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Mostrarsi nudi ai figli

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Abbiamo ricevuto una mail da Fabiana, una lettrice che ci poneva i suoi dubbi sul mostrarsi nudi ai propri figli. Ci è sembrato un argomento molto interessante e quindi vorremmo confrontarci con voi, dato che non credo ci sia una risposta “corretta” a questo dubbio, ma soltanto diverse risposte, ognuna adatta alla propria famiglia.
Partiamo dal messaggio di Fabiana:

Cosa ne pensate della nudità dei genitori davanti ai figli piccoli?
M. ha poco più di due anni e sia io che il padre, facciamo tranquillamente la doccia con la porta del bagno aperta, lei senza problemi può entrare e uscire. Questo a noi non crea disagio e viviamo il tutto con naturalezza.
Ora la bimba inizia a fare domande del tipo “Mamma perchè tu hai la patatina e papy il pisellino?“. Ovviamente le risposte che le do sono altrettanto naturali “La mamma è una femminuccia come te e le femminucce hanno la patatina, mentre papy è un maschietto ed i maschietti hanno il pisellino“, e lei “E perchè mamma?” ed io le spiego che è la natura, che maschietti e femminucce hanno delle differenze e tra queste c’è anche quella.
Mi chiedo, visto che le sue domande sono molto insistenti su questa cosa, è normale che a poco più di 2 anni sia così curiosa riguardo la nudità?
Poi, ora che il nido è chiuso, la mattina la lascio dai nonni e ieri tornando mi dicono (in disparte) che, mentre il nonno faceva il bagno, lei è entrata e voleva vedere se essendo maschietto avesse il pisellino… I miei suoceri si sono un po’ scandalizzati, io ho semplicemente risposto che in casa questa cosa è vissuta con tranquillità quindi la mia paura è che la bimba vedendo reazioni “agitate” possa percepire il tutto in modo diverso. Ho chiesto, quindi, magari se qualcuno fa la doccia, di portarla fuori, di distrarla e il problema non si presenta.
Voi cosa ne pensate su questo argomento? E’ giusto come facciamo noi, per evitare che cresca con sciocchi tabù, oppure dovremmo evitare?

Noi con il Piccolo Jedi ci siamo comportati esattamente come fanno i genitori di M. La porta del bagno resta chiusa solo quando l’Ingegnere ci si barrica dentro con le riviste di ciclismo (ma ovviamente quello non è pudore, è autodifesa!). Io mi spoglio e mi vesto tranquillamente davanti a lui e se faccio la doccia può avere comunque libero accesso al bagno se ne ha bisogno. E’ capitato anche di fare il bagno insieme, quando era più piccolo (raramente, perchè a casa abbiamo solo la vasca corta e sarebbe un’impresa entrarci in due). Ovviamente anche lui ha posto le sue domande: cosa sono queste? Perchè tu hai questa? Perchè io e papà abbiamo questo?
Stesse risposte di Fabiana, con il particolare, però, che lui si è accontentato della spiegazione e non è mai stato tanto insistente sul punto. Lo ha digerito davvero come un fatto normale e non ci torna su. Per ora ha accettato che siamo fatti così e non mi ha ancora chiesto il perchè (ma arriverà, eh!, me lo aspetto a breve ormai, ma non anticipo). Quando andiamo al bagno, ognuno chiude la porta, per avere la sua intimità (a cui comunque teniamo), ma senza traumi se a qualcun altro serve urgentemente di entrare (anche perchè il bagno è uno).
Ho sempre pensato che gli unici imbarazzi possano essere provati da noi genitori o, come nel caso di Fabiana, per l’intervento degli imbarazzi di terze persone.
I bambini, al contrario, non hanno alcun motivo di essere imbarazzati o di porre domande con una qualsiasi forma di “malizia”. Chiedono per sapere, come quando chiedono perchè piove, perchè i fiori sbocciano o perchè bisogna andare a scuola ogni mattina. Per loro ogni domanda ha lo stesso valore e lo stesso scopo: conoscere. Tutto qui.

Fin qui quello che pensavo io. Dopo aver letto la mail di Fabiana, però, mi è venuta l’idea di postare questa semplice domanda sulla mia bacheca facebook, per cercare un confronto di opinioni ed esperienze:
Datemi qualche spunto, che sto scrivendo un post: cosa ne pensate del girare nudi davanti ai figli?
In poche ore, nonostante la giornata estiva, ho raccolto 78 commenti! E’ evidente che l’argomento è molto interessante e ci sono tante opinioni diverse in proposito. Tutto questo materiale, raccolto grazie ai miei amici, non potevo che riversarlo in questo post. Ecco i brani più significativi di una lunga conversazione.

Mammafelice lasciava il primo commento, che rappresentava subito un brillante contropiede:
A me non piace girare nuda, per due motivi:
1) Voglio avere il diritto di lavarmi, fare pipì, vestirmi… senza nessuno intorno, senza soddisfare le esigenze altrui e dedicandomi del tempo da sola. Non voglio condividere la mia intimità perchè mi piace avere del tempo solo per me, non invaso da nessuno
2) Penso che i bambini debbano percepire la mamma e il papà come esseri asessuati. Io ricordo un enorme fastidio al pensiero che i miei facessero sesso. Ricordo con fastidio la nudità dei miei. Almeno la nostra sessualità, possiamo non condividerla con i bambini?
Questo non significa che io mi nasconda o abbia tabù riguardo il sesso, o non pensi che l’educazione sessuale riguarda la famiglia. Semplicemente non penso che tra genitori e figli debba esserci totale parità, totale libertà, totale intimità. Io voglio essere la madre, non la compagna del pigiama party.

Wonderland interveniva con una posizione decisamente moderata:
Senza gratuità. Nel senso, se capita sì, ma farlo per abitudine non è nelle mie corde. Comunque capita che Porpi e io ci vestiamo insieme. Però mai col genitore del sesso opposto.
E poi ci deliziava con una delle migliori battute della Porpi: “…ho un video della Porpi che entra in bagno e chiude la porta dicendo ‘scusate io devo fare la cacca vorrei stare sola con la mia cacca grazie’“. Quale migliore espressione della privacy?!

Chiara D.L., raccontandoci che i due figli maschi condividono col papà il bagno, mentre non ritene che con la mamma debba esserci la stessa intimità nel vedere e toccare le parti intime, esprimeva un’idea che mi piace molto: “Io vorrei che vivessero il loro pisello con la stessa naturalezza con cui vivono un femore o un orecchio, tanto poi sarà la società a sovrastrutturarli con gli inevitabili tabù.

La Staccata ci raccontava che lei, ancora oggi, fa tranquillamente la doccia con Superboy, ormai più che settenne, senza inibizioni: “Non siamo nudisti indefessi, semplicemente per il momento non proviamo imbarazzo a mostraci nudi davanti al bambino. In futuro, magari, chissà.

