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Metodo EC: un’altra alternativa ecologica ai pannolini tradizionali

Scritto il 4 May 2011 da Elisa 65 Comments

togliere pannolino

Abbiamo parlato qualche settimana fa dei pannolini usa e getta ecologici come alternativa concreta agli usa e getta tradizionali: gli uni ricchi di materie prime di origine vegetale, gli altri di origine sintetica. Dal tenore dei commenti si è capito che all’estero sono ben più utilizzati che in Italia, e che molti genitori li usano per il loro bimbi e si trovano abbastanza bene. Mi è sembrato che prevalesse la consapevolezza della scelta ecologica rispetto alla necessità di grandi prestazioni.
C’è un altro metodo che possiamo definire ecologico rispetto all’uso, o meglio al non uso dei pannolini: è il metodo EC che sta per Elimination Comunication.
Si tratta di un metodo di educazione precoce al vasino e tra le sue conseguenze più dirette c’è proprio il fatto che utilizzando prestissimo il vasino non si usano pannolini (o se ne usano pochissimi) con ricadute positive sul nostro ambiente.
Di questo metodo non parla quasi nessuno per vari motivi, non ultimo il fatto che non c’è nulla da vendere. Un altro motivo è rappresentato dal fatto che si tratta indubbiamente di una scelta famigliare forte, che necessita di impegno, pazienza e una grande dedizione.
Educare al vasino precocemente significa avere il coraggio di mettersi al fianco del proprio bimbo e permettergli di essere “attivo” in questa esperienza, accettare tanti piccoli fallimenti, accettare di sporcare casa e vestiario, etc.
La grande domanda è: perchè mai dovrei fare a meno di utilizzare il pannolino? Che c’è di sbagliato? E poi, come si fa?
Se allarghiamo un po’ lo sguardo ad altri paesi e continenti ci accorgiamo che la cultura occidentale è l’unica che ha messo completamente a tacere il linguaggio del corpo del neonato che dice alla mamma che deve evacuare: comportamenti come il pianto e abitudini come gli orari possono aiutare la madre (e il padre) a capire quali sono i segnali giusti e imparare ad interpretarli. Pensate alle mamme africane con i bimbi in fascia: usano il pannolino? Assolutamente no!
La nostra cultura invece ci ha abituati a lasciare il piccolo con un “coso” addosso a urinare e defecare passivamente. Per noi è naturale perchè ci siamo cresciuti, ma non è sempre stato così.
Io non ho usato questo metodo, non ho la pazienza sufficiente, quindi non sono un’esperta. Già i lavabili per me sono stati un impegno anche se li ho trovati un’ottima soluzione. Quando  però ho scoperto che esiste l’EC mi sono un po’ informata, proprio pensando all’aspetto di grande opportunità comunicativa che questo metodo riserva alla coppia mamma bambino e ad una scelta ecologica di grandissimo valore.
Gli effetti negativi sull’ambiente prodotti dall’utilizzo dei pannolini a tempo pieno non possono essere negati, e nemmeno la qualità della comunicazione, del legame e dell’intimità che può arrivare a realizzare il metodo di educazione precoce al vasino.
L’idea di fondo è quella per cui i neonati sarebbero molto più ricettivi di quello che possiamo pensare e che quindi possano diventare “consapevoli delle proprie funzioni corporee e imparare a rispondervi fin dai primi mesi di vita”. Niente di più lontano dall’immagine del neonato che non sa far nulla così come ci viene proposta da sempre.
Il libro Senza Pannolino di Laurie Boucke illustra il metodo con tutta una serie di esperienze dirette e testimonianze e risponde a tutte le possibili (infinite!!) domande che un genitore può farsi.
Non va dimenticato che si tratta di un metodo che richiede un notevole impegno e molto tempo a disposizione.
Però vorrei lanciare una proposta a tutti quei genitori che hanno bimbi vicini allo svezzamento da pannolino classico (cioè tra i 2 e 3 anni).
Visto che siamo vicini al caldo, consideriamo che esiste un metodo come l’EC. E consideriamo la possibilità di investire un po’ di energie nel cogliere questi famosi segnali in bimbi più grandicelli. Quando Cecilia aveva poco più di 12 mesi avevo tentato di farlo e nei mesi estivi in casa la tenevo senza pannolino: faceva davvero caldo e mi faceva pena vederla con il pannolino addosso! E’ stato sufficiente passare il mocio qualche volta in più, non si è svezzata del tutto, ma ha imparato a sedersi sul vasino e ad avere un po’ di consapevolezza in più. Non abbiamo realizzato l’EC ma abbiamo risparmiato un sacco di pannolini, lei stava sicuramente meglio, ha vissuto serenamente la cosa perchè noi eravamo sereni e non stressati da qualche goccia di pipì da pulire.
Che ne pensate? vi sembra un’idea inconcepibile? O avete già provato a utilizzare questo metodo o a ridurre i pannolini?

Qualche sito per saperne di più:

http://www.evassist.it

http://www.diaperfreebaby.org/

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65 Comments »

  • Monica ha scritto:

    Noi abbiamo già risolto questa fase, ma mi permetto di partecipare ugualmente facendo un paio di considerazioni:
    - penso che sia un’ottima proposta, sia come obiettivo di crescita per i nostri bimbi, sia per ridurre i consumi e salvaguardare l’ambiente…
    - penso anche che una proposta del genere non è sempre attuabile, perchè impone la presenza costante di un adulto dedicato esclusivamente al bambino. Nel mondo delle mamme che lavorano e degli asili nido, non sono molte le famiglie che possono permettersi (in termini di tempo) di seguire questo percorso. Penso per esempio allo spannolinamento di mia figlia, avvenuto esattamente a 26 mesi, in estate, grazie solo ed esclusivamente all’impegno della nonna, che aveva dato piena disponibilità. E chi non può permetterselo?

  • Silvia ha scritto:

    Monica, certo, il problema è proprio quello: un metodo di gran valore per la valorizzazione del linguaggio del corpo e della comunicazione tra adulti e bambini, ma purtroppo accessibile a pochi per l’organizzazione della vita quotidiana.
    Ma magari se ne parla, anche per riflettere sul fatto che certe scelte non sono più alla nostra portata.

    Mi racconta mia nonna (90 anni), che quando mia madre era piccola, dato che i bambini si impannolinavano con pochi e inefficaci panni di stoffa, ogni occasione di evitare un lavaggio (non con la lavatrice!) era ben gradita. E così era normalissimo che le madri, in casa, educassero i bambini al vasino prima possibile. Nessuno si faceva scrupolo a lasciare un bambino piccolo seduto sul vasino per tantissimo tempo, magari lasciandogli a disposizione un giochino, mentre si facevano altre faccende in casa, pur di evitare di dover lavare dopo i vestiti. Evitare che il pupo si facesse tutto addosso era considerato uno dei compiti domestici, al pari del rifare i letti o lavare i pavimenti.

  • Owl ha scritto:

    Io è da un po’ che ci sto pensando! Di ha 21 mesi (fra poco) e vorrei proprio provarci . Non che lui abbia dato segni di interessamento al vasino, ma d’altra parte se l’incoraggiamento parte da me forse a qualcosa arriviamo!

    Grazie per i link, andrò sicuramente a informarmi.
    Sinceramente non sapevo dell’EC, ma visto che comunque era nei miei piani mi informo volentieri.

