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Le regole base di un buon sonno (da 0 a 12 mesi)

Scritto il 5 Mar 2009 da Serena 3 Comments

Si sa che è difficile combinare qualcosa di buono dopo una notte insonne, e questo è vero per tutti, bambini e adulti. Se bambini e genitori dormono bene, anche il tempo trascorso da svegli è di qualità migliore. Ma come fare per assicurarsi una buona dormita? Le esigenze variano molto sia nei bambini che negli adulti. Alcuni possono dormire in ogni situazione, altri vengono facilmente disturbati. Alcuni bambini hanno bisogno di dormire molto per tutto il periodo dell’infanzia, mentre altri alternano fasi. Il neo-genitore ha bisogno di proteggere le proprie esigenze, e allo stesso tempo aiutare il neonato a trovare un buon ritmo di veglia e sonno. Ecco alcuni consigli da applicare sin dall’inizio.

Nelle prime settimane di vita il neonato passa normalmente dalla veglia al sonno senza nessun problema. Daltra parte faceva così nella pancia, perchè dovrebbe cambiare abitudine ora? Cercate di resistere alla tentazione di tenerlo in braccio, cullarlo o dondolarlo mentre dorme. Un frugoletto di 3 o 4 chili è tenero e piacevole da cullare. Ma quando peserà il doppio potrebbe non essere daccordo nell’abbandonare il calore delle vostre braccia, e sarà più difficile farlo abituare al lettino. Se non siete daccordo con questa affermazione prendete un sacco di 7 chili di patate, e provate a “cullarlo” per 10/20 minuti…

I neonati nascono con un proprio ritmo di veglia e sonno. Se si ha fortuna il ritmo del bambino è lo stesso dei genitori, ma non per tutti è così. Alcuni tendono a svegliarsi più frequentemente durante la notte e a dormire periodi più lunghi durante il giorno. Tutti i neonati dormono il tempo di cui hanno bisogno, quindi non c’è da preoccuparsi in nessun modo per la sua salute. La preoccupazione è invece per la salute dei genitori, e diventa doveroso aiutare il neonato ad aggiustare i suoi ritmi circadiani. Può aiutare l’utilizzo di segnali esterni, quali il buio e silenzio durante la notte, piccoli pacche sulla schiena o carezze che possono aiutare il neonato a calmarsi, ma bisogna assolutamente evitare qualsiasi cosa che possa stimolare i suoi sensi. La maggior parte dei neonati, mangia una o due volte per notte, ma dopo i 4 mesi di età, si può cercare di riaddormentare il bambino senza dargli da mangiare.

Seguire una routine regolare è uno dei consigli più semplici e più facili da applicare, e che porta a risultati incredibili. Eppure non sempre viene seguito. In parte perchè questo viene interpretato in modo troppo rigido, anche a causa di metodi che offrono schemi di orari da seguire, e a molti non piace questa rigidità. Ma per routine regolare qui non intendo regolata da orari immutabili a partire da uno schema preciso di sveglie, allattamenti ogni 3 ore, e simili, ma un’alternanza di eventi che si ripetono sempre nello stesso ordine, senza bisogno di guardare l’orologio (allattamento, poi cambio pannolino, poi uscita per una passeggiata, eccetera). Per capire i ritmi del vostro bambino provate a tenere un diario per tre o quattro giorni, in cui segnate gli orari in cui si sveglia e quelli in cui si riaddormenta. Sia di giorno che di notte. Vi accorgerete che anche se il bambino sembra essere molto irregolare nei suoi orari, in realtà segue uno schema abbastanza prevedibile, ad esempio facendo sempre un pisolino la mattina, uno nel primo pomeriggio e uno prima di cena. Sapere lo schema che segue il vostro bambino vi aiuterà a pianificare le varie attività della giornata prendendo in considerazione le esigenze di tutti (magari evitando di andare a fare la spesa al supermercato proprio quando normalmente vostro figlio fa il pisolino della mattina). Dopo qualche mese il neonato non ha più bisogno di mangiare la notte, e nonostante allattarlo di notte non è certamente pericoloso o controindicato in sè, bisogna ricordarsi che più si va avanti più sarà difficile eliminare questa abitudine, con la conseguenza inevitabile di disturbare il sonno del genitore e dello stesso bambino.

La qualità del sonno nei bambini piccoli dopo i 6 mesi di età dipendono maggiormente dalla presenza (o assenza) di routine. Il sonno, la vicinanza alla mamma e il mangiare non sono più così interconnessi tra loro come nei primissimi mesi. Le routine serali e il luogo in cui si dorme assumeranno un significato più chiaro per il bambino. Il senso di sicurezza e protezione può essere dato con la vicinanza e la voce, invece che con il cibo. Durante i periodi di salti di crescita, il sonno può essere più disturbato, e in quelle occasioni è ancora più importante attenersi alle routine stabilite. Se intorno ai 6 mesi di età il bambino ha un peso corporeo normale e mangia regolarmente durante il giorno, non ha nessun bisogno fisico di mangiare la notte. Se avete il dubbio che vostro figlio voglia essere allattato la notte perchè ha fame, controllate quanto effettivamente mangia. E’ molto probabile che l’allattamento notturno durerà solo pochi minuti prima che il bambino riprenderà sonno, segno che il bambino non ha veramente fame, ma usa la mamma come ciuccio umano per riaddormentarsi.
Se avete fatto la scelta dell’allattamento ad oltranza, è giunto il momento di chiedervi per quanto tempo siete disposte a continuare, pensando anche alle conseguenze pratiche della vostra scelta (ad esempio se dovete rientrare al lavoro, e le sveglie notturne saranno più penose). I bambini che vengono allattati la notte dopo i 6 mesi di età tendono a voler continuare questa abitudine, e più si va avanti più diventa difficile riuscire a far addormentare il bambino senza allattarlo.

