I diritti dei nonni
Abbiamo più volte evidenziato come nel nostro Paese il contributo che danno i nonni alla crescita dei nipoti è spesso molto rilevante. Da qui nascono conflitti, contrasti ed incomprensioni, ma da qui nascono solidarietà familiare, coinvolgimento, educazione al rispetto e all’amore per questi nostri giovani anziani che spesso, alla nascita dei nipoti, si mettono a disposizione dei figli con entusiasmo, risolvendo alcuni dei problemi creati da una società disattenta ai bambini ed alle famiglie.
Ma i nonni che diritti hanno nel rapporto con i loro nipoti?
Analizziamo prima il caso del rapporto tra nonni e nipoti in caso di genitori separati. E’ evidente che questa sia la situazione in cui più facilmente si creano problemi di rapporto e frequentazione, in particolare tra il bambino ed i nonni da parte del genitore non affidatario o comunque non convivente. La casistica in giurisprudenza è rilevante: se si pensa a quante separazioni vengono attribuite (a ragione o meno) all’influenza nella coppia dei genitori dell’uno o dell’altro, si capisce quanto sia frequente che il genitore con cui i bambini convivono che abbia accusato problemi con i suoceri, tenda ad evitare e, addirittura, ad ostacolare la frequentazione dei figli con i nonni ex suoceri.
La riforma del codice civile attuata con la legge n. 54/2006 ha riformulato l’art. 155 c.c., introducendo il principio secondo cui “anche in caso di separazione dei genitori il figlio minore ha il diritto [omissis] di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.”
Il principio essenziale a cui si ispira tutta questa riforma è la tutela dell’equilibrio e della qualità della vita dei figli minori in caso di separazione o divorzio, ed il diritto a mantenere e coltivare i rapporti con i nonni e tutti i parenti ne è considerato un aspetto essenziale.
Bisogna, però, riflettere su un elemento della formulazione dell’art. 155 c.c.: il diritto a mantenere rapporti con i nonni, non è un diritto “dei nonni”, sancito a loro tutela, ma è un diritto del nipote, previsto solo ed esclusivamente a protezione della sua “normalità” e qualità di vita, al di la della separazione dei genitori.
Anche prima della riforma, la Corte di Cassazione si era sempre orientata stabilendo che, il Tribunale ordinario o il Tribunale per i minorenni in caso di coppie di fatto, poteva regolamentare con provvedimenti specifici, anche il diritto dei bambini alla frequentazione dei nonni. Quindi, allora come oggi, il diritto dei nonni era soddisfatto solo se e nella misura in cui coincideva con l’interesse dei nipoti ad intrattenere rapporti con loro.
Questo determina, anche post-riforma, una conseguenza: i nonni non hanno un diritto “proprio” a frequentare i nipoti, perciò non possono azionare tale diritto intentando un giudizio diretto contro il genitore che impedisce tale frequentazione.
Possono però tutelare il loro “diritto di visita” attivando la procedura prevista dall’art. 333 c.c., sulla cui applicazione è competente unicamente il Tribunale per i minorenni. I nonni in questa sede potranno richiedere al giudice l’accertamento di condotte del genitore pregiudizievoli per i figli, costituite in questo caso dall’ingiusta soppressione del diritto dei bambini alla conservazione dei rapporti familiari. Ovviamente la situazione di fatto deve essere di una certa gravità, tale da integrare una violazione del corretto esercizio della potestà dei genitori ed il Tribunale valuterà solo l’interesse ed il bene dei minori, prescindendo da un diritto soggettivo dei nonni che, come detto, non è previsto dalla nostra legge.
Una recente sentenza di Tribunale di Roma (n. 24.423 dell’8.11.2007), ha spostato l’attenzione dal caso delle coppie separate, ad un diverso tipo di crisi familiare, che, nel caso specifico, coinvolgeva una coppia non separata, in perfetto reciproco accordo, ed in cui il conflitto riguardava il rapporto tra la mamma dei bambini ed i suoi genitori, con i quali non aveva più rapporti e, per questo, non permetteva loro di vedere i nipoti. Ili Tribunale per i minorenni, dopo aver esperito invano un tentativo di conciliazione volto a far riprendere i rapporti tra i nonni e i nipoti, ha emesso un decreto con il quale incaricava il Servizio sociale di mediare tra i genitori e i nonni materni e di organizzare, valutata la disponibilità dei minori, incontri protetti con i nonni medesimi, al fine di attenuare la conflittualità tra tutti i membri della famiglia. I genitori si sono rivolti alla Corte d’Appello, ma tale giudice di secondo grado, ha confermato che il preminente interesse dei minori consiste nel vivere sereni e tranquilli mantenendo rapporti equilibrati con tutti i propri parenti, ivi compresi i nonni materni.
L’ulteriore ricorso in Cassazione dei genitori è stato considerato inammissibile per motivi tecnici e non di contenuto, quindi non abbiamo sul punto un pronuncia della Suprema Corte: i provvedimenti di cui ho parlato, pertanto, sono di giudici di merito e, quindi, nel nostro ordinamento non sono destinati ad avere alcuna efficacia, neanche orientativa di futuri giudizi. E’ comunque considerato un provvedimento importante, perchè il diritto dei nipoti a frequentare i nonni è stato riconosciuto in un caso di normale costanza di unione tra i genitori: quindi nella famiglia sono stati identificati 3 soggetti “nuovi”, -genitori, -figli e -nonni, e non -coniuge separato e propria famiglia, -altro coniuge separato e -figli.
Certo, la serenità di rapporti non si può imporre con un sentenza, ma il principio che ha voluto affermare prima il Tribunale e poi la Corte d’Appello è i diritto a provare ad avere rapporti con i nonni, anche contro il parere dei genitori, come un diritto reciproco di nonni e nipoti, sempre nel preminente interesse dei secondi e non dei primi.
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Articolo molto interessante per noi:siamo cittadini svizzeri abitanti in Svizzera.Nostra figlia,divorziata,ha deciso di troncare ogni rapporto con noi,e non ci lascia frequentare i nostri nipoti.
Ci siamo rivolti all’autorita’ tutelare del cantone ticino,la quale,sentiti i due nipoti ha deciso che non abbiamo nessun diritto a frequentare i nostri nipoti.
Ci pare che anche la svizzera,con gli accordi bilaterali,debba sottostare anche un po’ alle vigenti norme del cc italiano od europeo.O no?Ci piacerebbe sentire il suo parere.Grazie
Non ho ben capito se vostra figlia vive in Italia e non so se i vostri nipoti sono cittadini svizzeri o italiani.
COmunque un codice civile europeo non esiste e non vi è alcun motivo di applicare il codice italiano a cittadini non italiani ed a rapporti sorti in Svizzera.
Del resto il giudice svizzero (che ha quanto pare si è ritenuto competente, quindi ne deduco che non ci siano legami dei minori con l’Italia) ha analizzato il caso concreto, come avrebbe fatto quello italiano, ed ha così valutato dopo aver anche sentito i vostri nipoti. COme dicevo su, non esiste un diritto “dei nonni” a frequentare i nipoti, ma un diritto “dei nipoti” a frequentare i nonni, almeno nel nostro ordinamento e, sembrerebbe, che in questo caso proprio questo diritto dei nipoti sia stato vagliato e si sia risolto a vostro sfavore.
Salve
Scrivo per un chiarimento.
In quello che si legge relativamente alle coppie non separate si fa riferimento sempre e solo ai genitori materni.
io ho il problema opposto
Tra mia madre e mia moglie è nato un attrito abbastanza forte e mia moglie ha deciso di non far più vedere nostra figlia a mia madre.
In tal caso che diritti ha mia madre di poter vedere sua nipote?
Grazie
Il riferimento ai soli genitori materni è solo dovuto al fatto che in quella sentenza di cui parlo il caso era di conflitto tra la madre dei bambini ed i suoi genitori. I nonni sono tutti uguali: tua madre ha i diritti di ogni nonna di vedere e frequentare la nipotina.
Mi auguro che possa farlo con l’accordo di tutti
Mi è stato posto in privato questo quesito e rispondo qui perchè può essere di interesse generale sull’argomento:
I genitori di una ragazza defunta non riescono a vedere più i nipoti che hanno vissuto con loro per 5 anni perchè il padre naturale li ha portati via e si rifiuta di farli vedere.
C’è differenza per il diritto dei nonni tra nipoti nati all’interno di un matrimonio e quelli nati fuori?
L’unico modo per intervenire giudizialmente per i nonni materni in questo caso è ricorrere al Tribunale per i Minorenni, sul presupposto che questa mancata frequentazione è un comportamento del padre tanto grave da incidere sul corretto modo di gestire l’affidamento dei figli.
In effetti, essendo i nonni l’unico legame con la parte materna della famiglia, potrebbe seriamente essere presa in considerazione dal Giudice la richiesta di stabilire (ed “imporre” al padre) un diritto di visita dei nonni materni.
Con un ricorso ex art. 333 c.c. i nonni possono far rilevare la condotta del padre in quanto lesiva del diritto dei figli di avere contatti con la famiglia materna, come già dicevo nel post.
Non c’è alcuna differenza tra figli nati nel matrimonio o fuori.
