Affamati o inappetenti? Effetto primavera

bambini inappetenti o affamatiLa primavera ha influssi dirompenti sulle funzioni primarie, soprattutto dei bambini. Sulla voglia di mangiare, a volte, influisce in modo determinante. Alcuni bambini sentono prepotentemente il risveglio della natura ed iniziano ad avere una fame insaziabile. Altri subiscono l’infiacchimento dei primi caldi e perdono ogni interesse per la funzione del nutrirsi. Ci sono poi quelli che, storditi dal cambio di stagione, alternano giorni di inappetenza a giorni di fame nera!
In entrambi i casi, c’è sempre una buon motivo per preoccuparci!

Inappetenza di primavera. Normalmente quei bambini che già mangiano come uccellini, all’arrivo della primavera, tenderanno a mangiare come uccellini a dieta. Perchè se a rallentare il ritmo fosse il bambino che mangia come un lupacchiotto tutto l’anno, la mamma di buon senso neanche ci farebbe caso e magari tirerebbe un sospiro di sollievo. Invece spesso è proprio il fringuellino che decide di interrompere in via definitiva il suo già complicato rapporto con il cibo.
Dell’inappetenza ho già parlato qui, qui e qui.
Se il calo di appetito è transitorio e legato al cambio di stagione, inutile farne un dramma: meglio ridurre le porzioni già nel momento di proporle a tavola (per evitare l'”ansia da prestazione” del piatto ricolmo), preferire cibi semplici e più freschi, evitare la tentazione di elaborare bombe caloriche che contengano in tre bocconi le sostanze nutritive di un pasto completo. Meglio adeguarci al ritmo del bambino, pur mantenendo ordine nei pasti, senza cedere alla tentazione di rimpinzare il piccolo inappetente con merende e snack ad ogni accenno di interesse per il cibo.
In fondo si tratta di far assestare il fisico dei nostri figli al cambio di stagione: nel giro di qualche settimana, il problema dovrebbe risolversi, senza bisogno di alcun integratore (anche se, su questo, il pediatra ha sempre l’ultima parola) e senza troppe preoccupazioni.
Perchè, spesso, più che un problema reale, è più una questione di percezione da parte di noi adulti: i bambini che patiscono un brusco calo d’appetito primaverile, si mantengono comunque vispi e in buona salute. Capita spesso ai bambini piccoli, nei primi anni di vita, e questo contribuisce a far aumentare le preoccupazioni. Ma con un po’ di pazienza e con l’aumento dell’attività fisica legato alla bella stagione, torneranno tutti a mangiare normalmente (magari poco, ma come sempre).

Fame di primavera. C’è poi il fenomeno contrario, quello del risveglio dei sensi e delle pulsioni! Più frequente nei bambini grandicelli, dai cinque o sei anni, e decisamente più evidente in quelli che già godono di robusto appetito. Praicamente inarrestabile nei pre-adolescenti.
Con l’arrivo della primavera si scatena il lupo che è in loro! Usciti dal letargo invernale, iniziano a dire “sto morendo di fame” almeno ogni due ore. Un panino col salame dopo cena, un dolce dopo il dessert di fine pasto, primo-secondo-contorno-frutta-dolce e solo perchè sono certi che non concederemo caffè e ammazzacaffè! E dopo: “ce n’è ancora?”
Anche qui noi mamme e papà non perdiamo occasione di preoccuparci, intravedendo all’orizzonte lo spettro dell’obesità infantile!
E’ vero, il rischio è di assecondare l’eccesso di merende e merendine, di dolcetti e di fuori pasto. Allora è molto meglio aumentare le porzioni di “vero” cibo nei pasti “veri”, scongiurando così l’eccesso di “cibo spazzatura” che potrebbe essere favorito dalla fame perenne.
Paura di veder lievitare il bimbo? Anche qui, se si tratta di una situazione limitata a poche settimane e legata al cambio di stagione e alla circolazione di ormoni, inutile preoccuparsi. Dopo qualche settimana di ipernutrizione, i ritmi regolari si ristabiliscono. Se poi l’aumento dell’appetito è legato anche all’aumento di attività fisica, favorita dal bel tempo, non è davvero il caso di farne un dramma.

