Parchi inclusivi: giochi per tutti

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Claudia Protti, autrice del blog creativo “Mamma Claudia e le avventure del Topastro” e Raffaella Bedetti (potete leggere qui una sua intervista) sono due mamme piuttosto tenaci: se si mettono in mente un’idea, ne fanno in breve un progetto coinvolgente.
Complice un uso consapevole e virtuoso dei social network, in pochi giorni hanno raccolto più di 3.600 persone (destinate ad aumentare a vista d’occhio) intorno alla loro pagina facebook Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini.
Quanti bambini con disabilità fisiche vedete nei parchi-giochi dei nostri giardini? Pochi? Avete mai pensato al perché? La maggior parte dei giochi non sono pensati per includere e non sono fruibili per tutti. E’ il momento di cambiare, perché giocare insieme è un’esigenza primaria, di tutti.

La vostra pagina ha avuto una gran diffusione in poco tempo: tante adesioni e tanti post su diversi blog. Sarà che la maggior parte di noi, si è accorta di non aver mai visto un parco inclusivo solo leggendo voi. Semplicemente non ci pensavamo. Prima di tutto parlateci dell’idea di aprire la pagina: perché?

Io e la mia amica Raffaella stiamo cercando di convincere le amministrazioni locali, (Rimini e Santarcangelo di Romagna), ad installare alcuni giochi accessibili anche a bambini con disabilità nei parchi cittadini. Anno scorso avevamo preparato una lettera per il sindaco di Santarcangelo ma il giorno prima del nostro appuntamento lui si è dimesso. Scoraggiate abbiamo lasciato perdere il nostro progetto ma quest’anno, al ritorno della primavera, ci siamo dette: riproviamoci!
Ho scritto due articoli per i quotidiani locali che evidentemente hanno colpito perché sono stati pubblicati integralmente e con l’aggiunta della foto che abbiamo scattato al parco. Esaltate da questo successo abbiamo deciso di cercare di coinvolgere tante persone nella richiesta di giochi che possano essere usati da tutti i bambini e siccome viviamo in un’era in cui i social network hanno un certo peso abbiamo deciso di usare facebook. Naturalmente la pagina non è nata solo per sostenere la nostra richiesta che riguarda la Romagna ma per sensibilizzare le persone riguardo un problema di cui quasi nessuno è a conoscenza. Neppure io, fino a un anno e mezzo fa, mi ero mai domandata come mai nei parchi non ci fossero mai bambini in carrozzina. Come ha sottolineato tempo fa Nina: “Mettereste mai vostro figlio davanti ad una torta che tutti posso mangiare tranne lui?” Sei non esistono giochi adatti a bambini con problemi motori è inutile e crudele portare un bambino che usa la carrozzina al parco. Questo però impedisce al bambino di esercitare il suo diritto al gioco. Possiamo usare i moderni mezzi di comunicazione per far conoscere a tutti i parchi inclusivi.

Ci spiegate cosa è un parco giochi inclusivo?

Ti rispondo da mamma, non sono un’esperta del settore anche se sto imparando tante cose osservando e leggendo. Un parco giochi inclusivo è un luogo in cui i bambini con abilità e capacità diverse possono giocare insieme, interagire tra loro e utilizzare insieme i giochi installati nel parco. Questo non è per niente scontato perché in molti casi i parchi non sono neppure accessibili. Pensate a un piccolo gradino, all’erba alta, al terreno dissestato o alle porte piccine di una casetta gioco. Una carrozzina ha bisogno di terreno pianeggiante, rampe e porte sufficientemente larghe che permettano l’accesso. E se una mamma in carrozzina volesse portare il proprio figlio al parco? E una nonna che fa fatica a camminare e usa il bastone? Iniziamo ad eliminare le barriere. Un parco inclusivo è un parco accessibile e fruibile da parte di tutti e non solo dalla maggioranza.

Un parco inclusivo prevede davvero giochi che possono essere utilizzati da tutti? È necessario prevedere giochi diversi per bambini normodotati o tutti possono usare le stesse attrezzature?

