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I diritti dei nonni

Scritto il 25 Feb 2009 da Silvia 170 Comments

Abbiamo più volte evidenziato come nel nostro Paese il contributo che danno i nonni alla crescita dei nipoti è spesso molto rilevante. Da qui nascono conflitti, contrasti ed incomprensioni, ma da qui nascono solidarietà familiare, coinvolgimento, educazione al rispetto e all’amore per questi nostri giovani anziani che spesso, alla nascita dei nipoti, si mettono a disposizione dei figli con entusiasmo, risolvendo alcuni dei problemi creati da una società disattenta ai bambini ed alle famiglie.
Ma i nonni che diritti hanno nel rapporto con i loro nipoti?
Analizziamo prima il caso del rapporto tra nonni e nipoti in caso di genitori separati. E’ evidente che questa sia la situazione in cui più facilmente si creano problemi di rapporto e frequentazione, in particolare tra il bambino ed i nonni da parte del genitore non affidatario o comunque non convivente. La casistica in giurisprudenza è rilevante: se si pensa a quante separazioni vengono attribuite (a ragione o meno) all’influenza nella coppia dei genitori dell’uno o dell’altro, si capisce quanto sia frequente che il genitore con cui i bambini convivono che abbia accusato problemi con i suoceri, tenda ad evitare e, addirittura, ad ostacolare la frequentazione dei figli con i nonni ex suoceri.
La riforma del codice civile attuata con la legge n. 54/2006 ha riformulato l’art. 155 c.c., introducendo il principio secondo cui “anche in caso di separazione dei genitori il figlio minore ha il diritto [omissis] di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.”
Il principio essenziale a cui si ispira tutta questa riforma è la tutela dell’equilibrio e della qualità della vita dei figli minori in caso di separazione o divorzio, ed il diritto a mantenere e coltivare i rapporti con i nonni e tutti i parenti ne è considerato un aspetto essenziale.
Bisogna, però, riflettere su un elemento della formulazione dell’art. 155 c.c.: il diritto a mantenere rapporti con i nonni, non è un diritto “dei nonni”, sancito a loro tutela, ma è un diritto del nipote, previsto solo ed esclusivamente a protezione della sua “normalità” e qualità di vita, al di la della separazione dei genitori.
Anche prima della riforma, la Corte di Cassazione si era sempre orientata stabilendo che, il Tribunale ordinario o il Tribunale per i minorenni in caso di coppie di fatto, poteva regolamentare con provvedimenti specifici, anche il diritto dei bambini alla frequentazione dei nonni. Quindi, allora come oggi, il diritto dei nonni era soddisfatto solo se e nella misura in cui coincideva con l’interesse dei nipoti ad intrattenere rapporti con loro.
Questo determina, anche post-riforma, una conseguenza: i nonni non hanno un diritto “proprio” a frequentare i nipoti, perciò non possono azionare tale diritto intentando un giudizio diretto contro il genitore che impedisce tale frequentazione.
Possono però tutelare il loro “diritto di visita” attivando la procedura prevista dall’art. 333 c.c., sulla cui applicazione è competente unicamente il Tribunale per i minorenni. I nonni in questa sede potranno richiedere al giudice l’accertamento di condotte del genitore pregiudizievoli per i figli, costituite in questo caso dall’ingiusta soppressione del diritto dei bambini alla conservazione dei rapporti familiari. Ovviamente la situazione di fatto deve essere di una certa gravità, tale da integrare una violazione del corretto esercizio della potestà dei genitori ed il Tribunale valuterà solo l’interesse ed il bene dei minori, prescindendo da un diritto soggettivo dei nonni che, come detto, non è previsto dalla nostra legge.
Una recente sentenza di Tribunale di Roma (n. 24.423 dell’8.11.2007), ha spostato l’attenzione dal caso delle coppie separate, ad un diverso tipo di crisi familiare, che, nel caso specifico, coinvolgeva una coppia non separata, in perfetto reciproco accordo, ed in cui il conflitto riguardava il rapporto tra la mamma dei bambini ed i suoi genitori, con i quali non aveva più rapporti e, per questo, non permetteva loro di vedere i nipoti. Ili Tribunale per i minorenni, dopo aver esperito invano un tentativo di conciliazione volto a far riprendere i rapporti tra i nonni e i nipoti, ha emesso un decreto con il quale incaricava il Servizio sociale di mediare tra i genitori e i nonni materni e di organizzare, valutata la disponibilità dei minori, incontri protetti con i nonni medesimi, al fine di attenuare la conflittualità tra tutti i membri della famiglia. I genitori si sono rivolti alla Corte d’Appello, ma tale giudice di secondo grado, ha confermato che il preminente interesse dei minori consiste nel vivere sereni e tranquilli mantenendo rapporti equilibrati con tutti i propri parenti, ivi compresi i nonni materni.
L’ulteriore ricorso in Cassazione dei genitori è stato considerato inammissibile per motivi tecnici e non di contenuto, quindi non abbiamo sul punto un pronuncia della Suprema Corte: i provvedimenti di cui ho parlato, pertanto, sono di giudici di merito e, quindi, nel nostro ordinamento non sono destinati ad avere alcuna efficacia, neanche orientativa di futuri giudizi. E’ comunque considerato un provvedimento importante, perchè il diritto dei nipoti a frequentare i nonni è stato riconosciuto in un caso di normale costanza di unione tra i genitori: quindi nella famiglia sono stati identificati 3 soggetti “nuovi”, -genitori, -figli e -nonni, e non -coniuge separato e propria famiglia, -altro coniuge separato e -figli.
Certo, la serenità di rapporti non si può imporre con un sentenza, ma il principio che ha voluto affermare prima il Tribunale e poi la Corte d’Appello è i diritto a provare ad avere rapporti con i nonni, anche contro il parere dei genitori, come un diritto reciproco di nonni e nipoti, sempre nel preminente interesse dei secondi e non dei primi.

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170 Comments »

  • augusto ha scritto:

    Articolo molto interessante per noi:siamo cittadini svizzeri abitanti in Svizzera.Nostra figlia,divorziata,ha deciso di troncare ogni rapporto con noi,e non ci lascia frequentare i nostri nipoti.
    Ci siamo rivolti all’autorita’ tutelare del cantone ticino,la quale,sentiti i due nipoti ha deciso che non abbiamo nessun diritto a frequentare i nostri nipoti.
    Ci pare che anche la svizzera,con gli accordi bilaterali,debba sottostare anche un po’ alle vigenti norme del cc italiano od europeo.O no?Ci piacerebbe sentire il suo parere.Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Non ho ben capito se vostra figlia vive in Italia e non so se i vostri nipoti sono cittadini svizzeri o italiani.
    COmunque un codice civile europeo non esiste e non vi è alcun motivo di applicare il codice italiano a cittadini non italiani ed a rapporti sorti in Svizzera.
    Del resto il giudice svizzero (che ha quanto pare si è ritenuto competente, quindi ne deduco che non ci siano legami dei minori con l’Italia) ha analizzato il caso concreto, come avrebbe fatto quello italiano, ed ha così valutato dopo aver anche sentito i vostri nipoti. COme dicevo su, non esiste un diritto “dei nonni” a frequentare i nipoti, ma un diritto “dei nipoti” a frequentare i nonni, almeno nel nostro ordinamento e, sembrerebbe, che in questo caso proprio questo diritto dei nipoti sia stato vagliato e si sia risolto a vostro sfavore.

  • Juri ha scritto:

    Salve
    Scrivo per un chiarimento.
    In quello che si legge relativamente alle coppie non separate si fa riferimento sempre e solo ai genitori materni.
    io ho il problema opposto
    Tra mia madre e mia moglie è nato un attrito abbastanza forte e mia moglie ha deciso di non far più vedere nostra figlia a mia madre.
    In tal caso che diritti ha mia madre di poter vedere sua nipote?
    Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Il riferimento ai soli genitori materni è solo dovuto al fatto che in quella sentenza di cui parlo il caso era di conflitto tra la madre dei bambini ed i suoi genitori. I nonni sono tutti uguali: tua madre ha i diritti di ogni nonna di vedere e frequentare la nipotina.
    Mi auguro che possa farlo con l’accordo di tutti

  • Silvia (author) ha scritto:

    Mi è stato posto in privato questo quesito e rispondo qui perchè può essere di interesse generale sull’argomento:
    I genitori di una ragazza defunta non riescono a vedere più i nipoti che hanno vissuto con loro per 5 anni perchè il padre naturale li ha portati via e si rifiuta di farli vedere.
    C’è differenza per il diritto dei nonni tra nipoti nati all’interno di un matrimonio e quelli nati fuori?

    L’unico modo per intervenire giudizialmente per i nonni materni in questo caso è ricorrere al Tribunale per i Minorenni, sul presupposto che questa mancata frequentazione è un comportamento del padre tanto grave da incidere sul corretto modo di gestire l’affidamento dei figli.
    In effetti, essendo i nonni l’unico legame con la parte materna della famiglia, potrebbe seriamente essere presa in considerazione dal Giudice la richiesta di stabilire (ed “imporre” al padre) un diritto di visita dei nonni materni.
    Con un ricorso ex art. 333 c.c. i nonni possono far rilevare la condotta del padre in quanto lesiva del diritto dei figli di avere contatti con la famiglia materna, come già dicevo nel post.
    Non c’è alcuna differenza tra figli nati nel matrimonio o fuori.

  • ilda sangalli riedmiller ha scritto:

    Proprio perchè i rapporti dei nonni sono delicatissimi nel momento in cui avviene una separazione, penso sia necessario sperimentare un corso di formazione per nonni/e per prepararli a far da ponte in questa evenienza e divenire , nei fatti, punto di riferimento per il/la nipote sapendo non prendere parte per nessuno dei due contendenti ma attuare a pieno la protezione del minore. Vorrei proporre questo tipo di percorso all’istituzione Provincia della mia città, qualcuno ha informazione di corsi già sperimentati altrove? vi ringrazio anticipatamente ilda sangalli riedmiller

  • Roberto ha scritto:

    Salve,

    un profondo attrito causato da metodiche educative differenti tra mia madre e mia moglie (genitori nn separati) induce mia moglie nn a vietare “il vedere” ai nonni i bambini (anzi almeno 2week-end al mese ci incontriamo) ma a non lasciare anche solo per 30min i nonni soli con i bambini (cioè senza la presenza di noi genitori). Date le insistenze snervanti dei nonni, vorrei capire se esistono delle norme al riguardo sia pro che contro.

    grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ovviamente no Roberto: in questo caso è solo questione di buon senso. C’è una normale frequentazione con i nonni nel vostro caso. Forse potresti ritagliarti un ruolo da pacere e da diplomatico…

  • Paolo Insegna ha scritto:

    Nella sentenza n°24423 dell’8/11/2007 del Tribunale di Roma, si enuncia anche:”Il Tribunale per i minorenni, dopo aver esperito invano un tentativo di conciliazione volto a far riprendere i rapporti tra i nonni e i nipoti, ha emesso un decreto con il quale incaricava il Servizio sociale di mediare tra i genitori e i nonni materni e di organizzare, valutata la disponibilità dei minori, incontri protetti con i nonni medesimi, al fine di attenuare la conflittualità tra tutti i membri della famiglia”.In merito alla “valutazione della disponibilità dei minori”, ci si chiede quale valore o attendibilità puo avere la succitata disponibilità dei minori,se gli stessi hanno un’età di uno e tre anni?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Anche un bambino di un anno può “manifestare la propria disponibilità” dimostrando di essere o meno contento degli incontri e di trascorrere il tempo con i nonni in modo piacevole o meno. Certo è che nessun giudice chiederà che un bambino così piccolo manifesti la propria disponibilità a parole!!!
    I responsabili dei servizi sociali dovranno creare un clima tranquillo e piacevole per l’incontro alla loro presenza e poi osservare le reazioni dei bambini ed i comportamenti dei nonni, valutando comunque le difficoltà dei primi approcci. Su queste osservazioni fonderanno la loro relazione al giudice.

  • Roberto ha scritto:

    vorrei capire se in questi incontri protetti su menzionati è, come immagino, comunque prevista la presenza dei genitori e non dei soli assistenti e nonni, dato che da quanto mi è stato spiegato potestà ed affidamento sono dei genitori tranne in casi eccezionali

  • Silvia (author) ha scritto:

    Roberto, non si tratta di comportamenti o decisioni codificate. I giudici hanno un buon margine di discrezionalità per adeguarsi alle diverse situazioni di fatto.
    Resta comunque un tema sul quale non c’è moltissima giurisprudenza ed i giudizi non sono tanti.

  • paola ha scritto:

    salve, vorrei un consiglio sulla seguente situazione: sono la zia e madrina di battesimo del mio nipotino, che ha appena compiuto 8 anni.
    I suoi genitori, mio fratello e la sua ex compagna sono separati, erano conviventi, e la sua e compagna con il bambino si è trasferita a vivere in una località sperduta dell’appennino parmense, con un altro uomo del quale ha recentemente avuto un altro bambino.
    I rapporti tra mio fratello e la ex compagna da questa estate, poco dopo la nascita del secodo bambino, si sono interrotti: mil fratello continua a inviare il denaro per il mantenimento, come aevano concordato, ma non vede più il bambino.
    Non so per quli motivi ciò sia accaduto ed accada.
    La ex compagna si è eclissata: non risponde al telefono e è molto difficile avere qualche rara notizia del bambino, che non vede più nessuno dei parenti paterni.
    Ho cercato di mantenere un rapporto scrivendo, inviado piccoli doni, ma ho scoperto recentemente che la posta a volte non viene ritirata e non so se è consegnata la bambino, dato che non ricevo notizie in merito .
    Che cosa posso fare, come zia, per salvaguardare il diritto del bambino di rimanere in contatto con la famiglia paterna? Purtroppo il padre del bambino si è isolato anche dalla famiglia, forse è depresso.
    C’è qualcuno che mi può consigliare? grazie, paola

  • cristina ha scritto:

    Salve, io sono zia e madrina di due bimbi di 2 e 6 anni. Mio fratello conviveva nella casa di proprietà dei nostri genitori con la propria compagna. La loro storia era diventata burrascosa e negli ultimi tempi il padre di lei si era intromesso a tal punto da arrivare a pedinare mio fratello, a minacciarlo e altre barbarie senza senso. La compagna nel mentre ha fatto di tutto per perdere il lavoro, riuscendoci, si è rivolta ad un avvocato di ufficio ed ha presentato il ricorso al tribunale dei minori per l’affidamento esclusivo dei piccolo oltre al mantenimento per sè e per i bambini, nonchè l’assegnazione della casa (ovvero di proprietà dei miei genitori, i nonni paterni dei bambini). Mio fratello esasperato di continuo, ha deciso di prendere una decisione estrema, si è ucciso. La compagna ha preso i piccoli e si è trasferita a casa dei genitori. Sono ormai passate tre settimane e nessuno ha piu’ notizia dei bambini, lei non risponde al telefono e come se nn bastasse non va a riprendersi la roba personale, costringendo così i miei ad avere parte della casa occupata dalla roba dell’ex convivente del figlio defunto. Lei non è mai stata idonea a crescere i bambini, urla e parolacce si sprecavano, soprattutto con il piu’ grande, la cui sfortuna è sempre stata quella di assomigliare in maniera impressionante al padre. A questo punto non so proprio come fare per aiutare i miei genitori, che hanno cresciuto questi due piccoli angeli e li hanno tenuti nella loro casa per 6 anni, mentre hanno dato un tetto alla madre dei piccoli per 10 anni senza chiedere nulla in cambio. La legge purtroppo in questo campo tutela troppo le donne a discapito degli uomini, la legge dovrebbe essere piu’ attenta in situazioni del genere e verificare prima se ci sono gli attributi per affidare dei minori ad una madre che tutto sa fare tranne crescere ed educare due figli. grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Paola, nell’inerzia di tuo fratello un ricorso come parenti paterni cadrebbe un po’ nel vuoto: dovrebbe essere lui il primio ad agire. Però non è impossibile proporre un ricorso come spiegavo nel post per chiedere che ci siano degli incontri con i nonni e con la zia.

    @ Cristina: come parenti potete proporre un ricorso al tribunale per i minorenni, quanto meno per vedere i bambini. Mi sembra troppo presto, però, dopo 3 sole settimane da un lutto del genere: la madre potrebbe solo aver voglia di stare per conto suo per un po’. Quanto meno avrebbe senso dopo qualche mese.
    Per togliere l’affidamento ad una madre, peraltro unico genitore, ci vuole ben altro che le urla e le parolacce. Valutate bene la stuazione.
    Per chiederle di portare via la sua roba, basta una diffida via racomandata, ma direi comun que di aspettare un po’ e provare a riallacciare i contatti.

  • paola ha scritto:

    grazie Silvia, proverò a scrivere una lettera alla mamma del bambino… mi rendo conto della relatà complessa. Se ci sono belle novità le comunicherò per condividerle, grazie ancora, ciao, paola

  • paolo ha scritto:

    salve, da 16 anni non parlo con i suoceri perche dopo 3 mesi che li conoscevo, hanno scoperto che non avevo i miliardi che pensavano, quindi non avevo piu il diritto di vedere sua figlia.Mi sono recato a casa sua per chiarire la situazione con entrambi i suoceri e mi hanno risposto che non gli interessava niente della figlia e quindi avrebbero continuato ad impedirmi di vederla.Vista la situazione un bel giorno la figlia in accordo con me e i nonni decide di andare a vivere da loro,altrimenti tra me e lei non poteva continuare.Dopo circa 4 anni acquistiamo una casa e andiamo a convivere,
    visto che tra noi va tutto a meraviglia decidiamo di fare un figlo, che adesso ha 3 anni,nel frattempo e venuto a mancare il papa di mia suocera circa un anno fa,da quel giorno sta facendo in modo e maniera di intromettersi nella nostra vita.Ha fatto richiesta di vedere nostro figlio altrimenti sarebbe andata in tribunale,allora abbiamo pensato di incontrarci in un posto neutro per un paio di ore la settimana in presenza di un genitore.Dopo un mese ci hanno fatto scrivere dal suo avvocato che non va piu bene come ci frequentiamo ma vogliono che vada a casa sua senza la nostra presenza.A questo punto stiamo pensando di proseguire con la causa,e di fare in modo che non lo vedano piu.
    Non sappiamo piu cosa fare,anche perche la suocera e in cura da uno psicologo da anni e il marito non fa altro che assecondarla per andare d’accordo(praticamente dice sempre tutto quello che vuole lei,in piu fa tutto quello che lei gli chiede,lo persino scoperto mentre mi controllava la mia posta nella buchetta delle lettere). Faccio bene a proseguire col tribunale,o alla fine non risolvo niente,cosa posso fare perche i suoceri non vedano piu il nipotino. grazie.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Paolo, voi potete benissimo non fare alcun passo, se non rispondere alla lettera inviata dal loro avvocato (anche personalmente, senza bisogno di rivolgervi ad un altro avvocato) dicendo semplicemente che:
    - i genitori del bambino siete voi e sta a voi prendere le decisioni migliori PER IL SUO BENE
    - secondo voi la modalità più adatta per vostro figlio per vedere i nonni è quella che attuate
    - non intendete lasciarlo con loro da solo perchè ritenete che NON SIA NEL SUO INTERESSE (sottolineate sempre molto l’interesse del bambino: se dovrete produrre la lettera in tribunale andrà a vostro vantaggio)
    - quindi NON modificherete nulla.
    A quel punto saranno loro che, se vorranno, dovranno fare ricorso al tribunale per i minorenni.
    Un consiglio: non impeditegli di vedere il bambino, continuate come adesso e nulla di più. Se a loro non va bene, saranno LORO che dovranno interrompere queste visite in vostra presenza. E dunque, dopo, come potranno far ricorso al tribunale?
    In questo modo non potranno mai dire che impedite loro di vedere il bambino.
    La loro richiesta di una modalità diversa è piuttosto inconsistente: il giudice, se mai inizieranno una causa, rileverà che comunque il bambino lo vedono. Le modalità sono rimesse a voi genitori.
    COme dico nell’articolo non esiste un diritto DEI nonni a vedere il nipote, ma solo, se vogliamo, un diritto DEL nipote a vedere i nonni (una frequentazione che sia nel suo interesse). Dunque non fatevi intimidire inutilmente.

