I lunghi viaggi in macchina con i bambini

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viaggio-in-macchinaSia quando eravamo piccoli io e mio fratello, sia adesso che comunque continuiamo ad avere famiglia e destinazioni vacanziere sparse ad almeno 1200 km. le une dalle altre, partire in macchina continua spesso ad essere il sistema più pratico, comodo ed economico per spostarsi con i bambini.

A me poi già il fatto di salire in macchina con la prospettiva di fare alcune centinaia di chilometri prima di arrivare dà il senso della partenza e della vacanza. Mi godo pure il viaggio, insomma. Mi piace proprio avere la strada lunga davanti a me, il bozzolo formato dall’ abitacolo, tutte le piccole coccole e comodità che ci concediamo per compensare le lunghe ore di immobilità.

I vantaggi sono quelli di portarsi dietro un po’ di casa, come ci ricordava Silvietta ne Quando viaggio con i bambini, fare i bagagli e partire senza stare a pensarci troppo sopra soppesando i grammi consentiti e potersi portar dietro giochi e libri a volontà.

Gli svantaggi sono come far trascorrere le lunghe ore di immobilità ai bambini senza ritrovarsi cadaveri intorno (o si ammazzano tra di loro dietro, o io entro nel modus Erode se non la piantano di scocciarsi e stuzzicarsi e urlare), la lunghezza del viaggio e gli incerti del traffico.

A metà tra vantaggi e svantaggi sta la possibilità di andare, cambiare strada, fare una tappa in più o in meno, cambiare idea a seconda dell’estro. E a metà ci metterei anche la mancanza di disciplina che viaggiare in aereo o dovendoti comunque tirare appresso tutti i bagagli sulle spalle ti impone. Da un lato fai i bagagli come ti pare, dall’ altro, purtroppo, fai i bagagli come ti pare e pensi meno bene a quello che davvero ti serve, portandoti dietro roba inutile.

Ecco quindi alcuni dei nostri trucchi di sopravvivenza.

La vivandiera
In genere ci diamo il cambio a guidare, quindi chi si trova dal lato del passeggero davanti ha anche il ruolo della vivandiera e gestisce le provviste, che servono più a spezzare il viaggio, ma fa sempre piacere averle perché non si sa mai.

In genere metto tutto in una borsa termica, anche quelle usa e getta dei surgelati se necessario, per tenere al fresco bibite e salumi/formaggi/frutta/ verdure tipo carote o pezzetti di peperone e cetriolo già pronti in un contenitore ed eventualmente alcune uova sode sgusciate in un altro. Uno o due giorni prima di partire metto a congelare in freezer una o due bottiglie d’ acqua che ci porteremo. Rimarrà fresca fino al giorno dopo e nel frattempo fa da elemento refrigerante per il resto.

Per i momenti di stanchezza dell’ autista a volte ci portiamo un thermos di caffellatte zuccherato, ma non sempre ce ne ricordiamo.

In un’ altra borsa metto le cose che non hanno bisogno di stare al fresco, in genere panini e dolcetti. I dolcetti a casa nostra si comprano in grandi quantitativi ai compleanni e per i viaggi lunghi, così si aumenta il senso di festa. In genere li scegliamo piccoli, come caramelline, M&m’s, maltesers ecc. perché ogni tot km. i bambini possono avere un’ altra dose, e questo li motiva a stare tranquilli leggendo o facendo un gioco invece di ammazzare il fratello tanto per far passare il tempo. Per fortuna a figlio 2 piacciono i tictac, che hanno il vantaggio di non squagliarsi sul sedile quando uno cade e si spiaccica tra i rivestimenti e il bambino, come purtroppo avviene per le cose cioccolatose.

Ho smesso di preparare in anticipo i panini perché si inumidiscono, si schiacciano e in genere diventano delle schifezze. Tra le attrezzature della vivandiera ci sono un coltellino seghettato per tagliare i panini e imbottirli, uno strofinaccio da stendere sulle ginocchia come piano di lavoro e raccoglibriciole, per poi ripiegarlo ogni volta e svuotarlo alle soste, alcuni altri sacchetti vuoti per i rifiuti, e un rotolo di carta da cucina per tutte le varie esigenze igieniche della famiglia.

