La disciplina con le sculacciate

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Dare una sculacciata ben assestata può sembrare a volte l’unico atto di disciplina possibile. E probabilmente i sensi di colpa che potrebbero essere scaturiti da un atto spesso dettato più dall’impulso del momento che da un ragionamento, possono essere mitigati da frasi del tipo “una sculacciata non ha mai fatto male a nessuno”, oppure “io non alzo mai le mani su mio figlio, ma certe volte te le chiede proprio”. Penso che ormai sia opinione diffusa che pene corporali inflitte ai bambini non aiutano in nessun modo a crescere, però si continua a parlare molto, almeno in Italia, della sculacciata sul sedere, quella innocua che serve solo a mettere la parola fine ad un capriccio o a un comportamento che riteniamo inappropriato. Premetto che in molti paesi europei, se un genitore viene sorpreso a dare una sculacciata al figlio, rischia grosso, non ultimo una notte in carcere e persino il controllo di assistenti sociali. Siamo tutti daccordo che una sculacciata sul sederino, magari ancora avvolto dal pannolino, non provoca un dolore fisico lancinante. Ma si parla veramente solo di dolore fisico? E quando avrà 6-8 anni? La sculacciata leggera non aiuterà più, e forse sarà necessario ricorrere a maniere un pò più forti. E quando ne avrà 15 , e vi chiamerà con appellativi che non ritengo utile scrivere su questo blog, e sbatterà la porta uscendo di casa? Quale pensate possa essere la reazione migliore da parte del genitore? Se i problemi iniziamo a risolverli con una sculacciata, la situazione non può che peggiorare con il tempo.

Lasciatemi chiarire subito un punto. E’ evidente che la sculacciata, almeno in giovane età, raggiunge molto probabilmente il risultato immediato di far smettere, almeno temporaneamente, un comportamento inaccettabile, quale ad esempio un capriccio. Ma quali sono le conseguenze più a lungo termine? Possiamo usare altre tecniche per ottenere lo stesso risultato?
Cerchiamo di capire quale è il nostro messaggio al bambino quando ricorriamo ad un gesto, diciamolo, un pò più estremo.

La regola del più forte
Uno dei messaggi più chiari è “io sono più forte di te, e se non la smetti con questo comportamento e non segui le mie regole, te lo faccio capire con la forza”. Il risultato è molto probabilmente raggiunto, perchè il bambino quasi sicuramente non vorrà ripetere l’esperienza. Ma non è raro che alcuni bambini più tenaci di altri, potrebbero iniziare a sfidare il genitore, generando un circolo vizioso in cui l’uso della forza fisica non può che aumentare, passando dalla sculacciata allo schiaffo, per degenerare. Finchè una delle parti è costretta a capitolare.
Inoltre questo insegna al bambino che vale la regola del più forte, e sarà difficile spiegargli per quale motivo lui non può alzare le mani su un suo compagno di giochi più piccolo, mentre sua madre o suo padre possono farlo su di lui.

Non ho tempo per te
Non ho tempo e voglia di fermarmi a preoccuparmi del tuo comportamento. Sono presa da altre cose più importanti (fare la spesa, preparare la cena, chiacchierare con un amica, parlare al telefono) e non ho tempo per le tue esigenze (sei stanca, hai fame, hai avuto una giornata difficile a scuola, hai bisogno della mia attenzione). Molto spesso i capricci vengono scatenati da un problema più profondo di quello apparente, e forse sarebbe utile fermarci a capire cosa sta succedendo in quella piccola testa.
Questo non significa dargliela vinta. Se non vogliamo che nostra figlia faccia i capricci, allora il messaggio deve essere chiaro: i capricci non sono ammessi. Ma cercare di capire cosa li stà scatenando, può aiutarci a trovare la strategia migliore per risolvere il problema.

