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Cambiare scuola: regole e consigli

Scritto il 4 Mar 2013 da Silvia 8 commenti

cambio-scuolaCambiare scuola, durante l’anno o alla fine, cambiare indirizzo di studi, cambiare sezione. A volte una necessità pratica, altre una decisione familiare meditata.
Nei commenti al post sul nulla-osta al trasferimento in altra scuola sono stati chiesti così tanti chiarimenti e sono stati esposti così tanti casi, che mi è davvero impossibile rispondere a tutti, anche perché spesso si tratta di domande molto simili tra loro. Per questo cercherò di rispondere con questo post ai quesiti più frequenti.

Prima di tutto, cambiare scuola è sempre astrattamente possibile: non c’è un termine nell’anno oltre il quale non è più possibile trasferirsi. Il cambiamento di scuola, infatti, è previsto principalmente per motivi oggettivi (per esempio un trasferimento di abitazione) e dunque non può avere un limite temporale.
Evidentemente, se il motivo non è strettamente oggettivo (ma nell’altro post raccomandavo di motivare sempre in modo più “concreto” possibile), sarete facilmente sconsigliati, soprattutto dalla scuola di destinazione, e invitati a pensarci con il cambio d’anno scolastico. Quindi non stupitevi se da marzo/aprile in poi incontrerete delle resistenze.

Il primo passo è senz’altro quello di chiedere un colloquio con il dirigente scolastico della scuola che si è scelta come destinazione. E’ infatti, inutile inoltrare una domanda di trasferimento se non ci sono posti nelle classi. Il primo colloquio informale con il dirigente vi farà capire se è disponibile ad accogliere il nuovo studente, in che sezione intende inserirlo e soprattutto vi farà rendere conto se quella scuola potrà risolvere il problema per il quale trasferite vostro figlio.
Non mandate mai una domanda di trasferimento che non sia stata annunciata da un colloquio personale, anche se sapete per certo che ci sono posti disponibili. Il dirigente vorrà sapere il motivo per il quale avete scelto la sua scuola e potrà capire meglio in quale sezione inserire il nuovo arrivato. E’ un modo per evitare rifiuti e per rendere più spedito l’iter burocratico dell’accettazione della domanda: da questo colloquio potrete capire anche quale è la miglior motivazione da scrivere sulla domanda. Insomma, se vi dice che il posto c’è, concordate in qualche modo il tenore della motivazione del trasferimento, così sarà immediato l’accoglimento.
Dopo il colloquio, fatevi dare in segreteria i moduli per la richiesta di trasferimento.

A questo punto è imprescindibile un colloquio con il dirigente scolastico di provenienza. E questo è il più delicato, soprattutto se i motivi non sono meramente pratici. Soprattutto in questo caso, non inviate la richiesta di nulla-osta senza aver prima parlato con il dirigente: andate a spiegare di persona i motivi del cambiamento e certamente eviterete resistenze, rifiuti o lungaggini.
Il dirigente vedrà la vostra intenzione di cambiare scuola a un figlio come una critica alla “sua” scuola. Ora soprattutto che le scuole sono soggette a un sistema di verifica (come il teste INVALSI), non depone a favore dell’istituto ricevere molte domande di trasferimento.
Per questo motivo, se possibile. mettete sempre avanti motivi oggettivi e non legati alla situazione scolastica. Altrimenti, cercate di spiegare le vostre motivazioni prima a voce, che per scritto. Visto che il nulla-osta è un documento indispensabile, ma la scuola di provenienza non ha alcuna urgenza di fornirvelo, proprio su questo si possono verificare le maggiori lungaggini: con il colloquio avrete almeno stabilito un rapporto personale che vi permetterà di sollecitare, anche con decisione.

L’ottenimento del nulla-osta è propedeutico alla domanda di trasferimento, che può essere accettata solo se corredata da quel documento. Quindi è bene chiedere il nulla-osta quando siete certi che l’alunno verrà accettato nella scuola di destinazione, perché potrete formalizzare la domanda di nuova iscrizione solo con il nulla-osta in mano.

Per cambiare sezione in una stessa scuola non è necessario il nulla-osta. E’ una questione interna rimessa alla discrezionalità del dirigente scolastico. Non c’è dunque un diritto a cambiare sezione, poiché la divisione in sezioni è frutto di mera organizzazione interna.
Molti dirigenti sono estremamente contrari ai cambiamenti di sezione, altri li accordano nei limiti dei posti disponibili e senza sovraccaricare classi già numerose.

In caso di genitori separati con affidamento condiviso dei figli, è necessaria la firma di entrambi, sia per la domanda di trasferimento, che per la richiesta di nulla-osta (il trasferimento di scuola non è considerato un atto di ordinaria amministrazione).

