Bambini in festa! Per cucinare con i bambini

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La Staccata: L’autrice di “Bambini in Festa! Tante idee per CUCINARE tutti insieme divertendosi”, uno splendido lavoro uscito proprio ieri in libreria, non ha bisogno di presentazioni. Amatissima foodblogger, dal 2008 delizia i palati dei buongustai con il suo tempodicottura.it . Natalia Cattelani è apprezzata da tutti i cultori del buon cibo, bambini inclusi. La sua peculiarità consiste proprio nell’essersi specializzata nella cucina per e con i ragazzi.

Oltre ai diversi progetti realizzati sul Web, nel suo nutrito curriculum non mancano esperienze televisive, la più famosa delle quali è la sua collaborazione con La Prova del Cuoco. E’ perciò una stimata chef, nonché Sommelier FISAR, famosa e abituata a stare davanti alle telecamere. Ma nulla di tutto ciò è mai riuscito a inquinare la sua dote migliore: la semplicità. Natalia possiede un affascinante mix di pregi che fanno di lei una persona unica: naturalmente elegante come soltanto le autentiche Signore sanno essere, è al tempo stesso genuina, giocosa e sempre sorridente come una bimba.

Le strepitose ricette contenute in “Bambini in festa!” le assomigliano in modo impressionante: belle, coloratissime, solari, divertenti e soprattutto semplici, proprio come lei.  L’intento principale del libro è quello di cucinare assieme ai bambini divertendosi, senza alcuna pretesa di volerli trasformare in “piccoli chef”. Non illudetevi, perciò, che “gustare” “Bambini in festa!” assieme ai vostri figli insegnerà loro a montare a frusta una maionese senza farla impazzire. Quella è un’operazione riservata agli cuochi di razza e ai talenti naturali, tipo mia suocera. Ma non divaghiamo…

Assieme a Natalia si gioca moltissimo, ci si diverte, si sperimenta e anche, perché no, si improvvisa. Se è vero che l’appetito vien mangiando è anche vero che la fantasia viene cucinando (ottimo effetto “collaterale” del libro). Mentre preparavamo i “Topolini di patate”, Superboy mi ha suggerito una piccola variante: i chiodi di garofano al posto dei grani di pepe. “Così gli occhietti sembrano più veri”. Questo dimostra come cucinare sviluppi anche il senso della creatività.

I piatti da realizzare sono tutti deliziosi, alcuni così elementari che l’intervento da parte dei genitori è praticamente nullo, le fotografie sono di qualità eccellente, la spiegazione dei procedimenti a prova di imbranato, la riuscita sicura al 100%. Nella mia top ten personale la proposta più ammaliante è quella delle “Dita da strega… dolcissime!”, ma anche “Torta che… dolce non è” è un’idea a dir poco geniale. Difficile, davvero difficile scegliere fra le tante ricette tematiche riservate non solo agli eventi più tradizionali, ma anche ai raduni con gli amici sulla spiaggia, ai cinema party e addirittura a eteree atmosfere accarezzate dai raggi lunari. Bestiali quelle dedicate alle feste con insetti e animaletti, in assoluto le mie preferite.

Ciliegina sulla torta? Una serie di consigli pratici sul come organizzare i party  dei nostri bambini che, badate bene, non provengono “semplicemente” da un’ottima cuoca, ma da una donna che è mamma di ben quattro creature, il che mi sembra più che sufficiente come garanzia di successo.

Il pregio principale di “Bambini in festa!” è che suggerisce un nuovo rapporto gioioso con il cibo, troppo spesso demonizzato, frainteso, sconosciuto, bistrattato. Considerarlo nella sua giusta prospettiva, amarlo, conoscerlo e soprattutto portarlo in tavola divertendosi assieme ai propri bambini: è un gesto d’amore che nutre dapprima il cervello e poi, quasi secondariamente, il corpo. Un’errata concezione di ciò che portano alla bocca può condurre, nei casi più estremi, al manifestarsi di disturbi alimentari anche fra i bimbi in età prescolare. Trasformare, invece, la cucina in un’occasione per far festa non è soltanto una divertente attività ludica, ma attribuisce al cibo il giusto valore. Natalia Cattelani, con il suo libro, ci suggerisce come regalare tutto ciò ai nostri figli.