Queste opinioni incontravano il favore di Bismama: “Sono del parere che se una cosa è presentata come tabù i bambini – come del resto anche gli adulti – la vedranno come qualcosa da fare/vedere/toccare. Se invece si passa il concetto naturalità per loro non diventa un problema.
Mi lavo/vesto spesso con la nana e idem con First, che è maschio, ma lui, abituato fin da piccolo, non mostra curiosità particolari, né nei miei confronti, né nei confronti del padre. Per lui è: normale

Nella conversazione era il momento dei distinguo e, su questi, interveniva magistralmente Mammamsterdam: “Nella vita ci si spoglia in svariate occasioni e ognuna ha il suo pubblico o meno. Noi tutti spesso e volentieri dormiamo nudi ma anche no, spesso e volentieri accogliamo ospiti nel nostro letto ma anche no e come capita capita. Poi il giorno che i miei figli vogliono a tutti i costi capire come funzionano le tubature interne ed esterne delle donne gliene cerco di adeguate e responsabili su youtube, meglio se con le freccette e i disegnini interattivi e mai e poi mai mi sognerei di propormi come soggetto dal vivo, così come non mi sono fatta fare foto troppo specifiche durante il parto. Il giorno che i miei figli cresceranno e avranno le loro fasi di pudicizia nei confronti dei genitori ne terremo conto e cercheremo di rispettarle, senza però scadere nel ridicolo o nel pudibondo esagerato, visto che non è un valore che voglio trasmettere ai miei figli (Mammasterdam, proprio tu che al pargolo manco duenne spiegavi che il pisello è una cosa bellissima ma quando ci giochi non farlo in pubblico – nello specifico: in fila al banco salumi del supermercato di ritorno dalla spiaggia e con i calzoncini di cotone sbragolati causa mancanza ricambio -perchè agli altri magari non interessa, mi contraddico? Ebbene mi contraddico).

La mia amica Ilaria ci faceva riflettere su un caso particolare: quando l’uomo di casa non è il papà dei bambini. In questo caso, ci raccontava, pur in una famiglia in cui mamma e figli, una maschio e una femmina, girano tranquillamente nudi per casa, il compagno della mamma, l’”ultimo arrivato” in famiglia, anche se accolto con grande affetto dai bambini, si mantiene molto più riservato ed evita di uniformarsi allo standard di “nudismo” familiare.

Non poteva mancare Serena a parlarci della mitica (per noi mediterranei) “nudità svedese”: “Spogliatoio in piscina in quel di Stoccolma, ci si spoglia tutti nudi per la doccia e ovviamente per la sauna. Visto che madri o padri si occupano tutti dei figli, può capitare un ottenne nudo che fa la doccia tra donne nude, o una ottenne nuda che fa la doccia tra uomini nudi. Altezza pisello per intenderci. Devo aggiungere che non si scandalizza nessuno? Non ho mai assistito a risatine di maschietti nello spogliatoio femminile. Per dire che la nudità si può vivere come normalissima, o strana e imbarazzante: è tutto un problema di abitudini. Non sono in nessun modo d’accordo con l’affermazione di Mammafelice sul fatto che i bambini debbano vedere i genitori come asessuati, non ne capisco proprio il senso. Al contrario i genitori sono il primo modello sessuale di riferimento. Ma mica condivido la mia vita sessuale con i miei figli se mi faccio vedere nuda mentre faccio la doccia o mi cambio! Per me sono cose completamente distinte

Impossibile non citare le due esilaranti esperienze in campeggio di nudisti di Yummymummy, che ci si trovò senza saperlo, assunta come baby sitter, e non tolse lo slip per tutta la vacanza e di Chiaradinome, quando, appena dodicenne, ci fu portata dalla zia per un mese di vacanza, senza aver mai visto un adulto nudo prima di allora.

A questo punto emerge un elemento essenziale della questione: la nudità ha a che fare con la sessualità in modo diretto e biunivoco? Io sono convinta che non sia così ed Elisa Mestieredimamma ci regalava l’esperienza raccontata dalla sua mamma: “Ricordo benissimo i racconti di mia madre quando io ero preadolescente: lei era arrabbiatissima coi suoi genitori, i miei nonni, per non averle mai lasciato capire, intravedere nulla ed essersi dovuta costruire una sessualità positiva senza alcun riferimeno positivo davanti, ma solo tante porte chiuse. Questo non solo perchè erano un po’ bigotti, ma proprio perchè chiudevano sempre la porta, si vestivano e svestivano senza farsi vedere, e quello alla fine ad un ragazzino un po’ pesa

Mi sembra che siano emersi tanti spunti di riflessione. La nudità quotidiana ha a che vedere con la sessualità? La nudità ha a che vedere con la riservatezza e la difesa dei propri spazi? C’è differenza tra la condivisione della nudità con il genitore dello stesso sesso e quello di sesso opposto? Ma allora, perchè è più accettabile la nudità tra mamma e figlio maschio, rispetto a quella tra papà e figlia femmina? Vedere o non vedere i genitori nudi da bambini, cambia la prospettiva della propria e altrui nudità da grandi? Restare soli con la propria cacca è un diritto sacrosanto :D ?

Bello spunto per l’estate, eh!

Prova a leggere anche:

ebook i piccoli e i grandi
Sono un avvocato, ma un giorno ho incontrato Serena e, piano piano, sono diventata tante altre cose. Tra cui un genitore più consapevole grazie allo scambio continuo su gc

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37 COMMENTI

  1. Ahahaa scusate se rido, a proposito di semini!!!
    Mi è venuto in mente un discussione tra mia mamma e mia sorella di taaanti anni fa!
    allora mia sorella chiede a mia mamma da dove vengano i bambini e lei risponde appunto che il papà ha dato un semino alla mamma e poi è nata lei, non convinta chiede dove sono questi semini e mia mamma risponde che sono in un barattolino e che non si possono toccare, per nulla convinta e molto perplessa risponde “ma allora mamma mi hai mandato giù come una medicina? (facendo il verso di deglutire!)!!! stellina!!!