  • UnNickname ha scritto:

    Mi permetto un appunto: secondo me parlare di “metodo di educazione precoce al vasino” non e’ corretto. Fare EC e’ una cosa, introdurre il vasino presto e’ un’altra.#

    EC significa interpretare (o meglio provare a…) i segnali del bambino, quei segnali che indicano che si sta per fare pipi’ o cacca. Molto difficile, perche’ alcuni bambini o forse tutti i bambini o quasi in alcuni periodi non segnalano e basta.
    Significa non usare il pannolino, ritenerlo sbagliato e innaturale.

    Introdurre presto il vasino si puo’ fare in ogni momento, ma soprattutto senza necessariamente evitare l’uso del pannolino. Ed e’ concettualmente proprio differente, secondo me.

    Noi abbiamo fatto EC a partire da una tarda eta’, 13 mesi, dopo aver cmq introdotti il vasino a partire dai 6 mesi circa, quando dell’EC non sapevam ancora niente.
    Mio marito era molto convinto dell’EC, io – a distanza di tempo soprattutto – molto meno. Credo che la cosa migliore sarebbe stata usare un metodo ibrido.
    Non mi dilungo sui motivi, ma dico che ancora oggi leggendo alcuni interventi di gente che crede fortemente all’EC io rimango perplessa, e… non capisco, non approvo.
    Nonostante a casa mia sia ancora parzialmente in corso (a quasi 2 anni oramai il rpocesso sta arrivando a termine).

  • Gloria ha scritto:

    Noi abbiamo provato con Sveva a togliere il pannolino verso i 18 mesi, operazione riuscita con successo (di giorno) per tutto il mese estivo in cui ero a casa. Neanche a dirlo, al rientro al nido un disastro, e via di pannolino fino quasi ad un anno dopo.

    Con Siria, sempre verso i 18 mesi, stessa fase, durante le ferie. E al rientro al nido di nuovo pannolino. Adesso se è a casa ci sono giorni in cui “consumiamo” un pannolino (lavabile) in tutta la giornata. Se è al nido anche 4 o 5.

    Il “problema” dell’EC secondo rimane quindi quello di mancanza di tempo e di “mamma a disposizione”. Attuarlo dai primi mesi di vita sarebbe interessantissimo, ma solo se poi si ha la certezza di tenere il bimbo a casa almeno fino ai 18 mesi secondo me, perché altrimenti nel momento in cui venisse inserito al nido tutto il “lavoro” sarebbe vanificato.

    Almeno questa è l’impressione che ne ho avuto io anche leggendo il libro. E come dice sopra Silvia secondo me la discussione serve anche per capire che alcune scelte che sarebbero l’ideale per i nostri figli (aq chi piacerebbe portare addosso h24 un pannolino?) in realtà spesso non le attuiamo perché non sono più (come una volta) alla nostra portata.

  • Serena ha scritto:

    @UnNickname no, ti prego, dilungati sui motivi. E’ quella la parte interessante!

  • Alice ha scritto:

    Ciao Silvia,

    anche noi abbiamo fatto EC con Gabry dal sesto mese, i motivi?

    -farlo sentire libero di farla….non addosso!
    -seguire i suoi bisogni
    -risparmiare pannolini lavabili
    -abituarlo al vasino…mio nipote a 3 anni quando ha visto il vasino per la prima volta ha avuto paura!
    -giocare con lui, e vedere come poteva reagire!
    -non sono state tutte rose e fiori, s’è raccolta tanta cacca e tanta pipì ma poi a 2 anni e poche settimane abbiamo tolto il pannolino in 2 giorni!! come ho fatto? L’ho raccontato qui!

    http://www.facebook.com/search.php?q=Pann&init=quick&tas=0.16833237415333047&ref=ts#!/note.php?note_id=197832746919607

    Lo consiglio a tutte, è un modo divertente ed ecologico per passare le giornate con i bimbi, quando la mamma sta a casa, ed è tranquilla nel farlo!
    Un Saluto
    Alice

  • supermambanana ha scritto:

    posso dire una cosa? A me fa sorridere questo ricorrere a nomi quasi abbiamo il bisogno di mettere paletti, stigmatizzare (nel bene e nel male) un comportamento dandogli un nome altisonante da teoria scientifica… in questo senso tutte le “teorie” a me danno l’orticaria (scusate), da quelle sulla nanna a quelle sulla pappa a questa. Anticamente, come diceva Silvia, le mamme (casalinghe, e sottolineamolo) lo facevano perche’ era quello il modo di fare, non ci si poneva proprio il problema. Ora lo vedo fare, senza usarne il nome, da famiglie amiche che magari vengono da culture un po’ piu’ tradizionaliste, tipo abbiamo dei colleghi ucraini che per la loro bimba hanno usato un metodo simile, la spogliavano ogni due per tre e la piazzavano sul vasino. Era un “interpretare il linguaggio del corpo”? boh, non so, non so se era cosi’ ne’ per loro ne’ per la mia nonna. Era un tentativo di spannolinare al piu’ presto, certo. Un fine piu’ che nobile e giustificato, intendiamoci, ma a me personalmente non va attribuirgli un nome scientifico, ecco. My two cents.

  • Claudia ha scritto:

    Supermambanana, mi hai tolto le parole dalle dita. :)
    E poi – scusate – il post è chiarissimo: questo è un metodo per risparmiare pannolini (e va benissimo). Nei commenti però c’è un po’ di confusione. Esistono statistiche molto esaustive che dimostrano che il bambino che viene abituato al vasino molto presto _non_ acquisisce il controllo di cacca e pipì _prima_ rispetto al bambino che invece vede il primo vasino a 2 o anche 3 anni (cf. R. Largo, purtroppo conosco solo la versione tedesca, se volete dettagli recupero il libro e tento una traduzione).

    Quindi, che l’EC o qualsiasi altro metodo serva a risparmiare pannolini, e che sia anche meglio per la salute dei culetti dei bimbi, ci credo e se lo fate vi ammiro molto. Che anticipi lo “spannolinamento”, no, questo è falso. Lo dimostra il fatto che bambini “spannolati presto” in estate, poi quando tornano all’asilo devono riutilizzare il pannolino. Non hanno ancora il controllo, e purtroppo lì non c’è la mamma che riconosce al volo tutti i segnali e li siede sul vasino per tempo. (Questo non è mica grave comunque, è normale, e se quei bambini hanno potuto godere di un’estate col culetto al vento tanto meglio per loro).

    Per inciso: anche mia figlia a due anni e poche settimane, da un giorno all’altro ha cominciato a fare pipì nel vasino, e a 2 anni e tre mesi era 100% asciutta anche di notte, molto prima dei suoi compagnetti d’asilo che pure erano stati “addestrati” a sedersi sul vasino già dai 18 mesi. A quale metodo posso attribuire questo successo? Io non ho fatto proprio niente. Avevamo un vasino in casa, sì, ma non ce l’ho mai seduta sopra, lei lo usava come elmetto per fare le lotte col fratello. Poco prima dei due anni le ho comprato un libro con una storiella pro vasino, le piaceva e lo leggevamo spesso. Ma a parte quello io non ho fatto assolutamente nulla. Lei ha buttato via il pannolo quando era pronta a farne a meno.

  • jolesulprato ha scritto:

    Anche io condivido in pieno il pensiero della Gloria per quanto riguarda la distinzione tra EC e l’uso precoce del vasino. E anche noi con il vasino abbiamo iniziato intorno ai 6 mesi e EC intorno ai 8-9 (ora non mi ricordo di preciso). Una esperienza bellissima ma impegnativa (io personalmente la ripeterei, anzi tenterei gia dalla nascita…tenterei), non impossibile basta essere veramente convinti e positiva a riguardo, perche i regressi ci sono (e nemmeno pochi) , perche non è obbiettivo pensare di avere un bambino autonomo gia a 12 mesi (anche se ci sono i casi del genere) ma pensare al benessere del figlio, della naturalezza della cosa (che si vede anche nel fatto che loro in effetti già dopo poco inizia no chiaramente a comunicare i loro bisogni) e che il pannolino non e una comodità del bambino ma del genitore, che decisamente semplifica la vita (ed proprio qui bisogna ragionare seriamente se lo si vuole fare), una cosa a cui noi adulti non siamo sempre pronti ad rinunciare.