Capita poi che alcuni bambini, nel cambio di stagione, alternino giorni di grande appetito a giorni di totale svogliatezza alimentare. In questi casi più che mai è bene assecondare il loro ritmo, tanto più che non si corre il rischio nè di alimentazione troppo scarsa, nè di eccessi, dato che, su un periodo sufficientemente lungo, di qualche settimana, l’equilibrio tra troppo e troppo poco cibo si stabilisce automaticamente.

Noi abbiamo passato entrambe le fasi. Fino all’anno scorso per il Piccolo Jedi l’arrivo della primavera era foriero di un ritorno d’inappetenza. Quest anno abbiamo visto un accenno di quello che ci aspetterà alle soglie dell’adolescenza ed abbiamo cominciato a pensare a quante volte in una settimana dovremo far la spesa, tra qualche anno, all’arrivo della bella stagione!
Grazie all’arrivo delle fragole e della frutta più appetitosa, io sto tamponando con questa gli eccessi di appetito: frutta (anche sotto forma di macedonie) e yogurt a integrazione di ogni pasto. E poi vedo passare panini ad orari improbabili! Ma evitando di tenere in casa troppi insaccati e proponendo panini con insalata, pomodori, prosciutto crudo, tonno cerco di limitare i danni.
Del resto mi sono toccati anni di sconsolanti pasti sbocconcellati appena! Non posso mica lamentarmi, ora!

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11 thoughts on “Affamati o inappetenti? Effetto primavera”

  1. La grande è sempre stata disinteressata al cibo: mangio solo se ho fame e se mi piace. Lei le fasi le ha in giornata. Colazione normale, spuntino se c’è, pranzo decente, poi arriva la fame da post pranzo, che sia frutta o cioccolato va bene tutto, pur di mangiare. Poi a cena inappetenza totale, e non per il troppo mangiare prima, ho provato, è stanchezza.

    La primavera con lei funziona per un paio di giorni. Le prime uscite vere, parco giochi, bici, aria fresca, passeggiate di un pomeriggio intero e non solo un’ora, e via. A cena è un leone. Due giorni poi si torna alla normalità.

    Monica, la mia arriva ai 6 anni fra poco, pesa 17 kg da quando ne ha 4. Le cene a base di aria le conosco, lei si rifà con le merende, il tuo forse no, ma come vedi la crescita è quella. Lei brucia perché sprizza energia anche nel sonno, ma questo può solo voler dire che sta bene! Che poi sia così o no, tanto non possiamo mettergli l’imbuto per farli mangiare, tanto vale convincersi che come mangiano loro è il meglio che c’è, e cos viviamo tranquilli. Più o meno…

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  2. Monica, tutto quello che puoi fare è davvero mantenere la calma. Io l’ho persa per tanto tempo e ho poi dovuto fare un lavorone su me stessa per rendermi conto che più ero in ansia, meno il Piccolo Jedi mangiava, più stavamo male entrambi.
    E’ vero, prima o poi si sbloccano. O comunque restano esili e poco interessati al cibo, ma si nutrono in modo decente. Quindi non c’è che da rallegrarsene. L’inappetente, al cambio di stagione, sembra sprofondare ancora di più nel digiuno, e non è un gran bel vedere.
    Approfittando del bel tempo si può creare l’occasione per farli muovere di più: a volte aiuta a “sbloccare il meccanismo” senza intervenire direttamente sul cibo (e senza dare loro la sensazione che ci stiamo preoccupando dell’alimentazione, che è la cosa più importante).
    Io da piccolino gli feci piantare un mini orto sul balcone: quando spuntavano le verdure, anche se erano piccolissime, gliele cucinavo solo per lui e le mangiava. Poi siamo passati da “la tua bieta” a “proprio come la tua bieta”, proponendogli quella comprata. Certo a due anni è più facile che a sei!
    Però a sei anni può funzionare anche il cucinare insieme: diciamo che spesso funziona il concetto di “fare amicizia col cibo”, in qualsiasi modo venga realizzato. Farlo diventare da insopportabile obbligo, un’attività piacevole. Se accetta lo yogurt, per esempio, perchè non proporre di cucinare insieme piatti allo yogurt? Vediamo come lo yogurt può trasformarsi in un dolce o in una ottima salsa per la carne: magari si interessa, lo preparate insieme e poi, per curiosità, assaggia.
    Che se magari si riesce a favorire lo “sblocco” un po’ prima, si sta tutti un po’ più tranquilli, no?