Ammissione di debolezza
La sculacciata può facilmente trasformarsi da una manifestazione di forza apparente in una ammissione di debolezza. I bambini non ci mettono molto a capire che si agisce in quel modo perchè non si sa che altro fare per ottenere la loro attenzione.
Capita spesso di sentirci in colpa dopo che ci è sfuggita una sculacciata, e cerchiamo di riprenderci agli occhi dei nostri figli dicendo frasi del tipo “scusa, ma non mi hai lasciato altra scelta. Sai che non accetto questo comportamento.” Non c’è reazione peggiore di questa. Invece di assumersi le proprie responsabilità, si cerca di scaricare la colpa sul bambino. Sarebbe meglio ammettere di aver sbagliato per colpa nostra, invece che per colpa sua. Almeno si insegna che sbagliare è umano, e che è un grande gesto di maturità ammettere i propri errori e chiedere scusa.

Fine del dialogo
La conseguenza a mio avviso più inquietante, è il fatto che la sculacciata o scapaccione metta la parola fine al dialogo che stiamo cercando di creare con i nostri figli. Supponiamo per un attimo di avere una conversazione, anche animata, con un’altra persona, magari il vostro capo in ufficio, in cui state cercando di lamentarvi delle condizioni di lavoro, e vorreste più ferie (caramelle?). Come reagireste se il vostro interlocutore si mostrasse poco interessato ai vostri problemi dicendo: “basta così, le regole qui le faccio io. Se non ti sta bene quella è la porta”. Pensate di andare a chiedergli consigli la prossima volta che vi trovate nella stessa situazione? Oppure scenderete in sciopero rispondendo con forza a quello che ritenete un sopruso inaccettabile? Se è così, non vedo perchè vi aspettiate che vostro figlio o vostra figlia venga a parlarvi dei suoi problemi adolescenziali quando potrebbe avere bisogno del vostro aiuto.

L’alternativa
E se invece vi avesse risposto dicendo: “mi rendo conto che la situazione non è delle migliori al momento (c’è confusione al supermercato e te sei stanca), e che questo ti sta portando a sopportare un periodo di stress. L’azienda però ha i suoi problemi (devo fare la spesa). Non posso concederti più ferie (caramelle), come stai chiedendo. Quale altra iniziativa potrebbe aiutare la tua situazione senza minare l’azienda?”

Un bambino di 4 o 5 anni può già arrivare ad elaborare una soluzione insieme a voi, soprattutto se lo avete preparato a questo tipo di esercizio in precedenza. Se il bambino è più piccolo, o comunque non è in grado di calmarsi da solo e offrire un’alternativa, allora la soluzione deve essere proposta dal genitore. Attenzione, non un cioccolatino in alternativa alla caramella, perchè questo insegna al bambino che fare capricci ripaga. Per avere qualche idea e farvi ispirare in merito potete leggere il nostro post Capricci al supermercato.

Se una volta nella vostra vita di genitore vi dovesse scappare una sculacciata, non è certo il caso di farsene un problema serio. Finchè il resto del tempo vi dimostrate aperti al dialogo, allora le conseguenze per il rapporto con vostro figlio non saranno certamente drammatiche (e magari chiedere scusa a posteriori, potrebbe portare ad un momento ulteriore di crescita). Però io ritengo che zero sia meglio di uno, e che il passo da “una volta” a “spesso” sia molto breve. Cerchiamo invece di insegnare ai nostri figli come affrontare le situazioni di crisi, senza bisogno della forza. Questo non solo ci farà risolvere la crisi del momento in modo più accettabile, ma sarà anche un ottimo insegnamento da applicare per risolvere litigi e disaccordi, anche nella loro vita da adulti.

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68 COMMENTI

  1. Sono d’accordo con Luciana;anche io ho preso le sculacciate da mia mamma ,come usava negli anni 50,sulle sue ginocchia e belle forti;non voglio dire che mi abbiano causato traumi psicologici,me certo non ne ho un buon ricordo;sono servite? Mah!Forse si ma non ne sono sicura;mia madre era in buona fede e faceva quello che,allora facevano tante madri;credeva che qul tipo di punizione ,assai umiliante ,fosse giusta;io con le mie figlie non ho usato questi metodi,che comunque tante mie amiche hanno continuato ad usare anche negli anni 80(magari senza dirlo mentre mia madre se ne vantava quasi ,tipica la sua frase,”ieri ho sculacciato Lucia di santa ragione”detta alle amiche ).Io credo che le mie figlie non siano venute su peggio di me.

