Le lunghe vacanze estive viste dai bambini

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All’inizio dell’estate, avevamo parlato della lunghezza delle vacanze scolastiche in Italia, con il post di Mammamsterdam che ci spiegava la diversa organizzazione delle vacanze in Olanda.
Nei commenti si era sviluppata una conversazione vivace, tra gli amanti delle lunghe vacanze estive come possibilità di riposo e gioco necessari per i bambini, coloro che invece ne vedevano i danni per la continuità nell’apprendimento e i molti genitori che avrebbero voluto amare questi tre mesi d’estate, ma erano costretti, dalle loro poche ferie, a soluzioni alternative costose e non sempre valide per i figli.
Avevamo discusso ampiamente degli altri modi possibili di organizzare le vacanze, spalmandole su tutto l’anno in modo più diluito: un bene o un male accorciare le vacanze estive?
Alcuni di noi genitori rispolveravano i ricordi delle lente estati da bambini, quelle in cui si faceva anche niente, valorizzando il gusto di ciondolare e magari di annoiarsi, come esperienza di crescita. Altri notavano però che il tempo dei liberi cortili dei bambini e delle estati in campagna dai nonni è finito da un pezzo.
Silvietta poi, scriveva questo post sull’organizzazione estiva di un gruppo di genitori che ha affrontato il problema delle poche ferie di ognuno, in modo strutturato, trovando una soluzione efficace.
Insomma, una discussione senza una soluzione definita. Soprattutto perché si ha la chiara sensazione che questo problema, molto avvertito dalle famiglie italiane, non sia mai preso seriamente in considerazione dalle istituzioni scolastiche. Delle tante riforme tentate o solo ipotizzate, quale ha mai seriamente preso in considerazione una riorganizzazione delle vacanze estive in Italia?
Eppure ci si accorge che è un argomento caldissimo: se conosci un altro genitore in vacanza, è uno degli argomenti di conversazione che emergono per primi.

E adesso siamo alla fine di agosto. Ce l’abbiamo quasi fatta, quasi sfangata anche questa estate. Ed è a questo punto che mi sorge una domanda.
Ma che ne pensano i bambini?
Quando ero piccola non ho mai avvertito la nostalgia di scuola durante le vacanze al mare d’estate. Partivo con mia nonna il giorno dopo la chiusura delle scuole e tornavo praticamente il giorno prima che riaprissero. I miei ci raggiungevano in agosto (e mia nonna correva a Roma a prendersi le sue ferie di riposo da me!!) e io non mi ricordo di aver mai pensato una sola volta che non vedevo l’ora di tornare a Roma.
Il Piccolo Jedi, già i primi di agosto, mi ha stupito con una domanda: “Mamma, ma quando finiscono ‘ste vacanze?”
In che senso, amore mio? Vuoi saperlo così, per informazione, vero?
“Io non vedo l’ora di tornare a scuola”
A SCUOLA??? Tu non vedi l’ora di tornare a scuola? Il mio primo pensiero è stato: dove ho sbagliato?
“Piccolo Jedi, ma c’è qualcosa che non va? Non ti diverti? Non ti trovi bene?”
“No, io sto benissimo, ma ho nostalgia e sono stanco delle vacanze. Non vedo l’ora di tornare a Roma e di tornare a scuola. Dopo un po’ ci si stanca di fare sempre le stesse cose, io voglio tornare alla mia vita, voglio casa mia e la scuola”
Ora, detto dal “secchione” può anche avere un senso, ma da MIO FIGLIO, quello che devi costringerlo a fare i compiti con le più bieche minacce, non riesce a quadrare.

Poi mi capita, poi, di leggere un aggiornamento di stato della nostra Supermambanana, che riporta la frase di uno dei suoi figli, felicemente in vacanza nell’assolata terra italica: “Mamma, I want to go home. No, seriously, I wish we could go home and the school would start tomorrow…
Quasi, quasi mi tranquillizzo. Allora non è solo il mio.
E anche Mammamsterdam conferma che i suoi non vedono l’ora di tornare a scuola.

