genitorisbroccano

genitorisbroccano è lo spazio da usare quando senti di avere solo voglia di urlare.
Quando non ne puoi più.
Quando senti che le tue qualità di mamma o papà paziente stanno venendo meno.
Quando tutti i tuoi buoni propositi sono miseramente crollati davanti all’incomprensibile ostinazione dei tuoi figli.
Quando hai mandato a farsi benedire tutte le tue più radicate convinzioni circa l’allenamento emotivo e l’empatia.
Quando sei riuscito a mettere tuo figlio in punizione già 3 volte da quando si è svegliato, e sono appena le 8.30 del mattino.
Quando hai ormai raggiunto la definitiva convinzione che sei una pessimamma o un papàpessimo.

Questa è una stanza insonorizzata: fuori da qui non sentono nulla. Ti leggeranno solo altri genitori solidali che sanno benissimo come ti senti.
Qui è vietato dare consigli (soprattutto quelli buoni).
Qui è vietato trovare soluzioni.
Qui è vietato citare “metodi”.
Qui è vietato fare i saputelli!
I commenti autorizzati sono solo le pacche sulle spalle: sarà nostra cura rimuovere ogni altro tipo di commento.

Da questo momento potete urlare! Nulla è inconfessabile per genitorisbroccano!

PS: Se invece hai bisogno di consigli, cerca un articolo nel resto del sito che faccia il caso tuo, e posta un commento lì : genitoricrescono.com

4,476 thoughts on “genitorisbroccano”

  1. Non so, ma da quando ho avuto il mio secondo figlio, non sento più il grande amore che avevo per il primo. Anzi, mi infastidisce, mi innervosisce con niente e ultimamente scappa anche qualche schiaffo. Dopo mi sento malissimo, depressa. Un fallimento insomma. Sarà perché non dormo, i diversi cambiamenti che sono avvenuti nella mia famiglia ( perdita di lavoro, trasloco e rimpatrio a gennaii dopo 5 anni all’ estero) ma questa situazione mi fa stare male. Molto.

    Reply
  2. Bambina di 7 anni divenuta da qualche tempo letteralmente insopportabile…..tornata agli atteggiamenti che aveva quando aveva 3 anni…tutto un NO, tutto un’opposizione senza senso, provocazioni, rispostacce e atteggiamenti odiosi. Attaccamento morboso a me (la mamma) in quanto il padre come reazione mette un muro. Poi, in separata sede, il padre mi rimprovera mollezza, di darle troppa corda, e paventa punizioni esemplari che poi però so bene che non sarà mai in grado di portare avanti nel concreto. Sono disperata. Cosa fare?

    Reply
  3. I figli sono delle madri. Vecchio adagio, molto saggio.
    Ma siamo nel 21 secolo? Siamo sicure?
    Forse per certe mie amiche che non so sembra che il marito lo abbiano trovato in un pacco di Natale, al massimo qualche piccolo disguido.
    A me invece sembra di esplodere.
    Lui lavora in proprio da 4 anni e per me questo lavoro è totalmente inadeguato gli ha consumato il cervello.
    Pessimista già di natura, ora è esasperante, perenne bastian contrario, cronicamente stanco, lunatico le volte in cui si vive la leggerezza si contano.
    Abbiamo una splendida bambina di 7 anni, dolce, solare e timida nelle relazioni in grandi gruppi di bambini.
    Io volevo pure il secondo figlio, ma la voglia è stata sepolta sotto la coltre di ciò che ho già descritto sopra.
    Io faccio la maestra all’infanzia, i bambini sono la mia vita, ho acquisito molta sicurezza in me stessa, a quanto pare non sufficiente,visto che sono costantemente in ansia.
    Un ansia che mi trascino da quando ero bambina essendo praticamente un marchio di famiglia.
    Fatto sta che nonostante non rimpianga nulla dell’essere madre, mi sento abbandonata da lui.
    La va a prendere a scuola, prepara il pranzo se non ci sono ma stop.
    In 4 anni la ha portata a scuola 1 volta perché lo ho martellato, lo zaino per vedere cosa fa la figlia a scuola lo ha iniziato ad aprire ora. I compiti non parliamone nemmeno sono sempre miei.
    E la cosa che più mi fa arrabbiare è che mi ha rifilato, ma tu insegni ne sai più di me!
    E la scusa più assurda mai sentita.
    Lui lavora con la sorella, dunque ha mezza giornata libera.
    Mai una volta nche abbia sentito dire vai a fare le tue cose la bambina la seguo io.
    Non gli sfiora che a 7 anni non è ancora autonoma e deve essere seguita, tanto più che è insicura.
    Che dopo che ho passato il tempo a seguire lei devo girarmi e fare il resto in tempi record incastrando le cose per recuperare il tempo.
    Io nostra figlia la seguo volentieri, siamo molto complici, ma vorrei vedere maggiore collaborazione.
    Pure lei pe le sue cose preferisce la mamma, perché ho un carattere dolce mentre lui è burbero.
    Motivo per cui si intimorisce e di conseguenza si blocca,mi dice mamma preferisco te per i compiti papà non ha pazienza.
    Invece fare anche queste cose rafforzerebbe il loro rapporto, creerebbe uno scalino in più oltre a sollevare me e ha rendere migliore anche il rapporto di coppia.
    Adesso la discussione è sulle attività extrascolastiche.. Stiamo valutando viarie opzioni.
    Lui vorrebbe nuoto, la bimba ha la fissa del movimento per cui danza.
    Per lui danza è inutile. Superfluo commentare la mentalità rigida.
    Tanto alla fine come per la scuola e catechismo chissà chi se ne occuperà?
    Il papà è quello delle risate e del gioco.
    La mamma di questo e tutto il resto, comprese le famose grandi domande, e avendo una figlia sensibile capiamoci siamo già su certi livelli.
    Cambiare è possibile ma sempre più facile a dirsi che a farsi.
    Sinceramente sono stanca di lottare contro i mulini a vento.