  2. Vorrei semplicemente far notare che gli esperti non sono i ricercatori, e men che meno i redattori di un blog, in tema di educazione con o meno sculacciate, ma quei genitori che sanno di che cosa si sta discutendo perchè hanno esperienza, esperienza in quanto sculacciata vissuta/usata come sistema educativo. Questo, automaticamente, rende errate affermazioni e pensieri come quelli da parte di Erica:
    «adesso che sono dall’altra parte, ho anche capito una cosa: che si alzano voce e mani SOLO quando si perde la pazienza… e se si perde la pazienza… GAME OVER: YOU LOSE!!!»
    infatti Erica dimostra, e in modo “invasivo” premurandosi di usare il maiuscolo come ad affermare l’assoluta validità del suo pensiero, che non ha proprio alcuna esperienza in merito alla punizione come metodo educativo fondato sulla sculacciata dato che tale metodo è usato proprio da chi *non* perde la pazienza.
    Pertanto sarebbe il caso di limitarsi ad esprimeme le proprie opinioni senza l’implicta pretesa (perché di prestesa si tratta) di spiegare a qualcuno dove bisogna stare per essere dalla parte giusta.
    Io sto dalla parte della sculacciata, e non intesa come singolo sculaccione sporadico, ma non faccio propaganda per il mio metodo, nemmeno fossi portatrice di verità assolute.
    Salute

  3. Mah, mi scusi, Andriun, ma il suo commento mi è poco chiaro:

    Intanto credo di poter giudicare un tipo di comportamento che non voglio adoperare: un po’ perchè l’educazione basata sulla forza è un’educazione che – come detto – conosco da figlia. Anche se oggi non sono un’assassina o una pazza, non significa che non abbia avuto su di me degli effetti negativi… e comunque questo non credo sia lei a doverlo stabilire.
    Inoltre la nostra capacità di giudizio si allarga anche a ciò che decidiamo di NON fare: se DECIDIAMO di non farlo è perchè abbiamo GIUDICATO di non doverlo fare.

    Non capisco l’ipocrisia che lei vede aumentata nel mondo di oggi relazionata ad un aumentato potere della donna

    Ma più di tutto non capisco perchè lei nomina mio marito, in qualità di uomo di casa… Io nel mio post non l’ho chiamato in causa, raccontavo infatti una mia esperienza; il mio rapporto con l’educazione del bambino, non del tessuto di relazioni della mia famiglia. Inoltre, non conoscendoci, non capisco cosa può sapere lei di mio marito, l’UOMO di casa (ce l’ho? sono ragazza madre? vedova? single?… sa, il mondo è vario, e anche in Italia – con non poche difficoltà – siamo passati dalle relazioni familiari asimmetriche di qualche anno fa, a famiglie armoniose, dove non ci sono ruoli prestabiliti: ha mai sentito parlare di padri high care?)

    Ci tenevo a mettere in chiaro questi punti, ma non amo la polemica sterile, quindi cedo solo per questo post alla tentazione, ma non credo di avere davvero più niente da dirle.

  4. Erica non sono certo IO che le posso dire se il suo modo di educare sia giusto o sbagliato, visto che (come detto nel mio post), unico responsabile dell’educazione dei propri figli rimane il genitore. Se un domani troverà suo figlio delinquente, avrà scelto il metodo sbagliato per lui, se sarà un bravo cittadino avrà fatto la scelta giusta(mi sembra che i suoi abbiano fatto lo stesso con lei, e la sua sia un’altra testimonianza che smentisce la chiacchere che affermano che chi ha subito pene corporali, ha necessità di rivalersi su qualcuno, perchè sono soggetti violenti).

