Difficoltà dell’allattamento: ragadi, ingorghi e mastiti

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Questo post è scritto a più mani da mamme che si sono unite formando l’associazione AllattiAMOlo. La loro idea è offrire un luogo comune, un punto d’incontro e di confronto per mamme che affrontano l’allattamento al seno. AllattiAMOlo è un gruppo di autoaiuto aperto alle mamme e ai loro bambini, basato sul ascolto reciproco, dove non si giudica e non si danno consigli, ma ci si confronta e ci si sostiene nel principio che aiutare aiuta.
Gli incontri avvengo due volte al mese al centro per le famiglie “L’elefante blu” in via del guercino 16 – Ferrara.
Oltre agli incontri del gruppo di auto aiuto, Sara, Elena, Marina, Chiara e Stefania vorrebbero espandere la loro voce con collaborazioni e attività per diffondere informazione e sostenere l’allattamento. Ed è anche per questo che gli abbiamo chiesto di scrivere questo guestpost per noi.

L’allattamento è un percorso che dura finché mamma e bambino lo desiderano.
Lungo questo percorso si possono incontrare degli ostacoli che occorre saper riconoscere per poterli risolvere.
Le difficoltà più frequenti sono le ragadi e i dotti ostruiti, i quali, possono evolvere in ingorghi mammari o addirittura, nei casi più gravi, in mastite.

RAGADI:
Le ragadi sono piccoli tagli a livello del capezzolo e possono essere molto dolorose.

Come prevenire:
Per prevenire la formazione di ragadi la cosa più importante da fare è verificare che il bambino si attacchi correttamente, con la bocca ben aperta su tutta l’areola e il labbro inferiore rovesciato in fuori. Non a caso uno dei segnali del corretto attacco del poppante è il fatto che la mamma non avverta dolore.
Se l’attacco è corretto non serve limitare la quantità o la durata delle poppate, come invece ancora di frequente viene consigliato. Poppate troppo distanziate o troppo brevi potrebbero invece portare a dotti ostruiti o ingorghi, inoltre non permetterebbero al bambino di assumere la quantità di latte di cui ha bisogno, e interferirebbero con la produzione del latte.
Per far chiarezza: i capezzoli doloranti sono uno dei problemi più comuni nei primi giorni di allattamento, è normale che la pelle sia un pochino irritata, ma se il dolore diventa più intenso o dura parecchi giorni, forse c’è da cambiare qualcosa.
E’ preferibile non utilizzare creme o altri prodotti per il seno, che, essendo scivolosi, potrebbero far perdere la presa al bambino. Lasciar asciugare il capezzolo all’aria per qualche minuto dopo la poppata, se possibile, e non utilizzare coppette assorbilatte di materiale sintetico che non lasciano traspirare la pelle. Non eccedere con i detergenti per non seccare la pelle: non serve lavare il seno prima o dopo le poppate, le normali operazioni d’ igiene quotidiana sono sufficienti. Capezzolo e areola sono infatti mantenuti puliti e idratati dalle secrezioni delle ghiandole di Montgomery, che producono una sostanza grassa che ha la funzione di ammorbidire e rendere elastica la pelle e che possiede proprietà antibatteriche.
Come intervenire:
Per alleviare il fastidio durante la suzione è utile cambiare la posizione del bambino in modo che l’attacco non stimoli sempre la stessa zona del capezzolo. I paracapezzoli in caucciù e silicone possono interferire con la stimolazione del seno, ma prima di interrompere l’allattamento a causa del dolore provocato dalla suzione è meglio usarli, sapendo che sono solo un palliativo e dovrebbero essere utilizzati solo fino alla guarigione delle lesioni.
Il vero rimedio è infatti correggere l’attacco del bambino.
Per favorire la guarigione delle ferite è utile spremere leggermente l’areola affinchè esca qualche goccia di latte e spalmarla su tutta la zona dolente; bisogna inoltre lasciare che il seno si asciughi più naturalmente possibile tra una poppata e l’altra, se quindi non è possibile lasciarlo nudo, sono molto utili le coppette (o conchiglie) in silicone, areate grazie a fori che permettono la traspirazione.

INGORGHI, DOTTI OSTRUITI E MASTITE:
Sono complicazioni che insorgono quando il latte prodotto dal seno è superiore rispetto a quanto drenato dal bambino.
L’ingorgo mammario si presenta con seno teso, duro, dolorante, a volte arrossato.
Nel caso dei dotti ostruiti i sintomi sono simili a quelli dell’ingorgo, se non che il dolore interessa un solo seno, è localizzato e il seno è duro a livello del dotto bloccato e molle per la restante parte in quanto si drenano facilmente gli altri dotti.
La mastite è una complicazione delle patologie di cui sopra, caratterizzata da dolore localizzato molto forte, febbre superiore a 38°, calore e rossore di una parte del seno e malessere generale.

Come prevenire:
Per prevenire dotti ostruiti e ingorghi, che potrebbero evolvere in mastiti, oltre che per stimolare la produzione di latte, è importante permettere al bambino di poppare di frequente (allattamento a richiesta) e, non appena ci si accorge che il bambino sta cambiando ritmi, ovvero allunga gli intervalli tra una poppata e l’altra, porre molta attenzione al benessere del proprio seno, verificare la situazione e, nel caso di latte non drenato, intervenire subito, senza temporeggiare eccessivamente.