    Reply
    • Comprendo.
      Io ne ho 2
      Maschi.
      Mio marito non sa neanche che abbiamo 2 figli.
      Mai cambiato pannolini
      Mai fatto biberon.
      Mai portati all’ asilo
      Mai portati a scuola.
      Mai portati dal barbiere
      Mai fatto uno zaino
      Mai portati fuori
      Mai in bici
      Mai giocato a pallone
      Mai letto una storia
      Mai portati ad un compleanno
      Mai da un amico
      Mai stati con loro un pomeriggio…neanche nel wek end.
      Certo lui lavora….
      No ho i nonni.
      Siamo sempre con i soldi contati dunque no baby sitter
      Se sapevo prima.

      Mi spiace ma le forze non sono infinite.

      Reply
      • La mia situazione è la stessa..mai un cambio pannolino, mai niente di niente. Mio marito non ha mai mosso un dito in casa neanche se mi vedeva crepare di stanchezza/influenza. Tutto su di me, anche i lavoretti di casa (chiodi, tasselli, mondezza, ecc).. fossi un uomo mi vergognerei. Una schiava. Eppure mio figlio, nonostante l’impegno e la dedizione con cui lo accudisco, preferisce il padre a me, lo riempie di baci ‘gratis’ mentre io devo quasi elemosinare e chiedere.. preferisce persino i nonni paterni a me perché con me deve rispettare le regole. Il fatto che preferisca gli altri a me mi manda in bestia. È davvero frustrante. Mio figlio ha solo 4 anni e sembra aver già deciso. Io sono quella severa, mio marito quello morbido. Spero sia solo una fase. Sono arrabbiata e non mi sento apprezzata per quello che faccio ogni giorno.. Li amo ma sono arrabbiata soprattutto perché nonostante il bimbo sia per la maggior parte con me( io lo porto praticamente ovunque, scuola, parco, spesa, palestra, divertimenti, ecc ..), Il padre che non fa niente con lui (se non fargli vedere video al cellulare) rimane sempre il genitore da strapazzare di baci. Io che invece faccio il più devo persino chiedere un bacio o un abbraccio. Questo è il ringraziamento.. oltretutto sembra non volermi più… speriamo sia solo una fase.

        Reply
        • Boh. Forse è davvero una fase. Il mio ha tre anni e mezzo e anche lui quando arrivo la mattina dice che non vuole la mamma e che preferisce il papà.