    Certi soggetti sembrano sponsorizzati, per orientare i risultati delle ricerche a favore della frangia più ipocrita, effeminata e perbenista, prospettando scenari apocalittici, per coloro che utilizzino tale metodi. Anche se usare le pene corporali, non è cosa da tutti !

    Quindi si limiti a indicare la scelta che intende adottare, e lasci i commenti sui gli altri tipi di metodi, da parte(“..ma con l’autorità dettata dalla maturità del nostro essere adulti”) visto che non intende usarli(a meno che non voglia apparire migliore, di ciò che è veramente).

    L’ipocrisia è parte del mondo d’oggi più di quanto facesse parte qualche decenio fa, dove non c’era bisogno di nascondersi e dove il potere della donna era sicuramente più limitato.

    Chi li usa certi metodi correttivi, ne conosce anche i limiti. Se lei non se la sente, e suo marito che dovrebbe essere l’UOMO di famiglia neppure, è meglio che non proviate nemmeno, fareste solo danni, e sarebbe come fornire/regalare altri elementi a favore di coloro che non attendono altro per criticare tale scelta.

  5. Ciao!
    sto navigando nel vostro blog, ed ho trovato tanti spunti su cui lavorare: grazie mille…
    E volevo anche farvi i complimenti per la pazienza… trovo il vostro post molto equilibrato, e i commenti che ne seguono non sono sempre equilibrati allo stesso modo…
    io ho avuto dei genitori che hanno usato sculacciate, ‘mazziate’ (come si dice a napoli), e che hanno sempre usato la loro forza da adulti per piegare me bambina…non sono stati cattivi genitori, e non credo abbiano agito in cattiva fede… eppure mi hanno lasciato un senso di vuoto, un’incomunicabilità, un’ansia nel e del potere, che ancora oggi faccio fatica a gestire…
    Oggi sono anche io dall’altra sponda: ho un bimbo di 22 mesi, e sono incinta di 5 mesi… mio figlio inizia con i suoi primi capricci… fa il ‘baccalà’ quando non ha qualcosa che vuole, ci sfida, urla…insomma… è un bambino… eppure, adesso che sono dall’altra parte, ho anche capito una cosa: che si alzano voce e mani SOLO quando si perde la pazienza…
    e se si perde la pazienza…
    GAME OVER: YOU LOSE!!!
    Non lo sapevo quando ero piccola, e i miei genitori mi facevano ancora più paura: se avessi saputo che le loro erano ‘crisi isteriche’ dovute all’ingestibilità della situazione che gli avevo creato, avrei avuto meno paura: mi sarebbero sembrati più umani :D…
    Io perdo la pazienza con mio figlio, mi capita di alzare la voce, sculacciate no, ma talvolta se fa una cosa che non deve fare lo ‘tiro via’… sono comportamenti che non amo, perchè li faccio quando non riesco a gestire la situazione in altro modo… allora, aspetto, conto fino a … più di dieci, decisamente… mi calmo, e ricomincio daccapo… nel frangente magari anche il nanoide si è calmato e gli dico: ‘mamma ha perso la pazienza, perchè se fai questa cosa, ha paura che ti fai male…’ e si ricomincia…
    non è facile, e non credo di essere migliore di mia madre, solo che voglio crederci che ci sono altre vie possibili, che la sculacciata non è una soluzione, e che i bambini possono essere educati anche senza autoritarismi, ma con l’autorità dettata dalla maturità del nostro essere adulti… Che non vuol dire essere migliori di un bambino, solo avere più esperienza… e io non ho intenzione di utilizzare la mia esperienza per ‘somministrare sculacciate’ (permettetemi, ma questa è da brivido)… e quando capiterà che perda la pazienza voglio usare la mia esperienza e la mia maturità non per nascondermi dietro un dito e dire: ‘ben fatto, così in fondo si fa, con i bambini certe volte la forza è l’unica arma’, ma per riprendermi, rientrare nel mio ruolo di madre ed educatrice, e ricominciare daccapo… e meglio!!!