Proprio perchè i rapporti dei nonni sono delicatissimi nel momento in cui avviene una separazione, penso sia necessario sperimentare un corso di formazione per nonni/e per prepararli a far da ponte in questa evenienza e divenire , nei fatti, punto di riferimento per il/la nipote sapendo non prendere parte per nessuno dei due contendenti ma attuare a pieno la protezione del minore. Vorrei proporre questo tipo di percorso all’istituzione Provincia della mia città, qualcuno ha informazione di corsi già sperimentati altrove? vi ringrazio anticipatamente ilda sangalli riedmiller
Salve,
un profondo attrito causato da metodiche educative differenti tra mia madre e mia moglie (genitori nn separati) induce mia moglie nn a vietare “il vedere” ai nonni i bambini (anzi almeno 2week-end al mese ci incontriamo) ma a non lasciare anche solo per 30min i nonni soli con i bambini (cioè senza la presenza di noi genitori). Date le insistenze snervanti dei nonni, vorrei capire se esistono delle norme al riguardo sia pro che contro.
grazie
Ovviamente no Roberto: in questo caso è solo questione di buon senso. C’è una normale frequentazione con i nonni nel vostro caso. Forse potresti ritagliarti un ruolo da pacere e da diplomatico…
Nella sentenza n°24423 dell’8/11/2007 del Tribunale di Roma, si enuncia anche:”Il Tribunale per i minorenni, dopo aver esperito invano un tentativo di conciliazione volto a far riprendere i rapporti tra i nonni e i nipoti, ha emesso un decreto con il quale incaricava il Servizio sociale di mediare tra i genitori e i nonni materni e di organizzare, valutata la disponibilità dei minori, incontri protetti con i nonni medesimi, al fine di attenuare la conflittualità tra tutti i membri della famiglia”.In merito alla “valutazione della disponibilità dei minori”, ci si chiede quale valore o attendibilità puo avere la succitata disponibilità dei minori,se gli stessi hanno un’età di uno e tre anni?
Anche un bambino di un anno può “manifestare la propria disponibilità” dimostrando di essere o meno contento degli incontri e di trascorrere il tempo con i nonni in modo piacevole o meno. Certo è che nessun giudice chiederà che un bambino così piccolo manifesti la propria disponibilità a parole!!!
I responsabili dei servizi sociali dovranno creare un clima tranquillo e piacevole per l’incontro alla loro presenza e poi osservare le reazioni dei bambini ed i comportamenti dei nonni, valutando comunque le difficoltà dei primi approcci. Su queste osservazioni fonderanno la loro relazione al giudice.
vorrei capire se in questi incontri protetti su menzionati è, come immagino, comunque prevista la presenza dei genitori e non dei soli assistenti e nonni, dato che da quanto mi è stato spiegato potestà ed affidamento sono dei genitori tranne in casi eccezionali
Roberto, non si tratta di comportamenti o decisioni codificate. I giudici hanno un buon margine di discrezionalità per adeguarsi alle diverse situazioni di fatto.
Resta comunque un tema sul quale non c’è moltissima giurisprudenza ed i giudizi non sono tanti.
salve, vorrei un consiglio sulla seguente situazione: sono la zia e madrina di battesimo del mio nipotino, che ha appena compiuto 8 anni.
I suoi genitori, mio fratello e la sua ex compagna sono separati, erano conviventi, e la sua e compagna con il bambino si è trasferita a vivere in una località sperduta dell’appennino parmense, con un altro uomo del quale ha recentemente avuto un altro bambino.
I rapporti tra mio fratello e la ex compagna da questa estate, poco dopo la nascita del secodo bambino, si sono interrotti: mil fratello continua a inviare il denaro per il mantenimento, come aevano concordato, ma non vede più il bambino.
Non so per quli motivi ciò sia accaduto ed accada.
La ex compagna si è eclissata: non risponde al telefono e è molto difficile avere qualche rara notizia del bambino, che non vede più nessuno dei parenti paterni.
Ho cercato di mantenere un rapporto scrivendo, inviado piccoli doni, ma ho scoperto recentemente che la posta a volte non viene ritirata e non so se è consegnata la bambino, dato che non ricevo notizie in merito .
Che cosa posso fare, come zia, per salvaguardare il diritto del bambino di rimanere in contatto con la famiglia paterna? Purtroppo il padre del bambino si è isolato anche dalla famiglia, forse è depresso.
C’è qualcuno che mi può consigliare? grazie, paola
Salve, io sono zia e madrina di due bimbi di 2 e 6 anni. Mio fratello conviveva nella casa di proprietà dei nostri genitori con la propria compagna. La loro storia era diventata burrascosa e negli ultimi tempi il padre di lei si era intromesso a tal punto da arrivare a pedinare mio fratello, a minacciarlo e altre barbarie senza senso. La compagna nel mentre ha fatto di tutto per perdere il lavoro, riuscendoci, si è rivolta ad un avvocato di ufficio ed ha presentato il ricorso al tribunale dei minori per l’affidamento esclusivo dei piccolo oltre al mantenimento per sè e per i bambini, nonchè l’assegnazione della casa (ovvero di proprietà dei miei genitori, i nonni paterni dei bambini). Mio fratello esasperato di continuo, ha deciso di prendere una decisione estrema, si è ucciso. La compagna ha preso i piccoli e si è trasferita a casa dei genitori. Sono ormai passate tre settimane e nessuno ha piu’ notizia dei bambini, lei non risponde al telefono e come se nn bastasse non va a riprendersi la roba personale, costringendo così i miei ad avere parte della casa occupata dalla roba dell’ex convivente del figlio defunto. Lei non è mai stata idonea a crescere i bambini, urla e parolacce si sprecavano, soprattutto con il piu’ grande, la cui sfortuna è sempre stata quella di assomigliare in maniera impressionante al padre. A questo punto non so proprio come fare per aiutare i miei genitori, che hanno cresciuto questi due piccoli angeli e li hanno tenuti nella loro casa per 6 anni, mentre hanno dato un tetto alla madre dei piccoli per 10 anni senza chiedere nulla in cambio. La legge purtroppo in questo campo tutela troppo le donne a discapito degli uomini, la legge dovrebbe essere piu’ attenta in situazioni del genere e verificare prima se ci sono gli attributi per affidare dei minori ad una madre che tutto sa fare tranne crescere ed educare due figli. grazie
@ Paola, nell’inerzia di tuo fratello un ricorso come parenti paterni cadrebbe un po’ nel vuoto: dovrebbe essere lui il primio ad agire. Però non è impossibile proporre un ricorso come spiegavo nel post per chiedere che ci siano degli incontri con i nonni e con la zia.
@ Cristina: come parenti potete proporre un ricorso al tribunale per i minorenni, quanto meno per vedere i bambini. Mi sembra troppo presto, però, dopo 3 sole settimane da un lutto del genere: la madre potrebbe solo aver voglia di stare per conto suo per un po’. Quanto meno avrebbe senso dopo qualche mese.
Per togliere l’affidamento ad una madre, peraltro unico genitore, ci vuole ben altro che le urla e le parolacce. Valutate bene la stuazione.
Per chiederle di portare via la sua roba, basta una diffida via racomandata, ma direi comun que di aspettare un po’ e provare a riallacciare i contatti.
grazie Silvia, proverò a scrivere una lettera alla mamma del bambino… mi rendo conto della relatà complessa. Se ci sono belle novità le comunicherò per condividerle, grazie ancora, ciao, paola
salve, da 16 anni non parlo con i suoceri perche dopo 3 mesi che li conoscevo, hanno scoperto che non avevo i miliardi che pensavano, quindi non avevo piu il diritto di vedere sua figlia.Mi sono recato a casa sua per chiarire la situazione con entrambi i suoceri e mi hanno risposto che non gli interessava niente della figlia e quindi avrebbero continuato ad impedirmi di vederla.Vista la situazione un bel giorno la figlia in accordo con me e i nonni decide di andare a vivere da loro,altrimenti tra me e lei non poteva continuare.Dopo circa 4 anni acquistiamo una casa e andiamo a convivere,
visto che tra noi va tutto a meraviglia decidiamo di fare un figlo, che adesso ha 3 anni,nel frattempo e venuto a mancare il papa di mia suocera circa un anno fa,da quel giorno sta facendo in modo e maniera di intromettersi nella nostra vita.Ha fatto richiesta di vedere nostro figlio altrimenti sarebbe andata in tribunale,allora abbiamo pensato di incontrarci in un posto neutro per un paio di ore la settimana in presenza di un genitore.Dopo un mese ci hanno fatto scrivere dal suo avvocato che non va piu bene come ci frequentiamo ma vogliono che vada a casa sua senza la nostra presenza.A questo punto stiamo pensando di proseguire con la causa,e di fare in modo che non lo vedano piu.
Non sappiamo piu cosa fare,anche perche la suocera e in cura da uno psicologo da anni e il marito non fa altro che assecondarla per andare d’accordo(praticamente dice sempre tutto quello che vuole lei,in piu fa tutto quello che lei gli chiede,lo persino scoperto mentre mi controllava la mia posta nella buchetta delle lettere). Faccio bene a proseguire col tribunale,o alla fine non risolvo niente,cosa posso fare perche i suoceri non vedano piu il nipotino. grazie.