          Reply
  4. Lo devo dire a voce alta, ne ho bisogno. Io odio essere madre. È stata la scelta peggiore che potessi fare, mi sono rovinata la vita con le mie stesse mani, ogni giorno che passa non riesco a fare a meno di pensare che vorrei soltanto tornare indietro. Chiaramente mi sento la persona peggiore di questa terra, amo mia figlia, visceralmente, e ogni cosa appena scritta mi fa ribrezzo ma non posso farci nulla, è quello che provo. Io, ansiosa patologica, come diavolo ho potuto anche solo lontanamente pensare che caricarsi sul groppone la responsabilità di un figlio – elemento ansiogeno per definizione – fosse la mossa giusta? Ho iniziato ad accusare il colpo già in gravidanza, dopodiché, com’era prevedibile, sono sprofondata nella depressione post partum. Mi sentivo inadeguata a tutto, morivo di ansia, mentre le impellenze si moltiplicavano vertiginosamente e io non riuscivo a pensare ad altro che alla vita di prima. A spallate me ne sono cavata fuori, perdendo quasi totalmente spensieratezza e rispetto per me stessa, adesso mi barcameno cercando di fare del mio meglio, di tirare avanti quotidianamente sperando che il tempo mi sia amico e mia figlia cresca velocemente. Vista dall’esterno devo sembrare un’ottima mamma, attentissima a tutto, piena di cure e di attenzioni, le do sempre le cose migliori e sì, provo a dedicarle tutto l’amore che sento dentro di me perché c’è, avvelenato dall’ansia ma c’è. La amo e mi fa pena, perché non è colpa sua, perché lei è una creatura bellissima, ma io ci sto male, vivo le incombenze della genitorialità come una trappola, mi basta un suo raffreddore per precipitare nell’angoscia, per tornare a sentirmi inadeguata e incatenata, dentro sabbie mobili che mi tirano dentro mentre io vorrei soltanto cavarmi fuori e respirare. Sono anche un’egoista, perchè penso a tutte quelle cose che potrei fare, e al modo sereno e senza patema in cui potrei farle, mentre tento di sopravvivere tra un capriccio e una lagna. Le volte in cui posso riappropriarmi dei miei spazi, di un giorno da sola o una serata in coppia, mi rendo conto di quello che ho perso e mi sento affogare. Per esigenze lavorative di mio marito, sono stata via da casa una settimana e no, non ho sentito la sua mancanza. Mi sono sentita soltanto libera, leggera, di nuovo padrona di me stessa, e la notte finalmente mi sono addormentata senza pensieri, placidamente. Poi sono tornata a casa e sono ricaduta nel solito copione, asilo da iniziare, malanni dopo neanche una settimana, sesso visto col binocolo, capricci, urla, ansia. Spesso scivolo in crisi di nervi plateali, di cui mi vergogno come una ladra. Detesto il suo pianto, quando si lagna per idiozie, mi entra nel cervello e mi fa esplodere. Non ho mai provato qualcosa di più infastidente, giuro. Mi chiedo continuamente perché, perché devo sentirmi in questo modo, mentre tutto attorno vedo donne appagate, stanche sì, a volte esasperate, ma in grado di fare le madri. Non ne posso più, vorrei soltanto scomparire.

    Reply
    • Cara Cry,
      non sai quanto ti capisco. Il mio bimbo ha tre anni, ma mi sento spessissimo come descrivi. La scorsa settimana ho visto su Netflix il film “Tully”. Non sai quanto ci ho pianto. Per quanto mi riguarda, ha descritto molto bene i miei stati d’animo. Soprattutto, ha descritto molto bene quella sensazione del prima e del dopo, quell’ambivalenza, quel continuo confronto con chi si era prima e chi si è ora.
      Non l’ho mai veramente superata questa cosa, né credo che la supererò mai. Forse ci sono persone più adatte a fare le madri, forse quella persona non sono io. Eppure, mi sentivo pronta ad affrontare una nuova sfida, volevo il bimbo, rimanere incinta per me aveva un senso e uno scopo. Però non ero pronta allo tsunami che mi ha travolto: in pratica, ho rinunciato a quasi tutto di me, e non ho ancora capito quanto sia colpa mia e quanto delle circostanze. Per un po’ ho tentato di tener su una parvenza di normalità, poi era troppo faticoso e ho semplicemente ammesso, a me stessa e agli altri, che era troppo.
      Forse c’entra il mio bimbo, che è stato un bimbo difficile – o almeno, secondo la mia percezione e rispetto al confronto con quelli degli altri. Forse c’entrano gli aiuti – pochi, col contagocce, e spesso che mi sono stati fatti pesare. Forse c’entra il covid, che ci ha costretto in situazioni assurde. Forse c’entra il fatto che il mio bimbo si ammala spessissimo, e di questo inconsciamente o meno, mi sento responsabile e chi ho intorno mi fa sentire responsabile. Forse c’entra il fatto che, in tre anni, per motivi diversi, ancora non abbiamo trovato una stabilità, una routine che sia una base relativamente tranquilla da cui partire, per non sentirsi solo costantemente affogati nelle cose di tutti i giorni.
      Non so, una cosa positiva che posso dirti, ma che vale per me, è che sono stanca, incazzata col mondo, esasperata, a volte pentita, però sono una persona diversa dalla me di prima: non migliore, ma infinitamente più consapevole. Avevo una bella, bella vita prima, è vero: stavo bene. Non benissimo, ok, avevo cose su cui lavorare. Però avevo raggiunto un relativo benessere, quella situazione in cui ti puoi godere le cose che hai. Ci ho messo su un figlio, e questo mi ha tolto tantissimo: a volte mi sento meno lucida di prima, meno figa, più lamentosa ecc. Però ho acquistato in conoscenza, in consapevolezza della vita. Non sono nelle condizioni di fare un altro figlio, ma ho deciso di sfruttare almeno il fatto di averne avuto uno.
      Un grande abbraccio

