Essere NON – Essere ANTI

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Essere NON razzisti non è mica tutto questo gran che, eh? Stiamo parlando di skills sociali livello-zero. Tipo dire grazie e prego.

Essere NON sessisti non è qualcosa per cui ci devono dare una medaglia, mica ci danno una medaglia quando non mastichiamo a bocca aperta, o ci laviamo le mani prima di mangiare.

Essere NON omofobi fa parte del pacchetto “buona cittadinanza”, insieme a “non si spinge sull’autobus”, “non si salta la fila”, “non si piscia per strada”. Non è che ogni volta che decidiamo di non pisciare per strada ci sta il comitato con la fanfara che sollecita l’applauso dagli astanti.

Tutti siamo NON, eh? E se non lo siamo, beh, un corso veloce di educazione civica non guasterebbe.

Recenti mega-eventi televisivi (ho come l’impressione qualcuno abbia detto Sanremo? avrò sentito male) parevano invece l’apoteosi della celebrazione dell’essere NON. Vedete come siamo bravi? Diciamo grazie, prego e scusi. Ci laviamo le mani e non parliamo con la bocca piena. E men che meno pisciamo in diretta mondovisione! Dateci un premio per questo, perbacco! Come fate a non esservene accorti? Ma se non facevamo altro che dire quanto siamo bravi a non pisciare in diretta?

Il piccolissssssimo problema qui è che l’unica cosa da celebrare eventualmente sarebbe l’essere ANTI. Anti-razzisti. Anti-sessisti. Anti-omofobi. Anti-discriminazioni.

Essere ANTI non significa essere NON, o meglio essere NON non è qualcosa da applaudire come essere ANTI. Essere ANTI significa riconoscere quanto siamo avvantaggiati se partiamo da una posizione di privilegio. Essere ANTI è lavoro, impegno e azione. Significa capire che lo spazio che occupiamo è spazio usurpato, non importa quanto siamo bravi e capaci, perché comunque a parità di bravura ma con diversi connotati col cavolo che ci saremmo arrivati. Ma capirlo non per flagellarci e autobiasimarci e fare la lagna (ovvero, ancora una volta puntare i riflettori su se stessi), ma per usare questo spazio davvero per accelerare il cambiamento. 

Se con il mio privilegio non riesco ad accelerare il cambiamento, allora lo sto usando male. E le medaglie, gli applausi, immeritati, per non pisciare in diretta, mi dovrebbero solo far sentire in imbarazzo.

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