  • paolo ha scritto:

    quindi se noi continuiamo cosi abbiamo ragione e loro non possono fare niente?. Al momento ti ringrazio sei stata gentilissima.

  • stefy ha scritto:

    Salve mio fratello ha avuto un figlio nel 1998 da una relazione con una donna con cui conviveva.Nel 1999 hanno deciso di interrompere la loro relazione e non gli faceva vedere il bambino ne a lui(PADRE), ne al resto della famiglia paterna.Nel 2000 mio fratello fa richiesta presso il tribunale dei minori di affidamento congiunto, lo ottiene.Ma la sua ex compagna nel frattempo conduce una vita un po sgregolata al tal punto da stare lontana dal suo bambino anche dei giorni, lascindolo a casa dei nonni materni.Mio fratello fa richiesta di affidamento al tribunale dei minori, la accettano a condizione che i nonni paterni e le zie seguano il bambino.Ci siamo dedicati completamente a mio nipote in questi dieci anni, io la zia e i miei genitori.Nel frattempo mio fratello ha avuto quattro relazioni una piu’devastante dell’altra.Senza mai accettare un consiglio dalla nostra famiglia.Ma il bambino e’ stato sempre accudito e amato da me e i nonni.Un mese fa ha incontrato una donna separata con due figli e senza parlare con noi si e’ portato via il bambino.Noi abbiamo cercato di contattare mio fratello ma lui minaccia di denunciarci.IL cell di mio nipote e’ sempre spento,la nuova compagna ha cambiato anche il num di telefono. Ha strappato un bambino da una famiglia che lo amava e lo accudiva portandolo in una casa dove ci sono problemi con i figli di lei, e so per certo che mio nipote dorme su un divano.Cosa possiamo fare?Vi ringrazio

  • paola ha scritto:

    ciao Stefy, mi dispiace tantissimo per il vostro nipotino e per voi tutti… vi sono vicina, ciao, paola

  • Silvia (author) ha scritto:

    Stefy, rivolgetevi al Tribunale per i Minorenni. Basta anche una segnalazione se pensi che tuo nipote sia in situazione di disagio.

  • noemi ha scritto:

    ciao,io volevo chiedere una cosa,mia suocera si è comportata veramente male nei nostri confronti(miei e di SUO FIGLIO)al fine anche di dirci che non siamo bravi genitori e che non facciamo nulla per lui (questa è la cosa MINORE) che ha detto.

    volevo chiedere,possiamo in qualche modo tutelare noi e nostro figlio se lei va dal giudice e bloccare al fatto che lo vedano?
    ci ha scritto anche delle lettere abbastanza toste,che io suo figlio e suo nipote li tratto male,che li tengo trasandati e che siamo dei zingari…
    è questo è nulla…..

    sono molto preoccupata,perchè mi disse che “a tempo debito” dirà a nostro figlio brutte cose di noi…

  • Silvia (author) ha scritto:

    Noemi, stai tranquilla e cerca soltanto di non alimentare il conflitto.
    Se potete, fate vedere ogni tanto il nipote alla nonna, anche se vi costa molta fatica, ma questo fatelo soprattutto per vostro figlio.
    Se mai tua suocera dovesse arrivare al punto di rivolgesri al Tribunale (ma non è una passeggiata!), avrete senz’altro modo di spiegare i motivi per i quali avete interrotto i rapporti: nessuno vi obbligherà a comportamenti contrari all’interesse di vostro figlio. Per sicurezza conserva le lettere ricevute da tua suocera: in caso saranno una validissima spiegazione documentale del perchè siete stati costretti ad interrompere la frequentazione, anche con il bambino.

  • noemi ha scritto:

    grazie!
    le lettere sono tutte assolutamente salvate!
    mostrargliela no,non ci riesco a pensare mio figlio vicino ad una persona che pensa le cose PEGGIORI DI ME…
    lei è troppo orgogliosa,noi erano 3 mesi che non si sentiva,li chiamiamo per invitarli (NON ESSENDO PIU COERENTI A CIO CHE ERAVAMO!!)al suo compleano,e tutta risposta ha continuato ad insinuare e dire cose peggiori…
    per cui per ora x la tranquillità è meglio cosi..
    spero solo non arrivi al tribunale..
    ma chiedo ancora una cosa,se per caso si arrivasse al tribunale,loro possono vederlo senza noi genitori?avrei troppa paura che parla male di noi…(se glielo dovessero concere di vederlo)…cioè io concederei di vederlo ma con me…ma proprio all’estremo….

  • Silvia (author) ha scritto:

    Noemi, è tutto molto improbabile: prima di tutto è improbabile il ricorso dei nonni, poi lo è la decisione di lasciare il bambino in visita ai nonni senza genitori. Tranquilli.

  • elena ha scritto:

    buon giorno,
    ho una figlia di 3 anni avuta dal mio compagno attuale. Mantengo io la bambina. Non sono mai stata sposata e non ho mai convissuto.
    I rapporti col mio compagno sono altalenanti. Attualmente il padre frequenta la bambina quando ne ha voglia lui (facendo un lavoro serale/notturno, la mattina si alza tardi e perciò viene a trovarla verso le ore 11.00 x circa un’oretta, ma solo quando si alza prima del solito, e cioè 2/3 volte la settimana). A settembre la bambina andrà alla scuola materna e perciò queste visite non potranno avere più gli stessi orari.
    Se io ed il mio compagno decidessimo di lasciarci, come posso fare per poter stabilire io gli orari di visita del padre (che convive con i suoi genitori) tenuto presente che non sarò mai dell’idea di farle passare la notte a casa loro, tenuto anche presente che sono titubante sul fatto di fare incontrare i nonni paterni senza la mia presenza?
    grazie per i consigli

  • Silvia (author) ha scritto:

    Elena, se lui vive con i genitori, quella è casa sua, quindi per tua figlia è la casa del papà… difficile non fargliela frequentare senza un solido motivo, che ovviamente dovrà fondarsi sul suo benessere e non su eventuali contrasti familiari degli adulti.
    Gli orari di visita potete deciderli concordemente, senza bisogno di intervento di Tribunali. Oppure, in caso di contrasti, dovrete chiedere l’intervendo del Tribunale per i Minorenni.

  • Emanuela ha scritto:

    Buongiorno,
    Mio fratello e sua moglie sposati in comune dal maggio 2007 e in
    chiesa dal dicembre dello stesso anno, hanno una figlia nata il
    27/07/07 che non vogliono assolutamente farci vedere. Poichè non abbiamo partecipato alle spese per il matrimonio in chiesa (purtroppo non avevamo e non abbiamo tutt’ora le risorse necessarie per affrontare spese inutili) non ci ritengono degni di poter
    partecipare alla vita della bambina. I rapporti con loro sono
    pressochè inesistenti nonostante noi diverse volte, tramite telefono,
    mail, msn e anche andando sotto casa loro abbiamo espresso il nostro
    desiderio di vederli. Mio fratello ha cambiato numero diverse volte,
    proprio perchè non vuole sentirci e l’unico modo che abbiamo per
    parlare con lui è quello di chiamare a casa (ma non rispondono mai
    perchè hanno il telefono con display e vedono il numero di chi chiama)
    oppure di chiamare sua moglie.
    Oggi è accaduto l’ultimo episodio spiacevole. Lei mi ha mandato un
    messaggio chiedendomi se i miei genitori avessere telefonato a casa
    loro e intimandomi di non chiamare più perchè lui non vuole sentirci.
    A questo punto mi domando: ma loro hanno il diritto di fare questo? Un
    genitore deve rinunciare a vedere suo figlio perchè non vuole farsi
    vedere? Dei nonni possono vivere senza conoscere la propria nipotina?
    Cosa possiamo fare noi per cambiare la situazione? Non voglio vedere
    soffrire i miei genitori a causa dei capricci di mia cognata e di mio
    fratello.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Emanuela, mi sembra che il post risponda alle tue domande: ho già scritto cosa possono fare i nonni, in che limiti ed in che termini.
    Ovviamente l’educazione dei figli è rimessa, essenzialmente, ai genitori e così le scelte conseguenti.

  • Fausto ha scritto:

    non so se scrivo nel posto giusto, ma non ho trovato altra strada,io sono un nipote un pò cresciutello visto che ho 38 anni ed ho il problema inverso di quanto raccontato in questa pagina.
    Premetto che sono orfano di babbo, in breve non voglio più avere a che fare con mia nonna già da tempo a causa della sua condotta di vita passata e presente, ora non scendo nei particolari perchè non penso possano interessare, quello che vi chiedo è il seguente quesito:
    Che diritto ha mia nonna su di me? nel senso ora come avviene per tutti avrebbe bisogno di assistenza ed io non ne voglio proprio sapere tantomeno mia madre (sua nuora) ne vuol sapere, visto tutto quello che ci ha fatto passare.Non viviamo insieme a mia nonna che ha sempre dimorato a 70 km da casa nostra pur avendo la residenza nella nostra stessa città, anche se non nella stessa casa.Insomma qualcuno può costringermi a darle assistenza?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Fausto, in assenza di tuo padre tu sei il discendente diretto e vige un generico dovere di assistenza degli ascendenti.
    Ovviamente la legge regola un dovere economico di assistenza: se tua nonna ha sostanze per provvedere alla sua assistenza (anche in modo minimale) dovrà provvedere da sè. Nulla ti impone un’assistenza morale o comunque una partecipazione concreta.
    Insomma, se diventa non autosufficiente e non ha una pensione per mantenersi in un istituto o pagare una badante, potresti essere chiamato a farti carico di parte dell’assistenza. Ovviamente in limiti adeguati ai tuoi redditi e alle tue necessità familiari.

  • Fausto ha scritto:

    grazie della sollecita risposta, pensavo ad un cosa del genere, mia nonna percepisce una pensione di reversibilità ed ha dei risparmi da parte, ha la casa e non paga affitto, in teoria almeno per un discreto lasso di tempo è autosufficiente economicamente, però quello che vorrei evitare è di diventare un suo tutore economico, nel senso che io non voglio avere più nulla che fare con lei perchè chiunque interagisca con lei soprattutto economicamente corre il rischio di essere accusato di qualcosa. A me non interessa rinucerei a qualsiasi eredità, basta non avere a che fare più nulla con lei, un’utlima domanda, vista la situazione chi gestirebbe i suoi risparmi, per le sue esigenze ovviamente,in caso mi rifutassi di farlo?

  • Silvia (author) ha scritto:

    il Tribunale, nel momento in cui si presentasse la necessità, nominerebbe un amministratore di sostegno o addirittura un tutore (a seconda del grado di incapacità), anche estraneo alla famiglia (di solito un avvocato).

  • Fausto ha scritto:

    e dire che il diritto dei nipoti era quello di poter vedere i nonni a prescindere da tutto per crescere bene, io per continuare a vivere bene devo esercitare il mio diritto opposto incredibile, invidio molto chi ha nonni affettuosi o quantomeno normali.
    Sembra per ora che si sia intrapresa la strada intermedia, cioè di riuscire ad avere quei rapporti minimi in modo da permetterci di organizzare un’assistenza senza coinvolgere avvocati e senza gestire direttamente soldi di mia nonna, interpellando i servizi sociali, cercando di gestire la cosa in modo puramente amministrativo.
    Intanto ho già rifiutato l’auto che mia nonna voleva regalare a mia mamma perchè lei non ne ha più bisogno (per comprarsi la sua benevolenza ora che ha bisogno),le abbiamo detto che la deve regalare agli estranei ai quali mia nonna ha sempre dato la sua fiducia piuttosto che ai suoi famigliari.
    Brutte cose non ve le auguro disturbano molto anche psiche di un adulto, perchè vanno a richiamare sensazioni che arrivano fino all’infanzia che creano interrogativi ai quali non si riesce a dare risposta perchè più grandi di te. buonaserata a tutti

  • Viktoria ha scritto:

    Buongiorno,
    sono la mamma di due bambini di uno e tre anni, sposata felicemente. Fin dall’inizio della mia prima gravidanza mio padre ha voluto interrompere i rapporti con me e suo genero (mio marito) a seguito di fatti molto spiacevoli (e per noi moralmente gravi) di cui lui si è reso protagonista. Non mi ha mai chiesto notizie della gravidanza, nè ha mai chiesto di vedere sua nipote. Quando è nato il mio secondo figlio non lo ha nemmeno saputo, sono stata io a metterlo al corrente qualche mese fa in una occasione in cui ci eravamo incontrati per certe questioni di cui parlare (non riguardanti i nipoti). Ora, a distanza di tre anni e mezzo lui chiede di poter vedere i nipoti. Purtroppo mio marito non è molto propenso poichè anche lui, a suo tempo, è stato trattato a maleparole da mio padre. Come dobbiamo comportarci? Oltretutto ai miei figli non ho mai parlato di questo nonno che non era presente, quindi la questione è alquanto delicata anche dal loro punto di vista. Mi può dare un consiglio?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Viktoria, direi che al momento è una questione vostra personale e non ha nessun risvolto giuridico. Comportatevi come ritenete più opportuno per i bambini.
    Il nonno non ha un diritto di frequentare i nipoti che può azionare così facilmente, se c’è il dissenso dei genitori. Tra l’altro il vostro è un dissenso motivato, anche dagli anni di totale assenza.
    Siete liberi di decidere.

  • cristina ha scritto:

    Salve a tutti, avrei bisogno di un consiglio riguardo la situazione che sto vivendo.Sono sposata da 1 anno ed ho un figlio di 11 mesi.Prima di sposarmi ho convissuto con il mio attuale marito nella casa in cui stiamo adesso(di mia madre che ci dà un tetto sopra la testa)e già all’epoca, cioè 3 anni fà mia suocera si intrometteva nei rapporti tra me e suo figlio,faceva di tutto per colpevolizzarmi di aver rovinato la loro famiglia e oggi capisco che parlava così perchè hanno sempre avuto un rapporto morboso in quanto lo ha avuto a 15 anni e l’ha cresciuto senza il marito accanto quindi lo vede più come un marito anzichè un figlio.Io in pratica mi sento l’amante della situazione.Ad oggi la condizione è andata peggiorando, in quanto non solo si è permessa di insinuarsi nella nostra vita dando imposizioni che lei chiama consigli, ma vuole anche intromettersi nelle decisioni per nostro figlio in tutto e per tutto, non parlando del fatto che mi sono sentita dire da mia cognata di non essere la madre di mio figlio, che mio figlio mi usava solo perchè lo sfamavo…insomma parole assurde.Ho battezzato mio figlio dopo 8 mesi dalla sua nascita e lei avendo avuto una discussione riguardo a chi lo avesse dovuto battezzare non si è presentata,nè lei da nonna, nè sua zia.Io non ho intenzione di far vedere mio figlio a persone così che mi hanno sempre mancata di rispetto e sarebbero capaci di mettermelo contro.Cosa posso fare???Potrebbero denunciarmi per vederlo???Ovviamente mio marito è stato completamente plagiato dalle loro parole e vorrebbe farglielo vedere, ma io essendo più obiettiva non me la sento proprio!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Cristina, come avrai già letto nel post, non c’è possibilità di “denuncia” per questi fatti. Capisco però che la situazione è tesa e prima di tutto credo proprio sia il caso di risolvere il conflitto con tuo marito.
    Ci sono soluzioni “intermedie”: può frequentare lui madre e sorella, portando con sè vostro figlio, magari per brevi visite, alle quali tu non sei costretta a partecipare. Trovare una mediazione, farà senz’altro bene a tutti.

  • Juri ha scritto:

    Salve,
    come avevo già scritto diversi mesi fa mi trovo nella stessa situazione descritta da Cristina ma nella veste opposta. Mia moglie non vuole far vedere mia figia a mia madre e invece lo vorrei.
    Onestamente per quello che posso leggere nelle righe di Cristina, mia madre ha fatto molto meno ma il risultato non cambia.
    Mia moglia ha espressamente detto che se mia madre vede la bimba, lei divorzia! brutta situazione al quale io sono costretto a sopportare per il bene della piccola (21 mesi).
    Se posso dare un consiglio a Cristina, non ti far prendere troppo dalla rabbia e cerca di capire quelle che sono i sentimenti della persona che hai a fianco. Nessuno chiede a te di andare daccordo con tua suocera. se veramente ami tuo marito, rispetta anche la sua volontà. Io sono ormai 18 mesi che vivo in questa situazione e ammetto che non vedo un buon futuro. Onestamente non so cosa fare e non vedo vie di uscita. Ormai sono parecchi mesi che accetto la situazione con tanta sofferenza. Buona fortuna

  • Emanuela ha scritto:

    Buongiorno,
    avevo già scritto tempo fa e leggendo le vostre parole non posso fare a meno di non riscrivere.
    La mia famiglia sta vivendo una situazione simile a causa di mio fratello e della moglie, che non vogliono avere rapporti con noi e si rifiutano di farci vedere la nostra nipotina.
    Io ho 27 anni, sono ancora una bambina, ma mi sento in dovere di mettermi dalla parte di quei nonni che purtronno non possono vedere i figli e i nipoti. Leggo molte volte di nuore, che odiano le proprie suocere e fanno il lavaggio del cervello ai mariti, li ricattano minacciando di chiedere il divorzio e fanno di tutto per allontanarli dalla famiglia di origine. Ma a questo punto vorrei sapere, e se i loro figli, che tanto amano e che difendono dalle grinfie delle nonne, un giorno facessero la stessa cosa, come si sentirebbero? Una donna che allontana il proprio marito dai suoi genitori, può dire di essere veramente innamorata? Io non credo! Amare significa voler rendere felice l’altra persona, ma così facendo si rende felici solo se stesse.

  • cristina ha scritto:

    Vi ringrazio per i consigli, ma sento il bisogno di dire una cosa: avendo avuto questa brutta esperienza con mia suocera e mia cognata sicuramente io quando la ruota girerà anche per me saprò come comportarmi facendo solo ed esclusivamente il Ruolo di Nonna e non intromettendomi mai nella vita privata dei miei figli con le mie future nuore perchè altrimenti rovinerei il rapporto con loro e soprattutto invaderei la famiglia che si sono creati.Insomma ognuno deve stare al suo posto per avere la pace perchè purtroppo spesso e volentieri non ci si rende conto che quelli che vanno di mezzo sono proprio i bambini non avendo nessuno colpa.Rispondendo ad Emanuela vorrei dire che il lavaggio del cervello nel mio caso non l’ho mai fatto, anzi anche quando mia suocera ha sbagliato nei miei confronti e non solo cercavo di passarci sù, ma quando ti rendi conto che si passa veramente il limite a quel punto l’unica soluzione è chiudere i rapporti.ti posso assicurare che non conta solo l’amore…anche il rispetto.io ho sopportato troppe mancanze di rispetto.

  • Emanuela ha scritto:

    Cara Cristina,
    è chiaro che le dinamiche che accadono in famiglia siano diverse per ogni persona, il mio non era un attacco nei tuoi confronti, assolutamente, volevo semplicemente asserire che come ci sono molte suocere insopportabili, ci sono anche tante nuore. Non conosco la tua famiglia e non posso e non voglio giudicare, ma conosco la mia e posso dirti che la parola “rispetto” non fa parte del linguaggio di mia cognata. Ti posso assicurare che i miei genitori non sono mai stati invadenti, cattivi o irrispettosi nei suoi confronti, ma lei è riuscita ad allontanare mio fratello da noi…il motivo? Non avevamo soldi per pagare il loro matrimonio in chiesa! Ho cercato in tanti modi di far ragionare mio fratello e la moglie, ma senza successo. Purtroppo vogliono fare la vita da nababbi e noi che siamo dei poveracci non siamo alla loro altezza. Vedo i miei genitori soffrire e non darsi pace e questo non posso sopportarlo. Purtroppo è dura perdere un figlio, soprattutto se il figlio è vivo e vegeto ma ti ha rinnegato come genitore.
    In ogni caso se vuoi chiudere i rapporti con tua suocera e tua cognata sei liberissima di farlo, ma non puoi impedire a tuo marito e ai tuoi figli di continuare a frequentarle. Tu accetteresti di non vedere mai più i tuoi genitori?
    Emanuela

  • Silvia (author) ha scritto:

    Emanuela, Cristina, Juri: sono certa che, da diversi punti di vista, concordate tutti sul fatto che cercare una mediazione, in questi casi, è necessario. Nessuno obbliga alla frequentazione tra sdulti, ma almeno ai bambini è giusto concedere la conoscenza dei nonni.
    Sono comunque conflitti tra i più frequenti e sono uno dei motivi principali di separazione delle coppie.
    Più che le vie legali, vi auguro di trovare una soluzione di buon senso.

