobility) durante il quale si è parlato anche di responsabilità della scuola nel tragitto compiuto dai bimbi da scuola a casa. L’avv. Jacopo Michi (legale della FIAB) ha relazionato proprio su questo argomento che ho trovato interessantissimo (slide qui anche se sono di un altro convegno http://www.slideshare.net/comunereggioemilia/michi-la-responsabilit-e-il-quadro-legislativo-sul-casa-scuola). Lui ha affermato che la responsabilità, sia con modulo firmato dai genitori che dichiarano che il bimbo è autonomo e in grado di tornare a casa, resta dell’insegnante e/o del preside. Mi piacerebbe approfondire visto che la legge, a questo punto, mi pare sia molto interpretabile

    • Ciao, sono Valeria, ho un ragazzino di quinta elementare e sono un giudice minorile.
      La responsabilità resta della scuola in quanto un’ eventuale dichiarazione dei genitori, esplicativa del fatto che il proprio figlio è in grado di tornare a casa da scuola da solo, non ha nessun valore legale, al contrario in sede di processo porta a pensare che la scuola, consapevole dei pericoli nei quali un alunno può incorrere, faccia firmare questi moduli per tutelarsi ben conoscendo le proprie pecche nella vigilanza.
      Può sembrare assurdo, tanto più nel caso in cui sia il genitore stesso a richiedere il modulo, ma sappi che in caso di incidenti gravi occorsi al minore, sia scuola che genitore saranno citati penalmente.
      Per la legge, possiamo lasciar circolare i nostri figli da soli per la strada sentendoci almeno in parte sicuri a livello legale, dai 14 anni in poi, quindi dopo la scuola media.
      Poi, in base al caso specifico e alla gravità dei fatti, spetta al giudice decidere se imputare alle parti il reato di incauta vigilanza o di abbandono di minore.

      • Valeria, ti prego di indicarci quale sono gli estremi di legge che pongono il limite a 14 anni. Se parliamo della responsabilità penale dell’ultraquattordicenne, non vedo il nesso. Certo che in qualsiasi caso è astrattamente possibile indagare il genitore per incauta vigilanza, se i fatti lo rendono necessario, ma questo può capitare davvero in ogni circostanza, anche in presenza del genitore. Ti renderai perfettamente conto che è esperienza comune e diffusissima che i ragazzi ultraundicenni, che frequentano le scuole medie, vanno e tornano da scuola da soli, anche su mezzi pubblici e ne sono perfettamente in grado: questo è un elemento che il giudice non può non valutare.
        E’ anche vero che, quando è stato scritto questo post, il problema non era così dibattuto come lo è stato ultimamente (addirittura, l’anno scorso si provò a portare una proposta di legge in Senato) e il risultato è stato un giro di vite restrittivo.
        Comunque, se vorrai fornirci gli estremi di sentenze che hanno giudicato la colpevolezza dei genitori, te ne saremo grati.

        • Art. 591 codice penale, prevede espressamente, per i minori di anni 14, una presunzione assoluta di incapacità, mentre per gli altri soggetti (ad esempio minori dai 14 al compimento dei 18) la capacità deve essere comprovata e accertata.

          Per le sentenze, ne trovi sicuramente di colpevolezza sia in merito a responsabilità genitoriale, sia contro i dirigenti scolastici o ad addetti al trasporto nel tragitto scolastico. Non le conosco a memoria neppure io e le dovrei cercare.

          Specifico che non dico la legge non sia lacunosa, lo è eccome, e come la maggior parte delle leggi non è perfettamente calata nella realtà quotidiana delle famiglie. Certo è che a noi spetta applicarla, e quello che mi preme è far sapere ad altri genitori come me che un comportamento ritenuto normale e passaggio fondamentale nella crescita dei nostri figli non è (purtroppo) da prendere legalmente troppo alla leggera.

          • Ho letto il commento della giudice Valeria e ho un brivido di angoscia. Capisco che come giudice vedrà i casi peggiori, ma trovo terrorizzante la prospettiva per cui un genitore italiano non può perdere di vista il figlio nemmeno un secondo per paura di essere condannato per omicidio colposo. Preciso che ho la famiglia in Austria, per esperienza diretta vedo che è la scuola a incoraggiare i genitori a mandare i figli da soli fin dalle elementari per stimolarne l’autonomia, e la società si adegua di conseguenza: gli automobilisti sono più disciplinati e vedendo un bambino di 8 anni che prende l’autobus da solo lo si segue con gli occhi. Questo approccio sconvolge le mamme italiane immigrate, che si sentono combattute fra una cultura che le giudica inadeguate se non seguono almeno il figlio con gli occhi dalla finestra, e una cultura che le giudica iper-protettive se lo fa.
            Da tempo sono felice di crescere i miei figli in Austria perché trovo la cultura genitoriale meno soffocante, e questo commento me ne dà conferma 🙁

  4. secondo me a 7/8 anni sono perfettamente in grado di andare non sò al fiume 2/3 km di distanza anche con degli amichetti non c’è bisognio di aspettare i 11!!!!

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