  6. il servizio comincia con

    — Sberle e sculacciate fanno male anche a lungo termine e quindi sono punizioni da evitare per i bambini … ecc. ecc. ecc. —

    bè io sono contraria sia alle sberle che alle sculacciate perchè non ne do e mi da fastidio vederne.
    vedo poi che tra sberle e sculacciate la differenza è tale che non si può metterle indifferentemente nel calderone delle violenze e vedo che se lo si fa è perchè si pensa alle due cose ingabbiati in un’idea.
    quindi vediamo insieme una delle differenze più semplici:

    dunque premetto che io sono una donna piccola (1,60) ma molto forte, infatti le mie braccia sono muscolose e le mie mani sono nerborute, batto a braccio di ferro una grandissima percentuale di uomini normali (circa il 25%) e qualsiasi donna, e in palestra sollevo 75 kg (che è il mio peso) sul bilanciere fino a 10 volte…
    ora invito una qualsiasi di voi (ma anche un uomo) a venirmi a un metro di vicinanza perchè devo fare due azioni:
    con tutta forza prima ti tiro una manata sul culo e poi una sulla faccia…ok?
    risultati: nel primo caso sarai andata avanti di circa 1/2 metro…nel secondo invece sarai andata indietro di circa 2 ben rintronata col kulo per terra e la bocca sanguinate…
    naturalmente la sensazione di violenza che sentirai dentro è proporzionale al danno fisico che hai subito e alle conseguenze mentali: nel primo caso all’incirca niente, mentre nel secondo avrai più o meno quello elencato dallo studio (rabbia, voglia di vendetta o rivalsa, ecc, e non importa la tua età…3 anni o 30)
    quindi…20 anni di studio e ben 100 studi mi puzzano molto per arrivare alla conclusione scientifica che le sculacciate stanno insieme alle mattarellate sulla colonna vertebrale (come faceva la madre di Mina) e alle pedate sullo stomaco…e mi puzzano non solo di falsità scientifica ma anche di furto economico…cioè migliaia e migliaia di dollari sprecati/rubati per giustificare le spese universitarie.

    inoltre i toni che usano gli scienziati li trovo poco onesti e molto saccenti:
    — “20 anni di ricerche e oltre 100 studi sono giunti a risultati che permettono di esprimere una condanna definitiva e senza possibilità di appello”–

    se voglio essere onesta posso dire che le sculacciate fanno male a me a vederle perchè disturbano la mia sensibilità e le mie personali idee educative.
    e poi se non voglio dire bugie devo riconoscere che vedo che i bambini puniti in modo fisico rispetto a quelli puniti in modo non fisico hanno i medesimi problemi e questi medesimi problemi li hanno anche quelli che invece non vengono puniti nè in un modo nè nell’altro.

    sul rischio di lesioni con le sculacciate…bè non ho scelta: domani vado a trovare la Durrant e le do una mano per la sua ricerca, cioè prima le do una sculacciata e dopo un pugno sulla bocca (so tirare pugni molto bene) e dopo le provoco una lussazione con una chiave articolare e poi una frattura composta e una scomposta. dopo di che non le dico che mi ringrazi, ma sono certa che avrà finalmente capito la differenza che c’è tra il metodo scientifico e il suo metodo: le teorie si fanno dai fenomeni invece lei fa i fenomeni dalle sue teorie.

    poi mi dà fastidio come usa i vocaboli come se fossero tutti sinonimi…bè io non sono una che si sforza a usare le parole più adatta, ma almeno non sono così strampalata da dire “botte” per qualsiasi azione e da mettere la congiunzione “e” fra “schiaffi e sberle” che sono la stessa cosa…per cui mi puzza di ipocrisia anche come usa la lingua per forzare il cittadino a crederle.

