Eredità: la quota disponibile del patrimonio

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Fare o non fare testamento? Di quale parte del nostro patrimonio possiamo disporre, se abbiamo coniuge e figli?

Foto di Nick Ares utilizzata con licenza CC
Foto di Nick Ares utilizzata con licenza CC
Sappiamo che il coniuge o il partner unito civilmente e i figli sono eredi legittimi, cioè acquisiscono il patrimonio del defunto anche senza testamento, e sono anche eredi necessari, cioè hanno una parte del patrimonio riservata a loro anche se il defunto ha fatto testamento. Ma concretamente spesso è difficile capire di quale parte del proprio patrimonio una persona può liberamente disporre, lasciandola a chi desidera.

Una premessa che sembra ovvia, ma che spesso invece suscita dubbi e rivendicazioni: in vita una persona può fare quello che crede dei suoi beni, anche se ha dei figli che si aspettano di ricevere in eredità il suo patrimonio. Se quindi una persona spende, vende, acquista e anche sperpera, i figli non potranno obiettare nulla.
Solo nel caso ci sia una situazione patologica tale da giustificare una tutela della persona (interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno), è possibile intervenire sulle disposizioni che un soggetto fa del suo patrimonio in vita.

Le donazioni, invece, sono sì libere, ma il valore dei beni donati ricade nella composizione della massa ereditaria. Una donazione, a meno che non sia modesta, da classificarsi come semplice regalo (qualità che deve essere valutata in base al patrimonio del donante: uno stesso oggetto può essere per me di gran valore, ma per te alla stregua di una mancia!), dovrà essere considerata come un'”anticipazione di eredità” e quindi non potrà ledere le quote di eredità necessaria di altri eredi.
Quando si calcola dunque il patrimonio su cui calcolare le quote ereditarie, dovrà farsi riferimento non a quello in possesso del defunto alla sua morte, ma alla massa ereditaria, nella quale calcolare il valore dei beni donati, valutato al momento della morte (importantissimo questo per i beni immobili).

Ciò posto, vediamo nello specifico, in presenza di eredi necessari, di quanta parte del proprio patrimonio si può disporre lasciandola per testamento a persone anche estranee. Vediamo i vari casi:

  • coniuge senza figli e senza ascendenti– la quota spettante al coniuge è pari ad 1/2 della massa ereditaria: la quota disponibile è pari all’altro 1/2 della massa;
  • coniuge e un figlio– la quota spettante al coniuge è di 1/3, così come quella spettante al figlio: la quota disponibile è pari al restante 1/3;
  • coniuge e più figli– la quota spettante al coniuge è di 1/4, mentre i figli – indipendentemente dal numero – concorrono a dividersi metà della massa : la quota disponibile è pari ad 1/4;
  • coniuge senza figli (o nipoti figli di figli) e ascendenti– 1/2 della massa spetta al coniuge, 1/4 spetta ai vari ascendenti: la disponibile è di 1/4;
  • un figlio senza coniuge– la sua quota di successione necessaria è pari a 1/2 della massa: la disponibile è pari a 1/2;
  • più figli senza coniuge– spetta loro dividere in parti uguali una quota pari a 2/3 della massa: la quota disponibile è pari ad 1/3 della massa;
  • ascendenti senza coniuge– la legge riserva loro una quota di successione necessaria pari ad 1/3: la quota disponibile sarà pari a 2/3.

Gli ultimi tre casi sono riferibili anche alla presenza di un partner convivente, non sposato e non unito civilmente: quella indicata è la quota della massa ereditaria che si può validamente lasciare al convivente.

Va da sè, ovviamente, che in assenza di figli, coniuge, unito civilmente o ascendenti, si può disporre del proprio patrimonio al 100%.

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