Tre giorni ad Atene con i bambini

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Quando vivi all’estero in un paese del nord Europa che di fatto ha una mitologia di riferimento completamente diversa dalla nostra, ti ritrovi dei figli che se gli parli del dio che lancia saette, pensano a Thor non a Zeus. Quindi se decidi di trascorrere tre giorni ad Atene di passaggio verso le isole Cicladi, devi ripartire dai fondamenti.


E così il nostro viaggio ad Atene è partito dalla lettura dell’Odissea, seguendo Ulisse nel suo fantastico viaggio e facendo la conoscenza delle divinità greche. Abbiamo trovato due versioni, ciascuna adatta alle diverse età dei figli: una versione più semplice e asciutta per l’ottenne e una davvero bella e ricca di dettagli per l’undicenne. Anche se la lettura dei libri è iniziata prima della partenza, è continuata con molto più gusto durante i giorni di permanenza in Grecia. E’ come se leggere quelle storie direttamente sui luoghi che le hanno ispirate riuscisse a renderle più magiche. Inoltre ci hanno aiutato in una delle nostre attività preferite quando facciamo turismo nelle capitali europee, ossia la visita dei musei.

L’Acropoli

Il primo giorno ad Atene abbiamo subìto pesantemente il passaggio dai 20 gradi svedesi ai 35 ateniesi, e l’unica soluzione possibile è stata una ricerca spasmodica di aria condizionata. Il museo dell’Acropoli ci ha quindi offerto delle meravigliose ore di fresco in compagnia dei miti greci e della storia dell’antica Atene. A posteriori posso affermare con sicurezza che aver visto il museo dell’Acropoli prima di salire sull’Acropoli vera e propria ci ha aiutati a capire molto di più, e a godere meglio della visita.

Il museo dell’Acropoli è situato infatti ai piedi della stessa, ed è stato costruito su alcuni resti dell’antica Atene. L’architetto Bernard Tschumi, che ha completato la sua opera nel 2009, è riuscito nell’impresa di costruire un museo che rispettasse le fondamenta su cui poggia, lasciando i resti visibili attraverso i pavimenti in vetro, e ha creato una struttura moderna e funzionale che allo stesso tempo ricorda quella dello stesso Partenone. Insomma una lodevole opera di integrazione architettonica del moderno e dell’antico.


Ci siamo incantati di fronte alle le statue delle Cariatidi originali, abbiamo imparato tecniche di costruzione dei templi, abbiamo guardato video esplicativi, e ci siamo divertiti a guardare il modellino Lego dell’Acropoli. Abbiamo attraversato le collezioni delle statue del museo parlando degli antichi miti greci e del simbolismo da essi rappresentato. Al banco informazioni abbiamo preso un kit per bambini in cui invitavano a cercare tutte le statue di Atena presenti nel museo, riconoscendole attraverso uno o più simboli che la identificano (il mantello, l’elmetto, la lancia, la civetta….) Atena, la dea della sapienza e protettrice della città di Atene, nata dalla testa di Zeus, ma anche la dea che ha aiutato Ulisse a tornare ad Itaca, ci ha fatto compagnia durante la nostra permanenza in Grecia. Non ultimo l’abbiamo pensata e ringraziata ogni volta che ci siamo riparati dal caldo torrido sotto un albero di ulivo, il dono speciale di Atena alla città, grazie al quale è stata scelta come patrona invece di Poseidone.

Ladri d’arte?

Il museo dell’Acropoli non solo ci ha permesso di viaggiare attraverso i miti, ma anche di parlare del perché molte statue e reperti archeologici dell’antica Grecia si trovano in altri musei del mondo. Abbiamo ricordato ad esempio che un paio di anni fa abbiamo visto il gruppo di statue del Partenone al British Museum di Londra. Abbiamo appreso che alla fine del 1600 in seguito alla guerra contro i Turchi, i soldati veneziani guidati da Morosini, hanno fatto cadere la statua di Poseidone dal frontone ovest del Partenone, nel tentativo di staccarla (ma perché volevano staccarle mamma?). Le statue cadute e rotte sono state abbandonate lì dai veneziani, finché un paio di secoli più tardi gli inglesi ne hanno recuperato una parte che è ora esposta al British museum (che furbi gli inglesi a prendersi i resti e ricomporli, ma perché non ci hanno pensato i veneziani?), mentre la parte restante è esposta al Museo dell’Acropoli ad Atene. Insomma abbiamo parlato dell’importanza dei musei per la preservazione della cultura e ne abbiamo apprezzato maggiormente il valore.

