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L’assegno di mantenimento per i figli

Scritto il 17 Nov 2009 da Silvia 660 commenti

assegno di mantenimento

Le questioni economiche sono sempre le più controverse in una separazione e spesso la contribuzione al mantenimento dei figli è il nodo centrale di ogni controversia.
L’assegno periodico per il mantenimento della prole è la forma di contribuzione che si inserisce nella quasi totalità delle separazioni di coppie con figli. E’ manifestazione del principio generale per il quale i genitori devono educare, crescere e mantenere i figli, finchè non ne abbiano da soli le possibilità.

Non esiste certo un tariffario o dei criteri matematici certi per stabilire l’entità dell’assegno. La norma (art. 155 c.c.) recita: “salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito (come sarebbe dovuto anche in costanza di unione) il giudice stabilisce, ove necessario (ovvero sempre quando i figli sono affidati o collocati presso un genitore), la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:
- le attuali esigenze dei figli;
- il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza tra i genitori;
- i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
- le risorse economiche di entrambi i genitori;
- la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.
L’assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT, in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice”
.

Anche oggi che la regola dovrebbe essere l’affidamento condiviso tra i coniugi, è esperienza comune che i figli restino comunque a vivere presso uno dei genitori, pur trascorrendo del tempo, anche rilevante con l’altro. Il genitore collocatario, quindi, riceverà il contributo dall’altro, ma nel determinarne l’entità si dovrà tenere conto anche dei tempi di permanenza presso il genitore non collocatario.
Ormai, infatti, capita spesso che i figli coabitino con la madre, ma, magari, per facilità di orari di lavoro, trascorrano molti pomeriggi o serate con il padre, che provvede ad accompagnamenti negli sport, cene ed esigenze quotidiane. In questo caso è innegabile che l’assegno posto a carico del padre debba tener conto di questo impegno di tempo e di denaro.
Così come devono essere valutati economicamente i compiti domestici e di cura dei figli, anche quando rientrano nel poco considerato “lavoro casalingo”. Un genitore che lavora part-time per avere del tempo per i figli, dovrà godere di un maggior contributo da parte dell’altro coniuge, dato che con il suo lavoro domestico realizza un risparmio e quindi un valore economico per entrambi (ad es. costo di una baby-sitter).

Nella maggior parte delle considizioni di separazione si inserisce la clausola secondo la quale il genitore onerato dell’assegno di mantenimento, parteciperà al 50% delle spese straordinarie relative ai figli, intendendo quelle mediche, scolastiche e ricreative, queste ultime se concordate.
Su questo argomento, però, si creano spesso discussioni e conflitti, soprattutto quando queste esigenze economiche cambiano ed aumentano con il crescere dei figli. Consiglio sempre di specificare quanto più possibile la natura di queste spese, per evitare problemi futuri: bisogna sempre ricordare che le condizioni di separazione o di divorzio devono durare per anni e devono continuare a “funzionare” anche con il mutare delle esigenze. Le spese scolastiche dovranno comprendere anche una retta di scuola privata o no? Dovranno comprendere il pullman che magari evita al genitore collocatario l’accompagnamento o no? Le spese ricreative comprenderanno gite d’istruzione o solo palestra e sport? Le spese mediche contempleranno solo quelle inevitabili o magari anche trattamenti utili ma non vitali (non sapete quanto si discute su eventuali psicoterapie per gli adolescenti o cure dietistiche)? Più si riesce ad essere lungimiranti, più si eviteranno discussioni in futuro.

Va ricordato, poi, che il genitore collocatario o affidatario ha diritto a percepire gli assegni familiari relativi ai figli, sia che gli deirivino dal suo rapporto di lvoro, sia che spettino all’altro coniuge. In questo caso il non collocatario dovrà versarne l’importo corrispondente al collocatario.

Il dovere di mantenere i figli, sia in corso di unione dei genitori, che dopo la separazione, non cessa con la loro maggiore età, ma deve protrarsi fino ad una loro ragionevole autonomia.
Anche questa è una di quelle questioni che creano conflitti: il genitore onerato dell’assegno di mantenimento, spesso, raggiunta una certa età del figlio, inizia a fare pressioni, a volte giustificate, a volte meno, per interrompere la contribuzione.
Si deve tenere conto, e ne tengono conto anche i Tribunali, che oggi una reale indipendenza economica si raggiunge molto tardi. Se poi i figli intraprendono studi universitari (si suppone con l’accordo dei genitori) aumentano gli oneri ed i tempi della contribuzione si allungano.
Realisticamente oggi per un ragazzo con un diploma superiore, si dovrà considerare accettabile proseguire la contribuzione fino ai 26/28 anni e qualche anno in più per un laureato. E’ evidente che qui contano più i fatti che le teorie.
Un figlio è indipendente economicamente anche se ha un contratto non a tempo indeterminato, ma non lo è se ha un semplice contratto trimestrale senza possibilità di rinnovo o se fa dei lavoretti saltuari nel corso degli studi. Un figlio ha diritto all’assegno se non è indipendente, ma è suo dovere tentare di rendersi indipendente se non prosegue gli studi: quindi 6/8 anni dopo il diploma, anche se non ha ottenuto un lavoro stabile, non potrà più pretendere il mantenimento.
Dopo la riforma del 2006 (L. n.54/2006) il mantenimento al figlio maggiorenne dovrebbe essere corrisposto di preferenza direttamente all’avente diritto. Prima di tale riforma la regola era quella contraria: doveva essere versato comunque al genitore con il quale conviveva. La reale applicazione della nuova norma stenta un po’ ad affermarsi: in realtà se il figlio diciottenne, come è normale, continua a vivere in casa con un genitore, che provvede in tutto alle sue esigenze quotidiane, non ha senso modificare il beneficiario del versamento.
Capita però che il genitore onerato dell’assegno, un po’ per qualche ripicca con l’altro, un po’ per “farsi bello” con il figlio, un po’ perchè magari davvero non condivide la gestione del denaro per i ragazzi, chieda di versare direttamente l’assegno al figlio maggiorenne. Il buon senso dovrebbe aiutare, come in ogni caso: se il ragazzo finirà con lo spendere inutilmente quei soldi che dovrebbero servire per provvedere alle sue esigenze, questa è una decision e fuori luogo e, ancora oggi, qualsiasi Tribunale la avverserà. Al contrario, se il figlio diciottenne andrà magari in un’altra città per l’università, questa modifica, sicuramente utile e sensata, verrà considerata con maggior attenzione.

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660 Commenti »

  • Alberto ha scritto:

    Grande Alessandro,hai scritto e descritto meravigliosamente. In parte,cose vissute anche da me,i miei figkli hanno 21 e 22 anni e ti assicuro che il tempo ti ripagherà di gioie,i figli VEDONO e SENTONO,poi arriva il momento che dicono la loro…..
    AUGURI

  • alessandro ha scritto:

    scrivo da padre separato da un anno e mezzo di due bambini (8 e 4 anni) che adoro.

    separazione consensuale con figli condivisi(solo per evitare guerre) cosi decisa.

    una settimana li prendo il martedi sera dai nonni dormono da me e li porto a scuola e poi li prendo il venerdi sera e li porto a scuola il lunedi mattina.

    la settimana successiva li prendo il mercoledi sera e li tengo due notti porta ndoli a scuola giov e ven mattina.

    sempre presente per cambi orari o per dare una mano allamia ex moglie.

    rapporti pessimi tra di noi ma sempre sereni quando dobbiamo parlare dei bambini.

    passo 800 euro (400 a figlio).

    ho lasciato la macchina a lei (valore 15.000 €) io ho quella aziendale, tutto il mobilio nella casa in affitto in cui vive (anche se tra un pò si trasferirà in una appena acquistata), e abbiamo diviso metà dei risparmi.

    lei mi ha lasciato perchè voleva pensare a se stessa (modo gentile per dire che si è innamorata di un altro).

    io da casa mia mi sono portato via i miei vestiti, i miei libri, i due orologi antichi di mio nonno e un batman da 10 euro che mi aveva regalato mia figlia ad un mio compleanno.

    guadagno bene e lei meno di me, ma comunque ora vive bene.

    io per sei mesi ho vissuto in un mini appartamento per dare un minimo di serenità ai miei figli …. stavo cercando un appartamento piu grande e alla fine ne ho comprato uno definitivo (con una camera per loro e un bagno in piu per la bambina che tra qualche tempo avrà bisogno del suo spazio).

    ho rivoluzionato la mia vita in funzione loro e li ho messi fin dall’inizio al centro della mia vita.

    devo stare bene ….la piu grande ha sofferto molto all’inizio perchè è molto legata a me ma ora sta bene….

    ho una storia da qualche mese ma resta fuori dai miei figli (è un pò piu giovane e senza figli).

    la mia ex sta iniziando a coinvolgere il suo compagno (che è separato con due bimbi di età simile)….

    io non sono d’accordo perchè per me è prematuro ma devo accettarlo e mi sono limitato a dire che non sono d’accordo, senza fare scenate o guerre inutili.

    il mio commento è solo questo.

    ero un bravo marito, fedele, lavoratore, padre presente e aiutavo in casa in tutto per tutto….

    dopo 12 anni mi ha detto che era cambiata e che non era colpa mia ma che a volte capita…..io volevo solo provare a risolvere i problemi che c’erano ma lei era già partita con la testa x un altro.

    capita niente da dire…

    sono un padre esemplare, magari non sono stato un marito perfetto, ma sono stato molto sfortunato.

    ho amato una persona che ha messo se stessa al centro della sua vita…secondo me a volte bisogna fermarsi e capire cosa fare quando si hanno dei bambini.

    vivrà nella casa che ha comprato da sola e coi bambini, il nuovo compagno non verrà ad abitare perchè vogliono cosi.

    chiudo dicendo che la vita prima o poi fa pagare i suoi conti….la mia ex moglie è solo un’egoista che pensa a se stessa (non è venuta con me alle pagelle della piccola, è sempre di corsa alla sera a prendere i bambini mentre io li vado a prendere un pò prima dai nonni per giocare con loro e prepararli da mangiare con calma e poi lavoro quando si sono addormentati, spesso i bimbi hanno le unghie lunghe e io le taglio, li lavo ogni volta che li ho mentre lei lo fa meno perchè dice che avendo solo la doccia i bambini fanno capricci, me li porto via i weekend e cerco di distrarli il più possbile).

    lei dice che non ha tempo (siamo tutti e due liberi professionisti) ma poi trova il tempo di andare a correre (il suo nuovo hobby), di farsi i weekend in giro e di fare altre cose….io ho un’ora e mezza di strada per andare a lavorare tra andata e ritorno e lei va a lavorare a piedi in dieci minuti….

    tutte le mamme di scuola mi fanno i complimenti per come sono come padre….

    e evito di raccontare tante cose perchè se no le mamme di questo blog si arrabbirebbero con lei….

    non sono carico di rancore ma pieno di amore per i miei figli.

    consiglio a tutti un bellissimo libro di roberta cocco….meglio un buon padre che una cattiva madre…

    io la considero una buona mamma (se dicessi il contrario mentirei e sarei cattivo) ma è molto egoista e spesso mette se stessa davanti a loro.

    io non lo faccio mai…

    sono sereno perchè i miei figli stanno meglio, ma vivo di sensi di colpa infiniti perchè i miei figli non hanno più una famiglia.

    non amo più la mia ex moglie perchè hio capito solo dopo essere andato via di casa che non era la persona che credevo, ma non sono felice…

    io ero felice solo quando avevo la mia famiglia.

    e nessuna famiglia “allargata” varrà come quella che avevo…

    ps – la mia nuova compagna è una persona meravigliosa e comprensiva e paziente…se tornassi indietro i figli li farei con lei…

    un abbraccio a tutti i genitori (uomini e donne) che amano i propri figli pià di loro stessi.

  • nico ha scritto:

    Salve,fortunatamente dopo anni e lotte giudiziare ho avuto l’affidamento di mio figlio. Da un’anno ho la decisione del tribunale dei minori e invece da tre anni e mezzo comunque che sta con me dopo che noi ci siamo lasciati. Volevo sapere se sia possibile agire tramite tribunale con richieste senza il tramite di un legale per avere una quota di mantenimento da parte della madre. Non per richiederli sapendo che non ha mai dato due euro al figlio ma per avere tutto scritto almeno. Volevo sapere come fare e a chi rivolgermi.
    Grazie

  • emiliano mudone ha scritto:

    Salve,io ero convivente e dalla convivenza e nato mio figlio. Nel maggio del 2013 sono andato via dalla casa dove abitavamo, premetto che la casa e di proprietà di mia madrina e di mio padre, al mese gli passo 350 euro per il mantenimento di comune accordo. premetto che io al mese ho delle finanziare in corso e ogni mese devo pagare: 275 rata macchina, 90 prestito banca, 75 altra rata dove sono referente dei pagamenti, in più gli pago la luce della casa dove abita lei,ogni tanto quando posso la spesa e ultimamente gli si è rotto lo scaldabagno e devo pagarlo io 130 euro.Mi sono fatto due conti e il prossimo mese rimango con 90 euro in tasca,premetto che il mio stipendio è di 1300 euro. che devo fare? aiutatemi

  • jusy ha scritto:

    Sono daccordo con buona parte di quello che dice Carmelo Gallia, in realtà leggendo le varie sentenze ho visto che non viene fatto proprio una valutazione effettiva delle spese ma si considera solo il tenore di vita e di economia vissuto se la coppia e il matrimonio fosse durato, quindi si considerano i dati oggettivi presentati e su quello i giudici applicano le leggi. Sull’adeguamento dell’assegno rispetto al costo di vita (se la carne un anno costa due euro e l’anno dopo ne costa 4) dovrebbe intervenire l’adeguamento Istat e poi i costi delle singole spese sì conteggiano a capocchiam. Il problema qui è il ricorso decisionale che ci mette una vita e se ci sono liti importanti e documenti che non vengono considerati idonei o fasulli ci si mette un secolo. Non mi ricordo chi di voi ha parlato di un ricorso di sessanta giorno, sono due mesi e sono tantissimi, perché poi fino ad una probabile sentenza passano altri mesi. Insomma, in uno o due anni si tribola. Alla fine per evitare tutto sto tempo si ricorre agli accordi verbale o alle scritture private che però durano fino sempre secondo umori delle parti, basta un cambiamento come quello segnato dalla signora Daniele oppure anche da Alessandro che si scatenano i casini.

    Carmelo, tu hai parlato di diritti inalienabili, lottare, denunce e di andare a denunciare dai carabinieri. Ecco, partendo da questo se tu vai dai carabinieri a meno che tu non gli dica sta menando mio figlio aiuto, per il resto ti rimandano a casa dicendoti di scrivere la denuncia con un avvocato e di presentarlo direttamente in procura perché il tempo di registrazione è inferiore. Per fare tutto questo, anche con un avvocato bravo, il tempo tecnico è lungo e straziante ma è necessario ed è questo il problema che in questo tempo lunghissimo succede di tutto e di più.

    Pensando invece a Maria e sua figlia di 6 anni stanno ponendo le stesse domande che si poneva la mia e mi ponevo io fino alla nomina dell’ADS, ma è sopravvenuta per la senilità quindi con una situazione che ha avuto tutto un suo evolversi.

    Ora sempre considerando il commento di Maria pongo delle domande a chi ha scritto l’articolo. Che cosa bisogna fare quando si presentano insieme il mancato pagamento del mantenimento e degli alimenti con problema di violenza del coniuge o altro comportamento a rischio della controparte (dipendenze costose, problemi nel vivere il proprio ruolo genitoriale, comportamente sregolati o altro? Io quello che penso è questo perché l’ho vissuto, i probeli che sta affrontando la mamma si troverà a viverli anche la figlia perché per quanto possa stare fuori dalla vita della bambina il padre esiste e prima o poi si troverà a doverlo vivere e affrontare quando sarà anziano o per qualsiasi problema che crea quando non ci saranno più i nonni e lì sono dolori.

    C’è un modo per frenare? Sì può inserire una figura di tutore economico o tutela per la parte del mantenimento dei figli e della famiglia quando si dimostra che il mancato pagamento dell’assegno sono persistenti, continui e legati comunque al come è fatto/a l’ex coniuge o compagno psicologicamente e caratterialmente?

  • Nick2000 ha scritto:

    @ Carmelo Gallia: è vero non è scritto da nessuna parte condivido in toto,ma qualcuno purtroppo ha reso questa situazione decisamente controversa per un’ informazione giuridica fuorviante palesemente di parte.Anche il media influisce sempre negativamente,due pesi e due misure;un mio conoscente ha agito proprio come hai scritto tu,la moglie lo ha lasciato all’improvviso pretendendo praticamente tutto,ma lui non ha accettato e la figlia undicenne è rimasta col padre.

  • Nick2000 ha scritto:

    @ Jusy…”prodigalità” proprio non so cosa significhi,perdonami per la mia insipienza,dopo la scuola materna mi sono ritirato dai banchi,sono semi analfabeta.Il mondo ringrazia perchè esistono persone come te che fin dall’età di 8 anni vivono situazioni ai margini,povera stellina artista e a 30 anni chiedono ai genitori alimenti.

  • carmelo gallia ha scritto:

    Alla fine di una storia noi maschietti facciamo tutti lo stesso grave errore: se lei decide di andarsene, se ne va con la prole.
    ERRORE !!! Vuoi andartene, benissimo, ciao, la prole rimane qui!
    Stranamente, non è scritto da nessuna parte che la mamma ha più diritti del papà e quindi se lo può fare lei, lo può fare anche lui.

  • carmelo gallia ha scritto:

    ALESSANDRO:
    perdonami se insisto ma vorrei che ti fosse ben chiaro che la tua ex non è la proprietaria del bimbo e non può permettersi nessun tipo di decisione senza il tuo consenso e questo significa, tanto per farti un esempio e per capirci, se dovesse decidere di portarlo da qualche parte per una settimana bianca, tu devi essere d’accordo altrimenti non si può muovere.
    Può inventarsi tutte le tarantelle che vuole ma il bimbo ti spetta come minimo a fine settimana alterni dove il fine settimana si intende venerdì, sabato e domenica più due giorni a settimana.
    Non farti incastrare dal discorso lo vai a prendere e lo riporti: le gambine le ha anche lei e quindi se tu lo vai a prendere lei provvederà a recuperarlo e viceversa.
    Io vivo a Roma ed ho un lavoro stagionale alle isole Eolie per circa quattro mesi l’anno.
    Il giudice ha deciso che il mio bimbo stia con me per 50 giorni, io provvedo al suo trasferimento alle Eolie, la mamma (hai voglia a tarantelle) se lo viene a riprendere allo scadere del tempo.
    Come dire: vuoi la guerra? Così sia.
    Auguri

  • Alessandro d ha scritto:

    Grazie Carmelo. Comunque ti spiego per quanto riguarda il mantenimento dei 400 euro.la mia ex ha fatto ricorso a novembre 2012 al tribunale per i minori. Mentre io l’ho fatto al tribunale ordinario a febbraio 2013. Dal 2013 dei minori se ne occupa il tribunale ordinario. Il tribunale per i minori ha fissato l’udienza per novembre 2013 mentre il tribunale ordinario praticamente dopo qualche mese e cioè a maggio 2013.l’organo competente a giudicare era il tribunale per i minorenni in quanto fatto prima il ricorso da parte della mia ex compagna.comunque a maggio 2013 siamo andati lo stesso davanti al giudice del tribunale ordinario anche se sapevamo che non poteva decidere niente. Tieni conto che fino a quel momento vedevo mio figlio 3-4 ore a settimana per volere sempre della mia ex. Si è trovato un accordo scritto (che comunque vale poco) in attesa di confermarlo al tribunale per i minori. Praticamente ma mia ex “mi concedeva” finalmente di poter stare da solo con mio figlio fuori dalla sua abitazione (dove avevo visto sempre mio figlio fino a quel momento). A me non sembrava vero. Tu immagina le tarantelle che ha potuto fare la mia ex quando il giudice le diceva che il bambino deve stare da solo col padre. Per questo ho accettato la sua richiesta di 400 euro. Poi qualche mese dopo ho dovuto cambiare sede di lavoro ed ho avuto ulteriori spese. Per quanto riguarda le visite che ha fatto per quello non ci sono mai stati problemi perché ho presenziato sempre a tutti i controlli che ha fatto mio figlio. Per quanto riguarda l’udienza al tribunale dei minori di novembre 2013 prima il giudice ci ha fatto presentare delle carte entro 60 giorni. Adesso e’ in riserva quindi aspettiamo che ci convochi.Adesso comunque da questo mese ho deciso di abbassargli il mantenimento a 300 euro. Spero che chi dovrà decidere tenga conto di tutto e non che decide fottendosene di tutto. E soprattutto che senta le mie ragioni su quello che mi ha combinato questa donna.grazie Carmelo

  • carmelo gallia ha scritto:

    ALESSANDRO
    Dimenticavo: l’accordo scritto fra di voi, ai fini legali è soltanto un pezzo di carta estorto con minacce e ricatti, è un tuo DIRITTO INALIENABILE partecipare alla vita del bimbo e, ad esempio, nessuno, neanche la madre, può negarti di presenziare ad una eventuale visita medica. Se insiste a negartelo, non perdere tempo, vai dai Carabinieri e presenta querela forse anche (te lo sapranno dire) per sottrazione di minore.
    E’ tuo figlio e, se come sembra ci tieni, tira fuori le unghie, arrampicati sugli specchi e COMBATTI !!!

  • carmelo gallia ha scritto:

    ALESSANDRO:
    non si è ben capito: la tua ex negli otto mesi di convivenza era anche residente presso la tua abitazione ? i 400€ che versi sono un accordo fra di voi o li ha stabiliti il giudice ?
    In linea generale, la tua ex non potrà mai vantare diritti sulla tua abitazione e non le è dovuto alcun tipo di mantenimento; se i 400€ non sono stati stabiliti da un giudice, puoi tranquillamente invertire il ricatto: o mi fai vedere il bimbo quando voglio o non ti do un centesimo.
    Questo può scatenare una guerra, ma da quanto ho capito, è esattamente quello che vuole la tua ex.
    TUTTO CIO’ FACENDO MASSIMA ATTENZIONE A NON FARE ASSISTERE IL BIMBO AI VOSTRI LITIGI.
    Per esperienza diretta ti assicuro che per il mantenimento di un bimbo di due anni 400 sono troppi, considerando che DEVE partecipare al mantenimento anche la madre. Tieni presente che il mantenimento del bimbo significa mangiare e vestire; tutte le altre eventuali spese (mediche,sport, scuola ecc.)vanno divise al 50%.
    Il mio ne ha 6 e ti assicuro che, senza fargli mancare nulla, non è mai costato più di 200€ mensili tutto compreso (non si comprano scarpe o vestiti tutti i mesi e, anche se compri il filetto da 25€ al chilo, 80 gr. per il bimbo corrispondono a 2€)il che significa che con 400 stai mantenendo anche la tua ex.
    Dopo di ciò, documentati via internet a proposito dell’affido condiviso, tenendo conto che, dal 2006, esiste solo questo e non esiste più (salvo casi estremi) l’affido esclusivo e valuta quanto ti può convenire metterti nelle mani di un buon avvocato.
    I 400 spero che siano tracciabili: assegno, bonifico etc.
    Per tua conoscenza, leggiti i due commenti da me già pubblicati.

  • Alessandro d ha scritto:

    Signori scusate ancora una volta vorrei un vostro parere sulla storia che ho esposto e che vi ripeto. salve a tutti vorrei esporre la mia problematica. Ho un figlio di due anni. Verso alla mia ex compagna (non mi sono sposato) un assegno di 400 euro a fronte di un o stipendio di 1650 euro. ppremetto che ho un mutuo di 530 euro ed un’altra spesa che mi porterò per tanti anni di circa 100 euro al mese. Inoltre la mia sede di lavoro è lontana da dove abito io e percorro circa 100 km. al giorno in quanto non è possibile raggiungerla col treno quindi devo viaggiare per forza col mio mezzo. Volevo anche sapere se la mia ex compagna si può avvalere della mia proprietà anche se essa l’ho acquistata tempo prima di iniziare la storia e dove peraltro lei non ha mai uscito un euro sia per comprarci qualcosa sia per mangiare. Vi dico inoltre che ci ho convissuto per circa 8 mesi di cui 5 anche col bambino. La mia ex ha deciso lei di andarsene dai genitori e di portarsi con sè mio figlio malgrado il mio non consenso. La mia ex mi ha continuato a minacciare che si poteva avvalere sulla casa per cui abbiamo trovato un accordo scritto tra di noi sull’importo citato in precedenza (400 euro). Nel contempo sono giunte delle nuove vicissitudini e cioè che ho dovuto cambiare sede di lavoro per cui come ho detto anche in precedenza percorro circa 100 km al giorno e quindi le spese sono aumentate. Faccio inoltre presente che quell’accordo vale poco anche perchè visto le continue provocazioni della mia ex (decide lei in tutto e per tutto sia quando il bambino può uscire privandomelo quando ha finanche un colpo di tosse sia le varie visite sanitarie), si è andati avanti col tribunale aspettando la decisione finale e comunque alla data odierna verso ancora i 400 euro mensili. La mia ex mi minaccia sempre che se non rispetto il mantenimento lei mi fa vedere poco il bambino. Ma è giusta una cosa del genere? Io vorrei darle 300 euro che comunque penso che sia una buona cifra in attesa della decisione del tribunale. anche perchè se mi faccio il calcolo 530 (mutuo) +100 (spesa extra) +400 (mantenimento bambino) + circa 300 (gasolio auto) mi restano circa 350. ma è giusto vivere così? Vi saluto e grazie

  • daniela ha scritto:

    Buongiorno a tutti.Scusate sono divorziata e ho un figlio di 12 anni,divorziata,operaia ma da più di 2 anni in c.d.s. con l’80% dello stipendio.Con il mio ex marito da parte sua non c’è dialogo con me,e non segue scolasticamente il figlio.Io vivo da sola con lui,non ho più nessuno in famiglia,mia mamma è mancata 2 anni fa.Ho trovato un piccolo lavoro al sabato retribuito con i woucer…e almeno una volta all’anno ho bisogno di invertire i weekend per mio figlio.Il mio ex ha ancora tutta la famiglia in più convive con una donna con 5 figli ma non vivono con loro.Come devo comportarmi?Ne ho proprio bisogno.Grazie.

  • jusy ha scritto:

    Sottolineo che il programma di finanziamento per studi universitari in vigore in molti paesi europei e da poco adottato in Italia serve a rendere i giovani dipendenti dalle finanze famigliari e responsabili. Altrimenti devi far convivere le tue, usando il termine tecnico legale, “aspirazioni” o “attitudini” con gli umori famigliari ricchi o poveri che siano e con l’andamento degli accessi al mercato del lavoro.

  • jusy ha scritto:

    In un articolo simile a questo sempre presente su genitori crescono ci sono situazioni simili alla mia. La lunghezza delle cause è dovuta al sistema giudiziario che rinvia e mette udienze di sei mesi in sei mesi. Ci sono separazioni e divorzi ordinari, che sono sempre brutti per i figli, ma si riescono a sopportare e si riesce ad uscirne trovando un equilibrio tra le parti. Ci sono situazioni più complicate in cui si generano dei problemi anche tra genitori e figli nella dinamica del divorzio. Non sono un avvocato, sono una ragazza che da quando ha otto anni vive tra avvocati e forze dell’ordine dovuta ad una situazione di prodigalità (a proposito sai che cosa significa?). Se ho conosciuto questa parola è perché ho vissuto il rimbalzo da istituzione ad istituzione che non mi sapevano dare risposte, assistenti sociali, usl, centri specializzati per la senilità. Ogni risposta che cercavo soldi e soldi che invece di usare per comprare i libri dovevo riversare sul tavolo di un avvocato, poi ho conosciuto il gratuito patrocinio ma non si coprono tutte le spese. Ho dovuto aprire il codice civile e acquisire termini e concetti per trovare e capire quello che gli avvocati e i vari tecnici mi spiegavano. Io non ho chiesto il mantenimento è stato il giudice a decidere ed è vero quando dico che un problema famigliare si scontra con una situazione socioeconomica del paese difficile. Il diritto famigliare è tondo ed ha un suo andamento a parte, questo non l’ho studiato su libri, non sono un avvocato ero una studentessa di arte, l’ho vissuto, compreso e interiorizzato. Sarei stata felice non tanto di avere dei genitori insieme, quanto due genitori forti la “perdita di chance” ha un suo significato nel vissuto, è un termine tecnico stampato sulle carte di una sentenza ma nel vissuto personale rappresentano dolori e rinunce causate da delle ingiustizie. Nick che cosa vuoi che ti racconti di più specifico qui in un commento? Adesso ho usato un linguaggio meno tecnico, contento?

  • Nick2000 ha scritto:

    Jusy,mi sbagliavo,stai proprio delirando e come ho già scritto mi vergognerei a 30 anni a fare simili discorsi e/o proposte.”Lascio perdere sul il discorso dei bambini ventenni” non capisco perchè dato che oggi purtroppo è una realtà che però fa molto comodo agli avvocati che in questo modo alimentano cause civili senza mai una fine.Le tue argomentazioni sono sterili e prive di qualsiasi chiarimento,evasive,infatti sembri l’avvocato che si vuol fare clienti.Lascia perdere con Moratti o interdizioni,il tuo pseudo tecnicismo porta a desumere quanto già segnalato:il tuo post è inutile.

  • alessandro d ha scritto:

    salve a tutti vorrei esporre la mia problematica. Ho un figlio di due anni. Verso alla mia ex compagna (non mi sono sposato) un assegno di 400 euro a fronte di un o stipendio di 1650 euro. ppremetto che ho un mutuo di 530 euro ed un’altra spesa che mi porterò per tanti anni di circa 100 euro al mese. Inoltre la mia sede di lavoro è lontana da dove abito io e percorro circa 100 km. al giorno in quanto non è possibile raggiungerla col treno quindi devo viaggiare per forza col mio mezzo. Volevo anche sapere se la mia ex compagna si può avvalere della mia proprietà anche se essa l’ho acquistata tempo prima di iniziare la storia e dove peraltro lei non ha mai uscito un euro sia per comprarci qualcosa sia per mangiare. Vi dico inoltre che ci ho convissuto per circa 8 mesi di cui 5 anche col bambino. La mia ex ha deciso lei di andarsene dai genitori e di portarsi con sè mio figlio malgrado il mio non consenso. La mia ex mi ha continuato a minacciare che si poteva avvalere sulla casa per cui abbiamo trovato un accordo scritto tra di noi sull’importo citato in precedenza (400 euro). Nel contempo sono giunte delle nuove vicissitudini e cioè che ho dovuto cambiare sede di lavoro per cui come ho detto anche in precedenza percorro circa 100 km al giorno e quindi le spese sono aumentate. Faccio inoltre presente che quell’accordo vale poco anche perchè visto le continue provocazioni della mia ex (decide lei in tutto e per tutto sia quando il bambino può uscire privandomelo quando ha finanche un colpo di tosse sia le varie visite sanitarie), si è andati avanti col tribunale aspettando la decisione finale e comunque alla data odierna verso ancora i 400 euro mensili. La mia ex mi minaccia sempre che se non rispetto il mantenimento lei mi fa vedere poco il bambino. Ma è giusta una cosa del genere? Io vorrei darle 300 euro che comunque penso che sia una buona cifra in attesa della decisione del tribunale. anche perchè se mi faccio il calcolo 530 (mutuo) +100 (spesa extra) +400 (mantenimento bambino) + circa 300 (gasolio auto) mi restano circa 350. ma è giusto vivere così? Vi saluto e grazie

  • ALBERTO ha scritto:

    Salve,avrei bisogno di un avvocato in Milano,per spostare il mantenimento direttamente ai figli (ora viene versato dal mio datore di lavoro,con ordinanza giudice per una sentenza 2005 di mancato pagamento). Magari togliendolo al figlio di 22anni che ha un contratto di formazione triennale da 1200euro mese netti. On line mi han proposto.. (imposte per l’iscrizione a ruolo della causa, la notifica, marche da bollo, ecc… che ammontano approssimativamente a Euro 150,00 circa. piu’spese da € 700,00 a € 1300,00 massime in ragione della complessità dell’attività da svolgere.
    grazie

  • carmelo gallia ha scritto:

    Parliamo un attimo delle “abituali esigenze dei figli”.
    La legge 54 del 2006 recita: il giudice stabilisce quanto necessario al mantenimento della prole.
    Ragazzi, di sentenze ne ho lette tante, (sarò pignolo ma mi piace documentarmi)ci fosse stato UNO che avesse detto “per mantenere Tizio ci vuole TOT”.
    L’ assegno di mantenimento viene sempre e comunque determinato “ad capocchiam” e, sembrerebbe, debba costituire una punizione nei confronti del padre.
    Ci sono state alcune sentenze in cui (?!) la prole è stata collocata presso il genitore ma, stranamente, in questi rari casi non c’è stata necessità di stabilire un assegno perequativo.

    MARIA
    Fermo restando che la violenza fisica è sempre esecrabile in qualunque circostanza, ringraziamo la buona stella che la bimba non abbia subito traumi. Al di là di questo, se le cose sono come le descrivi, cercherei di ottenere l’affido esclusivo e, se sei nelle condizioni di potertelo permettere, cercherei di dimenticare il padre; attenzione, tu, non la bimba. Ricordati che rischi una guerra infinita che porterai avanti, nella migliore delle ipotesi, fino alla maggiore età di tua figlia, rischiando in ogni momento di rovinarle l’esisenza.

  • jusy ha scritto:

    Poi caro Nick ho iniziato con una risposta il figlio ha un’aspirazione, che esattamente viene chiamata “inclinazione”. Qui il problema è quando il figlio decide di alzare la sua formazione professionale quindi andare all’università. Io non dovevo andare all’università ad esempio perché non è che non c’erano soldi, non c’era una situazione semplice da gestire. E fin quando il mantenimento di studi è ancorato alla famiglia è un problema perché nei casi come i miei o sei costretto a lasciare o a sopravvivere e con il sistema di esami a crediti (io ero entrata con la riforma Moratti) ti assicuro che è ardua con esami da un credito o due crediti e 180 da raggiungere (i punti della lavatrice). Il finanziamento statale è un grande aiuto e una grande possibilità di distacco dalla famiglia. Da noi adesso hanno messo questa possibilità.

  • jusy ha scritto:

    Caro Nick innanzitutto è difficile dire tutto quanto in un commento, ho solo spiegato la situazione che vivo. Io ho parlato nel commento di prodigalità e nella fattispecie di prodigalità derivante da comportamento paralifico, voi siete abituati a sentire il termine prodigalità affiancato al gioco, all’alcol ma al comportamento sessuale senza nessun limite e margine di possibilità no, eppure ti assicuro che esiste per me e per molti questa esperienza.
    Se questi trent’anni mi hanno dato qualche cosa è l’esperienza e la forza di resistere anche a commenti come i tuoi che forse non conoscono bene il funzionamento del diritto famigliare e la sua rotondità che trova espressione nelle sentenze di cassazione, ad esempio il concetto di volontà o non volontà nella dinamica processuale ha un suo significato importante e io l’ho scoperto non perché studio legge o leggo cassazioni ma perché lo vivo e l’ho vissuto. Io a vent’anni non ho chiesto il mantenimento ho chiesto aiuto allo Stato ma non rispondeva, tieni conto che l’amministrazione di sostegno è entrata da poco in funzione, nel 2008 se non sbaglio, prima c’erano l’inabilitazione e l’interdizione che erano lunghi e nel mio caso difficile da richiedere.

    Ho parlato nel mio commento di “risarcimento danno per perdita di possibilità” entrato non so quando nelle possibilità di risarcimento. Io non studio legge e tutta questa conoscenza l’ho acquisita dovendo cercando delle soluzioni di risposta tra due persone, con dinamiche diverse, che non sapevano come affrontare sé stesse e la situazione che stavano vivendo perché poi al giudice nelle udienze devi dare delle risposte e sapere quello che gli avvocati ti dicono.

    Io dai quattordici anni ad adesso ho fatto da genitori ai miei genitori e con un elemento prodigo la vità è così e nulla te lo devi tenere ma ti interrompe sempre e continuamente il percorso di vita, ho un escursus di atti ed elementi che lo certificano. Sul commento dei bambini ventenni, bè lascio perdere…

  • Maria ha scritto:

    Salve sono una madre di 24anni con una figlia di 6
    Sono separata dal padre della bambina da oramai 4anni
    In questi 4annj il padre ha versato solo 4assegni dell’importo non corrispondente a quello deciso dal giudice…
    Sempre meno,ho querelato questo personaggio per stalking e per lesioni sulla mia persona(di fronte alla bambina,sono stata presa a calci e pugni,sempre dopo la separazione)…questa querela ha fatto muovere gli assistenti sociali…sono venuti a controllare lo stato psico-fisico della bambina non riscontrando nulla…(tutto bene grazie a dio)…ora io cosa potrei fare per questo buono a nulla?!sarebbe il caso di querelarlo nuovamente per questa mancanza di mantenimento della bambina?lui vive fuori,vede la bambina solo il periodo estivo per 10gg consecutivi o saltuariamente cinque sei giorni ogni 3-4mesi…come potrei procedere legalmente per farmi retribuire della somma che spetta alla piccola?nemmeno i suoi genitori sono presenti nella vita della mia piccola…se non solo l estate quando lei va da loro…durante l inverno questi nonni si estinguono…grazie per l attenzione

  • Nick2000 ha scritto:

    @ Jusy…il tuo post è assolutamente inutile anche perchè incomprensibile ai più;molte volte capire quali siano le aspirazioni dei figli è pressochè impossibile,ed al contempo spessissimo sono i figli ad essere sregolati e spendaccioni.Impossibile che i primi 30 anni di vita di una persona “abbiano fatto schifo”; qualcosa di positivo lo ricevono pure i bambini nati nelle baraccopoli,quindi o sei il solito avvocato che si stà facendo pubblicità,oppure hai un’idea di “felicità” decisamente contorta,vaneggi.
    Infine,mi vergognerei a 30 anni a chiedere assegni di mantenimento in qualunque situazione(magari l’avrei fatto molto prima),ma quelli come te hanno fatto si che oggi esistano (altro problema enorme) i “bambini” di 20 anni!!!

  • Nick2000 ha scritto:

    Carmelo Gallia hai perfettamente ragione!Purtroppo i giudici sono di un livello qualitativo nullo.

