Corre la voglia di autonomia … e che cosa scopre la mamma?

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autonomiaPremessa: in gravidanza ho scelto di farmi accompagnare solo da un libro (oltre a 1000 pagine web!), e precisamente la “Girlfriend’s Guide to pregnancy” di Vicky Iovine (comprato da Strand Book Store: un’ottima compagnia sotto tutti i punti di vista! e una faticosa selezione, per un’affamata lettrice come me!). Questo fantastico libretto, oltre ad aiutarmi a farmi fare qualche spassosa risata e a farmi dimenticare l’ansia, mi ha introdotto ad un concetto fondamentale: che la pancia cresce in 9 mesi e che le occorrono 9 mesi per andarsene.

9 mesi perchè, sostiene Vicky, più o meno a quest’età, il bimbo diventa in grado di allontanarsi (più o meno) da solo (più o meno), ad essere insomma indipendente da mamma.

In effetti, proprio nei giorni corrispondenti ai nove mesi dellaPulce, ho scoperto in lei sempre maggiori tratti distintivi da personcina indipendente e autonoma, a cui piace sperimentare, scoprire e poi, magari poi, chiamarmi al confronto (leggasi “guarda dove sono, in mezzo ai fili del modem, non è un posto stupendo da esplorare?!“). Ogni giorno c’è stato spazio per un cambiamento, per un’evoluzione, un sovvertimento degli schemi appena costruiti …

Questo mi ha concesso, mese dopo mese, di assaporare sempre di più, oltre a tanta adrenalina “sventa-bernoccoli”, una nuova riappropriazione di me stessa.
Nello stesso tempo, però, ho avuto modo di scoprire con qualche delusione alcune cose di me stessa … in fin dei conti, al corso preparto ero circondata da molte mamme al secondo figlio, che raccontavano di come fossero cambiate con la nascita del primo figlio, di come avevano imparato ad alzarsi presto, a confezionare corredini al punto croce, a sfornare torte alle 6 del mattino ….

Dopo tanti mesi dalla nascita (l’ho scritto a 9 mesi, ma lo sottoscrivo anche adesso, a quasi 16…) sto ancora aspettando questo nuovo modello di me stessa (me lo immaginavo così: un bel pacco “Nuova Silvietta” in arrivo con un bel corriere dopo i 40 giorni canonici. Un modello con il seno un po’ più morbido, i fianchi uguali (sono abbastanza larghi così, grazie), però paziente, puntuale, ironico e in grado di sopportare che le cose non vadano sempre come programmate, anzi, sempre pronto ad abbassare l’asticella delle aspettative per godersi le cose così come vanno, alla giornata…).

E invece…

Con estrema delusione mi accorgo che le condizioni in cui vivo, il mio quotidiano è diverso, decisamente (ok, lo ammetto, anche con dei lati positivi) ma che io, no, non demordo, mannaggia, sono sempre la stessa e non accenno minimamente a cambiare i miei difetti.

Dopo aver visto partorire dolci virgulti a tante conoscenti e averle viste dopo pochissimo tempo mutarsi nella wondermom italiana, compresa levataccia per la preparazione del pranzone comunitario, a cui sono stati invitati tutti gli amici, ero convinta che anche il mio fisico avrebbe prodotto qualche sostanza endocrina e stupefacente che mi avrebbe fatto passare la voglia della ronfata prolungata fino alle 9.
E invece niente, complice l’autunno (e poi l’inverno, la primavera…) sono rimasta la solita marmotta.

Una volta sistemata la mia vita come un tetris, avrei giurato che sarei stata per sempre puntuale, per non vedermi cadere l’agenda addosso come un castello di carte, magari pure in un piattinesco fragor di cocci. Ma sembra ormai impossibile liberarmi dall’assuefazione ai 15 minuti di ritardo accademico …

In ufficio, dopo aver ammirato la nuova attitudine zen delle altre due colleghe al rientro dalla maternità (“vedrai, ti passa tutto sopra, capisci quali sono le cose davvero importanti”), ero fiduciosa che avrei perso quella voglia di fare fare fare e cercare sempre lo spazio di miglioramento e avrei vissuto un po’ più di rendita.. già, come no, difatti è per questo che già il primo giorno ho rimesso mano – e riordinato, archiviato, ristudiato – tutto il pregresso. E mi sono sentita dire “siamo contenti tu sia rientrata, tutte queste cose stanno giusto aspettando te (e il tuo caratteraccio)…”

Per quanto riguarda una nuova elasticità, la capacità di accettare che le cose non vadano come programmato … Certo, ormai ho capito che devo sempre calcolare 15 minuti in più per cambio pannolino – lotta scarpe, giacca etc. – avvinghiamento con le cinghie del seggiolino auto…. però resto la stessa, solita, programmatrice e organizzatrice, super incasinata Colibrì.