      Reply
      • Mi sembra quasi surreale trovare qualcuno che provi le mie stesse sensazioni. Anche la mia bambina ha 3 anni e non riesco ancora a metabolizzare questo cambiamento, o forse non ci riuscirò mai. Forse una parte di me rimarrà sempre lì a guardare la vita che avevo, che non era perfetta ma che comunque al netto di tutto, mi concedeva un’esistenza serena e fatta di cose più nelle mie corde. So per certo di avere un grosso problema di ansia che incide pesantemente su tutto, e so anche che se non ci fosse, sarebbe tutto più semplice. Mi sembra di essermi fatta un enorme, madornale autogol pensando di poter affrontare tutto questo con il mio disturbo. Ci sono giorni che mi sento sopraffatta da tutto, giornate in cui vorrei soltanto non svegliarmi la mattina per non dover affrontare questa realtà che tanto mi ha dato ma troppo mi ha tolto. Non so, forse sto sbagliando tutto… ma davvero la mole di ansia, pensieri e oppressione che sento in certi momenti è davvero insopportabile. Mi piacerebbe parlarne ancora, se per te va bene. Come possiamo metterci in contatto?

        Reply
    • Non sentirti sola. È un po’che leggo qui e di made che si sentono come te (come noi) ce ne sono eccome. Però col fatto che magari ci sentiamo giudicate se ci manca la vita di prima non ce lo diciamo a vedere cenda se non in spazi come questo. Parecchie cose che hai descritto le ho provate e le provo anche io e non avendo molti aiuti e potendo contare solo su mio marito finisce che sblocchiamo parecchio. Ti auguro tempi migliori, non ti legare all’immagine che gli altri dipingono delle madri. Sei una brava mamma che alle volte non ce la fa più. Un abbraccio.

      Reply
    • Quanto ti capisco. Leggere ciò che hai scritto è stato per me come leggermi dentro. Provo le stesse identiche cose, ovviamente represse e non posso dirlo a nessuno. Il mio compagno è una merda, lo detesto non capisce nulla figurati immedesimarsi in uno stato d’animo scomodo di cui in grossa parte è anche responsabile.

      Reply
  5. Lamentele, lamentele, lamentele! Non so più dove urlare la mia disperazione per un marito che non fa che lamentarsi del carico familiare mentre a me sembra sempre e comunque che faccia tutto io.. Casa, esigenze del bambino, scuola, incombenze varie e altri mille incastri. Ma niente lui si lamenta e fa la vittima.. Che non ha un momento per sé. E intanto non fa che prenotarsi serate libere e momenti con gli amici perché “sai io non ho un attimo libero”.. Mentre io sono sempre lì ad anteporre le esigenze della bambina, del lavoro e infine anche le sue alle mie. Non è giusto……

    Reply
  6. Sono stufa delle mamme che sono finte solidali e poi.voltano la faccia
    Mi.trovo nella situazione che mio figlio gia difficile di suo si.sia ritrovato a scuols un bambino anche esso con sue problematiche
    Bene sua mamms per un anno a mandarmi messaggi e cercare la mia complicità in virtù d difficoltà comuni. A usarmi (, a questo punto so che è cosi), per sfoghi consigli.chirdermi compiti che suo figlio non ricordava ecc ec
    Bene ors suo figlio fa comunells con un altro compagno contro ol mio e lo.provoca apposta sapendo che lui sbrocchera e finira in punizione ec. Ecc. La suddetta mamma si.gongola nella nuova condizione del suo che finalmente ha amici e a scuola è migliorato ecc ec. E grazie al cazzo anchr a discapito del mio ..Bene. che dovrei fare?, a me viene solo da evitarla e odiare suo figlio per mettere il mio in difficoltà ..un passo avanti e dieci indietro da quando c è questo compagno