Per le scuole superiori non ci sono limiti nel cambiare indirizzo scolastico. Anzi, un motivo valido e accettato per il trasferimento può essere quello che il ragazzo e la famiglia si sono resi conto che la scelta di indirizzo non era adatta. La scuola di destinazione, però, può richiedere un esame integrativo (spesso scritto e orale) nelle materie che non erano insegnate nell’indirizzo di provenienza (soprattutto se materie tecniche).
Per questo motivo può essere consigliato aspettare la fine dell’anno scolastico e cambiare con il nuovo anno, approfittando dell’estate per prepararsi nelle nuove materie.

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8 Commenti »

  • emy ha scritto:

    vorrei cambiare liceo di mia figlia fa la prima superiore adesso alla fine mi dice che si trova male….

  • filomena ha scritto:

    Salve ho un bimbo di 2 anni e 6 mesi che frequenta il nido dall’età di 6 mesi. Per problemi insorti con la direttrice del nido ho deciso di cambiare struttura. Il bambino questa mattina, al suo primo giorno nella nuova struttura, dopo qualche minuto di diffidenza ha iniziato a giocare con i nuovi compagnetti e con le nuove maestre senza cercarmi.
    Mi inquieta il fatto di dover provocare un trauma al mio bambino.

  • ANNA ha scritto:

    IO MI RICORDO QUANDO ERO PICCOLA IL PRIMO GIORNO DI SCUOL MI ERO VESTITA DA PAZZA

  • gabriella ha scritto:

    Buonasera a tutti! Mia figlia ha scelto (sbagliando…) un liceo scientifico che la sta massacrando moralmente, ma è in terza… Sono preoccupata perché non sorride più, non balla più, non fa altro che studiare ed i risultati scarseggiano!! Mi sto domandando se non sia il caso di cambiare scuola, ma naturalmente lei non ne vuole sapere!! Vi sono capitate esperienze simili? Se sì, come le avete risolte? Grazie per i graditi consigli, gabriella

  • alessia ha scritto:

    piacere mi chiamo Alessia ho 18 anni e desidero andare a vivere a Salerno, io risiedo a Milano, una città che mi ha portata ad essere perennemente agitata, triste, mai del tutto rilassata, ed entro 3 giorni devo decidere se andare o meno, la mia indecisione è basata sul fatto che ho paura che se dovessi diplomarmi al sud riscontrerei dei pregiudizi poi se dovessi far ritorno al nord e anche se dovessi tornare in tempo per il quinto anno ( ora sto iniziando la quarta ) poi rischierei di perdere l’anno perchè non più abituata? e io richiedo il nulla osta qui a Milano e poi posso partire tranquilla che appena arrivo a Salerno faccio l’iscrizione ( con la scuola lì ho parlato già e mi hanno rassicurata che in quarta i posti ci sono) ?
    aiutatemi, la testa mi esplode
    ps: solo io di tutta la famiglia mi trasferirei,

  • Caterina ha scritto:

    Cambiare scuola per un bambino è sempre traumatico. In alcuni casi però è proprio inevitabile.
    Ottimi consigli!

    Quello che tutte le mamme vorrebbero…

  • claudia ha scritto:

    Ho letto on attenzione quanto avete scritto fino ad ora.
    anche noi abbiamo richiesto un cambio di sezione per nostra figlia Laura di 7 anni che frequenta la seconda elementare.
    Diversi sono i casi per qui abbiamo deciso di fare questa richiesta,in quanto si è creata nella classe una dimanica poco piacevole data la presenza di alunni che non facilitano l’aggregazione e un’insegnante poco sensilile e mia figlia invece molto sensibile e sempre alla ricerca dell’approvazione.ad esempio:

    – La perquisizione richiesta dall’insegnante e fatta svolgere degli alunni nei riguardi della cartella e dell’astuccio di Laura perchè “accusata da alcune compagne di aver rubato il materiale dell’insegnante”. Laura in cartella non aveva nulla del materiale scomparso all’insegnante. (fatto che risale a martedi 20/3)

    - Giovedi 10 gennaio Laura rimane assente perchè mi sono accorta che la bambina aveva i pidocchi.
    Ho chiamato la mattina stessa per avvisare la maestra dell’accaduto in modo che avvisasse i genitori di fare il trattamento per eliminare i parassiti tempestivamente. Alcuni bambini hanno raccontato ai genitori che l’Insegnante avrebbe detto: prendete il diario che ha chiamato la mamma di Laura che è a casa con i pidocchi e anche voi dovete fare il trattamento!”
    Non mi sembra proprio un comportamento delicato, sopratutto conoscendo la sensibilità di Laura.

    - La seconda settimana di settembre Laura trova nella sua cartella una bigliettino non firmato sul quale vi era scritto:
    “Laura è scema”
    “Laura puzza”
    “Laura è stordita”
    “Laura è imbecille”
    “Laura è stupida”
    e altre frasi del genere.
    Ho mostrato subito il biglietto all’insegnante che l’ha trattenuto.
    Il colpevole non è mai venuto fuori e l’insegnanto ha minimizzato l’accaduto.

