Seminare il futuro

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Il 16 ottobre scorso ho partecipato a Seminare il futuro, un’inziativa nata dall’intuizione di due contadini svizzeri. O meglio, di un selezionatore di sementi biologiche e di un agricoltore biodinamico.
L’idea propone di incontrarsi in un buon numero di persone e di seminare un campo con dei semi di grano antichi, all’interno di aziende agricole che aderiscono a questa iniziativa. Azione che ha dell’incredibile se fatta contemporaneamente da migliaia di persone, adulti e bambini in una decina di paesi europei. Gente che va a sporcarsi nella terra (lo sapete che si fa fatica a camminare nella terra arata di fresco?) e a spargere semi di grano!
E ha dell’incredibile soprattutto se riesce a smuovere poi, in un secondo momento, le abitudini all’acquisto convenzionale che si lasciano solo sfiorare dalle vere problematiche alimentari.

Mamma mia che panciotta piena che abbiamo!

Ed è per questo che ci scomponiamo poco e che facciamo fatica ad immaginare un mondo con meno supermercati e meno anelli nelle filiere di distribuzione e magari anche con meno veleni nei nostri piatti.
Non voglio sbandierare la mia affezione per il biologico, per i gruppi d’acquisto, per la terra rispettata e amata oltre che “usata” per riempire i nostri piatti. Perchè mica sono una santa io! Orientarsi in modo consapevole negli acquisti e non lasciarsi tanto abbindolare è veramente difficile. Voglio solo dire che sì, in quelle cose credo un bel po’, ma soprattutto mi sono emozionata a seminare con tutta quella gente, che non conoscevo nemmeno, ma che era lì per testimoniare dei valori e dire che un po’ nella terra ci si crede ancora. Alla fine ci siamo anche abbracciati!
Questa iniziativa è stata finanziata solo tramite donazioni e in Italia è stata promossa da un’azienda che ha avuto il merito di rendere popolare e alla portata di tutti il biologico. Quindi, insomma, abbiamo seminato gratis et amore dei e anzi qualcuno ha pure organizzato, e ci siamo portati a casa un bel gruzzolo di emozioni.
Il punto di partenza di Seminare il futuro è stata una chiacchierata sul seme, il primo anello della catena alimentare che sta all’origine di tutto ciò che la terra ci offre con la sua fecondità. Ce lo hanno spiegato persone in gamba, gente tosta, persone che sulla terra sudano tutta la loro fatica, magari anche con rese basse perchè non usano veleni. Persone con le mani grosse e le dita muscolose.
Erano semi antichi, quelli che abbiamo sparso, selezionati senza tecniche di manipolazione genetica, robusti e sani. Semi puliti insomma che oggi le aziende bio fanno anche una gran fatica a trovare perchè incombono, appunto, le manipolazioni (ogm), e poi, durante la coltivazione, l’uso di pesticidi e agro-farmaci. Che poi ce li rimangiamo nel pane, nella pasta e in tutto il resto e diventano un problema nella selezione per la semina degli anni successivi. Help!
Allora una giornata così vuole seminare messaggi, prima di tutto e far capire, attraverso un momento simbolico e forte come quello della semina, che il seme assicura il cibo alle generazioni future, ai nostri figli. Che se curiamo lui e la terra forse curiamo un po’ anche i nostri bambini, nutrendoli di cose buone e preparando un terreno un po’ più sostenibile. I bambini erano i più felici e bravi a seminare, sarà un segnale?

Elisa di Mestieredimamma.it

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2 COMMENTI

  1. Grazie della segnalazione, mi dispiace non averlo saputo in tempo per poter partecipare. Sono sempre dell’idea che certe tracce rimangano facendo con le mani, calpestando con i piedi, sentendo l’aria. E poi passare un pomeriggio tiepido in autunno all’aria aperta, mangiando cose buone e stando insieme agli altri è già un regalo.Bello.

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