  • jolesulprato ha scritto:

    @ claudia per quanto riguarda i controllo dei bisogni suppongo che stai parlando di una ricerca fatta dal grandissimo pediatra (che io stimo molto) Brazelton effettuata negli anni ’60 e guarda caso sponsorizata da una certa dita di nome Pampers!!
    appena trovo i dettagli metto i link

  • Claudia ha scritto:

    @Jole, uhm Brazelton non pervenuto! :) mai sentito. La ricerca di cui parlo è svizzera. Stasera guardo il libro e domani ritorno con le referenze (se mi si concede l’OT… perché è comunque OT).

  • supermambanana ha scritto:

    …fra l’altro ho un deja vu qui, mi pare di aver parlato su un altro post (qui su GC? devo vedere fra i post in archivio) che spannolinare e educare al vasino (cioe’ passare al momento in cui i bimbi sono coscienti che devono andare in bagno e riescono autonomamente a trattenere fino a che ci arrivano) sono due cose ben diverse, e che capire la biologia dei bimbi (e le differenze maschietti e femminucce) mi pare fondamentale prima di adottare qualsiasi metodo, prima che ci venga pure qua l’ansia da prestazione :-P

  • chiara73 ha scritto:

    Mi sono imbattuta nell’EC, ovvero ho sentito questo acronimo per la prima volta poco più di 3 anni fa (doveva ancora nascere Michela)… e, non so come dire, ma sono rimasta molto perplessa… e, pur non essendo particolarmente edotta sull’argomento, continuo ad essere perplessa…
    Credo che ci siano modi migliori di passare il tempo con il proprio figlio, e credo che ci siano metodi migliori per entrare profondamente in contatto con lui e imparare a conoscerlo intimamente.
    Un’altra cosa che ho sempre pensato è che, alla lunga, la pratica dell’EC potrebbe creare nel bambino una precoce ansia da prestazione.

  • jolesulprato ha scritto:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Pampers ecco qualcosina anche sulla wikipedia (guardare il capitolo controversia).
    @Claudianon credo sia tanto ot (a mio modestissimo parere) visto che proprio da quella uscita di Dr B. si ha iniziato a toglier il pannolino a 2 anni e non prima come era abitudine fino ad allora (e che oggi molti appunto chiamano EC).
    @supermammabanana in efetti EC non insegna o aiuta a trattenere i bisogni ma riconoscere il momento in cui arrivano e avvisare il genitori. e ovvio che un bimbo di 8 mesi con EC o senza cmq continuerà a farla in media ogni 20 min! Ecco e li che bisogna essere convinti nel volere praticarlo o meno, poi è ovvio che se non si ha possibilità di stare dietro al proprio bambino e siamo costretti a lasciarlo sia al nodo o nonne o baby sitter allora il pannolino benvenga in nostro aiuto (meglio se lavabile :-) )

  • supermambanana ha scritto:

    @Jole: “il pannolino non e una comodità del bambino ma del genitore, che decisamente semplifica la vita” ecco e anche qua mi sentirei, con molta umilta’, di dissentire. E’ una comodita ANCHE per il bambino. Se mi passate un paragone, quando ho il ciclo, a ME fa comodissimo avere una protezione e sapere che posso star tranquilla e continuare le mie attivita’ normalmente durante la giornata, senza stare a pensare costantemente se sia il caso di andare in bagno ora perche’ non so quando mi sporchero’ di nuovo da qui a 5 minuti. Pensa che un bimbo e’ nelle stessissime condizioni: non SA se sta per arrivare la pipi’, ad un certo punto quella cosa li’ esce e, ops, siamo tutti bagnati. Sarebbe da capire bene se per lui non sarebbe stato meglio avere il pannolino e continuare a giocare indisturbato/a… ;-)

  • mestieredimamma (author) ha scritto:

    Volevo solo dire che ho introdotto questo argomento soprattutto come “stimolo ecologico” visto che non l’ho praticato, ma l’ho solo preso da spunto per liberare mia figlia dal pannolino in un’estate caldissima almeno per qualche ora. Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che un cestone di p.lavabili quasi vuoto (o di tradizionali) significa molto per l’ambiente. Figuriamoci una scelta di questo tipo.
    Sulle etichette date a questo metodo mi sono rifatta al testo della Boucke e anche qui una precisazione è doverosa: fare l’EC non significa (per quel che capisco io) metodo per l’autonomia e totale controllo degli sfinteri a 8 mesi o giù di lì, bensì non lasciar defecare passivamente i bimbi, ma cogliere i momenti in cui possono aver bisogno. QUindi è comunicazione-relazione più che educazione precoce.
    Poi anche se si va un po’ OT secondo me non c’è problema, silvia e serena interpreteranno così i vostri argomenti preferiti :D

  • supermambanana ha scritto:

    @claudia, Google is your friend, l’articolo di Largo e’ una pubblicazione scientifica:

    Largo RH, Molinari L, von Siebenthal K, and Wolfensberger U. 1996. “Does a profound change in toilet-training affect development of bowel and bladder control?” Developmental Medicine & Child Neurology. 38: 1106-16.

    http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1469-8749.1996.tb15074.x/abstract

  • Claudia ha scritto:

    @Jole ti ripeto che NON mi riferisco a quella ricerca. Mi riferisco al Zürcher Längsschnittstudie (Studio Longitudinale di Zurigo) che è cominciato negli anni ’50 ed è continuato fino al 2005 credo, e che ha studiato tantissimi parametri dello sviluppo infantile, non solo la storia del controllo dei bisogni fisiologici.

  • Claudia ha scritto:

    @supermambana grazie, purtroppo si può leggere solo l’abstract – o magari qualcuno che è registrato su DMCN ci può spacciare il pdf :) Nel libro “Kinderjahre” c’è tutto un capitolo dedicato a questa ricerca, e credo (ma non sono sicura) che se ne parli anche su “Primi anni, primi passi” (sempre R. Largo).

    Sulla comodità di avere il pannolino – ANCHE per il bambino – sono assolutamente d’accordo con te.

  • Serena ha scritto:

    Che bella discussione che ne sta venendo fuori.

    Grazie supermambanan per il link. Riporto qui una parte dell’abstract:

    Bladder control, both day and night, was not affected, but bowel control was delayed by 16 months, due not to a lack of training, but to the abandonment of maternal control. The results strongly confirm earlier findings that the development of bowel and bladder control is a maturational process which cannot be accelerated by early onset and high intensity of potty-training.

    Ora vorrei sapere che significa the abandonment of maternal control. Io non ho accesso all’articolo purtroppo. Qualcuno che capisce il senso?