    - nella seconda settimana di febbraio alcuni (sempre gli stessi) compagni facevano finta di starnutirle addosso.
    - Laura è stata chiamata scrofa,cinghiale, maiale sempre dagli stessi compagni, che l’hanno isolata anche dai giochi.
    - laura racconta di molteplici episodi di “rifiuto” da parte dei compagni sopracitati che la prendono molte volte in giro
    - Ho cercato di parlare con alcuni genitori di questi bambini ma non cè stato nessun miglioramento.
    -Laura dice di essere felice a scuola quando questi sono assenti o non le rivolgono la parola.

    - Il Dirigente scolastico (sollecitato dalla nostra rihiesta e dopo avere avuto noi molti incontri con lei) ha avuto un colloquio con la docente riguardo proprio le problematiche da noi esposte rispetto a Laura; la Signora ha ritenuto oppurtuno parlare a Laura asserendo che la bambina “non potrà cambiare sezione ma potrà cambiare scuola”.
    Non mi sembra corretto che l’insegnante tratti argomenti così delicati senza confrontarsi con i genitori.
    Laura subirà la decisione di adulti e non è lei che richiede questa possibilità, non capisco proprio il perchè abbia fatto una cosa del genere

    -ieri due compagne (sempre le stesse) le intonavano “Laura Laurona sei una grassona”.

    Per ora il Dirigente non ci concede il cambio di sezione in quanto non vuole “creare il precedente” .
    Ho scritto una email di richiesta in via ufficiale mettendo in copia conoscenza anche Sindaco e Assessore alla scuola.
    Sembra però che non se ne esca e il consiglio del Dirigente è stato: cambiate l’istituto!
    Peccato che in quell’istituto ci vadano anche la sorella maggiore e il fratello minore.

    Che altro posso fare?
    Cambiare scuola a LAura è profondamente ingiusto. non cerco un “colpevole” voglio solo dare la possibilità a LAura di avere una classe e un’insegnate che sappiano accoglierla.

    NOn sarebbe meglio per tutti usare il buon senso?

    la neuropsichiatra che sta seguendo Laura presenterà una relazione in cui è auspicabile per la bambina cambiare sezione ma rimanre nell’istituto perchè lì oltre alla presenza dei fratelli ci sono i suoi compagni di minivolley,di oratorio,di asilo…

    sono disperata…

    claudia

  • lanoisette ha scritto:

    da insegnante (medie e superiori), mi permetti di dare qualche dritta in più?

    CAMBIO DI SEZIONE:
    può avere due motivazioni
    1) lo studente non si è inserito nel gruppo classe
    2) ci sono problemi co nuno o più insegnanti
    considerate sempre che il cambio di sezione è sottoposto alla discrezionalità del DS, non è dovuto, e che alcuni DS sono fortemente contrari per principio. quindi, la motivazione 1 è generalmente meglio accetta della 2, perché non implica una messa in discussione del corpo-docente. in ogni caso, io consiglio, PRIMA di pensare ad un’opzione del genere, di chiedere un colloquio con gli insegnanti (coordinatore di classe o un insegnante di cui si ha stima e fiducia) e solo DOPO, nell’impossibilità di risolvere il problema, di rivolgersi al DS. considerate anche che alcune situazioni (cattivo rapporto con i compagni, presenza di un insegnante poco capace di insegnare/relazionarsi) possono anche essere temporanee/transitorie: spesso i bambini/ragazzi e gli insegnanti cambiano nel giro di un anno scolastico! considerate anche che nella vita non tutto è rose e fiori e che i vostri figli, prima o poi, dovranni imparare a relazionarsi con persone poco simpatiche o con cui non vanno d’accordo.

    CAMBIO DI SCUOLA: di solito, se motivato da un cambio di residenza e se la nuova scuola scelta ha posto, non crea grossi problemi. più problemi può creare un cambio di indirizzo di studi alle scuole superiori: se viene fatto ad anno inoltrato (dopo la fine del I quadrimestre) spesso il ragazzo dovrà recuperare gli argomenti svolti e se le materie diverse sono più di 1 o 2 il recupero diventa davvero difficile. in questo caso, ha forse più senso far terminare al ragazzo l’anno in corso e poi farlo studiare durante l’estate le materie da integrare, perché dovrà superare un esame in ciascuna di esse. inoltre, le scuole non differiscono solo per le materie diverse, ma anche per il tipo di studio richiesto (più pratico o più teorico: diverso è studiare inglese in un liceo linguistico o i nun istituto tecnico!). per questo, se vi accorgete che vostro figlio ha scelto la scuola sbagliata, prima correte ai ripari, meglio è. anche in questo caso, PRIMA chiedete un colloquio con gli insegnanti e, se c’è, con il referente dell’orientamento di entrambe le scuole.

    spero di esservi stata utile.