Ma soprattutto, qual che è peggio, appena ripresa un minimo di autonomia non soltanto ho perso quella bella capacità di gestire il tempo e di scegliere le priorità, ma da brava Colibrì (come ormai mi chiama MrWolf) ho il cervello bombardato da desideri, priorità, urgenze, volontà, nuovi progetti e banalità (amplificata, io?!). E ne combino di tutti i colori, come lasciare il parmigiano in bagno perché ho deciso di metterlo a posto quando era l’ora di uscire e di lavarsi i denti, o mollare – questo è peggio – i pannolini a mezza via…

Insomma, dopo la gravidanza e la gravidanza “fuori”, LaPulce ha imparato a cavarsela (giustamente, direte voi, con una mamma così) … Silvietta-Colibrì no, e ha il cervello in ebollizione, che fregatura!!!

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12 COMMENTI

  1. @MammaCattiva: scusa, mi è rimasta nella tastiera prooprio la risposta al tuo ultimo commento… forse si, è solo una chimera pretendere di essere veramente cambiati per far fronte alle responsabilità genitoriali… chissà però forse è lo spunto per avvicinarsi alle proprie aspirazioni .. o no?!?

  2. @ tutte: grazie di questo caloroso bentornata dopo un po’ di silenzio. scusate se vi rispondo solo oggi, ma sto ancora ingranando, prometto di essere più pronta prossimamente, ok? certo.. dipendeun po’ da quante cose avrò iniziato, ma me lo perdonate, vero?!?

    @Daniela: ma stai parlando di te o di me? consoliamoci a vicenda, dai che alle cucciole andiamo bene così, anche se non guariamo … forse non peggioriamo, ma ci evolviamo, solo in modo “inaspettato” 😀 😉

    @Morgaine: ecco, sai cosa mi piace? la tua serenità e la tua tolleranza. è l’ora di smettrere di essere sempre in lotta con me stessa! Vicky Iovine è stata perfetta anche nel sequel… come sopravvivere al primo anno… a proposito di serenità e tolleranza!

    @Paola: secondo me non è affatto grave, anzi, probabilmente accentuare il lato sognatore serve ad avvicinarci a questi cuccioli fantastici ed esigenti.. hai visto che sono ancora in piedi?!?

    @Rossana: troppo buona 😉

    @ Strilli:assolutamente si, vai subito a parlare a tuo marito… secondo me l’esogestazione è quasi peggio dell’endogestazione! (ma io sono un’insofferente cronica e tremenda, non prendere esempio da me, ok?! 😉 )
    e… grazie per i complimenti!

    @mammamogliedonna: che bello leggerti! il mio problema è che magari tiro fuori tanta pazienza e tante idee.. però poi pretendo di continuare ad essere “come prima” e vado in assoluto crash spaziotemporale, altro che confusione!!!

    @Closethe door: grazie, ma anche tu sei troppo buona! io credo che se sei diventata più paziente non siano solo gli ormoni, ma una bella evoluzione! certo, poi bisogna applicarlo anche al proprio essere colibrì’…nonè che hai un po’ di pazienza anche per me?!?!?

  3. Eh Silvietta, non solo non siamo cambiate ma per quel che mi riguarda sono pure peggiorata. Quello che cambia è esterno a noi e conseguenza della presenza di creature che dipendono da noi, almeno fin quando quell’autonomia che tanto aleniamo non li spingerà sulla loro strada ma noi siamo visceralmente noi, male o bene che sia. Non sarà una speranza quella di coloro che dicono di essere cambiati, di essere migliori e all’altezza delle responsabilità della genitorialità? Per me fare una torta alle 6 del mattino è solo un’aspirazione. 🙂

  4. Silvietta ti adoro <3 Anche io sono una colibrì e mi riconosco tanto nelle parole tue e di Daniela. In modo particolare quando sono davanti al computer… per esempio adesso : ho appena messo a letto Cucciola, dico ok fra un'ora arriva mio marito aspetta che mando una mail di lavoro e poi gli preparo la cena… ed eccomi a saltellare di mail in mail di blog in blog EHM !!! devo darmi una regolata

    Rispetto a prima della pancia sono forse piu' paziente e piu' autocontrollata – secondo mia sorella studentessa di medicina è esclusivamente merito degli ormoni da allattamento (una vera iniezione di fiducia!), ma siccome vedo che questa nuova immagine di me riscuote consensi, sto lavorando per mantenerla 😉