Paolo, voi potete benissimo non fare alcun passo, se non rispondere alla lettera inviata dal loro avvocato (anche personalmente, senza bisogno di rivolgervi ad un altro avvocato) dicendo semplicemente che:
- i genitori del bambino siete voi e sta a voi prendere le decisioni migliori PER IL SUO BENE
- secondo voi la modalità più adatta per vostro figlio per vedere i nonni è quella che attuate
- non intendete lasciarlo con loro da solo perchè ritenete che NON SIA NEL SUO INTERESSE (sottolineate sempre molto l’interesse del bambino: se dovrete produrre la lettera in tribunale andrà a vostro vantaggio)
- quindi NON modificherete nulla.
A quel punto saranno loro che, se vorranno, dovranno fare ricorso al tribunale per i minorenni.
Un consiglio: non impeditegli di vedere il bambino, continuate come adesso e nulla di più. Se a loro non va bene, saranno LORO che dovranno interrompere queste visite in vostra presenza. E dunque, dopo, come potranno far ricorso al tribunale?
In questo modo non potranno mai dire che impedite loro di vedere il bambino.
La loro richiesta di una modalità diversa è piuttosto inconsistente: il giudice, se mai inizieranno una causa, rileverà che comunque il bambino lo vedono. Le modalità sono rimesse a voi genitori.
COme dico nell’articolo non esiste un diritto DEI nonni a vedere il nipote, ma solo, se vogliamo, un diritto DEL nipote a vedere i nonni (una frequentazione che sia nel suo interesse). Dunque non fatevi intimidire inutilmente.
quindi se noi continuiamo cosi abbiamo ragione e loro non possono fare niente?. Al momento ti ringrazio sei stata gentilissima.
Salve mio fratello ha avuto un figlio nel 1998 da una relazione con una donna con cui conviveva.Nel 1999 hanno deciso di interrompere la loro relazione e non gli faceva vedere il bambino ne a lui(PADRE), ne al resto della famiglia paterna.Nel 2000 mio fratello fa richiesta presso il tribunale dei minori di affidamento congiunto, lo ottiene.Ma la sua ex compagna nel frattempo conduce una vita un po sgregolata al tal punto da stare lontana dal suo bambino anche dei giorni, lascindolo a casa dei nonni materni.Mio fratello fa richiesta di affidamento al tribunale dei minori, la accettano a condizione che i nonni paterni e le zie seguano il bambino.Ci siamo dedicati completamente a mio nipote in questi dieci anni, io la zia e i miei genitori.Nel frattempo mio fratello ha avuto quattro relazioni una piu’devastante dell’altra.Senza mai accettare un consiglio dalla nostra famiglia.Ma il bambino e’ stato sempre accudito e amato da me e i nonni.Un mese fa ha incontrato una donna separata con due figli e senza parlare con noi si e’ portato via il bambino.Noi abbiamo cercato di contattare mio fratello ma lui minaccia di denunciarci.IL cell di mio nipote e’ sempre spento,la nuova compagna ha cambiato anche il num di telefono. Ha strappato un bambino da una famiglia che lo amava e lo accudiva portandolo in una casa dove ci sono problemi con i figli di lei, e so per certo che mio nipote dorme su un divano.Cosa possiamo fare?Vi ringrazio
ciao Stefy, mi dispiace tantissimo per il vostro nipotino e per voi tutti… vi sono vicina, ciao, paola
Stefy, rivolgetevi al Tribunale per i Minorenni. Basta anche una segnalazione se pensi che tuo nipote sia in situazione di disagio.
ciao,io volevo chiedere una cosa,mia suocera si è comportata veramente male nei nostri confronti(miei e di SUO FIGLIO)al fine anche di dirci che non siamo bravi genitori e che non facciamo nulla per lui (questa è la cosa MINORE) che ha detto.
volevo chiedere,possiamo in qualche modo tutelare noi e nostro figlio se lei va dal giudice e bloccare al fatto che lo vedano?
ci ha scritto anche delle lettere abbastanza toste,che io suo figlio e suo nipote li tratto male,che li tengo trasandati e che siamo dei zingari…
è questo è nulla…..
sono molto preoccupata,perchè mi disse che “a tempo debito” dirà a nostro figlio brutte cose di noi…
Noemi, stai tranquilla e cerca soltanto di non alimentare il conflitto.
Se potete, fate vedere ogni tanto il nipote alla nonna, anche se vi costa molta fatica, ma questo fatelo soprattutto per vostro figlio.
Se mai tua suocera dovesse arrivare al punto di rivolgesri al Tribunale (ma non è una passeggiata!), avrete senz’altro modo di spiegare i motivi per i quali avete interrotto i rapporti: nessuno vi obbligherà a comportamenti contrari all’interesse di vostro figlio. Per sicurezza conserva le lettere ricevute da tua suocera: in caso saranno una validissima spiegazione documentale del perchè siete stati costretti ad interrompere la frequentazione, anche con il bambino.
grazie!
le lettere sono tutte assolutamente salvate!
mostrargliela no,non ci riesco a pensare mio figlio vicino ad una persona che pensa le cose PEGGIORI DI ME…
lei è troppo orgogliosa,noi erano 3 mesi che non si sentiva,li chiamiamo per invitarli (NON ESSENDO PIU COERENTI A CIO CHE ERAVAMO!!)al suo compleano,e tutta risposta ha continuato ad insinuare e dire cose peggiori…
per cui per ora x la tranquillità è meglio cosi..
spero solo non arrivi al tribunale..
ma chiedo ancora una cosa,se per caso si arrivasse al tribunale,loro possono vederlo senza noi genitori?avrei troppa paura che parla male di noi…(se glielo dovessero concere di vederlo)…cioè io concederei di vederlo ma con me…ma proprio all’estremo….
Noemi, è tutto molto improbabile: prima di tutto è improbabile il ricorso dei nonni, poi lo è la decisione di lasciare il bambino in visita ai nonni senza genitori. Tranquilli.
buon giorno,
ho una figlia di 3 anni avuta dal mio compagno attuale. Mantengo io la bambina. Non sono mai stata sposata e non ho mai convissuto.
I rapporti col mio compagno sono altalenanti. Attualmente il padre frequenta la bambina quando ne ha voglia lui (facendo un lavoro serale/notturno, la mattina si alza tardi e perciò viene a trovarla verso le ore 11.00 x circa un’oretta, ma solo quando si alza prima del solito, e cioè 2/3 volte la settimana). A settembre la bambina andrà alla scuola materna e perciò queste visite non potranno avere più gli stessi orari.
Se io ed il mio compagno decidessimo di lasciarci, come posso fare per poter stabilire io gli orari di visita del padre (che convive con i suoi genitori) tenuto presente che non sarò mai dell’idea di farle passare la notte a casa loro, tenuto anche presente che sono titubante sul fatto di fare incontrare i nonni paterni senza la mia presenza?
grazie per i consigli
Elena, se lui vive con i genitori, quella è casa sua, quindi per tua figlia è la casa del papà… difficile non fargliela frequentare senza un solido motivo, che ovviamente dovrà fondarsi sul suo benessere e non su eventuali contrasti familiari degli adulti.
Gli orari di visita potete deciderli concordemente, senza bisogno di intervento di Tribunali. Oppure, in caso di contrasti, dovrete chiedere l’intervendo del Tribunale per i Minorenni.
Buongiorno,
Mio fratello e sua moglie sposati in comune dal maggio 2007 e in
chiesa dal dicembre dello stesso anno, hanno una figlia nata il
27/07/07 che non vogliono assolutamente farci vedere. Poichè non abbiamo partecipato alle spese per il matrimonio in chiesa (purtroppo non avevamo e non abbiamo tutt’ora le risorse necessarie per affrontare spese inutili) non ci ritengono degni di poter
partecipare alla vita della bambina. I rapporti con loro sono
pressochè inesistenti nonostante noi diverse volte, tramite telefono,
mail, msn e anche andando sotto casa loro abbiamo espresso il nostro
desiderio di vederli. Mio fratello ha cambiato numero diverse volte,
proprio perchè non vuole sentirci e l’unico modo che abbiamo per
parlare con lui è quello di chiamare a casa (ma non rispondono mai
perchè hanno il telefono con display e vedono il numero di chi chiama)
oppure di chiamare sua moglie.
Oggi è accaduto l’ultimo episodio spiacevole. Lei mi ha mandato un
messaggio chiedendomi se i miei genitori avessere telefonato a casa
loro e intimandomi di non chiamare più perchè lui non vuole sentirci.
A questo punto mi domando: ma loro hanno il diritto di fare questo? Un
genitore deve rinunciare a vedere suo figlio perchè non vuole farsi
vedere? Dei nonni possono vivere senza conoscere la propria nipotina?
Cosa possiamo fare noi per cambiare la situazione? Non voglio vedere
soffrire i miei genitori a causa dei capricci di mia cognata e di mio
fratello.
Emanuela, mi sembra che il post risponda alle tue domande: ho già scritto cosa possono fare i nonni, in che limiti ed in che termini.
Ovviamente l’educazione dei figli è rimessa, essenzialmente, ai genitori e così le scelte conseguenti.
non so se scrivo nel posto giusto, ma non ho trovato altra strada,io sono un nipote un pò cresciutello visto che ho 38 anni ed ho il problema inverso di quanto raccontato in questa pagina.