Generi vari di conforto
Quando non guido in genere mi piace appisolarmi o mettermi più comoda (o evitare il crampo maledetto al gluteo sinistro della vivandiera, che ovviamente tutti questi generi di conforto se li deve incastrare tra i piedi, donde la comodità di tante buste piccole piuttosto che un borsone grande) e quindi porto sempre un paio di cuscinetti piccoli e/o uno o due grandi. Appoggiamo il cuscino al finestrino e ci appisoliamo.

Comodo per questo anche un plaid o il telo multiuso che porto sempre in vacanza e che vi descrivo dopo, ma i teli da bagno vanno benissimo anche loro. I bambini si appisolano più volentieri col cuscino o una copertina, e spesso si fanno una tendina per isolarsi dagli altri se desiderano un po’ di pace. Se non volete portarvi dietro i cuscini per ottimizzare gli spazi, bastano due piccole federe entro cui riponete piegati asciugamani, accappatoi o eventuali lenzuola che vi porterete, se necessario.

Rinfrescarsi per strada
I nostri figli non soffrono troppo la macchina, ma se avete bambini a rischio “gomito” che potrebbero sentirsi male per strada (e contro le sudate mostruose) ci sono due trucchi per rinfrancarli se si sentono poco bene: a casa bagno un paio di fazzolettoni da naso o tovaglioli in stoffa puliti (se avete ancora i pannicelli o i pannolini idrofili dei bambini teneteli da parte per queste occasioni), li infilo piegati singolarmente in un sacchetto di plastica con la zip per chiuderlo e li tengo in congelatore e poi piegati nella borsa termica. Utilissimi anche per rinfrancare gli stanchi autisti. E anche un asciugamanino sottomano è utile (si, lo so, ci sono anche le comodissime salviettine rinfrescanti, ma a me lasciano sempre un senso di appiccicoso addosso, e poi non sono fredde).

La borsina per le soste
In genere non facciamo mai più di 900-1000 km. in un giorno e quindi dall’ Olanda all’Italia la nostra sosta preferita è al confine sud della Germania dalle parti di Strasburgo-Legoland, oppure, se facciamo l’Austria, sul Fernpass, zone ad alta densità di alberghetti e Gasthof. Quasi  sempre al primo, massimo secondo albergo, una stanza la troviamo, o in genere ci mandano loro da un collega lì vicino. Anche qui, a seconda di quando siamo partiti, se siamo stanchi, se vogliamo prendercela con calma, a una cert’ora ci fermiamo, ci cerchiamo una pensione o un albergo e ci portiamo dietro la borsina con i cambi per la notte, la doccia e i vestiti per il giorno dopo, senza stare a spostare troppo il resto del bagaglio. Maschio alfa che ha la mania della sicurezza si porta dietro tutte le cose di valore in camera, il che in genere consiste nello svuotare e ricaricare mezza macchina, ma va bene così.

A me fa molto senso di vacanza anche il mangiare con i menu in tedesco, che per fortuna lascio decifrare al batavo, che lo sa leggere.

Abiti da viaggio
Per viaggiare a lungo occorre stare comodi, ma a noi fa piacere anche non essere troppo sbracati. Me lo porto dietro dai tempi in cui per noi un viaggio dalla nonna significava passare la cortina di ferro e diverse frontiere, ma avere l’ aria di persone distinte ed affidabili (cosa che chi mi conosce e si ricorda dei tempi in cui al mattino portavo i figli a scuola infilandomi cappotto, stivali e cappello sopra al pigiama, sa che normalmente l’ apparenza fuori dalle situazioni di lavoro è l’ ultimo dei miei pensieri) secondo me aiuta, specie in casi di emergenza.