  • Lanterna ha scritto:

    Ho scoperto l’EC quando mia figlia era intorno all’anno. Mi è sempre sembrata un grande spreco di fatica non giustificata dal raggiungimento di un bene così grande. Soprattutto contando che noi non viviamo in un clima equatoriale, dove le mamme possono permettersi di tenere i bambini nudi nel cortile.
    La lettura di “Senza pannolino”,però, mi aveva lasciato una certa ansia di cominciare presto lo spannolinamento, perché temevo che rimandarlo mi avrebbe condannata a una Via Crucis.
    Con la mia prima figlia, ho provato nell’estate dei 18-20 mesi, senza alcun risultato: non le dava fastidio essere bagnata, neanche si accorgeva di aver fatto la pipì. La primavera successiva, nonostante la presenza del fratellino appena nato, si è spannolata totalmente in 20 giorni.
    Con il secondo, ho sfruttato l’estate dei 16-18 mesi per abituarlo al vasino, sperando che l’emulazione della sorella avesse la meglio. Non ho mai avuto risultati che non fossero casuali. La primavera dopo, si è spannolato totalmente in 15 giorni.
    Fortuna? Carattere? Fisiologia?

  • chiara73 ha scritto:

    Sarebbe interessante riuscire ad avere l’intero articolo…
    Anche perché vorrei cercare di capire una cosa: se effettivamente il controllo degli sfinteri avviene in seguito a un processo di maturazione e di consapevolezza del bambino, a che serve la pratica di questo metodo? “solo” per ridurre l’impatto ambientale?
    Ma, tutte le volte in cui non si centra l’obiettivo, e si deve ricorrere al lavaggio e alla disinfezione di mezza casa, è poi vero che l’impatto ambientale è tanto ridotto? (il paragone lo faccio con i pannolini lavabili)

  • UnNickname ha scritto:

    @Supermambnana

    He no, e’ li’ che sta la questione… il bambino sa benissimo che la pipi’ sta per uscire!

    Ho finito per raccontare il mio punto di vista sull’EC che non rifarei, nel mio blog…
    http://pimpapera.blogspot.com/2011/05/ec-elimination-comunication-racconto-di.html

  • Claudia ha scritto:

    Serena, uso la versione originale in tedesco che è più chiara:

    **
    Die Blasenkontrolle bei Tag und bei Nacht wurde dadurch nicht beeinflußt, die Darmkontrolle jedoch wurde um 16 Monate verzögert, nicht aus Mangel an Training sondern aufgrund fehlender mütterlicher Kontrolle.
    **

    –> Il controllo diurno e notturno della vescica non ha subito variazioni, il controllo dello sfintere è ritardato di 16 mesi, non a causa di una mancanza di “training”, bensì per il mancato intervento della madre.

    Cioè (traduzione libera mia) il bambino sottoposto a training precoce sul vasino, fa la pipì addosso più o meno quanto il bambino non sottoposto a training. Il bambino messo sul vasino fa la cacca addosso molto meno di un bambino senza vasino, non perché abbia acquisito il controllo dello sfintere, ma perché viene messo sul vasino tanto spesso che prima o poi la fa lì.

    Il che ci riporta al punto di partenza: come metodo per risparmiare pannolini, è fantastico.

  • chiara73 ha scritto:

    Ma veramente il bambino “sa” che la pipì stia per uscire?
    A me questa teoria della “consapevolezza” dei bambini PRIMA dei 18/20 mesi (ma pure prima dei 24, in realtà) non mi convince mica tanto…

  • chiara73 ha scritto:

    Però nel testo inglese, parla di “sviluppo della vescica e degli sfinteri” come di un processo di maturazione che non può essere accelerato da una precoce educazione al vasino.
    Sicuramente, la presenza di un adulto che piazzi il bambino ad intervalli regolari e prolungati sul vasino, è di “grande aiuto” per il buon esisto del metodo, ma poi il bambino penserà che tutta la sua vita ruoti intorno ad un vasino e a ciò che lui sarà in grado di depositarvi ;)

  • UnNickname ha scritto:

    @Chiara73

    si’, il bambino lo sa, e te lo dico perche’ l’ho appurato con i miei occhi…
    E’ ovvio che la consapevolezza nel senso stretto del termine non ci sia nelle prime settimane di vita, e che sia un processo di maturazione fisica che procede assieme a quella della “coscienza”.
    Sempre con i miei occhi sto vedendo che dopo i 18 mesi le cose cambiano radicalmente, perche’ la comunicazione migliora e il bambino evidentemente raggiunge una piena consapevolezza di cio’ che accade, che prima era magari solo parziale.

    Pero’, se il bambino non sapesse cosa accade, come spiegheresti le storie di bambini che – come rifiuto del vasino o chi per lui – la trattengono per 12 ore pur di non farla in un posto nuovo? O quelli che diventano stitici per lo sotesso motivo? O tante storie simili interpretate come “non sono pronti”, ma in che in fondo testimoniano proprio il contrario. Testimoniano che avendoli rinchiusi nel pannolino, conosciuto come unico posto deputato alla causa, fanno fatica ad affrontare il cambiamento.

    Cmq l’Ec, di nuovo, si basa sui segnali, consapevoli e soprattutto NON consapevoli.

  • mami ha scritto:

    Questo metodo già lo conoscevo e il monello la cacca nel water la fa già da quando aveva 10 mesi (ha sempre avuto un po’ di problemi di stitichezza e il fatto di stare seduto sul water lo aiutava un po’)…per lo spannolinamento… presente!! Ora che comincia il cado e il moenllo ha appena fatto i 2 anni ho comprato delle belle mutandone in cotone e si parte!!

  • Serena ha scritto:

    Vi confesso che sono molto confusa tra le due posizioni. Io tendo a credere al fatto che molto spesso noi genitori non ci accorgiamo che i nostri figli sono pronti e continuiamo a lasciargli indossare il pannolino, e loro automaticamente vanno molto oltre il tempo necessario, e forse questo è quello che si dovrebbe intendere con quel “maternal control”? Il racconto di UnNickname fa pensare al fatto che il bambino possa imparare a riconoscere lo stimolo, e questa è forse anche la mia esperienza personale con Pollicino. Con lui abbiamo usato i lavabili fino ad un anno di età, e contemporaneamente lo mettevamo regolarmente sul vasino tra un cambio e l’altro, e statisticamente rilasciava al momento giusto (anche 2-4 al giorno) finché abbiamo usato i lavabili, e ora che ha 2 anni di età e usiamo gli UeG da circa 1 anno, siamo a 1 successo al giorno sul vasino, sempre solo al mattino. Io non so se sia una coincidenza, ma mi da da pensare.

  • jolesulprato ha scritto:

    io purtroppo non posso partecipare a questa interessante discussione, devo abbandonare la postazione internet :-) ma in tanto vi segnalo un articolo molto interessante http://web.maths.unsw.edu.au/~jim/annachristietoilettrainingrpt.pdf
    forse questo è OT (visto che non centra con il discorso di EC) ma invito tutti a leggerlo.
    vi auguro una buona discussione e scambio informazioni :-)

  • chiara73 ha scritto:

    Per la mia esperienza i lavabili, in effetti, aiutano molto il bambino a “riconoscere” la sensazione di sporco/bagnato.
    E il racconto di Unnickname sicuramente è “incoraggiante”… ma non so, non so davvero…

  • jolesulprato ha scritto:

    @ chiara 73 noi a eta 22 mesi siamo completamente senza pannolino (compresi viaggi lunghi in macchina), ti dico 22 mesi perché ora non ci sono piu incidenti (un a settimana forse?!?) ma gia al etta di 12 mesi ci si aveva un controllo perfetto.

  • Claudia ha scritto:

    Chiara, secondo me – sono naive lo so – il bambino non pensa un bel niente, nel senso che stare spesso sul vasino fa parte della sua quotidianità, ci è abituato, e basta. A un certo punto acquista il controllo di tutto l’ambaradan, e il training se lo dimentica.

