Storie sotto il letto per dormire…quasi tranquilli

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La Staccata: Abbiamo già recensito qui un altro libro di Stefano Bordiglioni, un autore che ci piace parecchio. Storie sotto il letto per dormire…quasi tranquilli è un testo che ci ha colpiti per la sua originalità: parla di mostri paurosi, nel senso che anche loro provano paura non che spaventano, come al solito, i bambini. Nel nostro quotidiano di mostri spaventosi ne incontriamo parecchi. Non sfoggiano zanne e artigli, assumono forme diverse e si nascondo sotto il letto, o nell’incoerenza delle nostre paure che non vanno negate, ma affrontate.

Superboy ha problemi con l’oscurità, come potete leggere in questa recensione , e ultimamente nutre anche l'”irrazionale” paura di rimanere solo anche se io o il padre siamo a pochi passi da lui in un’altra stanza. Virgoletto il termine “irrazionale” perché, come leggerete in calce alla recensione di mio figlio, anch’io in quanto a paure prive di fondamento logico non scherzo davvero. La mia tattica per aiutarlo a vincere i suoi timori consiste nell’attribuire loro il giusto valore, non nel liquidarli con uno sbrigativo: “Ma come fai ad aver paura del buio? Sei grande adesso, falla finita!” Riconosco che l’oscurità può di primo acchito generare ansia, precisandogli però che il buio non trasforma la realtà, la rende solo diversa da osservare.

Vado a tentativi, come tutti, e confesso candidamente al mio bambino che anch’io non sono esente dalla paura, perché é un sentimento umano che provano tutti, mostri e adulti inclusi. Gli spiego che spesso ciò che a prima vista appare spaventoso può non esserlo affatto se ci si sforza di affrontarlo. Questo in minima parte lo rassicura, ridimensiona la sua visione dei “mostri”, lo tranquillizza e lo fa sorridere. Non so sinceramente quanto sia corretto questo mio approccio, però in qualche modo con lui sta funzionando.

Questo libro è corredato dalle illustrazioni naif di Elisabetta Decontardi. Sono disegni buffi e divertenti che incorniciano a meraviglia i concetti espressi da Bordiglioni. Il suo pregio è quello di umanizzare i mostri, di renderli più accessibili e fragili. In poche parole: attribuisce loro le umane debolezze, riconosce l’ovvietà delle paure spesso sdrammatizzandole con una sana risata, crea empatia e simpatia. Se persino un mostro, universalmente riconosciuto come generatore di paure, prova a sua volta timore ciò significa che la paura non è un sentimento da deboli. Anzi: l’autentico coraggioso è quello che riconosce i propri limiti e prova ad affrontarli. Chi non prova paura in realtà non prova neppure coraggio.

Consiglio questo delizioso e bizzarro libro a partire dai 6 anni.

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Superboy:Che mostro ti mostro?” E’ il titolo divertente di uno dei racconti che si trovano in questo libro “Storie sotto il letto per dormire… quasi tranquilli”. Il “quasi” significa che se hai un mostro sotto il letto non puoi dormire tranquillo.

Ma i mostri esistono sul serio? No, non esistono però io ho un po’ paura lo stesso. Per esempio: mi fanno paura gli zombie e tutte le storie sui morti viventi anche se lo so che non esistono, è una cosa un po’ strana. La sera, quando vado a dormire, non controllo mai se c’è un mostro sotto il letto anche perché non lo posso fare: ho il letto a castello e sotto c’è un altro letto che fa da divano per i miei amici e poi dei cassetti dove mettiamo le coperte. Lo spazio è piccolissimo, al massimo c’entra un mostro che si chiama Minuziolo, che è il protagonista di un altro racconto. La sua storia mi è sembrata divertente: era un mostro piccolissimo che cercava di crescere ma senza riuscirci mai e non metteva paura a nessuno, anche se aveva tutte le cosine al suo posto: peli, zanne, artigli e tutto quello che ci voleva per fare di lui un tipaccio davvero spaventoso.

Anche i mostri hanno i loro problemi tipo draghi che scoppiano in lacrime appena fa buio, frilli che hanno il terrore degli altri frilli, troll che tremano alla vista di una ranocchia etc. etc. Questo significa che i mostri non sono tutti come si immaginano. Ad esempio: quando c’è la nebbia credi che ci sia un mostro grandissimo a sei teste, otto zampe, tre corpi e venti corna e dopo, alla fine, quando scopri che è solo un uccello ti senti un po’ sciocco. La tua è solo immaginazione.

Dico però sinceramente che legggere un libro come questo non insegna a vincere la paura del buio, però un aiutino lo dà. Spiega che i mostri a volte non sono sempre come si immaginano, non sempre sono cattivi e non vivono solo nel buio come il mostro del Ferragosto che esce fuori solo la mattina del 15 Agosto e la sera puoi sapere che se n’è andato quando è scoppiato l’ultimo fuoco di artificio. I mostri nella vita reale potrebbero anche essere le paure. Forse anche i genitori che leggono questo libro la sera controllano se sotto il letto c’è un mostro. Anche da grandi la paura non passa. La maggior parte delle volte viene sconfitta, nella minor parte no. Quello dipende da come sei fatto tu. Prendi per esempio il bungee jumping: hai paura che l’elastico si spezza, poi alla fine lo provi e scopri che è divertentissimo.

A volte, ripeto a volte, ho paura di perdere una gara. Se non sono nella squadra di nuoto dove c’è un’amica di nome Sara che fa una vasca in trenta secondi ho paura di perdere. Poi, però, magari vinco lo stesso. Pure i mostri alla fine hanno paure più assurde di noi. E’ divertente e mi fa ridere il pensiero che la nostra paura dei mostri è nulla di fronte alle loro paure. Mamma mi ha chiesto quali sono le mie paure. Io ho paura delle sconfitte, del buio e ( sembrerà una cosa assurda) di rimanere da solo. Lo so, è un po’ strano, però non so come mai ho paura di rimanere da solo. Tutto qui.

Lo consiglio dai 6 anni in su.

PS: mamma, per esempio, ha una paura assurda: le lumache! Io vedo che percorso hanno fatto con la traccia della bava, le trovo affascinanti. Lei, se qualcuno gliene mette una addosso, urla e cerca di togliersela come se fosse un mostro. Mi fa schiantare dalle risate.

– de La Staccata

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