  2. Monica, quella del “dove compra i semini” è tenerissima davvero!
    La mia ci è arrivata poco tempo fa, complice un libro che ha trovato per caso in biblioteca. Non ricordo il titolo esatto, è di titeuf, tutto quello che non hai mai osato chiedere o qualcosa di simile. Destinato a bimbi un po’ più grandi ma mi pare davvero ben fatto, ecco, lei l’ha aperto su una pagina, lui e lei nudi, al posto dei genitali un buco, e avresti dovuto mettere il dito nel buco di lui da dietro, in modo che entrasse nel buco di lei poi quando chiudi la pagina. Un casino da spiegare ma direi piuttosto efficace ;-)

    Comunque vuoi qualche cosa che già sapeva (da dove e come nascono e come crescono nella pancia) vuoi questo libro “strano” ha chiesto, e semplicemente le ho detto che il papi mette i semini nella pancia della mamma. Come? E così era pronta anche per il “i semini escono dal pisellino del papà, papà mette il pisellino nella patatina della mamma e i semini che sono vivi viaggiano fino all’ovetto della mamma”

    Mi aspettavo disgusto, invece… boh, non gliene è fregato niente, era solo preoccupata per la cosa nuova che far nascere un bambino non fosse proprio indolore!

  3. Non ho letto tutti i post precedenti e mi scuso se mi ripeto, ma dico la mia. A casa nostra, ci troviamo un pò a metà tra le varie posizioni. Non ci siamo mai posti il problema di chiudere o tenere aperta la porta del bagno. A volte rimane chiusa, a volte aperta. Piuttosto si chiude se si fa la cacca per non sottoporre gli altri a sgradevoli odori. Nostra figlia, 6 anni, fin da piccola ha sempre saputo la differenza tra maschi e femmine, e lo ha imparato vedendo altri bambini, magari più piccoli, durante il cambio del pannolino o al mare. Piuttosto chiede come mai lei non ha i peli o le tette, e la risposta è che semplicemente le cresceranno fra qualche anno. Io non ho alcun imbarazzo. Ho notato invece che mio marito evita accuratamente di ostentare la sua nudità davanti a lei. Cioè se lei entra in bagno mentre lui fa la doccia, lui le parla, ride, scherza in modo normale, però automaticamente si gira dall’altra parte, rimanendo di schiena, oppure se deve far pipì, evita di farla in piedi. Questi gesti sono fatti sembrare casuali, lei non se ne accorge neppure, invece so per certo che lui si sente un pò in imbarazzo. Fortunatamente il tema di mostrarsi nudi ai figli, a casa nostra non le ha mai creato curiosità particolari o dubbi ricorrenti. Un’altra è la questione calda, in questo momento, nella nostra famiglia: “come nascono i bambini”. Le ho già spiegato per bene tutta la faccenda, in modo soft, ma realistico. Le è rimasto il dubbio di “dove papà va a comprare questi semini, che lei al mercato non li ha mai visti….”… Che tenerezza! Sarebbe interessante un post ad hoc….

  4. Io non ricordo di aver mai fatto il bagno con mio papà, ma ricordo che cmq spesso al mattino era lui che mi lavava e preparava per la scuola (quando mamma era già al lavoro) e non mi sono creata nessun problema. E’ capitato di vederlo nudo ma perchè entravo in bagno senza bussare.
    In casa nostra mio marito si chiude se deve fare pipì o altro ma do “la colpa” a come è stato cresciuto, dico colpa perchè la prima volta che ha cambiato la bambina l’ho trovato in difficoltà, cioè per metterle la cremina a momenti non la toccava nemmeno, da lì ne è uscito che in casa da loro nessuno girava in mutande piccolo o grande che fosse.
    La topina ora ha 2 anni e mezzo e al mare l’altro giorno per la prima volta ha visto il pisellino del suo amichetto e ” è successo mamma? cos’è chello lì?” io tranquilla le ho detto “è il pisellino di Adriano e tua hai la patatina”. Quando l’ho raccontato a mio marito ridendo (per la faccia che aveva fatto mia figlia) ho visto che non gli ha fatto molto piacere. Purtroppo è un tabù esagerato che ha e vedo che ci vive male…
    Sinceramente non so come fargli capire che è normale che chiedano cosa è questo e quello e se neghi o minimizzi è peggio.

  5. sinceramente se mia figlia mi vede nuda mentre esco dalla doccia non ne faccio un problema ma preferisco evitare, ancora ha 4 anni ma non mi piace che cresca con l’idea che è normale girellare nudi per casa, non è un discorso di tabù, ma di pudore,in spiaggia non è mai stataa senza costume anche per un discorso di igiene e voglio che capisca già che le nudità restano private che non si mostrano così come niente fosse ( anche perchè i bambini quello che fanno in casa lo fanno fuori e non distinguono molto il privato dal fuori casa). e i momenti in cui si è in bagno per i bisognini è d’obbligo che la porta resta chiusa,insomma non andiamoin un bagno pubblico a farla a porta aperta quindi anche in casa io adotto lo stesso sistema. anche il sesso tra genitori è una cosa che resta tra genitorii non mi piace che il figlio ne percepisca qualcosa , insomma certe cose sono private!

  6. @ Barbara sto tranquilla ancora un po’ allora..la mia micia ha imparato ora a gattonare:)

    Sto leggendo “A piccoli passi” di Vegetti Finzi- Battistin e mi sembra tratti bene quest’argomento… qualcuno di voi l’ha letto? che ne pensate?

  7. Ma no neomamma, tranquilla, scherzavo, ovviamente! E’ appunto che io sono nella fase “Prof, dai un’occhiata che sono in bagno?” pausa di 10-15 secondi, urla isteriche fuori dalla porta, pugni sulla porta e finalmente la maniglia che gira, la porta che si apre, e la faccina felice di TopaGigia che mi fa “io sono gande, io avvivo apire potta” e fine della storia. Ovviamente tralascio commenti su cosa stia facendo il Prof nel frattempo…

  8. @ Barbara
    Ciao! forse sono stata ermetica… il punto è che da piccola mi sono sentita spesso di non avere scelta, di sentirmi imposta l’intimità con i miei. E posso assicurare che questo non serva a sentire tutto il proprio corpo come equivalente! Quindi il principio-guida della libera scelta mi sembra potrebbe ovviare a questo tipo di situazione, anche se immagino bene che non sia affatto semplice capire quando e chi è pronto per restare fuori dalla porta…ma mi limito all’esperienza di figlia per ora:)))

  9. Non mi sono mai posta il problema, ma ha ragionissima davide equazioni quando parla di tre cose assolutamente distinte. Il sesso, mettersi nudi o soddisfare un bisogno fisiologico lo sono eccome. E’ vero invece che, se l’atteggiamento dei genitori è sempre il medesimo, quello dei bambini cambia da un anno all’altro. Da quest’anno mia figlia, in spiaggia, non toglie il costume manco in doccia, che è solo femminile. L’anno scorso esibiva in riva al mare,senza problemi, il nudo integrale. Ritengo invece che le parti intime non siano affatto equiparabili all’omero o alla scapola, ma credo siano parti un po’ speciali, un varco, appunto , alla nostra intimità.E’ proprio dei bambini più piccoli trattarle come qualsiasi parte anatomica; più il pensiero del bimbo si fa complesso e più queste parti pongono loro degli interrogativi, che a volte, purtroppo, rimangono silenziosi.