  • michi ha scritto:

    buonasera,

    ho 21 anni e un imbo di 19 mesi. Per tre anni non ho avuto rapporti con i miei genitori perche non approvavano il mio compagno. a 18 anni me ne sono andata di casa dopo che mio padre alzò numerose volte le mani su di me per impedirmi di vedere il mio compagno.
    ora siamo per il servizio sociale perche loro vogliono vedere mio figlio, il tribunale dei minori per il momento mi sta obbligando a farglielo vedere, io ho chiesto udienza al giudice ma per ora non ho ancora avuto risposta. cosa posso fare per non fargli vedere piu mi figlio? sono disperata. ti prego aiutami.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Michi, non capisco come possa esserci un obbligo di far vedere il bambino ai nonni, se non c’è stata un’udienza.
    Quale tipo di provvedimento stabilisce l’obbligo?
    Sei assistita da un legale? Credo sia necessario che ti faccia aiutare da un avvocato che si occupi di questa materia.

  • michi ha scritto:

    ciao silvia,
    grazie per avermi risposto. io non me ne intendo ma è arrivato un provvedimento da parte del tribunale dei minori che dice di far vedere anche una olta al mese il bimbo ai nonni e da il compito all’assistente sociale di regolare gli incontri. è un provvedimento provvisorio. il mio avvocato dice che sono obbligata a fare questa cosa perche se mi rifiuto posso andare incontro a cose peggiori. è vero?

  • fabiana ha scritto:

    ciao Silvia ho letto i commenti su diverse situazioni conflittuali che determinano difficoltà nella frequentazione di nipoti-nonni.Anche noi abbiamo fatto questa scelta quindi i nostri bambini di 11 e 9 anni non frequentano nonna e zie paterne.Voglio precisare che questa scelta è stata fatta congiuntamente con mio marito per tutelare la serenià familiare!Una scelta meditata a lungo e indispensabile per tutelare il benessere di coppia ,di genitori e in particolare dei bambini.I nostri figli sono a conoscenza di quanto è accaduto e vivono serenamente questa situazione.Hanno due genitori uniti che pensano solo alla loro serenità.Ora mi chiedo perchè qualcuno vuole toglierci questo diritto!!!!!!!!!!!Noi genitori di 43 e 44 anni(quindi non ragazzini capricciosi e dispettosi) non possiamo fare scelte educative per garantire la serenità familiare!Credo che per il momento i nostri figli abbiano necessità di questo!!!!!!!!!!Eventuali influenze negative potrebbero interrompere questo equilibrio ,dobbiamo correre questo rischio?Quando i nostri figli saranno grandi potranno fare le loro scelte ma allora sarò sicura che nessuno interferirà sul nostro incontestabile modo di essere GENITORI!!!!!!!!!!!CIAO FABIANA

  • Silvia (author) ha scritto:

    Fabiana, in realtà, quello che dici è esattamente ciò che le nostre norme e la giurisprudenza vuole affermare e tutelare. Se si va in giudizio su casi simili, non c’è un diritto dei nonni di frequentare i nipoti, ma si indagherà solo sul benessere dei bambini, con o senza frequentazione. Se i genitori hanno dei motivi validi, vengono presi in seria considerazione.

  • fabiana ha scritto:

    Silvia ti ho risposto con un’email ma non ho problemi a pubblicare il mio commento anzi fallo pure ciao ciao!Ho solo avuto premura a risponderti!ciao a presto

  • Rosy ha scritto:

    Salve,ho sepre avuto con i miei figli un rapporto molto difficile.Ho potuto freguentare per pochissimo tempo i figli di mia figlia,il quale mi adoravano e io ero pazza di loro,ma per le strane turbe di mia figlia sono stata esclusa dalla sua vita,creandomi dei casini sia con la famiglia di suo marito,sia con tutte le scuole che freguentavano i miei nipoti a partire dagli asili,presentava attraverso il comune delle lettere che mi vietavano di avvicinarmi a loro.Premetto che non ho alcun divieto di legge per non freguentare i nipoti,ho solo una figlia ingrata e molto cattiva che ha pure influenzato i suoi due fratelli.Tant’è che da nove mesi uno dei miei figli è diventato padre e anche lui non mi fa vedere il nipote.Ora i figli di mia figlia hanno 16 e 12 anni ma purtroppo per loro sono un’estranea,mia figlia pur sapendo quanto ci stavano male specialmente la bambina se ne fregata di farli amare da me,ha fatto di tutto per separarci,incurante dei nostri sentimenti.Io per amore di loro non ho mai fatto richiesta al giudice per vederli perchè si sarebbero messi di mezzo assistenti sociali e questo oltre ad essere umiliante per me sarebbe stato un trauma per i miei nipoti.Avevo incaricato un avvocato donna di fare il modo di portare anche davanti a un giudice i miei tre figli per sentire dalle loro bocche di cosa mi accusano e perchè mi odiano fino al punto di aver interrotto tutti i contatti,di avermi abbandonata e oltretutto di essermi nemici e farmi mancare di rispetto da tutti stando persino dalla parte di chi mi usa violenza fisica.E dopo tanta insistenza per far lavorare quest’avvocato che mi aveva fatto sperare tanto ma che invece si è dimostrata una bugiarda e incapace,dopo sette mesi un giorno mi ha inviato un e-mail che mi diceva che mio figlio accettava di farmi conoscere suo figlio con la presenza di un avvocato e in un luogo publico,sentendomi umiliata perchè nemmeno io ho chiesto una cosa simile con il loro padre pur essendo un violento e mascalzone mi sono rifiutata,anche perchè se avessi accettato successivamente avrei sofferto per il desiderio di rivederlo.Comunque ho levato il mandato all’avvocato incapace e ne sto cercando uno serio, ma sono talmente scoraggiata perchè noi che abbiamo diritto al gratuito patrocinio siamo di serie C neanche di serie B.Faccio presente che ho dato tutta la mia vita per i miei figli e crescerli da sola è stata molto dura,ho cercato di fare anche l’impossibile per averli sani e onesti,ma io ho avuto tutti i dispiaceri e gli altri si godono le gioie.Vorrei tanto abbracciare questi nipoti e chiedergli perdono io al posto di mia figlia.Avevo un genero che mi rispettava ma mia figlia è riuscita a farmi offendere persino da lui.Sono 16 anni che piango per questa storia tanto aberrante.Sapere che tutti si riuniscono anche nei giorni di festa e nessuno pensa a me da sola mi spezza il cuore.Loro tutti mi mancano da morire,ma io a loro non gli manco.Eppure sono sempre stata dolce,amorosa,solare,buona,molto quadrata,responsabile,ho le mani d’oro,avrei voluto che fossero orgogliosi di me e invece mi odiano da morire e neppure loro sanno perchè.Da loro ho preso botte,parolacce,prepotenze e anche se li avevo denunciati ho ritrattato tutto per non rovinarli e ora invece di riconoscere che mi ci hanno cosretta loro,prendono la scusa di questo.Purtroppo da piccoli sono stati violentati psicologicamente dal comportamento del padre e invece di odiare lui che se ne sempre fregato di loro,fanno soffrire me.E sono anni che faccio un lavoro psicologico su me stessa per non impazzire.Scusatemi!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Rosy, più che tentare il ricorso in Tribunale non puoi fare (e considera che, come dico nel post, gli esiti non sono scontati, perchè non si tutela un tuodiritto di nonna). Comunque non è affatto vero che tutti gli avvocati che accettano di assistere i clienti in gratuito patrocinio li trattino come clienti di serie b o c, quindi cerca con cura un altro avvocato se con quello precedente si è interrotto il rapporto fiduciario.

  • Simona ha scritto:

    Salve,
    vorrei esporre il nostro caso e conoscere un parere/consiglio.Il babbo di mio figlio primogenito è deceduto quando il piccolo aveva 3 mesi.I rapporti con i nonni paterni sono sempre stati un pò difficili per diverse ragioni,incompatibilità caratteriale in primis.Ho comunque continuato a frequentarli con il bambino(quando potevo essere presente ,altrimenti glielo lasciavo anche,ma comunque mai a dormire) fino a che ho conosciuto mio marito (il piccolo aveva già compiuto 3 anni)Il loro rapporto è stato da subito splendido, si amano profondamente,ma questo legame ha generato delle gelosie che hanno portato ad un impossibile serena condivisione e gestione , tra le Ns. famiglie,delle visite del piccolo.Sono già trascorsi 3 anni(Lui adesso ne ha 6 e un fratellino che adora di 1)ma la situazione va sempre peggiorando,sono sempre più insistenti le voci che mettono in giro(comparse da subito) che vogliono rivolgersi al Giudice per farsi assegnare il diritto alla visita;ci tengo a precisare che, se anche loro si aspettano di più,il bambino lo vedono all’incirca ogni 10 gg massimo ne passano 15 e vederlo significa che lo hanno in “esclusiva”,senza la Ns. presenza .E’ veramente dura soprattutto perchè,sin dalle prime volte, il bimbo quando torna dalle visite è comunque turbato e si comporta in modo inusuale, spesso sfidando la Ns.autorità, ed anche se, con il tempo questo risvolto si è molto attenuato,si percepisce comunque che tentano manovre per manipolarlo(è proprio un modo di fare che li contraddistingue)un esempio semplice:ha sempre chiamato papi mio marito fino a che non è nato il fratellino ed ha iniziato a chiamarlo babbo(lui gli ha sempre detto che lo poteva chiamare come più gli piaceva)ma si capiva che, fino ad allora si era trattenuto per far contento qualcun’altro ,la conferma l’abbiamo avuta quando,poco dopo il cambio di appellativo,ritorna dai nonni sostenendo che però loro gli dicono che il suo babbo è un altro.Per fortuna, anche se con mio marito entriamo in contrasto quasi in ogni occasione ,tra Noi il rapporto è ben saldo, ma la mia preoccupazione ,arrivando al punto,è quella di rischiare di far intervenire i Servizi Sociali a seguito di una richiesta partita dai nonni(insoddisfatti perenni) e magari accolta dal giudice che vuole verificare la situazione.Beninteso che la mia preoccupazione è per ciò che subirebbe il bimbo….stò pensando di rivolgermi ad un legale per tutelarci in questo senso,certo è che moralmente mi sento in colpa sia perchè continuo a mandarlo, e non ne sono contenta ,e ,di contro , a non mandarlo la mia coscenza non so se me lo permette…accetterei volentieri consigli ed opinioni.GRAZIE

  • Silvia (author) ha scritto:

    Simona, ti stai comportando in modo ineccepibile. Tuo figlio continua a frequentare i nonni paterni con una frequenza più che accettabile.
    Se anche fosse interpellato un giudice (ma sarebbe davvero avventato consigliare un ricorso al giudice da parte di un legale in un caso del genere!), non farebbe altro che chiedere di verificare la situazione ai servizi sociali di zona, che, comunque, si limiterebbero a qualche incontro e colloquio.
    Appurato che il bambino vede i nonni, che sta benissimo con tuo marito e che è in una famiglia solida e sana, non ci sarebbe nulla da aggiungere. Spesso i servizi sociali si limitano ad interventi minimi e ad una breve relazione.
    Credo che tuo figlio ora inizi ad essere in grado di fare delle scelte consapevoli, come quella di chiamare babbo tuo marito, e le manipolazioni da parte di terzi saranno sempre più difficili e meno incisive. In fondo il legame con la famiglia di suo padre sarà importante per lui anche in futuro. Quello che fai è giusto, ma è anche più che sufficiente.
    RIvolgersi ad un legale voi per primi, allo stato, mi sembra inutile.
    Se invece riscontrate dei comportamenti contrari all’interesse del bambino da parte dei nonni, inviate una comunicazione scritta con la quale chiedete di non ripeterli (in tono fermo, ma non ostile). Ricordati che la legge riconosce a te sola (in questo caso) e poi a tuo marito (anche se non padre biologico) in subordine, il diritto di indirizzare ed educare tuo figlio.

  • Rosy ha scritto:

    Cara Simona, mi rendo conto che la situazione è molto delicata,perchè il bambino potrebbe vivere una situazione di confusione, se nessuno è in grado di aiutarlo, in questo momento tanto difficile per lui che, sta apprendendo via,via e formare il carattere. Io credo che, i nonni dal gran dolore della perdita del figlio,sono come ciechi e se sono gelosi la cosa è quasi leggittima.Sta a te cercare di affrontare la questione in maniera civile e pacata con i tuoi suoceri,dovresti armarti di dolcezza e comprensione, dicendo parole di conforto e nello stesso tempo fargli capire che il bambino deve crescere sereno, e se così non sarà il suo equilibrio potrebbe avere delle brutte conseguenze.Quello dei legali,assistenti sociali e giudici è un errore molto dannoso per la psiche del bambino.La prima cosa da fare è chiarirsi tu e i tuoi suoceri escludendo tuo marito,perchè probabilmente la gelosia nasce dal fatto che c’è lui,e tu che sei mamma devi capire questo sentimento.Magari successivamente cerca di fare entrare nelle grazie dei tuoi suoceri anche tuo marito.Però prima parlagli con tutto il cuore confessandogli anche il tuo dolore per la perdita del loro amatissimo figlio e che non è stato facile neanche per te perdere il padre del tuo bambino,oltre al tuo amore.Devi solo entrare a far parte del loro dolore e vedrai che se invece di usare l’ostilità usi la comprensione e il rispetto per il loro grandissimo dolore le cose andranno meglio basta mettere da parte l’orgoglio e le ripicche.Fai come se davanti a te c’è uno specchio e immedesimati tu cosa faresti al posto loro? Analizza tutta la situazione e buona fortuna.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Rosy, perdonami, ma credo che dopo ben sei anni dalla perdita del figlio, per loro, e del compagno e padre di un bambino di tre mesi, per Simona, il lutto, per quanto gravissimo, dovrebbe quanto meno essere stato elaborato.
    E’ comprensibile che la perdita di un figlio sia quanto di più innaturale ed inaccettabile per un genitore, ma dopo sei anni ed un nipote che cresce sereno, dubito che la questione sia quella.
    La gelosia nei confronti dell’attuale famiglia di Simona non credo che possa definirsi legittima. Simona mi sembra che non stia affatto usando l’ostilità, tutt’altro: i nonni vedono il bambino ogni 10/15 giorni ed anche in assoluta autonomia, che mi sembra una frequentazione più che adeguata.
    Non credo neanche che il marito debba “entrare nelle grazie” dei nonni del figlio: il marito di Simona è il presente e, per quello che ci racconta, è anche il miglior presente si possa immaginare per i due figli. Non ha altro compito che quello di essere un buon padre per due (o più) figli, senza elemosinare consensi.
    Minacciare di rivolgersi ad un giudice per ottenere non si sa quale ulteriore beneficio nei confronti del nipote, come espresso dai nonni, non mi sembra un’adeguata manifestazione del loro dolore. Se questo dolore è tanto cieco, mi sembra giusto che Simona cerchi di restituirgli la vista per il bene dei suoi due figli e di suo marito.

  • Laura ha scritto:

    @Simona, perdere un figlio è terribile e ci sono persone che non si risollevano più. I miei zii hanno perso un figlio da più di dieci anni, ma non si sono ancora ripresi e forse non si riprenderanno più. Da quello che scrivi il tuo comportamento mi sembra fantastico. Io proverei a parlare con loro, solo tu e loro due per tentare di chiarirsi, per spiegare quello che hai passato quando sei rimasta sola, per farli partecipi delle tue emozioni prima che incontrassi il tuo nuovo marito. Mettere in mezzo una persona estranea… a me sinceramente non piace come soluzione… Credo che ai nonni interessi il benessere fisico e psicologico del loro nipotino… Perché non ti fermi anche tu con tuo figlio dai nonni? Magari sono amareggiati per averti persa come “figlia” acquisita, magari pensano che “ecco non viene neanche più a trovarci, non ci vuole più bene”… magari vogliono entrare a far parte della tua nuova famiglia, ma non sanno come chiedertelo… il dolore fa diventare le persone cattive!

  • Rosy ha scritto:

    Salve Sivia, Non esiste elaborazione al mondo per una tragedia, quando perdi un figlio. IO nonostante so che i miei figli stanno bene, non smetto un solo attimo di pensarli e muoio di dolore.E la gelosia mi rode, sapendo che tutti possono avere contatti, non solo con i miei figli, ma anche con i miei nipoti.Figuriamoci questi nonni che non hanno potuto gioire della felicità del figlio ch’era diventato pedre.E comunque fare vedere il bambino ogni 10/15 giorni non mi sembra che gli conceda molto a questi poveri nonni, specialmente che neanche glie lo lascia a dormire e magari neppure fanno qualche vacanza con il bimbo.L’amore di un nonno e una nonna non può darlo a contagocce a un nipote.Si impazza dalla gioia per i nipoti e si vorrebbero vedere tutti i giorni e fare tante cosine insieme a loro.E’ ovvio che questi nonni non stanno bene specialmente se qualcosa è cambiata da quando la nuora vedova si è rifatta una vita.Se vogliono rivolgersi a un giudice evidentemente hanno dei buoni motivi. E poi perchè no? Che il marito non può farsi voler bene? Se sono persone civili affrontano un passettino per volta la questione e con umiltà e senza il maledetto orgoglio si vengano incontro nel migliore dei modi, senza ferirsi o fare ostruzionismo. Basta mettersi a tavolino e chiarirsi, dicendo cosa una vuole dall’altra e arrivare ad un accordo.Per esempio se questi nonni si sentono alleviati dal dolore, con la presenza del nipotino, perchè non dare a loro questo sollievo? Infondo sarebbe un atto d’umanità visto che la vita è stata crudele per tutti loro. Però, la nuora si è consolata e chi ci ha rimesso e ci sta rimettendo sono i nonni.Bisognerebbe provare ad essere nonni per poi parlare e giudicare, allora forse capireste che si diventa pazzi per i nipoti, e sapete perchè? Perchè siamo più saggi e non abbiamo più la fretta per arrivare a fare tutto.Conosco una donna che gli morì il marito e la lasciò con due bambini di cui una appena nata.Avendo avuto un bel matrimonio si è dedicata ai figli e addirittura dormiva nella camera con i figli.Conviveva con i suoceri e insieme si sono aiutati a superare questo dolore.E stata chiesta in moglie da diversi malei ha rispettato il ricordo del marito.Anche una mia amica ha fatto la stessa cosa.Con questo non significa che voglio criticare la scelta di Simona, però mettetevi nei panni di chi ha perso un figlio e poi vede che la nuora lo rimpiazza con un altro e magari questo detta legge pure quanto e come i nonni debbono vedere il nipote.IMMEDESIMATEVI!!

  • fabiana ha scritto:

    Per Rosy e non solo!
    la storia è molto triste e complicata e ho dovuto rileggerla tre volte
    per cercare di capire ma non so se vi sono riuscita.Ho capito che i
    rapporti di tutti i componenti della famiglia sono molto tesi e
    intuisco che ci sia molta sofferenza da parte di tutti. Anche i suoi
    figli hanno sofferto tanto e credo che da parte loro ci sia un
    atteggiamento di protezione per i propri figli cioè suoi nipoti.Rosy purtroppo non ho molto da dire in suo favore perchè in me è fortemente radicato il
    concetto di genitore che deve vigilare e tutelare sul benessere e la crescita
    psicofisica dei propri figli soprattutta quando per diversi motivi si creano situazioni familiari conflittuali di difficile risoluzione .in una mia precedente lettera ho voluto
    ribadire fortemente il concetto di genitore che ha l dovere di proteggere i propri figli da eventuali occasioni di conflittualità tra gli adulti. Detto questo mi viene spontanea la domanda Lei crede appunto che un avvocato o un
    giudice possa risolvere queste problematiche?Credo invece che
    contribuisca ulteriormente ad allontanarvi dai vostri figli signora!
    Riguardo ai nipoti ,una volta cresciuti credo che sentiranno forse
    l’esigenza di conoscerla e sentire la sua versione e se non lo faranno ,per amore di mamma e di nonna nei confronti di tutti aspetti in silenzio!A mio parere sarà più produttivo che far parlare un legale!Ci pensi bene come può un avvocato risolvere tutto questo !Lei crede che i suoi nipoti accetteranno serenamente di essere accompagnati da assistenti sociali o persone estranee a conoscere la nonna?Ci chiediamo davvero se loro vogliono affrontare tutto questo? Che trauma poveri bambini combattuti tra l’affetto dei genitori e quello di una nonna!
    Obbligati a fare un qualcosa che magari loro non vogliono?Lo potranno
    fare fino all’età adulta perchè obbligati dal giudice e poi?POUFFF tutto potrebbe svanire nel nulla!Ci pensi bene signora, non corra questo rischio e mi creda anche per esperienza personale , provi prima a recuperare il rapporto con i suoi
    figli che poi le cose vengono da sole!Ritengo infatti che sia fondamentale lavorare sul recupero del rapporto con i suoi figli ,con affetto,amore e pazienza! Credo che loro lo accetterebbero di più piuttosto che vedersi costretti a presentarsi in Tribunale!!!!!!!!!!A causa della loro mamma!!!!!!!!!
    Fabiana

  • Rosy ha scritto:

    Signora Fabiana, visto che non ha capito niente anche se ha letto tre volte, le consiglio di rileggere dall’inizio di questa pagina e forse capisce di cosa si sta parlando. Non si limiti a leggere solo le mie risposte.Grazie dei suoi consigli, ma arriva dopo me stessa. Si concentri signora prima di scrivere spropositi! Mi stia bene.