    Non vorrei cadere nella solita trappola per cui sostenitori di due metodi educativi diversi si rinfacciano l’un l’altro di fare dei danni psicologici permanenti ai figli ;)

    Vorrei sottolineare che lo studio è stato fatto su due diverse generazioni: circa 300 bambini nati a metà degli anno ’50, e circa 300 bambini nati a metà degli anno ’90. I bambini degli anni ’50 sono stati sottoposti a “vasinaggio precoce” non per ideologia ma in base a una necessità: niente lavatrice, pannolini DA LAVARE (non “lavabili”. Noi abbiamo i pannolini “lavabili”, noi possiamo scegliere). Quindi Serena “maternal control” in quel contesto vuol dire un’altra cosa, vuol dire “ogni tot ti prendo e ti metto sul vasino”, indipendentemente dai segnali (a quei tempi il “vasinaggio” cominciava anche prima dell’anno, per necessità appunto).

    La mia esperienza personale con mia figlia è stata che nel momento in cui lei ha imparato a controllarsi, la pipì addosso non l’ha fatta più, nemmeno se aveva il pannolino. O solo in casi eccezionali, e lamentandosene molto. Posso chiederti, Serena, perché i lavabili li avete usati fino all’anno e dopo no? Ci saranno stati anche altri cambiamenti?

  • UnNickname ha scritto:

    Claudia

    per me hai centrato un punto molto importante: senza dover arrivare necessariamente all’estremismo dell’EC dalla nascita, si puo’ aiutare il bambino ad uscire dal pannolino, e di conseguenza il mondo, facendo proprio come si faceva una volta. Ti metto sul vasino ad intervalli regolari e piano piano capisci cosa ti accade e impari. Semplice e lineare.
    Senza starsi ad attaccare a (dal mio punto di vista) idee un po’ naif di comunicazione genitore-figlio e nemmeno a manie del tipo “non e’ ancora pronto, non accetta il vasino, gli faccio fare la pipi’ nella bottiglietta perche’ cosi’ non se ne deve separare subito”……….

  • supermambanana ha scritto:

    io voto per Claudia :-P

  • Claudia ha scritto:

    @UnNickname perdonami ma le storie dei bambini che la trattengono 12 ore, prese singolarmente, non mi dicono niente. Se ci basiamo solo sugli aneddoti personali, allora pure io dico: mia figlia tra i 25 e i 27 mesi si è spannolata da sola – asciutta giorno e notte – e il training non gliel’ho fatto.

    Gli aneddoti sono interessanti e magari anche utili, ma la statistica, fatta su un campione piuttosto grande e su tempi lunghi, vince sugli aneddoti.

    Questa cosa dello spannolinamento precoce è un investimento di tempo e di energie enorme. Devo anche chiedermi in che modo la mia vita sarebbe diversa anche ammettendo che mia figlia, col training, eventualmente si sarebbe potuta spannolare a 22 mesi invece che a 27. (A parte la questione ecologica ovviamente)

  • Claudia ha scritto:

    @UnNickname leggo adesso l’ultimo commento. Sono d’accordo con te. In generale però se anche avessi tutto quel tempo, preferirei passarlo diversamente :)

  • UnNickname ha scritto:

    Niente da dire sul voler passare il tempo in un altro modo… Io per prima ho molti dubbi, come ho testimoniato nel mio blog poco fa.

    Pero’ posso anche testimoniare che non e’ poi questo grande impegno di tempo. E se poi penso ai racconti di lotte greco romane per mettere il pannolino… :)

    Nel nostro caso direi che tutto e’ nato per prevenire un possibile problema (visti i casi di cui parlavo sopra eccetera) e nell’idea che “se mia madre mi ha tolto il pannolino a 9 mesi, vuol dire che si puo’ fare, che’ a me a 3 anni col pannolino fa strano”. Giusto o sbagliato che sia.

  • CECALIFRA ha scritto:

    Io sto per iniziare adesso a togliere il pannolino al piccolino che ha 22 mesi. MI è stato detto che il controllo degli sfinteri parte dai 18 mesi e all’incirca in quel periodo, ad ogni cambio lo piazzo sul water/vasino e lui si diverte come un pazzo a spingere per far uscire qualcosa dal pisello.
    Ma prima del bagnetto, sosta sul vasino e poi con l’acqua che scorre… e la rifà in vasca. Per lui è esattamente un gioco farla nel vasino. Il messaggio è stato colto forse nel modo non corretto e da qui a fargli capire che dovrebbe farla solo nel water, è altra cosa.

    Io ho altri tre bimbi più grandi e per ognuno di loro è stata un esperienza diversa con i loro tempi e soprattutto con i miei tempi e con le circostanze più diverse.

    Qualcosa forse ho imparato dalle diverse situazioni ma non ho avuto il coraggio di iniziare prima a pulire pipì per casa o a lavare il divano 2 volte la settimana!

  • marco ha scritto:

    Abbiamo iniziato a portare in bagno nostro figlio dal primo giorno di vita e la nostra esperienza e’stata molto positiva. Non mi dilungo sui particolari per non uscire tema.
    Secondo me un punto importantante che non mi sembra sia stato sollevato e’ quello del lato “educativo”. Il probema culturale del pannolino e’ legato al messaggio che trasmettiamo hai nostri figli (seppur piccoli loro imparano dal nostro esempio). Con il pannolino insegniamo loro ha farla nel pannolino e poi gli diciamo di non farla piu’ li, inoltre se usiamo gli u&g gli trasmettiamo inevitabilmente una cultura u&g.
    Non voglio essere catastrofico ma ec dal lato educativo puo’ fare la differenza e questo e’ il vero lato ecologico. Come genitore ho il compito di educare i miei figli e non di contare i pannolini e i mesi di spannolinamento.
    Io personalmente non credo molto nelle ricerche che spesso confermano solo quel che vogliono confermare. Io sono un genitore e voglio semplicemente trasmettere i miei ideali ai miei figli attraverso il mio esempio il piu possibile coerente.
    Un altro aspetto che mi preme sottolineare e’ che per una nuova cultura senza pannolino ci vogliono generazioni attente in grado di trasmettere questo sapere di generazione in generazione.
    Spero di essere stato utile a questa bella discussione.

  • barbara bs ha scritto:

    Io sono una mamma che ha fatto ec con 2 di 3 figli (con la prima non conoscevo ec), e l’ho fatto mentre ero dirigente di una grande azienda di telecomunicazioni in italia, quindi non una mamma figlia dei fiori che vive in campagna. Certo, ho anche scelto di stare con i miei figli i primi 10 mesi di vita, e poi avevo il supporto di tate straniere, per le quali il metodo non ha nulla di strano.

    Si tratta di una scelta sia ecologica, che di ascolto dei bisogni del bambino: impari quando ha fame, sonno, quando stanno uscendo i denti e anche quando sta per farla o se l’è fatta addosso, dandogli a possibilità di non stare a contatto con cacca e pipì, cosa che non farebbe piacere a nessuno che non sia stato abituato a stare a contatto con i propri escrementi.