  10. io farei delle grosse distinzioni tra il farsi vedere nudo per casa, condividere la vita sessuale e l’avere un pò di privacy mentre si fa la cacca…
    Non possiamo mica generalizzare cosi su 3 cosi distinte ( e distanti ).
    Detto questo, la privacy in bagno è ormai cosa dimenticata in casa nostra, sul farsi vedere nudo no problem e sulla sessualità, vedremo quando lo incuriosirà e lo riguarderà, ma l’impegno è non trasmettergli tabù.
    splendida la frase di Chiara DL “Io vorrei che vivessero il loro pisello con la stessa naturalezza con cui vivono un femore o un orecchio” quoto in pieno
    quasi quasi ci dedichiamo pure noi un post (con tutti i riferimenti a GC sia chiaro! )

  11. @Serena,
    anch’io da piccola ho avuto un’esperienza simile a quella di Giulia: arrivata alle elementari ero molto più ingenua dei miei compagni di classe, che si comportavano in maniera più smaliziata e attribuivano già a certi comportamenti una connotazione maliziosa.
    Col tempo come tutti ho imparato :-)
    Che dire, non so se ci sia modo di preparare un bambino alle diversità che può incontrare con i compagni di scuola, che tra l’altro non riguardano solo l’approccio alla fisicità/sessualità ma qualsiasi ambito.
    Forse si può solo cercare di spiegare loro che ognuno è diverso e ci possono essere mille opinioni anche molto diverse dalle nostre che bisogna cercare di rispettare o, se crediamo siano profondamente sbagliate, cercare di cambiare senza prevaricare.
    Facile no?

  12. Sul bussare in bagno ci stiamo provando anche noi, la grande inizia a capirlo (spesso bussa ed entra, ma poi esce e chiede :-D ). La piccola non ha capito perché per aprire una porta debba prima picchiarla ma vabbé… Però ho notato che da quando lo facciamo anche noi, funziona meglio. Ossia se mia figlia è in bagno busso, e le chiedo se posso entrare. La prima volta mi ha guardato strano… ma da lì in poi, ha capito che la cosa e reciproca e la usa. Si dimentica sempre e lo fa sempre dopo, però ci prova…

  13. Hahahahahaha!!! Scusami neomamma, non voglio prenderti in giro, ma quel “io posso dire anche di no” è troppo per i miei fragili nervi. Ti prego solo di farmelo sapere, fra un annetto, se ci sei riuscita!! E ovviamente di raccontarmi come hai fatto…

  14. Ciao!
    per la mia esperienza di figlia (sono mamma solo da 6 mesi) penso che
    la nudità dei genitori vada bene se ‘funzionale’ (ci si veste/sveste, si fa la doccia, si è fuori e i bambini non possono restare soli…)e mai ‘esibita’ (‘noi siamo moderni/aperti/ etc etc’) e quindi i bimbi e i genitori dovrebbero avere una scelta (‘porta del bagno chiusa, se ti serve chiedi tu di entrare o di farmi entrare. e posso dire anche di no’).

    In fondo, penso che in casa si impari non solo a non avere vergongna, ma anche ad avere un giusto senso del pudore.Che può servire anche da difesa naturale.

  15. Finalmente, dopo due giorni, riesco a mettere le mani sulla tastiera! (ero molto impegnata con i bagni tra le onde e costruire piste di palline sulla spiaggia). Vi leggevo dall’i-coso, ma sono nelle mani del Piccolo (dittatore) Jedi, in esclusiva almeno fino a venerdì e scrivere una risposta articolata dalla tastierina è snervante. Quindi mi collego poco e mi spupazzo il pargolo (almeno quando non mi molla per le sue amichette!)

    Come immaginavo dalla discussione nata già su facebook, l’argomento interessa molto e fa uscire fuori tanti spunti diversi.
    Mi trovo d’accordo con tutti voi che avete sottolineato come non è che si vada in giro nudi per casa tanto per fare i figli dei fiori, ma, più che altro, capita di mostrarsi nudi, senza problemi, quando ci si veste o sveste, o comunque capita quando capita. Sulla privacy in bagno, tutti la vorremmo e molti la ottengono solo dopo che i figli hanno svalicato una certa età. Io ora non apro manco se mi dice che se la sta facendo sotto, per intenderci: ormai può trattenerla anche lui, come tutti ;) ! Però, come già dicevo nel post, il bagno unico in casa non aiuta.

    Condivido l’opinione di Fabiana: ma i nonni non facevano prima rispondere a sua figlia semplicemente “si, anche il nonno ha il pisellino in quanto è maschio”? Mica per questo dovevano farglielo vedere. Alessandra però evidenzia un elemento importante: i bambini sanno naturalmente distinguere i comportamenti da tenere con un adulto o con un altro e il loro atteggiamento è influenzato principalmente dai genitori.

    Credo poi che chiedere ai bambini di non toccare le parti intime dei genitori, sia un buon modo per trasmettere con naturalezza il messaggio che sono “parti private” e che se qualcuno chiede loro di toccarle, è giusto rifiutare e riferirlo a un genitore. E’ un modo sereno per trasmettere un messaggio che altrimenti risulta allarmante.

  16. @alessandra, si spero sia come dici tu e può essere xchè vedo che effettivamente nonostante io ed i miei suoceri abbiamo opinioni molto diverse sul crescere i figli piccoli la bimba ascolta comunque noi genitori su tutto (pensa che una volta x farti un esempio, a 2 dico 2 anni in mia assenza si è rifiutata, grazie a dio, di salire in macchina della nonna, x un tragitto brevissimo ma secondo me sono troppi anche due metri, senza seggiolino xchè “mamma nn vuole”, dimostrazione che bimbi piccoli possono avere più buon senso di tanti adulti e che magari dietro c’era un buon lavoro fatto da me, senza falsa modestia). Mi chiedo solo, alla domanda, ma anche nonno ha il pisellino?nn bastava semplicemente rispondere un sacrosanto si xchè anche lui è un maschietto e amen? Più che altro x spirito di coerenza con i genitori, ma va bene così, hai ragione, è con noi che la piccola vive ed è con noi che quotidianamente si confronta. Sono d’accordo con la maggior parte di voi che comunque nn si debba ostentare la nudità, se capita bene ma in casa si gira vestiti, ovvio. Sono meno d’accordo, premesso che ognuno con i propri figli debba agire come vuole, sulla asessualità genitoriale, anzi secondo me la mamma ed il papà sono il primo esempio di uomo e donna (a 360 gradi, fisicità compresa) con i quali i bambini si rapportano e più in là si confrontano. Leggevo qualche tempo fa di una ragazza vissuta in una famiglia molto pudica che la prima volta che vide un uomo nudo fu al corso x diventare infermiera, quindi grandina, e x lei fu uno shock tanto da crearle problematiche con i ragazzi che in seguito ebbe. È questo che vorrei evitare a mia figlia, l’essere impreparata davanti ad una delle cose più naturali del mondo.

