Di piste ciclabili e inciviltà all’italiana

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Abito da 4 o 5 anni a pochi passi da una scuola media e più volte in questi anni ho pensato che prima o poi un ragazzino in bici avrebbe lasciato le penne su questa via che non è poi così trafficata, ma nelle ore di punta le doppie file delle grandi città a confronto sono ridicole.

La strada è in pendenza, in curva e a doppio senso di marcia con sosta concessa su un lato. Capite bene che quando un ragazzino di 11-13 anni (con gli ormoni che girano a elica ndr) inforca la bici per tornare a casa alla Jack Frusciante, alle 13 e qualche minuto, tutto può succedere.
Loro, i ragazzini, non sono i ciclisti più disciplinati della strada. Proprio no.

Il Comune quindi per far fronte a tutti i rischi che corrono ogni giorno questi giovani  bicimuniti  ha ben pensato di vietare la sosta su questa viuzza. E poi, dopo alcuni mesi, di fare il senso unico di marcia e di costruire una pista ciclabile che permetta ai ragazzi di entrare e uscire da scuola protetti.

Ecco. A causa di ciò sta nascendo un comitato di gente davvero arrabbiata. Le incazzature più gettonate riguardano i tempi di percorrenza delle strade attigue, ora congestionate dal traffico specie nelle ore di punta, la difficoltà a trovare parcheggio (piuttosto cronica nella zona che è anche un po’ turistica).

L’obiettivo del comitato è: senso unico e ciclopista vade retro per sempre.

La cosa su cui vorrei fare una riflessione è questa: che si parli di grandi o di piccoli centri, il problema dei parcheggi, e della circolazione fluida tocca un po tutti, i commercianti che hanno bisogno dei clienti che arrivino ai loro negozi, chi si muove per andare a lavorare o accompagnare i figli a scuola etc.
E a prendere la bici o ad andare a piedi non ci pensa nessuno. Credo che l’autonomia dei ragazzi sia un bene importante per loro e anche per la comunità, ma abbiamo il dovere di preparare loro la strada, tanto per restare in tema. E abbiamo bisogno di poterci fidare anche delle strade, non solo dei nostri figli.

Un breve tratto di pista ciclabile – come quello realizzato davanti casa mia – diminuisce molto alcuni rischi, ma se non è pensato in un contesto generale e con una politica adeguata, rimane solo un tappa buchi, che risolve un problema ma ne crea altri.

Ci sono alcune note sulla mobilità sostenibile che vorrei condividere qui (provengono dal programma di una lista civica di cui facevo parte), per capire cosa ne pensano altri genitori di proposte di questo tipo e come risolvono il problema, sperando che la buona abitudine di muoversi con la bicicletta non venga estirpata a causa dell’inciviltà e dell’arretratezza del nostro paese. Non dimentichiamoci che l’allarme smog nelle città è a livelli drammatici. Ma si può decongestionare il traffico solo con un cambiamento culturale. Noi genitori possiamo fare tantissimo in questo, arrabbiarci e abituare i nostri bambini a pensare sempre all’alternativa più sostenibile e a basso impatto, in particolare quando ci muoviamo.

– Le piste ciclabili o, peggio, le ciclopedonali sono pericolose. Sono attigue agli ingressi delle case e alle traverse e si interrompono spessissimo. Inoltre sono costose da realizzare e di difficile manutenzione. Secondo alcuni sono decisamente migliori le strade ciclabili, cioè delle corsie per le biciclette sulla carreggiata ma con il manto stradale di colore differente.

Zone 30: nelle zone residenziali e nei pressi delle scuole, pare brutto andare a 30 all’ora? Personalmente mi sentirei molto meno in ansia quando le mie bimbe non vogliono stare per mano mentre passeggiamo a piedi. Idem quando mi muovo in bicicletta.

Rendere meno conveniente l’uso dell’auto rispetto alla bici, ad esempio con il bike sharing nei pressi di parcheggi o di zone periferiche, parcheggi più costosi (i cui proventi possono essere reinvestiti in progetti di sostenibilità),

Abbiamo solo un modo per abitare città migliori. Iniziare a muoverci in modo sostenibile, promuovere il piedibus e perchè no il bici bus (non so nemmeno se esista). Votare, alle amministrative, chi propone soluzioni sostenibili per il traffico e l’inquinamento. Votare la concretezza e la determinazione.
Ah, ce n’è un altro: emigrare.