    Spero di non violare la netiquette ricordando che su Genitori Channel abbiamo dedicato molto spazio a questo, con testimonianze video e scritte. La piu’ divertente e’ quella di un papa’ che “subisce” la decisione di una mamma:
    http://www.genitorichannel.it/pagine-descrittive/canale-ridiamoci-su.html

  • Serena ha scritto:

    @Claudia intorno all’anno di età Pollicino ha subito un’operazione che ci ha fatto passare “temporaneamente” agli U&G, poi il papà ha iniziato ad occuparsi di lui invece che io, e avevamo visioni differenti della faccenda, inoltre Pollicino aveva degli arrossamenti solo con i lavabili e non con gli U&G. Quindi alla fine è andata così. Con l’inizio del nido a 15 mesi abbiamo rinunciato per sempre ai lavabili, che a quel punto avremmo dovuto comprare quelli di taglia più grande, e quindi pace. A casa continuiamo a metterlo regolarmente sul vasino, e lo fanno anche al nido, quindi da questo punto di vista non vedo differenze.
    Io mi trovo d’accordo con te e supermambanana sul fatto che alla fine il bambino deve essere pronto per far tutto da solo però ho il sospetto che si possa avere un ruolo attivo nell’aiutarlo ad essere pronto, mettendolo nella condizione di provare. Sarà che con il Vikingo abbiamo sofferto moltissimo, e il passaggio a togliere il pannolino non è stato affatto facile, e mi sono chiesta spesso se non sarebbe stato meglio iniziare prima.
    Claudia Il fatto che tua figlia ha smesso di fare la pipì nel pannolino, pur avendo il pannolino addosso, significa che tu le hai imposto di sedersi sul vasino/water durante le giornata (e lei ha accettato di farlo, cosa assolutamente non ovvia), altrimenti non lo avrebbe potuto fare. Io penso che la maggior parte delle persone non fa questo passaggio, o perché non ci si mette o perché il bambino non ha voglia di stare seduto sul vasino, e questo è il motivo per cui si arriva a 3-4 anni con il pannolino. Se uno oltre a mettere il bambino sul vasino a orari regolari riesce pure a farlo nel momento “giusto” leggendo i segnali del corpo del bambino, il processo si potrebbe sveltire se non altro perché da al bambino più soddisfazione, ed evita la frustrazione di sedersi e non fare nulla.
    Non sto argomentando a favore del EC, che non ho applicato e non credo che avrei mai la forza di applicare, solo che vedo nel metodo alcuni aspetti “salvabili” come il fatto di abituare il bambino in tenera età ed evitarsi crisi perché non vuole sedersi sul vasino quando ce lo metti da “grande”, oltre al discorso ecologico ovviamente. Dallo studio linkato da supermambanana mi sembra di capire che poi la questione centrale sia di mettersi d’accordo sul significato di controllo di vescica e sfinteri, ma che i bambini si liberino dal pannolino prima ci sono pochi dubbi, anche se è solo merito del “maternal control” ;)
    Ovvio poi che se il metodo diventa un fattore di stress (per mamma, o figlio, o papà) allora è meglio scegliere il male minore, qualunque esso sia.

  • supermambanana ha scritto:

    ecco, il fattore di stress. E anche la sensazione di essere gli unici ancora a bagnarsi di notte. La ricerca suggerisce che un bambino su sette a cinque anni (tantissimi quindi!) si bagna ancora di notte, e uno su venti a 10 anni. E che questo e’ ancora considerato nei limiti della “norma”. Ho visto spesso materiale illustrativo di associazioni qui in UK (come Eric http://www.eric.org.uk/) che cercano di aiutare i bimbi/ragazzi a sentirsi “normali”, far capire che e’ qualcosa che passera’ presto comunque. Io ho una cara amica che ha bagnato il letto fino ai 16 anni, poi ha smesso, quasi di colpo. La figlia di un’altra carissima amica bagnava il letto a 11 anni, ricordo l’imbarazzo di quando sono venuti a dormire a casa. Insomma, EC, o comunque lo vogliate chiamare: se tutto riesce, bene, se il bimbo risponde, benissimo, se si riesce a risparmiare pannolini per le discariche, evviva, ma cerchiamo anche di non stressarci inutilmente, ecco.

  • nene ha scritto:

    Io ho fatto EC parziale dalla nascita.
    In modo non stressante: al momento del cambio, una volta spogliata dal pannolino, tenevo la bimba accovacciata per un po’ sul wc, o bidet, o lavandino, aspettavo qualche minuto, e se la faceva bene, altrimenti niente. E la maggior parte delle volte la faceva.
    Incredibile, anche per me, ma vero! Anzi, ho poi notato che anche quando non la faceva, provava a spingere. Alla faccia del “controllo sfinterico che non si acquisisce prima dei 18-24 mesi”.
    Probabilmente la posizione favoriva la cosa.
    Così facendo, ho risparmiato un po’ di pannolini (usavo cmq i lavabili), ho risparmiato un po’ di contatto culetto-feci, non ho perso granché tempo né investito chissà quali energie nella missione. Non mi sono posta obiettivi da raggiungere, ho preso quello che di buono capitava. E ne sono soddisfatta.
    Questo “idillio” è durato fino ai suoi 6 mesi. Poi ho dovuto smettere perché la piccola ha iniziato a diventare intollerante all’imposizione della posizione supina, e di conseguenza al fasciatoio, per cui il rito del cambio lento e rilassato con parentesi sul WC è stato pian piano sostituito dal cambio superveloce.
    Nel tempo abbiamo riprovato con vasino e WC ma non ci stava nemmeno un secondo, stare ferma in posizioni che le venivano imposte proprio non faceva per lei. Pazienza.
    Un mese fa, allo scoccare dei 24 mesi, mi ha fatto capire che voleva togliere il pannolino e andare sul wc da sola. L’ho fatto, e non si bagna quasi mai.
    Si abbassa da sola pantaloni e mutande, si arrampica sul wc, si pulisce con la carta, tira l’acqua e si riveste. Deve fare da sola, io non posso nemmeno entrare in bagno.
    Le educatrici del nido, strabiliate, mi chiedono qual è il mio trucco. La sua personalità indipendente, sicuramente; il fatto che è secondogenita e ha un modello da imitare, probabile; ma credo anche il suo contatto precoce col WC, la consapevolezza che quello è il posto giusto dove “va fatta”, potrebbero essere un’altra spiegazione.

  • marco ha scritto:

    Come dice supermambanana molti bimbi si bagnano la notte. Ovviamente le ragioni posso essere tante ma io mi chiedo perche’ i genitori non prendono il bambino e lo portano in bagno? Io ho sperimentato che ec funziona anche mentre il bimbo dorme.
    Tutte le notti mio figlio minore di21 mesi si sveglia ancora per fare pipi e io e mia moglie ci alziamo 1 o piu’ volte per portarlo in bagno e questo da quando e’ nato. Siamo stanchi ma felici perche’ lo facciamo con amore. Il nostro primo figlio ha smesso prima di svegliarsi la notte e teneva la pipi anche 12 ore, tutti i bimbi sono diversi.

  • deborah ha scritto:

    Sì, io avevo provato con la mia all’età di 12 mesi, circa. E va bene il mocio, non c’è problema , lo passi un attimo sul pavimento e via.
    Qunado però la cuciola in questione non si formalizza su letti o divani, allora mi chiedo. ma le mamme dell’e.c. come fanno?
    Così ho fatto passare un anno ancora e alla primavera dei due, con un “addestramento” più consapevole e mirato, abbiamo levato tutto in due mesi. Ma la bambina era, per così dire, pronta ll’uopo!