  • carmelo gallia ha scritto:

    Quasi tutto molto verosimile, se non fosse che la realtà è sempre diversa: in regime di affido congiunto, la prole viene collocata presso uno dei genitori anche perché da qualche parte deve pure avere una residenza.Stranamente e per motivi inspiegabili, viene quasi sempre collocata presso la madre (forse che il padre venga ritenuto incapace ?)e il padre DEVE comunque corrispondere un assegno.
    Per ovvi motivi prendo ad esempio un caso di cui sono perfettamente a conoscenza: il mio.
    Coppia non sposata, entrambi con casa di proprietà, un bimbo.
    Affido condiviso, bimbo, collocato presso la madre, in casa del padre a fine settimana(venerdì,sabato e domenica)alterni più martedì e mercoledì.
    Quindi il tempo di permanenza presso i genitori è diviso perfettamente al 50% e quindi, anche il “lavoro casalingo” deve risultare al 50%.
    I redditi (bassi)dei due genitori sono più o meno simili e dunque, secondo quanto affermato dall’art.155 non ci dovrebbero essere assegni.
    I giudici hanno chiesto al padre di presentare la dichiarazione redditi e l’estratto conto bancario degli ultimi tre anni dopodiché lo hanno condannato al pagamento di €500 mensili scrivendo in sentenza, senza alcuna giustificazione, che i documenti presentati non sono attendibili.
    Al di la del fatto che ciò può significare soltanto che il padre evade il fisco, reato penale, e quindi diffamazione, visto che l’art.155 parla di “eventuale assegno perequativo” mi domando: secondo i giudici, quanto costa il mantenimento di un figlio ????
    Facciamo un esempio: ammettiamo che il padre guadagni il triplo della madre, significa che il padre dovrà spendere tre parti e la madre una quindi il padre spenderà, per il tempo che il bimbo è presso di lui €1000 versando poi €500 alla madre per permetterle di spenderne altrettanti(perequazione). Totale €2000 mensili per il mantenimento di un bimbetto di 4 anni che, alla faccia dei genitori, pasteggia a caviale e champagne tutti i giorni.
    Da notare che il totale è inversamente proporzionale al guadagno del padre: se il padre guadagna il doppio i numeri diventano 1500+500+1000=3000
    Con chi me la prendo ?

  • Jusy ha scritto:

    Rispondo a Serena, nei paesi europei esiste un finanziamento studi e prima uscita concesso ai giovani che si aggira attorno ai 35.000 euro, questi soldi verranno poi ridati o dopo la fine degli studi appena il ragazzo trova il lavoro oppure appena il ragazzo lavora.

    Io sono una figlia che ah trent’anni e ha visto il riconoscimento dell’assegno di mantenimento insieme ad un risarcimento danni per perdita di chance causata dal completo disinteresse e “sparizione” della persona. Se uno o entrambi i genitori non si comportano bene e sono “prodigi” per il figlio rappresentano un’interruzione vera e propria di vita. Ad un certo punto, il figlio diventa genitore del genitore, perché sopravviene l’anzianità con tutte le conseguenze del decadimento senile, ma quando la “prodigalità” volontaria sopraggiunge nell’età di formazione competitiva del giovane questo rappresenta un ostacolo concorrenziale sul mercato del lavoro rispetto ad altri giovani che hanno sì famiglie con redditi ma non devono occupare il loro tempo da dedicare alla propria professionalità e competitività economica/professionale al sostentamento o alla copertura o comunque alle azioni giuridiche e derivanti dal sovraindebitamento causato dalla cattiva gestione o volontaria indifferenza, per vincolo è stato nominato anche un tutore che dovrò provvedere alla gestione finanziaria perché l’escursus ha dimostrato l’incapacità di gestione che può causare danno non solo alla famiglia ma anche anche alla stessa persona. In sostanza, i miei primi trent’anni di vita hanno fatto schifo, però alla fine le risposte arrivano quando si pongono i giusti problemi, è che le pratiche sono costose e lunghe, non è semplice da figli portare una serie di elementi legati al vissuto quotidiano che vedono tanti elementi e diritti violati.

  • Mino Acquaviva ha scritto:

    ho 52 anni sono separato legalmente da Ottobre 2012, abbiamo tre figli di 16, 13, 8 anni ora in sede di separazione la casa coniugale è stata affidata alla ex moglie e così anche i ragazzi, pur avendo un affidamento condiviso, io dovevo versare 1.200,00 euro al mese e in più pagavo tutto il mutuo dell’immobile che ammontava a circa 600,00 euro, ho perso il lavoro e subito ho chiesto la revisione delle condizioni, mi sono state accordate dal giudice in udienza che ha ridotto l’assegno mensile a 900,00 euro e il pagamento del mutuo al 50%, ora io percepirò dall’Inps un assegno mensile di disoccupazione fino a Febbraio 2014 che a oggi ammonta a 900,00 euro circa, non ho casa, non ho più nulla cosa devo fare? Delinquere a volte diventa una necessità…………

  • dario ha scritto:

    Buonasera, siccome mi sto separando e ho 2 figli di 2 ed 1 anno vorrei sapere a quanto dovrebbe ammontare all’incirca l’importo per l’assegno familiare, tenuto conto che io guadagno 2000 € al mese e la mia ex, con cui non sono sposato, ha una casa di proprietà in cui vive con i figli.
    Grazie

  • Stefano ha scritto:

    Salve, io sono separato dal 2004, e devo dire che sono solo stato tartassato dal mio tribunale il quale non posso ne scegliere ne
    cambiare.
    In sentenza di primo grado non hanno visto la mia residenza, presentata due volte, e non mi hanno dato i figli.
    In appello fatto per il primo grado hanno solamente duplicato l’assegno di mantenimento ai figli, partendo con i calcoli, dal 2004 obbligandomi a pagare una somma che ci stava un’automobile nuova.
    Il mio comune tramite assistenti sociali, ha vanificato il lavoro di un’anno, di uno dottore-psicologo legato al caso familiare, in quanto ha gettato via senza modo di ritrovare, i documenti dello stesso dottore-psicologo.
    Ovviamente questo a fatto si che ripartissimo da zero, perdendo burocraticamente parlando, un’anno di lavoro.
    Ho dovuto pagare in continuo spese mediche, una ogni 15 giorni, senza motivi di salute validi.
    Ho dovuto anche pagare delle spese che le sono state gia’ riconosciute dal mio comune, obbligandomi a pagarle due volte.
    Dal 2004 ho solo dovuto pagare tutto quello quello che mi e’ stato richiesto per raccomandata.
    Pertanto chiedo.. c’e’ un modo di cambiare tribunale e citta’, oppure la possibilita’ di denunciare i fatti accaduti, o essere risarciti di quanto ho subito?
    Chiedo con tutte le opposizioni che ho fatto in tribunale, e che ho perso ingiustamente, c’e’ un’ufficio dove chiedere GIUSTIZIA?
    Grazie.

  • simone fiori ha scritto:

    Salve, sono separato ufficialmente da luglio 2013
    ho una bambina di 7 anni da mantenere ogni mese, oggi la mia ex moglie mi ha chiesto che ( dato che non ricevo piu assegni familiari ) li vorrebbe lei, ma se lei lavora non puo aderire col suo reddito invece di cercare il mio reddito x fare domanda per l assegno?
    poi mi hanno detto che c è la legge che si puo percepire l assegno a metà al 50% ossia io col mio e lei col suo stipendio ?esiste davvero
    GRAZIE e rispondetemi alla mia e mail al piu presto ho bisogno di aiuto?

  • cristian ha scritto:

    buonasera,
    scrivo per una personale domanda
    sono separato legalmente da 1 anno e contribuisco al mantenimento
    di mia figlia di 14 anni,
    come stabilito dal giudice
    ora avendo perso il mio lavoro da autonomo
    chiedo visto che non avendo reddito
    a chi spetta ora il contributo al mantenimento
    visto che sono dovuto tornato dai miei genitori pensionati provvisoriamente..
    attendo un riscontro

  • PASQUALINO ha scritto:

    Buona sera…
    sono divorziato da tanti anni,il giudice ha deciso che per mia figlia dobbiamo collaborare al 50% sulle spese straordinarie,concordate e documentate,io mando sempre la mia metà prima della spesa,perchè la mia ex non lavora,ma non mi da mai riscontro esatto sulla spesa avvenuta,come posso iniziare a tutelarmi affinchè non mi rubi più soldi?Attendo e ringrazio.

  • Paolo ha scritto:

    A Giovanni:

    nei confronti della tua compagna non hai nessun obbligo non essendo sposato.

    Devi invece assolvere ai tuoi doveri di genitore verso tuo figlio (così come la mamma, d’altra parte)

    Se passate per un tribunale la soluzione tipica consiste nell’assegnamento del bimbo alla mamma con un diritto di visita da parte del papà in determinati giorni unitamente al dovere di versare un assegno di mantenimento alla mamma (ma destinato al bimbo).

    Se posso permettermi un consiglio, cercate di mettervi d’accordo senza passare per avvocati, tribunali ecc ma da persone civili fate del vostro meglio per assicurare a vostro figlio due genitori, anche se non più conviventi.

    P.S: Non conosco nulla della vostra situazione, ma mi permetto un’ulteriore ipotesi: e se invece faceste ancora qualche sforzo per continuare a stare insieme e magari superare un momento difficile che state attraversando? Ne potreste addirittura uscire più forti di prima …

  • giovanni ha scritto:

    Mi chiamo Giovanni, da 1 anno ho un figlio con la mia compagna, non siamo sposati, conviviamo, lei non lavora io ho un lavoro precario sono bracciante agricolo, tutte le spese (affitto,bollette,mantenimento del figlio e della famiglia in generale)le porto io.
    Ora siamo in crisi sicuramente ci lasceremo, mi chiedo, a cosa vado incontro o meglio cosa mi spetta per legge? so che avendo riconosciuto il figlio dovrei mantenerlo ( vorrei sapere come si calcola l’assegno di mantenimento in base al mio lavoro)poi sapere se nei suoi confronti mi spetta qulcosa,vorrei un chiarimento totale riguardo la mia situazione

  • Antonio ha scritto:

    Non ricordo quando ma la corte di cassazione ha deliberato che quando i figli, per le vacanze estive, stanno con il genitore non affidatario niente è dovuto all’altro genitore…bisognerebbe trovare questa sentenza che fa giurisprudenza.Per Luca:forse tempo fa le condizioni erano quelle che tu descrivi…per esempio nel mio caso ho avuto la mia casa assegnata a mè e la mia ex si è dovuta cercare alloggio(con mia figlia di 5 anni) perciò vedi che bisogna solo e sempre argomentare bene le proprie ragioni davanti ai giudici e come questo ti posso fare tanti altri esempi….bisogna avere il coraggio di far cambiare le cose….anche il berlusca sembrava inattaccabile…invece…..:-)

  • luca ha scritto:

    Temo che Antonio si sbagli, non perché non abbia ragione, ma perché la collocazione prevalente dei figli nulla c’ entra con l’assegno di mantenimento degli stessi. In altre parole il denaro deve comunque muoversi dall’uomo verso la donna, indipendentemente dal fatto che i figli siano i figli collocati presso il padre o la madre. Infatti, se leggi il mio precedente post, i figli sono collocati presso di me, la madre (genitore non coabitante) nulla versa per i figli e io devo versarle un assegno mensile. Forse penserete che la signora abbia un reddito più basso del mio, ebbene no, il suo reddito é più alto.

    Per cui, cari Antonio e Vincenzo, se non volete grane pagate, in Tribunale trionfano le donne.

  • Antonio ha scritto:

    Vincenzo…..per la legge sei tenuto a darle il mantenimento anche quando sono nin vacanza con te perché il mantenimento si riferisce all’intero anno e non solo ad un mese…però fai come mè…dividi l’assegno per 30gg. e trattienile i giorni che tuoi figli stanno con te per le vacanze,,,vedrai che non ti porta in tribunale per questo e se lo facesse vorrei vedere il giudice che ti condanna per aver trattenuto i soldi quando tuoi figli erano in vacanza da con te.

  • Vincenzo ha scritto:

    Buongiorno, volevo sapere, se visto che per 20 giorni, i miei figli staranno a casa mia devo lo stesso versare l’assegno di mantenimento,
    o è previsto uno sconto in quanto non stanno con la madre durante questo lasso di tempo.??

  • giada ha scritto:

    vi spiego la mia situazione,separata dal 2008 ,ho 4 figli.All’epoca tutti minorenni.Il mio ex marito mi avrebbe dovut passare 600 euro al mese con una busta paga di 1700. Lo fa x 6 mesi poi diminuisce x mancanza lavoro ma si fa le ferie ogni anno.Passa il tempo due dei miei figli trovano lavoro quindi con il mio stipendio e il loro si va avanti …ora il mio ex marito è un anno che nn da nulla ho ancora due figli minorenni di cui uno di 8 anni e oggi vengo a sapere che si è comprato il camper e va in ferie x un mese…adesso mi domando… io ho perso il lavoro ,la ditta ha chiuso , due ragazzi lavorano , un affitto da pagare 4 ragazzi da sfamare io che lotto tutto i giorni x mettere insieme il pranzo con la cena facendo qualche ora di pulizie e lui spende e spande nn è possibile… nn ho mai meo contro i miei figli al padre ma veramente penso che ora abbia passato il limite ….

  • carlo ha scritto:

    salve,sono divorziato,verso un mantenimento da 300 euri solo per mia figlia,la mia ex lavora presso una azienda spa a tempo indeterminato guadagna 1000 euri mentre il sottoscritto guadagno 1500.
    ho fatto ricorso per riduzione mantenimento a 200 euri visto che ho avuto dalla mia nuova compagna un’altra figlia,la prima udienza a dato ragione a me, in corte d’appello a vinto la mia ex,perchè la nascita di un’altra figlia non è un elemento per ridurre il mantenimento,inoltre i giudici hanno scritto, siccome lei ha avuto un’altro figlio da un’altra unione bisognava capire il disaggio perchè
    ella una volta che si era lasciata pensava a mantenere tutto lei.
    come si spiega tutto questo?poterbbe consigliarmi?
    un’altra domanda,presentando il modello cud,il calcolo viene fatto su stipendio base senza contare lo straordinario ai fini di un mantenimento?grazie per l’attenzione.

  • luca ha scritto:

    Grazie Antonio per le tue parole di conforto, purtroppo é tutto vero. Ho persino dedicato una pagina web a questo argomento nella speranza che qualche giornalista, Giudice della Cassazzione e perché no del CSM ci capiti sopra. Se hai voglia guarda qui http://www.lucacervino.it.

    Grazie ancora e buona serata
    luca

  • Antonio ha scritto:

    Per Luca…se è vero quello che dici e non ho motivo per dubitare…è una vergogna…devi immediatamente fare ricorso al giudice…..e sperare di trovare un giudice onesto…..in bocca al lupo.

  • luca ha scritto:

    Sono un genitore separato con la seguente sentenza che ritengo ingiusta,
    secondo voi é possibile fare qualcosa?

    1) affido condiviso e residenza dei due figli presso di me (genitore coabitante)
    2) il genitore non coabitante sollevato da qualunque onere contributivo verso i figli
    3) 50% spese mediche e scolastiche del solo figlio minore sole se necessarie e concordate
    4) nessun contributo alle spese mediche e scolastiche del figlio maggiore
    5) assegno di mantenimento di 400€ mensile a carico mio da versare al genitore non coabitante

    Secondo la disposizione il collocamento dei ragazzi é prevalentemente presso di me,
    ma nella realtà dei fatti non esiste frequentazione, quindi nemmeno quel piccolo contributo
    che il genitore non coabitante offre almeno un fine settimana ogni 15 giorni.

    Sembra anche a voi una pazzia? E’ possibile fare qualcosa?

    Dimenticavo! Sono il padre
    Ma essendo la legge uguale per tutti ciò non dovrebbe fare differenza.

    Grazie

  • massimo ha scritto:

    ciao a tutti,il mio problema è che la mia azienda è in crisi profonda e lo stipendio non lo percepisco mai il giorno 10 del mese(quando dovuto)ma anche il mese dopo se non ha piccole dosi.la mia ex moglie mi fa pressioni facendomi scrivere dal legale per solleciti ed eventuali minacce legali.cosa posso fare secondo voi e per la legge quali attenuanti potrei avere?grazie.

  • Ferruccio ha scritto:

    Sono divorziato da venti anni la mia ex moglie lavora part time mia figlia ha un contratto indeterminato alle poste italiane, io mi sono risposato ho un figlio minore e la mia attuale moglie fa la casalinga, verso 600 mensili così suddivisi 200 ex moglie e 400 figlia di assegno di mantenimento e mi rimangono 1200€ al mese. È giusto che continui a versare tale mantenimento se attualmente la mia ex famiglia ha un reddito totale del più del doppio del mio stipendio?
    Nel 2008 (anno di assunzione alle poste di mia figlia), ho incaricato un avvocato di tutelarmi ma a tutt’oggi non sono riuscito a risolvere ancora nulla, a detta del mio attuale avvocato sono tempi tecnici.
    Non posso permettermi un altro avvocato per ridurre l assegno mensile, posso recarmi dal giudice di pace per estinzione di tale assegno?
    Vi ringrazio anticipatamente

  • giuseppe ha scritto:

    per Alina. se non hai reddito rivolgiti ad un legale che di seguirà a spese dello stato per gratuito patrocinio.

  • alina ha scritto:

    ciao a tutti,ho un bimbo di 4 mesi senza un lavoro vivo di stipendio di mia mamma.il padre del bimbo e un imprenditore ma non li compra niente nemmeno un body.non mi posso permetere un avvocato a chi devo rivolgermi per ottenere un cifra mensili (dal padre) quello che dice la lege non di piu.grazie a chi mi rispondera

  • Alessandro ha scritto:

    Buonasera a tutti io sono Alessandro, purtroppo sono capitato in una situazione familiare davvero brutta. Io ho 25 anni e sono il figlio di 2 genitori separati da quando avevo 11 anni, cmq mi sono appena laureato in legge nei 5 anni come previsto e sono tornato nella mia città natale per intraprendere la pratica professionale. Arrivo al dunque, io è da ormai 5-6 anni che soffro terribilmente per il pochissimo denaro che i miei genitori(uno avvocato e un altra dipendente pubblico di buon livello) mi danno per vivere, per carità non voglio crocifiggerli anzi, ma quest’ ultimo anno stanno nascendo incomprensioni molto forti e sinceramente mi sono stancato di continuare a subire la tirchieria di entrambi, anche perchè non ho voglia di vivere in casa di nessuno di loro. Come posso fare per avere un assegno di mantenimento condiviso da entrambi fino a che non riesco a passare l’esame da avvocato e lavorare?
    Grazie in anticipo

  • Paolo ha scritto:

    @giuseppe

    Come ti capisco!

    Anch’io le poche volte che ho osato contestare spese straordinarie non dovute mi sono sentito immediatamente minacciare di essere portato in tribunale!

    Questa è un’arma di ricatto che le donne hanno in mano a causa dell’orientamento decisamente anti-maschile del mondo giudiziario, per cui finora ho preferito ingoiare vari rospi, anche per non alterare quel fragile equilibrio di pseudo-collaborazione indispensabile a gestire un figlio con due genitori separati (anche qui, il genitore “collocatario” ha il coltello dalla parte del manico)

    Detto questo, è un piacere constatare che esistono anche coppie che riescono a gestire civilmente le loro separazioni, trovando un’intesa senza bisogno di farsi la guerra e soprattutto senza far ricadere sui figli le conseguenze di una conflittualità di cui loro non hanno nessuna colpa.

  • giuseppe ha scritto:

    vorrei aggiungere. non sono qui a sindacare l’aumento per mia figlia ma il modo in cui è stato fatto…..

  • giuseppe ha scritto:

    VERGOGNOSO- mi sono separato nel 2008. oggi mia figlia ha 20 anni. mi sono trasferito nel settembre 2010 dal nord al sud . ho sempre pagato tutto e di più – sempre puntuale.nel 2012 la mia ex moglie ” da dipendente in un bar ora è piccola imprenditrice ha rilevato il bar ” promuove con il suo legale tramite il tribunale per inalzare il mantenimento da 300.00 euro a 500 adducendo i sguenti motivi:miglioramento delle mie condizioni economiche rimaste invariate dalla separazione anzi con il decreto monti ….- avrei una pensione aggiuntiva di invalidità civile – falso -” sono pensionato della pubblica amministrazione ” non ho un costo di locazione da dicembre 2010 convivo con una donna separata con un bambino di 11 anni, la quale non lavora . il rimborso di alcune spese è sempre avvenuto in maniera parziale e in ritardo – mai successo – ” le spese extra non sono mai state concordate ” ne altre. ” il padre non ha mai rimborsato il costo dei viaggi della figlia” non le ha mai dato alcuna somma di denaro ho comprato regalie – tutto falso e documentato. quanto di cui sopra è stato da me dato riscontro e documentato. COME I VIAGGI AEREI CHE HO PAGATO INTERAMENTE E che ho potuto dare riscontro a solo 7 viaggi – quelli che sono riuscito a recuperare. Il tribunale…. decide: non ho potuto presenziare per malattia – il mio legale ” dopo nel dettaglio – non si presenta delegando altro avvocato – decisione del tribunale che scrivo integralmente : aumento a 400 euro mensili: rilevato che:gli accordi prevedevano l’affido condiviso dell’unica figlia.. all’epoca minorenne con collocazione presso la madre e diritto del padre di tenere la figlia con sè almeno due pomeriggi a settimana e a fine sittimana alterni; dal trasferimento del padre da… per … avvenuto in data successiva alla separazione i tempi di permanenza presso di lui della figlia.. sono notevolmente diminuiti ” veniva ogni due mesi e si fermava dai 10 ai 15 giorni l’ultimo periodo dopo la sentenza 27 giorni ” riprova di ciò sono anche le produzioni documentali del padre che ha allegato due soli viaggi della figlia a… dal dicembre 2010 a luglio 2012.nON VI SONO ALTRI ELEMENTI CHE ASSUMONO RILEVANZA AI FINI DELLA MODIFICA DEL CONTRIBUTO DI CUI SOPRA ATTESO CHE LE CONDIZIONI ECONOMICHE DEI CONIUGI NON SONO MUTATE DALLA SEPARAZIONE ” HO PRESENTATO UNA CONSULENZA DI UN INVESTIGATORE CHE LA MAMMA LAVORA ANCHE IN ALTRI POSTI IN NERO – CONCLUSIONE…”. IL MIO LEGALE: pattuito che doveva andare al nord – non ha prodotto tutti i viaggi – non ha presentato nei termini la documentazione – non ha fatto opposizione al giudice di pace per le spese extra – non mi ha notiziato dell’avvenuta sentenza facendo scadere i termini del ricorso in appello per quanto riguarda ” I SOLI VIAGGI ” . Mi chiedo cosa ha presentato la mia ex moglie in tribunale?? ho ribattuto tutto- si sono inventate tutto – il tribunale – una cosa allegata male dal mio legale ” i viaggi ” ha prodotto la sentenza in base al racconto fantasioso della mia ex avvalato dal suo legale……CMQ a mia figlia non gli ho mai fatto mancare niente- e mi sta ripagando di… cmq rimane sempre mia figlia al contrario di quanti mi stanno dicendo di fare la mia vita con la mia compagna.dopo tanto fatto per lei anche dalla mia nuova compagna lei…. meglio non proseguire e non parlare di altri.tutto questo è iniziato quando mi sono opposto al pagamento di neanche 200.00 euro di spese da me mai concordate e che avevano già sostenuto – spese di varia natura che mi vergogno ad elencare.

  • marco ha scritto:

    Buongiorno, vorrei sapere come deve essere impostata la rinuncia all’assegno di mantenimento.
    Mio figlio (maggiorenne) lavora giá da tempo ed in questo momento sarebbe d’accordo a rinunciare al mantenimento, é sufficiente una sua dichiarazione?

    grazie
    Marco

  • alessandro ha scritto:

    buonasera
    io vorrei sapere , se mi spetta in caso vada via di casa da parte di mia madre che ha (pensione, liquidazione, assegno di mantenimento da parte di mio padre e affitto di un’altra casa) una quota di tali soldi per vivere appunto fuori decorosamente visto che non lavoro.
    Sarei molto grato ricever un risposta

    Alessandro

  • Paolo ha scritto:

    Per come si mettono le cose, temo che ti dovrai rivolgere anche tu ad un avvocato.

    Idealmente sarebbe meglio riuscire a passare per una mediazione, cercando di dialogare e non di farsi la
    guerra, ma mi sembra che l’atteggiamento della controparte non dia molte speranze in questo senso.

    Comunque rivolgersi ad un avvocato non implica automaticamente finire in tribunale; potreste riuscire a raggiungere un accordo, tutelati ciascuno dal proprio legale, cercando quindi di limitare la conflittualità e le spese.

    Quanto ai soldi, perché è sempre lì che si va a cadere, per quel che ne so, se non siete sposati, tu a lei non devi nulla. Siete invece tenuti ENTRAMBI a partecipare al mantenimento della bimba secondo i principi dell’affido condiviso.

    A questo riguardo la legge dice che:

    “il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:
    1) le attuali esigenze del figlio;
    2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori;
    3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
    4) le risorse economiche di entrambi i genitori;
    5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.”

    Il problema è che la stragrande maggioranza di avvocati e giudici non hanno ancora recepito questi principî: per loro la donna si occupa della prole e l’uomo paga (ed ogni tanto gli è concesso di vedere i figli, ma non troppo …)
    Ti auguro di trovare un avvocato che ti aiuti a non diventare un altro papà-bancomat, ma soprattutto di riuscire, una volta regolate le vicende economiche, ad essere un bravo papà per la tua bimba, che di tutto questo non ha nessuna colpa.

    In bocca al lupo!

  • alessandro pepe ha scritto:

    Ciao a tutti vorrei chiedere un consiglio a voi. Vi spiego intanto la mia storia. Ho convissuto con la mia compagna per circa 9 mesi (da un anno e mezzo sono fidanzato) ed abbiamo avuto una bambina che adesso ha 6 mesi. La mia ex compagna ha deciso, dopo alcune discussioni di andare presso la casa dei suoi genitori. Adesso tramite il proprio avvocato in una decina di giorni dall’ultima discussione ha voluto già mandarmi una lettera dal suo avvocato dicendomi che non provvedevo nè a lei nè alla bambina e facendomi capire che se non provvedevo alla stessa (cosa che comunque avrei fatto senza problemi mettendoci d’accordo) si sarebbe avvalsa sulla casa dicendo che sarei stato io a mandarla via (faccio presente che già un’altra volta aveva fatto la stessa cosa). Percepisco 1700 al mese di cui la metà di spese tra mutuo ed altro finanziamento. Secondo voi cosa devo fare nei suoi confronti visto tutte le sciocchezze ed avendo lei stessa abbandonato la convivenza, e quanto pensate possa chiedere per il mantenimento della bambina?

  • Anna ha scritto:

    @però: scusa ma se la persona che ha in affido il figlio, nel mio caso la ex di mio marito, convive con altra persona, l’affitto o il mutuo, l’IMU, tra l’altro con figli a carico vengono detratti 50 euro a figlio, tassa rifiuti, costi trasporto, riparazioni e/o sostituzione di elettrodomestici, come descritto da te, non penso siano tutte a carico della ex, ma presumo che divida col convivente, come facciamo io e mio marito. Quindi le 350 euro che prende per il figlio dovrebbero bastarle.
    Alla nascita di un figlio nostro, se i figli legittimi e naturali sono considerati allo stesso livello come dice la Legge e come giusto che sia, mio marito dovrebbe versare 350 euro anche per nostro figlio.
    Quindi 1300 netto di stipendio – 350 euro (sua figlia) – 350 (nostro figlio) – 350 (rata mutuo) – spese gestione familiare = 0
    come camperebbe mio marito?
    naturalmente il tutto cade se l’affidatario vive solo con i figli!!

  • Sonia ha scritto:

    Scusate, ho risposto ad un post vecchio :)
    Per quanto riguarda ciò che ha affermato “però”, sono d’accordo che il mantenimento debba comprendere anche le spese per l’appartamento, ma spesso, queste non vengono considerate…io con tre figli prendo 800 euro, e neanche la metà delle spese straordinarie…

  • Sonia ha scritto:

    Serena, è vero che qui in Italia i ragazzi restano a casa coi genitori a lungo, ma è anche vero che non è facile rendersi indipendenti, visto che non c’è abbastanza lavoro…ho un figlio di 18 anni che cerca lavoro e non riesce a trovarlo, quindi non si possono fare paragoni con altri Stati

  • però ha scritto:

    ma…a proposito dell’assegno di mantenimento per i figli: 350 euro a figlio non sono troppi! Mica servono per comprare solo scarpe e vestiti; nel conteggio rientra l’affitto, le bollette, IMU, tassa rifiuti, costi trasporto, riparazioni e/o sostituzione di elettrodomestici, oltre al cibo e al vestiario. D’altra parte la casa e le relative spese sono in proporzione al numero di persone che ci abitano.

  • Giulia ha scritto:

    Ciao carissima,
    la scrivo perche davvero non so dove cercare aiuto.Io sono brasiliana,sono stata sempre in regola in italia e quando mi sono trovata incinta di mio convivente italiano, ho cambiato mio permesso di soggiorno normale per uno di cure mediche, e dopo nata mia figlia ho ricevuto uno scritto madre di cittadina italiana. Mio compagno era tutto pieno di problemi, anche di truffa e stalking di sua ex compagna.Mi ha preso in giro,dicendo che dovevamo pensare al futuro e ha aperto un locale con mio nome, che con tutti i suoi vizzi di giocare alle macchinete, le scomesse, ha fatto nostro locale andare male in pocchi mesi, dopo ha venduto, non mi ha datto nessun soldi prendendo tutto per se, e ora ce lo un sacco di cambiali che stano andando in protesto.Lui questo ho saputo dopo, ha gia fato con tutti gli altre tre convivente italiane, io queste cambiale non potro mai pagare, e se non bastava gia questo,i soldi usava in giro con scomesse e machinete, lasciando io e la mia piccola di pocchi mesi senza avere il basico, ci minacciava e con la scusa del natale e di stare mancando le cose a noi e lui sempre senza voglia di lavorare,ho detto che era meglio venire un po da mia mamma e tornavo quando trovava lavoro.Sono qui da quasi otto mesi, ho dovuto cercare io lavoro poiche lui sempre ci prendeva in giro dicendo che mandava soldi alla bimba e non mandava mai, e ora siamo in crisi perche vuole fare la vita bella trovando soldi facile e questo non lo voglio, ho anche paura di mettermi nei guai che fa lui, penso di un giorno vivere con mia figlia li,ma soltanto quando convalido mia laurea per li avere un lavoro, essendo madre di cittadina italiana perco mio permesso di soggiorno se non torno ora in italia?? essendo madre di italiana potro rifarlo?? se chiedo tramite mio paese l’ affidamento di mia foglia perco il permesso?? e come faccio a chiedere mantenimento (ce come ristabelire un valore) e l affidamento qui dal Brasile?? sto pagando tutto da sola della bambina … e delle cambiale, cé qualcosa che posso fare per fare pagare lui, tutti sapevano che gestiva lui il posto e non ho mai preso un euro di niente. Per favore mi aiuta, non so cosa fare. Lui é pericoloso e gia mia ha minacciato, come faccio a muovermi??

    grazie mile

  • Pasqualino ha scritto:

    Buona sera a tutti…
    per favore…aiutatemi…attendo con ansia al precedente scritto…
    sono davvero stufo di essere preso in giro dalla mia ex moglie,e di essere solo un bancomat…

  • Pasqualino ha scritto:

    Buona sera…
    sono divorziato da tanti anni,mia figlia di 15 anni vive con la mamma,in sede di divorzio il giudice mi ha dato l’obbligo di partecipare al 50% sulle spese mediche documentate,mia figlia è andata dal dentista,spesa totale 400 euro,le ho inviato la mia parte,200 euro ma lei non mi ha fornito nessuna fattura che prova l’avvenuta spesa,cosa posso fare?
    posso inviargli una raccomandata con ricevuta di ritorno dove l’avviso che se non mi invia la fattura,mi scalo i 200 euro dalla rata del mantenimento che ogni mese spedisco?
    Attendo con ansia e ringrazio di cuore!

  • Antonio ha scritto:

    Naturalmente intendevo al momento del pensionamento….

  • Antonio ha scritto:

    Chi di voi sa se alla ex moglie viene data una percentuale(10%)dal TFR dell’ex coniuge? oppure è tutta un’invenzione?…grazie.

  • Alfredo ha scritto:

    @Paolo: leggi il mio commento del 5 Settembre 2011

  • Paolo Tamburrini ha scritto:

    Silvia grazie per il tuo articolo che ovviamente piu che dare soluzioni od esprimere regole (che non esistono) riassume bene una complessa e svariata gamma di cause ed effetti ancora alla ricerca di una legislazione a tutt’oggi mancante.
    Come si procede per modificare il pagamento del mantenimento fin qui alla madre direttamente ai figli maggiorenni ?
    Grazie
    Paolo

  • Antonio ha scritto:

    mi trovi perfettamente d’accordo con te….e visto che a dirlo è una donna questo ti fa onore….ti auguro di risolvere al più presto a vs.favore la delicata vicenda…..un saluto.

  • Anna ha scritto:

    ma guarda piuttosto vorremmo un domani puntare su qualcosa di piu “importante”.. ossia diminuire il mantenimento per la nascita di un altro figlio! anche perchè se mantiene il primo figlio a quella cifra dovra’ mantenere anche il secondo allo stesso modo ma è impossibile se prende uno stipendio al mese di 1300 euro, avendo rata mutuo e spese varie da sostenere..si riddurrebbe a vivere con 200 euro al mese. allora si in quel caso ci rivolgeremo ad un avvocato!
    Poi a mio parere 350 per un minore sono anche troppi! Qui c’è gente che versa la stessa cifra per 2 figli, la sua ex non vive da sola ma con un compagno quindi le spese probabile siano divise a meta’ come facciamo io e mio marito. Un pensionato con quella cifra deve vivere e pagare l’affitto. Se avessimo un figlio non spenderemmo 350 al mese assolutamente, magari i primi anni, tra visite e pannolini, pappe.. ma all’età di 10 anni penso che la cifra sia troppo alta, d’altronde non penso nemmeno che ogni mese compri scarpe e vestiti.
    Scusa se sono troppo “acida” ma a me ste cose proprio non vanno giu.

  • Antonio ha scritto:

    Non ci vuole coraggio…convincilo a dare solo 135euro di mantenimento…non credo che la sua ex faccia una causa per 135 euro…però sarebbe un bel segnale..ciao.

  • Antonio ha scritto:

    e tu convincilo a versare solo 125 euro….non credo che farà causa per 135euro sarebbe ridicola e potrebbe anche perdere…..un saluto.

  • Anna ha scritto:

    Antonio hai fatto bene…e hai avuto coraggio, mio marito non lo farebbe per paura di andare contro la legge e cosi anche questo mese verserà 350 euro anche se 15gg il minore starà con noi!!

  • Antonio ha scritto:

    Stefano….tutti mi dicevano che non potevo detrarre dal mantenimento il periodo in cui mia figlia sta con me nel periodo estivo…io l’ho fatto lo stesso..cioè ho detratto quello che io avrei versato giornalmente alla mia ex….si è lamentata,mi ha mandato una lettere di diffida…ma io ho continuato nella mia strada….se vuole può sempre rivolgersi al giudice…ma l’avvocato costa e non so se vale la pena se per esempio le dai 100euro in meno per aver tenuto tua figlia con te…poi ognuno agisce come meglio crede…e basta pagare sempre e solo noi…ti saluto.

  • Anna ha scritto:

    Caro Stefano
    anche per me dovrebbe essere cosi, si va di logica ma purtroppo leggendo i vari commenti, l’assegno non è considerato un versamento mensile ma annuale e cosi nel periodo di vacanza anche se il minore è presso la tua abitazione per 3 settimane, questo assegno devi versarlo integralmente.
    Anch’io non sono assolutamente d’accordo anche se avevo trovato questo:

    Con una precedente decisione (la n. 11138 del 13 dicembre 1996) la Cassazione aveva considerato ammissibile, per i periodi in cui i figli vivono con il genitore non affidatario, una riduzione proporzionale dell’assegno, avuto riguardo ai maggiori oneri da lui sostenuti e alle corrispondenti minori spese (specialmente per vitto e per cure quotidiane) sostenute negli stessi periodi dal genitore affidatario

  • stefano ha scritto:

    salve, desideravo sapere se, in condivisione di affidamento di minore, nel periodo di vacanza (tre settimane consecotive), l’assegno di mantenimento può essere versato in percentuale. visto che per detto periodo il minore è completamente a mie spese.un grazie x la risposta.

    cordiali saluti

  • Antonio ha scritto:

    Salve,volevo sapere sè è vero che non pagando l’assegno si può rivalere sù i miei genitori?

  • giuseppe ha scritto:

    buongiorno sono divorziato da un anno ho tre figli tutti maggiorenni
    passo puntualmente assegno hai figli 320 mutuo 400 affitto universita’ roma la meta’euro 250 premetto che io prendo un stipendio di 1200,00
    vorrei sapere due risposte
    1)se l’assegno posso darlo direttamente hai figli,
    2)quando e possibile che questo assegno non lo daro’ piu’vvisto che non lo cercano neanche il lavoro,
    3)se in base a quello che sborzo in tot,920,00 puo modificare il la situazione attuale in suo favore. grezie anticipatamente aspetto risposta con anzia

  • Roberta ha scritto:

    a CLAUDIA-CIPI: Grazie mille per la comprensione. E’ di grande conforto per me, specialmente se viene da una mamma!
    Mi piacerebbe, alla luce della tua risposta, portare all’attenzione di chi legge la contraddizione che emerge se prendiamo in esame la richiesta fatta dal giudice al tuo compagno more uxorio di produrre documentazione attestante il tuo reddito per poter decidere sulla misura dell’assegno al figlio; mentre d’altro canto non c’è verso che si riesca a far riconoscere diritti di nessun genere ai conviventi. Come funziona: doveri sì e diritti no? Sembra quasi una volontà di punire tutti quei cattivoni che osano, prima divorziando e dopo addirittura ricostruendo una famiglia soltanto di fatto, mettere in discussione il sacro istituto matrimoniale. Oppure significa che il giudice che applica e interpreta la legge è spesso più ancorato alla realtà di quanto non lo sia il legislatore? L’Italia è un paese veramente strano!