  • Rosy ha scritto:

    Sempre x la sig Fabiana il discorso inizia dal mio primo commento poi rispondo al commento della sig. Simona e successivamente rispondo alla sig. Silvia.Spero di averla indirizzata bene per capire il tutto.

  • Rosy ha scritto:

    SIGNORA FABIANA INVOLONTARIAMENTE HO CANCELLATO L-MAIL RISERVATA PERCHE’ PENSAVO FOSSE LO STESSO COMMENTO CHE HO LETTO NEL POST. LE DISPIACE INVIARLO.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Vi prego di mantenere dei toni corretti e rispettosi, se no modererò i commenti cancellandoli.
    Grazie.

  • fabiana ha scritto:

    Silvia mi dispiace se il mio commento è stato interpretato scorretto e non rispettoso.Se questo è avvenuto vi prego di scusarmi ma non era certo questo il mio scopo.Non so se la tua affermazione era rivolta al mio ultimo commento o ad altri ,non capisco in quale modo avrei potuto essere scorretta anche perchè credimi non fa parte del mio carattere.Ho solo voluto esprimere la mia opinione .Tu sai che i nostri commenti sono frutto delle nostre esperienze ,volevo solo dire la mia in base a ciò che vivo personalmente.Perciò se è stato male interpretato e qualcuno pensa che abbia parlato a sproposito solo perchè forse non ho affermato la stessa opinione,ti prego di scusarmi ulteriormente ,ma pensavo che ognuno potesse esprimere il proprio parere ,anche se non della stessa opinione.Non mi permetterei mai di turbare la sensibilità degli altri!Ci terrei molto a sapere se ciò che hai scritto era rivolto a me e dove ho sbagliato sarebbe per me un occasione di crescita.Grazie Fabiana

  • Rosy ha scritto:

    Salve, per favore non inviatemi più per via E-MAIL i vostri commenti perchè non voglio stare male per qualcuno che giudica senza conoscermi e crede di sentirsi migliore sia come mamma e sia come nonna.Da anni faccio un lavoro psicologico su me stessa per non impazzire figuriamoci se voglio stare male per qualcuna che si permette di darmi lezione di come mi debbo comportare per il mio immenso dolore.Ho cercato di dare un consiglio umano e da persona adulta, mettendo a disposizione la mia saggezza con il problema che ha scritto la signora Simona.Il mio era un messaggio esclusivamente d’amore da mettere davanti all’orgoglio, ma visto che sono stata criticata perchè secondo la signora Fabiana, il mio concetto di mamma e di nonna non è radicato come il suo, preferisco evitare di leggere commenti che mi feriscono gratuitamente.Distinti saluti.

  • Rosy ha scritto:

    Ho scritto una mia richiesta ma ho avuto un problema a inviarlo.Comunque il concetto era di non inviarmi più i vostri commenti via e-mail.Non mi interessa essere ferita gratuitamente da chi si crede di avere il concetto della famiglia più radicato del mio.Ho dato un messaggio d’amore alla signora Simona consigliandole di metterlo davanti all’orgoglio.E ho notato che la signora Fabiana non ha perso occasione di dire degli spropositi,senza pensare di offendere. Consiglierei di leggere attentamente quello che ho scritto, non credo che sia incomprensibile fino al punto di essere io quella che non ha amore per i figli e per i nipoti.Chi si permette di giudicare, facendo persino paragoni di se e gli altri non merita attenzione di lettura.Distinti saluti.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Rosy, può semplicemente deselezionare la casella qui sotto che, evidentemente, Lei stessa ha selezionato per ricevere gli aggiornamenti dei commenti a questo post via email.

    Fabiana, non mi riferivo al tuo commento.

  • Rosy ha scritto:

    Salve, mi perdoni signora Silvia forse lei si riferiva allora a me? E per quale motivo? Mi pare di essere molto corretta nei confronti di tutti.Mi farebbe piacere un suo chiarimento.Grazie

  • fabiana ha scritto:

    Mi dispiace molto aver creato questo malinteso .Non era certo questo che volevo.Non ho voluto affermare che il mio concetto di famiglia è migliore di quello degli altri ,non ho mai voluto affermare nei confronti della signora Rosi che lei non ama figli e nipoti ,non mi permetterei mai!Tanto meno il mio scopo era quello di giudicare!Ho solo voluto esprimere il mio pensiero riguardo queste cause in tribunale che a mio parere talvolta ,ripeto talvolta, rafforzano e amplificano le conflittualità tra genitori e figli.Questo ho voluto solo esprimere e non offendere la sensibilità di nessuno.Riguardo al non voler leggere i miei commenti ,non si preoccupi signora Rosy smetterò di farlo per evitare equivoci e ulteriori malintesi.!!!Saluti a tutte Fabiana

  • Rosy ha scritto:

    Salve,signora Fabiana lei avrebbe dovuto leggere attentamente il mio racconto del 24 luglio,allora forse si sarebbe resa conto con quanta delicatezza ho tutelato i miei nipoti e protetto i miei figli. Se sono arrivata al punto di voler portare i miei figli davanti a un giudice,non inasprisco i rapporti.Sono 16 anni che cerco un dialogo per un chiarimento con mia figlia, scrivendo fiumi di parole d’amore, dichiarandole la mia sofferenza e che sarei stata pronta a voltare pagina se lei avesse fatto un cenno per tornare in pace da me.Ma ho saputo che strappava le mie lettere senza neanche aprirle e ha persino detto a gente di nostra comune conoscenza che non avrebbe svelato dove ha comprato la nuova casa, per non farmelo sapere,ha messo il n.telefonico riservato,anni fa ha persino cambiato numero di cellulare per impedirmi di inviarle sms pieni di parole affettuosi per lei e per gli altri.Il suo modo aberrante ha contagiato anche i suoi fratelli si stanno comportando come lei.Ho lavorato molto di psicologia soffrendo come un cane, da sola e in silenzio.Quando qualcuno ha cercato di capire perchè mi hanno esclusa dalla loro vita,rispondono che non sono stata una buona madre e se insistono chiedendo in che cosa ho sbagliato rispondono sempre che non sono stata una buona madre,però, se chi gli chiede perchè, è una persona che ci conosce da 40 anni loro rispondono non mi parlare di lei altrimenti non ti saluto più, tant’è che, se incontrano persone che mi riconoscono i sacrifici e possono essere testimoni del mio operato come mamma, i miei figli assumono un atteggiamento ostile.Allora,considerato che, non sono più giovane,i miei nipoti sono cresciuti,muoio dal dolore per non poter vedere e parlare con nessuno di loro,ripercorro tutte le notti,il ricordo dei miei bambini che tutelavo anche a costo della mia vita.E il pensiero che mi hanno fatto e mi fanno ancora tanto male,ma oltretutto me lo fanno fare anche dagli altri.Ho deciso che è arrivato il momento, prima che sia troppo tardi di farmi dire alla presenza di un giudice perchè mi odiano e di che cosa mi accusano.Credo di avere il diritto di sapere perchè ho perso tre figli.Anche se lo so che il loro disamore è la causa di un’infanzia piena di traumi. Proprio nel periodo, che si formava il loro carattere, assimilavano, solo violenze, offese,maltrattamenti che il padre osava su di me in loro presenza.E anche se ero io la vittima, la mancanza di un padre, li ha portati ad agognare questa figura e dal momento che da me avevano tanto amore e oltretutto tanta protezione,incosciamente hanno preferito il padre che non li ha mai amati.Tutto questo è normale nella psiche umana, anche se pazzesco.Di solito si tende a desiderare ciò che non hai e ami chi non ti ama.Ecco tutto.

  • VIKY ha scritto:

    SALVE A TUTTI VOLEVO SAPERE ANCHE IO SE NONOSTANTE CERTI PROVVEDIMENTI PASSATI VERSO I NONNI SIA POSSIBILE ANCHE ALLA LUCE DI FATTI RECENTI IN CUI SI COMPORTANO IN MANIERA VERAMENTE IMPOSSIBILE SORVOLANDO LE MIE RICHIESTE LEGGITTIME DI VEDERE I BIMBI SOLA. SPARENDO ANCHE PER DIVERSI MESI CHE RACCIMULATI SONO CIRCA 2 ANNI E VENENDO DA ME SOLO QUANDO AVEVA BISOGNO ED IO CRETINA L’AIUTAVO PURE. E MINACCIANDO CON SERVIZI SOCIALI PER IL MIO COMPORTAMENTO DI FIGLIA VENDICATIVA E ALTRO (QUESTO è QUELLO CHE MI VIENE SCRITTO) OLTRE CHE INVASIONI SULLA MIA VITA PRIVATA. QUALCUNO SA CHE PROVVEDIMENTI POTREBBE PRENDERE UN GIUDICE?

  • Giovanni ha scritto:

    Gent.ma Silvia,
    il mio è un caso che penso si adatta molto a questo tema, in quanto da un giorno all’altro i miei nipoti mi sono stati negati, quando in precedenza li vedevamo io e la nonna, anche tutti i giorni.
    Questo per via di conflitti nati con mia figlia e suo marito e che si sono andati deteriorando, ma che nulla avevano a che fare con i nipoti. Ancora adesso quando incontriamo i nipoti per strada mentre i genitori non ci degnano di un saluti i nipoti ci corrono dietro ad abbracciarci. Il nipote più grande 12 anni ha presumibilmente capito tutto e infatti appare molto triste.
    L’unica preoccupazione nostra è che un’azione giudiziale di questo tipo andrebbe a peggiorare i già pessimi rapporti esistenti adesso (in realtà un genitore consapevole dovrebbe vedere questa cosa come un momento di riflessione sulla propria condotta).
    In genere se questa azione va in porto, i rapporti “obbligati” con i nipoti, sarebbero limitati a una volta al mese ? o potrebbero essere più frequenti e simili al periodo ante litigio?
    è necessaria anche l’assistenza di unno psicologo oltre all’avvocato per fare questa azione? posso contatattarla in pvt per avere un nome di un avvocato dalle mie parti?
    grazie
    cordiali saluti
    Giovanni

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giovanni, come ho spiegato nel post, sono procedimenti piuttosto complessi, il cui esito è legato all’interesse dei minori e non dei nonni. Ovviamente un ricorso innanzi al Tribunale per i minorenni non distende certo gli animi e i rapporti. Lo psicologo verrà, se ritenuto, nominato dal Tribunale e voi potrete nominare eventualmente un consulente di parte. Non è stabilito alcun limite alla frequentazione: modi e tempi saranno a discrezione del tribunale in base alle risultanze dell’istruttoria (colloqui con le parti, tra le parti e gli psicologi, relazioni di assitenti sociali, ecc.).
    Per i nomi degli avvocati, non ho conoscenze su tutto il territorio nazionale.

  • Donatella ha scritto:

    sono una giovane mamma ke ha avuto un bambino senza essere sposata….. il mio compagno mi ha lasciata subito dopo la nascita del mio piccolo. e ora i nonni vogliono vedere il nipotino…. io i primi tempi lo mandavo a casa loro anke x sei ore….. poi si sn comportati male e gli ho vietato di vederlo da solo. se volevano vederlo dovevano vederlo sl in mia presenza ma si sono rifiutati… in tutto ciò il padre nn si è mai fatto sentire… nè hanno pensato ad aiutarmi nel mantenimento del piccolo ke ho dovuto sempre pensarci da sola. ora il mio bimbo ha 9 mesi e loro vogliono vederlo da solo. ripeto il padre nn compare mai nè chiede mai del bambino. cm devo comportarmi x fare in modo ke il bambino non debba incontrare i nonni da solo.

  • Rosy ha scritto:

    Mia cara Donatella, anzitutto il bambino è stato riconosciuto dal babbo? Se è sì, visto che il padre non si preoccupa del mantenimento del bambino, lei ha il diritto di chiedere ai nonni un aiuto economico per il bambino,se non lo fanno, lei può chiederlo attraverso un giudice e sempre tramite lui, può chiedere che il bambino venga freguentato dai nonni in sua presenza essendo minore. Poi sta al vostro buonsenso di usare comportamenti e parole civili per non deteriorare la psiche del bambino. Auguri.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Non è poi così semplice ottenere dai nonni il mantenimento non pagato dal padre. E’ possibile, ma solo a srettissime condizioni e dopo un iter giudiziario piuttosto complesso.
    Per quanto riguarda la frequentazione, Donatella, puoi tranquillamente rifiutarti di lasciare il bambino dai nonni, senza complicazione alcuna. Non devi rivolgerti ad alcun giudice. SOno loro che, eventualmente, dovranno rivolgersi ad un giudice per vederlo, ma difficilmente verranno autorizzati a vederlo da solo se tu non vuoi. Tra l’altro, visto l’assoluto abbandono da parte del padre, non sarà facile neanche per loro ottenere giudizialmente qualcosa.
    Se tuo figlio è riconociuto dal padre, ti consiglio comunque di ottenerne l’affidamento esclusivo (dimostrando che il padre se ne disinteressa in tutto non sarà difficile) e la determinazione del mantenimento, anche se non lo pagherà spontaneamente.

  • Rosy ha scritto:

    Niente è semplice ormai con le aberranti legge che abbiamo, neppure le persone sono semplice, fanno tutto complicato e a volte pure impossibile per la fatica di non provare.

  • alice ha scritto:

    salve, ho 4 figli, uno di sei anni, due gemelli di tre e una femmina di un anno. Convivo con il padre, sono in conflitto con i nonni paterni che ritengono che i miei figli sono delle disgrazie. Non voglio lasciarli con loro senza la mia presenza. Mi hanno minacciato di andare da un giudice. A cosa vado incontro? Grazie!

  • Donatella ha scritto:

    cara alice io mi sono rivolta ad un avvocato… ke ha risposto alla loro lettera.. dicendo dopo avermi consultato e con il mio permesso ke i nonni possono vederlo sl in una presenza una volta a sattimana a casa mia x un’ora…….. inoltre se il padre non paga il mantenimento e siccome è nel nucleo dei genitori, saranno loro a dover rispondere del mantenimento…… magari in parte ridotta cmq sempre in base a ciò ke dichiarano……. e poi se nn pagheranno il mantenimento posso richiedere al giudice ke gli venga tolta la patria potestà………

  • Silvia (author) ha scritto:

    Donatella, la tua situazione è diversa da quella di Alice.
    Alice, nessuno può obbligarti a lasciarli con i nonni senza di te, non c’è giudice a cui possano rivolgersi per ottenere questo.
    Donatella, in realtà togliere la potestà al padre perchè non paga il mantenimento è piuttosto difficle…

  • Donatella ha scritto:

    nn solo xkè nn paga gli alimenti ma xkè in undici mesi nn l’ha mai cercato, vive lontanop da lui cn un’altra ragazza……. quindi x inaffidabilità e inadenpienza xkè nn fa il padre e nn l’ha mai fatto.t sembra poco……….

  • Rosy ha scritto:

    Spero che qualcuno abbia visto MATRIX ieri sera e abbia sentito che molte volte la rovina delle persone separate con figli,con danni psicologici ed economici sono gli AVVOCATI GLI ASSISTENTI SOCIALI E I GIUDICI.In questo momento sono molto arrabbiata perchè 24 anni fa un giudice ha asseghato a me il travagliato compito di crescere tre figli senza nemmeno chiedermi com’era la mia vita.Per trent’anni ho portato avanti “DA SOLA “il mio compito di vera mamma,mentre il procreatore se la spassava con le donnette e faceva la sua vita da scapolo,liberatosi di una famglia con solo 400 mila al mese e nient’altro perchè la legge non impone in maniera forte l’obligo di rispettare quello che il giudice ha stabilito,non trattandosi di mantenimento ma dei doveri affettuosi, mi veniva risposto che nessuna legge impone gli affetti, le premure, insomma tutte quelle cose che servono per crescere dei figli. E così ho dovuto affrontare l’inferno per SFAMARLI,LAVARLI,DARGLI UNA CASA.Ho fatto l’impossibile perdendo persino tanti milioni.Oggi mi sto distruggendo la vita perchè non mi rassegno nonostante siano passati 17 anni che mia figlia non mi parla e si è trascinata anche i fratelli non conosco i miei nipoti che sono due di mia figlia di 17 e 12anni e uno di mio figlio di 11 mesi.Sto perdendo la pazienza perchè da anni voglio chiarire questa situazione con l’aiuto di qualche avvocato,non voglio continuare a stare male sola come un cane,mentre il mio ex ha possibilità di poter vedere e parlare con tutti, ma nessun avvocato serio e professionale ancora ad oggi mi ha aiutata.Sono molto,molto schifata,mi trascinano di giorno in giorno, di mesi in mesi,di anno in anno facendomi perdere tempo e telefonate,sto veramente perdendo la pazienza ora.Non posso andare ancora avanti con questo immenso dolore.Un giorno ho visto mia nuora con il bambino,mi aveva promesso che sarebbe venuta a trovarmi anche per prendere la coserva di pomodori che ho fatto nonostante tutto per tutti e tre figli,ma sono passati 6 giorni e ancora aspetto la sua telefonata che mi annucia la sua venuta,dato che non ho la possibilità di contattare nessuno dei miei figli,sto impazzendo di dolore,anche perchè non ho nessuno al mondo con il quale sfogarmi e farmi cosolare.Vorrei trovare degli avvocati molto seri anche con il gratuito patrocinio altrimenti rischio d’imazzire e fare un atto drammatico.

  • Marco ha scritto:

    Salve! Mi chiamo Marco e sono di Roma. Ho un quesito da porLe. Mio fratello convive con l’attuale compagna e con i genitori di lei. Hanno due figli e a gennaio 2011 arriverà il terzo. Dopo una furiosa discussione avvenuta tra i miei (mia madre e il mio patrigno) e mio fratello con mia cognata ad agosto scorso, loro non solo hanno troncato i rapporti ma eplicitamente una sera via telefono hanno dichiarato a mia madre che lei non avrebbe più visto i suoi nipoti e così è avvenuto. Io come zio e mia madre come nonna abbiamo diritto a vedere i nipoti e soprattutto, se contatto un avvocato, può loro intimare di stabilire in presenza di un avvocato o un giurista degli incontri tra noi e i bambini?

    Grazie per la cortese attenzione.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Marco, un avvocato non può intimare nulla, al massimo potete far mandare una lettera per cercare un dialogo. Ma forse tramite un avvocato non è proprio la prima mossa ideale!
    Il vostro diritto di vedere i nipoti esiste nei limiti spiegati nel post: ovvero non è un vostro diritto vedere loro, ma un loro diritto vedere voi, se sarà considerato per il loro bene.
    Ovviamente potete sempre presentare un ricorso al tribunale per i Minorenni, sempre come spiegato nel post (ma lo hai letto, si?). Pensateci sempre, comunque, prima di contendere dei bambini in una battaglia legale: se c’è un’alternativa, è sempre meglio.