Dormire durante il giorno. A livello indicativo si può considerare che la maggior parte dei lattanti dormono circa 3 volte durante il giorno. Dopo i 4-6 mesi, i sonnellini diurni vengono spesso ridotti a 2, e verso l’anno di età la maggior parte dei bambini dorme 1 sola volta al giorno.
Ma non vi preoccupate se vostro figlio non segue rigorosamente queste tabelle: è assolutamente normale.

Addormentamento e sonno. E’ importante che il luogo dove avviene l’addormentamento sia lo stesso in cui si dorme. Questo aiuta a dare al bambino un senso di sicurezza e a facilitare l’addormentamento. Non ha importanza se questo avviene nel lettone o in un letto proprio, purchè sia una scelta dei genitori, e purchè i genitori si sentano a loro agio con la propria scelta, anche a lungo termine.

In breve:

  • Fate in modo che ci sia calma e tranquillità al momento dell’addormentamento
  • I neonati devono dormire poggiati sulla schiena
  • Finite la giornata con una routine costante (bagnetto, lettura di un libro, canzone della ninna nanna
  • Iniziate la routine della nanna prima che il bambino sia troppo stanco
  • Non è normalmente necessario allattare il bambino la notte superati i 4 mesi di età. Si può aiutarlo a riaddormentarsi senza l’aiuto del cibo.
  • E’ utile mantenere il più possibile le stesse routine anche durante il weekend
  • Non permettere a nessuno di fumare vicino ad un neonato

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3 Comments »

  • CloseTheDoor ha scritto:

    Davvero non c’è nessuno che ha ancora commentato questo post???

    Ho una bambina che ha appena compiuto 3 mesi e avrei una domanda che nasce dalla lettura di “Fate la nanna” di Estivill, che ha suscitato in me la REPULSIONE a farla addormentare in culla come continua a consigliarmi mia mamma !!!

    Io e mio marito, abbiamo cercato, fin da quando era neonata di farle percepire la differenza fra giorno e notte e mi sembra con buoni risultati: già al 1 mese dormiva 6 ore filate, adesso anche di più.
    Nel primo mese la addormentavo cullandola in braccio, ho provato in un paio di occasioni a metterla in culla ma lei cambiava espressione (diventava tristissima, mi sembrava pazzesco data l’età), quindi ho rinunciato.

    Poi a causa delle coliche, per calmarla la sera ho iniziato ad allattarla da distesa nel mio letto e vedendo che lei si addormentava bene e dormiva tutta la notte, istintivamente ho adottato la poppata serale come parte del rituale di addormentamento, dopo cambio pannolino e un massaggino ai piedini. Una volta che si è addormentata nel letto con me, la trasferisco nella sua culla dove dorme per 8 ore circa.

    Invece di giorno ha spesso difficoltà ad addormentarsi, diventa irrequieta e piange parecchio. Adesso ho visto che a volte si calma meglio se la metto distesa, sul letto o sul divano, ma difficilmente si addormenta da sola. Se invece riesco a calmarla in braccio, quando arriva ad avere il caratteristico “sguardo fisso” la poso in culla, rimango accanto a lei cullandola e a volte cantando una ninna nanna, e lei si addormenta abbastanza bene.

    Sto provando ad adottare la stessa strategia la sera, cioè darle da mangiare E POI metterla a dormire ma spesso e volentieri finisce che lei si addormenta di botto alla poppata verso tardo pomeriggio-sera, e non mi pare il caso di svegliarla.

    DOMANDA: AVRO’ MODO DI PENTIRMI AMARAMENTE DI QUANTO STO FACENDO ADESSO?

    Aggiungo che potendo, vorrei allattarla almeno fino a 12 mesi.

  • Serena ha scritto:

    CloseTheDoor non c’è modo di sapere se ti pentirai o meno di quello che stai facendo adesso, perché molto dipende dal carattere della tua bambina. Però se non vuoi trovarti a doverti sdraiare nel lettone con lei per farla addormentare, o essere obbligata all’allattamento forzato, allora ti conviene iniziare a cambiare metodo il prima possibile. E’ ancora molto piccola e cambiare abitudini a quest’età è ancora relativamente facile. La tecnica di calmarla in braccio e poi metterla giù quando ha lo sguardo fisso è ottima. PRova a farlo anche la sera. Se a volte succede che si addormenta al seno non è la fine del mondo, se però diventa un’abitudine allora prova a tenerla sveglia mentre l’allatti, oppure cambia il pannolino dopo la poppata, per essere certa di svegliarla. Comunque la regola è sempre la stessa: ci sarà sempre qualcosa di cui ti pentirai amaramente, l’importante è cercare di limitare i danni ;)

  • CloseTheDoor ha scritto:

    Ciao!! non mi ero accorta che avevate risposto, grazie!! Ok, provo e vi so dire :) )

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