Sì, un parco inclusivo permette una maggiore fruibilità da parte di tanti bambini con disabilità. Resta il fatto che le disabilità sono tante e non credo avremo mai un parco giochi accessibile e fruibile al 100% da tutti perché ad esempio un bambino che non può muovere né braccia né gambe non riuscirebbe a utilizzare un pannello sensoriale che magari è invece apprezzato da un bambino in carrozzina che può usare le mani per giocare. Resta il fatto che bisogna pensare a tutti e quindi ben vengano le rampe che permettono l’accesso al gioco a tutti perché un bambino può comunicare anche con gli occhi e gli occhi dei bambini davanti ai giochi si spalancano e sorridono, tutti.
I giochi inclusivi sono pensati per essere utilizzati da tutti, bambini normodotati e con disabilità, tutti insieme. Non si crea esclusione o segregazione ma inclusione. I giochi inclusivi sono bellissimi, ho sfogliato qualche catalogo e vi posso assicurare, tra le altre cose, che la maggior parte delle persone non si renderebbe neppure conto della differenza tra un gioco accessibile e uno no, ma la differenza sta appunto nel fatto che questi giochi possono essere utilizzati da tutti. Una rampa al posto di un ripida scaletta a pioli per accedere a uno scivolo è un impedimento al gioco per un bambino normodotato? No. Ma al tempo stesso permette ad un bimbo in carrozzina di salire fino allo scivolo, lasciare la carrozzina e scivolare insieme ad un altro bambino. Una pavimentazione antitrauma e senza ostacoli che permette l’accesso ai giochi è fastidiosa per un bambino normodotato? No, è un vantaggio per tutti. Una bella altalena a cesto è un gioco brutto? No, è un gioco bellissimo perché ci possono salire più bambini contemporaneamente, compresi coloro che hanno uno scarso controllo del proprio corpo e che quindi si possono sdraiare all’interno dell’altalena. Un gioco a molla con protezioni laterali e schienale è meno bello di uno classico? No. E due scivoli affiancati non sono divertenti per tutti? Sia per un bimbo che ha bisogno di aiuto per scivolare in sicurezza sia per due amichetti che possono scivolare tenendosi per mano. I pannelli sensoriali sono brutti? Penso proprio di no, ce ne sono di bellissimi e di ogni tipo e se posizionati ad altezza giusta possono essere usati da tutti. Potrei farvi tanti altri esempi, se siete curiosi date un’occhiata ai tanti cataloghi che sono disponibili online.

A una amministrazione comunale un parco inclusivo costa di più di uno tradizionale?

Credo che un parco inclusivo abbia un costo leggermente superiore rispetto ad uno tradizionale per i tanti accorgimenti di cui bisogna tener conto, ma non ne sono sicura, bisognerebbe chiedere ad un esperto. Mi rendo anche conto che spesso i comuni hanno pochi soldi e pensano che investirli in un parco gioco sia uno spreco di denaro, forse dimenticando il benessere di tutti tutti i cittadini e il diritto al gioco dei bambini. Potremmo iniziare con prendere in considerazione i giochi per tutti in caso di sostituzione di altri usurati o rotti così da iniziare un lento ma importante processo di trasformazione e integrazione. Credo sia importante far conoscere questi giochi, alcuni non vengono presi in considerazione perché nessuno li ha mai segnalati alle amministrazioni locali. Un’altalena a cesto o un gioco a molla con protezioni ad esempio sono un piccolo inizio, si tratta di giochi che sono in tanti parchi e magari molti non sanno che sono più accessibili rispetto ad altri.

Se un gruppo di cittadini volesse chiedere all’amministrazione comunale la realizzazione di un parco giochi per tutti, da dove consigliereste di iniziare per proporre il progetto?

Io e Raffaella abbiamo scritto una lettera che consegneremo a breve al commissario di Santarcangelo. Abbiamo anche coinvolto i quotidiani locali chiedendo la pubblicazione di alcuni articoli in cui abbiamo cercato di spiegare l’importanza di questi giochi. Su tutto il territorio locale sono presenti associazioni che si occupano di assistenza e sostegno a cittadini che, a causa di malattie genetiche o di altro genere, hanno una ridotta capacità motoria. Penso che le associazioni siano disposte a dare una mano nella richiesta di un parco giochi inclusivo.

Per qualche informazione in più qui potete trovare le linee guida del parco inclusivo di Jesolo

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3 COMMENTI

  1. @Vans: tentar non nuoce! Sulla pagina facebook trovi la lettera che io e Raffaella abbiamo scritto e consegnato al Comune di Santarcangelo 🙂
    Anche nella nostra zona i soldi per i parchi gioco scarseggiano ma noi non ci arrendiamo. Se il Comune di Santarcangelo ci comunicherà il suo “ok” all’installazione di un gioco accessibile organizzeremo una raccolta fondi!

  2. Grazie gc! Fai sempre riflettere su cose che magari avevamo sempre sotto agli occhi ma su cui non mi ero mai soffermata.
    Dubito che il mio comune risponderà , però provo a chiedere!
    Anche se qui la tendenza è chiudere giardinetti e parchi e lasciare dei buchi dove ci sono giostrine rotte

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