  • deborah ha scritto:

    Adesso che ho letto tutti i commenti mi pare di capire che, più o meno, approfittando della stagione calda, i bambini si spannolizzano verso i 24 mesi o giù di lì. Oppure, se non lo fanno, è perchè manca un attenzione dell’adulto al riguardo. Ma loro sarebbero ben pronti!
    Con o senza l’EC.
    Quanto a mettere seduto il bambino sul vasino a giocare, vi avrei dato mia figlia per qualche giorno . A quell’età un bambino normalmente vivace non sta seduto per più di 30 secondi, a meno che, coercitivamente non vi venga trattenuto.
    Confessate, voi dell’EC, avete tutti dei bambini tranquilli, o li avete legati al vasino?
    ;)

  • francesca ha scritto:

    non ho letto tutti i commenti, quindi nn so se qualcuno ne ha già parlato, cmq proprio ieri (prima ancora che leggessi questo post) sul libro che sto leggendo in questo periodo e che consiglio a tutte (si chiama “besame mucho” di c. gonzalez) l’autore, che propone un metodo di educazione “alternativo” basato sul pieno rispetto del bambino in tutti i sensi, affrontava proprio la tematica del pannolino e su come e quando toglierlo.
    si diceva che qualche decennio fa alcuni (molti) pediatri consigliavano alle mamme di educare all’utilizzo del vasino i bambini dai 3 mesi in su (non certo per motivi di carattere ambientale ma semplicemente per “educare” correttamente il bambino); in pratica le mamme dovevano mettere sul vasino il proprio figlio all’orario in cui solitamente lui faceva i bisognini e tenercelo finchè non li faceva.
    secondo l’autore, che cita anche studi a riguardo, questo metodo a lungo andare può creare disagi psicologici al bimbo…non mi dilungo nelle spiegazioni perchè altrimenti scriverei un papiro.
    cmq nel libro veniva consigliato o di non utilizzare il pannolino sin dalla nascita oppure utilizzare il pannolino e non forzare in alcun modo il bambino a farla nel vasino ma assecondando la sua volontà es. provare a togliere il pannolino ma rimetterlo se il bimbo lo chiede.
    ecco, non so se ho reso l’idea cmq per chi foss interessata consiglio la lettura di questo libro…

  • jolesulprato ha scritto:

    si è sviluppata una discussione bellissima, con tante esperienze interessanti e diverse. per non tornare ai discorsi dal inizio commenti, aggiungo solo che in fine sono completamente d’accordo con supermammabanana quando dice va bene tutto (sia pannolino sia EC) affinché non diventa lo stress o imposizione ma diventa una parte integrale e normale delle nostre giornate e del metodo educativo che abbiamo adottato.

  • Claudia ha scritto:

    Buongiorno! :)

    @Serena, i cambiamenti che Pollicino ha vissuto dall’anno in poi (operazione, poi passaggio del testimone mamma-papà, poi nido) non sono pochi e non mi stupisce che la percentuale di successo sul vasino sia calata. Al mattino penso sia più facile prenderci, ma magari durante il giorno non ha più dei ritmi molto regolari o è più preso da altre cose, e quindi… ciccia :)

    Per quanto riguarda mia figlia, giuro che non le ho imposto niente. Quando ho capito che l’argomento vasino cominciava a farsi interessante per lei (quando ha cominciato ad annunciare di aver fatto cacca nel pannolo, per intenderci… verso i 22 mesi) le ho comprato ‘sto libretto con la storia del leprotto che non voleva fare pipì nel vasino mentre tutti i suoi amichetti già erano spannolati. È una storia simpatica e il libretto è interessante per i bimbi, con tutti i flap che si aprono per mostrare il contenuto di vari vasini :p Purtroppo non è tradotto in italiano ma penso che libri simili esistano in ogni lingua. Comunque: per più di un mese mia figlia si è rifiutata anche solo di avere il libro poggiato sul comodino. Poi ha voluto leggerlo, e per parecchio tempo è stata la nostra storia della buonanotte. In quel periodo ogni tanto le chiedevo se voleva usare il vasino, ma si è sempre rifiutata. Un bel giorno ha deciso di usare il vasino del nido… e da quel giorno in poi, ha sempre fatto pipì nel vasino (dopo due settimane ho comprato il riduttore per il WC e siamo passati a quello, ché svuotare il vasino è una gran seccatura, bleah). Ovvio che ci sono stati incidenti di percorso, ma niente di che.

    Io non le ho imposto niente, è stata lei a voler provare. Del resto un bambino di due anni sa che i grandi non si fanno la pipì addosso, la fanno nel gabinetto. Non andiamo forse tutte a fare pipì con i figli piccoli al seguito? ;) Se un bambino si rifiuta anche solo di provare, per me vuol dire che non è pronto.

    Per me vale la stessa forma mentis che accompagna lo svezzamento spontaneo. Se io mi fido di te, della tua capacità di sapere quando hai fame, quando non ne hai, se una pietanza ti piace o no… allora mi fido anche della tua capacità di segnalare quando sei pronto a lasciare il pannolino. Se ti rifiuti, non sei pronto. Certo se mia figlia a 5 anni ancora non fosse pronta, forse mi porrei qualche domanda in più :D

    (Sull’EC parziale o totale non entro più nel merito, la trovo una cosa bellissima dal punto di vista ecologico, ma non fa per me.)

  • Claudia ha scritto:

    Ecco mettiamoci d’accordo sul significato di “controllo”. Per me un bambino che ha il controllo di vescica e sfintere è un bambino che, dal momento in cui capisce che la deve fare, riesce a trattenersi il tempo sufficiente per trovare un bagno… tempo che a casa può essere qualche secondo, ma se si è fuori anche diversi minuti. Ecco. Se mia figlia sistematicamente dice “pipì” e due secondi dopo è tutta bagnata, non posso dire che ha il controllo. Al massimo posso dire che ha una certa consapevolezza di quello che sta per succedere. In quella fase, mia figlia stava senza pannolino in casa, ma quando uscivamo lo metteva, perché farsela addosso mentre eravamo in giro non faceva piacere nemmeno a lei.

  • Claudia ha scritto:

    @Deborah, tu dici:

    >> più o meno, approfittando della stagione calda, i bambini si spannolizzano verso i 24 mesi o giù di lì. Oppure, se non lo fanno, è perchè manca un attenzione dell’adulto al riguardo. Ma loro sarebbero ben pronti! <<

    Non sono d'accordo. Esistono bambini che sono pronti intorno ai due anni (o anche prima), ed esistono bambini che sono pronti anche dopo i 3, e l'adulto magari è attentissimo (pure troppo) ma non ci può fare un bel niente.

  • chiara73 ha scritto:

    La mia perplessità deriva principalmente dal fatto che non sono convinta che l’EC porti dei benefici così eclatanti nell’educazione/formazione del bambino. Voglio dire: che i pannolini lavabili abbiano millemila vantaggi rispetto agli U&G,ormai è un dato di fatto. Ecco, io non vedo gli stessi vantaggi con l’EC.
    Posso immaginare una situazione in cui a un bambino non si faccia indossare il pannolino, e questo può liberarsi tranquillamente quando ne sente la necessità. Ma non di “costringere” il bambino a mettersi seduto ad intervalli regolari fino a che non “esca” qualcosa.
    Scusatemi, forse mi son persa qualche dettaglio, ma a me questo non sembra un educare il bambino a riconoscere lo stimolo…
    Io ho tre figli e con nessuno di loro ho applicato il metodo dell’EC, eppure ho tolto il pannolino a tutti e tre intorno ai 24 mesi (chi più, chi meno), impiegando meno di una settimana col primo e con la terza, e più di 6 mesi con il secondo, ma questo è un’altra storia!! :D .
    Quello che posso dire è che ho avuto la netta impressione che la terza sia stata “agevolata” dall’utilizzo dei lavabili. Anche il primogenito ha impiegato relativamente poco tempo per “capire” ma, mentre con lui ci sono stati dei piccoli incidenti di percorso, a lei è capitato di farla addosso un paio di volte e di fronte al vasino, perché non aveva calcolato bene i tempi.
    Tra l’altro, tra lo spannolinamento diurno e quello notturno sono passati, con tutti e tre, meno di 10 giorni. Il pannolino lo mettevo per sicurezza, ma all’ennesima mattina in cui lo trovavo asciutto, l’ho tolto definitivamente e via!