    Reply
  7. Oh sì, forse lo siamo, un fallimento. Ma forse solo perché abbiamo figli che ci mettono di fronte alla nostra universale condizione di esseri umani. Io ne ho piene le scatole di regole universali, leggi deterministiche e quant’altro. La verità è che è troppo faticoso accettare che a volte la vita – e i bambini – non sono sotto il nostro controllo, che non tutto è in nostro potere, che non tutto è riprogrammabile, rimodificabile, gestibile. Chi ci riesce forse è bravo o forse ha solo avuto culo. Ma nell’ultimo caso non lo ammetterà mai.
    Io, con un figlio assolutamente ingestibile, mi sono ritrovata per puro caso a fare uno spannolinamento senza grossi scossoni, una cosa semplice e naturale. E quindi? Sono stata BRAVA? Comprensiva,attenta,ferma, ecc ecc? Ma col cavolo! È andata bene per motivi francamente imperscrutabili e non è che ora mi metto a scrivere trattati di spannolinamento… Ma la tendenza di molti è quella.
    Sì, anche se sto di cacca, se la logopedista nella relazione mi ha scritto che mio figlio è oppositivo provocatorio con le figure genitoriali, se non rimette le cose a posto, non ascolta, mi sento spesso una madre di cacca e vedo gli sguardi storti della gente, boh… Benedico mio figlio che mi fa vedere le cose da una prospettiva che secondo me è molto più vicina alla realtà di tante cavolate che sento!
    Poi ovviamente la colpa ricade tutta su di noi, come se i bimbi non avessero un temperamento loro… Vi dico questa: io e mio marito, tranquilli, innamorati davvero e sereni, abbiamo il bimbo che piangeva sempre e non dormiva mai. Secondo molti, il problema era chiaramente nostro che avevamo problemi e ansie irrisolte. Ok. La tipa che abitava accanto a noi, poverina, prendeva psicofarmaci, non stava bene, aveva un compagno con cui si lasciava ogni settimana, lui forse alzava pure le mani su di lei.. Lei rimane incinta e per nove mesi è una storia così. Altro che ansia e problemi irrisolti. Risultato: fa il bambino più docile del mondo. E ora venitemi di nuovo a dire che la colpa è mia….

    Reply
    • Per carità, non è colpa tua, né di tuo marito. Noi abbiamo un solo figlio di 9 anni e tuttora è difficile perché é molto oppositivo con noi. Per fortuna a scuola riesce a comportarsi bene, ma sono molto preoccupata per l’imminente pubertà, avremo ancora la forza e la costanza di cercare sempre la soluzione giusta? Siamo già esausti…

      Reply
    • Le sono molto grata delle sue parole, le ho trovate molto di conforto. Nel mio caso problemi in passato ci sono stati anche (non con mio marito, vengo da una famiglia abusiva) e fra le paure che mi vengono per via del mio passato e il fatto che io proprio come perdo troppo sonno vado giù come un macigno a livello di umore, mi faccio prendere dalla depressione.
      Alla fine io sono d’accordo e comunque al mio bimbo voglio bene ma proprio per questo la paura di non essere abbastanza brava che mi viene quando vedo delle mancanze o difficoltà paradossalmente contribuisce al pensiero che accidenti, ma c’è ne fosse una dove non affrontiamo ogni novità come una battaglia.

      Almeno, anche grazie a quello che ha detto lei credo, questi ultimi giorni sono riuscita a prenderla con un po’più di filosofia. Non posso cambiare la situazione ma a momenti alterni come reagisco, sì. Grazie ancora.

      Reply
  8. Ne ho piene le scatole di non dormire, di dover prevenire urla, di buttare via cibo, di non riuscire a togliere il maledetto pannolino. Ho letto tutti gli articoli, ho provato gli adesivi, non mettere pressione, leggere insieme i libri di pirati sul vasino. Ne ho piene le scatole degli altri genitori che a due anni ci hanno messo qualche giorno e via e ne ho piene le scatole di dover intrattenerlo tutto il giorno quando sono morta dal sonno e di riuscire a metterlo a letto alle dieci. E se provo a essere più decisa peggio che andar di notte, comportamenti anche peggiori. Sono un fallimento.

    Reply
  9. Voglio restare al lavoro in pace, non voglio tornare a casa dalla belva di 2 anni. Se sarà girato male, saranno urla per mangiare, urla per fare il bagno, urla per dormire, morsi, graffi, calci e chi più ne ha più ne metta. Ultimamente la novità é che non sappiamo dove metterlo a dormire perché rifiuta tutto, vuole solo stare sul pavimento freddo del salotto, ma tanto ogni ora é sveglio e dà testate in giro. Siamo andati dal neuropsichiatra, ha un disturbo del linguaggio (ancora zero parole) e comportamentale….mi viene voglia di dire: basta prendetevelo in un centro specializzato e riportatemelo quando lo avete sistemato, io non ce la faccio più.
    Non é vita questa, il prezzo da pagare per essere genitore di questo figlio é troppo alto. Sono stanca, sfinita, senza più pazienza, esaurita, frustrata. Aiuto.

    Reply
    • Ma è sempre stata così dura con lui? Il nostro ha decisamente avuto dei bruttissimi periodi verso l’anno e mezzo e i due anni (e il primo anno infernale in blocco) ma crescendo ora a tre anni i periodi di crisi sono di qualche settimana invece che a tappeto. Consigli per il disturbo del linguaggio nessuno? Magari il neuropsichiatra potesse introdurvi a qualche corso di linguaggio dei segni, che a quanto pare si sviluppa prima delle parole? Il nostro si è calmato proprio con la comunicazione e d’istinto mi viene da pensare che magari quella potrebbe essere la chiave.

