Un blog, un medico, una donna: la Pellona

medicoTra le mie web-amicizie, quando qualcuno parla della Pellona, c’è sempre qualcun altro che risponde “è un mito di donna, è la migliore, è fantastica”. Lei, la titolare del blog The Pellons, è una delle blogger più schive e meno presenti in assoluto nei vari socialcosi, non linka i suoi post da nessuna parte, eppure è circondata da una specie di aura mitologica: nel più completo anonimato racconta la sua grande passione, la medicina, che è anche il suo lavoro, e poi le altre passioni, la famiglia (le sue famiglie), i figli, la musica, Berlino e tanto altro.

Sei una giovane anestesista, hai dei turni sovrumani, due figli piccoli, un marito medico superimpegnato, come fai a far tutto? Quali pezzi di te lasci indietro per riuscire ad arrivare sana di mente all’alba?
Potrei risponderti come delle volte penso sia: lo faccio male (citando Pentapata). Però mi piacerebbe farlo bene. Scherzi a parte, io credo sia questione di allenamento come per ogni cosa. Sono abituata a essere stanca e la cosa non mi fa paura. Allo stesso tempo, ho proprio bisogno di scappare con la testa da certe giornate in ospedale, quindi leggo, scrivo, suono, nuoto. Il dr dice che gli sembro un animale in gabbia, che non sto mai ferma. A me pare più che altro di essere un criceto sulla ruota, a volte: ma meglio cosí che finire tutti in psichiatria!

Nonostante l’anonimato e l’estraneità da tutto quello che circonda il mondo dei blogger (incontri, iniziative varie, banner), sei riuscita a creare una grande famiglia di lettori affezionati: noi lo sappiamo già, ma secondo te qual è il motivo?
Non so quale sia il motivo che spinge i miei lettori: bisognerebbe chiederlo a loro! Non sono poi cosí tanti però, e sono sempre loro. Forse si sono affezionati. Sono un po’ la mia anonima alcolisti, sono un po’ davvero la mia psicoterapia di gruppo. Scrivo fondamentalmente per non uscire di melone, per ridimensionare, e loro mi aiutano. Delle volte mi cazziano pure! Vedi tu!

Per l’angolo del pettegolezzo: perché i dottori si sposano quasi sempre tra di loro?
Eh. Potrei dirti che è perché facciamo tanti di quei turni e passiamo tanto di quel tempo in ospedale, che come potremmo avere modo di trovarci qualcuno fuori? O forse potrei dirti, che è quel che penso, che ci sono mestieri in cui sei messo estremamente sotto pressione e in quel momento, indiscutibilmente, si vede la persona che sei. E spesso sei una bella persona. Certo, perdona la stronxaggine, se fai il dermatologo non succede (battuta dermatologicamente scorretta, n.d.r. 🙂 ). E ci sono attimi che uniscono, al lavoro: in modo inscindibile. E poi, la frustrazione di questo lavoro, la stanchezza mentale, l’aver combattuto e spesso perso con la morte, il fatto che la testa è sempre lí, comunque, uno che fa un altro lavoro non lo potrà mai capire. Magari ci consolerà e aspetterà, ma non avrà mai la comprensione dell’esserci passato. Questo lavoro è un’amante, per chi lo fa con passione: pensa a una coppia dove uno dei due ha la testa sempre dall’amante. Almeno se si ha la stessa amante, forse va meglio. E non che poi questo sia garanzia di coppia riuscita, eh.