Premetto che sono orfano di babbo, in breve non voglio più avere a che fare con mia nonna già da tempo a causa della sua condotta di vita passata e presente, ora non scendo nei particolari perchè non penso possano interessare, quello che vi chiedo è il seguente quesito:
Che diritto ha mia nonna su di me? nel senso ora come avviene per tutti avrebbe bisogno di assistenza ed io non ne voglio proprio sapere tantomeno mia madre (sua nuora) ne vuol sapere, visto tutto quello che ci ha fatto passare.Non viviamo insieme a mia nonna che ha sempre dimorato a 70 km da casa nostra pur avendo la residenza nella nostra stessa città, anche se non nella stessa casa.Insomma qualcuno può costringermi a darle assistenza?
Fausto, in assenza di tuo padre tu sei il discendente diretto e vige un generico dovere di assistenza degli ascendenti.
Ovviamente la legge regola un dovere economico di assistenza: se tua nonna ha sostanze per provvedere alla sua assistenza (anche in modo minimale) dovrà provvedere da sè. Nulla ti impone un’assistenza morale o comunque una partecipazione concreta.
Insomma, se diventa non autosufficiente e non ha una pensione per mantenersi in un istituto o pagare una badante, potresti essere chiamato a farti carico di parte dell’assistenza. Ovviamente in limiti adeguati ai tuoi redditi e alle tue necessità familiari.
grazie della sollecita risposta, pensavo ad un cosa del genere, mia nonna percepisce una pensione di reversibilità ed ha dei risparmi da parte, ha la casa e non paga affitto, in teoria almeno per un discreto lasso di tempo è autosufficiente economicamente, però quello che vorrei evitare è di diventare un suo tutore economico, nel senso che io non voglio avere più nulla che fare con lei perchè chiunque interagisca con lei soprattutto economicamente corre il rischio di essere accusato di qualcosa. A me non interessa rinucerei a qualsiasi eredità, basta non avere a che fare più nulla con lei, un’utlima domanda, vista la situazione chi gestirebbe i suoi risparmi, per le sue esigenze ovviamente,in caso mi rifutassi di farlo?
il Tribunale, nel momento in cui si presentasse la necessità, nominerebbe un amministratore di sostegno o addirittura un tutore (a seconda del grado di incapacità), anche estraneo alla famiglia (di solito un avvocato).
e dire che il diritto dei nipoti era quello di poter vedere i nonni a prescindere da tutto per crescere bene, io per continuare a vivere bene devo esercitare il mio diritto opposto incredibile, invidio molto chi ha nonni affettuosi o quantomeno normali.
Sembra per ora che si sia intrapresa la strada intermedia, cioè di riuscire ad avere quei rapporti minimi in modo da permetterci di organizzare un’assistenza senza coinvolgere avvocati e senza gestire direttamente soldi di mia nonna, interpellando i servizi sociali, cercando di gestire la cosa in modo puramente amministrativo.
Intanto ho già rifiutato l’auto che mia nonna voleva regalare a mia mamma perchè lei non ne ha più bisogno (per comprarsi la sua benevolenza ora che ha bisogno),le abbiamo detto che la deve regalare agli estranei ai quali mia nonna ha sempre dato la sua fiducia piuttosto che ai suoi famigliari.
Brutte cose non ve le auguro disturbano molto anche psiche di un adulto, perchè vanno a richiamare sensazioni che arrivano fino all’infanzia che creano interrogativi ai quali non si riesce a dare risposta perchè più grandi di te. buonaserata a tutti
Buongiorno,
sono la mamma di due bambini di uno e tre anni, sposata felicemente. Fin dall’inizio della mia prima gravidanza mio padre ha voluto interrompere i rapporti con me e suo genero (mio marito) a seguito di fatti molto spiacevoli (e per noi moralmente gravi) di cui lui si è reso protagonista. Non mi ha mai chiesto notizie della gravidanza, nè ha mai chiesto di vedere sua nipote. Quando è nato il mio secondo figlio non lo ha nemmeno saputo, sono stata io a metterlo al corrente qualche mese fa in una occasione in cui ci eravamo incontrati per certe questioni di cui parlare (non riguardanti i nipoti). Ora, a distanza di tre anni e mezzo lui chiede di poter vedere i nipoti. Purtroppo mio marito non è molto propenso poichè anche lui, a suo tempo, è stato trattato a maleparole da mio padre. Come dobbiamo comportarci? Oltretutto ai miei figli non ho mai parlato di questo nonno che non era presente, quindi la questione è alquanto delicata anche dal loro punto di vista. Mi può dare un consiglio?
Viktoria, direi che al momento è una questione vostra personale e non ha nessun risvolto giuridico. Comportatevi come ritenete più opportuno per i bambini.
Il nonno non ha un diritto di frequentare i nipoti che può azionare così facilmente, se c’è il dissenso dei genitori. Tra l’altro il vostro è un dissenso motivato, anche dagli anni di totale assenza.
Siete liberi di decidere.
Salve a tutti, avrei bisogno di un consiglio riguardo la situazione che sto vivendo.Sono sposata da 1 anno ed ho un figlio di 11 mesi.Prima di sposarmi ho convissuto con il mio attuale marito nella casa in cui stiamo adesso(di mia madre che ci dà un tetto sopra la testa)e già all’epoca, cioè 3 anni fà mia suocera si intrometteva nei rapporti tra me e suo figlio,faceva di tutto per colpevolizzarmi di aver rovinato la loro famiglia e oggi capisco che parlava così perchè hanno sempre avuto un rapporto morboso in quanto lo ha avuto a 15 anni e l’ha cresciuto senza il marito accanto quindi lo vede più come un marito anzichè un figlio.Io in pratica mi sento l’amante della situazione.Ad oggi la condizione è andata peggiorando, in quanto non solo si è permessa di insinuarsi nella nostra vita dando imposizioni che lei chiama consigli, ma vuole anche intromettersi nelle decisioni per nostro figlio in tutto e per tutto, non parlando del fatto che mi sono sentita dire da mia cognata di non essere la madre di mio figlio, che mio figlio mi usava solo perchè lo sfamavo…insomma parole assurde.Ho battezzato mio figlio dopo 8 mesi dalla sua nascita e lei avendo avuto una discussione riguardo a chi lo avesse dovuto battezzare non si è presentata,nè lei da nonna, nè sua zia.Io non ho intenzione di far vedere mio figlio a persone così che mi hanno sempre mancata di rispetto e sarebbero capaci di mettermelo contro.Cosa posso fare???Potrebbero denunciarmi per vederlo???Ovviamente mio marito è stato completamente plagiato dalle loro parole e vorrebbe farglielo vedere, ma io essendo più obiettiva non me la sento proprio!
Cristina, come avrai già letto nel post, non c’è possibilità di “denuncia” per questi fatti. Capisco però che la situazione è tesa e prima di tutto credo proprio sia il caso di risolvere il conflitto con tuo marito.
Ci sono soluzioni “intermedie”: può frequentare lui madre e sorella, portando con sè vostro figlio, magari per brevi visite, alle quali tu non sei costretta a partecipare. Trovare una mediazione, farà senz’altro bene a tutti.
Salve,
come avevo già scritto diversi mesi fa mi trovo nella stessa situazione descritta da Cristina ma nella veste opposta. Mia moglie non vuole far vedere mia figia a mia madre e invece lo vorrei.
Onestamente per quello che posso leggere nelle righe di Cristina, mia madre ha fatto molto meno ma il risultato non cambia.
Mia moglia ha espressamente detto che se mia madre vede la bimba, lei divorzia! brutta situazione al quale io sono costretto a sopportare per il bene della piccola (21 mesi).
Se posso dare un consiglio a Cristina, non ti far prendere troppo dalla rabbia e cerca di capire quelle che sono i sentimenti della persona che hai a fianco. Nessuno chiede a te di andare daccordo con tua suocera. se veramente ami tuo marito, rispetta anche la sua volontà. Io sono ormai 18 mesi che vivo in questa situazione e ammetto che non vedo un buon futuro. Onestamente non so cosa fare e non vedo vie di uscita. Ormai sono parecchi mesi che accetto la situazione con tanta sofferenza. Buona fortuna
Buongiorno,
avevo già scritto tempo fa e leggendo le vostre parole non posso fare a meno di non riscrivere.
La mia famiglia sta vivendo una situazione simile a causa di mio fratello e della moglie, che non vogliono avere rapporti con noi e si rifiutano di farci vedere la nostra nipotina.
Io ho 27 anni, sono ancora una bambina, ma mi sento in dovere di mettermi dalla parte di quei nonni che purtronno non possono vedere i figli e i nipoti. Leggo molte volte di nuore, che odiano le proprie suocere e fanno il lavaggio del cervello ai mariti, li ricattano minacciando di chiedere il divorzio e fanno di tutto per allontanarli dalla famiglia di origine. Ma a questo punto vorrei sapere, e se i loro figli, che tanto amano e che difendono dalle grinfie delle nonne, un giorno facessero la stessa cosa, come si sentirebbero? Una donna che allontana il proprio marito dai suoi genitori, può dire di essere veramente innamorata? Io non credo! Amare significa voler rendere felice l’altra persona, ma così facendo si rende felici solo se stesse.