Per i bambini preferisco sempre pantaloni corti o lunghi in maglina, quelli col cordino in vita, praticamente dei pigiami, magliette e calzini, visto che in macchina si tolgono sempre le scarpe, li preferisco con i piedi caldi e asciutti. Maschio alfa, ma è una cosa sua, viaggia sempre con una camicia a maniche corte in estate e le scarpe buone che si porta dietro per uscire, lasciando sandali e scarpe da ginnastica in valigia.

Io o mi tengo addosso i vestiti di lino che posso usare solo in estate in vacanza ( se sto ad aspettare un’ estate olandese che mi conceda di vestirmi di lino hai voglia),  o mi lancio sui comodissimi vestiti in maglina e una giacca con le tasche per quando occorre scendere dalla macchina e presentarsi al mondo (ovvero, alle signore delle toilette sull’ autostrada). Visto che in macchina ci si stropiccia a prescindere, vuoi mettere la chiccheria delle stropicciature del lino che cadono così bene addosso?

Il telo multiuso
Il telo multiuso lo scoprii per caso nella nostra ultima vacanza da backpackers con lo zaino in Australia, in un fantastico negozio di stoffe durante lo scalo a kuala lumpur. Che io adori tutte le stoffe, ma in particolare i batik, lo avevo detto qui . Silvia se lo è ricordato al punto 6 dei suoi 10 suggerimenti per i bagagli di famiglia.

Car entertainment
Contro i miei principi quest’ anno a Natale i bambini hanno ricevuto un tablet per regalo, ma devo ammettere che permettergli di giocare o guardare un film in macchina ha i suoi vantaggi per non farli annoiare troppo in macchina, che poi diventano molesti per se stessi e il mondo.

Un altro grande aiuto sono gli audiolibri, non solo racconti e romanzi classici per bambini e ragazzi, ma anche quelli storico-scientifici, di cui maschio alfa ha scoperto una splendida collezione nella nostra biblioteca di quartiere.

Certo, ci sarebbero pure i fantastici giochi senza niente, tipo chi vede per primo una macchina di un certo colore o cose simili, ma teniamo conto che in macchina ci stanchiamo pure noi adulti, e se per un po’ a forza di giornalini, libri (che però spesso a Orso causano senso di “gomito”), tablet, musica hard rock e audiolibri si intrattengono da soli, meglio. Lo svantaggio degli audiolibri era che Ennio, come suo solito, ogni tre parole faceva domande sul successivo svolgimento della storia, invece di stare zitto e ascoltarsela, e capite che può essere snervante per 1000 chilmetri.

Per l’ adulto non guidante al momento restano invece l’ uncinetto e le serie televisive al computer con auricolari, che hanno il vantaggio di poter essere usati uno con la luce e l’ altro in penombra.

Mi sono scordata qualcosa? Ditemelo voi fra i commenti e buon viaggio.

(foto credits @ Köpenhamn )

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5 COMMENTI

  1. L’anno scorso con la figlia di quasi 2 anni ho tirato fuori le marionette da dito a forma di animali. Quest’anno , quasi 3, le proporrò le bambole di carta con i vestiti da attaccarci sopra. In entrambi i casi il gioco in se è una sorpresa, almeno all’andata, quindi “dura” un pochino di piu. 🙂

  2. la mia infanzia è stata costellata di trasferte Brescia-Praga- Brescia-Roma/Siena, e mia mamma narra che senza aria condizionata e tablet poteva essere davvero dura…Io e mio fratello inventavamo un sacco di giochi e, non essendoci cinture e seggiolini, ci alternavamo in posizione straiata, uno sui sedili, l’altro in zona piedi imbottita con cuscini…
    tornando all’oggi io ho trovato comode le mascherine per gli occhi per creare il buio, e in macchina tengo sempre un telino per creare una tenda parasole fai-da-te, occhiali da sole per i bambini. Quando erano piccoli le lavagnette magnetiche permettevano ai piccoli artisti di sfogarsi senza fare danni…buone vacanze!!

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