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  3. Aiutoooo, questo argomento mi fa venire l’ansia. Che non è mai una bella cosa, la mamma dovrebbe sempre stare calma e trasmettere serenità alla creatura. Poi è vero che con un piatto davanti nessuno è mai morto di fame e che i bambini si sanno autoregolare.
    Lo so che è primavera e che gli argomenti dovrebbero essere più leggeri, ma questo lo vivo come un macigno. Sarà che in qualsiasi stagione, da sempre, siamo abituati a vederla alimentarsi come un pulcino, poco in quantità e in varietà. Poco o niente, direi. Sono trascorsi lunghi mesi di dieta totale, pranzo con yogurt, o budino, cena con mezzo cracker, alla faccia della dieta bilanciata, frutta e verdura, guai! E ha 6 anni. Negli ultimi 3 anni ha preso forse 2 chili(peso piuma, direi), però è cresciuta tanto in altezza, e quindi la pediatra non se ne preoccupava. Io fortunatamente ho imparato a mantenere la calma durante i pasti, ma dentro mi preoccupo, eccome. Sarà che la vedo magrissima, quasi trasparente, e mi sembra così fragile, anche se poi non è detto che lo sia. So di essere in buona compagnia, mi hanno detto che prima o poi si sbloccherà. Io attendo fiduciosa…

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  4. Supermambanana, ok, ti perdoniamo! 😀 Ma davvero alle feste si piazzano al buffet??? Perchè io finora ci ho visto solo i genitori (e quelli si che mangiano!) mentre i bambini si nutrono d’aria e pensano solo a far casino! Al massimo qualche patatina al volo e una pizzetta in corsa.

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  5. ecco, e lo sapevo 🙁 lo so che sono in netta minoranza, e non credere che non apprezzi la mia condizione, ma se per esempio pensassero un po’ meno al cibo, se non chiedessero come prima cosa ogni volta che li vado a prendere da scuola che si mangia per cena, se non si contassero a vicenda quanti maccheroni ho messo nel piatto dell’altro e mammaaaa lui ha avuto di piu’ di meeeee, se alle feste provassero a giocare anche nell’oblio, invece di tenere sempre la coda dell’occhio a controllare quando arriva la comida, per poi piazzarsi fissi al buffet fino all’ingozzo… ecco, io mi sentirei un po’ piu’ fortunata

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  6. Serena me l’ha fatta passare perchè non aveva tempo di cercarne una sua: ho approfittato di un suo momento di distrazione! Ovviamente ne ho piazzata una in cui è orribile!!! (coredemamma!!)

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  7. Sueprmambanana… sarebbe più di buon gusto omettere di sbandierare pubblicamente tanta fortuna!!! 😀

    In realtà anche Andrea non fa troppa difficoltà a provare un po’ di tutto, però ha mangiato ai limiti della sopravvivenza per i primi 4 anni di vita e non è mai stato di grande appetito. Ora però dalla primavera all’estate sembra davvero che si risvegli dal letargo!
    Prima in primavera chiudeva proprio i battenti e si nutriva d’aria!

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  8. da noi passa l’inappetenza a fasi alterne. Bello questo post, mi ha rasserenata molto. Condivido l’approccio del no agli integratori e anche quello della frutta. Io ho adottato il sistema di proporrre delle verdure crude a ninzio pasto, gliele ho vendute come l’aperitivo e a loro questa cosa piace un sacco

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  9. ecco, a questo giro passo, che’ mi hanno dato in dotazione due boys sempre costantemente affamati e anche molto molto facili a gusti, e non so se riesco a rendere l’idea del “facile”: non hanno mai disdegnato fin dallo svezzamento legumi, pesce, verdure, curry, hanno mangiato allegramente cinese scozzese turco indiano australiano (canguro incluso) e thai – quindi per me gennaio, maggio o ottobre e’ uguale

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