    e infine, per ripetere il concetto elementare che le teoria si fanno dai fenomeni, la conclusione dell’articolo ha fatto ridere anche mio marito che è uno (purtroppo)scienziato…cioè anche lui ha detto che è una bugia e cioé
    — “ricerche di neuroimaging (con la risonanza magnetica) mostrano che il cervello dei bambini i cui genitori adottano sculacciate o schiaffi come metodo punitivo puo’ subire riduzioni nel volume della materia grigia in aree strategiche per le performance cognitive. E tali punizioni possono addirittura portare a uno squilibrio delle regioni neurali di piacere e appagamento rendendo i piccoli piu’ suscettibili ad abusare di droghe e alcol negli anni a venire.”—
    andrebbero radiati dall’albo, secondo mio marito, se è vero che hanno sottoscritto assurdità del genere… bè io non so commentare questo passo perchè non sono certo un’esperta di neuroimagining però nella mia semplicità arrivo a capire che non puoi certamente fare esperimenti prendendo un bambino e dargli le botte tutti i giorni e poi ogni tot giorni fargli la risonanza magnetica… e posso facilmente capire che è fin troppo facile pensare “mi danno fastidio le sculacciate, quindi adesso chiedo a dei bambini se ne prendono e poi ne prendo qualcuno e gli faccio la risonanza magnetica e decido a mio giudizio che la verità è quella che voglio trovare”…perciò mi elaboro i dati a mio piacimento e poi li pubblico spacciandoli per scienza…

  7. Per i bambini, ma con tanta ipocrisia
    ————————————-

    dunque, fermo stando che per me una sculacciata è violenza sui minori e lo è per tutti noi iscritti sulle liste anti-violenza.
    tuttavia io comprendo che lo è secondo il mio modo di sentire quali cose sarebbero violente. ovvero comprendo che questo mio modo di concepire la violenza è soggettivo e non oggettivo, quindi sono una persona onesta perchè io riconosco che sostenere che la sculacciata sia violenza è contestabile, cioè posso sostenere anche che obbiettivamente non sia una violenza.
    ovviamente, come vedrete bene tutti, il mio modo di ragionare sembra un continuo contraddirsi. ma io comunque so che i libri e la scienza non possono intrappolarmi dentro a una gabbia ideologica e quindi la mia mente è libera di capire le cose in modo incondizionato. infatti se nessuno mi capisce proprio è perchè ragionano ingabbiati nelle ideologie e di conseguenza assorbono e rielaborano le informazioni in modo condizionato e non obbiettivo.
    forse non serve che ve lo dica, comunque dal mio punto di vista qua su GC non si ragiona fuori dalle trappole ideologiche che ci si costruisce a causa della scienza (nella quale è inclusa anche la scienziata citata Alice Miller).
    io so che non potrei mai sculacciare mio figlio perchè alzargli le mani è proprio qualcosa che non fa parte del mio essere, non mi viene nemmeno da pensarlo nei momenti peggiori e non mi è mai scappato nemmeno quando ero mezza ubricaca (infatti al massimo gli go tirato dietro una salvietta di carta stropicciata)…come poi del resto io non lo punisco mai e cerco di crescerlo senza regole.
    dunque, secondo il modo “assurdo” di capire le cose, le cose stanno così…
    leggo in un forum (NTIS) che il signor X da piccolo è andato in collegio ed ha subito abusi sessuali… e la signora Y da piccola veniva picchiata dalla madre e dal patrigno…
    nel suddetto forum si commenta di un pregiudicato drogato che butta nel Tevere un bimbo di 16 mesi, un altro ne mette uno in lavatrice e una donna stressata ne mette uno nel forno a microonde… e la lista è lunga purtroppo… 🙁
    e dunque, cosa chiede l’utenza di GC? e cosa fa il consiglio europeo?
    semplice: per evitare che un ex-carcerato anneghi un bimbo nel fiume e per evitare che una madre cucini nel forno suo figlio URGE UNA LEGGE CONTRO LA SCULACCIATA.
    il signor X, ragionando come vittima di molestie pedofile e per queste sentendo di essere contrario alla violenza, esige giustamente una legge contro la violenza e perciò vuole che sia vietata la sculacciata. perchè? semplice: non è in grado di capire che si è costruito una gabbia ideologica dove non gli è più possibile ragionare obbiettivamente. proprio come la signora Y che subiva torture da gente sclerata e di conseguenza ritiene che chi sculaccia sia sclerato.

