La comunicazione con i figli

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Una comunicazione efficace con il figli è basata principalmente sull’ascolto attivo.

Listen carefully, foto di Justin Lynham utilizzata con licenza Flickr Creative Commons
Listen carefully, foto di Justin Lynham utilizzata con licenza Flickr Creative Commons

Rapporto genitori e figli

Quando si affronta la tematica del rapporto genitori-figli, in qualsiasi contesto ci si trovi , ciò che più frequentemente si sente dire è che “il mestiere del genitore è il mestiere più difficile e splendido del mondo”. Al di là di tale frase, diventata ormai uno slogan al punto da far perdere le tracce di chi per primo l’abbia pronunciata, la reale difficoltà per un genitore è quella di riuscire sintonizzarsi sui bisogni espressi dal figlio.
Al riguardo, si dirà che oggi è più difficile raggiungere tale sintonia perché i bambini e gli adolescenti avanzano richieste in modo eccessivo. Tale affermazione, molto comune tra i genitori di adolescenti, non tiene conto né dei vari significati della parola bisogno, né delle ragioni alla base delle richieste dei figli. Al bisogno si attribuisce infatti molto spesso esclusivamente un significato materiale.
Diversamente, il bambino, ad esempio, esprime in fase preadolescenziale un forte bisogno di riconoscimento che, se non viene soddisfatto o capito, lo perseguiterà tutta la vita. Se il genitore è stato presente, fiducioso ma attento, e pronto ad aiutare in caso di bisogno, il bambino sarà più fiducioso e rilassato a sua volta e imparerà in modo più sicuro e duraturo. Accade spesso invece che un genitore si limiti a rispondere ai bisogni materiali del bambino o dell’adolescente e per i restanti bisogni, proietti i propri o le personali aspettative.
Nel rapporto genitori-figli, molte volte ci dimentichiamo di essere stati anche noi ragazzi e figli. Si tende a sottovalutare e minimizzare l’importanza dei fattori psicologici e le conseguenze di propri comportamenti e atteggiamenti sullo sviluppo dei ragazzi. La fiducia attenta dà sicurezza, la disapprovazione, la mancanza di fiducia e le aspettative eccessive danno insicurezza.
La mancanza di riconoscimento del bambino/adolescente come diverso da sé da parte del genitore, può interferire con il suo sviluppo, ostacolando la realizzazione dell’autonomia.
Per entrare in sintonia con il proprio ragazzo, è necessario quindi che i genitori si sforzino di comprendere le idee e le azioni del figlio e ciò non necessariamente significa accettare e condividere le sue idee.

Sul piano della comunicazione, questo comportamento si concretizza nell’utilizzare i linguaggi del figlio in modo da fargli sentire che è preso sul serio, perché ciò rappresenta per lui l’esperienza più soddisfacente.

Come interpretare le richieste esplicite/implicite dei figli

Oggi la comunicazione riveste un ruolo fondamentale. Sul piano comunicazionale, quello che spesso i nostri figli ci chiedono implicitamente o esplicitamente è di essere ascoltati.
Purtroppo però spesso i tempi accelerati della vita quotidiana e la concentrazione quasi esclusiva dedicata al lavoro costituiscono un ostacolo all’ascolto attivo dei nostri figli.
Il punto sul quale vorrei soffermarmi è proprio il concetto di ascolto attivo, perché spesso
non cogliamo la differenza tra ascolto attivo e ascolto passivo.

Ascolto Attivo

ascolto-attivo

Molte volte i genitori si lamentano del fatto che i propri figli non li ascoltano, ma spesso si confonde l’ascolto con l’accettazione dei propri desideri e non si è consapevoli che i primi a non ascoltare i ragazzi siamo proprio noi adulti.
Quando la comunicazione tra genitori e figli è efficace, i ragazzi si creano un’immagine di se stessi positiva e gratificante; di contro, quando la comunicazione è inefficace spesso si insinua in loro l’idea di essere inascoltati o incompresi e di conseguenza di essere poco importanti.

Sul piano della comunicazione, l’importante è utilizzare i linguaggi del figlio in modo da fargli sentire che è preso sul serio, perché ciò rappresenta per lui l’esperienza più soddisfacente.

“L’incapacità dell’uomo di comunicare è il risultato della sua incapacità di ascoltare davvero ciò che viene detto.” Carl Rogers

copertina_psicologiadellavoroPost scritto dalla Dott.ssa Maria Paola Gazzetti (sito personale: www.psicologompg.it), psicologa psicoterapeuta e autrice, insieme alla Dott.ssa Carla Borromeo del libro Introduzione alla psicologia del lavoro,  pubblicato in formato e-book dalla PianoPiano Book Bakery

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