Vi ringrazio per i consigli, ma sento il bisogno di dire una cosa: avendo avuto questa brutta esperienza con mia suocera e mia cognata sicuramente io quando la ruota girerà anche per me saprò come comportarmi facendo solo ed esclusivamente il Ruolo di Nonna e non intromettendomi mai nella vita privata dei miei figli con le mie future nuore perchè altrimenti rovinerei il rapporto con loro e soprattutto invaderei la famiglia che si sono creati.Insomma ognuno deve stare al suo posto per avere la pace perchè purtroppo spesso e volentieri non ci si rende conto che quelli che vanno di mezzo sono proprio i bambini non avendo nessuno colpa.Rispondendo ad Emanuela vorrei dire che il lavaggio del cervello nel mio caso non l’ho mai fatto, anzi anche quando mia suocera ha sbagliato nei miei confronti e non solo cercavo di passarci sù, ma quando ti rendi conto che si passa veramente il limite a quel punto l’unica soluzione è chiudere i rapporti.ti posso assicurare che non conta solo l’amore…anche il rispetto.io ho sopportato troppe mancanze di rispetto.
Cara Cristina,
è chiaro che le dinamiche che accadono in famiglia siano diverse per ogni persona, il mio non era un attacco nei tuoi confronti, assolutamente, volevo semplicemente asserire che come ci sono molte suocere insopportabili, ci sono anche tante nuore. Non conosco la tua famiglia e non posso e non voglio giudicare, ma conosco la mia e posso dirti che la parola “rispetto” non fa parte del linguaggio di mia cognata. Ti posso assicurare che i miei genitori non sono mai stati invadenti, cattivi o irrispettosi nei suoi confronti, ma lei è riuscita ad allontanare mio fratello da noi…il motivo? Non avevamo soldi per pagare il loro matrimonio in chiesa! Ho cercato in tanti modi di far ragionare mio fratello e la moglie, ma senza successo. Purtroppo vogliono fare la vita da nababbi e noi che siamo dei poveracci non siamo alla loro altezza. Vedo i miei genitori soffrire e non darsi pace e questo non posso sopportarlo. Purtroppo è dura perdere un figlio, soprattutto se il figlio è vivo e vegeto ma ti ha rinnegato come genitore.
In ogni caso se vuoi chiudere i rapporti con tua suocera e tua cognata sei liberissima di farlo, ma non puoi impedire a tuo marito e ai tuoi figli di continuare a frequentarle. Tu accetteresti di non vedere mai più i tuoi genitori?
Emanuela
Emanuela, Cristina, Juri: sono certa che, da diversi punti di vista, concordate tutti sul fatto che cercare una mediazione, in questi casi, è necessario. Nessuno obbliga alla frequentazione tra sdulti, ma almeno ai bambini è giusto concedere la conoscenza dei nonni.
Sono comunque conflitti tra i più frequenti e sono uno dei motivi principali di separazione delle coppie.
Più che le vie legali, vi auguro di trovare una soluzione di buon senso.
buonasera,
ho 21 anni e un imbo di 19 mesi. Per tre anni non ho avuto rapporti con i miei genitori perche non approvavano il mio compagno. a 18 anni me ne sono andata di casa dopo che mio padre alzò numerose volte le mani su di me per impedirmi di vedere il mio compagno.
ora siamo per il servizio sociale perche loro vogliono vedere mio figlio, il tribunale dei minori per il momento mi sta obbligando a farglielo vedere, io ho chiesto udienza al giudice ma per ora non ho ancora avuto risposta. cosa posso fare per non fargli vedere piu mi figlio? sono disperata. ti prego aiutami.
Michi, non capisco come possa esserci un obbligo di far vedere il bambino ai nonni, se non c’è stata un’udienza.
Quale tipo di provvedimento stabilisce l’obbligo?
Sei assistita da un legale? Credo sia necessario che ti faccia aiutare da un avvocato che si occupi di questa materia.
ciao silvia,
grazie per avermi risposto. io non me ne intendo ma è arrivato un provvedimento da parte del tribunale dei minori che dice di far vedere anche una olta al mese il bimbo ai nonni e da il compito all’assistente sociale di regolare gli incontri. è un provvedimento provvisorio. il mio avvocato dice che sono obbligata a fare questa cosa perche se mi rifiuto posso andare incontro a cose peggiori. è vero?
ciao Silvia ho letto i commenti su diverse situazioni conflittuali che determinano difficoltà nella frequentazione di nipoti-nonni.Anche noi abbiamo fatto questa scelta quindi i nostri bambini di 11 e 9 anni non frequentano nonna e zie paterne.Voglio precisare che questa scelta è stata fatta congiuntamente con mio marito per tutelare la serenià familiare!Una scelta meditata a lungo e indispensabile per tutelare il benessere di coppia ,di genitori e in particolare dei bambini.I nostri figli sono a conoscenza di quanto è accaduto e vivono serenamente questa situazione.Hanno due genitori uniti che pensano solo alla loro serenità.Ora mi chiedo perchè qualcuno vuole toglierci questo diritto!!!!!!!!!!!Noi genitori di 43 e 44 anni(quindi non ragazzini capricciosi e dispettosi) non possiamo fare scelte educative per garantire la serenità familiare!Credo che per il momento i nostri figli abbiano necessità di questo!!!!!!!!!!Eventuali influenze negative potrebbero interrompere questo equilibrio ,dobbiamo correre questo rischio?Quando i nostri figli saranno grandi potranno fare le loro scelte ma allora sarò sicura che nessuno interferirà sul nostro incontestabile modo di essere GENITORI!!!!!!!!!!!CIAO FABIANA
Fabiana, in realtà, quello che dici è esattamente ciò che le nostre norme e la giurisprudenza vuole affermare e tutelare. Se si va in giudizio su casi simili, non c’è un diritto dei nonni di frequentare i nipoti, ma si indagherà solo sul benessere dei bambini, con o senza frequentazione. Se i genitori hanno dei motivi validi, vengono presi in seria considerazione.
Silvia ti ho risposto con un’email ma non ho problemi a pubblicare il mio commento anzi fallo pure ciao ciao!Ho solo avuto premura a risponderti!ciao a presto
Salve,ho sepre avuto con i miei figli un rapporto molto difficile.Ho potuto freguentare per pochissimo tempo i figli di mia figlia,il quale mi adoravano e io ero pazza di loro,ma per le strane turbe di mia figlia sono stata esclusa dalla sua vita,creandomi dei casini sia con la famiglia di suo marito,sia con tutte le scuole che freguentavano i miei nipoti a partire dagli asili,presentava attraverso il comune delle lettere che mi vietavano di avvicinarmi a loro.Premetto che non ho alcun divieto di legge per non freguentare i nipoti,ho solo una figlia ingrata e molto cattiva che ha pure influenzato i suoi due fratelli.Tant’è che da nove mesi uno dei miei figli è diventato padre e anche lui non mi fa vedere il nipote.Ora i figli di mia figlia hanno 16 e 12 anni ma purtroppo per loro sono un’estranea,mia figlia pur sapendo quanto ci stavano male specialmente la bambina se ne fregata di farli amare da me,ha fatto di tutto per separarci,incurante dei nostri sentimenti.Io per amore di loro non ho mai fatto richiesta al giudice per vederli perchè si sarebbero messi di mezzo assistenti sociali e questo oltre ad essere umiliante per me sarebbe stato un trauma per i miei nipoti.Avevo incaricato un avvocato donna di fare il modo di portare anche davanti a un giudice i miei tre figli per sentire dalle loro bocche di cosa mi accusano e perchè mi odiano fino al punto di aver interrotto tutti i contatti,di avermi abbandonata e oltretutto di essermi nemici e farmi mancare di rispetto da tutti stando persino dalla parte di chi mi usa violenza fisica.E dopo tanta insistenza per far lavorare quest’avvocato che mi aveva fatto sperare tanto ma che invece si è dimostrata una bugiarda e incapace,dopo sette mesi un giorno mi ha inviato un e-mail che mi diceva che mio figlio accettava di farmi conoscere suo figlio con la presenza di un avvocato e in un luogo publico,sentendomi umiliata perchè nemmeno io ho chiesto una cosa simile con il loro padre pur essendo un violento e mascalzone mi sono rifiutata,anche perchè se avessi accettato successivamente avrei sofferto per il desiderio di rivederlo.Comunque ho levato il mandato all’avvocato incapace e ne sto cercando uno serio, ma sono talmente scoraggiata perchè noi che abbiamo diritto al gratuito patrocinio siamo di serie C neanche di serie B.Faccio presente che ho dato tutta la mia vita per i miei figli e crescerli da sola è stata molto dura,ho cercato di fare anche l’impossibile per averli sani e onesti,ma io ho avuto tutti i dispiaceri e gli altri si godono le gioie.Vorrei tanto abbracciare questi nipoti e chiedergli perdono io al posto di mia figlia.Avevo un genero che mi rispettava ma mia figlia è riuscita a farmi offendere persino da lui.Sono 16 anni che piango per questa storia tanto aberrante.Sapere che tutti si riuniscono anche nei giorni di festa e nessuno pensa a me da sola mi spezza il cuore.Loro tutti mi mancano da morire,ma io a loro non gli manco.Eppure sono sempre stata dolce,amorosa,solare,buona,molto quadrata,responsabile,ho le mani d’oro,avrei voluto che fossero orgogliosi di me e invece mi odiano da morire e neppure loro sanno perchè.Da loro ho preso botte,parolacce,prepotenze e anche se li avevo denunciati ho ritrattato tutto per non rovinarli e ora invece di riconoscere che mi ci hanno cosretta loro,prendono la scusa di questo.Purtroppo da piccoli sono stati violentati psicologicamente dal comportamento del padre e invece di odiare lui che se ne sempre fregato di loro,fanno soffrire me.E sono anni che faccio un lavoro psicologico su me stessa per non impazzire.Scusatemi!