Ma allora, queste lunghe vacanze non solo appaiono non più a misura di famiglia, di genitori e di lavoro, vuoi vedere che non sono più neanche a misura di bambino?
Prima di tutto rifletto sul fatto che la scuola per loro è un buon posto dove stare. Con tutti i suoi difetti, con tutti gli impegni quotidiani, resta comunque il loro mondo, il loro porto sicuro, l’altra metà, insieme alla famiglia, della loro vita.
E poi forse i nostri figli non sono davvero più fatti per tempi lunghi e lenti. Gli offriamo vite sincopate, veloci, fatte di orari e impegni e diamo l’esempio noi per primi di ritmi frenetici e poi li proiettiamo in tre mesi di lentezza e di ripetitività.
Dopo un po’ sono spaesati. Possibile?
In molti sosteniamo che dovremmo insegnare loro anche la lentezza, la noia, la creatività che nasce dalle ore vuote “come uova di cioccolata”, ma poi come possiamo veramente farli adattare a ritmi che non sono più di nessuno? Ritmi che noi vorremmo per loro, ma che non fanno più parte della vita delle nostre famiglie.

Ho provato ad approfondire un po’: “Piccolo Jedi, ma in fondo anche quando vai a scuola fai sempre le stesse cose, le giornate si ripetono sempre simili, in fondo qui al mare giochi tutto il giorno…”
“Si, mamma, ma quella è la mia vita, la mia casa, è diverso”
“Sai che si parla molto di accorciare le vacanze scolastiche anche in Italia come in altri Paesi. Nella maggior parte degli altri Paesi le vacanze estive sono più brevi e ci sono delle settimane di pausa durante l’anno scolastico”
“Ma è bellissimo! Ecco, mi piacerebbe tantissimo così!”

Ecco qui. A lui piacerebbe tantissimo così. E pure a me, veramente.
E voi avete mai chiesto ai vostri figli cosa pensano delle lunghe vacanze estive?

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10 COMMENTI

  1. Anche il mio grande (finita la seconda elementare) ha già nostalgia della scuola. Per lui qualche giorno di vacanza è sufficiente a rilassarsi e recuperare le energie: ora, senza passare da un estremo all’altro, anche secondo me 3 mesi sono troppi!

    • Ciao Mammaalcubo…anche il mio è stanco delle vacanze (terza elementare anche lui tra poco!). Leggendo altri post mi sono ricordata delle mie vacanzae da piccina: non mi annoiavo, perchè durante l’anno non ero costretta ai tempi stressanti a cui, ahimè, siamo sottoposti noi oggi. Sono della tua stessa idea…tre mesi sono troppi. La vita è cambiata, i tempi sono cambiati, tutto è cambiato ed uno “stacco” così lungo non fa bene a nessuno…bimbi e genitori….Ciao!!!

  2. Deborah, è una riflessione interessante. Hai ragione, spesso le vacanze si rincorrono, con esodi necessari. Si cerca di non stare a casa propria, perchè le città d’estate sono ancor più faticose da vivere.
    E invece sono belle, potrebbero offrire molto di più e si potrebbe restare lontani da casa meno.

  3. Forse dipende anche dal fatto che, la maggior parte delle persone, per fare vacanza deve spostarsi dal luogo di dimora abituale. Alla lunga può risultare faticoso.
    Dico questo perchè io vivo in un posto di vacanza e lo scorrere del tempo è molto più naturale. Qualche volta si va via, ma non più di una quindicina di giorni. Si torna e ci si può godere l’estate anche senza essere forzatamente in vacanza, non so se riesco a spiegarmi. Non ho ancora chiesto a mia figlia se ha voglia di tornare a scuola, ma tutto avverrà comunque gradualmente; qualche pomeriggio, dopo scuola, si andrà in spiaggia a godersi l’ultimo sole. Le amiche con cui gioca al mare sono anche le compagne di scuola. Allora ribalto la questione. Forse la maggior parte della gente vive in città che sono fatte solo per il lavoro e poco per il relax e la vacanza e l’estate? Ma se queste stesse città venissero progettate per essere vissute anche in luglio ed agosto? mi rendo conto che ciò non è sempre possibile, spesso per le stesse caratteristiche morfologiche dei luoghi in cui abitiamo, però qualche tentativo bisognerebbe pur farlo in questa direzione. Mi pare , infatti, che l’Inghilterra di supermambanana, proponga un’estate sicuramente alternativa a quella italiana, ma non meno divertente. Gli esodi estivi, per capirci, non sono inglesi.