  • fabiana ha scritto:

    Salve
    Volevo semplicemente complimentarmi con i consigli saggi di Silvia ,anche io sono del parere che i bambini non vanno contesi nè tra genitori,nè tra nonni ,zii, ecc.Penso che deve essere sempre salvaguardata la loro serenità tenendoli lontani da conflitti e contrasti familiari che potrebbero offuscare la loro gioia e la loro tranquillità.Lavoro con i bambini e li amo molto ,purtroppo spesso ho dovuto assistere a situazioni spiacevoli di bambini contesi tra nonni, zii e genitori.I bambini chiedono solo di essere amati ma spesso loro vivono tutto questo come un peso ,si sentono responsabili di conflitti e tensioni che si creano intorno a loro!! Io ritengo che sia doveroso intervenire quando si hanno dei dubbi sullo stato di benessere o meno dei bambini,ma se questi vivono tranquillamente e con serenità con i propri genitori,perchè rovinare tutto questo con giudici e avvocati?Ancora complimenti Silvia per i tuoi consigli e spero che noi che leggiamo possiamo farne tesoro!ciao Fabiana

  • Marco ha scritto:

    Grazie per i preziosi consigli! In effetti ho seguito il suo consiglio e la situzione già sta un po’ migliorando…Grazie ancora!

  • fabiana ha scritto:

    Che felicità Marco ciò che dici è molto bello sicuramente un fatto positivo per te ,tua mamma e sono certa anche per i vostri adorati nipoti che ne trarranno sicuramente giovamento!Auguri per tutto vedrai che con il buon senso si arriva sempre ad una felice soluzione!ciao Fabiana.

  • eva ha scritto:

    salve mi chiamo eva due anni fa mi sono sposata in chiesa con un ragazzo che amavo molto piano piano l’ho visto cambiare e litigavamo sempre più spesso anke x le continue intromissioni della madre sono venuta a sapere cose tremende sul suo passato che aveva rubato partecipato a risse che aveva avuto problemi di droga lui è diventato addiruttura violento con me e quando ho manifestato la mia volontà di lasciarlo è sparito x tutta la notte di nascosto portando con sè la nostra bambina di soli 2 mesi potete immaginare il mio dolore e la mia preoccupazione i carabinieri li hanno ritrovati la mattina seguente mi hanno affidato la bambina e lui dopo poche ore ha ripetuto l’episodio fuggendo con la bambina che è stata ritrovata dai carabinieri e compiendo una sottrazione di minore. mi ha svaligiato casa portando via documenti soldi gioielli effetti personali miei e della bambina vestiti e mobili cellulari elettrodomestici. io sono andata a vivere a casa di mia madre lui mi ha tagliato le ruote dell’auto, mi ha rubato la macchina e il pc mi ha aggredito più volte con la bambina in braccio facendomi finire in ospedale, è venuto nella scuola dove lavoro rompendo tutti i vetriin presenza della bambina che ha rischiato di ferirsi, mi pedinava continuamente e miminacciava di morte finchè non è stato arrestato per stalking scontando due mesi agli arresti domiciliari. io ho la sicurezza che lui si droga e paccia droga, non si è mai preoccupato di mantenere me o la bambina nè di vederla e nemmeno i suoi genitori adesso a un mese dalla causa di separazione vorrebbero vederla…vorrei sapere se i nonni che l’hanno vista solo un paio di volte appena nata devono vederla, se lui deve vederla come e quando se ho speranze per ottenere l’affidamento esclusivo e la decadenza della potestà se posso ottenere ke lei non vada mai a dormire a casa di lui visto ke fa uso di droghe e convive con la sua amante ke si droga grazie mille

  • Rosy ha scritto:

    Mia cara casualmente sfogliando nel mio pc ho letto la sua drammatica richiesta d’aiuto scritta peraltro da un bel pò di tempo.Lei si deve rivolgere a un legale che la tuteli e le dà tutti i consigli di cui ha bisogno e può fare avviare a lui tutta la procedura che il suo caso necessità e se non se lo può permettere economicamente sappia che ha diritto al gratuito patrocinio.Si può rivolgere all’albo degli avvocati o lo può cercare tramite internet digitando avvocato penalista o civilista ( perchè il suo caso è di due nature)gratuito patrocinio, e la località dove lei si trova.Buona fortuna Rosy

  • eva ha scritto:

    sono infatti due i legali che si stanno occupando della mia situazione un civilista e un penalista ma avendo la causa a fine gennaio ero un pò in ansia loro mi dicono di stare tranquilla ma io vorrei tanto capire cosa potrà succedere a cosa vado incontro la prego mi aiuti

  • MOI ha scritto:

    Buongiorno sig.ra Silvia,
    spero di nn fare una domanda sciocca chiedendole qual è la sua competenza nel campo…
    ho una situazione al quanto delicata di cui magari preferirei parlare eventualmente in forma privata se possibile..in realtà ho dato una lettura sommaria dei commenti sopra elencati, io avrei bisogno di una delucidazione legale e non morale..è possibile parlare in forma privata se sì come? e la sua reale competenza è?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Eva, se due legali si stanno occupando del caso, sia sotto il profilo civilistico che penalistico, conoscendo a fondo la vicenda, gli unici consigli validi sono i loro.
    Da quel poco che leggo, sono stati fatti i giusti passi, quindi per qualsiasi dubbio, è giusto rivolgersi ai professionisti che hai scelto ed ai quali hai dato fiducia.

    Moi, sono avvocato, esercito a Roma e mi occupo di diritto penale e di famiglia. Attraverso questo sito, che si occupa solo marginalmente ed occasionalmente di questioni attinenti alle mie competenze professionali, non fornisco consulenze private. Può contattarmi tramite la pagina “chi siamo”, ma non assicuro risposte a casi specifici.

  • Rosy ha scritto:

    !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Eva cara, mi rendo conto del suo stato d’animo, considerando cosa stiamo vivendo giorno dopo giorno nel nostro Paese. Il mestiere dell’avvocato non è quello di assistente sociale,un avvocato bravo, non le dirà mai con certezza vinciamo, nel mezzo metterà sempre, non è sicuro.Invece se con facilità, dice vinciamo e lei ci crede, allora se ne stia alla larga e cambi avvocato. Però mi pare di capire che lei ha paura della reazione del padre della sua bambina e mi duole dirlo ma non esiste avvocato e nessun’altro che può prevedere la reazione di una persona,nemmeno uno psichiatra o uno psicologo hanno il dono di capire l’istinto umano. Secondo me farebbe bene a cambiare città e posto di lavoro. La bambina, è naturale che l’affideranno a lei. I figli vengono affidati sempre alla madre, anche se questa “è stata” una prostituta, ci debbono essere seri motivi per non darla ne al padre ne alla madre,ma mi pare di capire che lei lavora a contatto con i bambini,pertanto non si deve preoccupare.Per quanto riguarda la visita dei nonni se anche loro sono puliti,hanno diritto di vedere la bambina,forse in presenza di un’assistente sociale o di un legale per non fare avvicinare il padre. Naturalmente tutto va sottoscritto da un giudice con la richiesta che farà il suo legale.Spero di averle dato un pò di conforto con le mie parole, ma sopratutto di averle aperto un pò gli occhi,in questa società di gente superficiali e insensibili. Un abbraccio .

  • Vincenzo DI MARIA ha scritto:

    Ho letto di nonni che hanno il diritto di vedere i propri nipoti.
    Mi piacerebbe che venisse affrontata un altra situazione. Un figlio si separa e i suoi genitori ,la sorella(quindi zia) fanno finta che questo figlio(nipote) non esiste, mai ti chiedono come stà, mai un regalo a Natale, lo scrivente ha litigato con la propria madre, che pure ha una grande avversione contro la nuora, ma il piccolo G. che ha sei anni cosa c’entra?
    Enzo

  • Silvia (author) ha scritto:

    Vincenzo, ma come si fa ad obbligare giuridicamente una persona a frequentarne un’altra? Non esiste una sentenza che può imporre di provare affetto per un nipote.

  • giuseppa ha scritto:

    ho 55 anni e sono vedova,ho 1 figlio maschio di 26 anni che non riesce a trovare lavoro e che convive in casa con una ragazza dalla quale anno avuto una bimba che ha 2 anni e una figlia femmina di 23 anni ed anke lei non riesce a trovare lavoro neanche in nero…io tra 2 mesi prenderò la pensione di reversibilità che è di 341 €…e non basta per pagare l’affitto di casa che è di 360 € e non ho altre entrate.ho chiesto ai servizi sociali ma dicono che non ci sono sussidi e che il comune è indeficit…ho chiesto anche per avere un alloggio del comune ma non c’è ne sono,vorrei chiedervi…ho i genitori anziani che percepiscono 950 € di pensione erogata dall’inps e non pagano affitto perchè hanno casa di proprietà,posso chiedere a loro gli alimenti?come fare?visto che ho chiesto a voce e mi sono sentita rispondere un “NO” molto secco?AGGIUNGO ANCHE CHE IO SONO IMPOSSIBILITATA A LAVORARE PERCHè HO PARECCHI PROBLEMI DI SALUTE CON BEN 15 PATOLOGIE E PER ALCUNE PATOLOGIE NON RIESCO A FARE MOLTO CON LE MANI E NON MI REGGO BENE CON LE SCHIENA E LE GAMBE.ASPETTO FIDUCIOSA UN VOSTRO RISCONTRO,GRAZIE GIUSEPPA

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giuseppa, i tuoi figli non hanno altra scelta che rendersi indipendenti. Se sei del tutto inabile al lavoro, puoi chiedere che ti venga riconosciuta l’invalidità e, se di grado elevato, la relativa pensione. Dificilmente, se non sei invalida, potrai chiedere un assegno di mantenimento a due genitori anziani che percepiscono solo 950 euro di pensione.

  • giuseppa ha scritto:

    grazie per la risposta.
    si,sono invalida ma non percepisco l’indennità d’invalidità in quanto mi è stato riconosciuto il 46% d’invalidità però le mie patologie sono tante e importanti che elenco:1)DISCOPATIA POST LAMINECTOMIA,2)OBESITà,3)DIABETE MELLITO,4)IPERTENSIONE ARTERIOSA,5)SINDROME METABOLICA,6)RADICOLOPATIA L5-S1 BILATERALE,7)STEATOSI EPATICA DI GRADO SEVERO,8)RIZOARTROSI E X QUESTA CAUSA MUOVO LE MANI CON ENORME DIFFICOLTà,9)SINDROME ANSIOSA DEPRESSIVA CON CRISI LIPOTIMICHE,10)SINDROME DISVENTILATORIA A PREVALENTE COMPONENTE OSTRUTTIVA,11)GASTRODUEDENITE,12)ARTROSI METATARSALE E INIZIALI SEGNI DI SPINA CALCANEARE BILATERALE,13)GLAUCOMA CRONICO 4° e 5° stadio,14)FIBROMIALGIA ACUTA….E PER QUEST’ULTIMA SONO MOLTO LIMITATA NEI MOVIMENTI TANTO KE FACCIO MOLTA FATICA X METTERMI A LETTO E RIALZARMI QUANDO NECESSITA E PER SPOGLIARMI E RIVESTIRMI……15) IPOACUISIA PERCETTIVA BILATARELE .PER LE SUDDETTE QUESTE PATOLOGIE NON MI VIENE PRESCRITTO ALTRO CHE INTEGRATORI COME:LUTEINA,ACIDO ALFA LIPOICO,GLUCOSAMINA,CALCIO, MAGNESIO ECC ECC…PER’ALTRO PARECCHIO ONEROSI PER ME CHE NON HO ALCUN REDDITO per questo chiedo se posso avere anche un piccolo aiuto dai miei genitori visto che non ho alcuna risorsa.

  • Rosy ha scritto:

    Gentile signora Giuseppa perchè non si mette nelle mani di un avvocato civilista con il gratuito patrocinio. Può darsi che abbia fortuna a trovarne uno onesto e che non sia iscritto al gratuito solo per prendere in giro la legge. Il suo caso mi pare molto drammatico. Non so dove vive lei ma credo che qualche alloggio vuoto in tutte le città d’Italia esiste, provi a rivolgersi pure al SUNIA e insista a farsi le sue ragioni. Auguri!

  • Rosy ha scritto:

    Gentile signora Giuseppa, perchè non prova a mettersi nelle mani di un legale, un civilista con il gratuito patrocinio, puo darsi che lei sia fortunata a trovarne uno onesto che non sia iscritto al gratuito tanto per prendere in giro la legge. Il suo caso mi pare piuttosto drammatico tenti pure la strada del SUNIA io non so dove vive e non credo che in tutte le città Italiane non c’è una casa per lei. La invito a non arrendersi e le faccio i miei auguri.

  • giuseppa ha scritto:

    vivo a messina,sono stata in diversi caf e patronati tutti mi dicono che per me non c’è nulla il comune non ha soldi per poter chiedere un sussidio,i servizi sociali IDEM……….. quindi per me c’è solo la strada del suicidio?non riesco più ad andare avanti l’enel mi ha staccato anche la corrente lasciandomi solo una piccola lampadina non so più cosa fare e sto usando il computer di una vicina di casa.

  • Rosy ha scritto:

    @GIUSEPPA si rivolga ad una di quelle associazioni o alle parrocchie che predicano bene e razzolano male, visto che mandano aiuti di ogni genere e fanno volontariato per gli altri Paesi ma che scandalosamente chiudono gli occhi con la gente bisognosa che gli sta accanto. Si rivolga ai fintibuonisti,a tutti quelli che vanno a fare volontariato nei Paesi dove gli abitanti passano la vita a fare sesso nonostante i terremoti e il colera e ogni nove mesi senza sentimento e amore mettono al mondo un figlio pur sapendo che saranno dei disgraziati e vittime di traffico d’organi e prostituzioni, e tutti quelli che credono di fare del bene a tutto questo scempio, non si rendono conto che diventano complici di questi orrori. Si rivolga alla caritas, scriva delle lettere ai quotidini, al Presidente della Repubblica,insomma faccia valere la sua dignità di essere umano,di donna e di mamma. Ancora tanti auguri!

  • Serena ha scritto:

    @Rosy per quanto la situazione di Giuseppa sia disperata, non credo sia corretto dare contro a quelle associazioni che si danno da fare per aiutare le persone che ne hanno bisogno, indipendentemente da quanto e perché fanno sesso. Mi sembra una polemica fuori luogo in generale e in particolare in questo blog.

  • Rosy ha scritto:

    @Serena (author) vero?
    Non ho nessuna voglia di controbattere a una risposta che fa da presentazione del grado d’intelligenza. Molti parlano perchè hanno un taglio sotto il naso, altri scrivono per mettere nero su bianco. Poi ci sono quelli che parlano per lo spirito di contraddizione,e quelli che poveretti non riescono a vedere più in là, ma la cosa più scandalosa è la piaga del fintobuonismo. Dio ci ha creati perfetti e a tutti ha dato un cervello lasciando libero arbitrio di come usarlo.Se il mio precedente commento venisse letto senza farsi annebbiare la vista e farsi carico da finti paladini,sicuramente si debellerebbe la fame nel mondo,il commercio di organi e la prostituzione dei bambini.A quanto pare alla signora Silvia ha colpito solo l’argomento sesso, perchè ormai e a quello che diamo valore!

  • Rosy ha scritto:

    @Serena cancellando il mio commento mi ha dato la conferma che non ha abbastanza intelligenza e carattere. Non mi interessa più il vostro blog che altro non è mettere zizanie e dimostrare che non siete democratici. Vi voglio dire una cosa sola a tutti e due tuthor, visto che avete figli, passatevi la mano sulla coscienza per il futuro che state lasciando a loro.

  • Rosy ha scritto:

    @Serena le chiedo scusa per il mio commento delle 11:33 c’è stato un errore di trasmissioni probabilmente dei tempi di trascrizione,sono stata tratta in inganno dopo che avevo visto apparire e subito dopo scomparire il mio commento delle 11:12 le chiedo ancora scusa.

  • GIUSEPPA ha scritto:

    VI PREGO NN STATE A LITIGARE X ME,CMQ E TUTTO INUTILE XKè TUTTE LE HO PROVATE PRESIDENTE E POLITICI COMPRESI,PRETI FAMOSI E NON E NOTO KE NN C’è PIù NULLA DA TENTARE KE NN SIA GIà STATO TENTATO.

  • SARA ha scritto:

    QUALCUNO PUò AIUTARMI?SONO UNA RAGAZZA MOLTO GIOVANE,HO 23 ANNI E VORREI DEI CONSIGLI SU COME FARE NON AVENDO ESPERIENZE IN MERITO.SO CHE MAGARI NON è IL FORUM ADATTO MA DI SICURO QUALCUNO CHE PUò DARE UN CONSIGLIO C’è Mia mamma anche se è ancora giovane,ha 56 anni mi mette pensiero perchè dimentica tutto da un momento all’altro e noto il peggioramento giorno dopo giorno, anche quelle che sono state o erano le sue abitudini,essendo una persona malata e dovendo assumere tutti i giorni delle medicine che è importante assumere come le medicine per il diabete,colesterolo,pressione,fegato colon e quantaltro.E affetta anche da glaucoma e deve tutti i giorni mettere dei colliri agli occhi ma di tutto questo nn fa nulla mangia senza prendere le medicine e quando la controllo ha la glicemia a 350 e oltre pressione elevatissima e non so come fare,controllo le medicine e noto ke da giorni nn le prende.
    Io non posso stare con lei a casa perchè devo lavorare per altro lavoro precario in nero e con lo stipendio al minimo (350 €)non posso metterle una persona vicino come badante.
    Posso avviare la pratica per l’invalidità per avere diritto di accompagno?Lei è già invalida civile con il 40% e non ha alcuna pensione ha solo un reddito di 3600 € che viene erogato a 300 € al mese,si tratta di assegno di mantenimento e non ha beni immobili.

  • SARA ha scritto:

    vorrei precisare che siamo parecchie persone che utilizziamo lo stesso computer…notaste lo stesso indirizzo ip.e diversi indirizzi di posta elettronica.

  • francesca ha scritto:

    Salve a tutti,ho letto con molto interesse i post pubblicati su questo argomento e,al proprosito,avrei una domanda.io ed il mio compagno abbiamo un bambino piccolo.nei 5 anni di fidanzamento,sua madre non ha fatto altro che insultarmi,farmi piangere e mortificarmi,non avendo di fatto ma accettato la mia unione con suo figlio,avendo noi cittadinanza diversa e,quindi,cultura diversa.dinanzi all’inerzia del mio compagno,che in mia presenza mi difendeva dalle grinfie di sua madre e di nascosto correva a chiederle scusa per aver preso le mie parti adducendo come motivazione l’invalidità fisica di questa (mai capita come giustificazione!),ho deciso di salvaguardarmi da me,rompendo definitivamente il rapporto con lei.ad oggi che abbiamo un figlio,il mio compagno pretende che questi veda sua madre con regolarità,il ciò comporta portare il piccolo fuori dall’italia,anche a costo di farlo da solo.io,ovviamente non voglio per nessun motivo che mio figlio sia allontanato da me nè ho intenzione di accompagnarlo in questa assurda situazione,poichè questo comporterebbe far assistere il bambino alla deprimente scena della “nonna” che mortifica la mamma.ora mi chiedo,è possibile far sì che questa donna esca dalla mia vita familiare?mi posso appellare a qualcosa per impedire che veda mio figlio?il fatto che sia nato aldifuori del matrimonio (seppur riconosciuto dal mio compagno) mi tutela in qualche modo dalla mamma di lui?

  • Silvia (author) ha scritto:

    francesca, ovviamente il matrimonio non c’entra nulla. Se il tuo compagno porta vostro figlio in visita dalla nonna, difficilmente potrai impedirlo. Prima di tutto credo che tu debba risolvere la questione con il tuo compagno e trovare una linea comune di comportamento: insomma, o state insieme o non ci state.
    Se poi siete entrambi concordi nel non far frequentare i nonni paterni, si ritorna nei termini di quello che ho scritto nel post.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Sara, prima di tutto chiedi di verificare l’aggravamento dell’invalidità, che forse è concedibile. Devi iniziare con un certificato del medico di base e poi fare domanda di visita medica alla asl. L’indennità di accompagno è prevista solo con il 100% di invalidità.

  • I diritti dei nonni: qualche riflessione | genitoricrescono.com ha scritto:

    [...] legaliI diritti dei nonni: qualche riflessione Scritto il 24 Jan 2011 da Silvia No Comment Il post sui diritti dei nonni è stato uno dei più letti su genitoricrescono. Ci sono stati momenti in cui Analytics lo [...]