      Purtroppo più che una pacca sulla spalla virtuale non si può fare ma spero proprio che le cose migliorino e che trovi uno specialista bravo che la sappia consigliare.

      Reply
      • Guarda Teresa, da quando è nato non c’è stata una sola giornata o nottata tranquilla, prima attaccato alla tetta, poi attaccato al biberon ma sempre con un carattere testardo al limite dell’insopportabile.
        Stiamo andando dalla logopedista anche se è piccolo, perché spero che iniziando a parlare le cose migliorino, io vorrei solo un po’ di pace, vorrei solo trovarmelo già grande che va a scuola, almeno potrei confrontarmi con lui invece di dover sempre evitare che si spacchi la testa ad ogni no. È frustrante, ed io ho già un altro figlio maggiore. Sono esaurita.

        Reply
        • Mi rendo conto. Non volevo esacerbare con consigli non richiesti, ma la storia del linguaggio è proprio l’unica che (a momenti alterni, ora siamo di nuovo alle solite) mi ha dato un po’ di requie e ho pensato di menzionarla. In parte perché certe cose che ha menzionato mi ricordano il mio che fino ai due anni o giù di lì era proprio così. Mi rendo anche conto che con un altro le cose si complicano parecchio. Le auguro con tutto il cuore che gli interventi che sta facendo portino frutti, davvero.

          Reply
    • Leggendo il tuo post mi sono messa a piangere, ho aperto la pagina internet in fondo al bosco che abbiamo dietro casa (per fortuna) dove sono venuta a ficcarmi per respirare un po’ (con mio figlio appresso perché non lo potevo lasciare altrove). 2 anni e mezzo, parole poche, tante, troppe, eccessive urla, nei giorni sbagliati (oggi) da quando si alza a quando va a letto. Corre, grida, rovescia e lancia tutto, letteralmente tutto. Si arrampica ovunque, non puoi girarti un attimo che si fa male o rompe qualcosa. Tra i nonni è uno scarica barile, il mio compagno mi dà il supporto di incolparmi per quello che fa nostro figlio. Io sono prossima al secondo parto, sono esausta, arrabbiata, terrorizzata che il secondo sia come il primo nonostante sia la persona che amo di più al mondo ma è difficilissimo, logorante. Mi fa sentire inadatta, cattiva, impotente. Comunque dopo aver gridato e minacciato tutto il sentiero ho pianto. Adesso va in bici tranquillo dopo aver ciucciato (al seno). Magari un kilometro nel bosco può aiutare anche te. Per dieci minuti…poi si ricomincia

      Reply
      • Signore, che bello scoprire questo sito e prendere atto del fatto che non sono sola, che non sono l’unica a sentirmi stanca ed inadeguata, e che ci si può sfogare senza il timore del giudizio.
        È dura la vita di una mamma, specie se non ha aiuti come nel mio caso e soprattutto se i papà sono piuttosto assenti, per loro colpa o meno.
        Io sono nella stessa identica situazione, dall’esterno sembro anche fresca e pettinata ma la verità è che a volte ho nostalgia di quando non avevo figli e riuscivo ad avere considerazione per me e per il mio corpo ( adesso non riesco neanche a farmi una doccia per bene).
        Il mio primo figlio ha quasi due anni e sta iniziando la sua fase oppositiva, avallata anche da una prediaposizione caratteriale.
        A volte sclero così tanto che scappa pure uni scappellotto, ma poi mi pento amarene, piango e penso di essere una pessima mamma, una mamma esasperata proprio come quelle che prima, quando non avevo figli, guardavo perplessa.

        Reply
  10. Per la serie “e anche stasera passiamo una serata tranquilla domani”: cena con nonna invitata (mia madre), figlio 4enne che non dorme il pomeriggio perché convinto di essere invincibile, la sera inizia a perdere colpi, e invece di rallentare gli da contro alla stanchezza, e fa rotolare le macchinine sul pavimento e ci sta, e fa rotolare le macchinine dal divano e ci sta, e lancia le macchinine a mezz’aria e non ci sta più, quindi io urlo, lui mi prende a sberle fino a quando lo prendo per il coppino e gli ringhio di calmarsi; la nonna invitata (che credetemi, da madre non era permissiva proprio per niente) mi fa tutta un’analisi su come rimproverandolo davanti a lei l’ho offeso e su come non devo essere arrabbiato perché sennò va a dormire teso.

    Morale della favola: bello sapere che a 60 anni diventeremo tutti delle caxxo di Maria Montessori, se non scleriamo prima.