    suppongo che ci senta bene dentro, puliti e onesti, a muoversi a favore dell’iniziativa.

    io invece so che se appoggiassi l’iniziativa sarei un’ipocrita.

    con la legge contro la sculacciata avviene questo: diminuisce il numero di sculacciate.
    e per una questione di equilibri universali aumenta il numero delle vere violenze.
    invece di 100 sculacciate su 100 si avranno 33 sculacciate e 66 violenze subdole di cui 3 della serie lancio nel Tevere e cottura in microonde. l’1% restante si salva ma era salvo a prescindere dalla legge (quel 1 su 100 sono io, per esempio).

    ma poi, come si può onestamente pensare che le ricerche scientifiche contro la sculacciata abbiano un minimo di credibilità e onestà? al giorno d’oggi?? nell’era del dio denaro???

    voglio invitarvi a leggere “Le sculacciate lasciano ‘segni’ in crescita bimbi” http://ansa.it/web/notizie/specializzati/saluteebenessere/2012/02/08/visualizza_new.html_76465185.html

    bè…sono solo 5 capoversi e li ho letti 5 volte ognuno nel tentare di notare almeno una frase che sia credibile…ma purtroppo trovo solo che TUTTE le frasi siano bugie e senza senso. per questo il titolo che ho dato a questo topic contiene la la parola ipocrisia.
    probabilmente invece tutte concorderete con la signora Joan Durrant…ma magari rimarrò stupita se qualcuna di voi non troverà che qualche frase è assurda.

    invio questo post e poi ne invio un altro per commentelo punto per punto…naturalmente secondo il mio modo “inconcepibile” di concepire.

  8. “La conseguenza a mio avviso più inquietante, è il fatto che la sculacciata o scapaccione metta la parola fine al dialogo che stiamo cercando di creare con i nostri figli. Supponiamo per un attimo di avere una conversazione, anche animata, con un’altra persona, magari il vostro capo in ufficio, in cui state cercando di lamentarvi delle condizioni di lavoro, e vorreste più ferie (caramelle?). Come reagireste se il vostro interlocutore si mostrasse poco interessato ai vostri problemi dicendo: “basta così, le regole qui le faccio io. Se non ti sta bene quella è la porta”. Pensate di andare a chiedergli consigli la prossima volta che vi trovate nella stessa situazione? Oppure scenderete in sciopero rispondendo con forza a quello che ritenete un sopruso inaccettabile? Se è così, non vedo perchè vi aspettiate che vostro figlio o vostra figlia venga a parlarvi dei suoi problemi adolescenziali quando potrebbe avere bisogno del vostro aiuto.”

    Cosa c’è di male ad abituare un bambino a rispettare le regole !

    Mi sembra oltremodo da tonti trattare da adulto un bambino ! Si chiama abdicazione dei propri doveri di genitori e quindi educatori.

    Chi decide se il bambino va sculacciato o punito in altro modo è il genitore che agisce sempre in buona fede, anche quando sbaglia !

    Ammettere l’errore davanti al bambino e farci timorosi, lo rende più spavaldo e forte. Meglio non agire se poi si deve versare lacrime da coccodrillo !

    Non ascoltate gli esperti che di esperto hanno solo il nome in quanto un bambino non è uguale a nessuno e nessun metodo quindi si può ritenere vincente !

    La vostra esperta poi non dice che paragonare il bambino a un adulto che richiede un aumento e considerata la risposta negativa, impunta i piedi (come la Camusso) e decide per lo sciopero, è a dir poco stucchevole ! Questa sarebbe l’esperta che insegna come formare i nuovi cittadini ! Su una cosa ha ragione però, il capriccio da adulto e come quello del bambino, e allo stesso modo dovrebbe essere trattato !

    In fondo quello che non si è imparato da piccoli si può sempre impararlo da grandi ! Ossequi !