  17. Ah, ecco, il rispetto però per lo spazio dell’altro. Sacrosanto! Puoi vedermi nuda ma si bussa prima di entrare in bagno. Punto. Anche se vaglielo a spiegare alla duenne…. E soprattutto, non si tocca. Se l’altro non è d’accordo, non si fa e basta, mai, nel modo più assoluto! Io mi cambio, ma non per questo hai diritto di mettermi le mani dove vuoi, che detta così sembra roba da casa hard, ma i bimbi sono curiosi, e io non mi tiro mai indietro da rispondere, ma la seienne aveva preso il vizio di passare e darci uno “sculaccione” piano per scherzo. Che io non so il motivo, ma a me dà un fastidio, ma un fastidio, di quelli che sai che sono cose tue ma non fa niente. E così il chiarimento “le mani addosso agli altri non si mettono mai, MAI, se gli altri non vogliono”. Ovvio che vale anche per loro, e per chiunque, mamma e papà compresi.

    E sul fatto nudità=sessualità, non lo so, secondo me sono cose separate, ma penso anche che se una madre si chiude a chiave per tutto, a parte la pipì che il proprio spazio ci vuole, ma anche per cambiarsi, anche in piscina nello spogliatoio, che non vuole farsi vedere dalla figlia o dal figlio, non toglie niente, ma comunque è palpabile che un pezzo è riservato. E confidare cose molto intime, o fare domande molto delicate, come sul sesso, a una persona che con te non riesce nemmeno a cambiarsi… ecco, forse che forse poi non ti viene spontaneo.

  18. Sono un po’ qui e un po’ là. Mi piace la mia intimità, da noi la porta del bagno è chiusa ma non per nasconderci, anzi, a volte è chiusa con loro dentro, ma non mi piace aperta, in ogni caso voglio il mio spazio, un po’ di pace ogni tanto… Ma nemmeno ci siamo mai nascosti, spesso ci cambiamo chiacchierando con loro, ci hanno visti nudi fin da piccolissime e senza problemi. Anche la grande ha fatto molte domande, la piccolina è meno “sveglia” e per ora non è interessata.

    Ecco, insomma, senza mettersi a girare nudi davvero così per farsi vedere, senza chiudere le porte per NON farsi vedere.

    Non sono molto d’accordo sulla storia dei genitori assessuati invece. Perché? Ok, magari possono imbarazzarsi (ma credo da grandi, nell’adolescenza) ma sono cose loro, possono imbarazzarsi anche a vedere una madre che chiacchiera, spettegola e ride con le amiche come fanno loro a 15 anni, ma non per questo devo per forza avere l’aspetto di una monaca seria, ecco… Credo sia giusto che i figli capiscano che i genitori sono semplicemente persone, come tutte. Così sapranno meglio come sono tutte le altre persone (altrimenti dovrebbero studiarle apposta) e si sentiranno autorizzati ad essere umani quando toccherà a loro.

    Che poi diciamocelo, è una finta con le gambe corte. I figli mica ce li ha portati la cicogna… Insomma, io ho sempre vissuto male questa cosa, arrivo da una famiglia dove i tabù giravano come prezzemolo (mi hanno parlato di sesso a 16 anni, quando io pensavo a prendere l’appuntamento per farmi dare la pillola anche se non lo sapevano, e l’esordio è stato “sai, quella è l’unica cosa che vuole un uomo”. Grazie…), e così vivo la sessualità in modo impacciato, non riesco a parlarne naturalmente, a viverla a pieno. Vorrei che per mia figlia non fosse così, vorrei che la vivesse semplcemente, senza frenarsi per paura e senza spingersi per esibirsi. Così io non ho mai nascosto nulla, assolutamente. Anzi, qualche tempo fa la fatidica domanda sul come nascono i bambini. Le ho spiegato. Non era prontissima e infatti non ha chiesto dettagli in più. Ha voluto poi sapere se fa male quando nascono. Si, fa male, ma si può sopportare. Insomma, sempre su tutto tanta delicatezza, ma tanta sincerità. E che mamma e papà non hanno una sessualità loro, è una bugia. Almeno si spera, ecco…

  19. Ciao! Seguo da tempo il vostro bellissimo sito ma è la prima volta che commento. Discussione interessante come per molti altri argomenti che trattate.
    In famiglia (mamma, papà, bimbo di tre anni e pargoletta di 4 mesi) ci comportiamo come descritto da Serena e Morgaine le Fee. Concordo sul fatto che sessualità e nudità sono due cose separate almeno in età infantile ed è bene che rimangano tali e che i bambini imparino con naturalezza come è fatto il corpo. Mitica la scena di mio figlio, all’epoca dueenne, che si accorge per la prima volta che sono diversa da lui: “Mamma? (indicandomi lì)… pisellino andato via!”… dopo le dovute spiegazioni ha passato un mesetto a indovinare chi tra i nostri parenti e conoscenti aveva il pisellino e chi la patatina, divertentissimo! La cosa ormai è acquisita e non lo preoccupa più, mentre comincia invece a farsi e farci domande sulla relazione tra me e il babbo. La vista occasionale di un bacio appassionato tra noi due lo turba ben più che la nudità sotto la doccia ed impone pudori e delicatezze.
    Comunque sulla questione pudore volevo portare una mia esperienza personale: cresciuta anche io nella mia famiglia con l’esempio di una nudità naturale, priva di ostentazione e di malizia, sono arrivata del tutto impreparata a scoprire la malizia degli altri bambini che già a 6-7 anni associavano certe parti del corpo a delle non meglio precisate “cose sporche”. A quattro anni, del tutto incosapevole, fui convinta da due “amichetti” di circa 7 anni a togliermi le mutandine e capii troppo tardi che c’era qualcosa di strano quando quelli cominciarono a ridere e sghignazzare. A sette anni, già a scuola, non avevo idea che mostrare le gambe, complice l’apertura di quelle gonne “scozzesi” che si usavano allora, potesse produrre un’isteria collettiva nei miei compagni di classe. La transizione ad un mondo che aveva standard di riferimento completamente diversi è stata dura e quasi simile ad uno shock culturale.
    Non credo che i miei avessero mancato di trasmettermi quel codice i pudore che vale con gli estranei, di cui altre hanno giustamente parlato, infatti non andavo di certo in terrazzo o sul pianerottolo nuda ed anche al mare ho messo il costumino fin dai 3-4 anni (la mutandina, la mania di fa indossare finti reggiseni a bambine che di seno non ne hanno non l’ho mai capita). Il loro volermi educare libera da sciocchi tabù era sicuramente apprezzabile, ma hanno mancato dimettermi in guardia contro la bigottaggine di chi un’educazione così aperta non l’aveva avuta. A ben vedere è un problema che si pone anche in altro ambiti, quando i genitori hanno valori che si discostano da quelli dell’ambiente circostante. Il problema è: come fare?