Lo consiglio spassionatamente a tutti i genitori: è un ottimo alleato per invogliare i bambini a innamorarsi della buona tavola. Questo vale sia per gli inappetenti, perché il fascino di un piatto preparato assieme a mamma e papà può compiere piccoli miracoli, sia per quelli che tendono a nutrirsi in modo eccessivo e/o poco sano, perché le ricette sono ben bilanciate e includono, laddove possibile, tanta frutta e verdura.
Per concludere, volete un aggettivo a secco per definire il libro della Cattelani? Godurioso; senz’ombra di dubbio godurioso. G-o-d-u-r-i-o-s-o, lo scandisco qualora il concetto non fosse ancora sufficientemente chiaro.

Superboy: a me piace tanto cucinare, lo faccio assieme a mamma da quando ero piccolo. Nonna Marisa, quando avevo 5 anni mi ha pure cucito una toque da chef con il mio nome ricamato sopra. Però c’è scritto solo “Ale”, perché per ricamare “Alessandro” ci avrebbe messo un anno. Ieri ho cucinato i Topolini di patate, che poi assomigliano come sapore al purè che a me non mi piace tanto, però cucinato a forma di topolino sì.

La prima regola di un bravo cuoco è lavarsi le mani prima di toccare il cibo e di mangiarlo, ovviamente. Poi si legge la ricetta (se la sai a memoria non serve), poi si prendono gli ingredienti e si amalgamano. Il mio compito è stato quello di schiacciare le patate, aiutare mamma a usare la sac à poche e applicare il naso e gli occhietti. Non è stato facilissimo, perché era di plastica dura e non di quella plastichina leggera che quando premi esce subito l’impasto.

La cosa più divertente è stata fare “i fiocchetti di naso” e mangiare. Quando erano cotti sembravano dei porcellini, perché la mia mamma il naso lo schiacciava troppo e allora sembrava quello di un maialino. Mi sono divertito molto, ho trascorso un bel pomeriggio, mamma è stata contenta perché era da tanto che non cucinavano insieme. Ultimamente mi sono fissato con la TV (ma mamma aveva anche tanto lavoro, quindi non è tutta colpa mia, eh?!).

Il libro è pieno di immagini colorate che mi fanno venire molta fame, anche se non sono proprio un mangione. Da piccolo sì, però, per questo mamma mi chiamava “Alessandro Magno” (perché siamo romani, e noi diciamo magna’). Vorrei provare altre ricette, i topolini erano super, sembravano venire da un altro mondo per quanto erano buoni. Il giorno stesso, mentre cuocevano in forno, ho chiamato Natalia per dirle che mi ero divertito, che il libro è bellissimo e volevo farle i complimenti. Lei mi ha risposto che ero stato bravo, perché quella dei topolini era una delle ricette più difficili, ma io penso di no. E’ stato facile realizzarli.

Io consiglio il libro a tutti i bambini, perché fare il cuoco è un mestiere bellissimo che  vorrei fare da grande. La mamma mi ha dato il nome di Alessandro Magno, che era un gladiatore, no? (Nota della Staccata: Ehmmm… non esattamente, amore, ma va benissimo lo stesso) e allora combatterò per diventare uno chef come Alessandro Borghese, quello che fa gli spaghetti simpatici con la sua faccia in TV. Pure lui si chiama come me.

– de La Staccata

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E c’è anche un video del backstage del libro. Una vera, imperdibile chicca!

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8 COMMENTI

  1. @Silvia Mobili: wow! Una delle splendide Ladies è quiiiiiiiiii!!! Grazie per la segnalazione, Silvia. Allora domani abbiamo un motivo in più del solito per sintonizzarci su Radio Capital!

  2. Siore e siori, lo vedete che scrivere della Cattelani “Ma nulla di tutto ciò è mai riuscito a inquinare la sua dote migliore: la semplicità.” non è una frase buttata lì “tanto per…”?
    Sei adorabile, Natalia, e anch’io non riesco a dire altro.

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