  9. Ecco sì…….. e bravi sti di genitori che crescono!!!!
    ah voglio proprio vedervi a discettare di massimi sistemi con un pitupitù di 2 anni recidivo fino ai capelli!!!!!

    parole parole parole…… parole parole parole…. (Mina)

    Mi dispiace ma voi svedesi siete bravi solo a bla bla bla bla bla!!

    Etc.

    P.S. IO NON SONO MAI STATO SCULACCIATO E NON HO FIGLI ma le cose le so lo stesso..

  10. @ Silvia

    Scrivo solo questo, poi mi taccio, anche perché sei sempre liberissima di chiudere tutti i topic che vuoi a prescindere dal fatto che tu sia o non sia in grado di dire qualcosa di confacente in modo obiettivo.

    Io devo dire solo, un po’ in topic e un po’ off topic, che personalmente disapprovo i genitori che strillano, che mollano uno sculaccione, una sberla, uno scappellotto, un pizzicotto, una minaccia verbale. E mi piacerebbe pensare che queste cose non accadessero nemmeno in casa, perché tutto ciò non è educativo, è inutile e potrebbe essere psicologicamente dannoso qualora si trattasse di eventi frequenti. E ritengo che il popolo italiano, in fatto di disciplina, faccia decisamente pena.

    E gradirei aggiungere in off topic che i pensieri a mio avviso più sensati e che sento di condividere, sono quelli di Serena che mi piacciono un po’ su tutto, tranne per quanto riguarda l’avversità assoluta alle CP perché per me questa è un non-senso. Secondo quella che è la mia esperienza personale, ma anche la mia conoscenza scientifica al riguardo, che è unica in questo blog, so che esiste la CP ragionevole. E come io accetto il pensiero di chi è totalmente contrario a tutte le CP, rifiuto giudizi sul mio da parte di chi è meno esperto di me, sia da un utente del tuo blog che da qualsiasi pseudoesperto come quelli di nospank.net.
    E se ho rispetto di Serena non è perché lei sia la titolare del blog, bensì perché, pur non condividendo affatto il mio pensiero, lei non lo giudica (e non mi chiude il becco chiudendo i topic).

    A quale bisogno di sintesi di riferivi? A che cosa? Scusa se non ti capisco. Forse avri dovuto fare la sintesi di ogni messaggio postato sul topic del Colasante?

    Boh? Mi devo allacciare a questo con un nesso alla sculacciata?

    Va beh. Allora cominciando dai primi, uno degli esempi più classico è fornito dalla testimonianza personale di Rossamente che dice di essere cresciuta a suon di botte, di ricordare la paura, gli arti inferiori e superiori pieni di lividi, tanto da non aver il coraggio di uscire di casa, i pizzichi dolorosi, l’odio verso i genitori e tutto il resto, il desiderio di scappare via il prima possibile, ecc. Il tutto ancora oggi con i suoi occhi che si riempiono di lacrime.

    A me fa tenerezza e suscita un’immensa tristezza una persona così. Però proprio per questo lei non è all’altezza di esprimere concetti logici su sistemi educativi comprensivi di una disciplina che sia anche fisica, perché è traumatizzata dalla violenza patita da una sorta di regime domestico che non era educativo e con queste premesse Rossamente non può che esprimersi contro qualsiasi intervento correttivo manuale.
    Idem Mammafelice che più volte è stata presa a calci e schiaffi, anche per strada, e anche per i capelli, senza che nessuno alzasse un dito.
    Rossamente aggiunge però che può tollerare che uno schiaffo possa scappare, purché sia uno e non stacchi la testa e sia seguito da chiarimenti e scuse. E invece, almeno dal mio punto di vista, anche questo non è sensato, per me nemmeno uno schiaffo è ammissibile, per nessun motivo, perché anche se è solo scappato lascia un segno profondo e niente di ciò che scappa per esasperazione è giustificabile e può essere superato scusandosi. Schiaffo, urlaccio, pestaggio lividante, sculaccione, ricatto, sono tutte azioni dettate dalla perdita del controllo. E quando manca il controllo, manca tutto.

    Buon proseguimento e buona giornata a te, senza arrivederci.

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