Elisa di Mestieredimamma

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14 COMMENTI

  1. @close
    i vigili li ho visti abbastanza spesso in zona nelle ore di punta e negli attraversamenti ci sono anche dei volontari per far passare i ragazzi.
    le interpellanze e le mozioni le hanno fatte alcuni consiglieri comunali di una lista civica di cui faccio parte anche io (ma non sono stata eletta 🙁 ) per provare a stimolare un cambiamento. Non c’è chiusura totale, anzi, ma nella pratica poi si risolve con tappabuchi.

  2. Elisa,

    scusami, non ho capito: le interpellanze chi riguardano? Avete provato a chiedere un “presidio” di vigili urbani nelle ore critiche?

  3. @close the door: faccio parte di una lista civica e i “nostri” due consiglieri comunali (che sono all’opposizione) hanno fatto molte interpellanze e mozioni su questi temi, nel nostro gruppo ci sono degli esperti di mobilità sostenibile e ti assicuro che è veramente dura cambiare questo tipo di abitudini e anche ottenere qualcosa: abbiamo persino fotografato delle strade, preparato dei dossier con tutte le diffoltà di alcuni punti. Alla fine si trovano soluzioni parziali con la scusa che si deve fare un’operazione coordinata e completa. Non sono così negativa, ma credo che manchi la cultura, cioè ci sono punti notevoli di miglioramento anche in chi governa. Tra l’altro ieri ho visto anche io i ‘nonni vigile’ negli incroci qui vicino.

  4. Le nostre città sono piene dei strade pericolosissime. Oggi al telegiornale c’era un servizio su due motociclisti morti perchè hanno inchiodato vedendo un autovelox e le persone intervistate (il classico “uomo della strada”) erano tutti d’accordo sulla pericolosità degli autovelox! Un nonsenso assoluto.

  5. C’entra poco con le biciclette, ma la via di casa mia e’ trafficatissima e le auto vanno a una velocità sicuramente molto superiore al limite per i centri urbani, noncuranti delle strisce pedonali, e del segnale di presenza di una scuola (che da qualche settimana e’ la scuola materna di mio figlio). Il marciapiedi e’ strettissimo, ci si può camminare solo in fila indiana e se devi portare un bambino per mano bisogna stare molto attenti perché le macchine sfrecciano veloci e quasi ti toccano, specie se contemporaneamente sta passando un’autobus. Un passeggino ci passa a malapena. Se poi si parcheggia sopra al marciapiede un furgone (lui poi ti dice che starà solo 2 minuti, ma io se devo passare non posso aspettare certo i suoi comodi…), ti tocca camminare in mezzo alla strada. Abbiamo scritto anni fa, noi e altri condomini, un esposto ai vigili urbani per chiedere dei dossi rallentatori o altre misure per ridurre la velocità dei veicoli, la risposta e’ stata che sono a conoscenza del problema e lo stanno ‘studiando’, i dossi rallentatori dicono che x legge non possono metterli, eppure basterebbe mettere un rilevatore i velocità e fare qualche multa in più… Cosa aspettano, che qualcuno, magari un bambino, finisca davvero sotto una macchina?

    Ecco, l’inciviltà italiana esiste ed e’ diffusa, le auto oltre a superare i limiti di velocità ignorano completamente le strisce pedonali. Ma un po’ più di efficienza da parte delle forze dell’ordine non guasterebbe.

  6. Elisa, nel paese dei miei genitori c’è un problema analogo: davanti ad una scuola media per gli stessi motivi hanno fatto senso unico + pista ciclabile ma ti posso dire che anche se nessuno ha protestato per questo, la cosa non è cambiata moltissimo perché le auto corrono a 100 km/h dove sarebbero previsti 50. Un giorno mia mamma è tornata a casa fuori di sè perché ha assistito ad un quasi-investimento di un ragazzino che stava attraversando sulle strisce in bici (!!!) e lo hanno quasi messo sotto. Ha telefonato ai vigili urbani segnalando la cosa, chiedendo loro di presidiare la scuola media, e non ci crederai ma hanno recepito! Dopo qualche mese di sperimentazione la cosa è diventata permanente, salvo che hanno iniziato ad “impiegare” degli anziani con i giubbotti arancioni, non so se hai presente.

    Per contrastare il comitato di arrabbiati io farei una raccolta firme per chiedere un presidio dei vigili all’entrata e all’uscita degli scolari, così magari si crea un dibattito sulla sicurezza.