Rosy, più che tentare il ricorso in Tribunale non puoi fare (e considera che, come dico nel post, gli esiti non sono scontati, perchè non si tutela un tuodiritto di nonna). Comunque non è affatto vero che tutti gli avvocati che accettano di assistere i clienti in gratuito patrocinio li trattino come clienti di serie b o c, quindi cerca con cura un altro avvocato se con quello precedente si è interrotto il rapporto fiduciario.
Salve,
vorrei esporre il nostro caso e conoscere un parere/consiglio.Il babbo di mio figlio primogenito è deceduto quando il piccolo aveva 3 mesi.I rapporti con i nonni paterni sono sempre stati un pò difficili per diverse ragioni,incompatibilità caratteriale in primis.Ho comunque continuato a frequentarli con il bambino(quando potevo essere presente ,altrimenti glielo lasciavo anche,ma comunque mai a dormire) fino a che ho conosciuto mio marito (il piccolo aveva già compiuto 3 anni)Il loro rapporto è stato da subito splendido, si amano profondamente,ma questo legame ha generato delle gelosie che hanno portato ad un impossibile serena condivisione e gestione , tra le Ns. famiglie,delle visite del piccolo.Sono già trascorsi 3 anni(Lui adesso ne ha 6 e un fratellino che adora di 1)ma la situazione va sempre peggiorando,sono sempre più insistenti le voci che mettono in giro(comparse da subito) che vogliono rivolgersi al Giudice per farsi assegnare il diritto alla visita;ci tengo a precisare che, se anche loro si aspettano di più,il bambino lo vedono all’incirca ogni 10 gg massimo ne passano 15 e vederlo significa che lo hanno in “esclusiva”,senza la Ns. presenza .E’ veramente dura soprattutto perchè,sin dalle prime volte, il bimbo quando torna dalle visite è comunque turbato e si comporta in modo inusuale, spesso sfidando la Ns.autorità, ed anche se, con il tempo questo risvolto si è molto attenuato,si percepisce comunque che tentano manovre per manipolarlo(è proprio un modo di fare che li contraddistingue)un esempio semplice:ha sempre chiamato papi mio marito fino a che non è nato il fratellino ed ha iniziato a chiamarlo babbo(lui gli ha sempre detto che lo poteva chiamare come più gli piaceva)ma si capiva che, fino ad allora si era trattenuto per far contento qualcun’altro ,la conferma l’abbiamo avuta quando,poco dopo il cambio di appellativo,ritorna dai nonni sostenendo che però loro gli dicono che il suo babbo è un altro.Per fortuna, anche se con mio marito entriamo in contrasto quasi in ogni occasione ,tra Noi il rapporto è ben saldo, ma la mia preoccupazione ,arrivando al punto,è quella di rischiare di far intervenire i Servizi Sociali a seguito di una richiesta partita dai nonni(insoddisfatti perenni) e magari accolta dal giudice che vuole verificare la situazione.Beninteso che la mia preoccupazione è per ciò che subirebbe il bimbo….stò pensando di rivolgermi ad un legale per tutelarci in questo senso,certo è che moralmente mi sento in colpa sia perchè continuo a mandarlo, e non ne sono contenta ,e ,di contro , a non mandarlo la mia coscenza non so se me lo permette…accetterei volentieri consigli ed opinioni.GRAZIE
Simona, ti stai comportando in modo ineccepibile. Tuo figlio continua a frequentare i nonni paterni con una frequenza più che accettabile.
Se anche fosse interpellato un giudice (ma sarebbe davvero avventato consigliare un ricorso al giudice da parte di un legale in un caso del genere!), non farebbe altro che chiedere di verificare la situazione ai servizi sociali di zona, che, comunque, si limiterebbero a qualche incontro e colloquio.
Appurato che il bambino vede i nonni, che sta benissimo con tuo marito e che è in una famiglia solida e sana, non ci sarebbe nulla da aggiungere. Spesso i servizi sociali si limitano ad interventi minimi e ad una breve relazione.
Credo che tuo figlio ora inizi ad essere in grado di fare delle scelte consapevoli, come quella di chiamare babbo tuo marito, e le manipolazioni da parte di terzi saranno sempre più difficili e meno incisive. In fondo il legame con la famiglia di suo padre sarà importante per lui anche in futuro. Quello che fai è giusto, ma è anche più che sufficiente.
RIvolgersi ad un legale voi per primi, allo stato, mi sembra inutile.
Se invece riscontrate dei comportamenti contrari all’interesse del bambino da parte dei nonni, inviate una comunicazione scritta con la quale chiedete di non ripeterli (in tono fermo, ma non ostile). Ricordati che la legge riconosce a te sola (in questo caso) e poi a tuo marito (anche se non padre biologico) in subordine, il diritto di indirizzare ed educare tuo figlio.
Cara Simona, mi rendo conto che la situazione è molto delicata,perchè il bambino potrebbe vivere una situazione di confusione, se nessuno è in grado di aiutarlo, in questo momento tanto difficile per lui che, sta apprendendo via,via e formare il carattere. Io credo che, i nonni dal gran dolore della perdita del figlio,sono come ciechi e se sono gelosi la cosa è quasi leggittima.Sta a te cercare di affrontare la questione in maniera civile e pacata con i tuoi suoceri,dovresti armarti di dolcezza e comprensione, dicendo parole di conforto e nello stesso tempo fargli capire che il bambino deve crescere sereno, e se così non sarà il suo equilibrio potrebbe avere delle brutte conseguenze.Quello dei legali,assistenti sociali e giudici è un errore molto dannoso per la psiche del bambino.La prima cosa da fare è chiarirsi tu e i tuoi suoceri escludendo tuo marito,perchè probabilmente la gelosia nasce dal fatto che c’è lui,e tu che sei mamma devi capire questo sentimento.Magari successivamente cerca di fare entrare nelle grazie dei tuoi suoceri anche tuo marito.Però prima parlagli con tutto il cuore confessandogli anche il tuo dolore per la perdita del loro amatissimo figlio e che non è stato facile neanche per te perdere il padre del tuo bambino,oltre al tuo amore.Devi solo entrare a far parte del loro dolore e vedrai che se invece di usare l’ostilità usi la comprensione e il rispetto per il loro grandissimo dolore le cose andranno meglio basta mettere da parte l’orgoglio e le ripicche.Fai come se davanti a te c’è uno specchio e immedesimati tu cosa faresti al posto loro? Analizza tutta la situazione e buona fortuna.
Rosy, perdonami, ma credo che dopo ben sei anni dalla perdita del figlio, per loro, e del compagno e padre di un bambino di tre mesi, per Simona, il lutto, per quanto gravissimo, dovrebbe quanto meno essere stato elaborato.
E’ comprensibile che la perdita di un figlio sia quanto di più innaturale ed inaccettabile per un genitore, ma dopo sei anni ed un nipote che cresce sereno, dubito che la questione sia quella.
La gelosia nei confronti dell’attuale famiglia di Simona non credo che possa definirsi legittima. Simona mi sembra che non stia affatto usando l’ostilità, tutt’altro: i nonni vedono il bambino ogni 10/15 giorni ed anche in assoluta autonomia, che mi sembra una frequentazione più che adeguata.
Non credo neanche che il marito debba “entrare nelle grazie” dei nonni del figlio: il marito di Simona è il presente e, per quello che ci racconta, è anche il miglior presente si possa immaginare per i due figli. Non ha altro compito che quello di essere un buon padre per due (o più) figli, senza elemosinare consensi.
Minacciare di rivolgersi ad un giudice per ottenere non si sa quale ulteriore beneficio nei confronti del nipote, come espresso dai nonni, non mi sembra un’adeguata manifestazione del loro dolore. Se questo dolore è tanto cieco, mi sembra giusto che Simona cerchi di restituirgli la vista per il bene dei suoi due figli e di suo marito.
@Simona, perdere un figlio è terribile e ci sono persone che non si risollevano più. I miei zii hanno perso un figlio da più di dieci anni, ma non si sono ancora ripresi e forse non si riprenderanno più. Da quello che scrivi il tuo comportamento mi sembra fantastico. Io proverei a parlare con loro, solo tu e loro due per tentare di chiarirsi, per spiegare quello che hai passato quando sei rimasta sola, per farli partecipi delle tue emozioni prima che incontrassi il tuo nuovo marito. Mettere in mezzo una persona estranea… a me sinceramente non piace come soluzione… Credo che ai nonni interessi il benessere fisico e psicologico del loro nipotino… Perché non ti fermi anche tu con tuo figlio dai nonni? Magari sono amareggiati per averti persa come “figlia” acquisita, magari pensano che “ecco non viene neanche più a trovarci, non ci vuole più bene”… magari vogliono entrare a far parte della tua nuova famiglia, ma non sanno come chiedertelo… il dolore fa diventare le persone cattive!