  • irma ha scritto:

    Noi siamo dei nonni che hanno perso un figlia e ilsuo bambino che è quasi sempre vissuto con noi assieme a nostra figlia (tranne un breve periodo perchè costretta dal giudice dei minori).Ora il bambino è stato affidato al padre che non l’ha mai nè curato nè mantenuto.Anche oggi il bambino è considerato un paco postale .Attorno a lui si alternano 4 0 5 persone .Il padre fa il camionista e praticamente è sempre via ,talvolt anche di notte .La sua amica fa solo il servizio di taxi ,perchè lavora tutto il giorno .Quindi questo bambino è stato trasferito (con un trauma non indifferente da un vera famglia ad una situazione senza nessun punto di riferimento,soltanto perchè il padre è il padre.Ma dove sono i diritti del bambino e l’interesse per il vero benessere psico-fisico del minore?Gli avvocati ci sono,ma la giudice credo che vada contro a tutti gli interssi del bimbo e anche alle disposizio della Corte Europea.Grazie Irma Facchin

  • desiree ha scritto:

    buon giorno,spero di aver trovato qualcuno che mi possa consigliare;sono sposata e ho una figlia di 11 anni,pultroppo mio marito è visceralmente attaccato ai suoi genitori ciò che fanno loro è tutto santo ,tutti i sabati lui deve andare a mangiare da loro…io sono una stupida ecc ecc…mia figlia non ha legato con i suoi per vari modi che hanno con lei oltre a non telefonarle mai non chiedere come ecc.. quando vengono qua (e c’e anche mia mamma)loro tre vanno in cameretta a giocare e mia suocera non riesce ad avere un approccio con lei…per giunta 2 anni fa erano venuti a casa nostra era iniziata una lite e DAVANTI A MIA FIGLIA suo padre a detto che lui non era pronto a diventare padre e mia suocera lo appoggiava!!ora il problema è questo: mia figlia anche ieri sera gli ha detto a suo padre del suo disagio nel vedere i nonni(domenica siamo andati a pranzo)e premetto che in base allo studio e sport di mia figlia..io gli ho sempre invitati a casa….quello che mi sta angosciando soprattutto per mia figlia è che al padre non interessa il disagio di sua figlia..NON SOLO MA ANCHE IERI SERA LE HA URLATO IN FACCIA CHE LUI È SUO PADRE CHE LA PUÒ PRENDERE E PORTARE DAI NONNI(OVVIAMENTE SENZA DI ME)ANCHE CONTRO LA SUA VOLONTA!!OVVIAMENTE MIA FIGLIA È DEMORALIZZATA DA QUESTA SITUAZIONE…MI FA PENA VEDERE CHE IL PAPÀ NON L’ASCOLTI E PENSI SOLO A SE STESSO…LA MIA DOMANDA È QUESTA UN PADRE CHE SI COMPORTA IN QUESTO MODO CIOÈ ANTEPONENDO SE E ISUOI ALLA NUOVA FAMIGLIA CHE SI È CREATO?

  • desiree ha scritto:

    MI SCUSI GRAZIE IN ANTICIPO

  • Silvia (author) ha scritto:

    Desiree… ma qual è la domanda? Io leggo solo un grande sconforto, peraltro comprensibilissimo. Forse la questione è più ampia del rapporto con i nonni e riguarda i rapporti tra tua figlia e il padre e forse anche tra te e tuo marito…

  • VIKY ha scritto:

    SCUSATE VORREI AVERE UN’INFORMAZIONE SE QUALCUNO ME LA SA DARE.
    QUANDO ERO BAMBINA IL GIUDICE DEI MINORI HA RICHIESTO PER ME L’ALLONTANAMENTO DAI GENITORI. ORA IO HO UNA BIMBA I MIEI GENITORI E IN QUESTI ANNI L’HANNO FREQUENTATA DISCONTINUAMENTE, NEI PRIMI DUE ANNI SONO MANCATI 2 VOLTE PER 6 E PER 7 MESI. POI ABBIAMO OSPITATO MIA SUOCERA PER QUALCHE MESE LEI SI è COMPORTATA MALE SI CONSIDERAVA LA PADRONA DI CASA COSì LE ABBIAMO DETTO DI TOGLIERE IL DISTURBO, NELL’ARCO DI QUESTI MESI SENZA IL NOSTRO CONSENSO CI HA PORTATO IN CASA UN SIG. CHE AVEVA CONOSCIUTO, POI ERA SEMPRE INVADENTE VENIVA QUASI TUTTI I GIORNI ANCHE CON QUESTO SIG. CHE HA FREQUENTATO PER CIRCA 1 ANNO,POI HA CONOSCIUTO UN ALTRO TIZIO CI SIAMO OPPOSTI AD UNA FREQUENTAZIONE TRA LEI, LA BIMBA E IL SIG E LEI CI HA PORTATO DAVANTI AL GIUDICE DEI MINORI SOSTENENDO CHE LE IMPEDIVAMO DI VEDERE LA BIMBA QUANDO IN REALTà LE AVEVAMO DETTO DI VEDERLA DA SOLA.
    QUALCUNO MI SA DIRE QUANTE POSSIBILITà CI SONO CHE SI INTROMETTANO I SERVIZI SOCIALI?

  • Claudio ha scritto:

    Sono padre di due bambini (14 e 9 anni) e sono separato da 2 anni e mezzo. Prima della separazione i ragazzi avevano la possibilità di vedere i nonni paterni durante le vacanze pasquali e/o natalizie, durante il periodo estivo e, in pochi casi, durante i week end in ci noi o i nonni decidevano di vederci. In particolare, durante il periodo estivo, causa anche gli impegni lavorativi miei e della mia ex, lasciavamo i bambini ai miei genitori (molto più giovani dei suoi) anche per periodi lunghi e comunque mai inferiori ai 15 gg. Dal giorno della separazione i miei genitori si vedono rifiutato il piacere di ospitare i nipoti nonostante questi abbiano, più volte, manifestato l’interesse ad andare in campagna coi nonni (cosa che fanno fin dalla tenerà età). La mia ex sostiene che posso portarli io nel periodo estivo a me spettante e che non è un problema suo se i miei genitori sono lontani (i suoi le vivono accanto). Davvero non posso far nulla per far si che i miei figli abbiano ancora il diritto di trascorrere parte delle vacanze estive dai loro nonni? Grazie!

  • desiree ha scritto:

    buongiorno grazie per aver risposto;si è vero dunque la domanda è questa:può un papà obbligare la figlia portandola dai nonni contro la sua volonta?nonostante lei faccia capire che non le va?e poi ha ragione il problema è che lui ogni volta che passa il sabato dai suoi torna con il muso! mio marito vive con i suoi un rapporto non di affetto ma di continuo ricatto(i ti d’ho dei soldi e tu devi fare come diciamo noi)”e così non avendo staccato il cordone ombelicale”premesso che mio marito lavora;credo che rimanga in confusione.LE FARÒ UNA DOMANDA “STUPIDA”Come faccio a fargli capire che dovrebbe badare un pò di più ai nostri sentimenti (senza nulla togliere che dai suoi ci può andare qundo vuole)GRAZIE IN ANTICIPO….immagino già la risposta se non la fatto finora probabilmente di noi non ne poi così bisogno?grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Desiree, non credo affatto sia una domanda stupida: forse ha bisogno eccome di voi, ma non sa uscire dalla gabbia del rapporto con i suoi genitori. Se questo è un nodo critico del vostro rapporto e degli equilibri familiari, ti conviene affrontarlo, magari facendogli capire che sei in grado di capire il suo disagio, ma che non può riversarlo sulla figlia.
    Prova a chiedergli se lui è contento di stare dai suoi, se si sente a suo agio (dato che mi dici che lo tengono un po’ sotto scacco)? E poi magari a pensare ad una bambina nella stessa situazione…

  • desiree ha scritto:

    grazie del consiglio centrato in pieno!!E proprio come ha detto lei lo tengono sotto scacco è sempre stato così(non volevano neanche che si sposasse!ecc ecc .s ha delle volte un consiglio da una persona esterna vale molto di più…proverò così..grazie ancora buona giornata

  • Irene ha scritto:

    Salve,
    vorrei sapere se due nonni paterni hanno diritto a vedere la nipotina mentre il figlio è in carcere.
    In pratica la nuora non gli fa vedere più la nipotina dicendo che quando il figlio uscirà dal carcere si vedra. loro possono far qualcosa?

    Grazie in anticipo per l’aiuto.

  • claudio ha scritto:

    Sono padre di due bambini (14 e 9 anni) e sono separato da 2 anni e mezzo. Prima della separazione i ragazzi avevano la possibilità di vedere i nonni paterni durante le vacanze pasquali e/o natalizie, durante il periodo estivo e, in pochi casi, durante qualche week end. In particolare, durante il periodo estivo, causa anche gli impegni lavorativi miei e della mia ex, lasciavamo i bambini ai miei genitori (molto più giovani dei suoi) anche per periodi lunghi e comunque mai inferiori ai 15 gg. Dal giorno della separazione i miei genitori si vedono rifiutato il piacere di ospitare i nipoti nonostante questi abbiano, più volte, manifestato l’interesse di stare con loro(cosa che fanno fin dalla tenerà età). La mia ex sostiene che posso portarli io nel periodo estivo a me spettante e che non è un problema suo se i miei genitori sono lontani (i suoi le vivono accanto). Davvero non posso far nulla per far si che i miei figli abbiano ancora il diritto di trascorrere parte delle vacanze estive dai loro nonni? Grazie!

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Claudio, l’unica via sensata è cercare di ragionare. Sconsiglierei a chiunque di andare in tribunale per 15 giorni di vacanze con i nonni negate. I ragazzi sono grandi e facciano valere il loro desiderio di trascorrere un periodo dai nonni. E tu prova a proporlo come un vantaggio per tutti: anche per la tua ex che così potrà approfittare di un periodo libera dai figli più lungo. Magari potrebbe farle piacere vederla come più tempo per farsi una vacanza tranquilla.

  • Silvia (author) ha scritto:

    La risposta è già nel post. Potrebbero ricorrere al tribunale per i minorenni, che decidrebbe solo valutando la necessità per i bambini di frequentare i nonni. La madre al momento ha la potestà sui figli e la esercita per forza di cose in modo esclusivo, anche se il padre mantiene i suoi diritti.

  • Claudio ha scritto:

    Anzitutto la ringrazio per la risposta poi…in quanto al contenuto, il termine “ragionare” è stato purtroppo abolito dalla mia ex, almeno per quanto riguarda tutte quelle che sono le mie proposte per il bene dei figli. Quì c’è una persona che decide e l’altra che si deve adeguare. La visita dei nonni altro non è che un punto del lungo contenzioso che si protrae da oltre due anni nonostante la separazione consensuale. Accompagnare i figli a scuola “alternativamente e secondo gli accordi e i reciproci impegni” equivale per la mia ex che io posso farlo solo “al bisogno” (tradotto: quando lei vuole). Comunicare con loro al telefono è sua “discrezione” perchè non chiaramente indicato sulla separazione. Poter partecipare liberamente agli impegni sportivi di entrambi vuol dire “mettere a disagio i bambini con scenate anche in pubblico” ecco perchè da un po’ evito. La mia domanda sui nonni era fatta al solo fine di capire se secondo lei un giudice tiene conto di questa cosa visto che per anni li hanno frequentati. Quanto al resto non crede sia un mio diritto far precisare quei punti indicati “genericamente” nella consensuale e accettati a suo tempo perchè confidavo nel “buon senso” dell’altra parte? La ringrazio nuovamente.

  • rita ha scritto:

    sono una nonna disperata, mia figlia si è suicidata lasciando una nipotina , il babbo mi impedisce di vederla, posso solo se vado dalla sua psicologa,lei mi dice cosa devo fare e dire alla bimba , sono andata da un avvocato, mi costa tanti soldi e ancora non si è rivolto ad un giudice per minori,sono sorda si approfittano di me, ora non mi fanno più vedere la bimba, il padre della bimba dice che io parlo male di lui, non è vero con la bimba raramente sono sola, cosa devo fare

  • Silvia (author) ha scritto:

    Rita, questo genere di segnalazioni al tribunale per i minorenni puoi farle anche da sola, con un esposto, senza bisogno di un avvocato. Cerca di speigare meglio possibile la situazione e chiedi semplicemente al giudice che valuti i fatti e che, se lo ritiene opportuno, convochi il padre: non sarà un ricorso rituale, ma spesso si muovono lo stesso.
    Comunque fai controllare se puoi essere ammessa al gratuito patrocinio: presso il consigllio dell’ordine degli avvocati della tua città ci sono gli elenchi dei legali che operano anche in regime di gratuito patrocinio.

  • Claudia ha scritto:

    Gent.ma Silvia, leggere tutti questi commenti mi ha fatto sentire un po’ meno sola ad affrontare una situazione penosa e assurda. Sono mamma di una bimba di 10 anni e zia di due mieravigliosi nipoti di 13 e 17 anni, che ho sempre amato come fossero figli miei. Da qualche anno mia cognata ha deciso di chiudere ogni rapporto con la famiglia di suo marito(mio fratello, appunto) vietando ogni eventuale contatto con noi tutti. Premetto che i miei genitori sono sempre stati suoceri esemplari, aiutando in ogni modo sia materiale che economico la loro famiglia, nonchè crescendo i nipoti, visto che vivevano nello stesso palazzo. Ora mia cognata impedisce ai ragazzi ogni rapporto e loro, come noi del resto, ne soffrono moltissimo. Non possono neppure frequentare mia figlia, una bambina di 10 anni, e gli è stato impedito di prendere parte alla sua Comunione, minacciando scenate in Chiesa se io, come zia, avessi insistito per averli. Offende continuamente tutti noi anche in presenza dei bambini e non perde occasione per ferire i nonni, che subiscono inermi. Scusi lo sfogo, ma tutto ciò non è per niente giusto. Sono una mamma anche io, ma non mi trincerei mai dietro al mio diritto genitoriale per impedire a mia figlia di vedere i miei suoceri e gli zii !!!

  • noemi gargana ha scritto:

    carissimi,5 anni fa mia figlia è uscita di casa x andare a scuola e non e piu tornate1legandosi di fatto ad un alcolista,spacciatore ed assuntore di droghe,tanto quanto lei.impossibile stabilire con entrambi e la famiglia di lui un rapporto civile.da tutto cio,mia figlia resta incinta1.non avendo accettato il padre di questo bimbo,mia figlia si scaglia contro di noi impedendoci di avere rapporti con lei ed il bimbo1.mio nipote.ho fatto appello alla legge 54.2006.risulteto?i servizi sociali,benchè consapevoli dei problemi dei genitori,alcolismo e droga,previa appuntamento con i genitori,hanno trovato il bambino ben custodito,quindi relazionano che indipendentemente dai problemi dei genitori,finchè il bambino è nutrito e curato,non importa se vive con dei delinquenti.bisogna attendere violenze fisiche sul minore.questa è la legge italiana e dei servizi sociali.quindi il tribunale dei minorenni di roma,sulla base della relazione dei servizi sociali consapevoli dei problemi dei genitori,ha emesso relazione positiva sugli stessi e quindi il tribunale dei minorenni di roma mi ha rigettato il ricorso x il diritto di visita a mio nipote.questa è la legge italiana.prima vere violenze fisiche,poi,in quanto nonna,potrò intervenire.che ne pensate?dovrò rivolgermi alla Corte dell’Aja legge 1989 o corte di new york x i diritti del fanciullo,pur contrinuando a vedere mia figlia morire e mio nipote sconosciuto.

  • Pinuccia ha scritto:

    Sono una nonna che non vede la nipotina. Da quando è nata l’ho vista raramente e sempre con la presenza costante di mio figlio. La sua compagna, mia nuora, francese e psicologa, non ha mai avuto piacere che io frequentassi casa sua e che volessi veder la bambina almeno per qualche minuto al giorno. Così mi sono accntentata di una visita di circa due ore la settimana (il sabato, quando lei era impagnata) o di pochi minuti per strada. Questo fino al compimento dei due anni della bambina. Un giorno con la scusa che io avevo dato in mano, ma alla presenza di tutti noi un bicchiere di vetro alla piccola, ha deciso che io non dovessi più vederla ed ha avuto una reazione poco edificante. Mio figlio, costretto a dover prendere posizione sull’accaduto, ha deciso di rompere i rapporti con noi. Questo è successo un anno e mezzo fa. Da allora nonostante i nostri ripetuti tentativi di riprendere i rapporti (li ho invitati anche ad una mediazione familiare), siamo stati sempre e più volte respinti e scacciati. Siamo stati malamente scacciati anche il Natale scorso, quando in occasione del compleanno della piccola – tre anni – ci siamo presentati alla sua porta con un meraviglioso regalo. Preso il regalo e mandati via in malo modo. Attualmente la situazione è questa: mio figlio vive con la sua famiglia in una casa che è nostra (lui ci ha messo nell’acquisto una piccola somma, in parte già restituita ) per la quale noi paghiamo ancora il mutuo, spese condominiali e di riscaldamento. Non possiamo vederli. Se scriviamo o telefoniamo non ci rispondono. Se ci presentiamo alla porta ci scacciano.
    So che altri nonni sono in una situazione simile alla nostra.
    Mi chiedo che famiglia abbiamo? Che figli abbiamo cresciuto? Quali sono i nostri diritti a trascorrere una vecchiaia serena, dopo aver lavorato, cresciuto i figli nel migliore dei modi possibili?
    Aggiungo che non vado dal Giudice dei Minori solo perchè non voglio vedere la bambina alla presenza di un’assistente sociale. Ma non so come fare per far rispettare quello che mi sembra un diritto naturale. Infatti oltre ad essere addolorata per non vedere più la mia nipotina, soffro anche per i sentimenti di odio che mio figlio mi manifesta.

  • lucrezia ha scritto:

    Gentile Silvia,
    ho letto con molta attenzione le domande poste e le risposte da lei fornite, trovandole tutte molto interessanti. Vorrei sottoporle il mio caso: ho perso mio padre nel 1997 e ho sempre avuto un rapporto di stima e affetto nei confronti di mia mamma. E anche mio marito le ha davvero voluto bene, come possono testimoniare le varie vacanze che lei ha trascorso assieme a noi e alle nostre bambine. Purtroppo 6 anni fa si è innamorata di una persona con valori morali ed etici completamente opposti ai nostri e a quelli che lei sempre ci aveva insegnato. Da allora i rapporti sono andati deteriorandosi, tra me e lei, anche in vista alle continue offese e all’invadenza di questo suo compagno,ma le bambine (ne ho 3) erano sempre state tenute al di fuori di tutto questo. Poi, qualche mese fa, la grande di 8 anni, mi racconta molto turbata, che quando andava a casa della nonna c’era sempre questa persona e che le faceva battute su di me che lei non capiva. Ho dovuto passare dei giorni a cercare di rassicurarla ma da allora è completamente venuta a mancare la fiducia necessaria ad un genitore per affidare ad altri i figli. Inoltre da allora è un continuo tormento psicologico perchè lei viene tutti i giorni a urlare alle bambine che sono delle poverette con una madre come me, ecc, mettendo in serio disagio me, mio marito e anche le bambine. Stamattina è venuta alle 7.30, mentre ancora stavo allattando, a urlare, davanti alle bambine, che mi avrebbe mandato l’avvocato e gli assistenti sociali e che avrebbero interrogato le bambine, ecc. Loro erano molto turbate. Ora la mia domanda è: ma lei, ha veramente diritto legale di distruggere così la serenità della mia famiglia a causa di un estraneo? C’è qualcosa che io posso fare per impedire tutto ciò?
    La ringrazio anticipatamente per la risposta

  • maira ha scritto:

    Buongiorno,
    Avrei bisogno d’aiuto con una certa urgenza,Se mi potete dare qualche consiglio in questa situazione,vi ringrazio in anticipo.
    E’ vero che i nonni non hanno diritti,ma come si può fare quando essendo molto vicini alla madre dei bambini si capisce che lei non è in grado di seguire i figli,cambia compagno continuamente(il primo era alcolizzato e violento,il secondo era mezzo tossico,il terzo era sano ma aveva tanti problemi economici ma di lui ha avuto la bambina,l’altro non gli piacevanno i bambini,e con questo qua di adesso dopo neanche 6 mesi che lo conosce,ha portato i bambini a 600 km di distanza,e a questo interessa solo di prendere i soldi degli assegni dei bambini per pagarsi i debiti) sottomettendo i bambini,(per altro di padre diversi),a sopportare l’autorità del uomo di turno,che lei crede sia l’amore della sua vita…….
    Ai diritti dei bambini chi ci pensa,io non sono la nonna,sono la zia di questi bambini e con grande dolore penso che i bambini starebbero meno peggio con i rispettivi padri,piuttosto che con lei che dovrebbe protegerli e non è capace neanche di badare a se stessa?
    Sono disperata,ho paura per i bambini,il bimbo ha 11 anni e la bimba 3,mio nipote vuole andare da suo padre ma siccome condanato per violenza domestica,nei confronti di mia sorella,non vorrei che venisse affidato a degli estranei,o peggio finisse in comunita,con altri bambini pieni di problemi,a me non penso darebbero mai l’affidamento,ho un lavoro stabile,guadagno poco ma pago un mutuo,non ho il marito ne il compagno…..che fare???

