Nuovo congedo di maternità e paternità

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Il Jobs Act e la Legge di stabilità 2016 hanno introdotto alcune importanti novità in tema di congedo parentale (per madri e padri) e congedo di maternità (quello obbligatorio per le madri).
Vediamo i cambiamenti di maggiore interesse.

Foto di Nelson L. utilizzata con licenza CC Flickr
Foto di Nelson L. utilizzata con licenza CC Flickr

Congedo parentale

Congedo facoltativo che può essere chiesto sia dalla madre che dal padre.

La novità di maggior interessa riguarda il prolungamento del limite entro il quale si può chiedere il congedo facoltativo, che passa da 8 a 12 anni del figlio. Il congedo totale, richiedibile in questi 12 anni, è di 10 mesi complessivi.
Inoltre, il trattamento economico (30% della retribuzione) viene esteso fino all’età di 6 anni del bambino (non più 3) e fino a 8 in caso di redditi al di sotto di un limite prescritto. Solo da 8 a 12 anni, in caso di fruizione del congedo non si ha diritto ad alcuna retribuzione.
La modifica che, a mio parere, fa davvero la differenza nella possibilità concreta di usufruire del congedo da parte delle famiglie è il godimento a ore e non solo a giorni. Il lavoratore, in accordo con il datore di lavoro, potrà trasformare il rapporto di lavoro in part-time fino al 50% per un periodo corrispondente a quello del congedo (massimo 10 mesi). In questo modo si percepirà lo stipendio previsto per il part-time e non la decurtazione al 30% della retribuzione.
In caso di figli con disabilità grave, il congedo parentale, sempre entro il limite dei 12 anni, potrà essere goduto per 3 anni complessivi.

Ricapitoliamo:

  • per mamme e papà
  • fino a 12 anni del figlio
  • 30% della retribuzione fino a 6 anni
  • possibilità del part-time fino al 50% al posto del congedo

Congedo di maternità e paternità per lavoratori autonomi

Corrisponde a quello obbligatorio di 5 mesi per le lavoratrici dipendenti, in concomitanza con la nascita.

Possono godere del congedo di maternità, per un massimo di 5 mesi, anche le lavoratrici autonome percependo un assegno. Per goderne è previsto un periodo minimo di contribuzione.
Questa facoltà è estesa anche alle lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’INPS (lavoratori parasubordinati, contratti di collaborazione, borse di studio, ecc.), anche se il datore di lavoro non avesse versato i contributi previsti.
Se la mamma lavoratrice autonoma non può godere del congedo, l’indennità di maternità spetta al padre lavoratore autonomo.

Ricapitoliamo:

  • per liberi professionisti e gestione separata INPS
  • massimo 5 mesi
  • si percepisce un assegno
  • anche al papà libero professionista se la mamma non può

Congedo obbligatorio e facoltativo di paternità

Giorni per rimanere accanto alla madre al momento del parto

Il congedo obbligatorio per i papà passa da uno a 2 giorni, in concomitanza del parto e non alternativi al congedo della madre (che quindi non viene decurtato di 2 giorni). Si possono aumentare a 4 giorni, ma in questo caso sarà ridotto per 2 giorni il congedo materno. In entrambi i casi la retribuzione è al 100%.
Il congedo di paternità obbligatorio sostitutivo, ovvero quello di 5 mesi in sostituzione della madre in caso di sua morte o malattia grave, non cambia.
Il congedo facoltativo con retribuzione ridotta in sostituzione della madre lo abbiamo visto sopra.

Ricapitoliamo:

  • per i papà
  • 2 giorni
  • + 2 giorni facoltativi
  • 100% retribuzione

Tutte le forme di congedo, si applicano anche in caso di figli adottivi o in affidamento, come già in precedenza.

Brevissima conclusione: si dice sempre, ogni volta che si ampliano i diritti che consentono la conciliazione lavoro – famiglia, che non è abbastanza, si poteva fare di più. Il sistema dei congedi italiano è piuttosto ampio, per molti aspetti migliore di quello di altri Stati europei e dovremmo imparare a gestire al meglio queste facoltà, distribuendole tra madri e padri. Ciò che veramente mi sembra importante è che le scelte politiche si stiano orientando nel senso di ampliare il diritto dei lavoratori di astenersi dal lavoro quando la vita familiare richiede maggior impegno e di ampliare anche le categorie di lavoratori che possono fruire di questi diritti. Culturalmente mi sembra l’affermazione che famiglia e lavoro devono coesistere, per uomini e donne, e devono smettere di essere una scelta alternativa.

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5 COMMENTI

  1. Buongiorno io vorrei fare una domanda riguardante i nuovi contratti Job art…io sono stata assunta fissa dalla mia azienda da ormai 1 anno….volevo chiedere se io rimarrei incinta rischierei il lavoro????con questi nuovi contratti che l azienda dopo 3 anni ti può lasciare a casa non si capisce…grazie

  2. Ciao
    sono una mamma che sta usufruendo di questo congedo parentale facoltativo ad ore. Era da tanto che se ne parlava e finalmente dal 2015 è stato inserito nel patto di stabilità e reso attuabile. La mia esperienza a riguardo è stata davvero positiva perché mi ha dato la possibilità di seguire il mio bambino, gestendomi da sola anche le entrate e le uscite dalla scuola materna senza dover ricorrere a baby-sitter, avendo un’incidenza non rilevante sullo stipendio. Inoltre mi ha permesso di passare più tempo con lui, potendo finalmente fare tante attività che solitamente rimandavo per mancanza di tempo. Purtroppo per me non potrò continuare per molto perché mio marito è precario e bisogna sempre far quadrare tutto. Ad ogni modo penso che questo sia stato davvero un grande passo per favorire la cosiddetta “CONCILIAZIONE”.

  3. Purtroppo nel settore pubblico il nuovo congedo ad ore non è ancora partito, o almeno non dappertutto. Quello in effetti è il vero enorme cambiamento rispetto a prima.

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