  4. Io come te passavo soprattutto i primi anni della scuola elementare da uno a tre mesi al mare con i nonni e i miei mi raggiungevano ad agosto, per me stare dai nonni era come stare a casa mia, avevo i cuginetti, il cortile per giocare, facevo i compiti e andavo al mare. Mentre per i miei figli le vacanze sono più brevi non riusciamo ad andare via più di due settimane e di solito sono anche scaglionate durante l’estate, quest’anno abbiamo fatto qualche giorno in più. Il mio grande che deve fare la terza liceo non ha nostalgia della scuola e non vuole che inizi, nonostante sia bravo a scuola, ma ama il dolce dormire, stare con gli amici ecco lui non ama stare via troppo da casa, ma le vacanze a casa con le sue cose sono il massimo. Invece il piccolo, deve andare in prima media, qualche giorno fa in un momento di noia, io ho già ripreso a lavorare, mi diceva”Mamma sai che voglio che inizia la scuola per rivedere i miei compagni!” In fondo la scuola è proprio come hai detto tu una seconda casa ed un pò manca. Io però non accorcerei le vacanze estive, un lungo riposo non guasta, capisco che è difficile conciliare lavoro, famiglia e vacanze, ma si può farlo in un modo o nell’altro.

  5. I miei sono piccoli (3 e 5 anni)e sono via da casa ormai da 2 mesi. Il più piccolo una decina di giorni fa mi ha detto “papà quando torniamo a casa? voglio la mia cameretta…”. Mi ha stupito… ma in fondo sono così pure io… tanto amo i tempi delle vacanze, quanto poi desidero tornare alla vita quotidiana. Non so dire se i miei figli amino o meno le vacanze lunghe, ribadisco quello che penso (e ho già scritto), che ci vorrebbe un ripensamento della struttura scolastica con fasi diverse e con spazi di vacanza meglio distibuiti.Un ripensamento strutturale che tenga conto di fattori nuovi che alla nascita di questo sistema non c’erano.

  6. Ciao! Ho appena scritto un post sul tema della lentezza agostana!
    http://mamarketing.blogspot.it/2012/08/emozioni-di-fine-estate.html

    I miei figli /7,5 e 3,5) non hanno alcuna voglia di tornare a scuola.
    Ma a luglio erano felicissimi di tornare a casa dal mare.
    E’ stato bello il mare, ma li ho visti ancora più felici questo lungo agosto a casa.
    Si sono goduti le loro cose, i loro spazi, i loro film, i loro giochi come non se li godono mai abbastanza durante l’anno.
    Poi, certo, abbiamo la fortuna di avere giardino e piscina, ma non è quello: hanno passato ore a giocare con conchiglie nel portico, con vecchie piste di trenini, con legnetti o piccole cose…
    Adesso hanno giusto voglia di rivedere gli amici, e spero che comunque torneranno volentieri alla routine…
    Per concludere, credo che non si possa apprezzare il pieno senza un pò di vuoto e viceversa: credo che pure noi si potrebbe impazzire di noia a stare tutto l’anno sotto l’ombrellone, no?

    Buon rientro!!
    (PS trai buoni propositi autunnali c’è anche seguire meno blog ma di qualità, e GC è nella mia lista di qualità, sapevatelo!)

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