  • ARTURO ha scritto:

    buon giorno,mio figlio ha vissuto per 2 anni con la sua compagna ( convivenza )dalla loro unione è nata una bambina che è stata riconosciuta.Dal momento della nascita avvenuta ad aprile 2009 fino al 29-03-2011 la bambina frequentava la casa dei nonni paterni tutti i sabati del mese e un giorno infrasettimanale per ben due anni,al momento del litigio la sua compagna ci ha negato categoricamente di andare a prendere la bambina.La mamma ha presentato un ricorso al tribunale dei minori,il quale a fissato l’udienza a dicembre 2011.
    cosa puo fare la mia famiglia per vedere la bambina…….

  • francesco ha scritto:

    gentile Silvia ho letto con interesse il dibattito e intendo chiederti una risposta sulla mia situazione. sono un padre separato da un anno (non sposato nè separazione legale) con due figli (7 e 2). abbiamo cercato di mantenere un accordo civile sul percorso di separazione ma le diversità di pensiero ora si stanno facendo sentire ad esempio sul rapporto con le famiglie di origine. nelle ultime due visite io ho deciso di trascorrere una notte nella casa dei nonni, occupamndomi in tutto dei figli e dormendo assieme a loro. non ci sono mai state questioni concrete di dissidio tra i miei genitori e la mia ex compagna e lei sa bene che non delego i figli ai nonni, i figli mi chiedono spesso di andare in visita e io ci vado alla fine di rado (meno di una volta al mese). considerando il viaggio in auto di quasi due ore, la loro età e la possibilità di trascorrere un tempo più rilassato ho deciso di optare per questa modalità che lei ora mi contesta. ho chiesto al più grande se preferiva andare in giornata o fermarsi una notte e ho deciso rispettando la sua risposta. ricordo infine che gestiamo alla pari nei tempi i figli e le corrispondo un piccolo contributo in quanto al mattino si occupa del più piccolo (io lavoro e lei ha preferito non mandarlo al nido mentre diversamente avrei potuto gestire in autonomia le mie giornate). è così grave questa scelta dei nonni e devo ogni volta concordarla o chiederne il consenso? grazie della risposta

  • massimiliano ha scritto:

    Buongiorno, volevo delle informazioni sulla possibilità delle mia ex compagna, non moglie, con la quale ho avuto una figlia , legalmente riconosciuta , di non farmela più vedere perchè nello stesso periodo in cui lei era incinta ho avuto un’altro rapporto dalla quale è nata un’altra figlia ,ma riconosciuta solo dalla madre. Ora che la mia ex compagna è venuta a sapere quanto accaduto e mi “minaccia” di non farmi più vedere nostra figlia.In questo momento io sono tornato a stare a casa con mia madre e gestiamo la bambina a fine settimana alterni e a giorni alterni in settimana ma oggi ha intimatoa mia madre che se non mi allontana da casa non le farà più vedere la bambina neanche a lei. So che questa non è la pagina relativa questo tipo di “diatribe” ma visto che per un diverbio con mia madre si era permessa di non far più vedere la bambina alla nonna, problema poi risolto dopo 6 mesi, vorrei sapere a chi potermi rivolgere per dei chiarimenti e la tutela di mia figlia. Certo di un cortese riscontro resto in attesa di qualsiasi Vostra comunicazione.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Massimiliano, la mamma non può impedirti di vedere tua figlia, a prescindere da dove tu viva. Se non c’è un motivo specifico e grave per temere la frequentazione con i nonni, non può certo impedirti di vivere con i tuoi genitori.
    Forse la soluzione migliore è formalizzare il vostro accordo sulla frequentazione della bambina davanti al Tribunale per i Minorenni, così, in caso di comportamenti illegittimi da parte della mamma (come impedirti di vederla), potrai più facilmente chiedere tutela all’autorità giudiziaria.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @francesco. No, non devi concordare nulla: il tempo che i bambini trascorrono con te puoi gestirlo come credi. Se magari andate fuori dalla città dove abitate, è sempre bene avvisare, ma nulla di più.

  • massimiliano ha scritto:

    Grazie Silvia leggo ora la tua risposta vedrò il da farsi ma volevo evitare di dover passare per uffici giudiziari o assistenti sociali per evitare il più possibile di farci rimettere mia figlia , ma se non si potrà fare altrimenti dovrù ricorrere alle “autorità competenti” in sedi appropriate…. Ancora garzie e se ti venisse in mente qualche altro consiglio ben felice di leggerlo …

  • Silvia (author) ha scritto:

    @massimiliano: il Tribunale per i minorenni non è che sta sempre lì a mandare assistenti sociali. Se volete solo formalizzare un accordo (magari faticosamente raggiunto tra voi) è quello l’organo competente, ma si comporterà come in una separazione consensuale. Magari ha un po’ più di discrezionalità e se ci sono accordi tra voi che ritiene non convenienti per i bambini può intervenire, ma nulla di più.
    Una formalizzazione dei rapporti, di solito, fa molto bene a tutti. Aiuta il distacco.

  • Laura ha scritto:

    Buongiorno,
    spero questo blog mi sia di aiuto. Ho pessimi rapporti con mia madre, che sono peggiorati quando è venuto a mancare mio papà 4 anni fa. Io e mia madre siamo andate in Tribunale, con denuncie sia penali che civili.
    Quando mi sono accorta di aspettare un figlio, mia madre l’unica cosa che ha fatto è stata quella di portarmi in Tribunale e darmi lo sfratto, dato che la casa dove vivevo col marito era intestata a lei. Ho rischiato più volte di perdere la bimba per lo stress. Incinta di 7 mesi sono dovuta andare in Tribunale e il legale di mia madre ha continuato a pretendere lo sfratto. La bimba durante l’udienza si è rigirata, da cefalica a podalica.
    Mia madre non mi ha mai vista incinta, non c’era alla nascita della bimba, l’ha vista per la prima volta a 6 mesi e ora pretende di vederla sempre. Dice che se non gliela faccio vedere mi porta in Tribunale.
    Ma deve vederla per forza? Io e lei non abbiamo dialogo, odia mio marito e la sua famiglia per il solo fatto che non sono di una classe agiata come lei.
    Alla morte del suocero la scorsa settimana non c’è stata nè una telefonata, nè la presenza al funerale, nè un telegramma, niente di niente ma solo le accuse perchè in questi pochi giorni in cui si è svolto questo dramma non ha visto la nipote.
    Lei pretende solo di vederla, quando non è impegnata in viaggi, ai caffe con le amiche o a fare shopping.
    Io e lei non parliamo, vede la bimba, io leggo una rivista, riprendo la bimba e torno a casa.
    Mio marito non può entrare in casa perchè non di un certo status. Non possiamo fare Natale o altre feste insieme perchè mio marito non è mai compreso.
    Ma perchè devo farle vedere mia figlia? che senso ha??

    Grazie

    Laura

  • rosa ha scritto:

    A me non sembra giusto che i nonni abbiano quasi più poteri decisionali dei genitori.
    I miei suoceri recentemente mi hanno minacciata di chiamarmi con l’avvocato perchè vantano diritti su mia figlia di 2 anni che non vede i nonni da quando aveva 10 mesi (se non in sporadiche circostanze). Ma io ho delle motivazioni valide per queste scelte: innanzitutto preciso che io non ho detto ai miei suoceri che non potevano vedere la bambina ma che volevo esserci io durante gli incontri perchè di loro non mi fido: abbiamo troppe diversità di ideali. E poi loro vogliono solo il “giocattolino”! Non vedo perchè devo affidare mia figlia piccola a gente di cui non mi fido anche se sono i nonni!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Rosa, non direi che i nonni hanno “quasi più potere decisionale dei genitori”, come mi sembra di aver spiegato nel post. Se i tuoi suoceri dovessero ricorrere in tribunale, avrai modo di far valere le tue scelte.

  • Silvia ha scritto:

    Gentile Silvia, mi sono da poco separata dal mio compagno con il quale abbiamo deciso, senza l’intervento di giudici o avvocati, che nostra figlia di 2 anni viva con me e che lui la veda 3 giorni fissi a settimana. La mia ex suocera, con la quale il mio ex compagno non ha rapporti di alcun genere da oltre 10 anni e che, per mia buona volontà e nel tentativo di riconciliarla con il figlio, ci ha fatto visita una decina di volte, insiste per incontrare la bambina quando è con me. Ora che il tempo che ho a disposizione per stare con mia figlia è ridotto a 4 giorni alla settimana e che già lo condivido con i nonni materni, ho chiesto alla ex suocera di fare capo a suo figlio per incontrare la piccola. Mi chiedo se la nonna paterna possa vantare dei diritti di visita anche nei mie confronti o se abbia fatto bene a chiederle di fare riferimento al padre. Grazie

  • LUCIA ha scritto:

    Buongiorno,
    Siamo i nonni di una bimba di un anno,orfana della mamma da due mesi.
    Mia figlia è morta per un male incurabile in un mese.
    Noi abitiamo in Sicilia la bimba con il suo babbo in una città della Toscana.
    Siamo saliti in Toscana io una volta, mio marito due volte dopo la morte di nostra figlia.Il compagno di mia figlia ci fà vedere la bimba ad orari stabiliti da Lui l’ultima volta mio marito ha visto la bimba alle 19,00 del giorno dopo che lui era arrivato è giusto il comportamento del suo babbo? Lo abbiamo inviatato a trascorrere un po’ di giorni giù in Sicilia con la bimba.Ma lui dice che viene e invece non viene traferendo la sua venuta di settimana in settimana giù in Sicilia.
    Certa di una sua risposta porgo i miei saluti

  • Anna ha scritto:

    Buongiorno,
    sono una futura mamma .
    Io e mio marito ci siamo sposati 2 anni fa e adesso aspettiamo la nostra prima desideratissima bambina.
    Dopo aver fatto tutti i controlli del caso sappiamo che la mia gravidanza procederà e abbiamo dato la notizia ai nostri parenti.
    Il problema è la madre di mio marito che si è opposta alla nostra relazione quando ha capito che non saremmo andati a vivere nella loro abitazione molto grande .
    Mio marito, che non ha avuto mai buoni rapporti con la madre ,ha sempre cercato di allontanarsi da lei per i suoi tentativi di intromissione gravi nelle sue scelte (dall’università al lavoro).
    Lei lo ha sempre denigrato , appoggiata dal marito debole, e quando ha saputo della decisione di non andare a vivere dopo il matrimonio con loro mi ha aggredita fisicamente e verbalmente affermando che avevo traviato il figlio.
    I contatti si sono interrotti a parte le sue telefonate deliranti e lettere in cui mi intimava di lasciare suo figlio.

    Noi ci siamo sposati e abbiamo deciso di vivere la nostra vita.
    Tutti gli altri parenti di mio marito ci appoggiano (senza dirle nulla sapendo del suo carattere aggressivo) e ci hanno aiutato nel preparare il matrimonio, a cui non abbiamo invitato i genitori di mio marito per il rischio di altre aggressioni.
    Da allora l’unico suo interessamento è stato nel sapere se avevamo la comunione dei beni, pensando che io mi voglia approfittare di loro.
    Hanno telefonato in parrocchia per indagare.
    Mio marito ha fatto visiata al padre 2 volte evitando i contatti con la madre.
    Ora che aspettiamo una bambina e avendo usato prima del matrimonio come ricatto per allontanare il figlio da me la scusa che il padre si lasciava morire di fame perchè il figlio se ne era andato di casa, non sappiamo come comportarci con le sue richieste di visita alla nipote che secondo mio marito lei vuole usare come scusa per obbligare il figlio a vederla e intromettersi nella nostra vita di coppia.

    Io e mio marito, visto l’ostilità nei miei confronti(i colloqui telefonici tentati sono sempre degenerati in aggressioni verbali), pensavamo che una volta nato la nostra piccola lui avrebbe potuto far vedere la bambina portandola in visita da loro (senza di me per evitare escalation ) ma senza lasciargliela.
    Vorremmo sapere se ci sono delle tempistiche : 1 volta al mese può bastare? (Noi viviamo a circa 1 ora da loro).
    Può adire per vie legali per ottenere di più?
    A parte 2 lettere che ho tenuto i colloqui telefonici non sono mai stati registrati e siamo preoccupati che in un tribunale sia solo la parola di mio marito contro quella di mia suocera.
    Quando mi aveva aggredita sotto shock non sono andata al pronto soccorso e non ho un referto per dimostrare la sua pericolosità.
    Non vorremmo far crescere la nostra bambina con visite continue a una donna che non fa altro che insultarmi davanti a mio marito( e non si fermerà certo per rispetto della bambina).
    Grazie per la risposta
    Anna

  • Elda Lacerra ha scritto:

    buongiorno, ho bisogno di un consiglio urgentemente. sono separata da 5 anni e i ns 2 figli 14 e 12 anni, sono stati affidati congiuntamente. il loro padre è tornato a vivere con i genitori e tutte le volte che i bambini si trovano con loro, i nonni continuano spesso a diffamare la mia persona con vocaboli e concetti pesanti cercando di mettermi contro i miei figli. la più piccola mi scrive sms e mi telefona di nascosto per dirmi questo, inoltre le parole del nonno vedendola molto legata a me, le dicono che diventerà una poco di buono come me e la insultano.
    posso fare richiesta al tribunale perchè il loro padre se vuole stare con i ns figli li veda al di fuori della casa dei suoi genitori e chiedere che i ragazzi non vedano più i nonni? sono 5 anni che vado avanti così, avrei voluto tanto che i loro rapporti continuassero ad esserci ma serenamente e non in qst condizione.
    ho accettato tutto qst tempo solo perchè il loro padre soffre di depressione bipolare, e la loro presenza mi rendeva più tranquilla non sapendo le condizioni del padre quando è con loro (apatico o esageratamente euforico). Vi chiedo un consiglio pf.
    grazie

  • PAOLA ha scritto:

    salve, anche io purtroppo ho una situazione poco piacevole. ho mia suocera che ha sempre cercato di far lasciare me e mio marito e mi ha sempre rovinato le gravidanze, la prima purtroppo è finita con un aborto spontaneo e le uniche parole che ha saputo dire sono state: “beh meglio io non ero felice e non era il momento per me…” sono rimasta incinta della mia seconda figlia e mi ha terrorizzata per tutta la gravidanza parlandomi di bambini morti, alla nascita di mia figlia sono nate le discussioni per ogni cosa anche la più banale non le avevo dato la bambina in braccio perchè le stavo facendo fare il ruttino e se l’è presa venendo in casa nostra urlando e discutendo e così fino ad oggi, io e mio marito ci siamo stancati perchè tutto ricadeva sulla nostra storia e sulla pace della nostra piccola famigliola e non sono servite nemmeno alcune piccole riunioni di famiglia per cercare di sistemare le cose e allora abbiamo allontanato la figura della suocera e della “nonna” da casa nostra e dopo 3 anni di continue discussioni ora siamo finalmente sereni e felici. Ogni tanto ritorna a stressarci e a reclamare il suo diritto di nonna dicendo di andare da un giudice e mi sta rovinando di nuovo l’esistenza al solo pensiero di combattere un altra volta..posso evitare che questa persona possa avere la meglio in questa situazione? anche perchè pretende di decidere lei quando venire in casa nostra e l’ora nonostante le avessimo chiesto di passare del tempo in casa nostra la domenica essendo un giorno di riposo e lontano dal tramtram della settimana lavorativa, ma ovviamente a lei non va bene perhcè la domenica preferisce passarla altrove divertendosi…che nonna premurosa

  • GIORGIA ha scritto:

    salve.sono gio.oggi sono molto giù di morale,perche mio figlio 15 mesi fà è diventato papà.io super felice di essere nonna,la ragazza ha scelto di vivere con i genitori,mio figlio ha riconosciuto la bimba di nome Silvia,io andavo a casa lei tanto carina me la portava io la tenevo molto volentieri.lui da i soldi tutti i mesi.fino a che.si sono trasferiti a 60 km da noi quindi la bimba sia per me che mio figlio rimane un pò distante,ma mio figlio tutti i sabati va a prenderla ,da qualke mese sono cambiate le cose tutto ha inizio che la mamma di mia nipote va a convivere con un ragazzo,(ok),lei decide che mio figlio può prendere la bimba una settimana si una no!ok!,,chiede se per le ferie può prendere la bimba prima si,al momento che ha le ferie no!ok??ieri non ha voluto dare la piccola dicendo che lei non lavora all”ora la tiene lei,mio figlio logicamente si arrabbia dicendo;ma insomma quando vedo mia figlia,?risponde io non te l”ha darei proprio!mio figlio!;come? perche? lei rinvanga il suo passato(mai fatto,perche ha fatto una cavolata da ragazzo)ma adesso tutto ok lavora e la bimba è la sua vita,sta a casa con me,mio marito sorella e fratello!oggi la chiamo mi sento male solo per come mi ha risposto dandomi del lei,mà!se vuoi vedere tua nipote parla con tuo figlio!(io);come con mio figlio?non sono mai stata invadente ho sempre rispettato casa tua,chiedo quando posso vedere mia nipote!BASTA OGGI HO DETTO BASTA MI DISPIACE DIRLO PERCHE UNA DEVE CORRERE ALL”AVVOCATO? I DIRITTI DI UN PAPà QUALI SONO?DI UNA NONNA?ESSERE TRATTATI COME CHISSA CHI SIAMO GENTE NORMALISSIMA!SECONDO ME LEI VORREBBA DARE UN PAPà NUOVO A MIA NIPOTE?E CAMBIATA TANTO DAL GIORNO ALLA NOTTE PERCHE ?VORREI UN CONSIGLIO COSA POSSIAMO FARE?CI MANCA MIO FIGLIO è DISTRUTTO NON VEDE L”ORA CHE ARRIVI IL SABATO PER AVERLA CON SE,E POI SI SENTE DIRE,NO,GRAZIE TANTO SE MI RISPONDERETE GRAZIE,

  • federica ha scritto:

    salve vorrei un’informazione per quanto riguarda i diritto dei nonni per la frequentazone dei nipoti.
    le spiego la situazione : la famiglia di mio fratello che ha un bambino di 3 anni a causa di conflitti con la mia famiglia, conflittti che riguardano il fatto che loro hanno delle invidie nel fatto che il bambino si affezioni ai nonni, non stanno portando il bambino a vedere i nonni….cosa si può fare ? ce qualche legge che tutela il diritto dei nonni? se nn sbaglio io ho letto l’art155 del codice minorile…però vorrei un suo parere..

  • Laura ha scritto:

    Buongiorno,
    Ho lasciato un messaggio in data # 31 May 2011 at 12:16 pm
    ma non ho avuto risposte.
    Ci sono alcune novità rispetto a quanto riportato nel precedente post.
    Ora mia madre pretende di festeggiare Natale e compleanni con me e la bimba, senza la presenza di mio marito. Non posso certo trascorrere il Natale con lei e mia figlia lontana da mio marito. Però lei ogni singolo giorno che non la vede mi continua a ribadire che andrà in Tribunale. Io non ce la faccio più.
    Se un giorno non la vede perchè esco con un’amica e la bimba, se voglio trascorrere una giornata con la piccola, se voglio portarla in piscina, in tutte queste situazioni mi chiama dicendomi che si rivolgerà in Tribunale, un incubo…
    Al mio 40 compleaano sono uscita a cena solo con mio marito e mia figlia e lei mi ha chiamato urlando che si sarebbe rivolta al Tribunale perchè quel giorno non ha visto la nipote.
    Non penso che se la vede 2 giorni a settimana possa fare azioni e di questo ne ho parlato con lei. La sua risposta è stata che l’andare in Tribunale per lei significa portare avanti una causa per diversi anni, finchè non spendo tutti i soldi che ho messo da parte. Allora mi potrà dire che ho sposato un pezzente che non riesce a fare fronte alle spese, e mi ritroverò sul lastrico, senza poter dare un futuro sereno alla piccola. Questo è già successo con le cause precedenti. Più volte per pagare gli avvocati sono rimasta senza un centesimo e ora continua su questa strada.
    Ma perchè devo farle vedere mia figlia? che senso ha??

