Come è andata a scuola oggi? 20 domande per saperne di più

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Se non riuscite mai a sapere dai vostri figli cosa succede a scuola, molto probabilmente dipende dal fatto che sbagliate le domande. Ecco un prontuario di 20 domande a cui attingere.

Foto Vladimir Pustovit utilizzata con licenza Flickr Creative Commons
Foto Vladimir Pustovit utilizzata con licenza Flickr Creative Commons

A tutti noi genitori è capitato. All’uscita da scuola, la classica domanda: “Come è andata a scuola?”. Seguita dalla classica risposta: “bene…”. Noi proviamo rincalzare: “Si, ma che avete fatto oggi?”. Cui tipicamente segue una a caso fra: “Boh…”; “Niente…”; “Le solite cose…”; “Uff…”.

Questo perché sbagliamo clamorosamente la domanda, noi adulti semplicioni. Bisogna essere precisi. E possibilmente creativi. Ecco dal sito genitoriale inglese Netmums una collezione di 20 domande per iniziare una bella conversazione sulla giornata scolastica appena passata:

  1. A che avete giocato durante l’intervallo?
  2. Cosa ti ha fatto sorridere oggi?
  3. Qual è stata la cosa più divertente che ha detto l’insegnante?
  4. Con chi vorresti fare amicizia in classe, ma non ne hai ancora avuto l’occasione?
  5. Chi ha portato il pranzo/merenda più buona oggi?
  6. Dimmi una cosa interessante che hai imparato oggi.
  7. Qual è stata la regola più difficile da rispettare oggi?
  8. Se potessi scegliere, con chi vorresti o non vorresti sederti in classe?
  9. Dimmi di tre volte in cui hai usato la matita oggi.
  10. E, hai usato la gomma per cancellare?
  11. Qualcosa ti ha fatto arrabbiare oggi?
  12. Chi  hai aiutato in classe oggi?
  13. Che regole hanno a scuola che noi a casa non abbiamo? E sono giuste?
  14. Qualcuno dei tuoi compagni ha fatto qualcosa di buffo oggi?
  15. Che voto daresti alla giornata di scuola di oggi, da 1 a 10, e perché?
  16. Quando ti sei sentito orgoglioso di te oggi?
  17. Secondo te che lezione che hai fatto oggi sarebbe piaciuta a me?
  18. L’insegnante ti ricorda di qualcuno che conosciamo? Chi?
  19. C’era qualcuno triste o preoccupato a scuola oggi?
  20. Che parole nuove hai imparato?

Provatele e poi mi dite come è andata.

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11 COMMENTI

  1. Qualcuna l’avevo già provata l’anno scorso quando era alla materna, con scarsi risultati. Ora che abbiamo avuto un inizio di prima elementare con condimento di bullismo al secondo giorno di scuola se gli chiedo qualcosa si chiude più che a riccio! A letto, prima della nanna, mi ha detto che quando diventerà presidente quella scuola la cancellerà! Con quali altre domande dovevo continuare?

    • Più che altro io chiederei alla maestra come pensano di regolarsi col bullismo. Purtroppo ti dico per esperienza che si fa molta fatica a far parlare i bambini in questi casi, il mio grande si è sbottonato quando ha aperto bocca il piccolo. In genere io da altre cose che dicono cerco di capire se stiamo aggirando un buco nero e provo a fargli dire qualcosa in più raccontandogli cose mie o di altri. Proprio ieri sera mi ha chiesto se io fossi un bullo per quali motivi me la prenderei con lui. Non è stata una domandina facile, gli ho detto perché penso di aver capito i bulli perché se la prendevano con me, ma non so bene sul lungo termine come andrà a finire.

