Dove porta la routine

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La routine rassicura i genitori. Orari e tempi precisi, anche se la perfetta routine rappresenta forse un ideale, i genitori ci tengono a che tutto quello che riguarda l’ordinaria amministrazione dei figli non esca mai dai soliti binari. L’organizzazione diventa un sistema di fiducia, dove la consuetudine conferisce tranquillità anche a figli e figlie che possono appoggiarsi a tempi e spazi noti per qualunque cosa possa loro capitare.

La routine stressa i genitori. Ogni minuto è legato al precedente e al successivo da una catena di azioni che non può essere stravolta, pena la sofferenza di una persona cara che si vede privata di qualcosa. Il meccanismo casa-lavoro-sport dei bambini-visite dei nonni non prevede imprevisti, i quali invece si presentano con cocciuta maleducazione. Lo stress allora raddoppia, e il pensiero di dover dire di “no” a qualcosa – che già di suo era in sacrificio – non farà passare sonni tranquilli.

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La routine lavora per la serenità dei genitori. Ogni bisogno e ogni piacere trova una sua collocazione, e si può sempre rispondere a qualche seccatore che “non abbiamo tempo”. È vero che si deve rinunciare a qualcosa, ma gli appuntamenti fissi nella vita familiare compensano abbondantemente le rinunce; basta programmare anzitempo anche i momenti di condivisione, di complicità.

La routine lavora contro i desideri dei genitori. La frustrazione di non potersi permettere un minimo di libertà è tanta, perché uscire dai consueti meccanismi, implica delle conseguenze che sono sempre peggiori di ciò che si è eccezionalmente permessi. A volte si è così schiacciati sulle consuetudini da considerare il tempo libero una inutile perdita di tempo, e di pensare a ogni propria estemporanea volontà come a un problema familiare la cui unica ragionevole soluzione è: no.

Routine deriva da route, strada. Essa porta da qualche parte, ma non inevitabilmente: le strade si scelgono. C’è sicuramente quella veloce e breve che non rende percepibile il viaggio, ma c’è anche quella più lenta e ricca di possibili soste capace anche di far dimenticare la meta. Si può scegliere a quale velocità e con quale mezzo percorrerla, anche se la strada è sempre la stessa, tutti i giorni. Ed è pure vero che a volte una piccola sosta, un nuovo compagno di viaggio, un banale cambio di mezzo può trasformare una via crucis in una sfilata carnevalesca. Anche se il tragitto è sempre quello.

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2 COMMENTI

  1. Ma quanto è vero. La routine è fondamentale per sopravvivere a tutte le scadenze ed orari e ma nello stesso tempo ci schiaccia. Anche solo una semplice passeggiata in solitudine per rilassarci crea uno scompiglio e un ritardo sulla tabella di marcia e sulle abitudini dei bambini, da evitare assolutamente.

  2. Ecco, io sto macerandomi in questi giorni proprio su delle routine da instaurare qui dentro pena il disastro dello scorso anno scolastico e tu mi te ne esci con questo. Grazie. E anche grazzialcavolo. Adesso vedo quale dei due mi è più utile

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