    • “il sesso è una cosa che si gestisce in una, massimo due persone”

      Mammamsterdam for president :)

      @Giulia piccolavikinga. Prima di tutto grazie per averci lasciato il commento! Che se ci leggete senza commentare noi come cresciamo? ;)
      Anche io mi chiedo spesso come fare a trovare il giusto equilibrio tra il non creargli ansie che gli impediscano di vivere la loro nudità (ma anche sessualità) con naturalezza, e il metterli in guardia rispetto al come le cose sono vissute da altri. L’esempio tuo a sette anni è lampante. Forse noi siamo un po’ ovattati dall’assenza di TV, ma io noto spesso in Italia che i bambini sono più smaliziati. Ma forse è solo la mia sensazione. Qualcuno ha qualche idea su come affrontare questo problema?

  20. @ Fabiana. Ma io non credo si ingeneri confusione fra quel che dicono/fanno i genitori e quel che dicono/fanno i nonni! Non più che in tutti gli altri ambiti in cui i nonni propongono cose differenti da quelle che proponiamo noi! I figli capiscono prestissimo che ci sono diverse campane e attribuiscono ben maggiore autorevolezza a quella dei genitori che alle altre (finché sono piccoli, almeno). E poi si può sempre dir loro la verità: “ai tempi dei nonni (o di quei nonni) c’erano certe cose che venivano tenute nascoste (con avalli religiosi anche), ecc”. Con il linguaggio che si ritiene giusto per il/l propri* figli*… Baci

  21. silvia innanzitutto grazie x aver dato voce alla mia mail, mi fa un enorme piacere vedere che l’argomento sia così di interesse, e soprattutto leggere le diverse opinioni di tante mamme mi fa riflettere. Nn credo ci sia nessuna connessione tra nudità e sessualità tra genitori e figli, la sessualità io la vedo e la vivo assolutamente come una questione di testa, legata si alla nudità, come “mezzo” passatemi il termine, ma parte dalla testa nn ho dubbi, c’entra l’attrazione ed una serie di infinite sfumature che in questo contesto, genitori-figli, proprio nn c’azzeccano nulla. Io so benissimo che la bimba ci fa domande sui nostri genitali con la stessa curiosità che avrebbe nei confronti di un tallone, se io l’avessi e il padre no, x questo noi facciamo in modo che queste sue curiosità abbiano risposte. Credo che curiosità nn “risolte” si ingigantiscano più del dovuto. Il dubbio più che altro mi veniva nei confronti dei nonni che, come ho scritto nella mail, trovandosi davanti a domande sulla nudità hanno risposto con un…ma nn si dice! È la confusione tra i due modi di gestire la cosa che un pò mi spaventa. Tutto qui.
    P.s. “il sesso è una cosa che si gestisce in una, massimo due persone” Mammamsterdam io ti adoro.

  22. Bel tema, non mi ero soffermata a riflettere che, poiché figlia di genitori extrapudici (sopratutto mio padre visto nudo una sola volta – un secondo – per sbaglio infilantesi l’accappatoio per andare a rispondere al telefono) e scoperta a dieci anni la bellezza del circolare nudi in souplesse durante una vacanza di una settimana sola con i miei zii (sorella di mia madre e compagno)- e di lì anni di nudismo in spiaggia da parte mia, non appena c’era l’occasione e sopratutto finché ero ancora una bimba nelle fattezze! -, non ci ho pensato un attimo a far sì che mia figlia convivesse naturalmente con la nudità mia e del padre (non esibita ma naturale, appunto).
    Domani partirà per il campeggio con il padre (siamo separati dal 2008) e faranno la doccia insieme senza problemi. Qualcosa chiese da piccola ma finì lì con le spiegazioni di cui in molti post. Ha nove anni e le sue domande riguardo al sesso arrivano poche, circoscritte e rade. Indipendentemente dalla tranquillità con cui circoliamo nudi (a volte facciamo ancora la doccia assieme, io e lei) e circolammo nudi.
    Riguardo alla privacy per cacche o quant’altro ognuno si regola come ritiene: io la chiedo e l’ottengo senza problemi (e senza chiavi alla porta), mia figlia per la cacca chiede compagnia e se ci sono amiche spesso “ci stanno” molto più di me, ecc.

  23. Io sono stata una figlia degli anni ’70, poco pudore in realtà da parte dei miei genitori. Almeno fino ad un certo punto. Ricordo che da una certa età in poi non ho più visto mio padre giarare nudo per casa, anche se non saprei datare con esattezza quel momento.
    Del resto, da parte mia, anche poca curiosità, in tal senso.
    Con i miei figli non mi nascondo, ma neanche invito più il mio maschietto di sei anni a fare la doccia con me… Se capita, passi,nessun problema, non faccio nulla per fargli vivere la reciproca nudità come un tabù, ma non è la regola.
    Non amo la promiscuità, penso che ai bambini possa dar fastidio ad un certo punto, la mancanza di privacy.
    Sicuramente la dà a me.
    Voglio dire, non ho problemi a spogliarmi in piscina, ma siamo in uno “spogliatoio” appunto, un luogo deputato a questo, le altre donne non mi creano imbarazzo e neanche i loro figli, se ce li vogliono portare.
    Ma sono felice del fatto c he la nostra piscina abbia uno spogliatoio solo per i bambini, dove possono entrare mamme e papà… vestiti.
    Non vedo perchè dovremmo imporre loro la nostra nudità.
    Soprattutto quando si tratta del genitore del sesso opposto.
    Sarà che sono Freudiana e per di più terrona, ma sono felice del fatto che mio marito non circoli per casa col pisello di fuori!;)
    Credo che ci sia bisogno di limiti, anche in questo.
    La porta chiusa di un bagno, il rispetto del mio corpo e del corpo dei miei figli, questi sono per me dei limiti da rispettare.
    Ma credo anche che non ci sia una regola, e che in questi ambiti esistano tante posizioni quante sono le famiglie al mondo!