  7. io abito davanti ad una scuola elementare ad una chiesa e ad una materna….insomma qui i bambini non mancano…eppure la gente per questa via paesana corre corre corre come se fosse sempre troppo tardi…
    Nel mio paese le piste ciclabili sono poco, spesso messe in tratti dove nn sono utili e si interrompono in punti assurdi….
    ma è proprio tutta l’inciviltà che mi preoccupa…gente che in auto non puo’ fare a meno di mandare sms o parlare al tel…uscire con il passeggiono ad esempio è solo un rischio…

  8. Che delusione sapere che una pista ciclabile NECESSARIA venga accolta dai cittadini con proteste e contestazioni. Io sono di Bassano e ammetto, riferendomi al caso specifico, che l’unica obiezione che potrei condividere è che la pista è stata fatta più larga dell’area adibita al passaggio delle auto (mezzo metro più strettina no??!)…il resto proprio no!Il veneto è una delle regioni con il maggior tasso di inquinamento atmosferico, stiamo avvelenando noi stessi e i nostri bambini che sono sempre più soggetti a malattie delle vie respiratorie. Serve un cambio di rotta e di abitudini!!
    Ricordo con nostalgia che fin dalla prima elementare andavo e tornavo da scuola a piedi con il mio gruppo di amichetti: era un momento di autonomia e socializzazione unico. Vivo poco lontano dalla scuola di mio figlio ma dovrò accompagnarlo ad attraversare la strada penso fino alla maggiore età visto che è notoriamente una strada “da more or less 100 km/h” con sorpassi selvaggi…e chissifida??!!

  9. @Supermamabanana: si , però pensa, se gli esperimenti verranno applicati alla vita concreta, arriveremo dappertutto PIU’ VELOCI DELLA LUCE!!

  10. beh certo se si impiegano le risorse per costruire i tunnel per i neutrini, le piste ciclabili ovviamente passano in secondo piano 😉

  11. Roma in questo senso è un disastro. Già la conformazione del territorio non aiuta, che devi essere allenato per muoverti davvero tra le continue salite e discese, però quello che davvero non aiuta è tutto il resto.
    Le piste ciclabili di Roma, sono lunghe e bellissime: seguono il Tevere, fino a fuori città, o entrano nel cuore nevralgico dei quartieri centrali degli uffici. Ma sono un disastro. Tenute in condizioni pietose, invase dalle auto parcheggiate, pericolose, sporche. Una risorsa costruita e poi lasciata allo sbando.
    Girare in bici in città, al di fuori delle ciclabili, è un atto di incoscienza pura. Mio marito per un periodo provò ad andare in ufficio in bici, ma poi ritornò alla moto perchè rischiava letteralmente la vita ogni giorno. Pensare di portare i bambini in bicicletta per strada è una follia: per portare Andrea in bici nel vicinissimo parco di Villa Pamphili (il polmone verde più grande di Roma, un posto meraviglioso, dove davvero si può pedalare in pace), siamo costretti a prendere la macchina e portare lì le biciclette, perchè il tratto di strada da percorrere è molto breve ma pericoloso.
    Eppure il lungotevere sarebbe davvero un’autostrada ciclabile che potrebbe unire l’intera città. E’ un peccato, una delle tante occasioni perdute.
    Eppure non c’è sindaco che non ci sia lucidato l’immagine parlando del grande futuro delle ciclabili di Roma… solo che questo futuro lo stiamo ancora aspettando

  12. Io abito al Lido di Venezia, una striscia di terra lunga qualche km che, solo con qualche sforzetto in più, potrebbe diventare tutta ciclabile. Invece no. Ci sono solo dei tratti di pista qua e là che non risolvono la situazione. A Pellestrina, un’isola poco distante da noi l’anno scorso è morto un ragazzino e allora si è provveduto.Direi che, in questo caso, ogni commento è superfluo.
    Riguardo alle strade ciclabili, rispetto alle piste , nutro dei dubbi sia perchè non mi sembra diano adeguata protezione, sia perchè alla fine segono le stesse vie delle automobili. Più utile sarebbe prevedere dei percorsi alternativi e possibilimente più brevi, (autonomi dai sensi unici ad es) che stimolerebbero l’uso della bicicletta.
    Invece in Germania si sta costruendo un’ autostrada ciclabile, nella zona industriale, per evitare un pendolarismo che era diventato ecologicamente insostenibile.
    O emigriamo o ci facciamo sentire.

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