  • Anna ha scritto:

    ciao claudia
    si avevo letto la tua storia nei post precedenti… ma adesso con questa nuova legge diciamo che i ns figli possono esser considerati a pari dei primi…
    dato che mio marito ha fatto tutto molto easy, solo tramite avvocato senza passare dal giudice (non erano sposati) anzi ti diro’ che tra l’altro nella lettera stipulata assieme se non sbaglio non sono indicate nemmeno le spese extra (e infatti mai chiesti) ma solo la cifra mensile, e avevamo pensato quindi di chiedere una riduzione della cifra mensile appunto per il nostro figlio sempre se e quando verra’ ripeto… dopotutto un figlio parliamoci chiaro non ha un costo di 400 euro al mese!!

  • Claduia-cipi ha scritto:

    ANNA io di figli miei, con lui, ne ho già due. E mi rode da morire dover rinunciare al terzo (ne vorrei anche di più, ma tre per me è proprio il minimo) perchè sua figlia ci costa quanto una rata di mutuo, mentre per i nostri figli spendiamo molto, ma molto meno di quanto dobbiamo spendere per lei. Ad eventuali riduzioni dell’assegno o che i miei figli vengano considerati almeno al pari della sorellastra io ci ho rinunciato da un pezzo, perchè anzitutto dovrei rimettere tutto in mano agli avvocati con le conseguenti spese e poi è molto probabile che mi ricapiti un giudice come quello dell’ultima volta che ha detto che “di meno proprio non si può” (anche se lei si può permettere cinema e cena fuori tutti i fine settimana mentre io mi trovo spesso a non avere soldi per comprare medicine ai miei figli) e che i nostri figli non contano e “ci avremmo dovuto pensare prima” (nel senso di non metterli al mondo, ma visto che siamo stati tanto incoscienti da farlo ora sono cavoli nostri).

  • Anna ha scritto:

    Ciao Claudia
    hai letto questa?
    Con una precedente decisione (la n. 11138 del 13 dicembre 1996) la Cassazione aveva considerato ammissibile, per i periodi in cui i figli vivono con il genitore non affidatario, una riduzione proporzionale dell’assegno, avuto riguardo ai maggiori oneri da lui sostenuti e alle corrispondenti minori spese (specialmente per vitto e per cure quotidiane) sostenute negli stessi periodi dal genitore affidatario

    e poi
    http://www.studiolegalemartignetti.it/public/pages/view_articolo/ogni_uomo_ha_diritto_a_una_second_life_anche_dopo_il_fallimento_del_primo_matrimonio_pu_quindi_chied

    possiamo sperare anche noi di avere un altro figlio che sia trattato come il primo legittimo?

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ROBERTA il giudice che ha valutato il mantenimento del mio compagno per la figlia ha valutato anche il mio reddito in quanto conviventi. per il resto non ti so rispondere niente, mi spiace, non sono avvocato e non mi è capitato di dover combattere pure per affidamento congiunto e/o permanenza della bambina col padre per il 50% del tempo. Per il non-ruolo ti capisco. Oh, se ti capisco.

  • Roberta ha scritto:

    Salve a tutti e innanzitutto complimenti a Silvia per la competenza, grande chiarezza e garbo.
    Per quello che mi riguarda, convivo da molti anni con un uomo di 45 anni, divorziato con figlia di 12 anni, che guadagna circa 1.500 euro e versa per la figlia 450 euro più la solita metà delle scolastiche, mediche e sportive. Praticamente ogni mese versa circa 1.000 euro e non gli è permesso sindacare mai nulla, checché ne dica la legge. Lui vive da me, in una casa mia e io non gli chiedo praticamente nulla perché godo di un ottimo reddito (ogni tanto fa la spesa o contribuisce in maniera estemporanea in qualcosa) e perché lui sta tentando di risparmiare qualcosa visto che tra qualche tempo sarà costretto a comprare la casa dove i genitori (monopensionati al minimo) vivono in affitto, che un ente previdenziale sta per dismettere. La situazione tra i due ex coniugi è sempre stata terribile ma ultimamente è un vero inferno. Lui non è sicuramente il padre più presente del mondo (anche perché ha dei turni lavorativi allucinanti) ma è amorevole, ragionevole e sempre puntuale nei pagamenti. Lei non fa altro che minacciare ricorsi al tribunale e chiedere soldi, soldi, soldi a titolo di compensazione della scarsa frequentazione. La frequentazione, anche se obiettivamente scarsa, c’è sempre stata, e non di rado la madre ha addirittura cercato di osteggiarla con varie scuse, magari proprio il giorno dopo averlo richiamato ai suoi doveri a gran voce con le solite minacce. Tra i due non c’è nessun tipo di dialogo civile. Lei urla, straparla, lo accusa delle peggiori nefandezze e lui subisce spaventato, perché si sente economicamente troppo debole e perché ormai teme di veder compromesso il rapporto con la figlia. Ultimamente, la madre della ragazzina sta cercando di coinvolgere anche me nelle loro questioni economiche. Pretenderebbe, ad esempio, che lui portasse la figlia fuori in vacanza per molto più dei, cito, “micragnosi” cinque giorni che lui le ha proposto (è che è più di quanto si possa permettere) a spese mie, non accontentandosi che la bambina stia con noi in casa per il restante periodo d’obbligo. In passato è già più volte avvenuto che io pagassi le vacanze ad entrambi ma non lo abbiamo mai detto alla signora, soprattutto per evitare che lo considerasse una specie di diritto acquisito. Io sarei anche dispostissima a pagare, ma vista la situazione sgradevole (a dir poco), le minacce, le parolacce e soprattutto lo stato di salute precario del mio compagno che vive tutto questo con grandissima ansia e che io attribuisco solo a questa situazione, non voglio cedere a questo ricatto. Inoltre, la suddetta signora sta altresì ventilando l’idea di chiedere l’affidamento congiunto, intendendo come tale la collocazione della bimba a casa mia (a casa di “quella”) per metà del tempo. A parte il fatto che la trovo un follia, considerato che la bimba vive e soprattutto ha la scuola a 40 minuti di macchina, io lavoro dalle 8 alle 15 ore al giorno e il mio compagno fa i turni (sarebbe una vita faticosissima per tutti, non ultimo per la ragazzina che ora a scuola ci va a piedi). E poi io, con tutto il rispetto del caso, per amore del mio compagno, posso accettare, come accetto, weekend e vacanze con la bimba seppure tra grandi ovvie difficoltà dovute, tra l’altro, al mio “non-ruolo”, che mi impedisce qualsiasi tipo di interazione senziente con lei. La frequento ormai da dieci anni, c’è un rapporto decente, a volte addirittura amorevole, e mi tratta un po’ come una specie di zia, ma devo stare sempre attenta che il mio esserci si limiti al mero accudimento materiale, devo sempre misurare ogni parola che dico, ogni movimento, ed è difficilissimo. Anche per questo motivo non potrei mai accettare una convivenza vera e propria, non me la sento! Ove una tale possibilità di dovesse ipotizzare sarei costretta a tirarmene fuori, lasciando il mio compagno al suo destino (e a tornare quindi nella casa dei genitori, molto più piccola della mia e moltissimo più lontana dalla scuola della figlia – 2 ore – e dal lavoro).
    La mia domanda è: potrebbe un giudice in tutta coscienza pensare di far vivere una bambina a casa di una donna estranea che non la vuole? Cosa potrebbe indurlo a prendere una tale decisione? Potrebbe considerare la convivenza del mio compagno con una donna abbiente come una sorta di maggiore sua capacità “contributiva”?
    Mi scuso per la lunghezza. Avevo tanto bisogno di sfogarmi, non so con chi parlare con una chance di non essere equivocata: Questo è un paese a mio avviso troppo ciecamente, aprioristicamente e acriticamente bimbo-centrico, e in nome dei bimbi si fanno errori che si ripercuotono malamente su di loro (viziandoli, o trasmettendo il messaggio che tutto si può comprare, o stressandoli) e su tutti gli adulti che vivono loro intorno.

  • gianni ha scritto:

    sono separato da 6 anni e corrispondo 400,00 euro a mia moglie per i miei due figli 19 e 23 anni ora loro lavorano e percepiscono 500,00 e 900,00 euro con un contratto a tempo determinato 2 anni e un contratto fisso part time io percepisco 1350,00 euro mese e pago un affitto di 700,00 euro posso secondo voi smettere di pagare il mantenimento e poeter fivere un po la mia ex percepisce uno stipendio di 1200,00 euro e vive nel mio appartamento a spese zero. posso avere una rispoosta da qualche avvocato a vivo a Trento grazie a presto

  • anna ha scritto:

    ho trovato questo articolo su la stampa.it
    Con una precedente decisione (la n. 11138 del 13 dicembre 1996) la Cassazione aveva considerato ammissibile, per i periodi in cui i figli vivono con il genitore non affidatario, una riduzione proporzionale dell’assegno, avuto riguardo ai maggiori oneri da lui sostenuti e alle corrispondenti minori spese (specialmente per vitto e per cure quotidiane) sostenute negli stessi periodi dal genitore affidatario

  • anna ha scritto:

    Ciao a tutti
    ma questa sentenza può essere applicata anche al mese di agosto?
    Mi sembrerebbe corretto che quel mese la ex non percepisca tutto l’assegno dato che 15gg li passa col padre…sarebbe corretto la metà.

  • Dario ha scritto:

    Grazie Antonio

  • Antonio ha scritto:

    Per Dario…..Ciao,ti invito a leggere una sentenza del tribunale di genova rivoluzionaria:TEMPI UGUALI, NIENTE ASSEGNO.La sentenza è del 30/09/2011 il sito è http://www.adiantum.it spero di esserti stato d’aiuto..ciao.

  • katia ha scritto:

    salve a tutti volevo chiedervi se sapete a chi posso rivolgermi per non pagare l’avvoca per la separazione visto che non lavoro ,e poi vorrei sapere se mi spetta l’assegno di mantenimento visto che non lavoro e mio figlio vuole rimanere con lui .grazie

  • Dario ha scritto:

    Salve sono un papà separato da due anni e verso un assegno solo per mio figlio di 5 di 285 euro i genitori siamo entrambi lavoratori a tempo indeterminato.
    Prima domanda: ho un condiviso e passo molto tempo con mio figlio, siamo quasi al 50%, in più spesso il bimbo rimane a dormire da me in giorni non previsti. Volevo sapere se posso chiedere una revisione della consensuale per formalizzare che i giorni a me assegnati rimanga anche la notte. E di conseguenza vorrei sapere se posso chiedere una revisione dell’assegno al ribasso. Considerato che la mia ex non sarà d’accordo sull’assegno, vorrei sapere se ho possibilità che il giudice accolga la mia richiesta.
    Seconda domanda: posto che l’assegno serve per le spese necessarie del bambino, si può pretendere dalla madre l’utilizzo a tale scopo in quanto nel tempo la mia ex ritarda sempre di più l’acquisto di tali beni primari (tipo le scarpe) per indurre me all’acquisto o come fa spesso mi chiede la metà della spesa che si deve fare.

  • Anna ha scritto:

    Ciao a tutti
    Ho letto tutt i vs messaggi e condivido pienamente con il diritto di un uomo separato a rifarsi una nuova famiglia e quindi chiedere una riduzione dell’assegno se ha un nuovo figlio.
    Tutto qui sembra molto logico ma alla fine sappiamo benissimo tutti quanti di andare in contro a un sacco di peripezie per avere tutto cio’.

    Vi ri-porto il mio esempio
    Mio marito sposato con me da poco, ma ex convivente (non sposato) elargisce un assegno di mantenimento alla ex per il primo figlio anni 10 di quasi 400 euro, concordato tra i due davanti ad un avvocato NON tramite giudice (inizio di 300 euro +aumento istat )
    Lo stipendio mensile al netto è 1300, come del resto pure il mio, ma come la maggioranza degli italiani, abbiamo un mutuo per 30 anni, rata auto, spese condominiali e spese luce gas ecc..
    Ora stiamo cercando pure noi di formare una famiglia
    Quindi mio marito siccome dovra’, giustamente, mantenere anche questo nuovo bimbo/a che verrà (se dio vorra’) avevamo intenzione di chiedere una riduzione dell’assegno dopo la nascita.
    La ex convive anche lei con nuovo compagno in casa di proprieta’ con mutuo.
    Io mi chiedo: Se il primo ha diritto a 400 euro, il secondo? Con che proporzione ci si arriva a sapere quanto ci costera’ un neonato? penso che cmq un neonato, tra pappe latte e pannolini, costera’ piu di un bimbo di 10 anni no? Penso che entrambi debbano avere in misura quanto gli spetta, perchè il secondo deve essere discrimanto dalla legge? tra l’altro il primo l’ha avuto da non sposato. cambia qualcosa per la legge?
    Possiamo chiedere la riduzione direttamente alla ex oppure dobbiamo rivolgerci comunque ad un avvocato o giudice anche se in primis non hanno mai avuto niente a che fare?

    grazie a tutti

  • sara ha scritto:

    Buongiorno, sono una moglie separata da quasi 3 anni che non sa più che fare. Ho 2 figlie adolescenti, affidamento congiunto, rate mensili + spese straordinarie a carico del papà, week-end alternati. Fin qui normale coppia separata. Da ottobre però non vedo un soldo,lui non le ospita a casa sua (con la felicità delle ragazze) con la scusa di essere occupato col lavoro e con la frase ‘verranno quando ne hanno voglia’, dice inoltre di non aver abbastanza reddito (supportato da CUD bassi che ovviamente non inseriscono eventuale lavoro in nero). Io nel frattempo avevo liberato la casa coniugale x acquistare un appartamento sobbarcandomi un grasso mutuo che ora fatico a pagare. Solo che ora ho esaurito le risorse, venduto ori di famiglia e fatto prestiti vari. Ovviamente non ho soldi per appellarmi ad un avvocato e poi l’avvocato che farebbe? Lo intimerebbe al pagamento pena reclusione? Non cambierebbe nulla, soldi non ne vedrei comunque visto che sicuramente ha già provveduto ad intestare tutto alla nuova compagna. Alternative? Grazie mille

  • Paolo ha scritto:

    @Amleto:
    le premesse mi sembrano ottime, ti auguro di riuscire ad ottenere l’accordo che tu giustamente definisci “insolito ma giusto”.
    Ce ne fossero di casi come il tuo!
    Francamente, visto che tutto è diviso esattamente a metà, perché uno dei due dovrebbe versare qualcosa all’altro?
    Al limite, volendo fare i pignoli, sarebbe bene che una delle due bimbe avesse la residenza presso di te, in modo da equilibrare anche gli aspetti legati alla residenza (calcolo ISEE, eventuali sgravi fiscali, IMU, ecc)
    Per la baby-sitter, visto che anche tu potresti averne bisogno quando le bimbe sono da te, potreste dividere a metà le spese di entrambi, oppure decidere che ognuno si paga la sua quando ne ha bisogno (soluzione quest’ultima meno soggetta a contestazioni sui motivi per cui c’è stato bisogno della baby-sitter …)
    Le premesse sono buone, vi auguro di trovare un accordo soddisfacente e di potervi dedicare alle vostre bimbe. In bocca al lupo!

  • amleto ha scritto:

    Salve sono un genitore di due bambine di 4 e 6 anni!
    Io e mia moglie il mese prossimo abbiamo l’udienza in tribnale per la separazione! abbiamo deciso di fare quella consensuale in questi termini:
    lei da poco ha comprato una casa vicino la mia portandovi la residenza sua e quella delle bambine! Nell’atto firmato e depositato gia’ in tribunale abbiamo specificato quanto segue:
    -lei ha dichiarato che è disposta ad andare a vivere nella sua casa dopo l’udienza rinunciando al tetto coniugale;
    -l’ assegno di mantenimento non le dovrà essere percepito dal momento che percepisce lo stesso mio reddito
    - rinuncia inoltre all’assegno per gli alimenti per le bambine dal momento che abbiamo pattuito che l’affidamento congiunto sara’ equo dal momneto che faremo tre giorni a testa a settimana più un week end alternato al mese
    - divideremo solo le spese per i vestiti e quelle straordinarie
    Tutto questo mi sembra una soluzione un po’ insolita ma giusta!
    La mia domanda è laseguente:
    ” Puo’ mia moglie a distanza di poco tempo dopo l’udienza cambiare idea e chiedermi che le vengano corrisposti gli assegni per gli alimenti? E se cosi’ fosse l’affidamento dei figli rimarra’ sempre tre giorni a testa a settimana o come?
    In caso di sì’ a quanto verrà ad ammontare orientativamente questo assegno considerando questa situazione economica:
    - io percepisco un assegno di circa 1800 euro, ma pago un mutuo di 800 euro al mese in piu’ per sopperire al suo pagamneto ho dvuto farmi un prestito di 190 euro al mese per 10 anni, in piu’ dovro’comprarmi una macchina e farvi un ulteriore finanziamento dal mommento che quella che uso attualmente è intestata a lei ed ha deciso di venderla dal momento che lei ne ha gia’ un’altra di sua proprieta’. Quindi tolte le utenze di casa io ho gia’ na spesa fissa di circa 1200-1400 euro al mese.Quello che mi rimane è per la benzina per andare al lavoro, per mangiare e per gestire le bimbe qando stanno con me. Non mi rimarra’ nulla.
    - lei invece percepisce uno stipendio come il mio 1800 euro, il suo mutuo e’ di 500 euro al mese, le sue macchine le ha pagate in contanti e senza alcun finanziamento e in piu’ risiede nella sua casa con la madre invalida che percepisce pensione e l’assegno per l’accompagno di 450 euro al mese che dovrebbe spettare a lei dal momento che ce l’ha a suo carico.
    Un’ultima cosa: quando le bambine non spettano a me nei giorni in cui lavora ed è costretta prendere una baby sitter sela dovrà gestire da sola o mi chiederà metà dei soldi?

  • Claudia-cipi ha scritto:

    @ NICOLETTA interessante quel link. Alla fine mi sa che dipende dal giudice che ti trovi di fronte e dalla bravura/preparazione degli avvocati. Quello che ha seguito il mio compagno mi ha dato molto da pensare, sinceramente, ma ormai è fatta e non possiamo permetterci di rimettere tutto in discussione perchè non abbiamo abbastanza soldi per pagare di nuovo un avvocato. Il diritto di rifarsi una vita è esattamente quello che penso io e mi fa piacere leggere che a qualcuno è stato concesso.

  • Mario ha scritto:

    In bocca al lupo anche a te. Io ne avrò ancora per anni putroppo. Spero solo che mio figlio non cresca come la madre e quando sarà più grande abbia la respnsabilità e la dignità di percorrere la sua vita economica in modo autonomo. Ma ho i miei dubbi, soprattutto quando mi sento dire “ma papà tu lavori sempre?”. Bhe, ci siamo capiti.
    Gli voglio comunque un mondo di bene nonostante le distanze e le cattiverie che subisco da Napoli da anni.
    Devono cambiare le leggi e devono ringiovanire i giudici.

    E gia che ci sono proporrei di coniare un termine per le “ex Mogli e gli “ex mariti” visto che la nostra giustizia sembra disinteressarsi dei nostri problemi. Figurati dei termini. PREISTORICI.
    Idee?
    Ciao

  • Attilio ha scritto:

    Caro Mario, il 15 maggio, dopo due anni che ho cominciato un ricorso, sentirò cosa dice il giudice. Io guadagno circa 2000 euro al mese. Ho fatto la cretinata di accettare di dare 600 (!!) euro al mese per mia figlia che ha appena compiuto 26 anni (ex anche lei, visto che da due anni non si fa sentire nè vedere, però non disdegna di incassare…) e 200 alla mia ex che “non lavora” ma che, tra proprietà affittate e quote societarie della sua famiglia, percepisce in realtà circa 1500 euro al mese. Se conto anche quello che passo a madre e figlia siamo a 2300. La mia ex ha anche avuto il coraggio (sentito con le mie orecchie davanti al giudice) di dire che il guadagno che le deriva dalle proprietà affittate lo prende la madre, anche se entra in un conto co-intestato!! Infatti il giudice sembrava un pò, come dire, perplessa? Della serie “Ci devo credere?”
    Spero di dare una mega festa tra qualche settimana….madre e figlia non saranno invitate ovviamente!
    In bocca al lupo.
    A.

  • Mario ha scritto:

    Salve mi chiamo Mario, guadagno circa 3000 euro al mese e nel periodo della separazione versavo 550 per mio figlio e 440 per la ex. Ho chiesto il divorzio chiedendo al giudice che si esprimesse su questa disoccupazione cronica della mia ex (sarebbe bene nel 2012 coniare un termine nuovo non credete?). Lei chiaramente ha contattacato dicendo che mio figlio aveva bisogno di una casetta tutta sua visto che viveva in casa coi nonni (la casa è di proprietà, i nonni sono entrambi pensionati ed è di 150 mq con tre camere). Mio figlio li sta benissimo ma la richiesta era di altre 410 euro per l’affitto. Provvedimento del giudice indovinate quale?Aumento del mantenimento di mio figlio a 800 e della ex a 600 mensili. Le percepisce anche 140 di assegni famigliari e considerando che vive a napoli è una signora. Io non arrivo più a fine mese con le spese per andare a trovare mio figlio e lo tengo da me a Parma due mesi l’anno. Ma dove viviamo gente? Queste sono pazzie, soprusi disarmanti dove nemmeno i ricorsi portano a nulla (come è successo). Non ho parole , lavoro 6 mesi l’anno per un figlio che vedo 7 volte l’anno e una donna che gode di tutto questo. Ma dov’è la giustizia? Ma dove sono i giudici? Non so davvero più cosa fare. E’ tutto disarmante.

  • nicoletta/nik/roberta ha scritto:

    ciao Ferruccio
    :-) Nessuna polemica…..in fondo Silvia ha detto qualcosa di giusto.
    Scusa se mi permetto..e poi prometto che da ora in poi mi faccio gli affari miei lasciando il posto a chi giustamente è più competente di me (e ci vuole poco)….CAMBIA AVVOCATO…perderesti 1.200 euro ma forse li riguadagneresti risparmiando sull’assegno di mantenimento che devi versare.
    Ciao ciao

  • Ferruccio ha scritto:

    Mi spiace che le mie richieste possano essere di diatriba tra altri, io volevo solo un consiglio, ribadendo che sono divorziato dal 1990, ho sempre dato puntualmente tramite bonifico diretto dallo stipendio il mantenimento di ex moglie e figlia, che sono tuttora vicino a mia figlia in tutto cio’ lei abbia bisogno, pagando assicurazione della macchina, che precedentemente gli ho regalato nuova nel 2007, mi sento di non avergli fatto mancare nulla, ora che attualmente mi trovo in condizioni economiche non esaltanti, essendomi risposato ed avendo un nuovo nucleo familiare, mi trovo a dover far fare delle rinunce. Ho incaricato il mio avvocato in data gennaio 2008 di far rivalutare l’assegno periodico, in quanto dal 2007 mia figlia e’ stata assunta a tempo indeterminato presso le poste italiane, con uno stipendio che attualmente supera il mio. Ho ascoltato altri avvocati, i quali mi hanno consigliato di cambiarlo con promesse allettati, ma avendo gia’ pagato in tutto il mio attuale avvocato, mi roderebbe di brutto dover spendere di nuovo le oltre 1200 euro che ho gia’ pagato. Vi ringrazio dell’attenzione, sperando di non suscitare polemiche tra di Voi.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    NIKK, NICOLETTA o ROBERTA che tu sia (visto che con 3 nick c’è sempre lo stesso avatar) non mi risulta che la nascita di nuovi figli sia considerata per una eventuale riduzione dell’assegno di mantenimento (visto che al mio compagno ne sono nati due e si è sentito rispondere dal giudice che “sono fatti suoi e ci avrebbe dovuto pensare prima”), mentre invece mi risulta che venga riconosciuta la convivenza more uxorio con la nuova compagna (visto che io ho dovuto produrre documentazione dei miei redditi).

  • nicoletta ha scritto:

    Ciao Silvia

    Il fatto che siano avvocati non li rende onnipotenti e sapienti….molti di loro ne capiscono alcuanto poco.
    Ti parlo per esperienza personale.
    Ne ho dovuti cambiare 2 ed entrambi erano poco e male informati sull’argomento (minori e affidamento , etc etc….non ti dico quante cazzate mi hanno sparato)
    Finalmente l’ultimo ha preso in mano la situazione sapendo il fatto suo ed è stata tutt’altra cosa…un altro pianeta.
    Riguardo al problema di Ferruccio……un avvocato che dice di aspettare il giudice giusto che lo tuteli…è come dire di riprovare a giocare al superenalotto che forse si avrà più fortuna.
    Ma la legge è cosa seria e chi si rivolge alla stessa è per risolvere un problema.
    Ferruccio deve continuare a pagare i mantenimento alle sue donne, questo è fuori questione ma puo’ chiedere una riduzione dell’assegno. Sbaglio?
    Ciao a tutti

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Nicoletta, vedo che a volte ti firmi Roberta e poni domande alle quali come Nicoletta sai benissimo rispondere! Per carità, non escludo che questa possa anche essere una palestra per giovani avvocati o praticanti (ma se del caso è bene essere un pochino più professionali nelle risposte), però l’avatar rende evidente che Nicoletta e Roberta sono la stessa persona.
    Grazie per la tua partecipazione, sotto qualsiasi veste e nome, ma cerchiamo di non farlo diventare un gioco

  • Paolo ha scritto:

    Scusate la domanda ingenua: perché mai si deve essere tenuti a mantenere persone che hanno raggiunto una completa indipendenza economica?
    Altro che adeguamento dell’assegno, ci sarebbe da richiedere la restituzione di quanto versato anche se non dovuto!
    Ma forse la giustizia italiana ragiona diversamente …

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Ferruccio, non c’è alcuna attinenza tra il tuo attuale matrimonio e il mantenimento a tua moglie e tua figlia che, attualmente, da quello che dici, sembrerebbe non più dovuto perchè economicamente indipendenti entrambe. In effetti è incomprensibile l’attesa che ti consiglia il tuo avvocato, ma, da qui a dire, come fa Nicoletta che “questo non ne capisce una mazza” ce ne passa. Del resto nè io, nè Nicoletta conosciamo i fatti in concreto e quindi non possiamo realmente valutare la sua attività.
    Possibile che non ti sia mai venuto in mente, in 4 anni, di consultare un altro avvocato? Credo sia il caso di farlo.

  • nicoletta ha scritto:

    Salve Ferruccio

    Il tuo avvocato sarà mica l’amante della tua ex moglie??
    Il giudice non deve tutelarti MA far applicare la legge di cui TU puoi avvalerti.
    Cambia immediatamente avvocato…questo non ne capisce una mazza.

    Devi chiedere la RIDUZIONE dell’assegno di mantenimento e fallo SUBITO!!!!
    Ciao ciao

  • Ferruccio ha scritto:

    Sono regolarmente risposato in comune con l’attuale moglie che attualmente fa la casalinga ed un figlio di 15 anni che studia, la ex consorte attualmente lavora ed anche mia figlia che ha 27 anni lavora a tempo indeterminato presso le poste italiane. Per quanto sopra esposto, vorrei sapere quanto tempo ancora dovrò aspettare per avere una revisione della misura del mantenimento che io do alla ex moglie e a mia figlia, il mio avvocato attualmente mi dice che ancora non ha depositato gli atti al tribunale, perché stà aspettando un giudice che mi tuteli, ma io sono ormai 4 anni che chiedo lumi senza intravedere uno spiraglio. Con uno stipendio mensile di 1200 euro non ce la faccio ad andare avanti, mentre la ex mia famiglia percepisce il triplo del mio guadagno, ma non fanno reddito cumulativo?

  • nikk ha scritto:

    Ciao Ferruccio

    La costituzione di un nuovo nucleo familiare dopo il fallimento di un matrimonio precedente non ti esime dagli obblighi economici stabiliti a tuo carico in sede di divorzio. La convivenza more uxorio con una nuova compagna NON VIENE TUTELATA(A MENO CHE TU NON SIA SPOSATO CON QUEST’ULTIMA)mentre invece viene tenuta in considerazione l’onere economico derivante dalla nascita di un figlio concepito con la nuova compagna di vita. Potrai, dunque, rivolgerti a un tribunale competente per ottenere UNA REVISIONE della misura del mantenimento ma non potrai allegare anche il mantenimento alla tua nuova compagna (a meno che non ti risposi nel caso che tu non lo sia ancora) in quanto la famiglia di fatto è, per legge, irrilevant.
    Auguri auguri auguri

    di vita. Potrai, dunque, rivolgerti al Tribunale competente per

  • Ferruccio ha scritto:

    Sono divorziato da ormai 20 anni, mia figlia lavora a tempo indeterminato alle poste, la mia ex moglie lavora presso un asilo nido. Attualmente loro in due hanno ancora il mantenimento reciproco 200 per la ex moglie e 350 per la figlia, io attualmente ho un’altra famiglia e un bambino, e prendo tolti gli alimenti, 1200 euro al mese e siamo in tre, io la mia attuale moglie e mio figlio. Sono quattro anni che vengo “seguito” da un avvocato che mi dice che devo aspettare poiché attende che ci sia un giudice in grado di tutelarmi, ma perché dovrei aspettare ancora altro tempo se attualmente il nucleo familiare della mia ex mogli e figlia percepiscono il triplo di quello che io guadagno e sono soltanto in due, mentre io e la mia nuova famiglia siamo in tre e con un ragazzo minore che studia. Per quanto sopra, perché bisogna sempre tutelare le donne? quando io attualmente non riesco ad arrivare a fine mese.

  • nicoletta ha scritto:

    Ciao Alex…..ho letto ora quanto scrivi.
    Certo che avere una figlia come la tua incoraggia l’aborto (scusa per la battuta….so che non va fatta).
    Dice che non sei suo padre?….Beh…TANTO MEGLIO!! ….richiedi la prova del DNA e se scopri che veramente non è tua figlia puoi impugnare il riconoscimento per difetto di veridicità ai sensi dell’art.263 c.c. ….
    Altrimenti non so a quale altra legge ti puoi appigliare……..sta molto nell’astuzia dell’avvocato.
    Ma tu puoi dimostrare tutte le cose che hai scritto pocanzi?…..così facendo puoi agire anche su altri fronti. Ti minaccia di morte?

    La norma sanzionatoria di cui all’art. 612 c.p. e rubricata “minaccia” punisce “chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno”. Tuttavia, il secondo comma del sopraccitato articolo afferma che“se la minaccia è grave la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d’ufficio”. Fatti visitare da un neurologo e fatti sottoscrivere che la tua salute è compromessa dall’atteggiamento di tua figlia e chiedi danni morali.

    Per configurare il reato di minaccia non occorre che le frasi intimidatorie siano pronunciate in presenza della persona offesa poiché è solo necessario che questa ne sia venuta a conoscenza, anche indirettamente tramite altre persone, a condizione che ciò avvenga in un contesto per il quale si ritenga che l’agente abbia voluto la reale e concreta volontà di produrre l’effetto intimidatorio (trovati qualcuno che testimoni a tuo favore).
    Caro Alex devi cominciare a darle filo da torcere e colpiscila duramente ovunque tu possa……salvo che tu non intenda ripristinare un rapporto di rispetto che però mi sembra quasi un miraggio visto la piega che ha preso.
    Mah……che dirti…ti auguro una risoluzione quanto più immediata con l’augurio che tu cmq un giorno possa “ritrovare” quella figlia che per il momento hai preso.
    Nik

  • roberta ha scritto:

    qualcuno mi può aiutare?
    Ho ottenuto l’affidamento esclusivo di mia figlia ed il tribunale dei minori ha stabilito l’obbligo al padre a provvedere al mantenimento della figlia ferma altrsì l’obbligazione dei suoi ascendenti previsto e azionabile secondo la norma ci cui all’art.148 cod.civ.
    Il fatto è che nonostante questo obbligo nessuno ha mai provveduto.
    Che caspita devo fare?
    Denuncia?
    Fatemi sapere
    Roberta

  • nicoletta ha scritto:

    Salve ALEX la tua storia è davvero drammatica e comune a molte altre….Hai una figlia sbandata che sta riversando su di te l’odio per chissà quale frustrazione. Per quanto sia difficile non devi permetterglielo!!!
    Ma quanti anni ha tua figlia?
    Cmq insisti e se non sei convinto della capacità dell’avvocato che ti assist non esitare a cambiarlo.
    Io ne ho cambiati 3 e finalmente ho trovato queelo giuto.
    Auguri auguri e auguri anche per la tua salute…..che è la cosa più importante
    nik

  • serena ha scritto:

    grazie intanto x i consigli!tengo a precisare che oltre all enorme difficolta a trovare un lavoro a 40 anni, avendo 3 bambini di 7 10 e 15 anni, non e’ facile far combaciare gli orari!x cui e’ dificilissimo x me poter lavorare!inoltre non e’ il mio primo marito a mantenere mia figlia nata dal secondo matrimonio, a quella ci pensa il padre che provvede puntualmente!per cui il mio primo marito, con cui ho i 2 figli piu grandi dovrebbe passare il mantenimento a loro 2, non a me, e non alla figlia nata dal secondo matrimonio, ma solo ed esclusivamente ai suiu 2 figli legalmente riconosciuti!inoltre lui non e’ nulla tenente, anzi, ogni mese ha 3 redditi che gli entrano in tasca, macchina e motorino nuovi e vizi e capricci!x cui con un reddito di circa 2800 euro al mese credo proprio che nn sia nulla tenente e che ha l obbligo legale di mantenere i suoi figli!oltre all obbligo morale, quello che un buon padre non lascierebbe mai e poi mai i figli senza mangiare!credo che con un entrata del genere il giudice lo punira molto severamente per il suo mancato obbligo di mantenimento!spero solo la sentenza sia fatta con il massimo dell urgenza, ho provveduto nel frattempo all pignoramento dello stipendio, e nel caso non basti, gli verra anche pignorata la macchina nuova(motivo x cui si rifiuta di matenere i suoi figli)buona pasqua a tutti!

  • Anna ha scritto:

    SERENA insomma hai avuto un po’ di sfortuna. Non riesci proprio a trovarti un lavoro? I tempi sono lunghi per queste cose.. come fai a campare con 3 figli se non lavori? Non mi sembra nemmeno giusto chiedere al 2° marito il mantenimento anche per te stessa, d’altronde penso che tu sia giovane e potresti trovare lavoro in qualche modo, anche Part time cosi puoi stare con i tuoi figli. perchè poi il 1° marito ha smesso di darti gli assegni per i suoi figli? se non è nullatenente hai il diritto eccome!!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SERENA vai dall’avvocato! per obbligare il tuo primo ex marito al pagamento di un assegno di mantenimento per i figli minorenni devi ottenere una sentenza in tribunale, quindi ci vuole l’avvocato. L’assegno di mantenimento viene calcolato in modo vario e piuttosto soggettivo, ma sicuramente il giudice deve tenere conto delle tue e sue entrate ed uscite (stipendi, proprietà, affitti/mutui, bollette, spese varie). Se posso permettermi poi farei la stessa cosa anche col secondo ex marito. Se non lavori puoi azzardare a chiedere persino il mantenimento per te, ma quello poi lo valuterai con il tuo avvocato.
    Non penso possa portarti via i bambini perchè non puoi mantenerli, se non ti sta versando il mantenimento concordato (è lui nel torto), però ci vuole qualcosa di ufficiale.
    Non perdere tempo, che le cause vanno alla lunga un sacco.

  • serena ha scritto:

    buon giorno.vorrei esporre il mio problema.sono separata dal mio primo marito da 9 anni e da lui ho avuto 2 figli che attualmente hanno 10 e 15 anni.in fase di separazione concordammo che lui nn mi avrebbe passato nulla per i bambini in quanto io lavoravo e per aiutarci avevamo deciso cosi.ora,premetto, i bambini hanno residenza con me e sono affidati congiuntamente, con me passano 6 gg a settimana, con il padre uno, in quanto lavora.poco dopo il divorzio decidemmo verbalmente che mi avrebbe passato 150 euro a figlio, in quanto io ero senza lavoro.questo e’ durato fino a 2 mesi fa, poi da punto in bianco lui decide di non passare piu nulla ai figli.io nel frattempo mi son risposata e ho avuto un altra figlia, pero mi son separata anche da questo marito, che, attualmente provvede alla bambina con una cifra di 150 euro mensili.preciso che ora sono sola, con 3 figli a carico e disoccupata. a me e a mio figlio piu grande e’ venuto il sospetto che il padre dello stesso si comporti cosi per far vedere che io non son in grado di provvedere economicamente a loro e richieder cosi l affidamento totale.cosa posso fare per farmi passare l assegno per i miei bambini?qui sta diventando durissima andar avanti anche perche per me e’ difficile poter lavorare in quanto, appunto ho 3 bambini.inoltre puo lui far leva sulla mia”poverta’”per portarmeli via?sono andata da un avvocato, ma i tempi son lunghissimi e qui onestamente si fa la fame!preciso che il mio ex marito, lavora presso l azienda trasporti della mia citta’ per cui un buon stipendio e un lavoro fisso.inoltre vivendo cn il padre pensionato, percepisce la sua pensione e quella della madre deceduta 7 anni fa!chi mi aiuta?grazie

  • Anna ha scritto:

    Sonia cosi ha detto l’avvocato. ma non è che deve “versare l’assegno” ma dovrebbere spendere gli stessi soldi al mese, quindi presumo che se mio marito versa 400 euro anche la ex per il figlio spendera’ al mese la stessa cifra o giu di li. questo intendevo..
    Certo le valutazioni sono relative, mi ero informata e dovrebbe tenere lo stesso tenore di vita che aveva prima con i genitori. Dunque se non erano figli di milionari penso che quella cifra vada bene… ma scusa la casa è rimasta a lui pagata dai tuoi genitori? Sei sicura su l’assegno di disoccupazione?
    Laura scusami il tuo ex non provvede ma al posto suo provvede il nonno? i genitori devono sopperire alla mancanza del figlio? questa non la sapevo!! i miei nonni non avrebbero mai potuto fare una cosa del genere, quindi penso che siano persone benestanti..
    a parte questo che coraggio!! che vergogna piu che altro..

