L’estate dei tuoi 15 anni

2

L’estate dei tuoi 15 anni in cui hai accettato di farti comprare ai saldi ben due camice slim fit fighette con la scusa della festona di famiglia, e già che c’eri mi hai chiesto al volo una maglietta verdina con un fenicottero rosa enorme;

L’estate in cui la prima volta che siamo andati a nuotare mi hai fatto vedere che avevi i peli sotto le ascelle, ma quando ti ho chiesto se per caso anche nelle mutande, hai fatto la faccia schifata. Poi mi hai risposto a bassa voce. No. Cioè, qualcosa;

L’estate in cui abbiamo scoperto i primi brufoletti sul naso e mi hai ascoltato seriamente quando ti ho detto che in bagno ti ho preso il sapone speciale da usare mattina e sera, ma poi è la mattina e la sera che ce ne scordiamo;


L’estate in cui una ragazza lungocrinita e con gli occhioni ti manda dopo tanti traccheggiamenti una foto, ma ti avverte che è brutta, e tu me la fai vedere e chiedi incredulo: “ma come, è brutta, a me non sembra, perché lo dice?” e io vorrei dirti tante cose, sulle ragazze, raccontarti le loro insicurezze, le aspettative estetiche che gli calano addosso come mannaie ancora prima che spunti loro un accenno di tetta, ma anche le piccole civetterie ingenue che a voi maschi inutile andarci di fioretto, ci vuole la mannaia per provare ad estorcervi un complimento, e poi non dico niente, tanto ci hai già pensato tu a risponderle: ma come fai a dire che sei brutta? A me non sembra proprio, e mi dico che 15 anni di coccole, attenzione positiva e complimenti ti hanno insegnato almeno ad essere spontaneo e gentile e non mi devo preoccupare;

L’estate in cui mi hai sfinita chiedendomi le foto profescional della festona di famiglia, dicendo che visto che eri venuto bene le volevi, per una volta, mettere su Instagram;

L’estate in cui alla festona di famiglia il giorno facevi giocare in piscina tutti i cuginetti dai 2 ai 6 anni, e la sera facevi i giochi da tavoli con tuo padre e gli zii, e nessuno ti faceva sconti;

L’estate in cui hai rischiato una bocciatura tale da doverti passare alle professionali, e invece ti sei dato un gran calcione e hai deciso che volevi restare dov’eri, studiando gli ultimi mesi, facendo public relation con tutti i professori e insomma anche con un numero esagerato di crediti che ci hanno fatto disdire qualsiasi progetto di vacanza, tanto abbiamo già avuto il weekend della festona in famiglia, hai capito che forse meglio che ci metti un po’ di buona volontà;

L’estate in cui mi hai superata in altezza e in scarpe, in cui improvvisamente ti sono venuti i capelli ricci e mi chiedi ogni mattina come domarli, ma stai cominciando a farteli amici, in cui hai ancora la faccia e gli occhi da bambino, ma il nasone e il collo un paio di taglie più grandi;

L’estate in cui sei diventato grande figlio mio, ma ancora ci concedi un pezzo di strada insieme. Solo che adesso il passo lo segni tu, e noi genitori, grati, ti seguiamo.

(Inviato da una mamma di quindicenne)

Prova a leggere anche:

2 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO