Il cambiamento che parte dalle relazioni

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tavola-imbandita-GCPoco tempo fa una persona che conosce bene la mia famiglia di origine mi ha detto che probabilmente faccio il pane in casa per il desiderio di ricostruire o rinforzare il nido: “Il forno è come la famiglia”, mi ha detto. A parte le implicazioni psicologiche di questo discorso (vedrò di rimestare un po’ nella memoria e riprendere qualche filo scomposto), è pur vero che i miei nonni facevano i fornai e consegnavano il pane a tutto il quartiere. Questo ricordo ormai sepolto negli anni mi ha fatto pensare a quale sia stata per me la molla del cambiamento, sulla quale non mi sento per nulla arrivata. Perché di limiti al fare, di freni allo scegliere strategie diverse nei consumi, nell’alimentazione, nella mobilità, ne possiamo trovare molti, volendo. Perché il tempo non basta mai, bisogna organizzarsi e tra un intruglio e l’altro (specie in cucina) qualche guaio prima o poi lo si combina, i bambini ci assorbono troppo, il lavoro poi… E, se piove, in bici ci si bagna, la vanga per l’orto è pesante e la terra è tremendamente bassa.

Riflettendo – dicevo – sullo stimolo a cambiare, il pensiero è andato immediatamente al tema delle relazioni, del fare condividendo idee, vivendo la famiglia con un occhio proteso  fuori da essa.

Tutti i più grandi cambiamenti per dipendono da incontri densi di significato: il legarsi ad un compagno per abbracciare poi una nuova vita, ma anche l’incontrare educatori importanti del nostro percorso. Pensiamo alle persone che abbiamo emulato, o a quelle da cui si siamo affrancati per contrasto, magari, tra questi, i nostri genitori.

La costruzione della famiglia e anche, in un certo modo, la sua scomposizione sono motore di cambiamenti che investono anche e soprattutto il quotidiano: prima c’è il clima che si respira in casa, ma subito dopo vengono il come facciamo la spesa, come gestiamo i soldi, quale e quanta tecnologia entra in casa, quale tipo di giocattoli, quanto permettiamo ai brand di condizionare le nostre scelte, quanto tempo ed energie investiamo nella scuola dei nostri figli, in associazionismo e ideali.

Quella prima pasta madre donatami da un’amica mi ha dato uno stimolo enorme a conoscere, capire, approfondire. Mi ha fatto infilare le mani in un impasto, sfogare tensioni nascoste, sperimentare e poi offrire il mio pane e, una volta diventata più esperta, donare la mia pasta madre a chi volesse replicare quel piacere, condividendo il mio.

Quella prima capatina in un negozio dell’usato, dopo una telefonata di un’altra amica (“Ho appena trovato due sedie Stokke da Mercatopoli, io ne ho presa una per la Mati, se ci vai subito l’altra è tua!”) mi ha fatto scoprire un mondo inesplorato di occasioni ma anche di mancati sprechi per me e per la mia famiglia. E mi ha tolto una buona dose di pregiudizi.

Le relazioni sono il bene più profondo, l’unico di cui non possiamo che essere avari. L’unico che possiamo misurare in profondità e ricchezza, contaminandoci senza remore.

Chi fa rete attraverso un blog, chi posta la foto di una pizza fatta in casa appena sfornata, chi quando incontra gli altri testimonia la propria piccola minuscola scelta consapevole, crea ponti, offre idee e aiuta altri condividerle. Tutti possono provare: “Non essere pigro, non essere ladro, non essere bugiardo, conduci una vita buona e armoniosa, in una terra senza male ed avviata in un cammino nobile”, recita l’articolo 8 della costituzione boliviana.

E a proposito di armonia e buone relazioni ho scoperto che l’Inran, Istituto Nazionale di Ricerca per gli alimenti e la nutrizione, che ha delineato la piramide alimentare della Dieta Mediterranea,  ha posto alla sua base la convivialità come condizione fondamentale per sperimentare benessere e salute attraverso il cibo, al pari dell’attività fisica e del consumo di prodotti stagionali e locali. Il piacere di stare con gli altri, di mantenersi attivi, di valorizzare il territorio sono tasselli fondamentale che sostengono altre scelte, che le rendono più vere ed efficaci, che le fanno volare.

Così i gruppi d’acquisto solidale sono un veicolo di relazione potente: ormai quando andiamo a ritirare la spesa della settimana è decisamente prioritario fare due chiacchiere, sentire le novità, sentirsi parte.

Per avvalorare l’idea che solo costruendo legami (qualcuno direbbe: piantando alberi), si stimola l’idea di cambiamento, vi segnalo due inziative molto interessanti, che favoriscono la relazione e la vita semplice:

– In UK è nata l’iniziativa Fruit Map. Perché non è mica detto che ognuno di noi deve andare al negozietto più sostenibile della zona o dal produttore, che magari è lontano, a fare la spesa giusta, per mangiare una mela o un altro frutto decente (senza la coltre di pesticidi intendo). Ecco, a Londra c’è la Fruit Map, un sito che segnala tutta la frutta che si può liberamente cogliere, con tanto di  attrezzo per la raccolta e libretto di istruzioni con la mappa, si spera che davvero non sia trattata!