  • Laura ha scritto:

    Ciao, anche io come Sonia ho tre figli ma, diversamente da lei, lavoro e non convivo con nessuno aldilà dei miei tre figli. Il mio ex-marito ha trovato un’altra compagna, benestante, che a giorni lo renderà padre per la seconda volta (quindi in tutto sono 5…). Lui non provvede al versamento dell’assegno di mantenimento, ma, per la fortuna dei miei figli, provvede il nonno paterno. Inoltre il padre dei miei figli non li vede mai in settimana, non li chiama mai, li tiene un w-end si e uno no ma non ha nessuna considerazione di questi bimbi…li tiene solo perché l’avvocato gli ha detto che deve tenerli! Per fortuna lavoro, anche se lo stipendo è basso (1000€) ed il nonno versa 650€ al mese. Pago l’affitto (mentre il padre con la nuova fiamma vive in casa di proprietà ed è un commerciante per cui dichiara 2500 €all’anno!!!!!). Viviamo egregiamente nonostante l’affitto e le spese che comporta l’avere tre figli e mantenerli da sola. Anna capisco il tuo punto di vista. Ma noi madri separate con figli a carico ti assicuro che non viviamo nell’oro, anzi…

  • Sonia ha scritto:

    Non ho mai sentito dire che anche il genitore con cui vive il figlio debba “versare” un assegno, in quanto se il figlio vive in una casa,ci sono spese che vengono affrontate anche per lui, luce, acqua, ecc., quindi credo si intenda che l’altro genitore contribuisce per lo stesso importo…
    C’è anche da dire che non tutti i bambini sembra abbiano lo “stesso valore” ci sono bambini per cui si versano 1000€, come bimbi che hanno 200€, le valutazioni su quello che si spende per un figlio, quindi, sono relative.
    Per quanto riguarda la mia situazione, il mio ex vive benissimo, visto che non dichiara ciò che guadagna, vive in una casa di proprietà comprata coi soldi dei miei genitori, ha l’auto aziendale, come pure il cellulare, il pc, il rimborso spese…
    Il mio compagno, per fortuna, lavora, il suo stipendio è più o meno come il tuo e io non posso chiedere l’assegno di disoccupazione perché sono stata licenziata da un giorno all’altro senza avere un contratto che mi desse quest’opportunità. Direi che non sono messa tanto bene, se ti fai due conti, ma viviamo lo stesso :)

  • Anna ha scritto:

    sonia, per quanto riguarda lo stesso importo che deve versare la mamma è stato detto dall’avvocato a mio marito quando si erano trovati per concordare la cifra. premetto che non erano sposati e quindi l’assegno solo per il figlio. lei lavora e anche il suo compagno. si io lavoro prendo all’incirca come mio marito. sappiamo i sacrifici che dobbiamo affrontare certo!
    Tu non lavori e percepisci 800 euro al mese per i tre figli (ma il tuo ex ce la fa a vivere?) se ho ben capito convivi con un compagno che immagino lavori. scusa ma se non lavori perchè non chiedi l’assegno per la disoccupazione? se non sbaglio per 1 anno sono circa 800 euro al mese…te lo dico perchè l’ha chiesto una mia amica!

  • Sonia ha scritto:

    Anna, capisco che a tuo marito resti davvero poco, purtroppo l’assegno di mantenimento viene calcolato non tenendo conto di tantissime cose, però continuo a non concordare sul fatto che la mamma debba “versare” lo stesso importo. Io ho tre figli e non lavoro ma, siccome convivo, non ho voluto nessun mantenimento per me, anche se avrei potuto chiedere qualcosa, ma non sono una sanguisuga (non ho voluto l’assegno per me neanche prima di avere un compagno), prendo 800€ senza nessuna contribuzione alle spese straordinarie, ho i figli sempre con me perché viviamo lontani dal padre e ti assicuro che le spese ci sono eccome…da quanto ho capito, lavori anche tu, quindi un bambino potrete mantenerlo tranquillamente, certo, farete dei sacrifici, ma siamo in tanti a farne. Per quanto ne sappia io, non si può neanche cambiare la cifra dell’assegno se non ci sono stati sostanziali cambiamenti, tipo perdita del lavoro…
    A questo punto ti conviene accettare serenamente la situazione e pensare che ci sono tante famiglie che vivono con un solo stipendio…l’ho fatto anche io prima di trovare un compagno, quindi so che non è così difficile. In bocca al lupo!
    Per @Antonio..il mio ex marito è uno di quei padri che hai nominato…vede i figli 3 o 4 volte all’anno, ogni tanto gli telefona, e dichiara un reddito molto inferiore al reale, così da versare poco…

  • Antonio ha scritto:

    concordo pienamente con Anna…finalmente una donna che dice la verità…sono però anche del parere di perseguire in tutti i modi quei padri che non versano gli assegni o fanno i furbi dichiarando zero reddito…o che non vedono i figli per molto tempo…detto questo…brava Anna.

  • Anna ha scritto:

    Sonia, lo so benissimo che l’assegno serve al figlio, ed è anche giusto, lo capisco, ma vorrei tanto che anche noi mogli di ex separati, potessimo vivere tranquille economicamente, anche noi vorremmo un figlio e abbiamo la rata del mutuo da pagare e altre spese. La cifra dai 300 ai 400 euro la deve versare anche la madre e ti ripeto quindi che un figlio ha circa 800 euro al mese! mi sembra che sia abbastanza per farlo crescere o mi sbaglio? libri e gite scolastiche e visite non penso ci siano tutti i mesi giusto? e non pensi che sia uno sproposito? no scusa mio marito prende 1300: 400 al bimbo, 400 rata mutuo, 200 la macchina! gli restano 300 euro!! per fortuna vive con me, al contrario non gli basta neanche per un affitto!! io voglio bene al figlio ci mancherebbe infatti quando viene da noi è sereno e tranquillo ed è stato felicissimo che ci siamo sposati!
    La cosa che mi fa rabbia è che ci sono madri che se ne approfittano di questi assegni, sembra che siano li solo ad aspettare il versamento! parlo sempre personalmente, non tutte sono cosi e alcune hanno problemi.
    Le leggi sono cmq fatte anche per essere cambiate!!

  • Sonia ha scritto:

    Anna, l’assegno di mantenimento, è stato detto più volte, viene stabilito su base annuale, quindi è l’importo che spetta per tutto l’anno e viene pagato mensilmente, ciò significa che anche in estate, quando il bambino sta con voi, la mamma deve ricevere la stessa somma.
    Hai detto che oltre alla somma stabilita, tuo marito non versa altro, questo fa presupporre che la mamma paghi tutte le spese straordinarie, come gite scolastiche, libri, visite mediche, ecc; inoltre il bambino vive quasi sempre con la mamma, stai tranquilla che anche lei gli da la sua parte, che non deve sempre essere tradotta in denaro. E’ molto più facile pagare e non avere altri problemi, che badare ad un figlio che cresce e con lui crescono anche le esigenze e le preoccupazioni.
    Gli assegni familiari sono erogati dall’Inps per i figli a carico, quindi è giusto che vadano al genitore con cui il figlio vive abitualmente (e comunque la cifra è irrisoria).
    Io capisco che tu sia preoccupata per il futuro, ma ti ricordo che, in genere, la cifra minima per il mantenimento di un figlio è di 300-400€, quindi non mi pare che tuo marito stia versando uno sproposito.
    Probabilmente, quando sarai mamma, e ti auguro accada presto, ti renderai conto di quanti soldi ci vogliano per un figlio, e più cresce, più ne servono. Cerca di affezionarti di più a questo bambino e pensa che i soldi servono solo a lui, forse lo accetterai più facilmente.
    Un’altra cosa, che è solo una mia convinzione, non si è padri esemplari perché si versa l’assegno regolarmente e si chiama il figlio in settimana, mi auguro che tuo marito non si limiti solo a questo.
    Cerca di affezionarti a questo bambino, non vederlo solo come un peso, e pensa che i soldi servono solo a lui, forse lo accetterai più facilmente.

  • Anna ha scritto:

    Daniela grazie hai capito quello che volevo dire…

  • Anna ha scritto:

    Carissime Sonia e Laura
    ho solo riportato la legge in America. E non penso sia del tutto sbagliato. Mio marito cmq vede il figlio 1 week si e uno no, perchè è giusto che stia un week end con la mamma e uno col papa’ e non ha mai mancato di dare i soldi! è sempre regolare! e lo chiama anche in settimana insomma un papa’ esemplare. Quindi la sua ex non penso si possa lamentare.
    Sapete cosa farei io se avessi l’assegno di mantenimento? prima di tutto gli aprirei un conto in banca o un libretto al portatore cosi almeno ci metto qualcosina e un domani mio figlio avrebbe qualcosa da parte per gli studi. Questo si chiama “gestire” l’assegno.
    Vi ricordo anche che i soldi vanno messi equamente sia dal padre che dalla madre e se il padre mette 400 e la mamma 400.. il bimbo ha ben 800 euro al mese e ditemi che si spendono tutti per il figlio!!??? ben piu di un pensionato con affitto! ma fatemi il piacere.. se fosse mio figlio se spenderei forse ma dico forse la meta’!!
    Allora in agosto? ci aspettano 2 settimane a testa e naturalmente se possiamo viene con noi.. e naturalmente non faccio pagare a mio marito tutta la sua quota ma ce la dividiamo, se no come farebbe povero? pero’ la ex del mese di agosto vuol cmq tutto il mese e non mi sembra giusto dato che 2 settimane intere sta con noi che non siamo nababbi e non viviamo nell’oro pero’ se possiamo le vacanze (una volta all’anno) ce le facciamo.. su questo cosa mi dite?

  • Daniela ha scritto:

    Buongiorno a tutti.
    Sono separata legalmente dal 2007, il mio ex marito non ha mai corrisposto il mantenimento per ns. figlio; sono stata anche dall’avvocato, ho speso soldi inutilmente xchè lui continua a non adempiere ai suoi abblighi di padre. Prememtto che il ns. matrimonio è finito perchè lui è cocainomane, quindi tutto quello che guadagna se lo infila nel naso e a me dice che non ha soldi (lavora in proprio per cui io non so mai quanto guadagna). Ha chiuso persino il c/c bancario e non ha nulla di intestato, non lo posso attaccare su nessun fronte economico. Abbiamo l’affidamento congiunto, ma nonostante questo il bambino lo vede pochissimo (io non glielo MAI vietato, nonostante ne avrei tutti i motivi, visto il tenore di vita che conduce).
    Chiedo un consiglio su come agire, sono arrivata addirittura a pensare di denunciarlo, ma non lo faccio solo per non aumentare la sofferenza di mio figlio, che già soffre abbastanza per la latitanza del padre.
    Ringrazio in anticipo chiunque risponda a questo messaggio.

  • Antonio ha scritto:

    Un solo commento….con chi fa colazione la mattina quando tuo figlio si sveglia?con chi passa il maggior tempo?chi vede addormentarsi tuo/a figlio?il padre se è fortunato lo/a vede 2 volte alla settimana per 2/3 ore al massimo….sempre che la ex moglie sia di buon umore e la lasci venire…chi prende per intero gli assegni familiari?sempre la ex moglie perchè al 99% sono affidati alla mamma….meditate gente…meditate…….

  • Daniela ha scritto:

    Concordo con Sonia ma capisco Anna.

    Il punto è che spesso si fanno due calcoli in fretta, senza guardare le situazioni nell’insieme. Un padre non deve assolutamente smettere di fare il padre, in nessun caso, né che si separi, né che la moglie si rifaccia una vita. Ma è vero che in una situazione del genere, l’ex moglie riceve due assegni (per i figli, ok, ma sono in famiglia) e ha un compagno che magari paga l’affitto o che ha una casa, oltre un lavoro, mentre l’ex marito dallo stipendio deve togliere, oltre l’affitto, anche l’assegno, e può finire senza che sia tanto strano che lui sia poi la parte in difficoltà.

    Non so se mi sono spiegata… E’ giusto che sia comunque l’ex marito a mantenere il figlio, ma sarebbe anche giusto rivalutare la situazione se serve: lei prima pagava un affitto? Ora a casa del compagno non lo paga più? Quanto spende effettivamente per i figli e quanto arriva con gli assegni? E la situazione dell’ex marito è paritaria?

    Trovo insensato anche io pretendere che un nuovo compagno mantenga i figli di un altro (mica li adotta!) ma è giusto dare a tutti le stesse possibilità.

  • Laura ha scritto:

    Ciao,
    @Sonia, sono d’accordo con te.
    @Anna, una domanda: credi davvero che le madri con figli a carico “sguazzino” nell’oro vivendo degli assegni di mantenimento? E se fossi tu quella separata con figli a carico? Pensaci bene prima di scrivere stupidaggini.
    Non tutti i padri sono uguali, per fortuna, ma il padre dei miei figli (3 a carico mio) non vedeva l’ora di “togliersi il peso” e così ha fatto…mettendo al mondo altri 2 figli con una donna che lo mantiene…
    Vergogna.

  • Sonia ha scritto:

    Anna e Antonio, vorrei capire una cosa, secondo voi, una volta che ci si separa e i figli vanno a vivere con uno dei genitori, l’altro deve disinteressarsene?
    “sposi una separata con figli a carico? provvedi tu al mantenimento dei figli d’ora in avanti dato che sono sotto il tuo stesso tetto!”…ma come si può dire una cosa del genere? Il padre mica perde il figlio con la separazione! Mi pare che tu, Anna, parli con un certo “odio” verso questo figlio, che non ha nessuna colpa per la separazione dei genitori, e Antonio, se è d’accordo, fa capire che mantenere il figlio è solo un peso da togliersi di dosso il prima possibile…
    Spero di sbagliarmi!

  • Antonio ha scritto:

    Parole sante Anna…..a volte mi domando se chi legifera sia incompetente o in mala fede….prosegui con il tuo obiettivo…non c’è niente di meglio che voler avere un figlio e donargli/le tutto l’amore pessibile….faccio il tifo per te/voi…..un abbraccio.

  • Anna ha scritto:

    Ciao Antonio
    ti capisco.. io so solo che le ex con i figli possono rifarsi una famiglia tanto ogni mese hanno le entrate, e poi bisogna vedere se li spendono per i figli oppure si pagano la rata del mutuo come penso che faccia questa .. mentre gli ex compagni fanno fatica a rifarsi una vita, dato che incombe sto “peso”, si! parlo di peso perchè cosi sta diventando. E inoltre bisogna sperare che il figlio trovi lavoro quando sara’ maggiorenne se no altri anni continuando a versare.. con la precarieta’ poi che c’è ora.. chissa’ un domani!!
    Noi comunque un figlio nostro lo vogliamo e faremmo di tutto per non fargli/le mancare nulla.. un abbraccio

  • Antonio ha scritto:

    Ciao Anna….sono un papà separato e su quello che hai scritto mi trovi perfettamente d’accordo su tutto quello che hai scritto…..lo sottoscrivo pienamente…la stessa situazione che tu descrivi la vivo anche io quotidianamente……è giusto far sapere e sfogarsi…almeno quello non dovrebbero togliercelo…un saluto.

  • Anna ha scritto:

    Ciao a tutti,
    sono la moglie di un separato “non sposato”, che deve versare giustamente l’assegno di mantenimento al figlio di 10 anni che abita con la mamma e il nuovo compagno e altra figlia avuta da una prima relazione (quindi la sua ex riceve al mese due assegni)
    Una domanda. Ogni volta che aumenta l’Istat lei richiede subito soldi in piu pero’ gli assegni familiare li riceve lei! e’ vero che oltre alla somma pattuita mio marito non da altro ma a noi sembra troppo comunque. E poi vorremmo anche noi un figlio, tra mutuo, rata macchina e varie, insomma dovrebbero tenere conto anche queste cose le persone che fanno le leggi. Premetto che si sono messi d’accordo con avvocato senza passare da giudici non essendo sposati. Dovrebbero fare come in America, sposi una separata con figli a carico? provvedi tu al mantenimento dei figli d’ora in avanti dato che sono sotto il tuo stesso tetto!
    Invece qui in italia i papa’ non sono per niente tutelati e tu che sei moglie di uno di loro devi fare sacrifici pensando sempre a quella cifra che ogni mese esce dal budget familiare.
    che pensandoci bene, se abittasse con noi il figlio, non spenderemmo…
    anche perchè la cifra va sommata tra ex giusto? quindi se mio marito versa un tot e lei un tot.. il figlio avrebbe una somma pari alla pensione di un pensionato!! e non deve pagare manco l’affitto!!
    quindi secondo me ste leggi vanno cambiate!!!scusate lo sfogo!!

  • Nemo ha scritto:

    @ flyeli… il perchè di questa decisione con 4 fifgli di cui uno appena di 3 mesi?Vorrei poter far cambiare idea a tuo marito perchè non capisco cosa vada cercando.

  • flyeli ha scritto:

    Buongiorno, io mi trovo in questi giorni a dover pensare a come fare dopo la prossima separazione a cui sto andando incontro… Mio marito ha trovato un’altra persona e vuole separarsi, abbiamo 4 figli (di cui una di 3 mesi), io ho sempre lavorato full time e lui ha cominciato a lavorare part-time 3 anni fa, prima nulla e percepisce un reddito da un immobile. Il totale da lui percepito è di circa 12000 euro annui, mentre il mio attuale è di 22000 circa. In queta situazione mi vedo costretta a ridurre il mio carico lavorativo per accudire i bimbi (che avendo tutti meno di 8 anni) rimarrebbero per la mggior parte del tempo affidati a me nella nostra casa di proprietà. Rischio di dover versare io qualcosa a lui o mi spetta qualche aiuto da parte sua? Posso permettermi di ridurre le ore lavorative, cosa che ritengo necessaria per non creare eccessivi traumi ai miei bambini o mi vedrò accusata di voler ridurre il mio reddito in casa? Sono spaesata, mi ritrovo la famiglia distrutta da mio marito e non so come riusciremo a campare…
    Vi ringrazio in anticipo per l’eventuale aiuto che riuscirete a darmi.
    Saluti.

  • loredana ha scritto:

    Buonasera, sono separata dal 2005 e non percepisco l’assegno di mentenimento dal mio ex coniuge, volevo sapere se avrò diritto, mantenendo lo stesso status, ad una parte della sua liquidazione al momento della sua quiescienza. In caso contrario cosa mi conviene fare?
    Grazie mille a chi mi saprà chiarire questo dettaglio.

    Loredana.

  • federica ha scritto:

    Bsera,
    il mio compagno,dal quale ho avuto un figlio 2 mesi e 1/2 fa,sta vivendo l’odissea della separazione con la ex dalla quale ha due figli minori di anni 6 e 4.
    Lui è stato intimato ad andare via di casa con una lettera scritta dall’avvocato della donna(che x altro ha cambiato col tempo).
    Le reali condizioni precarie del rapporto matrimoniale e la non tollerabilità dell’invadenza della suocera x 7 anni presente in casa e onnipresente nelle decisioni della figlia,lo indussero,carico di orgoglio che si confà ad un bravo padre, marito e lavoratore,ad andarmene…d’altronde era quello che mi si chiedeva!!!!
    Dal 28-4-2010non ho messo più piede in quella cas,che poi è a nome suo,ma andando via sono cominciati una serie di dispetti che vanno dalle storie infinite x le visite dei minori ai No categorici qualora lui le chiedesse cose di sue proprietà rimaste là dentro!
    Insomma lui dal 28-04-2010ha sempre versato la somma di 600€x un anno(200+200 x i bimbi e 200 x lei fino a quando non avesse trovato lavoro)allo scadere dell’anno versa 200+200.
    Cominciano interminabili corrispondenze tra avvocati x stabilire una consensuale che poi, di fatto non si è mai fatta xchè lei è la classica donnetta senza arte nè parte(non ha mai nè lavorato, nè studiato) che vive in una campana di vetro, è rimasta bimba, figlia di una madre che è l’unica amica che ha!!!Non si è mai fatta xkè nel Giugno 2011,si fissò un appuntamento con le parti,firmammo entrambi,ma fui pedina di un gioco sporco in cui tali carte non furono mai presentate dinanzi al giudice, semplicemente xkè a lei non andavano più bene le condizioni espresse nelle stesse!
    Io nel giugno 2011 ero incinta e lei lo venne a sapere!Fulmini e saette:calunnie in giro sulla mia persona, su quella dei miei familiari e lavaggi del cervello ai minori che iniziavano a frequentarmi, nonostante io stessi già con il loro babbo dall’Agosto 2010.
    Quello che chiedo è:
    alla luce della sua nuova famiglia:io nostro figlioe lui, alla luce di un grave incidente a causa del quale ha lavorato molto meno, alla luce della crisi che ha colpito l’Italia, ma in particolre il suo settore(è geometra libero professionista)non possono essere riviste le somme di mantenimento e, soprattutto non può, il mio compagno pretendere di stare con i figli a w-end alternati piùdue pomeriggi a settimana…ho letto sentenze che additano le madri che ostruiscono i normali rapporti tra padri e figli di separati…lei mette in bocca ai bimbi cose che non provano, sia nei miei confronti, sia nei confronti dei suoi genitori(xsone splendide che mi hanno accolto e ammano quei due bimbi come il mio in maniera incommisurata)…
    io sto soffrendo xchè, nonostante temessi che la nascita del fratellino li turbasse un pò,ciò non è accaduto,anzi,loro fino a qualke giorno fa erano tranquilli e dimostavano di volermi bene.
    ora, alla luce della lettera di giudiziale, penso che vivano un clima di fuoco in quella casa in cui si parla sempre male del madre e,di conseguenza, della compagna(io)

  • SIMONETTA ha scritto:

    Buongiorno a tutti,
    sono separata da quasi 4 anni, ho 2 figli, uno 10 e l’altro 6 anni.
    In fase di separazione consensuale il giudice ha deciso che mio marito dovra’ versare un assegno di mantenimento di €550,00 per tutti e 2 i figli, oltre a contribuire al 50% delle spese mediche.Puo’ prendere i bambini 2 giorni a settimana ( dopo l’uscita da scuola durante il periodo scolastico ) e tenerli con se per il fine settimana a week-end alterni, oltre all’organizzazione per le vacanze estive, natalizie ecc.ecc.
    Mio marito da 6 mesi non versa un centesimo per il mantenimento,non ha mai contribuito al 50% delle spese extra, e da oltre un anno e mezzo non prende mai e ripeto mai, i figli durante la settimana. Al momento si limita a prendere i bambini a week-end alterni e chiamarli al telefono una volta a settimana,vive a 3km. da casa nostra.
    Dice di non lavorare, per questo non puo’ versare gli alimenti , ma nonostante non lavori, non viene mai a prendere i bambini, per farli stare con lui il pomeriggio, nemmeno in quelli decisi dal giudice.
    Ho fatto intervenire l’avvocato, il quale gli ha mandato l’ufficiale giudiziario, ma il pignoramento e’ risultato negativo , in quanto si e’tutelato facendo risultare di non possedere nulla.
    Io non ho una bella situazione economica, ho un lavoro, ma e’ dura gestirmi da sola, devo pagare l’avvocato per non avere ricavato nulla….Cosa posso fare ?
    Posso in qualche modo intervenire sui nonni paterni ?
    I miei genitori, oltre ad ospitarci, mi stanno aiutando come possono, ma mia madre si occupa dei bambini permettendomi di lavorare e mio padre e’pensionato.
    Accetto consigli di ogni tipo

  • Paolo ha scritto:

    @giovanni:

    mi permetto di ri-postare un link ad una recente sentenza del tribunale di Genova, secondo cui, in caso di tempi uguali di frequentazione dei due genitori, il giudice ha deciso che non è dovuto nessun assegno di mantenimento, in quanto entrambi provvedono in egual misura al mantenimento diretto.

    I dettagli in un articolo sul sito di Adiantum: http://bit.ly/oGqIDX

  • giovanni ha scritto:

    avrei un quesito: io verso 600 euro per due bambine tutti i mesi per uno stipendio di 1600 euro, gli assegni familiari abbiamo pattuito li prende x intero lei ed io non partecipo agli extra all’infuori di spese mediche superiori a 100 euro e dello sport diviso a metà, i bambini 9 e 7 anni sono in affido congiunto. Adesso da Giugno ho comprato un bilocalino nello stesso comune quindi è variata la mia situazione e con i turni posso vedere i bambini tutti i giorni e portarli a scuola 3 volte a settimana o tutti i giorni se voglio poichè sono passato a lavoro d’ufficio e faccio il turno settimanalmente 9-15,30. Secondo voi posso fare un istanza al giudice chiedendo l’affido congiunto nella totalità 3 giorni completi a casa mia e 3 giorni da lei? lei prende con gli assegni 1470. Nel caso visto che lavoriamo in 2 devo ancora passare mantenimento? grazie x il consiglio

  • giorgio ha scritto:

    Mio figlio ha 17 anni e verso un assegno di mantenimento perché sono separato. Alla maggiore età del figlio posso liquidare in un unica soluzione l’assegno di mantenimento che riguarderà gli anni futuri del ragazzo?. Grazie

  • Valerio ha scritto:

    Ciao, ho bisogno di togliermi un dubbio…

    Verso regolarmente l’assegno di mantenimento per mia figlia nata da precedente relazione more uxorio.
    Attualmente ho una nuova famiglia e presto avremmo intenzione di sposarci con regime di separazione di beni. Abbiamo un grande dubbio…:Domanda: il reddito che stabilisce uno dei fattori per l’assegno di mantenimento che verso mia figlia rimane inalterato? o dopo che mi sposo possono subentrare i redditi anche della mia futura moglie e quindi di conseguenza la mia ex potrebbe richiedere un aumento dell’assegno di mantenimento?

    Grazie

  • AT ha scritto:

    Salve a tutti,
    ho delle domande, spiego la mia situazione
    Ho 19 anni, I miei sono separati da circa 13 anni…. Vivo con mio padre che ha un reddito minore a quello di mia madre… Però non ha mi ha fatto mai mancare niente, dagli studi (ho 2 diplomi), al cibo una casa ecc…. non ho MAI ricevuto soldi da mia madre che… non mi ha cercato per 6 anni…. da 2 anni però ci parlo (perchè son stato io a cercarla) e le ho chiesto di aiutarmi economicamente a studare visto che devo trasferirmi a Roma per continuarli…. ma continua a cercare scuse tipo te li darò tra un mese ecc (e sono passati 2 anni)…. Mio padre è stato per 1 anno e mezzo con la cassa integraz, ma è sempre disposto ad aiutarmi,però non gli viene facile… ora chiedo cosa devo fare per far pagare mia madre? (che non si fa mancare niente dalle sigarette, alla donna delle pulizie)

  • gabriella ha scritto:

    io sono in separazione dei beni con mio marito vendiamo l’appartamento intestato a tutte e due e andiamo ad acquistare 2 case vicine ma ognuno vivra’ da solo vogliamo stare divisi in 2 case diverse ma io non voglio separarmi legalmente non abbiamo situazioni exstraconiugali ma solo voglia di vivere da soli con la separazione dei beni possiamo farlo come una semplice separazione di fatto senza ricorrere a vie legali?

  • Giulia ha scritto:

    Buongiorno, scusate il disturbo.
    Sono figlia di divorziati da 2 anni, ne ho 20 e al momento frequento il secondo anno di Università a Milano.
    Ho un pessimo rapporto con mio padre (non gli parlo da quando i miei si sono separati, 7 anni fa) che, malvolentieri, continua a versare l’assegno mensile di mantenimento a mio carico. Sono affidata a mia madre, ma i rapporti con lei purtroppo sono molto cambiati e ci sopportiamo a stento anche se continuiamo a volerci bene e non mi fa mancare niente.
    Volevo sapere se era possibile trasferirmi in una casa ad affitto bloccato continuando a percepire l’assegno di mio padre integrandolo con lavoretti vari e continuando a studiare(babysitter, ripetizioni e forse un contratto come animatrice per i mesi di stop didattico, o comunque per un lavoro estivo) oppure se potrò trasferirmi solo quando potrò permettermelo con le mie sole tasche.
    Ringrazio anticipatamente,
    Giulia

  • claudio grosseto ha scritto:

    Sono un padre separato legalmente da 8 anni, ho versato fino ad ora regolare assegno alla madre più extra ai due figli ora maggiorenni. Nella richiesta di divorzio la mia controparte chiede un aumento dell’assegno mensile da versare in un contocorrente dei figli (come obbligo solo mio)….la mia legale mi sconsiglia un giudiziario ma ho molte perplessità. 1)Il maschio Universitario a Pisa non può avere stesse esigenze della femmina alle superiori 2) il maschio abita alternativamente da me e da sua madre, la femmina ha scelto di non volermi vedere percchè a suo dire “la presso” (credo faccia la differenza anche sull’apporto economico, in negativo) 3) perchè non vincolare anche l’altro genitore all’assegno mensile visto che da maggiorenni dobbiamo entrambi garantirne il futuro. 4) la madre ha un reddito lievemente inferiore al mio ma vive con il nuovo compagno in un appartamenteo di sua proprietà (rientra nel calcolo del reddito?)….potrei avere un consiglio esterno? Grazie

  • NonnoNapoli ha scritto:

    Salve, sono separato da piu’ di dieci anni, ho sempre versato l’assegno per i miei due figli.
    A Natale del 2010, mia figlia di anni 22, mi comunica che era incinta e che voleva avere questo figlio ( il padre di mio nipote e’ studente universitario).
    Ho continuato a versarle la quota spettante a tutt’oggi ed ora mi domando: ma una madre ed un padre, che dovrebbero provvedere loro al mantenimento del proprio figlio, puo’ ricevere ancora l’assegno di mantenimento dal proprio genitore?
    Le avevo trovato un lavoro come dipendente presso un supermercato contratto a tempo indeterminato ma non lo ha accettato perchè con gli orari che faceva rimaneva poco tempo della giornata con il figlio.
    Legalmente sono ancora tenuto a versare l’assegno?
    Come devo comportarmi?
    Anticipatamente la ringrazio.

  • carlo ha scritto:

    Ciao Silvia, sono un padre di famiglia con un divorzio alle spalle e due figli di 19 e 17 anni. La più piccola, compiuti 18 anni, ha deciso di trasferire la sua residenza presso di me. Prevedo che, sempre per vie legali, potrò astenermi dall’obbligo del versamento mensile riguardante la quota spettante a nostra figlia, continuando a versare la quota per nostro figlio e la quota spettante alla mia ex. Ora, ed è questo il mio quesito, la mia ex è titolare di 3/4 immobili, socia di un paio di società di famiglia e, di questo però non ho la certezza se non tramite i racconti dei miei figli, collabora nelle aziende di famiglia percependo un compenso. In virtù del mio e del suo reddito, non siamo tenuti al sostentamento per i nostri figli in egual misura? Io continuerò a versare regolarmente la mia quota per nostro figlio. Lei, secondo quanto sopra descritto, non dovrebbe versare a me la quota per nostra figlia e rinunciare comunque alla quota a lei spettante e regolarmente versata per 11 anni?

  • Paolo ha scritto:

    Salve, ho versato gli assegni di mantenimento per la figlia senza aggiornarli all’euro per alcuni anni. Ora mi si chiede una cifra astronomica dall’anno 2005 … fino a che punto visto che sino ad oggi nessuno ha protestato si può far risalire il calcolo??

  • laura ha scritto:

    buongiorno,
    il mio compagno 2 anni fa in luogo di separazione ha accettato un mantenimento figli di 1100 euro al mese per due figlii pur di risolvere un situazione insostenibile. (la madre lavora) ha sbagliato e ovviamente non ce la fa. il suo reddito netto è di 1450 euro (tolti due debiti comuni che paga solo lui) cosa succede se dovesse decidere di versare ad esempio 700-800 euro (comunque dignitosissimo). è possibile rivedere l’assegno considerando che ha anche chiuso una piccola attività, che tra l’altro gia non andava bene…? cosa si può fare? l’alto importo dell’assegno consente almeno una momentanea riduzione senza incorrere in disastri legali come puntualmente viene minacciato ?
    grazie

  • scorpiored ha scritto:

    Gentile Silvia, poichè so che è difficile trovare un sistema di calcolo per determinare l’assegno di mantenimento in caso di separazione, ti chiedo di fornirmi orientative indicazioni in merito. Mi sto separando da mia moglie dopo 20 anni di matrimonio, abbiamo due figli, uno di 14 e uno di 19 anni. Il maggiorenne verrà con me, il piccolo andrà con la madre, come da accordi in via di sottoscrizione. La casa coniugale (già regolarmente pagata) di proprietà di entrambi, poichè divisibile e sufficientemente grande, verrà frazionata e saranno ricavati due appartamenti indipendenti. Io sono dipendente statale e percepisco 2200 Euro al mese. Lei non lavora. Quanto dovrò corrispondere orientativamente per l’assegno mensile di alimenti e mantenimento che soddisfi il figlio minore e la madre? Lei chiederebbe la metà del mio stipendio ma non so se sia giusto, atteso che dovrò mantenere all’università il maggiorenne che inoltre vivrà insieme con me. Grazie per la risposta che spero mi darai al più presto.

  • Serena ha scritto:

    Scusate, in qualità di co-autrice del sito (insieme a Silvia) vi invito a mantenere il livello dei commenti fuori dal personale. Capisco che è difficile, ma continuare ad insultarvi a vicenda, non contribuisce in nessun modo alla discussione. Non costringeteci a cancellare i vostri commenti. Grazie per la comprensione.

  • Domy ha scritto:

    X Marcello…scrivevi giusto fino a quando non hai inserito le assurdità su annozero e roba varia.Sembri,anzi sei il classico che fa la vittima in continuazione (tipico modello sinistro) e che strumentalizza ogni cosa.

    Ah…dimenticavo: Tu sei sempre buono?

  • Antonio ha scritto:

    Buongiorno……vi invito a leggere l’articolo apparso oggi sulla home page di libero.it sulla situazione del genitore separato…..interessantissimo…..sopratutto per i padri separati…ciao e buona lettura.

  • ornella ha scritto:

    Buongiorno, vorrei avere un’informazione, sono 4 anni che ho una relazione con un uomo lasciato e separato con tre figli minorenni (11-10-7), ora siamo vicini al divorzio! L’affidamento al momento è condiviso ma ormai da mesi i bambini vivono con noi! Sulla sentenza di divorzio vorremmo (o meglio vorrebbe) chiedere l’affidamento dei bambini….vorremmo anche sposarci o comunque andare a convivere una volta concluse le “questioni legali”, la mia domanda è: è vero che se dopo il divorzio l’ex coniuge che ha l’affidamento dei bambini convive o si risposa non ha più diritto a nessuna forma di aiuto al mantenimento dei bambini?
    Grazie

  • Elisa ha scritto:

    Salve a tutti! i miei genitori sono separati e mio padre da a me e mia sorella il mantenimento. Io ho 23 anni studio e sono al terzo anno di università e ho un lavoretto part-time.. e tra circa un mese mi sposo.
    La domanda è.. se mi sposo perdo il diritto all assegno di mantenimento di mio padre!?..

  • marcello ha scritto:

    I miei commenti cara Silvia sono inerenti sia al tema del sito che all’argomento assegno (vil denaro)e non mi riferisco ai miei ultimi post ma a quelli miei precedenti, una cosa è certa come nei dibattitti politici vi deve essere sempre una controparte che può e deve replicare perchè siamo in democrazia e non come nel tg4 di emilio fede che il centrodestra parla parla ed il centro sinistra non può replicare quasi mai e se replica viene censurato, o come anno zero che viene reputato fazioso e cancellato ed ora ci dobbiamo sorbire fiorello con le sue cavolate, cara silvia anche l’uomo deve replicare in questo blog che prima del mio avvento era pieno di commenti di donne vittime (tutte vittime???) e di uomini scavezzacollo e cattivi, non è l’uomo ad essere cattivo ma l’essere umano sia uomo che donna, cattivi si nasce, ho parecchi amici uomini che si comportano male ed io li riprendo e parecchie amiche mie donne che si comportano male ed io li riprendo. Finiamola con questi pregiudizi, ma pensiamo invece all’eterno conflitto tra il bene ed il male ai posteri l’ardua sentenza.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Marcello, temo tu abbia confuso tra commenti a questo POST e tema del BLOG. Ma fa nulla. Auguri

  • marcello ha scritto:

    e no cara silvia ti contraddici perchè tu hai pubblicato che lo sforare dall’argomento assegno in questo blog non è permesso, e comunque cara silvia i fatti miei sono fatti miei come ho già scritto e non permetto a nessuno di entrarci. Nè tantomeno a te. Il mio argomento , che non è per niente offensivo come tu hai scritto non ho capito sulla base di cosa, è il BENE DEI BAMBINI, I QUALI DEVONO CRESCERE CON TUTTI E DUE I GENITORI, che poi essi siano divorziati separati questo ha poca importanza che quello o quello gli dia l’assegno non lo dà, a me non interessa io personalmente l’unico reddito che percepisco è il mio stipendio e con esso campiamo io e i miei figli, ma comunque io voglio parlare anche con questi avvocati speculatori i quali consigliano diffide con una facilità estrema rovinano persone e soprattutto negano ai figli il diritto di crescita con uno dei propri genitori, deontologicamente CIO’ E’ INACCETTABILE la professione dell’avvocato non può recare danni a terzi l’avvocato deve difendere si il suo assistito nei suoi diritto ma NON DEVE RECARE DANNI A TERZI SOGGETTI SOPRATTUTTO SE TRATTASI DI MINORI CAPITO????????????????

  • Antonio ha scritto:

    Ciao Sivia..grazie per la risposta…sono perfettamente d’accordo con te…ma tu sai bene che nei momenti della separazione devi pensare a tante cose…purtroppo chi deve tutelare te(AVVOCATI!!!!!!!)pensano solo al loro guadagno (in nero!)e non a te….a volte trovi anche avvocati incapaci o non preparati…lo sò che mi attirerò le antipatie degli avvocati ma è proprio così…a dire il vero come in tutte le professioni ci sono molti buoni avvocati(ma quelli costano tanto e noi povera gente non possiamo usufruirne).

  • Silvia (author) ha scritto:

    Marcello, questo blog NON è riservato a quelli che chiedono informazioni sul mantenimento dei figli. Infatti sto smettendo di rispondere a richieste ripetitive, perchè non le ritengo più costruttive e questo è solo UN post del blog, che ha tutt’altro argomento.
    Ma questo è concetto tanto chiaro, da non doverci spendere altre parole.
    Marcello io capisco solo che, probabilmente, sei molto amareggiato dalla tua situazione personale, sulla quale non ho elementi, nè interesse, per formarmi un’opinione.

