Auguri, signora Ruby Bridges

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the-problemIn una settimana in cui le scuole cominciano, e genitori emozionati accompagnano i nostri eroi ai cancelli, loro invincibili e valorosi, pronti per il futuro, in una settimana, dicevo, in cui notizie come questa ci colpiscono come anacronistiche e assurde, mi piace ricordare un compleanno famoso.

Lunedì scorso, 8 Settembre, compiva meravigliosi 60 anni la altrettanto meravigliosa Ruby Bridges.

Nel 1960, a 6 anni, Ruby fu una dei sei bambini di colore che superarono il test di ammissione per una scuola di bianchi, nella realizzazione di un programma di integrazione messo a punto dal sistema scolastico di New Orleans. Di questi sei, solo Ruby decise che sì, ci voleva proprio andare a questa scuola, con l’esitazione del padre, ma accompagnata dalla grande forza e convinzione della madre. Il clamore fu immenso, la protesta agguerrita, e quando cominciarono ad arrivare minacce alla sua stessa vita, Ruby fu costretta ad essere scortata ogni mattina sulla via per la scuola da un manipolo di agenti federali, inviati dall’allora presidente Eisenhower.

La foto di Ruby, con il suo maglioncino bianco e le scarpette lucide, concentratissima nel trasportare la sua cartella, che scende le scale circondata dagli agenti, è diventata iconica immagine dell’epoca. Ed ispirò il bellissimo dipinto qui sopra, “The Problem We All Live With” (Il problema con cui noi tutti conviviamo), che risiede normalmente in un museo in Massachusetts, ma che nel 2011, sotto suggerimento di Ruby, Patrick Obama ha tenuto in mostra da Luglio a Ottobre nel corridoio che porta allo Studio Ovale della Casa Bianca.

Pensiamo a Ruby quando cominciamo le scuole quest’anno, pensiamo al suo coraggio, alla determinazione della sua famiglia, a quanto oggi lei ci appare forte e bella e necessaria, a tutto quello che succedeva cinquanta anni fa, e che ora guardiamo con gli occhiali rosa di chi si commuove ogni volta che ascolta il discorso di Mandela, o si appassiona alla biografia di Malcom X. Gli occhiali rosa dell’idealismo che ci fa sentire migliori, ma a distanza, gli occhiali rosa della realtà romanzata da un film di Hollywood o una canzone emozionante.

Ma Ruby non è una cosa lontana e iconica, non è un film americano. Ruby è fra noi, è in ogni bambino e bambina che sta entrando per la prima volta in una classe dove sa a priori che anche la pronuncia del proprio nome sarà uno scoglio da superare.
Pensiamole, tutte queste Ruby, che cominciano la scuola in questa settimana. E abbracciamo a tutte e tutti, uno per uno, il nostro in bocca al lupo.

Il razzismo è una malattia che colpisce gli adulti. Smettiamola di usare i bambini per diffondere il contagio. (Ruby Bridges)

Norman Rockwell, “The Problem We All Live With”, 1964 

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4 COMMENTI

  1. Grazie di aver parlato di lei e del collegamento alle richieste dei bravi italiani di sbattere fuori gli stranieri dalle loro scuole. Gli anni di discriminazione anti-italiana nel mondo ce li siamo gettati alle spalle, il più delle volte con la motivazione che noi come immigrati eravamo “diversi”, eravamo “migliori” di quelli che arrivano oggi da noi. Penso che quasi tutti i diritti che ci sembrano ormai acquisiti e scontati sono in realtà sempre cancellabili in qualunque momento. Oggi sono emigrata, e mi trovo nella situazione, dopo aver sempre difeso la presenza degli immigrati nella scuola italiana, di sperare che la scuola in cui ora va la Stellina sia sempre così accogliente come la sta trovando ora.

  2. Vans, Claudia, è una storia bellissima, vero? Ancor di più se si pensa che Ruby ora è un’attivista contro il razzismo, i suoi interventi portano il suo messaggio dappertutto, specie nelle scuole, e ha recentemente istituito una fondazione, la Fondazione Ruby Bridges appunto, che fra le altre cose coinvolge le scuole in progetti per sviluppare il senso di comunità fra etnie diverse. Davvero una donna speciale.

  3. Concordo con Claudia, grazie x averci insegnato la storia di Ruby.
    E è verissimo, quando leggo queste storie una parte di me pensa: solo 50 anni fa succedevano queste cose?!
    Poi mi fermo a riflettere e mi rendo conto che in maniera più subdola ste cose succedono ancora e proprio nel cortile di casa mia!!!

    In bocca al lupo a tutte le piccole Ruby del 2013
    V

  4. Grazie per questa bella storia che non conoscevo! anche se preferivo non sapere delle prime elementari separate… sbaglio o una delle ultime riforme della scuola prevedeva proprio questo, che i bambini stranieri venissero istruiti a parte? (una genialata di una persona veramente competente, chiaro)

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