    Grazie

    Laura

  • caterina ha scritto:

    salve sono la mamma e la nonna di un bimbo fantastico di 2 anni i genitori sono separati mio figlio e tornato contro il mio parere a vivere con noi io sono vedova e nn lavoro e giusto che mio figlio ormai quarantenne viva sulle spalle mie e di suo fratello nn contribuendo un nessun modo al bilancio famigliare e cosa posso fare affinche vada a vivere dalla sua compagna visto che era stato detto che la sua permanenza presso di noi sarebbe stata al massimo 3 mesi io nn reggo piu questa situazione premetto che lui ha 2 lavori ben retrubuiti da poco ho un compagno ma ak lui nn vuole piu questa situazione forse devo andare io fuori da casa mia vi ringrazio anticipatamente cordiali saluti

  • loredana ha scritto:

    salve io ho un altro tipo di problema,il mio ex compagno nn mi da il mantenimento dei nostri due bimbi e nn intende farlo ormai da 10 anni,i suoi genitori ex miei suoceri sono benestanti loro possono provvedere al mantenimento dei minori? se si come posso fare essendo io disoccupata? grazie anticipatamente.

  • ENZO ha scritto:

    il 9 maggio scorso è mancata nostra figlia (47anni) per una malattia incurabile, al momento della morte nostra figlia era separata da marito (aveva chiesto la separazione perchè il marito la trascurava in modo grave e non permetteva a mia moglie (madre) di assisterla). Mia figlia ha lasciato tre figli che materialmente erano stati cresciuti da mia moglie, la quale andata in pensione svolgeva la funzione di baby sitter,
    poi è intervenuta la malattia (carcinoma mammario) e sono cominciate le incompresioni tra nostro genero e mia moglie oltre tutto nostro genero, oltre a non volere in casa la suocera lasciava sola la moglie malata per pomeriggi interi con i tre figli che all’epoca dello svilupparsi della malattia avevano rispettivamente 11, 9, 7 anni. Alla morte di nostra figlia il padre è rientrato in casa e da quel momento si sono acuiti sempre di più le difficoltà nei rapporti con i nostri nipoti, con ripicche veramente meschine non ci ha più permesso di vederli, riusciamo a malapena a sentirli al telefono (ha provato anche a cambiare numero) siamo stati contattati dalle assitenti sociali ma dopo il colloquio non abbiamo più saputo niente, come dobbiamo comportarci anche per non compromettere il rapporto più che buono che abbiamo con i nostri nipoti, ringraziando anticipatamente, distintamente salutiamo

  • piola ha scritto:

    Sono una ragazza di 24 anni che è stata lasciata dal proprio ragazzo durante la gravidanza.
    La bambina è stata riconosciuta alla nascita, ma i rapporti tra me e lui sono conflittuali,inoltre,i nonni paterni pretendono di vederla spesso.
    Vorrei sapere quali diritti i nonni paterni hanno su mia figlia non essendo ne sposata nè convivo con il loro figlio.
    Spero di ricevere al presto una risposta.
    Grazie

  • Paolo ha scritto:

    Salve, io ho un problema di rapporti tra mia moglie e i miei genitori, ma in parte anche tra me e i miei genitori:
    brevemente, i litigi per vari motivi tra mia moglie e i miei genitori ci sono sempre stati, ed un paio di volte molto molto pesanti con offese verso mia moglie da parte dei miei. In questo caso io sono dalla “parte” di mia moglie anche se ho sempre cercato ogni 10-15 giorni (quando posso tra lavoro, la mia casa e il bimbo che ha 16 mesi) di farlo vedere ai miei (per il solo bene del bimbo, perchè anche a sono cadute molto come persone, pur essendo i miei genitori, e non è mia priorità vederli). Ora loro vogliono andare per vie legali e vedere forzatamente il bimbo più spesso (che comunque ora vedono ogni tanto), contro la nostra volontà, cioè devo andare da loro da solo col bimbo, perchè mia moglie giustamente ancora molto arrabbiata con loro non vuole rapporti per adesso. I miei genitori possono farlo? noi abbiamo la possibilità di difendere tutto quello in cui pensiamo (causato dal solo comportamento ingiusto di offese ed infamie in giro per il paese ai danni di mia moglie)??? una risposta da una persona competente mi farebbe molto contento, grazie in anticipo

  • Silvia (author) ha scritto:

    Paolo, ma la risposta non è già nel post? Non hanno alcun motivo di intraprendere vie legali e comunque non avrebbero seguito.

  • giovanna ha scritto:

    Buongiorno,
    sono una mamma di 2 meravigliosi figli maschi di 14 e 6 anni, che ha il problema “nonni” invertito rispetto alla quasi totalità dei casi esposti.

    Dieci anni fa, nonostante gli atteggiamenti ostili dei MIEI SUOCERI nei miei confronti, ci siamo trasferirti di provincia, andando ad abitare vicino a loro, per dare la possibilità al mio 1° figlio di avere maggiori contatti con i nonni paterni.

    Dopo 17 anni di un tormentato e doloroso matrimonio è arrivata una separazione durissima, con il tentativo di addebito nei miei confronti e la richiesta di affido esclusivo da parte del padre.

    Un anno e mezzo fa, la sentenza di separazione consensuale con affido condiviso ha stabilito che i figli debbano passare un tempo prevalente con me, ma, per ciò che riguarda il figlio maggiore, questo non è avvenuto.

    Per più di un anno il figlio maggiore è venuto a casa solo per dormire perché, rimaneva dai nonni paterni benestanti, dove alloggiava anche il padre.
    Io non ho mai ostacolato la cosa, pur soffrendo tantissimo, perché, se la separazione era dolorosa per me, pensavo potesse esserlo anche per mio figlio e tutto quello che volevo, era non farlo soffrire.

    Nel frattempo il padre si è trasferito in un’abitazione autonoma, ma ora permane la volontà di mio figlio maggiore a rimanere dai nonni per fare i compiti scolastici, dove quasi quotidianamente anche il padre si ferma a pranzare e/o cenare, scelta fortemente sostenuta dal padre e spalleggiata dai nonni.

    Tra me e mio figlio si è creata una frattura, alimentata dalle diverse condizioni economiche, le diverse modalità educative, le elargizioni degli ex suoceri e marito, contro le quali non posso competere.

    A causa di un banale rimprovero fatto a mio figlio, dove volendo stimolare in lui una riflessione sul suo comportamento (è un normale adolescente contestatore), il padre e i nonni hanno strumentalizzato l’accaduto contro di me, screditandomi agl’occhi del ragazzo e creando il vuoto tra noi.
    La totale mancanza di comunicazione nei miei confronti, che è arrivata al punto da negarmi l’informazione di un trauma cranico, avvenuto in palestra, e che solo casualmente ho saputo dopo 5 giorni dall’accaduto. (mio figlio non è stato nemmeno visitato da un medico.)

    Lavoro a part-time vicino a casa e ho sempre gestito da sola casa e famiglia, lasciando anche un lavoro bancario per restare accanto al 1° figlio. Non ho i genitori né altri appoggi, ma il desiderio di crescere i miei figli come ho sempre fatto finora.

    Ho tentato un colloquio a quattro con l’ex marito e i rispettivi avvocati come moderatori, ma è stato un disastro.
    Sono disperata, cosa posso fare?

    Grazie per qualsiasi consiglio passiate darmi.

  • Paolo ha scritto:

    Grazie della risposta Silvia, ma che significa che la risposta è nella domanda? I miei genitori non possono fare nulla? vedi, mio padre è un ex carabiniere che conosce molta gente e la legge, io invece diciamo di no. Purtroppo lui è una persona che quando parte soprattutto x vie legali non si ferma davanti a niente! perchè non avrebbe seguito un loro intraprendere la via legale? grazie ancora

  • Silvia (author) ha scritto:

    Paolo, la risposta è nel mio post, non nella domanda. Che dire, se poi pensi che tuo padre avrà addentellati al tribunale per i minorenni, da far valere le sue pretese… qui si esula dal diritto.

  • giovanna ha scritto:

    Forse la mia mail era troppo lunga o forse non sono riuscita a far capire il mio problema di relazione con i nonni e il padre dei miei figli e le conseguenze che ciò ha prodotto.
    Spero tanto che abbiate un consiglio anche per me.
    Grazie
    Giovanna

  • franca ha scritto:

    Salve,mi chiamo franca e anch’io vivo una situazione spiacevole.Mio figlio è venuto a mancare circa 1 anno e mezzo fa e da allora i rapporti con mia nuora si sono incrinati sempre più,soprattutto per la continua intromissione di sua madre…in poche parole sia lei che sua madre pretendono una somma di denaro mensile per il bambino, ma non avendo io le possibilità minacciano di non farmi vedere il bambino…lei comunque nel frattempo si è rifatta una vita però continua a non farmi vivere liberamente il rapporto con mio nipote che ora vive con sua nonna materna perchè lei lavora fuori paese…secondo lei cosa dovrei fare?la ringrazio anticipatamente

  • Rossy ha scritto:

    Gentile Silvia
    Spiego brevemente la situazione.
    Convivo con il mio ragazzo da Febbraio di quest’anno. lui ha avuto un bimbo ( che ora ha 30 mesi) da la sua precedente compagna morta un anno e mezzo fa.
    Il bimbo ha sempre frequentato e continua a frequentare la casa materna ( nonna e zia)ultimamente 1 gg a settimana in piena autonomia.
    Visto che siamo in procinto di sposarci e stiamo aspettando una sorellina, abbiamo deciso di convivere anche con il bimbo che viene gestito da me quando il padre è via per lavoro.
    Alla nonna e zia il tempo passato con il bimbo non basta e dopo averci fatto una diffida, hanno richiesto un’udienza al tribunale dei minori per ottenere più tempo con il nipote.
    Fanno presente nel documento che il padre è stato via con il bimbo al mare ( senza informare loro sulla meta) o che non ha mai pagato loro una crema/pannolini oppure ancora che lo scorso anno è stato via in vacanza 10 gg lasciando il bimbo alle nonne ( 4-5gg a loro e il resto alla nonna materna).
    Ora, volevo sapere cosa può fare il tribunale dei minori visto tutto ciò. Cosa potrebbe comportare per il bimbo e per noi?
    Tra l’altro appena sposati volevamo intraprendere l’adozione del bambino da parte mia.
    Grazie infinite

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giovanna, credo che ai problemi di relazione, soprattutto con i figli, non possa trovare soluzione nè un avvocato, nè un giudice. Da quello che ho potuto capire tuo figlio trascorre molto tempo dai nonni, con il padre e tu rappresenti, in questo momento, l’adulto da contestare. Prova a cercare la chiave per dialogare con tuo figlio, prima che con tutti gli altri.

    Franca, nel tuo caso, se il rapporto con tuo nipote ti è del tutto negato, potresti provare a rivolgerti al tribunale per i minorenni, perchè in questo caso rappresenti l’unico legame con la famiglia paterna e le tue richieste verrebbero prese in considerazione.

    Rossy, il tempo che trascorre con la famiglia materna mi sembra più che adeguato e nessuno potrebbe pretendere di più dal tuo compagno. Nessuno ti negherà di occuparti del bambino, visto che, come famiglia, sicuramente rappresentate l’ambiente migliore dove crescerlo e un tribunale per i minorenni prenderà sicuramente in considerazione che il padre deve crescere suo figlio e deve farlo nella sua attuale famiglia. Non preoccupatevi e auguri

  • stefano ha scritto:

    sono un padre convivente con tre figli, da anni i genitori di mia moglie si intromettono nella mia vita famigliare, sono arrivati a farmi prendere una casa sotto di loro fingendo che il fitto fosse di 800 euro, e che la casa avesse un contratto regolare, invece sottobanco pagavano altri 800 euro senza aver stipulato nessun tipo di contratto, mi trovo ora sotto sfratto, perchè impossibilitato a pagare quella cifra, oltre a questo, vogliono imporre uno stile di vita che io non condivido, imponendo la loro ricchezza come unica alternativa, fino a qualche tempo fa la loro vita lavorativa non lasciava tempo per poter frequentare i nipoti, e allora hanno creato situazioni di denaro e regali per attirare l’attenzione dei miei figli, allontanandoli dal tipo di educazione che io prediligo. la madre ha fatto una stanza per i miei figli riversandoci dentro tutti i regali che io non volevo i miei figli ricevessero hanno forzato la mano insieme alla figlia per iscriverli in istituti da me non condivisi, e solo dopo una battaglia estenuante sono riuscito a dissuaderli. mia suocera alle mie richieste di smettere di intromettersi economicamente mi dice che lei ha l’obbligo diritto di esercitare pressioni. io ho un reddito alto, e mia moglie non lavora, non vorrei essere arrivato a questo livello di rottura, cosa posso fare per legge…posso impedire intromissioni economiche dei suoceri, o sono condannato a vedere i miei figli a crescere viziati .

  • giovanna ha scritto:

    Gentilissima Silvia,
    grazie per il consiglio.
    Ce la sto mettendo tutta con mio figlio e la Tua risposta rafforza la speranza di farcela nonostante le quotidiane cattiverie che ricevo.
    Auguro a Te e a tutti coloro che sono in difficoltà un Sereno Natale.
    Con stima e riconoscenza.
    Giovanna

  • disperata ha scritto:

    Salve Silvia,
    le scrivo in quanto esasperata. Da 3 anni i miei suoceri sn motivo di problematiche di ogni tipo nel mio rapporto.Ho una bimba di 2 anni e sn sposata. Di recente, viste le ultime vicende (diffamazioni,calunnie,insulti e minacce dirette alla mia persona senza un solo motivo giustificabile e scatenante)di scontro incivile da parte loro ho deciso di interrompere in tutti i sensi ogni tipo di comunicazione.Mio marito è in pieno accordo e altrettanto provato se nonchè deluso da questi loro atteggiamenti indicibili.Loro ritengono la mia scelta sia inappropriata a tal punto da negarsi di vedere nostra figlia perchè io e mio marito abbiam espresso il volere nonostante tutto in base al bene della bimba, dunque qualora ne avessero il piacere di farle visita in casa nostra senza limite di orario o giorni (rimanendo cmq nel buonsenso delle visite).I suoceri in questione pretendono sia che mio marito porti mia figlia a casa loro in mia assenza visto che non li voglio nella mia vita o per strada, ma piu’ per farla vedere in casa loro dove han già una figlia cn un bimbo neonato a carico.
    Ed è qui che nasce la polemica..proprio la sorella di mio marito ha tentato davanti a mia figlia ed altri nemmeno un mese fa di aggredirmi fisicamente (per una lite causata da una delle tante accuse riversate nei miei confronti)ragion per cui non voglio mia figlia abbia un diretto contatto in quella casa.Sono persone con mancanza di autocontrollo verbale e fisico e con scarse misure igieniche per far stare un bimbo li’,tipo fumo persistente etc..tanto che il bimbo che vive li’ ha avuto 3 crisi respiratorie in 3 mesi,tanto per farle capire la gravità.Loro minacciano di farci contattare da un avvocato perche’ rifiutano di salire in casa nostra, e di contestarci come per fare un ricorso MA NOI NON VIETIAMO LORO IL DIRITTO DI VISITA,ne disponiamo il modo piu’ giusto per nostra figlia.Vorrei sapere se è il caso di chiamare un avvocato e se c’è il rischio che mia figlia debba essere soggetta ai loro capricci.Vista la stagione fredda nn mi sembra il caso di prendere appuntamenti per strada qnd in casa mia la bimba ha il suo ambiente protetto.Non ne vogliono sapere..gente troppo incivile per un accordo. La ringrazio anticipatamente per la risp. Le auguro buone feste..

  • disperata ha scritto:

    ps:vorrei specificarle che non sono mai voluti venire in casa nostra anche quando le relazioni erano quiete,Senza mai lamentarsi troppo di vederla non piu’ di tanto, in quanto sapevano di non avere il piacere a farci visita.

  • Rosita ha scritto:

    sono una zia, e vorrei sapere come comportarmi con un problema che ha mia sorella minore: nell giugno 2009 si è sposata ma purtroppo le cose non sono andate bene fin dall’inizio, visto che il mio cognato a distanza di 1 mese e mezzo dopo le nozze ha tradito la mia sorella, e non soltanto la ha tradita, portando l’amante dentro la casa coniugale (mia sorella era da visita a casa nostra, lei è tornata a casa sua perchè si era dimenticata di portare qualcosa accompagnata dell nostro fratello e della nostra mamma)…..al vederse scoperto, davanti alla mamma e al nostro fratello, ha picchiato mia sorella, è stata una cosa terribile, non contento con quello, il giorno dopo, ha inseguito mia sorella nell percorso di casa al lavoro (di lei) e li ha messo il braccio al collo e tirato dei capelli. Dopo questo ho dovuto accompagnare mia sorella al lavoro, già che aveva paura e lui la inseguiva dicendo di essere pentito….mia sorella visto l’amore che sentiva per lui ha dato un’altra occasione al mio cognato per salvare il matrimonio, anche se noi non eravamo d’accordo visto le minaccie che per 3 volte lui fecce a lei a casa nostra prima di sposarse…(che si qualcosa andava storta nell loro rapporto di matrimonio, lui l’uccideva e dopo si uccideva lui)…mia sorella lo aveva sempre difesso di queste cose dicendo che soltanto scherzava ma quando si usano certi toni e modi non è uno scherzo, infatti io l’ultima volta che l’ha detto ho litigato con lui, diciamo che lo ho mandato a quell paese e lui è rimasto zitto.
    Adesso, hanno una bambina di 3 mesi e mezzo, mia sorella è in ospedale per farsi una operazione per calcoli biliari, però è un incubo, già che non ha pace con questo uomo…ha vesuto una gravidanza molto difficile e d’inferno, piangendo sempre per colpa di lui, partorito con difficoltà e ancora soportare maltratamenti psicologici, emozionali, fisici di marito (anche i suoceri colaborano a litigi fra di loro)abbiamo avuto un brutto scontro perchè non siamo disposti a permettere più maltratamenti….adesso che mia sorella e la mia nipotina hanno bisogno di essere tranquille e serene, visto che per la bambina il fatto de che mia sorella è andata più volte al ospedale per le coliche, lei ha lasciato la bambina con me perchè io abitavo con loro e conosce me, per evitarle un strappo e trauma di non vedere più la sua mamma, perchè mio cognato lavora…
    abbiamo io e mia cognata proposto a mia sorella e anche al mio cognato di venire a casa nostra per poter aiutare ed assistere mia sorella finche l’ospedale la chiamava per l’operazione, sono venuti prima di Natale dello scorso anno…ma già i nonni paterni hanno cominciato senza nessun motivo raggionevole ha mettere zizagna nell loro figlio dicendo che mia sorella non vuole che la bambina vada a dormire da loro, ecc ecc…mai li ha negato vedere la bambina, che meterano avvocato….ma le cose non stanno così, quì si trata di prottegere mia nipote, di sbatterla come un giocattolo di là è di quà…come possiamo proteggerle entrambe senza dover entrare in guerra dichiarata fra le famiglie? non siamo disposti a più maltratamenti e prepotenze…soltanto sapere se per ragioni di salute e per proteggere la bambina di andare e fare la vita di zingara, perchè conosce più me per essere vesuta con loro, e per la sua età, se possiamo rivolgerci a qualcuno in aiuto de mia sorella e la bambina…..possono loro stare da noi fino a che mia sorella si riprenda della chirurgia senza che per quello il marito e i suoceri facciano la vita impossibile alla mia sorella per la bimba?…i nonni possono anche aiutare quì o venire di visita tutti i giorni, ma non vogliono farlo, preferiscono che la nipotina subisca tutti questi traumi e dolore per il loro egoesimo….come dovviamo comportarci in aiuto de mia sorella e la mia nipotina? potete aiutarme al più prsto per favore?

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