  • marcello ha scritto:

    e poi silvia non dire che questo blog è riservato a quelli che chiedono informazioni sull’assegno di mantenimento perchè già hai risposto ampiamente sull’argomento in tutte le salse basta rivedere le tue risposte che si sono molte volte anche ripetute, il tema del sito è GENITORI CRESCONO infatti cari genitori cresciete cresciete maturate gente maturate , che io quando vedo mio figlio depresso i nervi mi salgono a 2000 e lo sapete quando mi si deprime???? quando vede la mamma incinta di un altro uomo che non sono io, ma che devo fare??? subisco anche io per carità lei si rifà una vita nulla da obiettare mi rode non mi rode sono affari miei ma vedere mio figlio che mi cala in depressione questo solo questo mi fà incavolare pareccchio ma parecchio perchè io AMO I MIEI FIGLI PIU’ CHE ALLA MIA VITA.

  • marcello ha scritto:

    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, solo voi donne da un lato volete far capire (ma non ci riuscite) che il bene maggiore è la vita dei figli ma la realtà è ben diversa, voi pensate solo soltanto ed esclusivamente alla rovina di un uomo che ama i propri figli e basta, ad allontanare un padre dai propri figli e basta, ad addurre scuse per poter litigare al meglio con il padre dei vostri figli in maniera tale da far si che esso abbandoni i propri figli e se ne vada a quel paese, voi pensate solo e soltanto a una rendita catastale di godervi solo voi i vostri figli e basta io personalmente sono genitore collocatario dei miei figli quindi il discorso a me non preme io scrivo per conto di coloro i quali non solo non vedono i propri figli ma sono anche rovinati dalla moglie in quanto l’assegno gli viene detratto in automatico dalla busta paga (la maggior parte dei casi) questo signore subisce il non ti amo più il classico cornuto e mazziato, ergo care amiche mie ripeto sino all’inverosimile I FIGLI DEVONO CRESCERE SIA CON IL PADRE CHE CON LA MADRE, chi non ama più uomo o donna che sia se ne và a quel paese lasciando il tetto coniugale in cerca della sua felicità leggittima per amor di dio legittima ma senza sfasciare la vita di un altro essere umano e sottolineo umano, questo dico io uomo o donna che sia le nostre nonne docet loro rimanevano veramente insieme fino a che morte non li separava per amore dei propri figli oggi l’amore c’è oggi non c’è oggi c’è oggi non c’è, la verita e un’altra cara silvia e generalizzo non parlo nè dell’uomo e nè della donna che in giro c’è un …….. a tutti piace il paese di lucignolo ti ricordi la favola di pinocchio ??? bene il paese dei balocchi??? la finta realtà a tutti piace ma bisogna essere maturi a tal punto di saper decidere quale sia la strada giusta e quella giusta sono il bene dei figli ma non con le parole quelle chiacchere sono ma con i fatti, care donne riflettete riflettete

  • Silvia (author) ha scritto:

    Gianna, la figlia di tuo marito è decisamente indipendente, quindi il padre potrà legittimamente chiedere di non pagare più il mantenimento per la figlia maggiore, con un ricorso per la modifica delle condizioni di divorzio, oppure consensualmente con la ex moglie.
    Anna, in effetti se le maggior tasse sono dovute al reddito alto del nonno, puoi chiedere di pagare una parte inferiore al 50% delle spese universitarie.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Antonio, non è che io non sono d’accordo sul fatto che il mantenimento va pagato anche quando i figli sono con il padre, è che l’assegno di mantenimento è previsto per 12 mesi, a prescindere dalla permanenza dei figli. Ovviamente in una separazione consensuale si può decidere diversamente: perchè non ci si pensa mai prima?
    Nel caso di Andrea, dato che le figlie stanno con lui per ben due mesi, sarebbe più che giusto chiedere una modifica delle condizioni, con diminuzione dell’assegno di due mensilità e credo che troverebbe accoglimento in tribunale.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Rossella, se le condizioni di separazione hanno indicato solo le spese mediche, è un problema, perchè sembrerebbe un’esclusione volontaria per le altre. Quindi, sì, dovresti chiedere una modifica.
    Nicola, non c’è altra strada se non procedere con un pignoramento sui beni di tuo padre.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Marcello, mi fa molto pensare il tuo riferimento alla fiction televisiva che, a quanto pare, hai preso come modello di verità e realismo.
    Come ho già detto più volte, non condivido le generalizzazioni e, anzi, espresse in questo modo le trovo offensive. Vedo ben poche persone che si alzano la mattina e mandano a quel paese le famiglie, più spesso dietro le separazioni ci sono storie di incomprensione, di insoddisfazione e di difficoltà di dialogo, molto più che presunti tradimenti. E questo riguarda sia gli uomini che le donne.
    Temo che il disegno di legge di cui parli sia totalmente impraticabile, perchè, comunque formulato, cozzerebbe con ogni principio costituzionale. Ma forse non sono abbastanza lungimirante…
    Una sana e corretta applicazione delle leggi che ci sono, sarebbe più che sufficiente a tutelare ognuno, bambini per primi. Purtroppo sono le distorsioni e le elusioni della legge che creano le ingiustizie.
    Laura, sono proprio le elusioni della legge che tutelano, troppo spesso, i debitori. Questo è un problema del nostro ordinamento che non riguarda solo i rapporti economici nelle separazioni: è troppo facile rendersi fittiziamente nullatenenti, sostanzialmente senza subire conseguenze. Sulla tutela dei creditori sì che sarebbero necessari interventi legislativi…

  • Laura ha scritto:

    @Marcello-”ergo”
    Forse lei è uno di quelle persone che ha subìto il “non ti amo più” pertanto credo non valga la pena continuare la discussione. Se non crede neanche ad una parola, mi dispiace, ma sono problemi suoi.

    @Marcello-non-Marcello
    Per quanto mi riguarda lei ha colto nel segno…

  • Marcello ha scritto:

    Caro Marcello purtroppo o non sono stato chiaro o non so i bambini devono essere tutelati nella psiche e nella formazione della crescita da tutti e due i genitori la legge ti permette di abortire entro ben 13 settimane ergo hai tutto il tempo per ripensarci ma quando in due decidete di portare avanti la nascita di questa creatura ve ne dovete assumere ogni responsabilità soprattutto se concepito in regime di matrimonio se la o il tua/tuo partner non ti ama più o fanno come hanno fatto i nostri padri o le nostre madri che rimangono assieme fino a che morte non li separi che poi ci passa o ti leghi i lacci stretti stretti e te ne vai, non mi ami più attenta che se mi tradisci e non lo dichiari avviene la separazione con addebbito separazione non voluta ma costretta a chiederla

  • marcello ha scritto:

    Mi chiamo marcello ma non sono il marcello che vuole far approvare il disegno di legge contro il “non ti amo più”..
    Credo che ognuno di noi abbia il sacrosanto diritto al “non ti amo più”..il “dopo” sta alla sensibilità e alla qualità della coppia…
    Ho una domanda per marcello: vorresti avere tua moglie accanto anche se nn ti ama più? credi che i figli vivano bane con due genitori che non si amano più?

  • marcello ha scritto:

    io non credo ad una parola di quello che lei ha scritto e comunque il discorso vale come ho già scritto sia per l’uomo che la donna ergo chi non ama più si lega le scarpe strette strette e se ne va via di casa

  • Laura ha scritto:

    @Marcello
    Ciao, io sono una di quelle mogli che hanno detto al marito “non ti amo più”, lavoro a tempo pieno da quando ho 19 anni (ora ne ho 36) e ho 3 figli. Mi sono assunta tutte le mie responsabilità per quanto riguarda la decisione di separarmi da lui, non per un altro uomo, ma x incompatibilità e xchè alla fine anche lui cmq nn mi amava più. Risultato? Io lavoro sempre, il mio stipendio è molto basso, percepisco gli asegni familiari ed è il nonno che si preoccupa di pagare mensilmente il mantenimento dei miei 3 figli xchè il padre si trincera dietro ad una barriera fittizi di scuse tipo “io nn lavoro, non guadagno abbastanza e poi cmq è tutta colpa tua, sei tua che hai deciso di andartene” e così via… Be’, ti dirò, oggo ho un’udienza in tribunale x contrastare il comportamento che sta assumendo lui nei confronti dei bambini, essendo con loro indifferente e assolutamente disinteressanto e rimarcando, soprattutto, la differenza fra questi suoi figli “maggiori” e la sua ultima figlia nata dalla sua nuova relazione…(ci ha messo poco vero? e pensa che aspetta addirittura un altro figlio…). Anche io ho un compagno, ma lui sta a casa sua e io, coi miei figli, sto a casa mia. Ci va bene così… capita di non essere più innamorati, ma i genitori devono essere tali per i figli, anche se questi abitano con la mamma che l’ha abbandonato… Io mi mantengo da sola, come ho sempre fatto, mantengo i miei figli e sto cercando di minimizzare l’assenza del padre ma non posso giustificarlo xchè è l’ha deciso lui di comportarsi in qst maniera. io ho cercato fin dall’inizio di trovare il dialogo tra “buoni genitori”. So che posso sembrare ipocrita ma le miei intenzioni sono sempre state buone e soprattutto rivolte al benessere dei miei figli. Mentre lui se ne frega (non esiste altro modo di dirlo!) e si fa mantenere dalla sua nuova compagna benestante… Non mi interessano i loro soldi, io sono felice così, solo vorrei veramente che lui fosse quel padre “amorevole” che si descrive nelle memorie depositate dal suo avvocato. Il disegno di legge di cui parli dovrebbe essere rivolto solo alla tutela esclusiva dai bambini. Tutela volta a proteggerli da genitori che non sono capaci di amarli. La legge purtroppo tutela chi ha isoldi x pagare un buon avvocato…chissà xchè chi ha tutti quei soldi poi però non ha conti intestati e non versa un soldo x i figli, mah…vai a capire la legge italiana… Scusate lo sfogo.

  • Antonio ha scritto:

    Ciao Marcello….condivido in tutto quello che hai scritto…anch’io lo dico da molto tempo…..sono a tua disposizione per il disegno di legge…finalmente se tutti i padri separati si ribellassero veramente ai soprusi delle ex mogli…..donne non scaldatevi…il discorso vale anche per i soprusi degli uomini nei confronti delle ex……..in questo periodo poi con tutte le tasse e i sacrifici che dovremmo compiere….ciao.

  • marcello ha scritto:

    Ieri ho visto la fiction di beppe Fiorello “Sarò sempre tuo padre”, e allora: famiglia tipo italiana marito full time, moglie part time figlio piccolo mutuo da pagare situazione generica, bene un bel giorno ad un tratto (a seconda dila moglie dice al marito “caro non ti amo più” (ci stà nulla da ridire) “cercati un avvocato” (giusto)(bene)il marito “ma io ancora ti amo” (dettaglio trascurabile dalla legge e da tutti) bene il giudice concede un assegno di 400 euro per il mantenimento del figlio (giusto) 400 euro per il mantenimento della moglie (??????????????) e la metà del mutuo da pagare e la casa in usufrutto alla moglie (?????????????????????????????????) ergo signori miei di cosa stiamo parlando??????????????????????? che una donna si alza una mattina manda a quel paese suo marito con la classica scusa “non ti amo più” (il 90 % dei casi hanno tutte un altro uomo) e si vede mensilmente una rendita di mediamente 800 euro al mese?????????????????????????????????????????????
    ed il marito??????????????????????????? non vi interessa sapere che fine fà il marito ????????????????????? si può esso rifare una famiglia con i pochi spiccioli che gli rimangono???????????????????? e la prole è felice di ritrovarsi ad un tratto senza il padre????????????????????” senza la presenza contemporanea dei due genitori???????????????’ ed i traumi psicologici di essi ne vogliamo parlare?????????????????’ e non solo ma per giunta queste donne per accattivarsi le simpatie dei propri figli sparla del padre di colpe che ha commesso lei???? e allora signori miei tutto questo vi sembra giusto???????????????? concludo dicendo una cosa sola il mio proposito della mia vita sarà un disegnop di legge che intendo far approvare in Parlamento perchè si ponga fine a queste barbarie del “non ti amo più” chi vuol andaree via del tetto coniugale se ne deve assumere ogni responsabilità uomini o donne che siano ed uscire muti muti dal nucleo familiare senza nulla togliere al mantenimento dei minori, e senza colpo ulteriore da infliggere a chi non è + amato ho concluso ai posteri l’ardua sentenza

  • rossella ha scritto:

    Salve ho letto le varie risposte e mi pare di aver capito che nelle spese extra ci siano incluse :spese mediche,scuola e sport tutto al 50% con l’ex marito…mentre il mio ex continua a sostenere che ci sono solo le spese mediche perche’ nella sentenza del giudice c’e’ scritto le spese mediche al 50% e non e’ specificato altro…come devo fare…tornare dal giudice??grazie per l’aiuto!!!

  • nicola ha scritto:

    salve vorrei chiedere cosa fare per ricevere l assegno di mantenimento che non ho mai percepito da mio padre?? dopo una sentenza di un anno e otto mesi fa di separazione tra mio padre e mia madre il giudice a imposto a mio padre di pagare un assegno di mantenimento di 250 euro mensili. pero io non ho mai ricevuto tale cifra e tale assegno da mio padre e ora dopo un anno e otto mesi la cifra che dovrei percepire e di 5.000 euro cosa devo fare e come mi devo muovere per poter percepire tale somma e gli assegni del mantenimento? o fatto mandare anche una lettera dal mio avvocato a mio padre ma non ha avuto lo stesso effetto e non ho lo stesso avuto gli assegni che mi spettano. io non vorrei procedere per vie legali e rivolgermi al giudice cosa potrei fare? come devo muovermi e che legge mi “tutela”?

  • Antonio ha scritto:

    Salve Andrea….io l’ho fatto..cioè ho trattenuto una parte del mantenimento per il periodo che mia figlia è stata con mè…perciò sono perfettamente d’accordo con te…io spero che la mia ex mi porti in tribunale per questo…bisogna sollevare il problema e se anche Silvia non sarà d’accordo e non solo lei,perchè il mantenimento secondo una libera interpretazione è rivolto all’annualità e non al mese specifico…..questa è un’assurdità totale…perchè così facendo molti padri non posso economicamente prendere con sè per un mese la propria figlia e allo stesso tempo dare i soldi alla ex…..se qualche giudice ci ascoltasse….ciao.

  • Andrea ha scritto:

    Salve Silvia,
    vorrei fare una domanda:
    verso regolarmente un assegno di mantenimento per le mie due figlie minorenni stabilito in atto di separazione di 535 euro mensili più spese mediche e sportive, sono già due anni che nei periodi estivi la bambine stanno con me per due mesi,luglio e agosto,dato che l’assegno che verso è stato deciso che è per il mantenimento delle figlie e non della madre mi chiedo ma nel periodo che loro sono con me devo versare lo stesso l’importo alla madre?
    Potrei chiederlo io un contributo a lei in quei periodi….non lo farei mai,ma neanche lei dovrebbe pretenderli da me.

    Grazie ancora

  • GIANNA VENDITTI ha scritto:

    salve, sono sposata con un divorsiato con due figli di 26 e 23 anni sua figlia e’ andata a convivere con il fitanzato , lavora a contratto, e insieme al suo ragazzo si e’ comprato casa …la mia domanda e’….mio marito deve darle ugualmente l’assegno di mantenimento, se si ..fino a quando gli e lo deve dare e perchè lo deve dare a l’x moglie ….grazie mille aspetto vostra risposta

  • anna ha scritto:

    Salve voleva fare una domanda, io sono separata da quasi tre anni in attesa del divorzio. Le mie figlie maggiorenni sono universitarie, sono obbligata a pagare le loro tasse anche se sono a carico del nonno che è ricco? perchè io dovrei pagare così tanto x colpa del nonno che le ha a carico? io sono disponibile se fossero a carico del padre e pagherei il mio 50%. E poi sono tre anni che non mi guardano più in faccia.

  • Memy ha scritto:

    Salve a tutti volevo informami a riguardo di una questione. Chiedo di rispondere solo ed esclusivamente a coloro che piena padronanza nela argomento. La situazione è questa… Io e mia sorella abitiamo da 8 anni in Italia con mia madre, in seguito alla sua separazioen con nostro padre si è risposata con un cittadino italiano e dopo poco siamo venute a risidere qua. Siamo cittadine italiane ora quindi vi chiedo di tenerlo in considerazione. In seguito a diiversi episodi di violenza mia sorella ha deciso di trasferirsi nuovamente al nostro paese di origine con mio padre, il fatto è questo abbiamo un processo in corso contro mia madre per le agressioni verso mia sorella che attualmente ha 15 anni, probabilmente mia sorella si trasferirà prima che si arrivi alla fine del processo, ma se potrò continuerò ad occuparmene io. Ecco il fatto è questo possiamo obbligare mia madre a dare l’assegno di mantenimento tutti i mesi a mia sorella pur abitando all’estero? A chi mi devo rivolgere per trattare la questione? Spero di essermi spiegata, attendo uan risposta nel più breve tempo possibile.

  • Antonio ha scritto:

    Caro Marcello quando le spese sono al 50% si intende tutto…non credo che il padre faccia pagare il consumo che comunque un figlio fà quando è al casa del padre..quindi non c’è solo la pizza…comunque è un discorso antipatico ma è solo un principio che deve valere per tutte e due…se il padre dà 300 euro…vale la stessa cosa per la madre,,,quindi i soldi per la pizza si possono trovare….allora se il figlio durante l’estate và a casa del padre per un mese…secondo te il padre deve dare lo stesso il mantenimento alla ex moglie?purtroppo con i tempi che corrono non si può più scialaquare nè tantomeno permettersi oltre il dovuto..ciao.

  • marcello ha scritto:

    Caro Antonio
    la condivisione, secondo te, prevede che il padre non debba provvedere economicamente al figlio quando è con lui nel week end? La pizza gliela deve pagare la madre?

  • Antonio ha scritto:

    Certo che può farlo…si parla di condivisione…e allora si condivide tutto o solamente quando l’ex moglie presenta scontrini di scarpe,occhiali,palestra,gite etc.etc.?secondo te?

  • marcello ha scritto:

    Buongiorno
    La mia compagna è divorziata ed ha un figlio di 15 anni in regime di affido congiunto con l’ex marito che versa 330 euro mensili per il mantenimento del figlio. Capita che il padre porti il figlio dal barbiere e poi chieda la restituzione dei soldi alla ex coniuge, può farlo?
    Nei week end in cui il figlio sta con il padre succede che il ragazzo debba chiedere alla madre i soldi per il cinema o per mangiare la pizza con gli amici perchè il padre non glieli da sostenendo che lui paga già gli alimenti…può farlo?

    Grazie
    Saluti

  • vitangelo ha scritto:

    Ciao

    avrei bisogno di capire come comportarmi.

    Ho avuto una bellissima bimba da una precedente relazione di convivenza. Il giudice ha affidato la bimba alla madre e mi concede di vederla solo 1 volta al mese visto la distanza che c’è fra la mia abitazione e la sua (si parla di circa 1000 km).

    Ogni mese passo alla madre della mia bimba un assegno di 150 euro, il mio stipendio è di 900 euro ho purtroppo un lavoro part-time e non ho propietà ed introiti extra di nessun genere.

    Attualmente convivo con un altra persona dalla quale ho avuto altri 2 bambini.

    Sinceramente con il mio stipendio non riesco più a sostenere questa spesa di 150 euro, anche perchè per pagare questi 150 euro non riesco ad andare a trovare mia figlia.

    Da quello che sò la mamma della bimba non se la passa male economicamente (i suoi genitori sono abbastanza benestanti e lei ha un buon lavoiro full-time) ma avendocela molto con me, non lascia spazio ai ragionamenti.

    Chiedo se è possibile poter ridurre questa quota in modo che io possa andare a trovare mia figlia e possa avere anche una vita abbastanza dignitosa economicamente.

    Grazie mille per lo spazio che ci dedichi.

  • Dino ha scritto:

    i miei sono separati quando avevo 4 anni,siamo 3 figli altre due sono più grandi di me, da quei tempi mio padre all’inizio mandava 700 mila lire al mese ed era inferiore a ciò che aveva stabilito il giudice,, poi per anni anni non ha più mandato niente… le mie sorelle sono diventate maggiorenni…e per una denuncia che mia madre 2 anni fa fece, lui iniziò a mandare 100€ solo per me che ero ancora minorenne…e come ben sappiamo con 100€ non si mantiene un figlio per me è + un elemosina che altro, anche perchè mia mamma è disoccupata lavora ogni tanto come extra come cameriera ai piani, io vado a scuola dove per raggiungerla devo prendere un pulman privato che al mese pago l’abbonamento di 50 €,ancora tutt’oggi perchè frequento un quinto anno alberghiero…
    Quello che voglio chiedere ora che sono diventato maggiorenne posso esporgere denuncia personalmente verso mio padre,,cioè posso recuperare gli arretrati che non mi ha mai dato,anke se devo mettere in ballo la pensione della mamma non mi importa ma qualcosa voglio ricavare,posso chiedere un risarcimento danni per una vita di mer.. che o vissuto e ancora vivo…posso dare una soddisfazione a mia mamma di fargli vedere che come figlio mi so tolto gli schiaffi da faccia….
    Mi dite cosa posso fare, lui lavora fa il camionista,messo in regola,possiede una macchina,sta con un’altra signora ed ha 3 figli con lei.
    Silvia spero che tu mi risponda perchè ho un grandissimo bisogno del tuo consiglio…
    grazie

  • MARCO ha scritto:

    buon giorno,
    ho girato per la prima volta oggi sul vostro sito e devo dire che è molto interessante,soprattutto il forum, con tanti problemi attuali e comuni; chissà se si riusciamo a trovare una risposta anche per me.
    Sono divorziato e pago il mantenimento di mia figlia più il 50%, con la mia ex moglie, di tutte le spese extra di qualsiasi tipo; per quello che riguarda le spese di trasporto, libri scolastici, attività integrative è prevista una domanda di rimborso (come borsa di studio) che viene erogata dal comune.
    La mia ex fa domanda di rimborso, preciso che se ne è guardata bene dal dirmi che si poteva fare fino a che non l’ho scoperto parlando con altri genitori, presentando l’ISEE del suo nuovo nucleo familiare (nuovo compagno e un’altra figlia con lui). La prima volta che l’ho scoperto sono andato in comune ed ho fatto richiesta per avere il dettaglio dei costi sostenuti(pagati al 50% anche da me) ed il relativo rimborso dopo di chè ho scalato la metà dell’importo che mi spettava dagli alimenti, non senza discussioni con la mia ex che sostiene che dato che ha fatto richiesta con il suo nucleo familiare a me non spetta niente (ma la domanda l’ha fatta anche per il mio 50%….). E’ ovvio che facendo domanda con il mio nucleo (vivo da solo) ed il mio stipendio che è superiore al suo, il rimborso sarebbe inferiore, per cui è meglio che la faccia lei. Il secondo ed il terzo anno ho chiesto alla mia ex se aveva fatto domanda, lei mi ha risposto di no con delle scuse ed ho avuto anche qualche problema con il comune per averne la certezza, sembra che non vogliono darmi queste informazioni ( ma io non sono il padre?? ).
    In definitiva, ho diritto anch’io alla mia metà di rimborso? Se si c’è un modo, un foglio da presentare al comune, una legge, qualcosa dove posso essere anch’io informato di tutti questi rimborsi senza avere discussioni con la mia ex o con il comune?
    Oppure possiamo fare domande di rimborso separate?
    grazie, spero di aver espresso il tutto chiaramente, saluti

  • camilla ha scritto:

    volevo chiedere se mi puo’ aiutare a capire di che morte devo morire: due anni fa separazione: affidamento congiunto, residenza anagrafica dei figli (due)da me, 650 euro al mese per il loro mantenimento, un week end ciascuno più una sera nella settimana in cui il padre non ha il week end, io stipendio 1000 piuù ora assegni famigliari, lui circa 1700 (più nero). ora mi ha fatto contattare per accettare una modifica, ma non ho accettato, ora mi fara’ ricorso: lui li vuole meta’ tempo, pero’ di giorno non c’è per lavoro quindi li prenderebbe 3 sere la settimana più week end alterni e 100 euro di rimborso spese tipo merenda pranzo cena (per due figli??)e più niente mantenimento, dovremmo dividere tuttte le spese. ma come si puo’ dico io: è possibile che lo accettino?ogni volta che compro un paio di calze devo tenere lo scontrino e poi a fine mese chiedere la meta’, e se non me la da? non ci parliamo già, se non con biglietti tramite i figli (tra l altro hanno 10 e 5 anni)come posso pensare che mi dia la metà di tutto, poi tra l altro è equo 100 euro per tutto il tempo passato qui?se lui proponesse di lasciarli il pomeriggio con la sua compagna, potrebbero secondo lei togliermeli 3 giorni per lasciarli con lei cosi lui non paga?sono molto preoccupata del fatto che un giudice possa toglierli a me per farli guardare da un altra solo per non dare più i soldi e in più rischiare di non avere cio’ che ci spetta per le spese dei vestiti e tutto il resto (scuola, medici..)secondo lei? grazie mille sono in ansia

  • ANDREA ha scritto:

    Ciao a tutti, vorrei se possibile delle informazioni. Mi sto separando tramite avvocati dalla mia compagna e vorrei capire qual’è la cifra congrua come assegno di mantenimento che dovrei darle. Abbiamo un bimbo bellissimo di quasi 6 anni.
    Le informazioni che ti possono servire sono queste:
    LEI: lavoro con contratto tempo indeterminato, stipendio netto 1.500 Eur circa.
    IO: lavoro con contratto tempo indeterminato, stipendio 2.200 Eur circa.
    CASA: di mia proprietà. In maniera conservativa, un contratto d’affitto, si aggirerebbe su una cifra compresa fra 500/600 Eur mese. Al di la’ delle spese ordinarie, non grava nessun mutuo, ne tanto meno nessun affitto dato che la casa è di mia proprietà (arredamento incluso). Per il momento la casa resterebbe a lei in comodato gratuito, ma essendo la casa piccola (c’è solo 1 camera), lei dovrà andare via entro massimo 2/3 anni.
    FREQUENZA: abitiamo vicino e io per fortuna e grazie alla mia famiglia andrò ad abitare in una casa + grande che stavamo già costruendo, dove non avrò il peso di nessun mutuo. PER FORTUNA MIA! L’idea sulla frequenza, è quella di una suddivisione equa e continuativa al 50% circa, cioè 2gg in settimana io e 3gg in settimana lei…weekend alternati.
    Gli avvocati stanno trovando difficoltà nel decidere l’assegno. stanno arrivando a fatica e un pò sotto ricatto di portarmi in tribunale a 400 eur mese e 250 mese dopo la sua fuoriuscita dalla casa “piccola” in cui resterebbe adesso.

    Spero possiate aiutarmi. Grazie 1000.

    Ciao

  • DisperateTitti ha scritto:

    Salve a tutti,
    Vorrei alcuni informazioni in merito alla somma mensile che il mio compagno dovrebbe versare alla figlia ogni mese.
    La bambina ha 9 anni e non ha mai sposato la madre. Ha dato loro la sua casa di proprietà (mentre noi siamo in affitto) e contribuisce con €600 ogni mese. Ha uno stipendio di €2200 netti al mese, ma lavora 7 mesi l’anno perchè viviamo in un posto turistico dove per gli altri 5 mesi tutto chiude. La ex compagna ha 50 anni e lavora solo part time, mentre la nonna (la madre del mio compagno) si occupa della bambina.
    La somma mensile è stata da loro pattuita senza rivolgersi a un giudice, ma purtroppo ad oggi grava su di noi al punto di avere difficoltà economiche.
    Secondo voi i 600 euro sono eccessivi o, come dice la ex, dovuti?

  • Jennifer ha scritto:

    Ah, aggiungo che il nostro è affidamento congiunto ma al momento riguarda solo me, perchè mio fratello è stabile da mio padre.

  • Jennifer ha scritto:

    Salve, i miei genitori sono separati e da luglio di quest’anno mio fratello (17 anni) è andato a vivere con mio padre mentre io (ho 20 anni e frequento l’università) sono rimasta a vivere con mia madre. Fino allo scorso mese non ci sono stati problemi e mio padre ha continuato a versare ugualmente l’assegno di mantenimento a mia madre, che tuttavia gli ha da poco fatto causa per non aver pagato l’ultimo mese. Infatti mio padre ha deciso di non darle più l’assegno poichè ritiene che provvedendo ciascuno ad un figlio (eccetto spese eccezionali) i conti stiano pari. Io purtroppo mi trovo in mezzo a due fuochi e vorrei capire in generale come funzionano queste cose. Premetto che il giudice non è ancora a conoscenza del cambio di residenza di mio fratello

  • SIMONETTA ha scritto:

    IL MIO EX-MARITO DA 3 MESI NON VERSA L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO AI FIGLI,DICE DI AVER PERSO IL LAVORO.ANCH’IO HO UN LAVORO PRECARIO. I SUOI GENITORI SONO BENESTANTI COSA POSSO FARE?

  • Antonio ha scritto:

    Ciao a tutti….vi consiglio di leggere attentamente la sentenza del tribunale di Genova…che se è vero che non fà giurisprudenza però aiuta in una eventuale separazione….io per esempio ho avuto una sentenza della corte d’appello che sentenzia che mia figlia deve stare con mè una settimana e una settimana con la mamma….questo già da due anni,in maniera che io faccia parte della vita di mia figlia in maniera attiva e non usato come bancomat dalla mia ex…perciò queste sentenze stanno iniziando ad esserci….chiaro che l’assegno di mantenimento in questo caso non và dato vista la parità di tempo che io e la mia ex passiamo con nostra figlia…meditate gente…meditate.

  • marco ha scritto:

    Salve a tutti ho letto molti dei vostri quesiti e vorrei approfittarne per esporvi il mio.
    Dopo 17 anni di matrimonio io e mia moglie ci stiamo separando, abbiamo una figlia di 13 anni,ci siamo rivolti ad un legale per avviare le pratiche di separazione e determinare la cifra che dovrò versare per il mantenimento di nostra figlia. Premetto che io sono uno statale con un reddito di circa 1750 euro con un mutuo di 386 euro mensili, lei ne guadagna circa 800, ha casa di proprietà e non vuole per lei l’assegno di mantenimento, ma chiede per mia figli la somma di 500euro mensili più il 50% delle spese che di solito si aggiungono . La mia domanda è se la cifra la lei richiesta può andare bene o devo chiedere di abbassarla ,calcolando che per adesso sono tornato dai miei genitori contribuendo alle spese generali,e tenendo almeno due volte a settimana mia figlia con me.

  • antonio ha scritto:

    Ciao Silvia per favore dammi una spiegazione…..sono in via di separazione, sono disoccupato, ho 2 figli uno di 15 e uno di 14 anni.Come va quantificato l’importo dell’assegno di mantenimento per i miei figli e per la mia ex.Tenendo in conto che la casa e’mia (lei non ha mai lavorato e mai apportato un solo centesimo)e quindi la lascio a loro…in piu la mia ex ha 3 immobili intestati(eredita’di sua madre),Vorrei sapere come comportarmi per quantificare il mantenimento,anche essendo disoccupato?PER FAVORE RISPONDIMI,,,,,,GRAZIE ,,,,,QUALCUNO MI ILLUMINI PREGO!!!!!!!!!

  • Silvia (author) ha scritto:

    @marco, l’assegno familiare dovresti comunque versarlo a tua moglie, quindi se fa in modo che tu non lo ottenga, se ne sta privando lei

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Alberico, vuol dire a che a ottobre, entro il 15, devi versare ottobre (è anticipato perchè il mese non è finito). Se tardi spesso e di molto, la tua ex moglie potrebbe ottenere il prelievo diretto dallo stipendio, ma sempre dovendo ricorrere al giudice.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @marco, no non basta. Con quella puoi ricorrere al tribunale per la modifica delle condizioni di divorzio, per far ridurre il mantenimento a un solo figlio

  • marco ha scritto:

    Sono un padre divorziato con 2 figli maggiorenni di 27 e 21 anni.Per entrambi verso il mantenimento anche se mia figlia di 27 anni lavora da un anno (in nero).Oggi mi ha firmato una dichiarazione nella quale dichiara di lavorare e di essere economicamente indipendente.Puo bastare questo per non versare più la quota parte del suo mantenimento?Cosa devo fare?
    Grazie e anticipatamente saluto.

  • morena ha scritto:

    per Alberico

    penso che entro il 15 del mese intende il mese in corso; cioè enro il 15 di ottobre devi versare il mese di Ottobre.

    Io ricevo entro il 5 del mese l’assegno per il mese in corso. A mio parere sembra eccessivo ricevere entro il 15 l’assegno per il mese successivo !!

    Ciao

  • Sonia ha scritto:

    @alberico, in via anticipata fa presumere che versi ad ottobre, l’importo di novembre.
    Per quanto riguarda il ritardo, se è costante ed hai una busta paga, tua moglie potrebbe chiedere che l’importo venga detratto direttamente da quest’ultima.
    Questo è quanto so io

  • Alberico ha scritto:

    Salve a tutti, ripropongo il mio quesito sperando che qualcuno mi possa aiutare: nella mia separazione è scritto che devo versare il mantenimento per le mie figlie “in via anticipata entro il giorno 15 di ogni mese”. Si intende cioè che il 15 ottobre verserò la cifra per novembre? Se tardo costantemente di qualche giorno, rischio qualcosa?
    Grazie per la risposta

  • Sonia ha scritto:

    @marco, gli assegni familiari spettano al genitore sul cui stato di famiglia è inserita la bimba; nel caso in cui fosse sullo stato di famiglia di tua moglie, lei anche essendo disoccupata, avrebbe titolo per richiedere all’Inps gli assegni familiari al posto tuo, a meno che non abbia un reddito derivante, ad esempio, da un immobile.

  • Paolo ha scritto:

    @marco:
    Non conosco la risposta, ma ti auguro di trovarla su questa pagina dell’INPS che spiega (ahimé in burocratese) tutto sugli assegni familiari.
    http://bit.ly/pRAdoD
    In bocca al lupo!

  • marco ha scritto:

    salve ,sono un padre legalmente separato da luglio 2011.
    passo 500 euro di assegno mantenimento per mia figlia di 19 mesi e per la mia ex come stabilito dal giudice. non percepisco più l’assegno famigliare che mi pagava prima l’inps perche la mia ex non vuole darmi copia del suo documento.abbiamo l’affidamento condiviso.
    LA MIA DOMANDA è : a chi spetta l’assegno famigliare se lei e dsocupata e non percepisce reddito?

  • Paolo ha scritto:

    @renato bazzani (e @Antonio):

    Segnalo un’importante sentenza del tribunale di Genova, secondo cui, in caso di tempi uguali di frequentazione dei due genitori, non è dovuto nessun assegno di mantenimento, in quanto entrambi provvedono in egual misura al mantenimento diretto.

    I dettagli in un articolo sul sito di Adiantum: http://bit.ly/oGqIDX

  • Antonio ha scritto:

    ciao Renato…non sono un avvocato…ma tenedo la bimba in maniera uguale..non ci sarà nessun giudice che dirà che dovrai dare soldi per il mantenimento…altra cosa è se il giudice come di solito fà l’affida ad uno dei genitori…(di solito anzi quasi sempre la mamma)allora è dovuto,ma non 300 sempre che tu dimostri di avere un reddito di 500 euro…sarebbe più equo che tu dia 150 euro….nella prima ipotesi niente….ricorda non sono un avvocato ma un padre separato come te.

  • renato bazzani ha scritto:

    Aiutatemi…mi sono lascxiato con la mia convivente abbbiamo una bimba di 3 anni..lei ha lo stipendio di 900 euro io 500…lei non paga l’affitto la casa è di sua madre…io pago 400 al mese..faccio del nero per poter vivere…adesso lei vuole per la bimba 300 euro al mese…premetto che rimane 3 giorni con lei e 3 giorni con me..e un fine settimana per uno.sono disposto a dividere le spese straordinarie…mi chiedo ma le devo dare davvero un assegno tenendo conto che la teniamo a parita’ di tempo? Grazie attendo in ansia una risposta.

  • antonio ha scritto:

    Scusate per l’errore ortografico……….qualcuno!!!!!

  • antonio ha scritto:

    Ciao a tutti volevo chiedere alcuni pareri…sono in via di separazione ho 2 figli uno di 14 anni e l’altro di13,sono disoccupato ..vorrei sapere come quantificare l’importo dell’assegno di mantenimento..la casa e’ di propieta’(pagata da me)la mia ex non a mai lavorato.Tenendo conto che lei risulta propietaria di 2 immobili che il papa’ gli a intestata,di quanto sara’ l’assegno di mantenimento che io dovro’ versare loro????Per favore qualquno mi illumini!!!!!

  • Alberico ha scritto:

    Buongiorno,
    nella mia separazione è scritto che devo versare il mantenimento per le mie figlie “in via anticipata entro il giorno 15 di ogni mese”.
    Si intende cioè che il 15 ottobre verserò la cifra per novembre? Se tardo costantemente di qualche giorno, rischio qualcosa?
    Grazie per la risposta

  • fabio ha scritto:

    buongiorno a tutti !

    vorrei porre un quesito: la mia compagna con cui ho convissuto per qualche mese e con la quale ho avuto un figlio,al compimento del nono mese del nostro figliolo ha sequestrato il bimbo e lo ha portato all’estero in un paese exstracomunitario di cui lei è cittadina.Dopo vari tentativi per vie legali non ho ottenuto nessun risultato,il bimbo resta li,e lei non da piu notizie ne di lei ne del bambino,per cui ovviamente non mi fa vedere mio figlio(aihmè non lo vedo da 9 mesi).Il giudice nel frattempo mi ha imposto di pagare l’assegno di mantenimento di 500 euro al mese.A questo punto mi chiedo: devo pagare e non avere neanche la possibilita ne la speranza di vedere mio figlio!!!??? mi sento solo spremuto senza pieta e usato come un bancomat… saluti Fabio

  • stefano ha scritto:

    Buonasera, senza addentrarmi nelle infinite diatribe della mia separazione, vorrei dei chiarimenti sulle spese straordinarie. Secondo la mia ex moglie TUTTO e’ straordinario. Se mio figlio ha una festa di compleanno e spende 15 euro x il regalo, secondo lei devo darle la meta’; va a giocare a calcetto il giovedi’ con gli amici ? Il costo del campo ( 5 euro ) x lei e’ a meta’.Mio figlio ha bisogno di una camicia x una serata particolare ? A meta’, ci mancherebbe!! E tanto altro ancora. Vi chiedo, cortesemente, al di la’ della definizione di “spesa straordinaria” trita e ritrita, di darmi una specifica indicazione relativamente ai casi che vi ho menzionato. Le spese citate sono straordinarie ??? Devo darle la meta’ che mi chiede ?? Grazie infinite

  • simone fiori ha scritto:

    salve, sono un padre che ha sempre mantenuto regolarmente la figlia per ben 13 anni..infatti tra separazione e divorzio sono passati cosi tanti anni..vorrei sapere se possibile il prossimo 31 ottobre mia figlia Giulia compierà 18 anni…come mi devo comportare con lei? devo sempre dare l’assegno di mantenimento?lei frequenta le superiori,
    e se si sempre LA solita cifra oo devo rivolgermi a un avvocato ancora?
    e se si posso intestare il bonifico che le invio a lei direttamente e non piu alla madre? rispondetemi.
    grazie
    Simone dalla proivincia di LUCCA

  • Massimo ha scritto:

    Salve,sto per divorziare e volevo chiedere se è possibile, con la stessa pratica, includere anche la riduzione dell’assegno di mantenimento per mio figlio visto che le condizioni economiche sono cambiate e cambieranno ancora di più in quanto sto per avere 2 gemelli con la mia compagna.Ho il dubbio se aspettare che nascano per avere già lo stato di famiglia definitivo o se farlo subito.Grazie

  • Andrea ha scritto:

    Salve,
    vorrei fare una domanda:
    verso regolarmente un assegno di mantenimento per le mie due figlie minorenni stabilito in atto di separazione di 535 euro mensili più spese mediche e sportive, sono già due anni che nei periodi estivi la bambine stanno con me per due mesi,luglio e agosto,dato che l’assegno che verso è stato deciso che è per il mantenimento delle figlie e non della madre mi chiedo ma nel periodo che loro sono con me devo versare lo stesso l’importo alla madre?
    Potrei chiederlo io un contributo a lei in quei periodi….non lo farei mai,ma neanche lei dovrebbe pretenderli da me.

