Non ci gioco più con te, pelchè tu non ti divelti!

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Mariaelena La Banca è una pedagogista, una mamma, una blogger e l’autrice di un utilissimo libro uscito da poco. Il suo blog è Yummimummy e Matteo ed il suo nuovo libro è “101 giochi intelligenti e creativi da fare con il tuo bambino”: accattivante e pieno di promesse, vero?!
Ed è proprio così: 101 idee per trasformare anche una sola ora con i nostri bambini, in un momento di partecipazione intensa e divertimento reciproco. Perchè questo è l’unico segreto per giocare con i bambini: divertirsi!
I giochi illustrati nel libro, tutti da realizzare con materiali semplicissimi o anche senza alcun materiale, sono adatti a bambini da 0 a 5 anni (l’età più difficile per interagire con i nostri bambini, perchè noi adulti ci sentiamo un po’ spiazzati dal dover davvero tornare ad essere bambini). E’ un libro da avere ed è un’ottima idea per un regalo.
In questo post, Mariaelena ci suggerisce il suo semplice “trucco” per quello che è il cruccio di molti genitori: la conciliazione tra il nostro poco tempo ed il tempo che dobbiamo e vogliamo dare ai nostri figli. Si riassume in un’unico semplice concetto: la partecipazione.

Un guest post sul gioco? Magari lo scrivo la prossima volta! Perché giocare non vuol dire sedersi su un morbido tappeto a fare qualcosa di stimolante e divertente col nostro piccino. Cosa fare sul quel tappeto è scritto in milioni di libri e manuali, compreso il mio. Ma giocare è di più.
Il filosofo, storico e poeta tedesco Friedrich Schiller affermava che “la vita stessa è gioco in quanto essa è creazione, è fantasia che realizza unità tra ideale e reale.”
Giocare provoca benessere nel bambino, rivela un atteggiamento positivo e fiducioso nei confronti dell’esperienza del vivere.
Il gioco non ha un fine, un tempo, uno spazio se non quello che il bambino vuole dargli. E non siamo certo noi a poter decidere quando, dove, come e perché! E allora cerchiamo di riflettere insieme…

DALLA PARTE DEI GENITORI
Noi madri “moderne” siamo più attente al tempo che passiamo con i nostri figli, sarà che pensiamo sempre che sia troppo poco e vorremmo fosse almeno tempo di qualità.
Ma non sempre la qualità si concilia con una giornata in ufficio, la spesa da fare, la cena da preparare e la casa da riordinare.
La stanchezza la fa da padrone e quelle poche ore spesso trascorrono freneticamente tra mille sensi di colpa e tanti dubbi. Perché non ci sono solo i figli e la casa..c’è anche un compagno, che ci vorrebbe brave massaie, ardenti amanti, perfette casalinghe.
La società stessa ci addita come pessime madri e questo aggrava ancora di più la situazione. Lavoriamo trascurando il compito di regine del focolare, di guide per i figli.
E il fatto che i padri moderni siano più attenti pare sia dovuto ad un eccesso di zelo…non al fatto che nell’accudimento della prole, si collabora così come lo si fa con le faccende domestiche e con tutto il resto. Ognuno a seconda delle proprie capacità e dei propri ritmi. I nostri genitori non si facevano tanti scrupoli. La maggior parte di noi è cresciuta più o meno allo stato brado…ma noi no. Il meglio per i nostri figli passa innegabilmente da noi e dal tempo che passiamo con i bambini. Ma come deve essere questo tempo? Cosa dobbiamo fare con i nostri pargoli in questo tempo? Quantizziamo questo tempo per essere tranquilli di averne trascorso abbastanza con loro???!!!
Quando tengo i corsi di sostegno alla genitorialità a scuola i genitori mi pongono sempre queste domande. I bambini del nido, ad esempio, hanno orari che vanno dalle 8:00 alle 18:00, prima delle 19, traffico permettendo, non si riesce ad arrivare a casa e tra la pappa, il bagnetto, la nanna, una cena veloce e due chiacchiere tra genitori, la giornata è terminata.

