San Valentino? Alzatevi e ballate!

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Come passerete la giornata di San Valentino con i vostri significant others? Siete nel dubbio fra cenetta, cinema, o serata tranquilla in casa? Con o senza i bambini? O magari siete felicemente da soli per San Valentino? O siete da soli ma non troppo felicemente?

Oppure siete fra quelli che San Valentino, aahhh, che orrore consumistico, vade retro?

Comunque sia, io una proposta ce l’avrei.

Facciamo che questo San Valentino sia uno che non passa senza esser celebrato?

Questo San Valentino, alzatevi e ballate.

Alzatevi insieme ad un altro miliardo di persone sparse per il mondo.

Un miliardo, perché un miliardo sono le donne che, nel corso della loro vita, subiranno violenza.

Un miliardo, che fanno una ogni tre.

obr_logo-webÈ per questo che dal 1998, il 14 febbraio non è soltanto “Valentine Day”, ma è anche il V-Day, il giorno in cui l’associazione omonima contro la violenza verso donne e bambine si attiva su scala mondiale. Il 14 febbraio perché è in questo giorno, nel 1998, che la scrittrice americana  Eve Ensler, autrice del celeberrimo “I Monologhi della Vagina”, ispirata dalle tante donne che si fermavano a parlare con lei dopo gli spettacoli, decise, insieme ad un gruppo di altre donne di New York, di istituire un’associazione con l’intento di usare le rappresentazioni dei Monologhi come occasione per raccogliere fondi per aiutare le donne vittime di violenza. Da allora, il V-Day ha sempre combinato arte, fra musica, cinema, teatro o arti figurative, e attivismo, in una giornata di sensibilizzazione.

Quest’anno, il V-Day 2013, è una chiamata alle armi, anzi alla pista da ballo. Quest’anno si danza! Perché la danza? Perché ballare significa occupare spazio. La danza non ha direzione ma ha un unico scopo, è pericolosa, gioiosa, sensuale. Santifica e distrugge, rompe le regole, e si può fare dappertutto, in qualsiasi momento, con chiunque si voglia. È libera e sfugge ai controlli. Ci unisce e ci spinge ad andare oltre. È contagiosa e si diffonde. È corporale e trascendente (liberamente tradotto da qui).

E allora, per San Valentino, quest’anno, vestitevi di rosso e nero, alzatevi e ballate. Se vi sentite particolarmente audaci, organizzate un atto sovversivo in ufficio, a scuola, in sala docenti, ritrovatevi alla macchinetta del caffè, pump up the volume e lasciatevi andare. Oppure, consultate la mappa e cercate il posto che fa per voi, vicino a dove abitate: scoprirete ce ne sono tantissimi e per tutti i gusti, sia che abbiate sempre desiderato far parte di un flashmob in piazza (questa la coreografia per studiare i passi), sia che preferiate una notte in discoteca, o una sessione di Zumba, o una lezione di Hip Hop, una serata salsera, o la cara vecchia balera, o magari un evento in biblioteca, fra danze etniche, chiacchiere e un buon tè. E fatevi accompagnare mi raccomando, sennò che razza di San Valentino è?

E se lo farete scattatevi una foto, girate un video, testimoniate la vostra azione in qualche modo, e aiutateci a sentirci più unite, e meno sole, condividendoli con tutti sulla nostra pagina facebook.

Un miliardo di donne violate è un’atrocità. Un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione

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