    Grazie ancora

  • Rita ha scritto:

    buon giorno, sono separata da 5 anni ,io e mia figlia abitiamo fuori città, puntualmente ogni anno nel mese di settembre (inizio scuola) il mio ex sostiene che l’abbonamento per gli autobus per raggiungere la scuola in città non rientano nelle spese scolastiche e quindi non vuole riconoscermi il 50% della spesa e così??

  • grazia ha scritto:

    Grazie Alfredo e grazie Silvia, la vostra risposta e’ molto importante
    per me, anche solo per una mia soddisfazione personale, perche’ dopo tante agherie fatte nei miei confronti posso finalmente avere un qualcosa a mio favore.

    Grazie ancora.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Grazia e Arianna, come dice Alfredo, il mantenimento direttamente al maggiorenne viene riconosciuto solo se il figlio ha un tipo di vita per cui dimostra elementi di indipendenza.
    Per esempio può essere riconosciuto ad un figlio che va a studiare fuori casa per l’università. Di solito i giudici negano il versamento diretto al figlio, nonostante la legge dopo la modifica del 2006 sembri presentarlo come la normalità, proprio perchè si rendono conto che i figli restano dipendenti dal genitore collocatario ben oltre i 18 anni.
    Comunque il pagamento al figlio non può essere automatico e deve essere autorizzato dal giudice al quale il genitore tenuto al mantenimento deve ricorrere per una modifica delle condizioni di separazione/divorzio.

  • Alfredo ha scritto:

    Ciao Grazia,
    per quel che è la mia esperienza di padre separato che ho il figlio maggiorenne studente in casa a mio carico, il giudice ha stabilito che l’assegno di mantenimento della madre deve essere dato a me.

    Lei durante l’udienza presidenziale ha tentato di farlo avere al figlio:
    “Signor giudice, mio figlio è maggiorenne ed ha un suo conto corrente, vorrei dare l’assegno direttamente a lui”, ma il giudice le ha detto:
    “Il mantenimento del figlio è affidato al padre e quindi l’assegno di mantenimento (poca cosa, ma un riconoscimento importante per me) deve versarlo al padre”

    Credo comunque che dipenda molto dal giudice, io sono stato fortunato a trovarne uno intelligente che ha valutato la situazione e ha deciso per il bene del figlio (che resta in casa con me, mentre la madre se ne va a vivere con l’amante)

    In bocca al lupo

  • grazia ha scritto:

    Ciao, sono la mamma separata di un ragazzo maggiorenne, vorrei sapere se dopo aver compiuto la maggiore eta’ l’assegno di mantenimente deve
    essere dato a me (che sono la madre) e che gestisco il mantenimento del ragazzo considerando che lui sta ancora studiando o se la gestione dei soldi puo’ essere data direttamente al ragazzo da parte del padre, il quale non vuole assolutamente che mio figlio dia a me parte di quei soldi. Se qualcuno e’ in grado di darmi risposte Ve ne sono grata.

    Grazie Grazia

  • Maria ha scritto:

    Salve, sono Maria convivo con il mio compagno, abbiamo una figlia di 3 anni e sono incinta, lui ha una attività fiorente ma dichiara come stipendio personale 500,00 euro mensili, e sono gli unici soldi che versa per la famiglia. Servono a coprire il solo contratto di affitto cointestato, a tutte le altre spese devo far fronte io.

    Anche in termini di tempo lui non è mai presente se non per 4 giorni alla settimana dalle 21.00 alle 8.00 del mattino, questo mi richiede il pagamento di una babysitter poichè ho un lavoro a tempo pieno.

    Come posso far fronte a questa situazione in cui mi trovo a dilapidare tutti i miei guadagni per la sua mancanza?

  • papàtriste ha scritto:

    Grazie Silvia per la tua risposta. E’ dall’inizio di questo “caos separazione” che ho intenzione di chiedere che mio figlio possa avere collocazione primaria presso di me. Gli avvocati con cui ho avuto a che fare non mi paiono però convinti, non tanto per la mia situazione, quanto per l’ottusità dei giudici, che in Italia sono ancora spinti a tutelare la madre in ogni caso.
    Prima di salutarti ti riporto anche l’ultima parte del mio post, sperando tu possa chiarire anche questo dubbio:
    “Attualmente io sono in cassa integrazione con uno “stipendio” di circa 510 euro e mia moglie non lavora (non ha mai voluto farlo nonostante non abbia alcuna limitazione). Nella realtà in cui ci troviamo adesso, e soprattutto nella mia zona, trovare un posto fisso è un’impresa, anche se a breve dovrei essere assunto in un’associazione che si occupa proprio di bambini. Ma attualmente il mio stipendio è quello sopracitato. In questi mesi di “attesa” della comunicazione della data di udienza, come ti dicevo all’inizio, abbiamo continuato a vivere sotto lo stesso tetto, e mia moglie ha continuato a fare villeggiatura, trascorrendo il suo tempo non col figlio ma con i nostri vicini di casa, pranzando e cenando da loro. Nel mio piccolo ho cercato di svolgere lavoretti per portare qualche soldino in più a casa e non ho mai fatto mancare nulla per nessuno (frigo pieno ecc.). Anche se sottoposto spesso a minacce e ingiurie non sono mai caduto nelle provocazioni, non ho mai fatto dispetti. Mi sono solo continuato ad occupare di mio figlio. Secondo te, dall’importo di 510 euro (sono compresi gli anf), quanto sarà il mantenimento? E in principal modo, mia moglie, che non si è mai data da fare per cercare un impiego, ha totalmente diritto a ricevere anche lei l’assegno?”

  • Arianna ha scritto:

    Ad integrazione del precedente post…
    Il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico. Tale assegno, salvo diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all’avente diritto.

  • Arianna ha scritto:

    Innanzitutto ringrazio per la sollecita risposta, poi vorrei, se possibile un chiarimento…Riporto quanto letto rispetto al versamento dell’assegno periodico.
    l’art. 155-quinquies della Legge sull’affido condiviso n. 54/2006 (Disposizioni in favore dei figli maggiorenni) prevede espressamente che: .
    Da qui deducevo che gli aventi diritto fossero in primis i figli…
    A questo punto, tutte le somme per spese extra corrisposte direttamente a loro, sono da intendersi non pagate?
    E’ possibile sottscrivere un accordo in cui tutte le parti acconsentano che la corresponsione avvenga direttamente ai figli senza ricorrere al giudice?
    Grazie ancora.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Pasqualino, mi sembra che la soluzione proposta dal tuo avvocato sia ragionevole. Per le spese straordinarie devi sempre avere prova che siano state sostenute realmente e già anticiparle è un comportamento di buona volontà.

    @Arianna, Un figlio dalla nuova unione non giustifica una riduzione del precedente mantenimento, ma sicuramente è un buon motivo per non aumentarlo. Per pagare direttamente ai figli dovrebbe essere autorizzato dal giudice.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Alberto, con un ricorso per la modifica delle condizioni di separazione puoi chiedere di pagare il mantenimento direttamente ai figli. (E mi sembra che in questo caso ci siano tutti i motivi).

    @Ilaria, in realtà questa divisione delle spese dovrebbe essere frutto di accordi, non c’è un modo giusto e uno sbagliato di ripartirle. Del resto la spesa di € 950 è appunto “stimata” da voi.

    @papàtriste, sicuramente l’affidamento condiviso non sarà un problema, ma ho qualche dubbio che un accordo che preveda la divisione della permanenza con l’uno e l’altro genitore al 50% possa reggere anche in età scolare con 40 km di distanza. Perchè non provare ad impostare la separazione chiedendo la collocazione prevalente di vostro figlio con te? Non date sempre per scontato che sia impossibile: hai delle motivazioni valide, trova un avvocato che le sostenga adeguatamente.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Tania: ti consiglio di formalizzare i vostri rapporti economici davanti a un giudice, perchè fino ad oggi sei stata in balìa delle decisioni del tuo ex compagno. Tieni conto che, se non lavori, probabilmente avrai diritto al gratuito patrocinio. Comunque mi permetto di ipotizzare che, almeno un lavoro part time, con due bambini che andranno a scuola per parecchie ore al giorno, potresti cercarlo per avere un minimo di autonomia.

    @Cinzia, è difficile fare conti sull’entità dell’assegno senza conoscere tutti i dettagli della situazione economica, ma nel tuo caso mi sento di affermare che, sì, l’assegno è decisamente troppo basso. Per coinvolgere i nonni serve un procedimento giudiziario e la totale impossibilità (anche incapienza nelle esecuzioni) del genitore obbligato.

  • Arianna ha scritto:

    Buongiorno, sono Arianna e sono sposata con un uomo che dal precedente matrimonio ha avuto due figli oggi maggiorenni.
    Studiano e non sono indipendenti economicamente. Negli anni tra i due genitori non ci sono stati particolari conflitti perchè di fatto mio marito accondiscendeva a qualsiasi richiesta della ex, ma da quando il nostro rapporto è divenuto ufficiale ella ha intrapreso diverse e confuse iniziative. Tramite un legale ha prima avanzato una richiesta di maggiorazione dell’assegno per i figli, quando dopo una certa resistenza lo abbiamo accettato per non incorrere in ulteriori spese e lungaggini, è sparita e 6 mesi dopo ha avanzato una richiesta ancora più alta. Mio marito ha un reddito inferiore al suo e un lavoro a progetto, mentre lei ha un contratto a tempo indeterminato e garantito.
    Esistono attualmente a carico di mio marito impegni finanziari che non consentirebbero di accettare le pretese della ex e quando lui ha espresso tale impossibilità, lei è sparita di nuovo.
    Attualmente noi aspettiamo un bimbo nostro, quindi i timori di nuove “aggressioni” si fanno più consistenti, sebbene io lavori e sia indipendente da questo punto di vista. Abbiamo qualche garanzia che a questo punto una richiesta di aumento dell’assegno da parte della ex non ottenga soddisfazione, in ragione della presenza di un figlio piccolo? Inoltre, dato che i rapporti si sono inaspriti, con questa signora, mio marito sta corrispondendo le varie spese extra direttamente ai figli, con ricevute, sia per la maggiore età, sia perchè li incontra di frequente e le richieste sono settimanali. Preciso che questi rimborsi vengono generalmente richiesti via sms.
    Ricordo di aver letto che la Legge prevede che l’assegno periodico ai figli maggiorenni sia corrisposto direttamente a loro, salvo diverse disposizioni…dovrebbe valere anche per gli extra… Ci sono problemi in tal senso?
    Grazie.

  • Alberto ha scritto:

    ah….volevo aggiungere che ad oggi 28agosto,la mia ex manca da casa dal 31luglio…. E’ rientrata solo un giorno per prendere cambio valigia ed ha messo in frigo 3 buste di affettati. Quindi “rubando” i 750euro che riceve come quota per il mantenimento dei nostri figli. Ok sono maggiorenni (quasi 19 e 20 compiuti) pero’,dato che non sono ancora indipendenti economicamente,perchè io devo essere perseguitato dalla legge se non adempio,mentre la “pseudo”madre si permette di “abbandonarli”con affitti,luce,gas arretrati non pagati,senza lasciargli ne cibo ne soldi?

  • Alberto ha scritto:

    Salve,ho 2 figli di 19 e 20 anni,circa 7anni fa pagavo in ritardo ed avevo accumulato debito,quindi la mia ex mi ha portato in tribunale,dove han dato incarico al mio datore di lavoro,di versare l’assegno di mantenimento direttamente a mia ex. Ora il maschio grande son circa 3anni che non si preoccupa di trovarsi un lavoro,coccolato dalla madre. Mentre l’altra figlia,di 19anni ha lavorato come stagista 6 mesi in un azien,da,poi come barista ed ora sta consegnando curriculum presso aziende e altro.Purtroppo la madre è spesso fuori con “l’amico”anche per dei giorni,lasciandoli a casa da soli,frigo vuoto e senza soldi. Come devo procedere,per versare il mantenimento direttamente ai miei figli? mi spieghi bene,non ho certo soldi per mettermi in mano ad un avvocato. GRAZIE

  • papàtriste ha scritto:

    Grazie Paolo, quello che è certo è che non smetterò mai di combattere per il rapporto tra me e mio figlio. La legge c’è, parla chiaro, e deve essere applicata. Soprattutto quando ci sono tante, anzi tantissime cose che dovrebbero muovere l’anima di un giudice verso il papà.

  • Paolo ha scritto:

    @papàtriste:

    Innanzitutto complimenti per aver saputo gestire così positivamente la situazione fino ad ora!

    È vero che il “rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori” prescritto dalla legge trova raramente riscontro nelle sentenze, che i papà sono spesso massacrati da un punto di vista economico e che le difficoltà congiunturali rendono le cose ancora più difficili.
    Penso però che non sia certo ora il momento di rassegnarsi: se racconterai gli elementi e le circostanze e le tue intenzioni come hai fatto nel tuo post, credo che difficilmente le tue richieste (ragionevoli, dopo tutto stai solo chiedendo di poter accudire tuo figlio il 50% del tempo) verranno ignorate.
    Da quello che leggo (per ora non ho esperienza diretta in campo legale) è un po’ una lotteria, quindi tanto vale cercare di giocarsi al meglio le proprie carte, facendo di tutto per essere ascoltati.
    E poi se il bambino passa 50% del tempo con ciascuno dei due genitori, una volta suddivise a metà le spese tipo abbigliamento, mediche, ecc non vedo perché uno dei due dovrebbe versare qualcosa all’altro, visto che vitto, alloggio e doveri di cura sono equamente ripartiti.
    Vista la distanza non trascurabile, fai anche attenzione alle spese ed ai tempi di trasporto (p.es. tu lo vai a prendere e lei lo viene a riprendere) ed a trovare uno schema di alternanza che sia il più possibile gestibile per voi ed accettabile per il bimbo.

    Da un punto di vista emotivo, preparati ad un primo periodo difficile: quando mio figlio è andato a vivere con la mamma a 80 km di distanza da me, aveva 2 anni e mezzo e non era possibile né per lui esprimere la sofferenza né per me fornire spiegazioni. Ma ricordo ancora i suoi silenzi e lo sguardo fisso avanti per non guardarmi quando stavamo per separarci … Visto che non potevo parlargli, gli ho più volte scritto quello che sentivo in un diario, chissà, forse un giorno glielo consegnerò …
    Dopo quasi due anni, posso dirti che, anche se con grande fatica e con momenti di acuta sofferenza, per fortuna forse più mia che sua, la situazione è molto migliorata: il poter parlare, giocare, fare cose insieme, rende possibile la costruzione di un rapporto anche con i tempi ridotti imposti dalla distanza.
    Certo si fa tanta fatica, perché si passa dall’assenza totale alla presenza totale senza mai una giusta via di mezzo, ma tutto sommato ci si riesce.

    Coraggio quindi e … in bocca al lupo!

    PS se non ricordo male, anche se il bimbo non fa parte del tuo nucleo familiare, tu puoi continuare a percepire gli anf (a meno che non sia figlio naturale, nel qual caso gli anf possono essere percepiti solo dal genitore con cui il bambino ha la residenza)

  • papàtriste ha scritto:

    Ringrazio tanto Sonia per il supporto morale. Spero tantissimo che tu abbia ragione.

  • Pasqualino ha scritto:

    Buona sera a tutti…
    non sò se ricordate di me,divorziato e risposato,la mia ex moglie mi stà chiedendo,giustamente,la metà della spesa dei libri per il primo anno di liceo di nostra figlia,che naturalmente vive con lei a forlì,io sono di Torino,il punto è:mi chiede di anticiparli e poi mi farà avere lo scontrino,ma vista la precedente fregatura che ho avuto con la spesa degli occhiali(praticamente li ho pagati tutti io),sono andato da un avvocato divorzista ed ho chiesto come potermi tutelare,mi ha detto di spedire la mia parte,poi se lei non mantiene la parola e non mi documenta la spesa,naturalmente cosa decisa e scritta nella sentenza del giudice,posso detrarre la somma dal successivo mantenimento mensile della bambina,avvisandola della mia azione e spiegandone il motivo con una raccomandata con ricevuta di ritorno;che voi sappiate,è corretto e legale o ci sono altri modi?
    Attendo con ansia e Vi ringrazio di cuore!

  • Sonia ha scritto:

    @papàtriste per quanto ne so io, oggi l’affidamento condiviso è la regola, non l’eccezione, quindi credo che tu abbia molte possibilità di vedere il tuo bambino e di tenerlo con te per parecchio tempo, dopotutto 40km non sono una distanza così grande. Il bimbo ha un rapporto particolare con te e qualunque giudice dovrà tenerne conto, soprattutto per il SUO bene, che viene prima di tutto il resto…non ho cognizioni legali per poterti rispondere, ma la tua lettera mi ha fatto molta tenerezza e ho voluto provare a rassicurarti un po’ mentre aspetti la risposta di Silvia…
    In bocca al lupo

  • papàtriste ha scritto:

    Ciao Silvia, volevo porti un quesito. la causa di separazione con mia moglie, con la quale sono sposato dal 2008, è ormai imminente. ho un bimbo bellissimo di 3 anni. per ora viviamo ancora tutti e 3 sotto lo stesso tetto (siamo in affitto) ma lei già pregusta il fatto che dopo la causa ritornerà a vivere dai suoi genitori (40 km di distanza dalla nostra redidenza attuale). Genitori che sono, per non dilungarmi troppo, la causa della fine del mio matrimonio (mi hanno anche fatto credere che la figlia mi avesse tradito). E lei è tranquilla, in quanto, parole sue, “nessun giudice mi permetterà di vederlo con frequenza”. ma la cosa che mi rattrista è che sono stato io ad occuparmi di mio figlio negli ultimi due anni, nel mangiare, nel farlo uscire e soprattutto, cosa meravigliosa per me, nel farlo dormire. e per dormire intendo noi due da soli nel lettone, in quanto mia moglie verso la fine del 2009 ha deciso di sua spontanea volontà di andare a dormire in un’altra stanza, poichè “il bambino russava e non le permetteva di riposare”. Io e mio figlio abbiamo un rapporto splendido, veramente. e il pensiero di poterlo perdere mi sta giorno per giorno indebolendo. Secondo te è così difficile poter applicare la legge dell’affidamento condiviso? è così difficile poter avere mio figlio con me 3 giorni e 3 notti la settimana? (considerato che tutte le sue abitudini sono associate al padre?) è così difficile poter avere il diritto di continuare a fare il papà, la cosa cioè che mi riesce far meglio? e, soprattutto, perchè la donna che non è stata mai veramente madre, ma solo figura indiretta, deve essere tutelata sempre e comunque? prima di salutarti volevo anche chiederti un parere sul lato economico. attualmente io sono in cassa integrazione con uno “stipendio” di circa 510 euro e mia moglie non lavora (non ha mai voluto farlo nonostante non abbia alcuna limitazione). nella realtà in cui ci troviamo adesso, e soprattutto nella mia zona, trovare un posto fisso è un’impresa, anche se a breve dovrei essere assunto in un’associazione che si occupa proprio di bambini. Ma attualmente il mio stipendio è quello sopracitato. in questi mesi di “attesa” della comunicazione della data di udienza, come ti dicevo all’inizio, abbiamo continuato a vivere sotto lo stesso tetto, e mia moglie ha continuato a fare villeggiatura, trascorrendo il suo tempo non col figlio ma con i vicini di casa, pranzando e cenando con loro. nel mio piccolo ho cercato di svolgere lavoretti per portare qualche soldino in più a casa e non ho mai fatto mancare nulla per nessuno (frigo pieno ecc.). anche se sottoposto spesso a minacce e ingiurie non sono mai caduto nelle provocazioni, non ho mai fatto dispetti. mi sono solo continuato ad occupare di mio figlio. Secondo te, dall’importo di 510 euro (sono compresi gli anf), quanto sarà il mantenimento? E in principal modo, mia moglie, che non si è mai data da fare per cercare un impiego, ha totalmente diritto a ricevere anche lei l’assegno? e cosa più importante… ho speranze nel poter avere mio figlio almeno 3 giorni e 3 notti la settimana?
    PS Vorrei poter essere il genitore collocatario, ma sono solo un padre che ha assunto entrambi i ruoli genitoriali… solo che non mi chiamo mamma

  • Ilaria ha scritto:

    Buonasera, ho un quesito relativo alle spese “straordinarie”. Sono divorziata dal 1995, ho una figlia di 21 anni iscritta all’università, che a ottobre partirà per trascorrere 10 mesi con il progetto Erasmus. Vista l’età e la situazione mutata,abbiamo deciso che il padre versasse direttamente sul c/c di nostra figlia l’assegno di mantenimento. L’assegno del mio ex marito ed il contributo Erasmun non basteranno a coprire tutte le spese. Come deve essere ripartita la restante cifra che dovrà essere elergita alla ragazza? Si può considerare come spese scolastiche straordinarie e quindi a carico di entrambi al 50%? Il mio ex marito dice che su una spesa totale di 950 euro lui metterebbe assegno (400 euro) + 75 euro per arrivare al 50% della cifra. secondo me il conto corretto dovrebbe essere: spesa stimata 950, meno contributo Erasmus 230 restano 720 – mantenimento 400 siamo a 320, diviso due 160 a testa , quindi il suo assegno dovrebbe diventare 400+160. Sbaglio? Grazie in anticipo per la Vs. cortese risposta e grazie per il vostro aiuto.

  • ALBERTO ha scritto:

    Buongiorno,sono divorziato da 11anni,ho 2 figli di 20 e 19 anni che vivono tutt’ora con la madre. La mia ex lavora con busta paga da 4anni come bidella presso un asilo comunale. Io passo tutt’ora,con trattenuta diretta dal datore di lavoro in busta paga,730euro con rivalutazione ISTAT annua,non so quanto percepisca la mia ex ma ultimamente capita spesso che stia fuori casa per 5 o piu’ giorni,lasciando il frigo vuoto e i miei 2 figli senza un euro in casa.Ora sono 2 settimane che non rientra,è a Como presso un “amico” e il moroso di mia figlia ha fatto una spesetta di 50euro.
    Come posso procedere in questa circostanza e soprattutto per far dare direttamente ai figli il mantenimento? Io convivo da 4anni ed ho anche una bimba di 9mesi,la mia compagna non lavora ed il mio reddito netto(tolto il mantenimento figli) è di circa 900/1200 a seconda degli straordinari. GRAZIE

  • Silvia (author) ha scritto:

    Orkidea, ci ho messo un po’ per capire che ti riferivi al primo commento a questo post, che ne ha ben 415. Comprendo le difficoltà di chi mantiene un figlio da solo (le comprendo perché le affronto ogni giorno nel mio lavoro, dato che ci sono tantissime separazioni in cui il genitore non collocatario dei figli svanisce nel nulla). Il commento du Serena non mi sembrava però offensivo e offriva solo un primo spunto di riflessione su questo post. Del resto Serena vive in Svezia e quella è la sua realtà ( però della baby sitter a 50 centesimi l’ora non mi aveva mai parlato! Anzi, mi sembra che ha avuto un bel da fare a trovarne una quando le serviva). Non riesco a comprendere come possa offendere te, che hai avuto la costanza di studiare, lavorare e crescere un figlio da sola, col giustissimo aiuto dei tuoi genitori, un commento in cui semplicemente si accenna a una realtà diversa.
    Ah, e comunque questo non è un forum.

  • orkidea83 ha scritto:

    scusate, ho scritto silvia, ma volevo rispondere a SERENA.

  • orkidea83 ha scritto:

    Ma si possono pubblicare commenti come quelli di Silvia? Serve una laurea in economia (che comunque ho) per capire che l’Italia non è la Svezia, come non è l’Australia, ma che parliamo di paesi completamente diversi? Cara Silvia, per la prossima volta ti consiglio di informarti bene prima di offendere indirettamente chi come me ha studiato lavorando (i miei genitori mai mi hanno aiutata) e provvede da sola, e da quando avevo 18 anni, al mantenimento della figlia. Anche in Australia vale quello che dici tu: i ragazzi se ne vanno presto di casa. Ma il loro governo li aiuta rendendo restituibile a rate, e solo a partire dalla prima occupazione, le spese sostenute per l’università. Le ragazze madri come me trovano subito alloggi popolari dove condurre una vita dignitosa (io ho fatto richiesta 11 anni fa e non ho ancora avuto alcun aiuto). I ragazzi che se ne vanno di casa a 18 anni sono aiutati dal governo con affitti a basso costo. In Australia non esiste la “fame da contratto precario sottoretribuito”.
    Nei paesi scandinavi, in caso di malattia di un figlio, viene inviata una baby-sitter direttamente dal comune al costo di 0.50 euro l’ora, così che la madre possa presentarsi comunque a lavoro, se vogliamo spaziare. In Italia per il momento non ho mai sentito simil servizio:
    una mamma lavora precaria pregando che il figlio non si ammali perchè una sua assenza potrebbe significare il non rinnovo di un contratto da 800 euro mensili, che per quanto miseri, mettono il pane in tavola,
    soprattutto nei nuclei mono-genitore dove l’altro non corrisponde l’assegno ai figli.
    Auguro a te e ai tuoi cari di continuare a godere dei privilegi che avete avuto, dato che solo chi non ha provato e non sa può scrivere una cosa del genere, ma proprio per tale motivo potrebbe evitare di partecipare ai forum.

  • cinzia ha scritto:

    ciao, vorrei fare una domanda: sono separata da un anno, ho lasciato la casa coniugale al mio ex fuggendo da una situazione di violenza che nn sto a spiegare, ho due figlie minori collocate presso di me, affidamento congiunto, la più grande 16enne non vuole frequentare il padre perciò vive solo con me, la piccola una o due volte la settimana, anche se con fatica, sta col padre. io dipendente statale 1100 euro, lui anche ma 2000 euro. io pago un affitto di 500 euro e mi viene corrisposto un assegno di 300 euro per tutte e due le figlie, nulla per me. posso pretendere di più e se si quanto, non ho nulla di mia proprietà. E’ vero che in casi estremi anche i nonni devono paterni devono contribuire (sono proprietari di una palazzina di 4 piani in luogo importante) Grazie

  • tania ha scritto:

    salve ho trovato questo sito x caso, volevo un parere, io ho convissuto x 8 anni con un uomo con cui ho avuto due bimbi, 8 anni di galera, nn potevo uscire mai neanke kon un amika, 2 anni fa’ se ne ando’ lasciandoci , ma x me e’ stata una liberazione, perke cmq se c’ era o nn c’ era era la stessa kosa, nn usciva mai kon noi, al mare in piscina , all ospedale, sempre io partivo con loro, i miei figli hanno 8 , e 4 anni e mezzo, all inizio ci dava 1200 euro, mi diceva che me li dava per fare il mio dovere, ossia, stare sempre con loro, accudirli, ecc, lui li avra’ visti in due anni si e no 10 volte, perche i bimbi all inizio lo cercavano, poi con il tempo 1000 euro, poi 800, finche a maggio di quest anno l hanno licenziato, ora lavora in nero, prende 1400 euro sempre con la stessa ditta, x di piu ha fatto la domanda di disoccupazione , mi sta dando 600 euro, e ogni volta insulti telefonici, premetto ke io pago 500 euro solo di affitto, i miei figli avranno dormito da lui 3 volte, ma lui li lasciava kon il fratello tossico e se ne andava a pesca, per di piu il grande mi ha raccontato dei magheggi strani che fanno a casa del fratello, penso sia cocaina, e io nn ce li sto’ mandando piu giu da lui, io porto i pupi a scuola, in piscina, dal dottore, lui nn sa’ neanke quanto stanno male, nn si interessa di nulla, mio figlio grande ha kominciato ad odiarlo, gli ho detto proprio oggi di darmi qualkosa in piu, mi ha minacciata di andare da un avvokato se ho le palle, io ho paura perke lavorando in nero, nn credo mi dia i soldi ke mi aspettino x fare il genitore al 100 x 100, e io purtroppo nn lavoro, e se lo trovassi a ki lascerei i miei figli? sarebbe una rimissione, ma nn ce la faccio piu io voglio il bene dei miei figli, kosa mi konsigliate?

  • Antonio ha scritto:

    Cara Silvia,innanzitutto grazie per le risposte sempre esaudienti che dai,però non trovo giusto(e qualc’uno prima o poi dovrà cambiare questa norma)e cioè di corrispondere il mantenimento alla ex anche durante le vacanze estive che i figli passano con il genitore non affidatario,si parla di affido condiviso e la condivisione deve essere su tutto,quindi anche la mamma in questo caso deve contribuire al mantenimento per il piccolo periodo che stà con mè….forse non succederà mai,ma un giudice che la penserà diversamente si troverà prima o poi e la cassazione dovrà pur tenerne conto(vedi anche periodo di crisi globale e sopratutto finanziaria);scusate lo sfogo ma non digerisco le ingiustizie.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Manu, decisamente non è possibile. Non accettare accordi impossibili: in questi casi è meglio far decidere al giudice con una giudiziale.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Marco, se quella di tua figlia è un’occupazione stabile (non è necessario un contratto a tempo indeterminato, ma che non sia un lavoro saltuario) e trovi il modo di provare che lavora in nero, certo che puoi ottenere la riduzione.

    @Paolo, a me la giurisprudenza non sembra molto contrastante. Il mantenimento non può essere ridotto poichè i suoi presupposti non sono basati sul mantenimento del figlio per quel singolo mese. Le sentenze in tal senso sono recentissime. Questo un esempio per tutte “Con la sentenza n. 15566 depositata il 14 luglio 2011, in tema di assegno di mantenimento, la prima sezione civile ha stabilito che l’assegno di mantenimento in favore dei figli minori non può essere ridotto in relazione al tempo che il bambino passa presso il padre (o la madre non affidataria, a seconda dei casi).
    Infatti, l’assegno va stabilito tenendo conto della situazione economica dei genitori e delle esigenze del minore e avendone motivato la quantificazione su base annua, con ripartizione mensile, ritenendo in relazione all’importo stabilito ininfluenti le modalità di visita e di soggiorno presso il genitore non collocatario

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Riccardo, certo che ci sarà un giudice disposto a valutare la perdita del lavoro da parte tua e potrebbe valutare anche la recente corresponsione di una somma di 5.000 euro per prevedere una momentanea riduzione. Verrà però valutata anche la tua capacità di ritrovare lavoro e comunque di produrre redditi anche saltuari in attesa di una nuova sistemazione. Insomma è normalmente previsto che per mantenere un figlio, si accetti ogni tipo di lavoro, anche in via provvisoria.

    @Antonio, la risposta di Sonia è corrette. Nessuno ti denuncerà per 50 euro (il reato previsto dall’art. 570 c.p. ha altri presupposti), ma la madre di tua figlia potrà tranquillamente pignorarti quella somma dallo stipendio con le relative spese di procedura.

    @Giuseppe, devi chiedere l’eliminazione dell’assegno per tua moglie, provando la sua attività lavorativa, con testimoni o altri mezzi.

    @Morena, il padre di tua figlia deve versare a te il mantenimento oppure può chiedere giudizialmente di versarlo direttamente alla figlia maggiorenne. Deve però essere autorizzato a questo solo da un giudice all’esito di un ricorso: se così non fa, è inadempiente (come se non avesse pagato, quello che verserebbe sul libretto cointestato sarebbe da considerarsi un regalo extra alla figlia). Se tua figlia vive ancora con te, studia e non ha margini di indipendenza (ad esempio andare in un’altra città per l’università) difficilmente sarà accolto il suo (eventuale) ricorso.
    Per il libretto postale, temo che se ha potuto ritirare i soldi non vi fossero vincoli. Puoi al limite fargli richiesta scritta di sapere con esattezza dove sono quei soldi.

  • Silvia (author) ha scritto:

    E’ tanto che non rispondo ai commenti a questo post. Cercherò di rimettermi in pari.

    @Nicoletta. Le spese straordinarie dovrebbe pagarle solo dietro presentazione di scontrini/fatture/prove di spesa. Sul mantenimento ordinario non può chiedere prova di spese, si tratta di un contributo globale e forfettario alle normali esigenze di vita (spesa alimentare, utenze domestiche, ecc.)

    @Jaqueline, da quello che capisco al momento lui non è proprietario di alcun terreno, in quanto la proprietaria è la madre. Sarà tenuto a garantire al figlio e a te lo stesso tenore di vita avuto nel corso del matrimonio, valutandone la durata e comunque le esigenze diverse dovute alla separazione, come la necessità di due diverse abitazioni. Il riconoscimento a te del 50% del valore della casa è una strada percorribile in sede di accordo, ma dato che c’è ancora un mutuo da pagare e se sarà lui ad accollarselo, non vedo perchè sarebbe tenuto a corrisponderti il 50% del valore della casa (che pagherebbe interamente lui).

  • Antonio ha scritto:

    Infatti non è possibile,devi chiedere di più almeno 600euro in quanto io con uno stipendio più basso e con il mutuo da pagare,verso 300euro mensili….pretendi di più.

  • Manu ha scritto:

    Buongiorno, purtroppo vivo un momento molto duro in quanto mio marito ha chiesto la separazione ed ha già lasciata la casa (intestata ai miei suoceri) andando in affitto.
    Ha lasciato me e in nostri due bimbi di 2 e 4 anni.
    Vuole separarsi al piu’ presto ma non vuole concedere piu’ di 400 euro al mese per entrambi i bimbi.
    Lui guadagna circa 2000 euro al mese e ne paga 400 per l’affitto della sua nuova casa, io ho una busta paga di circa 800 euro al mese ma ne pago 500 di mutuo per l’abitazione in cui gestisco il mio nido famiglia. L’abitazione fu presa l’anno scorso in comune accordocon mio marito ma essendo intestata solo a me ora mi tocca sostenere da sola anche la spesa del mutuo…Come potrei vivere con i miei bimbi con un assegno di mantenimento sui 400 euro?Secondo voi è possibile?
    Grazie

  • paolo ha scritto:

    Sono separato legalmente da circa 2 anni, e corrispondo alla mia ex moglie un assegno, finalizzato al mantenimento dei figli, di 1000 euro al mese. I ragazzi, che hanno 17 e 18 anni, ora trascorrono più tempo con me. Inoltre, come stabilito in sede di separazione e come da accordi, trascorrono con me circa 15 giorni in estate, 1 settimana a Pasqua ed 1 a Natale. In tali periodi, pur essendo i ragazzi con me e sostenendo io dei costi anche elevati per portarli in vacanza, ho sempre continuato a pagare l’assegno intero. Qualche giorno fa il mio avvocato, contrariamente a quanto dettomi in passato, mi ha detto che invece in quei periodi devo detrarre la cifra dall’assegno mensile (esempio : se sono con me 15 giorni la metà, una settimana un quarto), in quanto la madre non sostiene spese.
    In effetti, il mantenimento in quest casi si rivela “doppio”, concretizzandosi nell’assegno e nelle spese “vive” per le vacanze.
    Poichè la giurisprudenza pare contrastante sull’argomento, vorrei capirci di più…Grazie

  • marco ha scritto:

    Buongiorno, sono un uomo divorziato di 53 anni.
    Scrivo per avere dei chiarimenti e o consigli.
    Sono divorziato da 6 anni e separato da 10, verso regolarmente l’assegno di mantenimento per la ex coniuge e i figli di anni 27 e 21.Ad oggi, sia l’ex che il figlio di 21 anni non hanno nessuna occupazione, mentre mia figlia di 27 anni lavora (in nero) da circa 10 mesi.Detto questo,volevo sapere se attualmente ci sono le condizioni per poter ridurrere l’assegno divorzile!
    Grazie e cordiali saluti.

  • Morena ha scritto:

    Buonasera,
    posso sottoporre questo quesito ?
    Ho convissuto con il padre di mia figlia per 12 anni. Nel 2005, sono venuta via con mia figlia che aveva 11 anni. Lui ha venduto subito la casa e con sentenza del giudice mi passa il mantenimento per la figlia di € 500,00 al mese (non ha mai fatto la rivalutazione ISTAT come ordinato dal giudice). Questo mese di Agosto lei sarà maggiorenne e lui da qualche mese sta dicendo che le farà un libretto cointestato a lui dove depositerà i soldi. Mia figlia è passata in 5° superiore, studia con ottimo profitto e intende proseguire per l’università. Ho ragione di pretendere che l’assegno venga fatto ancora a me visto che lei vive con me e non è autosufficiente ? Inoltre ho scoperto che un libretto postale dove erano i soldi di mia figia è stato chiuso senza la mia firma già nel 2006 e lui le ha detto che i soldi che era sul libretto glieli ha investiti in buoni postali e che li avrà quando sarà più grande.
    Cosa posso fare ?
    Grazie, Morena

  • giuseppe ha scritto:

    buongiorno Silvia avrei un quesito molto importante,sono separato da un anno e verso tutti i mesi regolarmente l’assegno di mantenimento,ma in questo assegno egoisticamente la mia ex moglie ha chiesto di inserire un mantenimento anche x lei perche’ diceva di non aver lavoro,ma da quando ci siamo separati lei lavora in nero e fa lavoretti vari sempre in nero.Volevo chiedere come fare x non permettere sempre questo sopruso nei miei confronti visto che il mio stipendio e quello che e’ e facendo fronte anche ad una spesa straordinaria per mio figlio mi crea un gran problema a fine mese rinunciando io anche a spese mediche a me necessarie.grazie

  • Antonio ha scritto:

    Ti ringrazio ancora per la risposta,comunque rimango del mio parere ed infatti sottrarrò la grandissima cifra di 50,00euro dal mantenimento,spero che mi denunci così vedremo davanti al giudice se ho commesso un reato o semplicemente chiedo che le spese da mè sostenute non siano doppie,altrimenti rischiamo che molti padri(e molti amici miei stanno iniziando)a non poter effettivamente passare le vacanze con i propri figli per questioni meramente pecuniarie e quindi per l’ottusità di una parte(vedi ex)rinunciarvi….mi sembra un vero delitto.