    Un abbraccio di cuore a tutti/e

    Reply
    • Mia mamma uguale, con noi sembrava un megafono dalla mattina alla sera e invece con il nipote di 9 anni di iper-qualsiasi cosa, è budda sceso in terra….io ennesimo sbrocco totale per i compiti estivi. Per fortuna che non c’è nessuno nel palazzo dove abitiamo e le finestre sono chiuse per l’aria condizionata altrimenti sicuramente mi sarei ritrovata i servizi sociali e i carabinieri. Ma arrestatemi pure, magari in carcere riposo un pò finalmente….

      Reply
    • Non apriamo il capitolo “nonni”. Anzi “nonne” a dir la verità. Guardo le mie amiche con 4 nonni baby sitter che si turnano e penso a me stessa, che pur di non rivivere l’inferno di giudizi, invadenza e consigli non richiesti di mia suocera ho rinunciato a fare un secondo figlio… E ho detto tutto

      Reply
  11. Mio figlio ha fatto tre anni da pochi mesi e il bambino ubbidiente e dolce che conoscevo è scomparso… lo rivoglio indietro e sono terrorizzata all’idea che possa essere così per sempre. I miei genitori mi dicono che esagero, mio marito che sono completamente pazza…io non so più dove sbattere la testa. È diventato irrispettoso, non ascolta, piange e strilla talmente tanto e talmente spesso che mi fanno male le orecchie. Butta i giochi, combina casini che poi devo sistemare e adesso anche all’asilo le maestre mi hanno detto che fa lo stesso. Provo a stare calma, a parlargli, a distrarlo e capirlo, ma ci sono giorni in cui strillo, lo insulto e lo sculaccio, per poi pentirmene e farmi scoppiare la testa per il rimorso. Vista da fuori sono una persona orrenda, ho insistito per avere un bambino, ho accettato di occuparmene praticamente da sola mentre mio marito lavora, ma non so per quanto io possa ancora andare avanti in queste condizioni. Non ho più una vita, non sono più autonoma e mi pesa ma non ho idea di come fare per venirne fuori, ho VOLUTO il mio bambino e non voglio lasciarlo per tutto il giorno con una baby Sitter, ma vorrei avere del tempo per me e per poter pensare ad altro che non siano lui e la casa. Con mio marito ci sono problemi di comunicazione e non trovo il modo di parlargli e di fargli capire come mi sento. Avrei voluto un altro bambino per non lasciare il primo solo in futuro, ma mio marito mi risponde ” guardati, come PUOI farcela?” come se dovessi fare di nuovo tutto da sola. Come fossi una merda. Vivrò il resto della vita con il rimpianto. Di non essere stata in grado di essere una buona madre per mio figlio e per il figlio che non avrò mai.

    Reply
    • Allora, direi due cose..
      1. I 3/4 anni mandano chiunque al manicomio. No panico, è totalmente normale e non è detto che il bambino non migliorerà crescendo (anzi è del tutto probabile).
      2. Sul secondo figlio spezzo una lancia in favore di tuo marito: perché proprio ora, se stai sclerando? Sarei per attendere momenti migliori e meno sfiancanti. Credimi che non tutti gli uomini hanno questa lucidità.. Anzi.

      Reply
    • In caso ti dovessero venire paure che la differenza di età sia troppa se aspetti di più: fra le persone che conosco che vanno più d’accordo coi fratelli hanno una differenza di dieci anni ciascuno.

      Ti capisco sulla paura che le cose non migliorino ma sono d’accordo che é una fase. Molto probabilmente sta attraversando delle fasi di sviluppo che a livello ormonale sconvolgono il cervello. Tanta forza e coraggio e non darti troppo addosso se ogni tanto svarioni. Avessi visto me qualche giorno fa avresti chiamato l’esorcista!

      Reply
  12. Mi manca l’aria.. non ce la faccio più
    La piccola ha 2 anni e nn ascolta nulla è un capriccio continuo per ogni minima cosa e il grande non è per niente autonomo e mi chiama di continuo Mamma mamma mamma…………
    E io mi chiudo in bagno e grido dentro un asciugamano e poi piango
    Volevo essere una mamma migliore perché li ho voluti e li amo più della mia vita ma sento di non farcela perché tutto ricade su di me
    E mi sento così sola

    Reply
  13. Per quale motivo se un uomo lavora fino alle 19 torna e trova casa pulita organizzata e cena pronta, mentre se lo fa una donna, trova come minimo la casa disastrata e la colazione ancora da sparecchiare? Per quale motivo il lavoro, a noi donne, viene fatto così duramente pagare, con la totale assenza di gestione del carico del lavoro domestico che rimane?