L’Agorà – ovvero come evitare un’ora di fila sotto il sole cocente

Quando abbiamo deciso di salire sull’Acropoli ci siamo trovati una fila infinita alla biglietteria sotto un sole cocente e 40 gradi. E’ stato lì che abbiamo capito che avevamo una opzione migliore. Il biglietto di ingresso permette infatti non solo di visitare l’Acropoli ma anche l’Agorà e altri siti archeologici interessanti. Quindi siamo andati a comprarlo alla biglietteria dell’Agorà, totalmente priva di fila, e già che c’eravamo siamo entrati a fare un giro. La visita dell’Agorà è stata al di sopra delle aspettative, abbiamo disegnato, letto i nostri libri, fotografato come se non ci fosse un domani, e naturalmente disegnato sui nostri blocchi da viaggio.

Un museo di filosofia fuori dai soliti giri

Abbiamo scovato questo piccolo museo quasi per caso, e la consideriamo una grande fortuna perché è stato veramente carino. Sul sito archeologico dell’Accademia di Platone è stato fondato infatti un piccolo museo digitale didattico dedicato al padre della filosofia greca. Si trova in un quartiere industriale un po’ squallido, che non vale una passeggiata (noi lo abbiamo raggiunto con un Uber), ma il museo in se è delizioso, oltre che interessante.

Il museo digitale permette di avvicinarsi alla filosofia grazie a filmati, proiezioni, touch screen per testare sillogismi aristotelici, e computer in cui pubblicare i propri pensieri filosofici sull’amore o la giustizia.

L’entrata al Plato Academy-The Digital Museum è gratuita per tutti, quindi non perdetevi questo piccolo gioiello.
Siccome è praticamente impossibile trovare l’indirizzo o un sito web in inglese funzionante (ma provate comunque a guardare questo sito), vi metto qui la mappa di google per aiutarvi a trovarlo.

Il museo di archeologia greca

The National Archaeological Museum è uno dei musei più importanti al mondo per l’arte greca. Devo dire la verità che pensavamo di essere stanchi di statue di divinità greche, e miti da raccontare e quindi lo abbiamo visitato senza grandi aspettative, aspettandoci una ribellione da parte dei figli in qualsiasi momento. E invece ai bambini è piaciuto molto. Tra le varie cose posso dirvi che si sono incantati di fronte alla maschera di Agamennone, da cui naturalmente abbiamo preso spunto per raccontare la storia della guerra di Troia, hanno voluto disegnare sul loro blocco da viaggio una statua risalente alla civiltà cicladica, e si sono gustati (e noi con loro) la mostra temporanea dedicata proprio all’Odissea (non avrei mai sperato in tanta fortuna ad essere sincera). Vale certamente la visita.

La vita da turista

La vita da turista si svolge tutta o quasi nella Plaka, il quartiere turistico ricco di piccoli negozi, caffè e ristoranti. Se credete alla sfortuna o se vi piace il blu (come a mio figlio) non vi sfuggiranno i tradizionali occhi di Allah contro il malocchio. Già che ci siete allungatevi fino alla zona del mercatino delle pulci di Monastiraki. Il rischio di cadere in trappole per turisti è alto, ma a cercare bene oltre la paccottiglia si può trovare qualche prodotto artigiano più interessante, e sicuramente qualche buon gelato.


E poi quando dico con disprezzo “quella è roba per turisti” mio figlio mi riprende giustamente chiedendomi: “perché, noi cosa siamo?”
E voi siete stati ad Atene? Cosa avete visto? Vi è piaciuta? Mi fa davvero piacere se lasciate un commento.

I libri che ci hanno accompagnato in questo viaggio sono
(link affiliati ad Amazon.it):

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4 COMMENTI

  1. Che bel post! Sono passata per Atene con mia figlia quattordicenne – di ritorno dall’isola di Agistri – l’estate scorsa e abbiamo fatto in tempo a visitare solo il museo dell’Acropoli e mi ritrovo interamente in quel che dici.
    Di Atene mi sera sempre stato detto malissimo e quindi non mi aspettavo niente. L’ho trovata deliziosa. Molto pulita ed efficiente, rispetto a Roma. Grazie alle “dritte” di un bigliettaio dell’ottima metropolitana, per esempio, abbiamo risparmiato tempo e denaro.
    Da visitare senz’altro.

    • Grazie Raffaella, in effetti ci è piaciuto molto 🙂 Siamo partiti a fine giugno, e sono già all’opera per il post sulle Cicladi, che arriverà nei prossimi giorni

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