  5. Io, sotto certi aspetti mi sento cambiata: ho tirato fuori una pazienza che non pensavo di avere, ho cercato di migliorare la parte creativa di me. Quando mai avrei pensato di preparare verdure a cuoricino o si passare un pomeriggio a tagliare e incollare feltro??! per fortuna non sono ancora arrivata al cucito, motivo per il quale continuo a buttare i calzini di mio marito quando ci trovo un buchino, a meno che non sia già in programma una visita della suocera.
    Per altri aspetti, sono sempre la stessa, disordinata, decido le cose all’ultimo minuto, corro a destra e a manca, a volte dimenticando che per il piccolo può essere stressante starmi dietro.
    Un esempio? La mia casa è ancora in divenire, ogni singola cosa che abbiamo comprato per la casa è stata scelta, pensata, confrontata. Roma offre talmente tante possibilità a chi vuole cercare…
    Prima dell’arrivo di Filippo penso di aver girato quasi tutti i più grandi centri di arredamento di Roma. E dopo? Anche. Ultimamente per il lampadario della sala e relative appliques. Filippo si è divertito in giro per negozi di lampadari, ma non vi dico le commesse terrorizzate!

  6. Allora ciò significa che io ho una gravidanza “fuori” (la mia piccola ha sei mesi)!
    Aspetto che lo vado a dire a mio marito e gli faccio prendere un colpo, ih ih!

    Scherzi a parte, ti leggo spesso e mi piace molto ciò che scrivi!

  7. anche io non sono cambiata molto dopo la gravidanza e la maternita’.
    anzi, queste due cose hanno accentuato le mie caratteristiche piu’ salienti: quel mio essere un po’ sulle nuvole, per esempio.
    una contraddizione? assolutamente si’.
    pero’ io son cosi’. e il fatto di essere responsabile di una creatura non mi ha riportata a terra. anzi, mi ha fatto pensare, immaginare, sognare … vagare con la mente ancora piu’ di prima.
    complice lui, mio figlio, un grande sognatore.
    e’ grave?
    paola

    p.s. ( eccoti qui, cara .. mi stavo preoccupando e ti ho anche inviato un sms … )

  8. Io non ce l’ho proprio fatta, a diventare Wonderwoman e a trasformarmi nella mamma perfetta.
    Anzi, visto che il mio sonno é regolarmente disturbato ormai da due anni e mezzo, adduco la stanchezza da pargolo come valido pretesto per non dover ricercare la perfezione nella condotta della casa. Lo stesso pretesto é stato valido per richiedere del tempo tutto per me e dedicarmi ad attivitá che nulla hanno a che vedere con la conduzione familiare, tipo scrivere il blog o dipingere.
    Per fortuna che nessuno di noi due genitori é fissato con le faccende domestiche, e per fortuna che ho dei suoceri gentili, comprensvi e disponibili (anzi, se non ricevono la loro “dose di nipotino” ogni fine settimana cominciano a dire che “gli manca”. e noi li accontentiamo).

    Concordo con l’apprezzamento del libro di Vicki Iovine, unica mia guida in gravidanza insieme all’incredibile raccolta fotografica “Ett barn blir till” (piú o meno: “il divenire di un bimbo”) di Lennart Nilsson (Serena saprá di che parlo)

  9. Io non sono cambiata tanto… Mi piaceva cucinare, e ancora ora ci provo, ma non alle 6 del mattino, no, lo faccio sbraitando alle gnome di lasciarmi un po’ in pace. Col risultato che le torte escono fuori pessime e loro restano nervose. La casa è un disastro, io mi sono adeguata alle levatacce perché non posso fare diversamente ma ogni volta aspetto (non ho voglia, lasciami dormire, ti prego….) e alla fine mi alzo mormorando cose che forse, se capisse, non direi, non sono affatto paziente, anzi, peggioro di giorno in giorno…

    e anche io sono un po’ colibrì, una che mentre fa una cosa pensa alle 10 dopo, quella che mentre porta la biancheria in lavatrice vede la pentola sulla tavola, molla la biancheria in terra (tolgo quella e poi attacco la lavatrice) porta la pentola in lavastoviglie, ma vede le carote lasciate prima nel lavandino, posa la pentola nel lavandino, si rimette a pelare le carote, sente la figlia, posa le carote, va a vedere (pestando i vestiti in terra) si ricorda che la figlia in questione la sta aspettando per il libro che hanno aperto prima… solo che poi mi sono alzata a prendere un fazzoletto, l’ho cercato nel cassetto, non c’era, ho guardato nel cesto a stirare, mi sono ricordata la lavatrice… E così resto senza leggere, senza lavatrice, senza carote e con la pentola sporca! Perché alla vista della figlia col libro in mano me ne esco col “ah, tesoro, si, arrivo” promettendomi di togliere solo i vestiti da in terra, e invece si riparte…

    Ecco, ci ho provato, ma inizio a dubitare che si possa guarire, perché io peggioro sempre! E da quando ci sono le bimbe, non sono ancora riuscita a trovare un’organizzazione che mi permetta di fare.. .nulla! Corro, ricorro, ma non finisco niente. Mannaggia!

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