    Reply
    • Che sia almeno in parte un problema culturale? Per carità, pure qui in Inghilterra con le mie amiche ho sentito lamentele in merito alla divisione dei compiti o del tempo libero, ma altre pure le vedo che si dividono più equamente il carico.

      Poi secondo me molti uomini il casino proprio non lo percepiscono come lo percepiamo noi. Mio marito e io abbiamo dovuto lavorare un po’ prima di trovare un equilibrio, ma lui (Inglese) almeno l’impegno lo mette ora che veramente capisce che effetto certe cose hanno su di me. E secondo me queste cose si riversano sui bimbi maschi e come crescono. Nostro figlio immagino lo vedrà che prende certi accorgimenti (io insisto che si mettano i giochi a posto la sera per esempio e mio marito lo fa anche lui, anche se probabilmente di suo magari non lo farebbe) e noi insistiamo che nei limiti del possibile per la sua età aiuti anche nostro figlio.

      Se i mariti sono cresciuti coi padri che si svaccavano sul divano quando arrivavano a casa a meno che non siano proprio decenti loro non ci arrivano. Io vedo che anche mio suocero ha certi atteggiamenti con sua moglie che sicuramente poi un po’ ha assorbito mio marito.

      Poi ovviamente non dico che in Italia necessariamente siano tutti così, o in Inghilterra tutti chissà che (vedo certi che il sabato prendono e vanno nonostante la compagna sia stata sola con la prole e sbrocchi di brutto) ma il discorso è più sull’esempio e su comportamenti che filtrano in maniera generazionale.

      Io la ammiro. Ho letto diversi suoi post e con un lavoro, un bimbo (o bimba, non so) magari neanche facile e nessun aiuto non so come fa a non sbroccare perennemente. Mi auguro davvero che il suo esempio sia quello che prende il sopravvento.

      Credo proprio che in generale nel mondo occidentale le città e i paesi non siano a misura di famiglia e poi ci si stupisce se le nascite calino. Ora che un bimbo ce l’ho e non ho una rete di amicizie o nonni mi rendo proprio conto che se si vuole migliorare la società si deve cominciare a pensare seriamente a sostenere i genitori di riferimento, a mettere in moto sostegni sul lavoro e a livello sociale, ecc. Altrimenti con la salute mentale e fisica dei genitori ci rimettono anche i bambini e il loro sviluppo.

      Reply
      • Concordo pienamente che si tratti di un problema culturale, in primis, e a cascata sociale ed economico. Generazioni di madri che hanno fatto le casalinghe (non faccio loro una colpa, per carità) ma che crescono figli maschi convinti che il ruolo della donna sia, principalmente, quello. Io ho lavorato part time fino ad ora ma adesso mi sto scontrando con le serie difficoltà di gestire la famiglia e un lavoro più impegnativo ma al quale non ho intenzione di rinunciare ancora, senza alcun aiuto. Mio marito non riesce proprio a concepire che, oltre alle attività di cura della bambina e al lavoro, esitano le lavatrici, le lavastoviglie, stendere, riporre i panni, svuotare la lavastoviglie, pulire, cucinare, eccetera eccetera. Tutte queste attività vengono scolte da me, e solo da me o quasi. Mio marito più di lavorare e al massimo curare qualche ora la bambina, non fa. Con lo smartworking la situazione è parzialmente migliorata ma non gli entra nella testa che quell’immenso carico di lavoro quotidiano ricade comunque su di me (e non consideriamo le emergenze, colloqui con maetre, visite mediche, vaccini, acquisti vestiti o altro della bambina). Inoltre una cultura della caslinghitudine delle madri fa sì che questi uomini rifiutino totalmente di pagare delle persone per aiutare in casa. E siamo punto a capo. Risultato: dobbiamo LAVORARE per dare l’esempio e per abituare tutti al fatto che il nostro lavoro esiste e non è quello domestico esclusivamente.

        Reply
  14. Ciao,

    sono papà di un bambino di quattro anni che amo più della mia vita, pur con tutte le sue particolarità dell’essere oppositivo, energico che magari io avere un po’ delle sue energie, dispettoso e forse anche un po’ capriccioso.

    Stasera però, complice probabilmente una stanchezza da altre fonti ho reagito male, ma talmente male che pensavo venisse giù la casa per le urla che lo lanciato. Ringrazio solo il fatto che non gli ho alzato le mani (sono riuscito a evitarlo fino ad oggi per fortuna) ma credetemi che lo sguardo con cui mi guardava dopo, la paura che aveva, non me la scorderò più; mi sono sentito, e mi sento davvero una emme.

    Per concludere, sono vicino con tutto il cuore a tutti i genitori come me…teniamo duro che prima o poi andrà meglio…

    Reply

Leave a Comment