Perché chirurghi e anestesisti si odiano?
Per quel che riguarda i chirurghi, intanto cerca su youtube Orthopedic vs Anesthesia e già un’ideina te la fai… Ti direi: si odiano alle volte, magari spesso, se si chiudono ognuno nella propria torre e non vedono oltre il fossato. Per il chirurgo, il fossato sta attorno a ciò che deve correggere o togliere. Delle volte non sa proprio guardare oltre, al fatto che lì intorno ci sono magari altri problemi. Per la foga di operare, delle volte non considera tutto il problema. Ma attenzione: un bravo chirurgo, questo non lo fa mai. E se ti sei guadagnato la sua fiducia, ascolterà sempre quel che hai da dire. Non è vero che ci litighiamo sempre, accade solo con alcuni. Se hai guardato il video che ti ho detto, ecco, quello è un chirurgo cieco, che vuole operare un morto. Ma grazie al cielo non sono tutti così: e noi anche eh, certe volte siamo attaccati a idee preconcette, e ci facciamo odiare anche noi, mica siamo più belli.

A quanti anni luce di distanza stanno i veri medici dai vari House, Grey ecc?
Non so quanto siamo distanti dai telefilm medici. Figoni come Shepherd, purtroppo, se ne vedono assai pochini. Però l’atmosfera è quella, ci sono tresche, ci sono amicizie, ci sono odi. Ci sono persone, in fondo, tutto qui. E credo che anche in una banca o in un ufficio succeda lo stesso, ci sono uomini anche lì!

La più difficile di tutte: ogni tanto parli del tuo amore/odio per la medicina, ma nella prossima vita cosa vorresti essere?
Certo, ho a volte anche odio per il mio lavoro. E spesso penso che non mi sarebbe dispiaciuto fare la giornalista, o l’avvocato, o la fotografa. Se solo ci fossero tante vite e tante possibilità. Non so se ci siano e noi semplicemente non lo sappiamo, oppure ci sia solo questa qui in cui stiamo coi piedi nel fango ora: ma credo di aver fatto la scelta migliore per me, quella che non mi dà nessun rimpianto, alla fine della giornata.

– di Chiaradinome

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11 thoughts on “Un blog, un medico, una donna: la Pellona”

  1. Grazie a quest’intervista ho scoperto il blog The Pellons! Io ho un quasi marito chirurgo, acerrimo nemico degli anestesisti 😉 Scherzi a parte, vedo quanto è impegnato e stanco dopo il lavoro. Complimenti alla Pellona che trova il tempo di scrivere e di scrivere così bene!

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  2. ecco io la seguo sempre ma commento di rado, però lei è proprio brava e non ti fa sentire “imperfetta” perchè è la per prima ad ammettere le sue imperfezioni e stanchezze lavorative, familiari ecc..anna

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  3. Presente all’appello! Anch’io nell’A.A.P. (Anonima Alcolisti Pellonici) e, avendo l’onore di conoscerla anche dal vivo, non posso altro che confermare quanto sia fantastica, intelligente, ironica e pure stragnocca ^_^

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  4. Anche io nell’anonima alcolisti pellonica! Ma io ho l’onore di conoscerla anche fuori dal web ed è una persona speciale, e fa il suo lavoro (e che lavoro) con tanta di quella passione che non è possibile non ammirarla!

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  5. sono un’anestesista anch’io, mamma anch’io, bambine della stessa età dei bimbi pelloni….ma non faccio null’altro….quindi vi assicuro che la Pellona è una STRAgrande (e sa scrivere benissimo!)

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  6. Ciao a tutti,
    sono Penta sono nel gruppo alcolisti anonimi di casa Pellona.

    Pellona sappi che io ho visto con i miei occhietti un anestesista figo all’ospedale di Asti, FATTI TRASFERIRE.

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  7. Pellona ti amooooooo (ecco faccio outing) anche se sono l’ amante sbadata che a volte passa e a volte no. E senza manco sapere se sei un bel pezzo di gnocca, eh, adesso leggo: giovane anestetista e basisco. Sei talmente saggia, equilibrata, sai tenere le distanze dalle stro***te e stare sulla pelle alle cose serie, che non so perché, quel giovane mi stona.
    (e il motto di Pentapata è pure il mio, me lo dovrei far ricamare a punto croce sulle salviette).

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  8. Ah signora mia quanto che la me piase la Pellona. E l’è pure on gran toco de gnocca, sa? 😀
    (Questa fine valutazione non si basa su di un semplice canone estetico)

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