DALLA PARTE DEI BAMBINI
La mamma è il gioco preferito di ogni bambino. Non serve altro: il suo volto è ricco di dettagli e particolari ogni giorno diversi e lui si diverte ad esplorare i lineamenti di quel viso ogni volta che può: durante l’allattamento, quando la mamma lo cambia, quando gli parla dolcemente…e la sua voce soave! Quante sfumature! Che poesia! L’Amore che il bambino nutre nei confronti della sua mamma e poi delle persone che lo accudiscono è totale. Non hanno bisogno di sonagli, giostrine, carillon…ma noi, quando i piccolini crescono un po’ li riempiamo di giocattoli. Inutili, costosissimi e spesso inutilizzati giochi che rimangono a guardarci su mensole stracolme mentre loro, bambini fedifraghi, si dilettano con le scatole, e buttano via i giochi…giocano con pentole e coperchi, giocano con i cuscini del divano, con gli strofinacci del cassetto della cucina, con la scopa e la paletta (che avevamo dimenticato di vuotare nel secchio) e con lo scovolino del bagno…
I nostri figli, soprattutto in età prescolare, amano imitarci. Loro vorrebbero compiere le stesse azioni che facciamo noi, persino gettare una carta nel cestino si rivela un gioco divertente solo perché l’abbiamo appena compiuto noi adulti! Tutti quei gesti di routine come apparecchiare, lavare i piatti, spazzare in terra, passare l’aspirapolvere che noi odiamo tanto, per i piccini sono giochi divertenti e stimolanti.

CONCILIAZIONE
E allora, una volta che si è riflettuto su questi pochi spunti forse si arriva ad una conclusione ovvia. Il tempo di qualità è un tempo bambino in cui ogni gesto è una scoperta, un mettersi alla prova, uno stimolo e un divertimento.
Il segreto è coinvolgere i nostri figli nelle attività che svolgiamo e divertirci con loro, riscoprire il valore delle cose insieme a loro e insegnare, attraverso l’esempio, comportamenti e azioni corrette.
Caricare una lavatrice insieme a loro, cucinare con loro, rifare i letti con loro…impiegheremo il doppio del tempo ma staremo insieme davvero, condividendo gesti, azioni, risate e divertimento.
Non servono giocattoli per divertirci insieme. Non serve tempo per stare insieme. Si sta insieme e si condivide tutto, semplicemente. Loro ne saranno profondamente felici, noi saremo pienamente soddisfatti.

Se ti è venuta voglia di leggere il libro di Mariaelena La Banca, puoi acquistare “101 giochi intelligenti e creativi da fare con il tuo bambino” attraverso questo link ed aiuterai questo sito a crescere (adesso su BOL.it c’è anche uno sconto del 20%).

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13 COMMENTI

  1. Bellissimo post e libro interessante che metterò in lista, ma vi ci fesso che quando il numero dei figli aumenta
    e anche la loro età le cose diventano davvero difficili e conciliare diverse esigenze anche di gioco sempre più
    un’impresa acrobatica!Ma comunque ogni spunto puó essere utile e ben venga perché non si finisce
    mai di imparare.Intanto grazie!

  2. Sì, infatti. Confermo quello che ha scritto Tiziana, ho ricevuto il libro qualche giorno fa e l’ho letto tutto d’un fiato. Inizialmente ero un pò pentita perchè mia figlia ha 5 anni e di spunti su giochi a cui non avevo mai pensato ne ho trovati pochini…. Poi però ho riflettuto sulle potenzialità del libro e con molta soddisfazione diventerà un ottimo regalo per una mia amica che ha due bimbe più piccole.
    Grazie ancora e AUGURI a tutte!

  3. Ho letto il libro secondo me è adatto per bambini sotto i 3 anni che non vanno all’asilo nido, dai 3 anni in su le attività descritte sono molto poche.

  4. Coinvolgere i nostri figli nelle azioni quotidiane è l’unico modo per poter stare davvero con loro! sorridere dei loro pasticci, gioire delle loro scoperte (mamma i calzini di papà puzzano di più!!!) e imparare a amarci per come siamo…Matteo ha 3 anni e uno dei suoi giochi preferiti è appendere i fazzoletti con le mollette del bucato sullo stendino. quando aveva 1 anno il suo gioco preferito era togliere e mettere le carte di credito e le tessere dal mio portafogli, lo scorso anno amava i joy stick e i telecomandi. Insomma, ci godremo appieno la bellezza dell’infanzia dei nostri figli solo se impariamo ad essere noi stesse con tutte le nostre imperfezioni. In casa mia rena un caos sovrano. Nel mio salone pare che sia appena scoppiata una bomba…l’unica stanza che rimane in ordine è la camera da letto…e dichiaro con orgoglio che ci dormiamo ancora in tre!!!