  24. L’argomento lo trovo interessantissimo, posso riportarvi la mia esperienza da bambina. In casa mia hanno sempre regnato le porte chiuse, sia delle camere che del bagno (con doppio giro di chiave!), mia madre si è sempre comportata con più naturalezza, è capitato di vederla nuda e anche alle mie domande ha riposto sempre con naturalezza. Con mio padre non è mai successo, né con mia sorella maggiore, nonostante condividessimo la cameretta e anche lì c’era una ovvia curiosità. Il problema è stato che non era vissuta come intimità, ma come qualcosa di proibito da nascondere. Avevo anche una gran curiosità di sapere come fosse fatto un pisellino, che è diventata morbosa, e mi capitava solo al mare di vedere qualche bimbo nudo non più che cinquenne, e anche lì volevo guardare ma sempre un po’ di nascosto, perché mi era arrivato questo messaggio. Ricordo anche che già da piccolissima, 4 anni, ero infastidita se mio padre era presente quando facevo il bagnetto.
    In conclusione penso che debba esserci una mezza misura, la cosa che fa male ad un bambino non è la nudità di per sé, ma il modo in cui viene vissuta e il messaggio correlato che viene trasmesso. Vivere le cose con naturalezza, rispondere alle domande dei bambini con altrettanta naturalezza, ed è importantissimo spiegare anche l’intimità e separare il contesto familiare dal resto.

  25. Scrivo da figlia – ormai adulta – di due genitori che mai hanno avvertito la nudità come un fatto imbarazzante. Al contrario, il piccolo bagno di famiglia è sempre stato luogo di brulicante cicaleccio tra noi due figlie e i nostri genitori. Ricordo divertita mia sorella bambina quando faceva del suo tempo seduta sul wc un momento di interminabile svago tra registratori e canzoncine, e noi entravamo e uscivamo dal “suo ufficio” a seconda delle necessità e bisogni.
    Crescendo poi non c’è stato più il tempo, né il desiderio, di condividere la doccia, e i momenti di privacy sono stati più frequenti soprattutto per noi figlie, mentre i nostri genitori hanno sempre continuato pacificamente a condividere i rituali igienici e chiacchiere tra le piastrelle rosse del bagno.
    E quando a sei anni mia sorella volle capire perché un suo compagno era stato in ospedale perché l’avevano operato al pisellino, mio padre prese carta e penna e disegnò l’anatomia del pene per farle comprendere che cosa era accaduto a quello che divenne “il povero pisello di Tomasino”.
    Sempre mio padre, pur non essendo naturista, ha sempre odiato il pigiama e per nessuna di noi è mai stato motivo di particolare curiosità o di imbarazzo vederlo spogliarsi per andare a dormire o svegliarsi la mattina per andare al lavoro. Neppure durante l’adolescenza, quando abbiamo richiesto i nostri spazi privati e forti della nostra pubertà difendevamo le paturnie per l’aspetto fisico, abbiamo sentito la nudità dei nostri genitori come minaccia alla nostra intimità.
    Quest’assenza di pudore tuttavia non ha evitato due episodi imbarazzanti quando fu la componente sessuale ad essere coinvolta. In quelle due occasioni, quando fu mia sorella ad essere trovata a casa con il moroso dell’epoca e quando io entrai a casa dei miei genitori inaspettata, gli argomenti furono diversi ed implicarono una maturità e rispetto per se stessi e per gli altri che nulla c’entravano con il vedersi svestiti. Il motivo di disagio non fu certo la nudità, quanto l’aver violato e sentire violata la propria sfera intima e privata che non si voleva in alcun modo condividere.
    La nudità in sé e per sé non fu sinonimo di sessualità, ma nudità e basta.
    Ora che siamo adulte e accade che a casa dei miei ci sia anche il mio compagno e/o quello di mia sorella, non è certo uno sforzo evitare di esporre le proprie grazie o di utilizzare il bagno a porta aperta. Comportarsi altrimenti metterebbe non solo i nostri partner – fieri e rispettati sostenitori del movimento “da soli con la propria cacca” – ma anche i nostri genitori in imbarazzo. Ci sono ospiti e ognuno si comporta secondo la convenienza e il rispetto.
    Eppure, quando siamo noi quattro insieme, il ritrovarsi in bagno e parlottare mentre uno fa la doccia e l’altro fa i disegnini sullo specchio, è sempre un rituale che ci appartiene e che custodiamo teneramente.

  26. Ah la privacy in bagno! Che bei ricordi!
    Da quando é nata nostra figlia io e mio marito non abbiamo privacy per le nostre necessità, anche se ora pian piano le cose stanno cominciando a migliorare anche perché abbiamo superato i tre anni.
    Per la nudità non ci siamo neanche mai posti il problema, se ci dobbiamo cambiare, o se dobbiamo fare la doccia insieme la facciamo tranquillamente con naturalezza, sia io che suo padre, e lei per ora non ha mai manifestato curiosità a proposito dei suoi/nostri genitali.
    Solo ultimamente con me dopo aver visto una nostra amica che allattava quando vede il mio seno mi dice latte e ne vorrebbe, ma questa é un’altra cosa.
    Cercheremo ora che sta crescendo di spiegarle che comunque si tratta di una cosa da fare solo nell’ambito strettamente familiare e se mostrerà curiosità verso di noi, ecco lì credo che avrei pudore a mostrarle da vicino come sono fatta e penso valga lo stesso per il padre.

  27. Mentre leggevo a posteriori la discussione su FB, me la ridevo un po’ e un po’ invidiavo chi riesce a conservare anche solo il concetto di privacy in bagno.
    Per me non è strano che mentre faccio la cacca arrivi un gatto a farsi aprire un bidet, un figlio a farsi allacciare le scarpe e intanto mio marito si lava i denti.
    Ritengo quindi che la nudità sia l’ultimo dei miei problemi.

  28. E’ buffo, a casa mia la porta del bagno e’ sempre stata aperta, mia mamma ha sempre vissuto la cosa con naturalezza (e fosse per lei continuerebbe a farlo anche adesso – quando capita che siamo nella stessa casa per qualche giorno). Durante l’adolescenza io ho pero’ sviluppato un desiderio di privacy maggiore, e l’ho mantenuto, mentre mio fratello e’ del genere disinibito, si mostra nudo per casa ad amici e parenti (diciamo che ha una forte personalita’ e riesce a farsi perdonare molte stranezze). Con questo tipo di esempio, sono portata a pensare che si tratti molto anche di indole personale.

    Di mia mamma ammiro che non si sia nascosta nel momento in cui mio fratello ha purtroppo avuto esperienza di giornaletti (tramite un amichetto vicino di casa, che aveva scovato il nascondiglio del padre/fratello maggiore), ed ha percio’ cominciato a guardare e fare domande in modo piu’ malizioso. Ha cercato di spiegare che non c’era alcun bisogno di nascondere queste cose, e che si trattava di una cosa naturale, nei modi e tempi e con le persone opportune, portando come esempio proprio la naturalezza con cui la nudita’ era vissuta in casa. a quanto ne so, questo ha ridimensionato molto la portata negativa di questa esperienza (credo anche che comunque mia mamma abbia detto qualcosa a quei “signori”!).