Come intervenire:
Ciò che ci preme ribadire è che, se anche dovessero insorgere tali difficoltà, non bisogna interrompere l’allattamento!
Anzi, in caso di dotti ostruiti, ingorghi e mastiti, sintomi di latte in eccesso non drenato, allattare è l’unico rimedio davvero efficace: la suzione del bambino è infatti il sistema migliore per estrarre il latte in eccesso, dare sollievo e favorire la guarigione poiché il bimbo drena il seno con più forza e in modo più mirato rispetto a qualsiasi tiralatte. È preferibile variare le posizioni di allattamento per drenare meglio tutte le parti del seno, e usare abbigliamento comodo e reggiseni che non stringano.
Impacchi freddi negli intervalli fra le poppate sono utili per alleviare il fastidio; impacchi caldi, docce o bagni caldi appena prima della poppata favoriscono invece il fluire del latte lungo i dotti.
Qualora non fosse possibile o sufficiente la suzione del piccolo, possono essere di grande aiuto: il tiralatte o la SPREMITURA MANUALE DEL SENO: occorre fare impacchi caldi sul seno, mettere il dito indice sotto il seno, in direzione del bordo dell’areola, ed il pollice sopra al seno in posizione opposta all’indice, premere delicatamente indietro tenendo le dita ed il pollice nella stessa posizione sulla pelle e, mantenendo questa delicata pressione all’indietro, premere pollice ed indice insieme in avanti, così da facilitare l’uscita del latte verso il capezzolo.
In ogni caso bisogna estrarre solamente una piccola quantità di latte, sufficiente a dare sollievo, non si pensi di tirarsi tanto latte da riempire un biberon, altrimenti il seno continuerà a essere troppo stimolato e il problema si ripresenterà!

Durante i primi due mesi di allattamento mi è capitato qualche volta di ritrovarmi con un nodulo duro e dolente, e un leggero arrossamento del seno. La prima volta era, naturalmente, un venerdì sera, e contattare chiunque per un consiglio mi sembrava improponibile, ma non volevo neanche aspettare il lunedì, temendo che la situazione potesse peggiorare. Così ho tentato una diagnosi in autonomia, ricordando quello che era stato detto agli incontri sull’allattamento e rileggendo il manuale de La Leche League, e ho seguito i consigli per trattare i dotti ostruiti: impacchi con asciugamani imbevuti di acqua calda prima delle poppate, e lavoro duro del mio bambino (che comunque ha sempre ciucciato a lungo e di frequente di sua spontanea volontà)! In poche ore il nodulino era sparito, e non ho avuto nessun problema o disturbo residuo. Le volte successive ho scoperto che tuffare il seno in una bacinella d’acqua calda mi dava un sollievo molto maggiore rispetto agli impacchi. In un caso un po’ più duro a risolversi ho adottato la posizione “della lupa” per allattare, con Elia steso a pancia in su in mezzo al letto e io carponi sopra di lui: un po’ buffo da vedere, e meno male che non sono arrivati ospiti in quel momento, ma efficace! (Marina)

Quando Zeno aveva 2 settimane ho avuto la pessima idea di sottovalutare il mio seno dolente durante un finesettimana in cui lui dormiva molto e poppava poco, mi sono così ritrovata a gestire un inizio di mastite dolorosissimo.
Non riuscivo a tenere la maglietta sul seno da male, avevo febbre a 39,5° ma fortunatamente, dopo tanti impacchi caldi, intervallando tiralatte e bimbo al seno, nel giro di 4 giorni mi è passata senza antibiotici.
Purtroppo trovo che ci sia ancora moltissima ignoranza in tema di allattamento, soprattutto tra i pediatri: in quell’occasione il mio mi ha detto preoccupatissimo che allattando Zeno gli stavo passando il pus nel latte…roba da matti!!! (Elena)

Ogni tanto, ancora adesso qualche dotto si ostruisce. Quando succede ci diamo da fare! Impacchi caldi, massaggio al seno, spremitura manuale, riposo, santo riposo! E quando proprio proprio me la vedo brutta, chiedo aiuto a Papà, che con dolcezza e attenzione riesce a ciucciare nel modo giusto per sbloccare…bravo! (Sara)

Se fossero necessari farmaci, nella grande maggioranza dei casi non sono incompatibili. Nel caso in cui il medico consigliasse l’interruzione dell’allattamento consigliamo, prima di prendere decisioni affrettate, di contattare il numero verde dell’Istituto Mario Negri, 800 883 300, per le informazioni sull’uso dei farmaci in gravidanza e allattamento, attivo presso l’U.O. Tossicologia Clinica-Centro Anti Veleni Ospedali Riuniti di Bergamo .

Il sito web (in via di realizzazione) è: www.ferrarasociale.org/allattiamolo/
Potete chiamarci per consulenze telefoniche, dubbi o informazione ai numeri: 339 750 28 80 (Elena) 340 394 02 44 (Marina) 347 316 66 94 (Sara)

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16 COMMENTI

  1. La mastite…che brutta bruttissima esperienza…Una sera, a pochi giorni dal parto, ho iniziato ad accusare brividi di freddo fortissimi. Poi la febbre da cavallo e il seno che non potevo nemmeno sfiorare. Quante lacrime…Il mio bimbo non si è voluto mai più attaccare e l’allattamento è stato compromesso fin da subito…Brutti ricordi.

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