Salve Sivia, Non esiste elaborazione al mondo per una tragedia, quando perdi un figlio. IO nonostante so che i miei figli stanno bene, non smetto un solo attimo di pensarli e muoio di dolore.E la gelosia mi rode, sapendo che tutti possono avere contatti, non solo con i miei figli, ma anche con i miei nipoti.Figuriamoci questi nonni che non hanno potuto gioire della felicità del figlio ch’era diventato pedre.E comunque fare vedere il bambino ogni 10/15 giorni non mi sembra che gli conceda molto a questi poveri nonni, specialmente che neanche glie lo lascia a dormire e magari neppure fanno qualche vacanza con il bimbo.L’amore di un nonno e una nonna non può darlo a contagocce a un nipote.Si impazza dalla gioia per i nipoti e si vorrebbero vedere tutti i giorni e fare tante cosine insieme a loro.E’ ovvio che questi nonni non stanno bene specialmente se qualcosa è cambiata da quando la nuora vedova si è rifatta una vita.Se vogliono rivolgersi a un giudice evidentemente hanno dei buoni motivi. E poi perchè no? Che il marito non può farsi voler bene? Se sono persone civili affrontano un passettino per volta la questione e con umiltà e senza il maledetto orgoglio si vengano incontro nel migliore dei modi, senza ferirsi o fare ostruzionismo. Basta mettersi a tavolino e chiarirsi, dicendo cosa una vuole dall’altra e arrivare ad un accordo.Per esempio se questi nonni si sentono alleviati dal dolore, con la presenza del nipotino, perchè non dare a loro questo sollievo? Infondo sarebbe un atto d’umanità visto che la vita è stata crudele per tutti loro. Però, la nuora si è consolata e chi ci ha rimesso e ci sta rimettendo sono i nonni.Bisognerebbe provare ad essere nonni per poi parlare e giudicare, allora forse capireste che si diventa pazzi per i nipoti, e sapete perchè? Perchè siamo più saggi e non abbiamo più la fretta per arrivare a fare tutto.Conosco una donna che gli morì il marito e la lasciò con due bambini di cui una appena nata.Avendo avuto un bel matrimonio si è dedicata ai figli e addirittura dormiva nella camera con i figli.Conviveva con i suoceri e insieme si sono aiutati a superare questo dolore.E stata chiesta in moglie da diversi malei ha rispettato il ricordo del marito.Anche una mia amica ha fatto la stessa cosa.Con questo non significa che voglio criticare la scelta di Simona, però mettetevi nei panni di chi ha perso un figlio e poi vede che la nuora lo rimpiazza con un altro e magari questo detta legge pure quanto e come i nonni debbono vedere il nipote.IMMEDESIMATEVI!!
Per Rosy e non solo!
la storia è molto triste e complicata e ho dovuto rileggerla tre volte
per cercare di capire ma non so se vi sono riuscita.Ho capito che i
rapporti di tutti i componenti della famiglia sono molto tesi e
intuisco che ci sia molta sofferenza da parte di tutti. Anche i suoi
figli hanno sofferto tanto e credo che da parte loro ci sia un
atteggiamento di protezione per i propri figli cioè suoi nipoti.Rosy purtroppo non ho molto da dire in suo favore perchè in me è fortemente radicato il
concetto di genitore che deve vigilare e tutelare sul benessere e la crescita
psicofisica dei propri figli soprattutta quando per diversi motivi si creano situazioni familiari conflittuali di difficile risoluzione .in una mia precedente lettera ho voluto
ribadire fortemente il concetto di genitore che ha l dovere di proteggere i propri figli da eventuali occasioni di conflittualità tra gli adulti. Detto questo mi viene spontanea la domanda Lei crede appunto che un avvocato o un
giudice possa risolvere queste problematiche?Credo invece che
contribuisca ulteriormente ad allontanarvi dai vostri figli signora!
Riguardo ai nipoti ,una volta cresciuti credo che sentiranno forse
l’esigenza di conoscerla e sentire la sua versione e se non lo faranno ,per amore di mamma e di nonna nei confronti di tutti aspetti in silenzio!A mio parere sarà più produttivo che far parlare un legale!Ci pensi bene come può un avvocato risolvere tutto questo !Lei crede che i suoi nipoti accetteranno serenamente di essere accompagnati da assistenti sociali o persone estranee a conoscere la nonna?Ci chiediamo davvero se loro vogliono affrontare tutto questo? Che trauma poveri bambini combattuti tra l’affetto dei genitori e quello di una nonna!
Obbligati a fare un qualcosa che magari loro non vogliono?Lo potranno
fare fino all’età adulta perchè obbligati dal giudice e poi?POUFFF tutto potrebbe svanire nel nulla!Ci pensi bene signora, non corra questo rischio e mi creda anche per esperienza personale , provi prima a recuperare il rapporto con i suoi
figli che poi le cose vengono da sole!Ritengo infatti che sia fondamentale lavorare sul recupero del rapporto con i suoi figli ,con affetto,amore e pazienza! Credo che loro lo accetterebbero di più piuttosto che vedersi costretti a presentarsi in Tribunale!!!!!!!!!!A causa della loro mamma!!!!!!!!!
Fabiana
Signora Fabiana, visto che non ha capito niente anche se ha letto tre volte, le consiglio di rileggere dall’inizio di questa pagina e forse capisce di cosa si sta parlando. Non si limiti a leggere solo le mie risposte.Grazie dei suoi consigli, ma arriva dopo me stessa. Si concentri signora prima di scrivere spropositi! Mi stia bene.
Sempre x la sig Fabiana il discorso inizia dal mio primo commento poi rispondo al commento della sig. Simona e successivamente rispondo alla sig. Silvia.Spero di averla indirizzata bene per capire il tutto.
SIGNORA FABIANA INVOLONTARIAMENTE HO CANCELLATO L-MAIL RISERVATA PERCHE’ PENSAVO FOSSE LO STESSO COMMENTO CHE HO LETTO NEL POST. LE DISPIACE INVIARLO.
Vi prego di mantenere dei toni corretti e rispettosi, se no modererò i commenti cancellandoli.
Grazie.
Silvia mi dispiace se il mio commento è stato interpretato scorretto e non rispettoso.Se questo è avvenuto vi prego di scusarmi ma non era certo questo il mio scopo.Non so se la tua affermazione era rivolta al mio ultimo commento o ad altri ,non capisco in quale modo avrei potuto essere scorretta anche perchè credimi non fa parte del mio carattere.Ho solo voluto esprimere la mia opinione .Tu sai che i nostri commenti sono frutto delle nostre esperienze ,volevo solo dire la mia in base a ciò che vivo personalmente.Perciò se è stato male interpretato e qualcuno pensa che abbia parlato a sproposito solo perchè forse non ho affermato la stessa opinione,ti prego di scusarmi ulteriormente ,ma pensavo che ognuno potesse esprimere il proprio parere ,anche se non della stessa opinione.Non mi permetterei mai di turbare la sensibilità degli altri!Ci terrei molto a sapere se ciò che hai scritto era rivolto a me e dove ho sbagliato sarebbe per me un occasione di crescita.Grazie Fabiana
Salve, per favore non inviatemi più per via E-MAIL i vostri commenti perchè non voglio stare male per qualcuno che giudica senza conoscermi e crede di sentirsi migliore sia come mamma e sia come nonna.Da anni faccio un lavoro psicologico su me stessa per non impazzire figuriamoci se voglio stare male per qualcuna che si permette di darmi lezione di come mi debbo comportare per il mio immenso dolore.Ho cercato di dare un consiglio umano e da persona adulta, mettendo a disposizione la mia saggezza con il problema che ha scritto la signora Simona.Il mio era un messaggio esclusivamente d’amore da mettere davanti all’orgoglio, ma visto che sono stata criticata perchè secondo la signora Fabiana, il mio concetto di mamma e di nonna non è radicato come il suo, preferisco evitare di leggere commenti che mi feriscono gratuitamente.Distinti saluti.
Ho scritto una mia richiesta ma ho avuto un problema a inviarlo.Comunque il concetto era di non inviarmi più i vostri commenti via e-mail.Non mi interessa essere ferita gratuitamente da chi si crede di avere il concetto della famiglia più radicato del mio.Ho dato un messaggio d’amore alla signora Simona consigliandole di metterlo davanti all’orgoglio.E ho notato che la signora Fabiana non ha perso occasione di dire degli spropositi,senza pensare di offendere. Consiglierei di leggere attentamente quello che ho scritto, non credo che sia incomprensibile fino al punto di essere io quella che non ha amore per i figli e per i nipoti.Chi si permette di giudicare, facendo persino paragoni di se e gli altri non merita attenzione di lettura.Distinti saluti.
Rosy, può semplicemente deselezionare la casella qui sotto che, evidentemente, Lei stessa ha selezionato per ricevere gli aggiornamenti dei commenti a questo post via email.
Fabiana, non mi riferivo al tuo commento.