  • Sonia ha scritto:

    Antonio, capisco il tuo disagio, ma quello che ti ho risposto non dipende da quello che c’è scritto sulla sentenza, il mantenimento è sempre su base annua, nel senso che è una cifra stabilita per tutto l’anno e viene pagata mensilmente. Lo so perché mi sono informata.

  • Antonio ha scritto:

    Grazie per la risposta,ma controllando la sentenza di separazione non si parla di base annua ma di mensilità….e comunque il buon senso porterebbe a non dare il mantenimento anche per il periodo che stà con mè…anche perchè per inciso se fossi un paper de paperonisnon avrei fatto questioni ma essendo un insegnante con il contratto bloccato fino al 2014 e con la nuova finanziaria che ci colpisce tutti,un sacrificio da entrambi le parti mi sembra ovvio.

  • Sonia ha scritto:

    Antonio, il mantenimento è stabilito su base annua, con rata mensile, quindi anche se tua figlia resta con te per un certo periodo, l’assegno devi versarlo dello stesso importo.

  • Antonio ha scritto:

    Buongiorno,sono separato da 4 anni e proprio in questi giorni ho con mè mia figlia per le vacanze estive….domanda:verso 300,00euro mensili alla mia ex regolarmente,ora ho deciso che restando con mè mia figlia per 10gg. consecutivamente di ridurre di 50.00euro l’assegno di mantenimento,a cosa vado incontro?secondo voi è giusto che io paghi 2 volte il mantenimento di mia figlia?Vi ringrazio.

  • Riccardo ha scritto:

    Buongiorno a tutti e tutte, sono un papà separato dal figlio ormai diciannovenne, ho sempre pagato regolarmente il suo mantenimento con bonifico a sua madre (con cui ho solo convissuto per i primi tre anni del bambino). Ora il problema è, che perso il lavoro, non sò se posso almeno ridurre la cifra del mantenimento. Gli avevo appena regalato 5000 euro messi in un libretto postale a nome del ragazzo. Ora considerando che sono proprietario della casa in cui vivo, pensate che ci sarà mai un Giudice che capirà il mio bisogno attuale di riduzione del mantenimento, causa la perdita del lavoro? Grazie per le risposte…

  • JACQUELINE ha scritto:

    Buongiorno a tutti voreri farmi una domanda , in qunato io e mio marito dopo 6 anni di matrimonio e 3 di ocnvivenza siamo arrivati al capolinea e stiamo pensando di separaci, parlando di mantenimanto del bambino ci sono dellincongruenze fra di noi , allora vorrei chiedere un Vostro parare visto che siete così informati …
    precisiamo
    1- abbiamo comprato casa insieme è intestata a tutte e due ( esiste un mutuo )
    2- Lui percepisce circa € 2.300/2.500 mesili per 14 mesilita’
    3- E’ propietraio di vari terreni ( che passeranno a lui dopo la morte della madre)
    4 -Io faccio il part-time ( voluto da tutte e due ) per seguire meglio il bambino .

    Io penso ( e posso sbagliarmi ) che se lui vuole rimanere nella casa si fa come se si vende e il ricavato da diviso per due . ( lascaindo perdere che la casa e’ stata arredata per un valore di circa € 20.000 )e rimangono in casa.
    E visto che mi trasferirei vicino ha mia madre dovro’ pagare una affitto e continuerei a fare il part-time lui quanto mi dovrebbe corrispindere all incirca.

    e il ricavato della casa ( dove io non posso restare troppo oneroso per le mie finanza ) va diviso per due ?
    Lui dovrebbe garantire a me e al bambino lo stesso tenore anche dopo separati.

    Vi prego rispondete …. e grazie

  • nicoletta ha scritto:

    Buongiorno,ho un compagno separato da tre anni, padre di 2 figli minorenni che hanno la residenza presso la madre, ma avendo l’affidamento congiunto i bambini passano con noi 15 giorni al mese.Il padre versa alla madre un assegno mensile di 400euro per le spese ordinarie ed il 50% delle spese straordinarie.Ora, la cifra per entrambi i figli non é esagerata ma sicuramente la madre spende una minima parte della somma per il loro abbigliamento.I bambini infatti, sono sempre vestiti con abiti vecchi e sdruciti.La nostra domanda é se é possibile e legittimo chiedere alla madre le prove( scontrini) degli effettivi avvenuti aquisti per i bambini,il nostro dubbio é che la madre usi quei soldi per altre cose sue personali.Ringrazio anticipatamente per la risposta,se possibile.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Bravo Paolo, raccolgo il suggerimento e cerco un po’ di materiale (magari il post lo rimandiamo a settembre…)

  • Paolo ha scritto:

    Forse quello che dovremmo sempre tenere presente è che ognuno ha la sua storia ed ogni storia a modo suo è unica.
    Non ha senso generalizzare e dividersi (scannandosi) fra categorie, perché ci sono papà str…i e mamme str…e così come papà splendidi e mamme splendide (e tutte le altre combinazioni …)
    Sarebbe però interessante disporre di dati statistici (importo assegno, assegnazione casa familiare, collocazione dei figli, ecc) su cui riflettere e confrontarsi.
    Potrebbe essere un’idea per uno dei prossimi post …

  • Silvia (author) ha scritto:

    Massimo, che dire? Non siamo davvero qui per giudicare chi ha ragione.

  • un padre (massimo) ha scritto:

    Salve IO SONO UN GENNITORE SEPARATO DA CIRCA UN’ANNO ho due figli con la mia ex uno di 18 anni e l’altro di 13 anni.
    purtroppo voi donne ( dico VOI donne) parlate solo di problemi inerenti a ex mariti che non pagano o altro, ma prendiamo il mio caso: Io con i miei figli posso dire che ho un buon rapporto quando sono con me ma quando sono con la madre IO NON ESISTO tranne quando devono avere soldi, quando devono ricaricare il telefono, tagliarsi i capelli e q’antaltro concerne il mio portafoglio.
    Voglio ribadire che alla mia ex passo un assegno di mantenimento pari a 750 euro (stabilite dal giudice)pago 98 euro una rata che la mia ex mi ha lasciato di una cameretta comprata 10 giorni prima che mi arrivasse la lettera dell’avvocato che la mia ex ha contattato per il divorzio pago 60euro al mese per la lezioni private per il figlio minore che ha bisogno della logopedia spendo 300euro al mese per andare a lavorare e vivendo con mia madre devo dare per le spese minime a mia marde 100euro(io percepisco 1200 euro di stipendio)e come se non bastasse la mia ex lavora a nero e non dichiara ma chiama 10 giorni prima per avere i soldi perchè dice che i figli consumano troppo e per farli mangiare ci vogliono oltre 16 euro al giorno però la signora non mensiona i suoi viaggi settimanali a bologna dal suo (amico)causa della separazione che costano oltre 80 euro a viaggio perchè la signora viaggia in prima classe e come se non bastasse ora mio figlio vuole andare a fare un viaggio(ben venga)però la signora non dica che non ha soldi secondo voi chi ha ragione??????????????????????? grazie

  • alice ha scritto:

    Non capisco perchè suona male.. é stato un errore perchè erano piccoli e stavano anche insieme da poco.. Non paga alimenti perchè fino ad ora la madre non la mai chiesto.. Se ci sono degli sfizi o cose che gli richiede la figlia sicuramente lo fà..non è uno sconsiderato.
    io penso invece che si dovrebbe ammirare una ragazzo che a 20anni si prende l’impegno di crescere la figli nonostante non la voleva (non si puo volere una figlia questa età..a quest età non si capisce niente di queste cose)ma è successo e invece di scappare dal problema lo ha affrontato..poi si son rimessi insieme per 4 annni..poi si son lasciati perchè hanno visto che non erano fatti per stare insieme..cosi Hanno deciso dn rimanere in buoni rapporti come due persone mature.
    Sono passati anni.si cambia e si cresce.. E’ distaccato perchè non la vede come una figli m piu come una sorella.. Adesso invece vorrebbe farsi una famiglia vera.. E vorrebbe farsela con me perchè in me h trovato cose che ha sempre sognato di avere. Cmq questo rimane un pensiero suo.
    Forse mi son espressa male nel dire che sia l’uomo della mia vita..anzi non ne sono sicura per niente.. ma non è facile spiegare con poche parole..Son stata molto diretta,ma sono cosciente del fatto che è molto molto presto per fare delle scelte….per questo io mi prenderò tutto il tempo necessario per capire tante cose… Volevo solo dire che le basi ci sono per costruire qualcosa di grande e unico(che adesso nn si possono descrivere cosi..sono sensazioni..).
    Quanto alla madre della figlia io la vedo come una persona alquanto sconsiderata( per non dire peggio)..visto che a solo 15anni ha messo al mondo un figlio senza rendersi conto delle conseguenze. Sicuramente colpa del padre che doveva starci attento ma io al suo posto non avrei messo al mondo un bambino.Quindi ora problemi suoi. Butto parlar cosi lo so ma per me queste cose non esistono..son da matti.
    Concludo dicendo che è poco per conoscere una persona 3 mesi ma lo si sente un minimo a pelle se è una pesona è cattiva o scorretta e vi assicuro che da quello che mi ha dimostrato fin ora e invece tutto il contrario.
    Le domande me le faccio e me le farò ancora per molto. Vedremo..il tempo da una risposta a tutto..
    Grazie per la pazienza ed i suggerimenti:-)
    Alice

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alice, sinceramente, già che una figlia di 9 anni sia un “errore della sua vita” mi suona proprio male…
    Poi aggiungi che la figlia non la vede quasi mai e che praticamente la lascia ai nonni nel fine settimana e questo proprio mi suona malissimo…
    Poi mi dici che non le ha mai pagato gli alimenti e lo ritengo un comportamento sconsiderato e scorretto.
    Io mi auguro sincermante che il compagno della mamma sia un buon padre per questa bambina e ammiro quella ragazza minorenne che ha cresciuto una bambina senza nessun contributo, nè morale, nè materiale da parte del padre. Mi farei molte, ma molte domande sull’”uomo della tua vita”…

  • giorgio ha scritto:

    buongiorno sono un papa separato, da 7 anni ho tre figli due maggiorenni. e uno minorenne nonostante tutto io continuo a versare un’assegno di euro 200,00 +un mutuo di 400,00 euro io percepisco un mensile di 1200,oo euro, lel uno mens di 1000,00 fino qua tutto a posto ma la mia domanda e questa siccome lei mi chiama con un legale di partecipare alle spese straordinarie dopo due anni del 2010\2011 di una somma di 4823 divisa al 50% detta dall’avvocato sulla lettera c’e scritto dopo continui sollicitazioni telefoniche,dicono che io non ho risposto ma non e vero, ma io non ho avuto nessun avviso neanche a voce dei miei figli. la mi domanda e questa posso chiedere lammontare dei contributi comunali sia per i libri di testo che per le borse di studio della provincia essendo una auiuto alla famiglia, e non a mia moglie. io devo pagare x intero e lei avuto tali agevolazioni, x non dire fatture dentistiche e farmaci darli anticipatamente x poterle scaricare con il 730.nella sede di separazione ho chiesto che si vendeva la abitazione perche non potevo affrontare la spesa del mutuo e lovori straordinari della stessa, adesso e venuto tramite il condominio di versare un importo di 14mila euro divisi sono 7mila euro a testa io da premettere che con variati spese affitti ecc ecc non posso mangiare sottolineo mangiare l’altre mie domande sono 1° posso chiedere a quanto ammonta le agevolagioni dei testi dei libri e delle borse di studio x spese scolastiche e la diminuizione dei scontrini non scaricate a suo tempo x il 730 non arrivari mai in mio possesso e ce la sua rimanenza posso darglieli visto la mia situazione economica a 30 euro il mese e x la casa io non sono stato avvisato di questa rinione straord. posso appelarmi vi ringrazio anticipatamente susate un po di errori ma io sono emotivo

  • Gianna ha scritto:

    X Alice, 3 mesi… l’uomo della tua vita? Sarei curiosa di capire come lo hai capito…:/

  • alice ha scritto:

    Buongiorno.
    Sono una ragazza di 25 anni che ha conosciuto finalmente l’uomo della sua vita (siamo uguali in tutto e per tutto,siamo in sintonia, mi rispetta, mia ama e vede il suo futuro
    insieme a me..)da 3 mesi.Insomma,fino ad ora non ho mai conosciuto un persona cosi e ho paura di perderla. L’unico problema è che ha una figlia di 9 anni, riconosciuta. Non è stato sposato, erano piccolo quando è successo (l’ha messa incinta), e la madre era una minorenne. E’ stato un errore della sua vita, ma ora mi ritrovo a scegliere se accettare la sua situazione, cioè stare con lui (cosa che vorrei tanto), oppure non accettarla e chiudere la storia. Lui la figlia non la vede quasi mai,piu i suoi genitori il fine sett che se ne occupano, ma non vive con lui. La mamma non gli ha mai chiesto gli alimenti e gli ha detto che mai lo farà, anche perchè presto andrà a vivere con il suo attuale compagno. Io ho forti dubbi a rigurdo. Ora non ci sono problemi, ma ho paura che crescendo la bambina , cresceranno anche le sue esigenze e magari cambiano i rapporti con la mamma (ora in buoni rapporti),le cose cambiano e non si sà mai nella vita. Ho paura che la cosa andrà un giorno a finire in Tribunale..insomma che la situazione si complichi e che io mi dovrò accollare tutti questi problemi se voglio una famiglia con lui in futuro. Non so che fare, soprattutto xkè la scelta di continuare con lui è contro l’opinione e gli ideali che si son fatti di me i miei genitori.I miei dicono di lascir perdere, perchè sono giovane,nn devo rovinarmi la vità così, chi me lo fa fare. Vorrei tanto che ci fosse una soluzione a tutto questo.. Quanto è ingiusta la vita!
    Se qualcuno riesce a darmi qualche consiglio gli sono veramente grata.
    Grazie.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Tipa, ti invito a moderare i termini. Se Sara ha delle condizioni di separazione che prevedono la divisione delle spese ricreative e sportive, significa che il reddito dei genitori le consente ed è pertanto giusto che vengano divise al 50%. Se sua figlia un divano ce l’ha (!), ha un padre e ha la possibilità di fare sport, è legittimo che si discuta sulla divisione delle spese per questo sport.
    Le domande che pone Sara sono le stesse che ricorrono in migliaia di normalissime separazioni.

    Sara, in effetti le spese sportive andrebbero concordate, quindi il padre ha voce in capitolo sulla scelta. Se è uno sport che non presuppone una spesa oltre la norma (corsi molto cari o attrezzature particolari) non dovrebbero esserci opposizioni. Se poi c’è una particolare avversione per quello sport da parte del padre, una mediazione è d’obbligo: tua figlia dovrà anche valutare un’alternativa.
    Mi sa che ti toccherà il ruolo di mediatrice tra figlia e padre, anche perchè potrebbe non essere d’accordo anche se tu paghi tutta la quota.

    Marco, le norme che riguardano la divisione delle spese per i figli, in Italia non sono affatto “moralizzatrici”, anzi, non hanno proprio nulla a che fare con la morale. Le applicazioni possono determinare ingiustizie, come per qualsiasi norma giuridica.
    Se un figlio è realmente “pelandrone” c’è modo di ridurre in via giudiziale il mantenimento o di eliminarlo.
    Non credo, poi, che in caso di figli collocati presso i padri, questi rinunciano al mantenimento da parte della madre: i casi sono minoritari, ma quando si verificano il bilanciamento del contributo sulla base del reddito si fa nello stesso identico modo.
    Non sarà che in questo “Paese retrogrado” le donne guadagnano ancora molto meno degli uomini anche a parità di incarichi?

    Come ho detto più volte, non mi piacciono le generalizzazioni basate su situazioni singole: se così capita a me, è così per tutti. Perchè in realtà, la fuori, il mondo è molto variegato.

  • Tipa ha scritto:

    Ma che roba è questa,come si fa ad andare avanti a leggere queste scemenze: “Spola” tra scuola-libri-pc-divano…(?) Beata lei!Pensa a quei ragazzi che non hanno neppure un divano e falla finita,buffona!!!

  • Sara ha scritto:

    altro quesito, nel caso il mio ex marito non voglia dimezzare le spese sportive della figlia perchè dice di non essere d’accordo che lei pratichi quello sport (a lui non piace) ma non propone alternative che alla ragazza piacciono, devo comunque pagare io il totale della somma per fare in modo che l’inverno non faccia la spola tra
    scuola/libri/pc/divano?

  • marco ha scritto:

    Quante belle parole, manteniamo i figli fino alla oro autonomia , manteniamo le ex mogli fino alla loro autonomia…………. quindi lavoriamo sei mesi l’anno per mantenere due pelandroni che ne approfittano per non fare nulla con la scusa della ciccia che passa il papa (visto che stranamente parliamo sempre di padri).
    Ma va bene così, siamo in un paese retrogado che non ha capito che a breve in molti casi non saranno più le madri ad avere l’affidamento dei figli ed i padri molto probabilmente non pretenderanno alcun contributo per essi. Pensi un po che differenza tra le due figure!!!!!!!!!!!!!! Bla bla bla bla voi e le vostri leggi moralizzatrici del c…..

  • Sara ha scritto:

    grazie per le tue risposte precise ed esaurienti

  • Silvia (author) ha scritto:

    Benjo, è evidente che c’è sempre un’altra parte, ma qui è stato posto un quesito e si risponde a quello. Non mi sembra ci sia alcuna espressione di torto o ragione, o alcun giudizio, ma un dato di fatto: se ci sono degli arretrati, si possono pignorare dei beni o chiedere il prelievo diretto. Se l’altro genitore ha difficoltà può attuare a sua volta delle procedure per diminuire l’assegno, piuttosto che non pagare o pagare con ritardo.

  • Benjo ha scritto:

    @ Sara… Bisognerebbe leggere anche cosa pensa l’altra parte e non come qualcuno qui che ti da ragione a priori!!!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Sara, puoi pignorare l’arretrato dovuto e, in caso di costanti ritardi, presentare un ricorso di modifica delle condizioni di separazione dove chiedi il prelievo diretto dallo stipendio o altro reddito dell’assegno.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Sono spese straordinarie ludiche (solo nella forma perché purtroppo sono necessarie per coprire le vacanze scolastiche molto più lunghe delle ferie). Spero abbiate indicato nell’accordo che le spese ludico-sportive vadano previamente concordate. Ovviamente, in caso tu non sia d’accordo, immagino che avrai un’alternativa da proporre.

  • fabrizio ha scritto:

    Buongiorno, ho l’affido condiviso di un bambino di 7 anni avuto dalla mia ex compagna.
    Nelle condizioni di affido è previsto che concorra al 50% alle spese straordinarie tra cui le spese di istruzione, di scuola
    pubblica e le spese ludico-sportive. Questa estate la madre intende mandarlo ai campi solari privati. Questa spesa rientra tra le spese straordinarie o ordinarie?

  • Sara ha scritto:

    buongiorno, sono separata da 3 anni e con il mio ex non sono in buoni rapporti. Ho 2 figlie minorenni (12 e 16 anni)che mi sono state affidate come la casa in comodato dei genitori di lui. Visto la situazione non facile nella casa degli ex suoceri e la sua presenza costante come controllore sono riuscita ad acquistare un appartamento poco distante stipulando un mutuo. Il problema è che lui è sempre stato incostante nel percepirmi assegno mensile e 50% delle spese documentate. solo che ora l’assegno è indispensabile per pagare il mutuo. Dice che il lavoro non va bene (ha cambiato lavoro in cui aveva 16 mensilità da 1400 euro) ma ugualmente non si fa mancare nulla: macchina nuova che paga a rate, mega TV, scooter, PC ultima generazione, ecc..
    Dopo mail di sollecito alle quali sono seguite risposte poco cortesi non so che fare. Io lavoro parti time a 1000 euro al mese al momento non convertibile in tempo pieno. Si aggiunge il fatto che le ragazze non stanno bene con lui (città diversa in cui non conoscono nessuno, non le lascia uscire, devono fare solo quello che vuole lui, urla invece di parlare, ecc). Che strada posso seguire?

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Alberto, rivolgiti ad un avvocato e proponi un ricorso in cui chiedi la riduzione del mantenimento sulla base delle tue peggiorate condizioni economiche.

    @Quinto, non so cosa intendi per parafarmaci: se servono a curare qualcosa sono spese mediche, se sono cosmetici no. Il mantenimento devi pagarlo comunque per intero perchè, come ho ripetuto tante volte in questi commenti, si intende un mantenimento annuo suddiviso in 12 rate mensili.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @katia, il tuo avvocato sicuramente sosterrà tutti gli argomenti che hai accennato qui in modo adeguato: è ovvio che non sia credibile e il giudice può disporre una verifica a cura della Guardia di Finanza.

    @chris e emanulea. Non c’è alcuna differenza tra affidamento congiunto e condiviso, si tratta di una diversa terminologia usata in due leggi che si sono succedute nel tempo. L’affido condiviso può svolgersi con collocazione presso un genitore o con collocazione presso entrambi, con i figli che cambiano abitazione, per esempio, una volta a settimana. Questa soluzione non è (ancora?) vista di buon occhio, quindi si preferisce sempre stabilire un genitore collocatario, presso il quale i bambini siano residenti e vivano stabilmente, pur passando molto tempo con l’altro. Per questo si stabilisce un mantenimento a favore dei figli che venga pagato a questo genitore.
    Ovviamente Chris può proporre una soluzione diversa, soprattutto in vista del nuovo affitto di cui dovrà farsi carico e che gli permetterà di avere con sè i figli anche formalmente al 50% del tempo. Chris, parlane con un legale e vluta se c’è spazio per una modifica delle condizioni.

    @claudia, il tribunale di competenza è quello di residenza della bambina (quindi il vostro). Il mantenimento DEVE pagarlo anche quando la bambina è con lei (non so quanto guadagna, ma la cifra è ridicola!). Da quello che capisco la bambina è grandicella (se aveva 9 anni all’epoca della separazione dei genitori), quindi se non vuole andare dalla madre, sicuramente il tribunale non la obbligherà. Potreste cominicare per scritto alla madre che la bambina si rifiuta di andare: aspettatevi però che solleverà una bufera. Potrebbe anche denunciarvi per la mancata esecuzione del provvedimento del tribunale, ma, se volete combattere questa battaglia fino in fondo, avete buone possibilità di successo. In teoria l’iter giudiziario più corretto sarebbe questo: dovreste ricorrere voi di nuovo al tribunale per i minorenni, dichiarando che la bambina (che verrà sentita) si rifiuta di andare dalla mamma (indicando i motivi che vi riferisce) e che al ritorno la trovate sempre in stato di sofferenza psico-fisica e per questo chiedere la sospensione di ogni frequentazione.
    Potreste anticipare questo ricorso con un paio di raccomandate alla mamma in cui dite che, vi dispiace tanto, ma la bambina si rifiuta di andare e non ve la sentite di costringerla (che poi produrrete in tribunale).

  • Katia ha scritto:

    Cara Silvia, il mio ex marito in arretrato tra alimenti e spese per la figlia di ormai 30.000 euro si presenterà alla prima udienza di divorzio ai primi di luglio dopo essersi fatto estromettere da tutte le società con un reddito passato da circa 100.000 netti annui durante il matrimonio (da me scoperto in fase di separazione poichè nn mi a mai detto il vero sulle sue entrate)a 28.000 annui piu un affitto di 7.200 annui che paga a una delle sue società!!!!!!!e chiede al giudice di revocare il mio mantenimento (che comunque nn mi sta versando) e diminuire quello della figlia. Dichiara di percepire un unico stipendio come consigliere di una delle società (di cui prima era amministratore unico e socio al 50%)ma oggi tra le varie visure che ho fatto in camera di commercio risulta ancora consigliere di una delle altre società (prima era socio). Come posso dimostrare al giudice che ricoprendo la stessa carica in due società diverse nn è credibile che percepisca uno stipendio solo da una? dvo aggiungere che tutte le società sono composte dai genitori e la sorella. Può essere credibile che sia stato declassato senza alcun motivo? ricoro che il suo avv.to è sempre il presidente della sezione forense del foro di competenza, per nn essere troppo esplicita. cosa posso fare per evitare che riesca nel suo intento? premetto che x sua imposizione io nn ho mai lavorato poichè estremamente geloso

  • quinto ha scritto:

    ciao io mi chiamo quinto , le volevo fare 3 domande , dato che sono tenuto a pagare le spese mediche per i miei 2 bambini volevo solo sapere se i parafarmaci sono compresi ? per quanto riguarda il periodo di ferie estive vorrei sapere se io porto in vacanza con me i bambini 15 giorni , devo pagare il mantenimento per intero o solo meta quota dato che stanno con me ? e la terza domanda e’ l’assegno di mantenimento e di 12 mensilita odi 13 ? la ringrazio anticipatamente . p.s. mi sono ritrovato in questa situazione da separato, e mi sono resoconto che noi papa’ siamo completamente abbandonati dallo stato , non esiste nessun aiuto a noi che viviamo con un misero stipendio e ci ritroviamo fuori di casa a pagare un affitto e a continuare a provvedere ai propri figli , e con tutto cio’ non abbiamo nemmeno diritto a nessuna detrazione fiscale , anzi vivendo da solo il calcolo per il 730 e il modello isee aumenta cosi siamo obligati a pagare piu tasse . Grazie Quinto

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Valerio: in realtà ogni tipo di spesa si presta ad interpretazioni. Io direi che si tratta, comunque, di arredamento per la SUA casa e non di una spesa per vostro figlio. Mi sembra davvero fuori luogo pretenderle.

  • Valerio ha scritto:

    Ciao Silvia

    Sono un papà di una bimbo di quasi due anni e non convivo più con la mia ex. Siamo arrivati ad un accordo, ratificato dal Tribunale dei Minorenni, per un affidamento condiviso con assegno di mantenimento al 50% e spese straordinarie al 50% (Spese mediche non coperte dal SSN, Spese scolastiche e ricreative). Ho sempre pagato sia l’assegno di mantenimento che le varie spese mediche straordinarie. Adesso la mia ex (proprietaria dell’immobile in cui vive con la bambina) mi ha chiesto contezza circa l’acquisto di mobili per la cameretta del bimbo. Sono spese straordinarie o rintrano nell’importo dell’assegno di mantenimento oppure non mi spettano?

    Grazie Valerio

  • emanuela ha scritto:

    ciao Chris…non arrabbiarti, capisco benissimo la tua situazione…in un primo momento avevi parlato di affido condiviso con collocazione presso la casa materna.L’affidamento congiunto è una cosa diversa come saprai,visto che i bimbi trascorrono il 50%del tempo presso di te,potresti tramite via legale far presente che dovrai pagarti un affitto(quindi c’e un effettivo cambiamento nella tua condizione economica) e che ti occupi dei bimbi tanto quanto la madre per cui richiedere una diminuizione dell’assegno di mantenimento visto che trascorrono gran parte delle loro giornate da te e quindi sei presente anche in maniera tangibile nella loro vita di tutti i giorni fornendo un grandissimo aiuto alla madre…io e il mio compagno abbiamo una situazione simile,parlo solo da donna delusa visto che il giudice che si è occupato della ns sentenza mi sembra che neanche abbia letto ciò che il mio compagno chiedeva lasciando tutto com’era.

  • emanuela ha scritto:

    …dimenticavo, ovviamente se fosse lei a citarvi, dovrebbe rivolgersi al tribunale dove avete residenza voi!

  • emanuela ha scritto:

    ciao Claudia, per quanto ne sò, lei è obbligata a dare le 150 euro stabilite e anche nei mesi estivi, durante le vacanze che la bimba trascorre con la madre,lei non può rifiutarsi di versare i soldi.Il manteninemto si versa mensilmente anche se la bambina è in casa del genitore non affidatario.Se foste voi a citarla,dovreste andare nel tribunale dove lei ha la residenza salvo diversi accordi presi di comune accordo tra le parti…ciao in bocca al lupo!

  • Alberto ha scritto:

    ciao mi chiamo Alberto , la mia vicenda di separazione risale a dicembre 2009, sposato da 17 anni, con due figli ,17 e 15 anni.Io e la mia ex in questi 17 anni avevamo aperto un negozio ed io facevo l’ambulante di fiori, il lavoro andava discretamente bene,alchè decidemmo di aprire un secondo negozio di articoli etnici. Inanzitutto la mia separazione dovuta a una gelosia nata x motivi inerenti al mondo di facebook da parte della mia ex, dopo vari tentativi di riappacificare e ritrovare l’armonia di sempre, mi ritrovo una sera col sentirmi dire là frase famosa ” esci da questa casa”.Al momento , così a freddo, non riesci a capire il vero senso della frase. Mi trovo in macchina “unica cosa intestata a mè” con 40 euro in tasca ….grazie all’aiuto dei miei genitori a livello economico riesco a far fronte alle spese iniziali. Dopo 17 anni di lavoro come ambulante , e la licenza e tutto intestata a lei , riprendo il mio lavoro in proprio pagando l’affitto della licenza a lei x poter lavorare ,e pagando il mantenimento dei figli pari a 800 euro più 50% di spese extra, “la cifra la stabilita lei dopo avermi fatto firmare una serie di fogli ,non dico in che modo mà fatto firmare …è meglio” Passato un anno e facendo fatica a pagare l’affitto di casa ,l’affitto dei mercati, l’affitto di un magazzino x il lavoro , il mantenimento dei ragazzi,ecc..Decido grazie ad una persona molto a cuore di rinunciare all’affitto dei mercati, e resto senza lavoro, mà i soldi x iragazzi li verso sempre, Sempre grazie ai miei genitori , cambio totalmente città e grazie ad un amico entro in socetà di un negozio al 10%, abito presso i miei x questioni economiche . I figli negli ultimi 4 mesi hanno passato 70% del tempo a casa mia notte giorno, mà verso sempre il mantenimento, e spese extra….taglio corto x avere una riduzione del mantenimento adeguato al mio lavoro , anche xchè sono stanco di dover dipendere economicamente dai miei…come devo fare? grazie della cortesia

  • claudia ha scritto:

    dimenticavo…..se fossimo noi a citarla, la causa si terrebbe nel tribunale competente in base a dove LEI ha la residenza??e se fosse lei a far nuovamente causa?

  • claudia ha scritto:

    Buongiorno,
    il mio quesito è un pò lungo e articolato, così come lo è la situazione che vivo.
    Mio marito ha avuto una figlia con la sua ex compagna (non erano sposati);per circa un anno e mezzo dalla separazione la bimba ha vissuto con la mamma e il papà non ha versato alcun mantenimento per la bimba, questo perchè si erano accordati in tal senso in quanto lui viveva e lavorava nella stessa cittadina in cui la bimba viveva con la mamma, dunque teneva con se la bimba tre giorni a settimana + un fine settimana ogni 15 + 10 giorni d’estate, questo ovviamente se la mamma non cambiava idea all’ultimo momeno (ciò capitava il 90% delle volte).
    Il tutto dunque non era stato ufficializzato nè davanti al tribunale dei minori, nè davanti a quello ordinario. Nel 2009 ci siamo visti recapitare una citazione dove la mamma chiedeva la regolamentazione di tutto, compresa la parte economica; ad ottobre 2009 siamo andati all’udienza nel tribunale per i minori, e colpo di scena la bimba viene collocata presso il papà in quanto risultano dei forti conflitti tra madre e figlia e quest’ultima è persino scappata di casa 10 giorni prima dell’udienza. Noi non chiediamo alcun mantenimento (per non averla tra le scatole)favorendo anche il rapporto tra le due facendole tenere con sè tre fine settimana al mese, vacanze al 50% e quelle estive 4 settimane…..Nel 2010 ci spostiamo di regione (con la crisi del 2009 abbiamo perso entrambi il lavoro, così da un giorno all’altro)e lei ci cita nuovamente sempre al tribunale dei minori, dove viene rigettato il suo ricorso (ovvero voleva la bimba indietro, come se fosse un pacco postale!!!)e il giudice ci da il benestare al trasferimento, anche se questo fosse stato all’estero, così dice la sentenza.Considerando anche che la bimba è stata sentita dal giudice, ed è stata proprio lei che ha vuotato il sacco, raccontando tutto ciò che fa la madre. Ovviamente, i periodi in cui la può frequentare diminuiscono drasticamente, anche perchè la bambina deve prendere per forza l’aereo per raggiungerla! dunque la vede per metà delle vacanze natalizie, la pasqua ad anni alterni e 4 settimane d’estate. Ancora una volta non si parla di mantenimento a parte le spese straordinarie che lei non corrisponde (libri, materiale scolastico in genere e visite mediche).Le comunicazioni tra legali le abbiamo interrotte noi, non se ne può più! Il suo legale ha offerto un mantenimento di 150,00 € che è veramente ridicolo rispetto ai suoi guadagni! ma pur di vedere qualche soldino li abbiamo accettati! C’è da aggiungere che questa signora nei periodi in cui la bimba sta da lei non adempie ad alcun dovere esempio: compiti, preparare il cibo, occuparsi della figlia in genere e non acquista neanche vestiario ma gli da i suoi stracci vecchi, e li chiamo così perchè sono abiti rotti, bucati, macchiati ecc….quindi non appena arrivano in casa vanno direttamente nel secco!!!la bimba non discute neanche perchè la signora è una persona violenta e vendicativa (picchiava mio marito da quando la bimba aveva un anno…lui ha resistito finchè la figlia avesse almeno 9 anni e un pò di indipendenza).La bimba ad agosto va da lei e ritorna ai primi di settembre e lei non vuole versare il mantenimento per quei mesi…può farlo ? come ci dobbiamo comportare?se la bambina si rifiuta di volerci andare (come spesso capita) cosa dobbiamo fare?????
    vi ringrazio per l’attenzione!!

  • Paolo ha scritto:

    @Chris:

    Concordo pienamente con te.

    L’assegno cosiddetto “di mantenimento” è in realtà un “assegno perequativo”, il cui scopo è UNICAMENTE di equilibrare il carico economico indotto dalla presenza dei figli (e compensare eventuali asimmetrie nei doveri di cura, ma non è il tuo caso).

    Un assegno mensile di 450 euro presuppone che ci sia un divario di ben 900 euro al mese fra quello che spende lei e quello che spendi tu!

    Poiché dagli elementi che porti la sola asimmetria riguarda(va) il pagamento dell’affitto (600 euro, di cui fra l’altro solo una quota è relativa ai figli), nel momento in cui devi pagare un affitto anche tu, la situazione è completamente simmetrica e non vedo perché uno dei due debba versare qualcosa all’altro.

    A parte forse alcune spese che sono effettuate esclusivamente da lei (che so, l’abbigliamento) nel qual caso dovrai corrisponderle la metà della spesa annuale stimata, suddivisa su dodici mesi.

    A meno che la regola non sia che l’uomo deve pagare “a prescindere”, visto che è uomo …

  • Laura ha scritto:

    @Chris: “…Lavo, stiro, curo, faccio il taxi, cucino, faccio la spesa e mi occupo dei miei bimbi tanto quanto la mia ex…” complimenti Chris. Lo avessi io un ex così, forse nn sarebbe un ex…

  • Chris ha scritto:

    @Manuela
    Non è che i presupposti per un affidamento congiunto “forse ci sono”, l’affidamento è congiunto, i bambini stanno tanto con me quanto con la mia ex. Lavo, stiro, curo, faccio il taxi, cucino, faccio la spesa e mi occupo dei miei bimbi tanto quanto la mia ex. Tutte le spese extra sono diviseal 50%.
    A parità di stipendi e spese, mi dite perchè dovrei dare altri soldi?
    Perchè non potrei usufruire del cosidetto mantenimento diretto?

  • emanuela ha scritto:

    Chris perdonami, non sono un avvocato ma comepuoi pensare che qualcuno ti accordi un azzeramento del mantenimento?inoltre 450 euro per due bambini credo sia il minimo che un giudice ti accorderebbe..noi per il mantenimento della bimba del mio compagno diamo 400 euro più ovviamente le spese extra( compresa palestra, centro estivo e qualunque attività ludico-ricreativa)su uno stipendio di 1100 euro mensili, tra l’altro abbiamo altri due bimbi e io sono disoccupata!!forse dovresti far presente che i bambini pssano moltissimo tempo con te,forse ci sono i presupposti per un affido congiunto..non sò, ma non credo che per due bimbi tu possa passare meno..se non ci sono variazioni sul tuo stipendio(in peggio ovviamente).

  • Chris ha scritto:

    Aggiungo che la separazione è stata effettuata in regime di affidamento condiviso e che al momento i figli risultano residenti a casa dei lei.

    Grazie.

  • Chris ha scritto:

    Salve a tutti, sono un papà di due figli, separato da 4 anni.
    Premetto che finora ho sempre pagato con precisione il mantenimento dei figli ed il 50% di ogni spesa immaginabile.
    La situazione attuale è questa:
    - la mia ex ha uno stipendio di pochissimo superiore al mio
    - i figli passano pressappoco il 50% del tempo con me
    - per loro ovviamente sostengo tutte le spese necessarie per quando sono da me
    - non abitiamo troppo lontani ed i trasporti dei bambini per le varie attività avvine quasi al 50% forse lei ne va qualcuno in più.
    - entrambi abbiamo un lavoro a tempo indeterminato
    - lei vive in affitto (circa 600 euro)
    - io abito nuovamente nella casa della mia famiglia (quindi senza affitto, con le sole spese comuni: acqua, gas, corrente elettrica, ecc.)
    - pago 450 euro al mese di mantenimento dei bambini come concordato negli accordi della separazione più il 50% di tutte le spese exta.

