Il ruolo dei nonni oggi

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I nonni rappresentano un terzo della popolazione adulta italiana. Ma la generazione dei nostri genitori in che modo affronta il ruolo di nonni?
Ne parliamo con la psicologa Elena Sardo

nonni e nipotiErano dei bambini, tempo fa,
bianchi di latte e rossi d’emozione,
e poi, veloce o lento, il tempo va:
sono dei nonni, antiche persone.
Il latte è ritornato nei capelli,
il rosso è vivo dentro la memoria,
certi ricordi brutti, altri belli,
sono i nonni: gente che ha una storia.
Hanno nipoti che sono bambini,
bianchi di latte, rossi d’emozione:
i nonni se li tengono vicini,
parlano loro, in continuazione.

di Roberto Piumini
Trent’anni fa avere due nonni era considerata una fortuna, mentre oggi, grazie all’aumento delle aspettative di vita, i bambini si ritrovano ad avere, molto spesso, tutti e quattro i nonni e non solo: nella maggior parte dei casi non sono dei vecchietti da accudire ma, grazie all’aumentata qualità della vita, sono degli “adulti stagionati” attivi e dinamici, che viaggiano, vanno in piscina o in palestra, scrivono e-mail, hanno il profilo su Facebook e le ricette per la merenda dei nipoti le trovano nei blog.

Di loro si parla spesso negli ultimi anni, Ma non per questi motivi: l’attenzione è catalizzata dal fatto che, in Italia, a causa delle carenti strutture per l’infanzia e delle praticamente inesistenti politiche di conciliazione, la loro presenza è indispensabile nel tran tran giornaliero delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano.

Lo stile di vita attivo e il ruolo di baby-sitter, ha modificato negli anziani il modo di percepirsi nel ruolo di nonni e di relazionarsi con i nipoti: il rischio di complicare i rapporti familiari e aprirli al conflitto è alto.

Per evitarlo, i nonni dovrebbero fare un passo indietro, avendo ben chiaro che sono, appunto, i nonni del bambino e non i genitori, e che non spetta loro decidere o giudicare i principi educativi secondo cui crescere il bambino.
Per riuscire a fare ciò nonostante, il ruolo attivo e quotidiano nell’accudimento dei nipoti, dovrebbero cercare di non vedere più i propri figli come figli, ma come adulti e genitori a loro volta, evitando di porsi in contrasto aperto con le loro scelte educative ed accettando il fatto che un figlio adulto può ascoltare i consigli dei genitori, ma decide autonomamente.

I figli, dal canto loro, dovrebbero concedere spazi “da nonni” a questi nonni contemporanei, anche se li vivono come dei loro validi sostituti, perché il rischio è quello di perdere i vantaggi emotivi (reciproci) che il rapporto transgenerazionale ha.

I nonni, infatti, sono caratterizzati da un amore incondizionato, che va, a mio avviso, oltre quello che hanno provato diventando genitori; è qualcosa di speciale, è per loro l’immortalità, la seconda occasione di rivivere l’infanzia, senza il peso del ruolo educativo, che avevano quando sono diventati genitori; è la possibilità di giocare, raccontare storie, insegnare gesti, mestieri e hobby avendo il Tempo a disposizione: rifare ciò che hanno fatto con i figli, ma senza fretta, senza doveri, immersi nel piacere della relazione d’amore ed arricchendosi man mano che i nipoti crescono.

E possono essere anche allievi dei figli dei loro figli, regalando loro una reciprocità con l’adulto, che diversamente non avrebbero, facendosi guidare nell’uso delle nuove tecnologie, dei nuovi giochi e dei nuovi linguaggi, ricevendo fresca linfa vitale e mantenendosi curiosi ed attivi, allontanando il declino e migliorando la propria qualità della vita, anche sociale, aperta a nuovi orizzonti.

I nonni rappresentano la storia del bimbo, la sua origine, ma anche il futuro (tutti invecchiamo), dando senso di continuità all’esistenza, perché possono narrare la Storia – come si viveva quando loro erano piccoli, come è stata la loro infanzia -, ma anche narrare come erano i loro genitori da piccoli.
Aprono i confini della famiglia nucleare e rappresentano modelli di riferimento concreti e affidabili e nelle famiglie con i genitori separati, rappresentano la continuità familiare e un punto fermo, quando gli altri adulti sono presi dai loro problemi.

Secondo l’illustre collega Anna Oliviero Ferraris, i nonni svolgono anche l’importantissima funzione di guardiani, di angeli custodi, dei nostri figli, perché “possono aiutarli ad aprirsi al mondo e ai sentimenti in maniera graduale, nel rispetto del proprio corpo e di quello altrui, evitando comportamenti precoci, inadatti e, a volte, pericolosi”, che a noi genitori distratti potrebbero sfuggire, “grazie alla loro saggezza, pacatezza e disponibilità”.

Sicuramente i nonni di oggi non corrispondo più a quelli dell’immaginario di un tempo, perché sono presenti e vitali, con ancora una loro vita attiva; a volte sono nonni part-time, a volte baby-sitter a tempo pieno; a volte, vivono lontani oppure vanno ancora al lavoro. Oggi non c’è un modello, si può fare i nonni in tanti modi. La mia generazione é stata paradossalmente più fortunata, perché se é pur vero che era più raro avere nonni viventi, é anche vero che i figli del babyboom si sono ritrovati a vivere in un contesto storico che cercava di favorire le donne che rientravano al lavoro dopo la maternità: abbiamo così avuto tempo pieno e due stipendi per la nostra gestione e goduto dei nonni come passatempo, beneficiando di uno stile educativo più affettivo che normativo e potendo essere da loro viziati. Perché é questo che dovrebbero fare i nonni.

– di Elena Sardo, psicologa e psicoterapeuta –

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