  • chiara73 ha scritto:

    Claudia, sono perfettamente d’accordo con te quando dici

    “Esistono bambini che sono pronti intorno ai due anni (o anche prima), ed esistono bambini che sono pronti anche dopo i 3, e l’adulto magari è attentissimo (pure troppo) ma non ci può fare un bel niente.”

    Io ho fatto un grandissimo errore col mio secondo genito: ho iniziato lo spannolinamento quando IO ho deciso che fosse il tempo per iniziare e lui non era minimamente pronto. Non mi sono soffermata a capire se fosse arrivato il momento per LUI.. e me l’ha fatta pagare impiegandoci più di 6 mesi!!

  • Claudia ha scritto:

    Posso dire una cosa? Io ADORO questo sito. Potera avere una discussione del genere senza scannarsi, è semplicemente fantastico :)

  • chiara73 ha scritto:

    Uhh se sono d’accordo con te!!!

  • deborah ha scritto:

    @Claudia: io forse ho generalizzato un po’ troppo, ma mi sono basata sui commenti letti a questo post e il fatto che un bambino di solito si spannolizzi prima dei tre anni è dettato dal fatto che diversamente non può frequentare la scuola dell’infanzia.
    Intendevo solo dire che, per l’esperienze di cui ho letto in questo post, non mi pare che col metodo EC ci sia un’apprezzabile “guadagno di tempo”. Tutto qua.Poi, la mia, non mica un’indagine scientifica..

  • Claudia ha scritto:

    Sì Deborah avevo capito, scusa se ti sono sembrata brusca. Effettivamente dai commenti sembra proprio che l’età sia quella. È che – sicuramente da mamma hai già avuto modo di apprezzare questo simpatico fenomeno – nell’immaginario collettivo se un bimbo fa una cosa “buona” o diciamo socialmente accettabile, ci sentiamo dire che è merito dell’asilo, del metodo del Prof. Taldeitali, che ne so… Se invece fa qualcosa di socialmente poco accettabile, è colpa della mamma che è poco attenta (o troppo attenta, o troppo così o colà). Com’è ‘sto fatto??? :D

    Conosco personalmente diversi bambini (non solo maschi) che fino a oltre i 4 anni in alcune situazioni avevano bisogno del pannolino… e so per certo che i genitori di questi bambini sono persone molto attente ai segnali dei figli… Allora quando sento dire che se un bimbo oltre i 3 anni ancora porta il pannolo è colpa dei suoi genitori, mi dispiaccio.

    Il limite dei 3 anni per la scuola materna c’era anche qui in Germania fino a qualche anno fa, per fortuna l’hanno tolta ‘sta cosa.

  • Mammame ha scritto:

    In questo periodo sto “spannolinando” tutt’altro che precocemente la mia bimba e faccio anch’io outing ma opposto a chiara 73: ho sbagliato a non cogliere i segnali che magari aveva già dato prima di questo momento per la MIA decisione di rimandare e ora mi trovo anche a non rispettare qualche difficoltà attuale. La proposta di sperimentare anche precocemente purchè con gradualità e garbatamente mi sembra molto sensata per il bambino. Come in molte cose, alla fine si tratta proprio di coincidenze di tempi, di coerenza e di confrontarsi con il bambino concreto che hai davanti (parlo naturalmente per me che ho completamente sbagliato, credo)…

  • Daniela ha scritto:

    Io ci sono dentro. La piccolina ha appena fatto due anni, parla poco, ma si spiega. però noi siamo la famiglia di corsa, sempre fuori, nido, nonna, poi a casa, se anche stanno con noi si esce spesso, ecco, di EC nemmeno a parlarne.

    Io volevo aspettare l’estate, il caldo, una maglietta e via, ora con body, pantaloni, calze, tutto più complicato. Però la piccola ha visto il vasino, voleva giocare, prima pipì fatta. Ok, proviamo. HO anche pensato un pomeriggio “ora la lascio senza pannolino, se si bagna capisce”. Ma si è seduta sul divano. Come dire, io non so come facciano le altre, ma il pannolino l’ho subito messo! Un conto è decidere di toglierlo e via, stai attenta un paio di giorni, magari cerchi di stare fuori (da casa, dai locali, fuori e basta ;-) ), un altro correre il rischio ogni giorno che ti bagni divani, letti, cuscini, ecc.

    Boh, ora siamo ai pannolini mutandina. Dopo due giorni di entusiasmo in cui faceva pipì felice ogni ora, si è stancata e se le dico vasino dice “no, bata”. Vedremo…

    Intanto però mi avete ridato voglia di provare, io mi ero rimessa in stand by, tipo “chi me lo fa fare, che c’è tempo ad agosto va meglio”. Ma è vero, quanti pannolini buttiamo? Chissà, magari… un pomeriggio a casa ci provo, e vai di cerata sul divano (che tanto lo so che quella, vipera com’è, poi si sposta).

  • nene ha scritto:

    Concordo sul fatto che i bimbi siano diversi, e che ad esempio il vasino precoce non sia per tutti. Il mio primo figlio era di indole tranquilla e non aveva problemi a stare sul vasino o wc, mentre raccontavo una storiella o altro. Con la seconda, la cosa era improponibile.
    Secondo me l’approccio giusto è provare: se si vede che va bene, si continua, altrimenti si lascia perdere, si riprova più avanti, e il momento giusto prima o poi arriva.
    E’ invece sbagliato decidere a priori “io con mio figlio applicherò il metodo tal dei tali”, se poi qualcosa non funziona allora sì che può diventare stressante per tutti, genitori e bambini.

  • supermambanana ha scritto:

    “quando sento dire che se un bimbo oltre i 3 anni ancora porta il pannolo è colpa dei suoi genitori, mi dispiaccio”

    Claudia for president!! :-)

    e c’e’ anche un’altra componente: qui si parla di bimbi che a casa quotidianamente fanno “allenamento”, ma i bimbi non sono a casa tutto il tempo fino a 5 anni! Noi abbiamo viaggiato tantissimo con i nostri bimbi, in lungo e in largo, fare affidamento sul vasino on the road mi pareva illusorio, ma al contempo penso che abbiamo avuto la possibilita’ di far fare loro esperienze che li hanno arricchiti… quindi anche qui si tratta di scegliere il male minore, senza sensi di colpa – MA ANCORA ABBIAMO BISOGNO DI PARLARE DI QUESTO? Vi mando tutti a far ripetizione sui post chiave di GC e poi interrogo, eh??? :-P

  • Cosmic ha scritto:

    non so, io sono molto scettica. gli psicologi dicono che forzare roppo presto un bambino all’uso del vasino comporta frustrazione, stress, un cattivo rapporto in generale con il controllo del proprio corpo. del resto prima dei 2 anni – 2 anni e mezzo anche i pediatri dicono che i bambini non sono in grado di controllare gli sfinteri. se poi un genitore ha tanto tempo da perdere da passare ore e ore con il figlio seduto sul vasino (è chiaro che prima o poi la farà), e se vive la cosa con serenità probabilmente i risultati ci saranno. io sinceramente ho di meglio da fare… e da far fare a mio figlio prima che sia arrivato il momento giusto. per carità, sono scelte :-) .

  • Riciclo e riuso dei pannolini usa e getta | genitoricrescono.com ha scritto:

    [...] particolare uno di questi prodotti) hanno ottenuto la compostabilità. E abbiamo anche parlato di metodo EC, come soluzione davvero ecologica, anche se applicabile da pochi eroici genitori con una grossa [...]

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