Cosa non è lo stress

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stressIo non so cos’è lo stress. Non nel senso che non sono una persona che non ne è mai soggetto, ma nel senso che preferisco ricordarmi non cosa sia, ma cosa non è. Provo a spiegarmi.

Lo stress non è una scusa per fare o non fare qualcosa. Il fatto che io sia stressato non giustifica una mia mancanza, né il fatto che mi debba sentire autorizzato a fare qualcosa di particolare. Sia che un’altra persona o un avvenimento non imputabile a nessuno ci abbia causato dello stress, non vuol dire che noi si sia autorizzati a scaricarlo su altri o ci si possa sentire esentati da fare qualcosa. Non a caso si parla di “accumulo di stress”: è una “quantità” che ci viene caricata addosso, e dobbiamo trovare il modo di scaricarla non su qualcuno, ma semplicemente di mandarla via. Altrimenti rimarrà in circolo tra le persone a noi vicine. Pensate che bello passare lo stress del lavoro ai figli o alla compagna, con loro che lo passano alle loro conoscenze, e così via – finché non ci ritorna addosso centuplicato. Da qualche parte deve esaurirsi.
Caro papà, prova a esaurirlo tu lo stress, e a non passarlo agli altri.

Lo stress non è la causa di nulla. Lo stress induce a comportarsi in maniera diversa dal solito, ma sono sempre io a pensare, agire, valutare. Non posso dare allo Stress (con la maiuscola, come fosse un tale Mr. Stress) la responsabilità delle mie parole alterate, del mio gesto brusco, della mia risposta sgarbata. Sicuramente lo stress può farmi venire il mal di testa, il mal di pancia o altre reazioni somatiche: ma non posso inventarmi che sia il responsabile delle mie azioni.
Caro papà, sarà stato pure lo stress a farti urlare in quel modo brutale, ma la voce era la tua.

Lo stress non è misurabile in maniera univoca. Non dobbiamo aspettarci da nessuno una automatica e ovvia comprensione del nostro stato di stressati, perché le stesse esperienze che a noi causano stress per altri possono essere del tutto indifferenti. Ricordiamocene quando, stressati, cerchiamo comprensione; ricordiamocene quando una persona stressata, alle nostre parole che vorrebbero essere di conforto, risponde stizzita.
Caro papà, io non posso sapere che sei stato tutto il giorno a difenderti da gente seccante e inopportuna, perciò se a tavola grugnisci invece di parlare, io non posso esserti vicino.

Lo stress non è un problema condivisibile in maniera comprensibile con un bambino. Lui può solo gravarsi di quella “quantità” che gli scarichiamo addosso quando noi siamo stressati, ma non ha certo gli strumenti per comprendere ciò che accade. Quindi se lo prenderà tutto, lo assorbirà completamente ed esso riempirà tutti i suoi gesti e le sue parole. Pensiamoci quando sentiamo di essere stressati e siamo in compagnia dei nostri figli.
Caro papà, io ti vedo come la cosa più grande e più forte che c’è. Attento a come usi la tua energia.

Perché noi “grandi” i segnali dello stress li riconosciamo benissimo, invece. Dovremmo imparare a prevenirlo e poi a scaricarlo; i metodi sono tanti, va trovato il nostro modo di scaricare a terra – come i circuiti elettrici – quella tensione che ci portiamo addosso dall’ambiente, dal contatto con altri. Può bastare pochissimo, e poi diventare un’abitudine; come si lascia certa sporcizia sullo zerbino, fuori dalla porta di casa.

– di Lorenzo Gasparrini

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4 COMMENTI

  1. Caro Rob,
    com’è evidente dal contesto della mia osservazione sulla “misurabilità” dello stress, non mi riferivo certamente alla sua determinazione scientifica attraverso diagnosi, esami e/o apparecchiature. Parlavo semplicemente del fatto che la presenza di stress non è rilevabile da un display digitale che portiamo acceso in fronte, quindi per i nostri interlocutori può essere molto complicato valutarne la presenza nel prossimo, e il grado di reciproca interazione spiacevole dovuta appunto allo stress che ciascuno porta con sé.
    Qui a genitoricrescono.com ci siamo sempre ben guardati dal sostituirci a pareri scientifici o comunque autorevoli, che infatti ospitiamo sovente e con grande soddisfazione dei nostri lettori: della cui maturità siamo certi, come siamo sicuri che nessuno ha inteso – né nello scrivere né nel leggere – ledere la competenza medica, cognitiva e clinica necessaria ad affrontare dal punto di vista medico lo stress: si parlava, com’è evidente, solo di rapporti umani quotidiani.
    Capisco anche molto bene – sono stato anche un soddisfatto paziente di un “medico, psicologico cognitivo e clinico” – la tua esigenza di destare l’attenzione riguardo banalizzazioni e semplificazioni pericolose; ma ti assicuro che qui a genitoricrescono.com questo non succede.
    Grazie per essere qui a leggerci!

  2. Comprendo, apprezzo e condivido gli inviti alla fine di ogni sezione “Caro Papa’…” ma:

    detto questo, alcuni concetti sono completamente errati, da punti di vista quale medico, psicologico cognitivo e clinico.

    Lo stress, minuscolo o maiuscolo, e’ uno stato definibile e misurabile della nostra mente che quindi e’ portata a diversi fenomeni percettivi. Non serve avere l’ulcera per accorgersene. Qui viene la pericolosita’ di un messaggio inteso : corri, cucina, rilassati e te lo togli. Beh, non e’ proprio cosi. Il passaggio a fenomeni clinici e’ un fenomeno costante e subdolo che prende sotto molti pazienti (spesso i duri, quelli che non crack under pressure )

    Ogni persona ha reazioni fisiologiche ed emotive proprie, ma lo stress non e’ uno schema elettrico con un interrutore di sicurezza.

    Occhio quindi a semplificare ma non render la narrativa simplistica, senno’ ci aumenti i pazienti, e non va bene

  3. Credo che spesso la soluzione più semplice e logica sia anche quella che non ci viene in mente. In famiglia o tra gli amici tutti sono più o meno stressati ed ognuno ha un modo suo per scaricare lo stress (sport, leggere, pulire,cucinare) ma spesso non lo si riesce a fare per mancanza di tempo, soprattutto quando ci sono mille impegni considerati più urgenti o importanti. Basterebbe organizzarsi e regalarci una mezz’ora a testa al giorno. Io regalo a te 30 minuti durante i quali puoi fare quello che vuoi per combattere lo stress, tengo i bimbi, cucino o faccio quello che c’è da fare. Tu ti rilassi come meglio preferisci e tra 30 minuti facciamo cambio. Probabilmente non cancellerà tutto lo stress accumulato negli anni, ma almeno si eviterà di lanciarlo addosso a chi ci è accanto, che come giustamente scrivi, il passaggio non lo elimina ma lo fa soltanto circolare.

  4. E’ un bellissimo post. Condivido punto su punto. Dobbiamo anche imparare a non farci stressare dal quotidiano.Quando raccontai di un piccolo incidente che avevo avuto e di quanti piccoli fastidi mi avevano perseguitato in un periodo per più giorni, qualcuno di molto saggio mi rispose: “Cose che capitano ai vivi” Già.

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