Coperti per la nanna

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La maggior parte dei bambini dorme in modo piuttosto… fantasioso! Nel senso che tendono ad essere piuttosto scomposti, a girarsi e rigirarsi, a spostarsi qua e la nel letto (soprattutto quando passano dal lettino al letto normale, che per loro risulta ancora grandissimo) e, cruccio di genitori preoccupati per i frequenti raffreddori, a scoprirsi continuamente.
Ma la giusta copertura notturna risponde anche ad esigenze di sicurezza, soprattutto nei primi mesi, e di confort, che può favorire addormentamenti difficili e magari scongiurare qualche risveglio di troppo, dovuto a freddo o caldo.

La culla o la carrozzina: il corredo notturno per i neonato è il più delicato perchè la sua scelta non è influenzata solo da motivi di temperatura o di praticità, ma essenzialmente da motivi di sicurezza, sempre con la massima attenzione al pericolo del soffocamento. Sull’argomento esistono delle “raccomandazioni” del Ministero della Salute riportate ed esplicate nel sito dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che consiglio a tutti di leggere.
Le coperte per la culla devono essere leggere e permettere la respirazione anche se accidentalmente coprissero il viso del neonato. Per assicurare la giusta temperatura, meglio affidare buona parte della copertura al pigiama.
Per il lenzuolino da sotto con angoli, visto che il materasso è piccolissimo, scegliete quelli in jersey (si trovano facilmente) piuttosto che quelli in tessuto rigido: saranno sempre ben stesi senza pieghe.

Il pigiama d’inverno: quando si passa nel lettino o nel letto grande, che scegliate coperte, trapunte o piumoni, a questo punto il piccolo occupante ha conquistato l’autonomia sufficiente a scoprirsi continuamente. Per i primi anni (non se ne trovano oltre la misura 2/3 anni) un pigiama “integrale”, che copre anche i piedi, può essere una buona soluzione. La scelta del materiale (cotone, felpa, ciniglia o pile) dipende dalle esigenze del clima in cui vivete. Buona parte della copertura dal freddo dovrebbe derivare dal pigiama, e solo una parte residuale dovrebbe essere lasciata alle coperte, se sapete che queste “spariranno” presto grazie a calci e capriole.
Esistono in commercio dei kit di elastici con alle estremità delle “pinze” da bretelle, che servono a tenere ferme le coperte rimboccate: le pinze si assicurano ai lembi delle coperte sotto il materasso e le coperte non dovrebbero più muoversi. Non mi convincono per due motivi: è complicato armeggiare con degli elastici sotto il materasso dopo che un bambino è entrato nel letto e poi mi sembra che limitino molto i movimenti sotto le coperte. Tra l’altro mio figlio, quando era più piccolo, se gli rimboccavo troppo saldamente le coperte, “strisciava” fuori dall’alto… rendendo del tutto inutile la soluzione degli elastici!

Il pigiama d’estate: se è già sconsigliabile coprire troppo un neonato od un bambino d’inverno, lo è ancor di più con il caldo estivo. Da neonati a bimbi con il pannolino, la soluzione migliore è sempre un body di cotone leggero, con la mezza manica o, meglio, a canottiera. Un lenzuolino di cotone leggero può essere utile anche con il gran caldo, dato che facilmente funziona da “coperta di linus”, come oggetto affettivo utile per l’addormentamento.
Quando i bambini sono più grandi, è necessario passare al pigiama in due pezzi: è consigliabile comprarli di misura un po’ abbondante, in modo che la maglietta sia sufficientemente lunga ed, una volta infilata nei pantaloncini, non scoprirà la schiena nelle “evoluzioni” notturne.

Il sacco: la soluzione alternativa e, secondo me validissima, sia per la culla che per il lettino, è il “sacco”, che in Italia (o almeno a Roma) si trova in commercio da non più di tre anni. Mi ricordo infatti che quando il Sorcetto era piccolo non se ne trovava traccia nei negozi e, l’anno dopo, mia cognata se lo fece comprare in Germania. Subito dopo comparve anche nei nostri negozi.
Si tratta di una sorta di sacco a pelo: per i neonati ce ne sono modelli che coprono anche le braccia e la testolina (più adatti per l’esterno che per dormire in casa), lasciando comunque la possibilità al bimbo di muoversi al suo interno, proprio come un vero e proprio sacco da campeggio. Per i più grandini, ma anche per i neonati, ce ne sono modelli (che amo di più) che lasciano fuori le braccia, arrivando a coprire sotto le ascelle e poi prevedendo due morbide bretellone o una forma a canottierona, per tenerlo su. Il bambino si può muovere liberamente con tutto il sacco e non si scoprirà mai. Il vantaggio per i neonati è di essere assolutamente a prova di soffocamento, perchè in nessun modo si può coprire la testa.

Il cuscino: questione molto dibattuta è se per i neonati è necessario o meno il cuscino. La risposta più accreditata è no. Però esistono dei piccolissimi cuscini, molto sottili e bucati in modo da consentire di respirarvi anche attraverso che non sono controindicati: possono solo essere inutili. Se il bebè tende a orientarsi su un fianco, possono dare un minimo sostegno al collo per tenerlo in linea con le spalle.

Ricordiamoci, comunque, che la stanza in cui si dorme dovrebbe essere leggermente più fresca di quanto necessario durante il giorno e dovrebbe essere stata aerata anche in inverno. Ricordiamoci anche che spesso la regolazione termica dei bambini è diversa dalla nostra: evitiamo di coprirli in eccesso. Dopo un po’ che sono addormentati, andiamo a controllare se stanno sudando, così ci renderemo conto se abbiamo scelto la copertura adatta.

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2 COMMENTI

  1. Giovanna, il post è del 2009 e ti assicuro che 7/8 anni fa non si trovava facilmente nei negozi, almeno qui a Roma, come ho precisato nel post.
    I pigiami con il piedi di taglie grandi si trovano ora, con l’arrivo dei brand nordici. A tutt’oggi brand italiani non li producono.

  2. Due cose: il sacco da culla o da passeggìno si trova in Italia da almeno dodici anni della chicco e non è vero che non si trovano pigiami con i piedi come misura 2/3 anni arrivano almeno fino a sette anni

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