    • Raffaella poi ci ho pensato e sono andata a rileggermi questo (e dopo tutti questi anni, santo cielo quanto fa ancora male). Ma ci ho trovato un paio di cose che forse possono essere utili a voi nell’ immediato, visto che non sappiamo se da tuo figlio sia ancora una fase di assestamento nella nuova scuola o no. Mio figlio in genere parlava meglio, anche magari davanti a me, se le domande, generiche all’ inizio, gliele faceva qualche mia amica o zia che lui conosce bene e con cui si sono simpatici. Gente che poi lo sta ad ascoltare. Qui ilpost: http://genitoricrescono.com/quando-a-scuola-ti-menano-i-figli-bullismo-ragione-e-sentimento/

  2. Belle, creative. Proverò.
    Mio figlio si mette a raccontare le esperienze della giornata un minuto prima di addormentarsi. Ma si può?!

    • Roberta in realtà ha perfettamente senso. Spesso uno dei problemi è quello che gli chiediamo cosa hanno fatto prima che loro stessi abbiano avuto modo di rielaborare gli eventi della giornata. Magari tuo figlio ha proprio bisogno di quel tempo, e prima di addormentarsi trova il momento di calma per parlarne con te. 🙂

  3. Da noi funziona bene anche “con chi eri seduta a mangiare”.
    Ho provato (prima di leggere questo articolo) alcune domande , ma con esiti quasi comici.
    Estratto del dialogo di domenica , in macchina:
    Io: c’è gia la maestra di ginnastica
    Lei: no ma è venuta a salutarci
    Io: e il prete? (Purtroppo è una scuola materna cattolica)
    Lei no
    Io: ma chi vi racconta le favole? Maestra?
    Lei: si
    Io: ed è brava?
    Lei: sì
    Io: qual è la storia piu bella che ti ha raccontato
    Lei: boh
    Io: ma come boh, di tante fiabe quale è stata la tua preferita, la sapevi già Etc
    Lei: boh ,io non l’ascoltavo.
    Dovevo disegnare

    ?
    E pensare che di solito è logorroica.
    Proverò con le altre domande
    Magari sarò piu fortunata

  4. Confermo l’atteggiamento speriementato per anni e anni anche da me con le ragazze.
    Alle elementari andavo a prenderle in macchina e nel tragitto casa-scuola mettevo la musica visto che la conversazione languiva.
    Però si sbloccava dopo al momento della merenda, in cambio del cibo si sbottonavamo un po’.
    Più era golosa più parlavano.
    Adesso, sono grandi, quando le devo andare a prendere al treno, che è un gran sbattimento, ho attuato un ricatto: “Preparatevi qualche bel pettegolezzo se volete un passaggio” (al liceo le storie sono molto più succose)
    e così imparano anche l’arte antica del giornalismo – scovare le notizie o inventarle –
    L’ anno scorso è andata abbastanza bene, ma forse quest’anno, come direbbe Mammamsterdam, mi sfanculeranno!

  5. quando la mia era più piccola, lo “sblocco” al racconto lo davano domande tipo “dimmi una cosa rossa di oggi” “dimmi una cosa blu di oggi” e via… colorando.

  6. La #6 “Dimmi una cosa interessante che hai imparato oggi.” almeno con mio figlio non funzionerebbe. Otterrei il consueto “niente…”, quello che mi fa chiedere un secondo sì e quell’altro pure che accidente lo mando a fare a scuola 🙂 anche la #20 “Che parole nuove hai imparato?”, rivolte al mio marmocchio lui le traduce con “Che cosa hai fatto oggi a scuola?”.
    Le altre sono interessanti, in particolar modo la #1 “A che avete giocato durante l’intervallo?”, quella è un cavallo di Troia che fallirebbe con pochissimi.
    La #17 “Secondo te che lezione che hai fatto oggi sarebbe piaciuta a me?” è un po’ rischiosetta se la creatura di turno è nella fase “io non ho una mamma un papà, quei due che mi accompagnano a scuola sono i miei autisti”, appare in qualche modo “invadente” ( ciò sempre visto nell’ottica della madre di un ragazzino che frequenta già e medie, “estorcere” informazioni diventa sempre più complicato ).
    La trovo invece ottima per chi ha bimbi più piccoli, fatte sempre salve le dovute eccezioni.
    Grazie Supermamabanana, ne provo qualcuna magari modificandola un po’ considerata l’età di Superboy e poi magari riferisco.

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