  5. Molto “puntuale” questo post, come sempre. Vi ho mai detto che siete bravissime e che siete la prima cosa che leggo la mattina appena accendo il computer in ufficio? E ogni giorno sono mille spunti, mille riflessioni, mille idee. Sembrate “nate” apposta per me :-). Grazie di cuore per il vostro impegno.
    Comprerò il libro, sembra fatto per me.
    Ebbene sì,lo confesso, spesso dopo il ritorno dal nido/ufficio alle 19.00 e poi bagnetto-pappa-bonifica della cucina dopo la pappa-dentini-pigiamino ecc. mi piazzo sul divano abbracciata al Moccioso di due anni e ci guardiamo insieme un cartone: niente favole, niente giochi, niente attività manuali creative e intelligenti che favoriscano il sonno e diano quel tocco di qualità al nostro tempo insieme… ma è il momento più bello della giornata e ogni giorno lo aspetto con ansia e trepidazione.
    A fare con lui giochi educativi e di qualità c’è tempo… vero?!

  6. la quotidianità vissuta con la mia piccola vuol dire renderla partecipe delle cose da fare, passare il mocio o lo swiffer la fa’ divertire un mondo, anche l’aspirapolvere non le dispiace ma la cosa che piu’ la diverte è fare il purè, il sugo con i pomodori veri e le polpette,insomma qualsiasi cosa in cui puo’ affondare le mani!! le ho anche comprato un bellissimo grembiule taglia tre anni a cui abbinare il cappello da cuoco…poi ci sono anche i momenti del tappeto, del disegno e dello stare insieme a leggere un libbro o a vedere i cartoni o a fare giro giro tondo intorno al tavolo. con tanta fatica cerchiamo di stare bene insieme!

  7. Io il libro l’ho preso, è molto carino. Ci sono dei consigli semplici semplici che potrebbero sembrare scontati ma di cui, nell’ansia frenetica della vita di tutti i giorni, spesso ci si dimentica e leggendoli ti dici il classico “ma guarda non ci avevo pensato!”.
    Io cerco di non sommergere mia figlia di giocattoli e nonostante questo siamo inondati, perché è vero che i piccoli si divertono con le cose normali: la mia conta le molette, butta la carta nell’immondizia, svuota e riempie il mio portafoglio (ieri mi ha accartocciato 50 euro!!), quando stendo prende la biancheria dalla lavatrice e me la porta (peccato che ce l’ho sul terrazzo e i capi bianchi non arrivano allo stendino proprio intonsi…).
    Lavorando purtroppo il tempo per i figli è poco e i pensieri molti, ma quel poco che riusciamo a ritagliare dovrebbe essere il più “esclusivo” possibile e gestito da loro.

  8. Vi assicuro che, quando il Sorcetto era più piccolo, la divisione dei panni per la lavatrice era un momento di grande entusiasmo. Lo mettevo lì nel bagno, col cesto dei panni sporchi a disposizione e lui faceva dei mucchietti dividendo bianchi e colorati. Il gioco stava anche nel pescare gli ultimi panni in fondo al cesto, cosa che per lui era quasi acrobatica. Non mi dite che è sfruttamento, eh! 😉 Intanto si stava insieme facendo la lavatrice…
    Certo, adesso è un po’ più difficile e se provo a chiederglielo arriva qualche “uffffaaaaa”….
    Monica, dici bene: spesso volere non è proprio potere, inutile perdersi in quelli che spesso sono luoghi comuni. Certe volte il tempo proprio non c’è e non possiamo farci una colpa anche di questo. Però possiamo recuperare un po’ di tempo ludico rubacchiandolo qua e là, questo spesso si può fare aguzzando l’ingegno.

  9. Complimenti all’autrice e complimenti al sito, che sta crescendo magnificamente, e per contribuire mi sono precipitata a ordinare il libro. Ho apprezzato prima di tutto il fatto che nel post si sia tenuto conto delle reali esigenze delle mamme moderne. Il poco tempo a disposizione rende davvero tutto difficilissimo, NON E’ mancanza di voglia, NON E’ che volere è potere, non sempre almeno. Ma non volendo rinunciare al gioco con i nostri figli, spero di trovare nel libro spunti interessanti. Grazie!!!

  10. Ecco, il tempo con loro è proprio il mio punto debole. Così come io, ansiosa, di fretta, pasticciona, e con poca pazienza, proprio non ce la faccio a condividere bene i momenti di ogni giorno… Cucinare con loro? Un infarto a vedere i pasticci che fanno. Rifare i letti? Figurati se va bene come mi aiutano. Che poi non sono casalinga di natura, anzi, non rifaccio mai i letti, ma se li faccio deve essere come dico io.
    Urge lavorarci sopra.

    Intanto mi segno anche questo libro!

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