Ecofamiglie in vacanza

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L’estate potrebbe essere sinonimo di anarchia totale, specie quando si va in ferie e non si vuole essere incasellati in orari, impegni e persino abitudini che vadano a minare il riposo tanto atteso (riposo si fa per dire, se si hanno dei bimbi piccoli). Però voglio credere che ci concediamo relax e divertimento, noi e i nostri bambini, senza trascurare l’impegno per l’ambiente che è sempre lì che spera di essere un po’ coccolato.

Foto ©CatDancing utilizzata con licenza Flickr Creative Commons
Foto ©CatDancing utilizzata con licenza Flickr Creative Commons

Ecco allora una check list con una serie di proposte per essere ecologici anche in vacanza, senza pensare a privazioni o rinunce, ma con il piacere di mantenere delle buone abitudini o di scoprirne di nuove.

1. Facciamo valigie leggere ed ecofriendly

Con dei bimbi piccoli viaggiare leggeri non è semplicissimo: svezzamento, tempo variabile, pannolini, giochi, etc… Sembra di dover partire con mezza casa al seguito.

Ma qualche strategia la possiamo adottare, facendo le valigie con largo anticipo (così avremo il tempo per fare opportuni tagli) e utilizzando una lista da monitorare per bene. O anche pensando di noleggiare attrezzature come passeggini o altro, o informandoci per bene su cosa ci può offrire il luogo in cui passeremo le vacanze e che potremo quindi lasciare a casa. Poi possiamo scegliere abiti con colori simili, versatili e facilmente abbinabili, roba da non stirare; sul bel sito BabyGreen.it c’è una formidabile lista con tutti trucchi per viaggiare leggeri.
Ma non pensiamo che sia solo una nostra comodità: un bagaglio ridotto diminuisce le emissioni di ogni passeggero, qualsiasi sia il mezzo di trasporto che si sceglie.

2. Strizziamo l’occhio alla mobilità sostenibile

Treno, bici, treno+bici, escursioni a piedi, auto a noleggio, magari a metano… mi piacerebbe aggiungere barca a vela e vacanze a piedi, ma forse per chi ha bambini è anche troppo :).

3. Continuiamo a fare la raccolta differenziata

Non perdiamo questa ottima abitudine, anche costo di riportarci qualche busta a casa (magari il secco non riciclabile o la plastica o il vetro, che non hanno odori particolari): non tutti i comuni d’Italia sono all’avanguardia in tema di rifiuti. Alcuni magari possono non avere isole ecologiche vicino a dove alloggiamo. A volte anche i camping sono organizzati male. Facciamo il possibile per non gettare tutto nell’indifferenziato, non è poi così complicato.

4. Aria condizionata, elettricità, acqua calda, cambi di lenzuola e asciugamani (per chi va in albergo)

Volete dirmi che a casa vostra cambiate lenzuola e asciugamani ogni giorno? Fate docce di mezz’ora o più? Mette l’aria condizionata a palla? Non ci credo, non lucriamo inutilmente sul fatto che tutto è compreso nel prezzo (sempre che lo sia). Molti alberghi permettono di scegliere di non cambiare la biancheria ogni giorno, provate a chiederlo se non è scritto esplicitamente nella stanza.

5. Regalini e souvenirs

Personalmente trovo che i souvenirs oltre ad essere degli oggetti molto kitch siano anche antiecologici, prodotti chissà dove con materiali scadenti. Ovviamente mi riferisco a quel tipo di souvenirs (amati dai bambini, a volte) come  monumenti, chiese, ponti riprodotti in serie e in plastica. Meglio scegliere un prodotto davvero locale e artigianale, fosse anche un monumento riprodotto, ma da un artigiano! Qualche soldo in più speso bene.

6. Fare la spesa

Portiamo da casa un paio di shopper in stoffa o in plastica riutilizzabile, acquistiamo solo prodotti con imballaggio minimo, beviamo acqua di rubinetto (eviteremo molti rifiuti), usiamo saponette e shampoo solido, compriamo la frutta e la verdura a KM 0, da qualche contadino o al mercato di paese (non avermo imballaggio e mangeremo sicuramente cibo mgliore rispetto a quello che troviamo nei supermercati).

7. Strutture sostenibili

Sfatiamo un mito: agriturismi, campeggi, strutture certificate come biologiche, o legate alle reti del turismo sostenibile non sono cose da ricchi. Forse questo tema meriterebbe un post, ma in ogni caso se si può, è sempre meglio scegliere una struttura che compensa le emissioni, che ha un impianto fotovoltaico o solare termico, che autoproduce ortaggi, frutta, olio, vino in regime di agricoltura biologica. Con la nostra vacanza possiamo sostenere un’economia alternativa e sostenibile e saremo sicuramente ospitati in un luogo più salubre.

Vi ho convinti?

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11 COMMENTI

  1. @Francesca, più che un sito in particolare, ti consiglio di verificare le certificazioni di cui godono i prodotti, sono quelle che ti possono garantire che si tratta effettivamente di un prodotto controllato in cotone biologico. Per l’abbigliamento ad esempio c’è la certificazione di ICEA (http://www.icea.info), che certifica in vari settori (agricoltura, cosmesi, etc). A livello internazionale Icea si rifa allo standard GOTS (Global Organic Textile Standard) che è internazionale e garantisce tutta la filera (materia prima, produzione etc). Devi cercare il logo icea/gots nelle etichette dei prodotti.

    @alessandra: conosco molto bene quei prodotti, li realizza un’azienda della mia zona davvero impegnata a 360° per realizzare prodotti a basso impatto ambientale e sono ottimi: li puoi mettere assieme ai resti di cibo nel rifiuto organico. Però è sempre usa e getta e secondo me ha più senso usarli ad esempio per feste o sagre, dove non hai alternative. In ogni caso sempre meglio dei piatti e bicchieri di plastica!

  2. elisa, visto che sei esperta del settore, mi sai indicare qualche sito di abbigliamento ecologico? ce ne sono un sacco ma ho paura che siano una fregatura.
    grazie in anticipo

  3. Anche io non lo conoscevo. È perfetto per portare in valigia e non costituisce un problema per il bagaglio a mano in aereo.

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