Salve, mi perdoni signora Silvia forse lei si riferiva allora a me? E per quale motivo? Mi pare di essere molto corretta nei confronti di tutti.Mi farebbe piacere un suo chiarimento.Grazie
Mi dispiace molto aver creato questo malinteso .Non era certo questo che volevo.Non ho voluto affermare che il mio concetto di famiglia è migliore di quello degli altri ,non ho mai voluto affermare nei confronti della signora Rosi che lei non ama figli e nipoti ,non mi permetterei mai!Tanto meno il mio scopo era quello di giudicare!Ho solo voluto esprimere il mio pensiero riguardo queste cause in tribunale che a mio parere talvolta ,ripeto talvolta, rafforzano e amplificano le conflittualità tra genitori e figli.Questo ho voluto solo esprimere e non offendere la sensibilità di nessuno.Riguardo al non voler leggere i miei commenti ,non si preoccupi signora Rosy smetterò di farlo per evitare equivoci e ulteriori malintesi.!!!Saluti a tutte Fabiana
Salve,signora Fabiana lei avrebbe dovuto leggere attentamente il mio racconto del 24 luglio,allora forse si sarebbe resa conto con quanta delicatezza ho tutelato i miei nipoti e protetto i miei figli. Se sono arrivata al punto di voler portare i miei figli davanti a un giudice,non inasprisco i rapporti.Sono 16 anni che cerco un dialogo per un chiarimento con mia figlia, scrivendo fiumi di parole d’amore, dichiarandole la mia sofferenza e che sarei stata pronta a voltare pagina se lei avesse fatto un cenno per tornare in pace da me.Ma ho saputo che strappava le mie lettere senza neanche aprirle e ha persino detto a gente di nostra comune conoscenza che non avrebbe svelato dove ha comprato la nuova casa, per non farmelo sapere,ha messo il n.telefonico riservato,anni fa ha persino cambiato numero di cellulare per impedirmi di inviarle sms pieni di parole affettuosi per lei e per gli altri.Il suo modo aberrante ha contagiato anche i suoi fratelli si stanno comportando come lei.Ho lavorato molto di psicologia soffrendo come un cane, da sola e in silenzio.Quando qualcuno ha cercato di capire perchè mi hanno esclusa dalla loro vita,rispondono che non sono stata una buona madre e se insistono chiedendo in che cosa ho sbagliato rispondono sempre che non sono stata una buona madre,però, se chi gli chiede perchè, è una persona che ci conosce da 40 anni loro rispondono non mi parlare di lei altrimenti non ti saluto più, tant’è che, se incontrano persone che mi riconoscono i sacrifici e possono essere testimoni del mio operato come mamma, i miei figli assumono un atteggiamento ostile.Allora,considerato che, non sono più giovane,i miei nipoti sono cresciuti,muoio dal dolore per non poter vedere e parlare con nessuno di loro,ripercorro tutte le notti,il ricordo dei miei bambini che tutelavo anche a costo della mia vita.E il pensiero che mi hanno fatto e mi fanno ancora tanto male,ma oltretutto me lo fanno fare anche dagli altri.Ho deciso che è arrivato il momento, prima che sia troppo tardi di farmi dire alla presenza di un giudice perchè mi odiano e di che cosa mi accusano.Credo di avere il diritto di sapere perchè ho perso tre figli.Anche se lo so che il loro disamore è la causa di un’infanzia piena di traumi. Proprio nel periodo, che si formava il loro carattere, assimilavano, solo violenze, offese,maltrattamenti che il padre osava su di me in loro presenza.E anche se ero io la vittima, la mancanza di un padre, li ha portati ad agognare questa figura e dal momento che da me avevano tanto amore e oltretutto tanta protezione,incosciamente hanno preferito il padre che non li ha mai amati.Tutto questo è normale nella psiche umana, anche se pazzesco.Di solito si tende a desiderare ciò che non hai e ami chi non ti ama.Ecco tutto.
SALVE A TUTTI VOLEVO SAPERE ANCHE IO SE NONOSTANTE CERTI PROVVEDIMENTI PASSATI VERSO I NONNI SIA POSSIBILE ANCHE ALLA LUCE DI FATTI RECENTI IN CUI SI COMPORTANO IN MANIERA VERAMENTE IMPOSSIBILE SORVOLANDO LE MIE RICHIESTE LEGGITTIME DI VEDERE I BIMBI SOLA. SPARENDO ANCHE PER DIVERSI MESI CHE RACCIMULATI SONO CIRCA 2 ANNI E VENENDO DA ME SOLO QUANDO AVEVA BISOGNO ED IO CRETINA L’AIUTAVO PURE. E MINACCIANDO CON SERVIZI SOCIALI PER IL MIO COMPORTAMENTO DI FIGLIA VENDICATIVA E ALTRO (QUESTO è QUELLO CHE MI VIENE SCRITTO) OLTRE CHE INVASIONI SULLA MIA VITA PRIVATA. QUALCUNO SA CHE PROVVEDIMENTI POTREBBE PRENDERE UN GIUDICE?
Gent.ma Silvia,
il mio è un caso che penso si adatta molto a questo tema, in quanto da un giorno all’altro i miei nipoti mi sono stati negati, quando in precedenza li vedevamo io e la nonna, anche tutti i giorni.
Questo per via di conflitti nati con mia figlia e suo marito e che si sono andati deteriorando, ma che nulla avevano a che fare con i nipoti. Ancora adesso quando incontriamo i nipoti per strada mentre i genitori non ci degnano di un saluti i nipoti ci corrono dietro ad abbracciarci. Il nipote più grande 12 anni ha presumibilmente capito tutto e infatti appare molto triste.
L’unica preoccupazione nostra è che un’azione giudiziale di questo tipo andrebbe a peggiorare i già pessimi rapporti esistenti adesso (in realtà un genitore consapevole dovrebbe vedere questa cosa come un momento di riflessione sulla propria condotta).
In genere se questa azione va in porto, i rapporti “obbligati” con i nipoti, sarebbero limitati a una volta al mese ? o potrebbero essere più frequenti e simili al periodo ante litigio?
è necessaria anche l’assistenza di unno psicologo oltre all’avvocato per fare questa azione? posso contatattarla in pvt per avere un nome di un avvocato dalle mie parti?
grazie
cordiali saluti
Giovanni
Giovanni, come ho spiegato nel post, sono procedimenti piuttosto complessi, il cui esito è legato all’interesse dei minori e non dei nonni. Ovviamente un ricorso innanzi al Tribunale per i minorenni non distende certo gli animi e i rapporti. Lo psicologo verrà, se ritenuto, nominato dal Tribunale e voi potrete nominare eventualmente un consulente di parte. Non è stabilito alcun limite alla frequentazione: modi e tempi saranno a discrezione del tribunale in base alle risultanze dell’istruttoria (colloqui con le parti, tra le parti e gli psicologi, relazioni di assitenti sociali, ecc.).
Per i nomi degli avvocati, non ho conoscenze su tutto il territorio nazionale.
sono una giovane mamma ke ha avuto un bambino senza essere sposata….. il mio compagno mi ha lasciata subito dopo la nascita del mio piccolo. e ora i nonni vogliono vedere il nipotino…. io i primi tempi lo mandavo a casa loro anke x sei ore….. poi si sn comportati male e gli ho vietato di vederlo da solo. se volevano vederlo dovevano vederlo sl in mia presenza ma si sono rifiutati… in tutto ciò il padre nn si è mai fatto sentire… nè hanno pensato ad aiutarmi nel mantenimento del piccolo ke ho dovuto sempre pensarci da sola. ora il mio bimbo ha 9 mesi e loro vogliono vederlo da solo. ripeto il padre nn compare mai nè chiede mai del bambino. cm devo comportarmi x fare in modo ke il bambino non debba incontrare i nonni da solo.
Mia cara Donatella, anzitutto il bambino è stato riconosciuto dal babbo? Se è sì, visto che il padre non si preoccupa del mantenimento del bambino, lei ha il diritto di chiedere ai nonni un aiuto economico per il bambino,se non lo fanno, lei può chiederlo attraverso un giudice e sempre tramite lui, può chiedere che il bambino venga freguentato dai nonni in sua presenza essendo minore. Poi sta al vostro buonsenso di usare comportamenti e parole civili per non deteriorare la psiche del bambino. Auguri.
Non è poi così semplice ottenere dai nonni il mantenimento non pagato dal padre. E’ possibile, ma solo a srettissime condizioni e dopo un iter giudiziario piuttosto complesso.
Per quanto riguarda la frequentazione, Donatella, puoi tranquillamente rifiutarti di lasciare il bambino dai nonni, senza complicazione alcuna. Non devi rivolgerti ad alcun giudice. SOno loro che, eventualmente, dovranno rivolgersi ad un giudice per vederlo, ma difficilmente verranno autorizzati a vederlo da solo se tu non vuoi. Tra l’altro, visto l’assoluto abbandono da parte del padre, non sarà facile neanche per loro ottenere giudizialmente qualcosa.
Se tuo figlio è riconociuto dal padre, ti consiglio comunque di ottenerne l’affidamento esclusivo (dimostrando che il padre se ne disinteressa in tutto non sarà difficile) e la determinazione del mantenimento, anche se non lo pagherà spontaneamente.
Niente è semplice ormai con le aberranti legge che abbiamo, neppure le persone sono semplice, fanno tutto complicato e a volte pure impossibile per la fatica di non provare.
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