– In questi giorni inoltre si sta diffondendo la campagna Slotmob, contro il gioco d’azzardo e la crescente diffusione di slot machine all’interno di bar e locali pubblici a danno delle persone e del loro piacere di stare assieme. Inutile precisare quanto siano spersonalizzanti e quanto creino dipendenza queste macchinette, togliendo alle “vittime” la libertà e il piacere del gioco e del tempo libero. Senza le slot, nei locali c’è più spazio per le persone.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, se i vostri grandi e piccoli cambiamenti (in senso ecologico e non) sono nati da relazioni e contatti tra persone  più o meno potenti o in modo differente.
– di Elisa Artuso

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5 COMMENTI

  1. Come mi ci ritrovo bene in quello che scrivi… eh, si la pigrizia bussa spesso alla porta, ma se siamo convinti non la facciamo entrare. Come te penso che il tutto parte dal personale, si allarga alla famiglia e finisce col tessere delle relazioni sociali, che siano il gas o le persone a cui si spaccia la pasta madre o il kefir o quelle a cui si da qualche dritta sui pannolini lavabili o sull’uso della fascia o ancora quelle che si incontrano nei laboratori in piazza. E di tutta questa bella gente che un tempo ignoravo esistesse mi piace circondarmi!
    Bellissimo il progetto della Fruit map!

  2. Bel post, una cosa però su cui non sono d’accordo è il fatto che il cambiamento di stile di vita (o anche semplicemente un cambiamento di pensiero e rotta) parta dalle relazioni. Non sempre è così, specie per quello che riguarda la propria famiglia.

    Mio marito nello specifico, ha subito quasi passivamente (penso al seitan o i cereali più assurdi propinati con mezzo inganno) il cambiamento.
    Non ho vissuto un accompagnamento e non ho mai pensato che il mio modo di vedere dovesse per forza essere accolto.

    Il cambiamento per me è stato pura curiosità personale e sinceramente la mia indipendenza nelle scelte, specie quelle eco compatibili, sono state fatte come singolo. Alcune sono state accolte, altre no, ed ognuno di noi continua comunque a fare ciò che vuole.

    Mi piacerebbe molto essere una famiglia ancora più “figlia dei fiori” in armonia e bellezza ma non ne sento l’esigenza per stare e sentirmi bene con lui, forse mi sentirei solo ancora più a mio agio.
    Peace ??

  3. avevo scrittouncommento prima ma non sodovesia andatoa finire!!!!
    cmq le relazioni influiscono molto nella miavita …….e frse devo rivedereancheio il mio passato perchè inforno spessoe ele mania pasticciare sono all’ordine del giorno ancheinsiemealla mie pesti.

    incontri relazioni e scambi di vedute rendono la nostra vita magnifica…..ioper esempio ho cominciato a fare il pane in casa graziead unamia amica canadese che fa quasi tutto lei cioè si autoproduce quasi tutto!!!!!! sotto suo consiglio o spunto ed esempio inforniamo pure noi…..
    i pannoloni lavabilisono merito diuna amica molto eco che mi ha contagiata……potrei elencare incotri positivi e negatii che hanno influenzato la mia vita inmodi svariati ma pur sempreincontri dei quali vado fiera perchè mi hanno reso lapersona che sono.
    i giocattoli per i piccoli li autoproduco con l’aiuto del mastromarito che ha molta pazienzaemanualità!!!!! e poisi cerca diessere ecologici e risaprmiosi nonchè rispettosidell’ambiente…però no sempre ciriesco…
    cmq felice di aver preso spuntoe di avere fatto incontri intrinsidi significato
    ciao veronica

  4. bellissimo spunto di riflessione!!!!!!
    forse anche io devo guardare indietro perchèilfornolo uso molto e le mani in pasta ci sono spesso..
    i miei piccoli cambiamenti sono stati sempre sotto invito di altri per mezzo di un incontro denso di importanza e significato…
    la mia amica fa il pane benissimo, mi ha dato la ricetta e allora provo!!!
    cerco di fare scambio con le amiche per quanto riguarda i vestiti dei bimbi e gli oggetti cui utilizzo è breve ….
    i giochi cerco di farmeli (almeno per i piccoli) e le mani le usiamo tutti per fabbricare divertirci e pasticciare(cosa fondamentale per noi).
    le relazioni i rapporti con gli altri sono di primaria importanza per la nostra vita ..almeno per me … e la ricerca di rapporti umani di emozioni tangibili sonola marcia in più per godersi la vita.
    io dico sempre che la vita è un’avventura e che va vissuta …… insieme agli altri pendendo il meglio degli altri…..facendo unacorsa al mercatino dello scambioer prendere la fascia lungache tanto volevo-…..oppure allungareil tavolino per mangiare insieme e ridere …..
    i pannoloni lavabili sono merito di un’amica eco-risparmiatrice che ha sempre idee funzionali e pratiche!!!!!

    per me gli altri sono stati fondamentali(ma pesanti) per quanto riguarda i miei cambiamenti…
    ciao veronica

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