  29. Sono pienamente d’accordo con Claudia, nè ci nascondiamo nè ci esibiamo. Io mi ricordo che da piccola (nemmeno troppo avrò avuto 10 anni) ho visto mia mamma senza reggiseno…beh l’ho vista con occhi diversi, ero imbarazzata…non voglio che mio figlio cresca così, che possa un giorno vederci con occhi diversi in senso negativo, e soprattutto, credo che l’essere abituato a vedere le parti intime (senza esibizione ma con assoluta naturalezza)lo agevoli nell’età difficile quale l’adolescenza, sarebbe già un tabù in meno.

  30. Grazie, Silvia, per aver chiaramente distinto la nudità dalla sessualità e dalle esigenze igieniche di ognuno. Anche io penso che debbano essere chiaramente separate e affrontate separatamente.
    Personalmente, ovviamente pretendo privacy in bagno (e a 2 anni e 3 mesi di TopaGigia sto cominciando a ottenerla, saltuariamente s’intende).
    Per la sessualità per noi è ancora presto: TopaGigia si è accontentata di vedere la cicatrice del cesareo dal quale è uscita e non ha approfondito.
    Per la nudità… ecco, io e il Prof abbiamo fatto un piano. Nel senso che abbiamo deciso di avere una linea concordata. Nessuno di noi due era contento della propria esperienza infantile nei confronti della nudità e conoscenza del corpo e abbiamo deciso di considerare tutti gli aspetti della questione, soprattutto quelli che ci avevano poi messi in difficoltà crescendo. Vorrei che mia figlia crescesse con la stessa consapevolezza del corpo maschile che ha per quello femminile. Che sappia come siamo fatti, ecco, e spero davvero di riuscire a farglielo capire separatamente dagli aspetti sessuali della questione.
    Per ora mi chiede perchè lei può stare nuda sulla spiaggia e io no, e le ho risposto che i bambini a volte possono fare cose molto più belle di quelle che fanno gli adulti. Il che bilancia cose che io posso fare e lei no, e quindi due piccioni con una fava…

  31. L’argomento è decisamente di grande interesse. Vi dico come facciamo noi. Ci laviamo, ci cambiamo e restiamo tranquillamente nudi senza problemi ma se c’è un motivo, nel senso che non giriamo nudi per casa perchè ci piace stare nudi e basta; questo perchè non è una nostra abitudine. in generale non mi piace che si giri per casa senza mutandine, lo trovo poco igienico, non c’è quindi malizia nel coprirsi o meno ma cerchiamo di far capire, come dice Mammamsterdam, che c’è un codice tra intimi ed uno per gli esterni. Matteo chiede cos’è questo, cos’è quello, posso vedere ecc ma per ora non mi ha chiesto niente di più, nemmeno come c’è finito il fratellino nella pancia nè come ne uscirà…vedremo nel tempo e risponderemo di volta in volta alle sue curiosità. A casa mia si faceva lo stesso ma questo non valeva per il mio papà che probabilmente non si sentiva proprio a suo agio e secondo me se il genitore è il primo a non vivere serenamente il fatto di stare nudi davanti ai figli, è meglio che non si faccia.

  32. In linea di massima mi trovo sulla stessa lunghezza d’onda di Serena.
    Abbiamo un treenne, col quale spesso e volentieri capita di fare la doccia tutti assieme, anche per invogliarlo a stare sotto l’acqua.
    Lí ovviamente ci vede nudi, vede come siamo fatti, é successo che mi abbia chiesto perché non ho il pisello, al che gli ho risposto con naturalezza che io ho altre cose (la patata e la tetta), e che sono fatte in modo diverso. personalmente non ho problemi sul fatto che ci veda nudi, questo é il corpo umano, é fatto cosí e non c’é nulla di strano o di cui vergognarsi. Nemmeno io associo la semplice nuditá alla sessualitá, e , nell’ambito familiare, non c’é problema se il genitore del sesso opposto é nudo col figlio/a.

    Credo che nella nostra societá ci sia il tabú della bambina-con-padre-nudi, anziché il contrario, in nome di una mentalitá/stereotipo che associa il desiderio sessuale attivo al maschio, per cui si suppone che una donna, in presenza del bambino nudo, non abbia atteggiamenti sessuali, mentre ad un uomo possa succedere molto piú facilmente. Personalmente non condivido questo stereotipo. Se avessi una figlia, lascerei senz’altro il mio partner prendersene cura anche in situazioni di nuditá, questo perché mi fido di lui come persona, esattamente come avviene tra me e mio figlio maschio.

    Un altro discorso é invece quando nostro figlio vuole toccare i nostri genitali o vederli ‘da vicino’: gli abbiamo spiegato che sono cose private, delicate, e non ci piace che vengano viste e toccate da tutti. questo anche perché capisca che pure i suoi genitali sono parti del corpo private, che non tutti hanno il diritto di investigare o toccare a piacimento.
    Ultimamente cerca spesso di ‘vedere meglio’ come é fatta sta famosa patata, e lí ho applicato questo discorso.

    attivitá da WC: ho spiegato che preferisco farle da sola, non fosse altro perché l’odore non é dei piú gradevoli.

  33. Da piccola ricordo che i miei genitori non avevano problemi a mostrarsi nudi con me, e sottolineo che non sono sessantottini emancipati ma nati negli anni ’40. Col tempo l’atteggiamento si è modificato ma in modo, ero io stessa che crescendo chiedevo più privacy.
    Con la piccola sia io che mio marito ci mostriamo nudi e lei a volte ci indica e ci chiede “cos’è?” e noi cerchiamo di spegare, per ora si accontenta.
    Certo pure io come Mammamsterdam ogni tanto vorrei un po’ di privacy in bagno, non dico la porta chiusa a chiave ma a volte avere qualcuno che mi fissa mi toglie la concentrazione :-)

  34. Guarda, pure io delle volte mi incazzo e rivendico la mia privacy in bagno, voglio star da sola con la mia cacca. Infatti appena abbiamo i soldi per finire i lavori facciamo il bagno delle femmine e buonanotte, ci posso mettere le creme, i trucchi e le collane senza cleptomani e inventori.
    Però appunto, il sesso è una cosa, l’ igiene un’ altra e la naturalezza del corpo un’ altra ancora. Per me è fondamentale insegnare ai figli a distinguere tra tutto questo e per me e il padre il sesso resta una questione che si genstisce in una, massimo due persone. Se poi i miei figli diventano scambisti o si danno alle orge, non sarà un problema mio, purchè sia tra adulti consenzienti. Chiaro che se abbiamo ospiti uno si copre, ma per tutte le cose ci sono un codice tra intimi e un codice per gli esterni.