    Ora i rapporti nella mia casa di famiglia sono molto tesi ed ho deciso, anche per la serentià dei figli, di trovarmi un posticino nostro in affitto.
    Il problea è che con 450 euro di mantenimento più un l’affitto non ci stò più dentro con le spese.
    E’ legittimo chiedere la drastica riduzione del mantenimento se non proprio l’azzeramento?

  • Silvia (author) ha scritto:

    La tredicesima non è dovuta, a meno che non sia stato un vostro espresso accordo nelle condizioni di separazione. Il mantenimento si considera una somma annua, divisa per comodità di tutti in ratei mensili, non è uno stipendio: quindi non può comprendere la tredicesima. Ovvio che poi in sede di liberi accordi si può stabilire anche di pagarla.
    Il mantenimento che paghi è un po’ alto, anche commisurato al reddito, ma da quello che capisco a suo tempo lo hai accettato. Non puoi ridurlo sul presupposto che ora hai un’altra figlia (sapevi di dover mantenere il primo quando hai avuto la seconda figlia: questo è il principio che si applica).
    Per chiedere una riduzione devi provare che c’è stato un cambiamento di condizioni economiche: peggiorativo per te o migliorativo per tua moglie (tale da giustificare una redistribuzione degli oneri di mantenimento del figlio). Oggi gli agenti immobiliari hanno meno facilità di guadagni in nero (l’intermediazione di un’agenzia deve figurare anche nell’atto di acquisto dell’immobile, con relativo compenso), quindi magari il fatturato di tua moglie potrebbe essere aumentato, dandoti la possibilità di chiedere una riduzione del tuo contributo al mantenimento.

  • stefano ha scritto:

    Buonasera Silvia, sono separato da 3 anni e sto preparando le le carte per il divorzio. Ho un figlio di 14 anni che sta con la mamma ed ho l’affidamento congiunto (in teoria…). Oggi convivo con una nuova compagna, dalla quale ho avuto una bimba. Pago per il mantenimento di mio figlio 528 euro mensili e nel mese di dicembre pago anche la tredicesima, circa 1000 euro ! Sono un bancario, il mio stipendio e’ di circa 1400 euro. Ho 2 finanziamenti in corso per complessivi 351 euro mensili e sono in cura da uno psichiatra.Posso chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento ? E soprattutto, posso chiedere l’eliminazione della tredicesima mensilita’ ?? Mia moglie e’ agente immobiliare, per cui non so quanto fattura e quanto invece percepisce in nero. Considerando le spese scolastiche, mediche e ricrative mi chiedo : cosa deve fare un padre per SOPRAVvivere ??? Come faccio a mantenere la mia seconda figlia ?? Sconsolato e sfiduciato, la ringrazio.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Daniela, non potrebbe, anche se capisco la necessità di sospendere al più presto questo pagamento.

  • Daniela ha scritto:

    Il mio compagno versa l’assegno di mantenimento alla figlia di 22 anni,(quasi 23) la quale dopo essersi diplomata non ha continuato gli studi, il padre gli ha procurato 3 proposte di lavoro, lei non si è presentata nemmeno hai colloqui (e sottolineo che non si trattava di andare a fare la commessa, con tutto il dovuto rispetto per chi fa la commessa). Il mio compagno dal mese di novembre 2010 ha avuto una forte riduzione di stipendio dovuta al contratto di solidarietà che gli è stato applicato dall’azienda dove lavora, e quindi al blocco degli straordinari, intanto che aspetta l’udienza fissata per giugno per cercare di toglirgli l’assegno, può di sua iniziativa ridurlo?
    Ciao grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Nicoletta, ovviamente non puoi mantenerlo. Potresti chiedere un mantenimento per te, ma dimostrando che la situazione economica, tua o del tuo ex si è modificata, rispettivamente in peggio o meglio.

  • Nicoletta Sapori ha scritto:

    Cara Silvia, sono disperata…
    sono una mamma divorziata da molti anni con un figlio quattordicenne che ha espresso la volontà di andare a vivere con suo papà.
    Premetto che abbiamo l’affido condiviso e viviamo in una casa insieme ai miei genitori, io non lavoro, ed in sede di divorzio è stato stabilito il solo mantenimento di mio figlio che attualmente è di 450 euro. La mia domanda è: se mio figlio va a vivere con suo papà e relativa comagna e figli, posso chiedere di mantenere le 450 euro di mantenimento di mio figlio anche se lui non vive con me? O in alternativa una somma + bassa?
    Grazie

  • Nomen ha scritto:

    A me non va bene che si stia generando un vero e proprio razzismo al contrario:non è una casualità,ma una percentuale oramai consolidata e quello che è accaduto a Fabio cioè il rapimento di un figlio (perchè di ciò si tratta)è pura follia!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Nomen, per quanto la situazione di Fabio sia sicuramente complessa e non facile da gestire, riteniamo fuori luogo la frase “confonderti con quella gente”. Sicuramente aver portato via il bambino al padre è un gesto grave, ma non credo sia riconducibile alla nazionalità di chi lo compie.
    Preferisco non cancellare il tuo commento, anche se lo disapprovo totalmente, proprio per rendere esplicito che non riteniamo accettabili commenti che considerino la nazionalità un motivo di denigrazione o discriminazione.

    Fabio, il mantenimento è abbastanza alto, ma commisurato al tuo reddito se non fosse per il mutuo che paghi e per la situazione che si determinerà, come tu dici, per i viaggi e i soggiorni. Credo ti convenga rivolgerti ad un legale perchè la questione è delicata e va ben seguita: hai possibilità di far riconoscere questi fattori nell’entità del mantenimento. Soprattutto perchè la scelta di andare via dall’Italia è stata sua e comunque non poteva allontanare così vostro figlio senza tuo consenso.

    Emanuela, queste situazioni però non sono un’assoluta maggioranza, come tu dici. Ti assicuro che c’è di tutto un po’, tra cui molte coppie che si gestiscono la separazione con buon senso e collaborazione anche economica. Forse sono quelle che fanno meno “rumore” e quindi si notano di meno.

    Nicola, mi spiace ma non posso dare3 consulenze private basate su parametri personali. Sicuramente potrai chiedere all’avvocato che ti ha seguito nella separazione qualsiasi chiarimento.

  • Nomen ha scritto:

    E’ già complesso in Italia e tu vai a confonderti con quella gente.Non guadagni poco dato il periodo e la situzione occupazionale,anzi!Comunque questa è sottrazione di minore,praticamente la tipa è scappata,fai denuncia non dare un solo euro e pensa solo a riavere vicino tuo figlio!

  • fabio ha scritto:

    buongiorno a tutti

    mi chiamo fabio e brevemente vi racconto la mia situazione:
    ho avuto una relazione di circa 2 mesi con una ragazza extracominutaria dell’est europa.Da qesta relazione è nato un bimbo che ora ha circa 1 anno.Al compimento dei 9 mesi la ragazza in quastione ha sottratto il bambino a me dalla sua dimora(casa in cui noi 3 convivevamo) e si è trasferita definitivamente in bielorussia.Da li tramite un legale in italia ha chiesto il mantenimento di 500 euro al mese.Premetto che io guadagno 1900 al mese ma ho anche un mutuo di 1300 mensili da pagare.Lei non ha redditto.In piu dovro spendere tanti soldi per biglietti aerei e hotels per poter vedere mio figlio.A questo punto mi chiedo e vi chiedo se la cifra sia giusta e che cosa potrei fare per avere un po di giustizia?

  • nicola ha scritto:

    Cara Silvia,sono un padre di 40 anni separato da circa due e mi piacerebbe ricevere un aiuto x calcolare l’assegno di mantenimento x mio figlio,che ovviamente stà con la madre,o verificare se la quota che mensilmente le verso è giusta oppure no.Premetto che ho letto un pò di post in questa discussione ma ho poco tempo a disposizione per poterle leggere tutte a causa del mestiere che faccio(autotrasportatore)e in più le situazioni di altri genitori a cui ho prestato attenzione non sono proprio simili alla mia per potermi essere d’aiuto.Se è possibile avere un aiuto in questo senso ci sono dei parametri che devo specificare come redditi di entrambi,ecc?..grazie per l’attenzione!

  • emanuela ha scritto:

    comunque una cosa è sicura…nove papà su dieci una volta separati,vivono una situazione economica e psicologica che non credevo neanche immaginabile.Chiedere ad un giudice di poter vedere di più il prorpio figlio..litigare perchè invece delle 19 lo hai riportato a casa alle 19:30..dover far decidere ad un estraneo q uante volte posso andare a prendere a scuola il mio bambino. E’ tutto assurdo!!inconcepibile che un padre debba farsi carico di spese di ogni genere(nessuna replica è ovviamente giusto),ma debba poi elemosinare un quarto d’ora in più per stare insieme al figlio.E’ giusto provvedere al mantenimento ma è altrettanto giusto poter vedere crescere i propri figli, invece sembra che dopo la separazione questo sia un diritto che solo la madre si concede.E a parlare è proprio una madre di due bambini che si rifiuta di vedere altre donne comportarsi in maniera assurda ed irragionevole contro mariti a cui spesso viene negata la propria dignità di genitore..e il male maggiore ricade sempre sulle spalle dei figli a cui viene tolto il papà come figura di riferimento fondamentale per una serena crescita.

  • Andrea ha scritto:

    “”prima di tutto qualsiasi genitore dovrebbe provare a non essere un entità astratta per i figli e viceversa”"
    Cara Silvia,ti ringrazio per le precisazioni,hai capito quello che volevo segnalare,infatti hai descritto il tutto in maniera chiara evidenziando “viceversa” perchè non è detto che un genitore abbia torto a priori.Inoltre non potrei certo raccontare qui tutti i minimi particolari degli ultimi anni a cui faccio riferimento.
    Saluti
    A.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Andrea, come già ti diceva Lucia, prima di tutto qualsiasi genitore dovrebbe provare a non essere un entità astratta per i figli e viceversa. Poi, a prescindere dal rapporto personale, il dovere di mantenimento resta: mica è un modo per ricambiare i figli del loro affetto!
    Il limite non può essere stabilito per legge: se con un figlio intorno ai 25/26 anni che non ha frequentato l’università (se no il limite aumenta un po’), ti presenti in tribunale per chiedere che venga eliminato l’obbligo di mantenimento, hai ottime probabilità di riuscire. Non è necessario che il figlio abbia un posto fisso, ma che sia lavorativamente attivo.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Davide, per gli assegni familiari mi riporto a quanto ti ha spiegato Claudia. Avresti comunque dovuto versarle tutto l’importo degli assegni familiari, quindi se non firma sono problemi suoi.
    Quello che mi stupisce è che nessuno ti abbia saputo dir nulla prima di adesso!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    DAVIDE mentre aspetiamo Silvia posso dirti coem è andata per la figlia del mio compagno: la madre si è rifiutata di firmare la rinuncia e il padre (il mio compagno) non può chiedere gli assegni familiari. Che però se avesse potuto rpendere avrebbe dovuto rigirare per intero alla madred ell abambina, ovviamente, visto che la bambina vive con lei.
    Alla fine a te non cambia niente, sono soldi in meno che prende la tua ex-moglie per vostra figlia.

  • Davide ha scritto:

    Gentilissima Silvia, ho un grosso problema relativo agli assegni familiari su cui nessuno sa dirmi nulla. Sono già separato consensualmente da oltre un anno ma ora purtroppo la situazione è degenerata e siamo alla via giudiziale. Percepisco gli assegni familiari inps regolarmente (e ne corrispondo la metà a mia moglie) ma ora il datore di lavoro mi chiede di aggiornare la mia posizione presso l’inps. Lei non vuole firmare la rinuncia agli assegni familiari per ripicca, se lei non firma io non posso più percepirli e devo rinunciarvi io stesso. Lei non può richiederli perchè non lavora, ma dice che secondo il suo avvocato se lei non vuole firmare la rinuncia prenderebbe gli assegni al 100% perchè siamo in affido condiviso e in casi di disaccordo l’intero importo degli assegni familiari andrebbe tutto al genitore presso cui vivono i bambini (lei). E’ vero? All’inps mi hanno detto solo che lei deve firmare e basta. Ma se lei non vuole? L’avvocato non sa nulla, lei si ostina a non voler firmare e il datore di lavoro mi fa continue pressioni affinchè sistemi la cosa. Nell’atto di sep. non è scritto nulla ruguardo agli assegni familiari, le ho sempre corrisposto la metà unicamente su accordi verbali. Cosa posso fare?
    Grazie

  • Laura ha scritto:

    Com’è che il genitore non considerato “tale” pensa sempre di avere a che fare con entità “astratte” e non come il proprio/a figlio/a? Bè, forse dipende da che tipo di genitore stiamo parlando… E’ ovvio che l’entità “astratta” = figlio/a sia capace di fare 1+1 e capire con chi ha a che fare quando il genitore non considerato “tale” pensa e dimostra di trattare il proprio figlio/a come un’entità “astratta”… scusate il giro di parole!

  • Andrea ha scritto:

    @Silvia… Se “”la legge non stabilisce il limite di età di 26 anni, ma il limite della raggiunta indipendenza economica, ovviamente con margini legati alla ragionevolezza”" vorrei sapere,dato che negli ultimi decenni (e non come si vuol far credere solo adesso),trovare un lavoro giusto in Italia equivale ad un trauma perchè se non conosci sei fuori,un genitore quanto deve mantenere un figlio dato che l’indipendenza economica è praticamente impossibile nella maggior parte dei casi:all’infinito?E se anche il genitore non è stabilmente collocato perchè magari non ha occupazione statale a vita e lavora a tempo determinato in piccola azienda?
    Inoltre vorrei sapere cosa accade se due genitori sono separati da molti anni e il figlio oramai maggiorenne decide di stare con uno dei due,non volendo avere più a che fare con l’altro genitore per eventuale incompatibilità o per scelta propria,magari il genitore con cui vuol stare abita in zona più appropriata,oppure per semplice soluzione di convenienza.Il genitore non considerato come tale deve versare soldi ad una entità astratta?
    Grazie

  • emanuela ha scritto:

    cara Silvia, sono una ragazza disoccupata e ho 2 bambini dal mio compagno. Lui mantiene anche una bimba meravigliosa avuta dal suo primo matrimonio, per lei versa 400 euro mensili più ovviamente il 50%di spese mediche scolastiche, ludiche e culturali.Premetto che al mese per le spese mediche, versa almeno dai 20 ai 40 euro perchè la sua ex è un pò fissata con visite ecc..pur se non sempre sono giustificate.Abbiamo altri 2 bimbi, lui percepisce circa 1300 euro, la ex altrettanto . Trovi che l’assegno di mantenimento sia nella norma o versa troppo considerando che io non lavoro e che lei oggi ha un compagno ed un’altra bimba?ciao

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Andrea, normalmente si considera che i diritti economici dei figli nati in una prima unione non debbano essere contratti per la nascita di altri figli da un’unione successiva. La maggiore età non influisce in nessun modo, anzi si considera che un ventenne abbia esigenze economiche maggiori di un seienne. Influisce solo l’indipendenza economica, quando viene raggiunta dal figlio

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Paola, dato he lui lavora e vive in inghilterra, devi agire lì per l’esecuzione del provvedimento, se per il diritto inglese ègià esecutivo. Per far rivedere il provvedimento in italia, dovresti invece farlo delibare qui da noi, in modo che diventi equivalente a un provvedimento italiano e poi chiederne la modifica.

  • Paola Dx ha scritto:

    Gentile Silvia,
    mi sono sposata in Italia nel 1998 e ho divorziato in Inghilterra nel 2003. Ho due figli nati nel 1998 e 2000. Nel 2004 ho chiesto al giudice di poter tornare a vivere in Italia questo mi è stato concesso con una sentenza che include anche le direttive per l’assegno di mantenimento dei ragazzi che è di euro 400 per bambino, al mese, il pagamento di una scuola privata in lingua Inglese a carico del padre e il tempo da passare con papà che da quando siamo in Italia viene circa un week-end al mese, passa 2/3 settimane di vacanza in estate e 2 settimane divise fra Natale e Pasqua. Non ho ancora fatto registrare questa sentenza anche se ormai siamo tornati da molto tempo e anche perchè fino ad ora, tra alti e bassi, la gestione famigliare è andata abbastanza bene. Purtroppo nell’ultimo anno e mezzo per ragioni non meglio specificate il mio ex marito sta trovando ogni scusa per non pagare l’intera cifra mensile pattuita durante la sentenza e non è per niente regolare nei pagamenti mettendomi molto in difficolta. Mi chiedevo se a questo punto fosse arrivato il momento di far registrare il documento Inglese in Italia anche perchè sto affrontando ormai da quasi due anni, da sola delle grosse spese mediche per i ragazzi (psicologi, dentisti etc.)che lui all’inizio aveva accettato di pagare x metà ma che poi non ha fatto. Il padre dei miei figli lavora, come dirigente di discreto livello presso una grande multinazionale. Io lavoro come Infermiera libero professionista, sto pagando il mutuo della casa dove vivo con i miei figli. Quello che volevo da lei sapere è; registrando il documento Inglese in Italia che tutela potranno avere i miei figli verso un padre inadempiente Italiano, che tuttora vive in Inghilterra? Essendo una sentenza emessa all’estero sarà la legge Inglese o la legge Italiana ad essere applicata in caso di bisogno? E per ultimo sarà possibile chiedere in Italia, una revisione di questa sentenza?
    La ringrazio anticipatamente per il suo aiuto e per la sua disponibilità. Paola

  • Andrea ha scritto:

    Vorrei sottoporre un quesito al quale non riesco a trovare adeguate risposte.
    La mia situazione attuale è la seguente: sono divorziato dal 1998 ed ho avuto una figlia che oggi ha 20 anni. Nella sentenza di divorzio fu stabilito che l’unico assegno, sarebbe stato esclusivamente a favore della figlia minore; la cifra sarebbe stata a carico dei genitori al 50% tra le parti e si sarebbe rivalutata con gli indici ISTAT.
    Per vicende che tralascio, detta somma mi fu pignorata dallo stipendio con apposita decisione del giudice a seguito di ricorso. Attualmente la cifra è di €. 400.
    Mi sono risposato, ed ho 2 figli di 6 e 3 anni; mia moglie non lavora e sono tutti a mio carico; ho un mutuo sulla casa oltre ad un prestito della banca e percepisco €. 1.600 mese.
    Fin qui la situazione.
    Vorrei ricorrere per abbassare l’attuale importo di €.400 anche in considerazione del fatto che “presumo” che mia figlia riceva altri €.400 dalla madre (stando a quanto citato sul divorzio). In totale abbiamo €.800 a favore di una 20enne.
    La domanda è: non dovrebbero avere lo stesso diritto anche i miei due figli minorenni ed in tenera età?
    Non avrebbero molte più esigenze i piccolini? Il principio di proporzionalità, come lo vogliamo applicare?
    Quanto incide la maggiore età nel confronto dei minorenni?

    Ringraziando del tempo dedicato e della Vs attenzione,resto in attesa di gradito cenno di riscontro.

  • Manfredo ha scritto:

    Salve sono un papà divorziato, prossimo alla pensione e mi trovo nella seguente condizione: ho una ex moglie alla quale in fase di divorzio è stato concordato da entrambi che non avrebbe ricevuto nessun mantenimento dal sottoscritto, vista anche la giovane età, nonostante non avesse mai lavorato e con la “promessa, mai mantenuta, che avrebbe cercato lavoro, mentre avrei dovuto dare una somma per il mio figliolo, somma che attualmente è di 500 euro a dispetto del mio stipendio che è di 1300 euro ( ho sempre versato i soldi dovuti e ho sempre IO pagato tutte le spese extra tipo sport, vacanze, hobby, vestiti, dentista ed altro anche se avremmo dovuto pagarle al 50%). Sia io che la mia ex moglie viviamo in case di proprietà. Ora mio figlio chiede di andare a frequentare l’università in una città del nord e quindi chiede che i soldi che io verso per il suo mantenimento vengano versati a lui sul suo libretto postale. Detto questo la mia ex moglie si è molto infuriata con me chiedendomi per lei la somma di 300 euro mensili o in alternativa la metà della mia liquidazione TFR( lei in tutti questi anni non ha mai lavorato grazie anche al contributo dei suoi genitori, che morendo gli han lasciato un appartamento + una cospicua somma in denaro e titoli). Le domande che ora pongo sono:
    - A chi devo dare le 500 euro di mantenimento di mio figlio?
    - Se devo darli a mio figlio poichè si trasferirà in un’altra città per motivi di studio può la mia ex moglie rivolgersi ad un tribunale pretendendo per lei 300 euro o in alternativa parte del mio TFR? Grazie per la Risposta

  • viola ha scritto:

    ciao Silvia,
    mi chiamo Viola, ho una questione da chiederti.
    i miei genitori sono divorziati, vivo con mia madre e mio padre mi dà l’assegno mensile poichè studio e non riesco a mantenermi.
    Probabilmente questo settembre partirò per la Spagna con uno scambio erasmus per un periodo di 6 mesi.
    Dato che, per questo periodo, non dovrò vivere più a casa con mia madre non sprecherò più luce,acqua, gas, telefono e alimenti; perciò chiedo se anche mia madre dovrà contribuire economicamente a sua volta con un assegno per il mio soggiorno studio all’estero. Oppure se la cifra dell’assegno resterà sempre quella ma sarà divisa tra mio padre e mia madre.
    grazie per l’attenzione.

  • Paolo ha scritto:

    Volevo segnalare che in questi giorni sul giornale Il Sole 24 Ore si parla di separazioni e divorzi.
    Inolte sul relativo sito web c’è la possibilità di porre delle brevi domande di interesse generale, cui verrà data risposta domani sul giornale e da mercoledì sul sito stesso.
    Maggiori informazioni su http://esperto-online.ilsole24ore.com/separazioni-divorzi/default.aspx

  • emilio ha scritto:

    salve,sono un papà divorziato di una figlia di 10 anni..verso tutti i mesi 300 di mantenimento alla mia ex moglie…con il 50% delle spese extra…vorrei sapere..quando mia figlia compierà i 18 anni…i 300 euro li dovro dare a mia figlia oppure ancora alla mia ex moglie???

  • Silvia (author) ha scritto:

    Diana, il padre ha senza dubbio il diritto di vedere i figli, ma tenere con sè un bambino di 7 mesi per un fine settimana non è una cosa tanto scontata: puoi rifiutarti di lasciare il piccolo con lui anche per la notte. E’ comunque bene che i bambini costruiscano un rapporto con il padre e, se non ci sono problemi di altra natura, perchè non aiutare la più grande ad accettare di stare con il papà per una notte?
    Comunque, in una situazione che sembra possa diventare molto conflittuale, vi converrebbe stabilire un accordo, magari davanti al Tribunale per i minorenni, per regolare i rapporti relativi ai figli.

  • diana ha scritto:

    salve sono cubana hoo avvuto due figli italiani il piu piccolo a solo 7 mesi ci siamo lasciati dal 5to mese di gravidanza del secondo figlio,loro ricevono 500 euro di mantenimento ma il padre vorrebe portarsi tutti due per il weekend anche se uno e piccolo e la piu grande di 3 anni si rifiuta a dormire fuori di casa…vorrie capire se posso decidere io ho devono andare per forza grazie

  • mary ha scritto:

    Ciao silvia,in prima cosa gz x la risposta….ci tengo a precisare una cosa xo’,se io non posso fare di un erba un fascio e dire ke la legge e’ a favore e x carita’ non voglio nemmeno insistere,xo’ mi sembra assurdo ke lo stato possa fare di un erba un fascio!Ci saranno xsone ke si dikiarano nullatenenti x non dare soldi ma ci sn anke xsone come il mio compagno ke lo sono…non ho case di proprieta’ non ho makkina non ho nulla insomma,quindi come puo’ una legge fregarsene della situazione e dire beh accetto e appoggio la querela dai?!Ma poi se pure avessi voluto difendermi l’avvocato ke daltronde ha accettato di difendere il mio compagno senza retribuzione xke sa ke nn possiamo pagarlo sai cosa ci ha detto….?!x dimostrare ke lei sta bene ci vorrebbe un agenzia investigativa ma noi non abbiamo soldi e quindi non possiamo dimostrare ke lei non sta bene ma benissimo,questa e’ la rabbia Silvia scusami se mi permetto ma io non lo accetto!! Laura io accetto tranquillamente la tua risposta anzi ti apprezzo come donna proprio xke hai saputo ben distinguere il bene dei tuoi figli dal profitto economico e mi credi sn poke le persone come te!! Sergio hai colto il segno, e il termine, bancomat :) ed hai pienamente ragione non possiamo vivere figurati se possiamo permetterci un avvocato x fortuna ke io ne ho trovato uno ke ha un cuore grande e ke usa il libero patrocinio pur di segurci altrimenti penso davvero ke saremmo stati rovinati…Mi resta solo ke sperare di non vedere il mio compagno pagare pene ke non merita!!!CI TENGO A PRECISARE IO HO CONOSCIUTO LUI DOPO KE ERA GIA SEPARATO ONDE EVITARE KE SI PENSI KE LA MIA RABBIA SIA MOTIVO DI ALTRO GENERE!!

  • VANINA ha scritto:

    ciao silvia,volevo ringraziarti per la risposta dell’ultima volta.miavevi detto che potevo proporre al mio ex di rimanerelui nella casa coniugale in cambio di un affitto visto che la casa è dei miei suoceri e vivere quì sarebbe da paragonare a suicidarsi.(vedi dispetti vari e soprattutto che il mio ex rimarrà a vivere in casa con loro).temo però che mio marito non acconsentirà in quanto è più comoda per lui questa soluzione.cosa devo fare?o meglio ho diritto almeno a metà di un affitto?il mio legale dice che mio marito non è tenuto a versare nulla perchè la casa c’è.grazie in anticipo per la risposta.

  • Sergio ha scritto:

    Sono veramente solidale con Mary, perchè sto vivendo la stessa situazione. Il padre è solo un bancomat e poco importa anche a giudici ed avvocati se i padri finiscono a dormire alla caritas o se perdono anche la dignità. Se la legge aprla di tutela dei minori allora il minore ha il diritto di avere genitori con uguale dignità, non madri felici ed agiate e padri barboni. Non faccio di tutta l’erba un fascio ma se si esistono ormai comitati spontanei di padri disperati allora forse c’è qualcosa che non va nella legge.

    Silvia, hai ragione ma per far rivedere l’assegno di mantenimento se non trovi un accordo con l’ex moglie sei costretto a rivolgerti ad un legale ed i legali costano e non poco. Se uno già vive a stento diventa impensabile e impossibile difendersi…

  • mario ha scritto:

    SICURAMENTE MA VOLEVO UN CONSIGLIO DA TE ,SE RILEGGI PENSO DI AVER SPIEGATO BENE IL TUTTO.CONFIDO IN TE GRAZIE E ANCORA GRAZIE DEL TUO INTERESSE.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Mario, perdonami, ma sulla questione della casa non ci ho capito molto. Ma non sarà il caso che consulti un avvocato che analizzi la tua situazione, prima di prendere decisioni?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Marco, non c’è nessun criterio predeterminato per stabilire l’imposto del mantenimento, che è frutto di valutazioni per i singoli casi. Gli assegni familiari li percepisce il coniuge collocatario.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Laura, tutt’altro che invadente: ci tengo molto ad evitare che si dica che la legge (o forse l’applicazione della legge) favorisce questo o quello perchè in realtà ogni storia è a sè. Ci sono persone che si approfittano delle separazioni in ogni direzione. Come dici, tu, però, in ogni ambito del diritto, la legge italiana non riesce ad essere efficace con chi si dichiara fittiziamente nullatenente. E’ un problema enorme, che riguarda ogni tipo di debitore, non solo i coniugi in separazione. Ci sono tante aziende fallite per l’impossibilità di recuperare crediti, con lavoratori che restano senza posto. Insomma, è una questione più ampia, che sembra molto trascurata.
    E poi ci sono anche i genitori che decidono di… “voltare pagina” come adolescenti troppo cresciuti e si dimenticano della loro vita precedente e dei figli che lasciano. C’è di tutto, per quante sono le storie delle persone.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Elisa, in effetti la tua è una situazione in cui un giudice potrebbe modificare l’affidamento esclusivo in quello condiviso, se il padre di tuo figlio lo chiedesse. Il mantenimento però non segue l’affidamento, ma la così detta “collocazione” del minore, cioè il genitore non collocatario (non coabitante) paga al genitore collocatario. Nel tuo caso lui non può sostenere che le spese di mantenimento vengono ripartite totalmente al 50%, perchè da quello che ho capito, tu paghi ilo necessario e lui solo il superfluo. Quindi, se pure ottenesse l’affido condiviso (che poi, forse, ci sta tutto in questa situazione), la convivenza e gli obblighi di mantenimento rimarrebbero come sono oggi. Tu al momento hai diritto di ottenere tutto il matenimento non pagato (se l’accordo per i 250 euro era formalizzato in qualche modo).
    Se però dici che il comportamento del padre non è consono all’educazione del figlio, potrai sicuramente far valere le tue ragioni: per esempio, se hai la prova delle note sul diario firmate da lui, potrai addirittura portarla in tribunale per testimoniare la sua scarsa attitudine educativa, dato che lui non poteva proprio firmarle quelle note, non essendo affidatario. Anche i professori che testimoniano che il ragazzo va a scuola senza i compiti fatti proprio il lunedì, possono supportare la tua richiesta di mantenere l’affidamento esclusivo.
    Non hai di che temere molto, quindi potresti decisamente far valere i tuoi diritti (economici e non) senza paura di chissà che ritorsione.

  • elisa ha scritto:

    Cara Silvia,
    mi rivolgo a te prima di consultare un legale di persona, cosa che mi crea molti timori e sensi di colpa.
    Ho avuto un figlio a 18 anni con un ragazzo che ho lasciato dopo meno di un anno dalla nascita di mio figlio. Avevo già molti dubbi sul nostro rapporto, poi l’ho beccato a rubare soldi ai miei genitori (vivevamo con loro) e mi sono convinta. Non l’ho mai denunciato, per il quieto vivere.
    Per avere più autonomia sono andata a vivere da sola e gli ho fatto mandare una lettera da un avvocato. Avevamo pattuito che, fino a che non sarebbero cambiate le esigenze del bambino, il padre avrebbe dovuto darmi 250euro al mese più il 50%delle spese. Ha inoltre firmato perchè il minore fosse affidato a me. Fino al sesto anno del bambino è andato tutto bene, poi ha smesso di darmi i soldi e poco dopo una lettera da un avvocato in cui minacciava di chiedere l’affidamento congiunto poichè vedeva mio figlio quanto me (vero) perciò non aveva più obblighi di denaro nei miei confronti. Io non ho consultato legali per non andare in tribunale e perdere l’affidamento. Da allora non ho ricevuto piu’ denaro e le spese sono aumentate (scuola media, dentista, sport). Sono stati tempi duri, io sono andata in crisi e di questo ne ha risentito anche mio figlio che per un lungo periodo ha voluto più bene a lui che a me. Oggi il rapporto è tornato ottimo, conviviamo con un uomo meraviglioso che ci aiuta in tutti i sensi, soprattutto affettivi.
    Suo padre lo vede meno, lavora solo in nero ma ha una casa di proprietà che sta pagando insieme a sua madre. Non si può dire che venga meno agli obblighi affettivi poichè regala Quad e altri oggetti del desiderio di mio figlio ma nn pensa al suo sostentamento, firma le note al posto mio in modo da evitare a mio figlio la ramanzina da parte mia, lascia il bimbo davanti ai videogiochi a tempo indeterminato, il lunedì lo manda a scuola con i compiti non fatti, i professori non l’hanno mai visto, l’altro giorno (visto che il pomeriggio viene a volte in casa mia e del mio compagno per stare con suo figlio quando noi non ci siamo, cosa che abbiamo permesso, pur infastidendoci un pò) ha usato i soldi che raccogliamo nel salvadanaio per portarlo al luna park.
    Cosa devo fare???
    Scusami, ho parlato più con una confidente che con un avvocato, me ne rendo conto. La prossima volta terrò a bada l’emotività e cercherò di essere meno prolissa.
    Grazie in anticipo,

    Elisa

  • marco ha scritto:

    cara laura scusa se mi permetto…ma evidentemente non aveva un gran senso paterno nemmeno prima!!! perchè a prescindere da tutto ciò che accade , un genitore madre o padre che sia che pronuncia queste parole non è da ritenersi tale !!!
    scusa ciao

  • mario ha scritto:

    Silvia ti prego rispondimi se puoi grazie.

  • Laura ha scritto:

    Se mi posso permettere vorrei rispondere a MAry che è tanto arrabbiata con le leggi italiane. Sono d’accordo con te, Mary, ma ti posso assicurare che la legge non difende solo le “ex-mogli”, anzi, diciamo solo che difende o “appoggia” coloro che molto furbamente non dichiarano nulla ed i soldi li hanno lo stesso. Ti dico questo xchè anche io sono una “ex-moglie”, ma al contrario di quella del tuo compagno sono io che ho lasciato il mio ex-marito e mi sono “accollata” il mantenimento dei nostri tre figli. Se proprio vuoi saperlo lui per tre figli versa una somma di 650 euro e ti posso assicurare che io, single, lavoratrice e con affitto e spese da pagare mensilmente non vivo proprio come una riccona. Lui però continua a non dichiarare nulla e non ci pensa a darmi le spese extra-scolastiche e poi…non è vero che ci si attacca solo ai soldi xchè io pur di far di fargli tenere i figli gli proposi di darmi anche meno soldi…sai lui che ha fatto? me li ha svenduti per 200 euro al mese in più (da 450 a 650) e per di più è stato capace anche di pronunciare queste parole riferite ai bambini “loro non contano più niente per me”. Bè, non prendiamocela solo con le ex-mogli quando i signori padri non sono in grado di dare niente ai figli solo xchè la ex-moglie ha deciso che la vita insieme era diventata impossibile. Per inciso: ora lui aspetta un altro figlio dalla sua nuova compagna…
    Grazie dell’attenzione. Spero di non essere stata maleducata e invadente.

  • marco ha scritto:

    SCUSATE forse mi è sfuggito tra i messaggi….
    …c’è un sito dove poter avere info per calcolare l’importo del mantenimento?
    inoltre, gli ass familiari (2 figli )vanno divisi o li deve percepire la mamma ?
    ciao grazie

  • mario ha scritto:

    Grazie x la tua risposta,pero’ non mi hai detto come comportarmi e se rischio comprando un’altra casa vendendo prima quella in cui abito.Tra l’altro desidero sapere se puo’ decidere di stare in affitto o sarebbe piu’ giusto sistemare x come ti avevo detto la casa che possiede insieme al fratello che abita in un’altra citta’ e quindi solo x la sua comodita’ di averla vicino al lavoro spendere dei soldi che potrebbe mettere da parte per nostro figlio miei o suoi che siano.Scusa tanto ma ho bisogno di sapere sono molto arrabbiato con una madre che dice di non potercela fare a vivere lei e mio figlio soli con circa 2500,00 euro mensili.Grazie ancora della tua pazienza con tutti noi .Saluti

  • Silvia (author) ha scritto:

    Mary, però è francamente impossibile se ci si difende adeguatamente portando riscontri e documentazione in tribunale.

    Mario, è il caso di proporre un ricorso per la modifica delle condizioni di divorzio sulla base della mutata situazione economica dovuta al mancato apporto di tuo padre per la crisi del suo locale. Allo stato, infatti, il mantenimento sarebbe un po’ alto e le spese al 70% troppo sbilanciate a tuo sfavore.

    Sergio, stesso discorso di Mario: se c’è stata un cambiamento significativo nell’equilibrio tra i redditi, si può chiedere la modifica.

  • mary ha scritto:

    Salve a tutti,dopo aver letto con attenzione tutti i commenti e vivendo a mia volta con una persona divorziata a giorni mi rendo conto ke la vita fa schifo….Mi kiedo piu’ volte ma se al momento in cui si concepiscono figli lo si fa con amore??tutti parlano solo ed esclusivamente di soldi e mantenimento ma la cosa piu’ assurda e ke nel momento in cui finisce il rapporto si pensa solo a distruggere il coniuge nel mio caso il mio compagno ke fin quando lavorava ha passato 1000 euro alle sue 2 bambine ke ha con l’ex ora sn 4 anni ke non si trova lavoro e ke non riusciamo neppure piu’ a mangiare noi(da precisare ho un bimbo di 4 anni)e io mi sn rimboccata le manike andando a pulire case altrui x guadagnare qualcosa lui lavora saltuariamente e quindi guadagna a dir poco cifre vergognabili x l’essere umano insomma in due se arriviamo a 1000 euro e’ tanto e non mi vergogno a dirlo ma saltiamo pasti xke nn possiamo mangiare visto ke pago 500 euro di pigione e con le altre spese ci restano circa 200 euro x andare avanti…In tutto questo l’ex lo ha querelato x mancato mantenimento alle bimbe e x di piu’ kiede l’aumento del mantenimento ora la mia domanda e’….possibbile ke il mio compagno si sia addirittura beccato 4 mesi di reclusione dal tribunale???non voglio giudicare le ex ma passatevi una mano x la coscienza e specie nel suo caso ke lavora a nero ed ha un compagno non dikiarato furbamente ke possiede un attivita,come si puo’ essere cosi crudeli solo xke’ lui non ti vuole piu’?beh ke dire purtroppo la legge difende solo l’ex moglie fregandosene ke il marito ormai e’ in mutande e questo lo posso affermare con certezza xke la situazione la vivo!!!Scusate lo sfogo ma trovo assurde le leggi italiane viviamo in uno stato ke a dir poco fa vomitare!!!

  • mario ha scritto:

    Salve, intanto volevo farvi i complimenti per tutto.
    Premesso che come tutti i padri che vogliono bene ai propri figli non voglio dare meno soldi al mese e fare stare male mio figlio ,pero’ considerando il fatto che sia le condizioni di vita di tutti in Italia e sopratutto al sud sono cambiate nonche’ anche le mie per ragioni legate al mio lavoro nel settore della ristorazione(sono direttore di un locale e percepisco un mensile di 2000,00 euro)desidero fare domanda per l’assegno di divorzio affinche’ venga abbassato.In questo momento l’assegno di mantenimento è di euro 1050,00 piu’ le spese scolastiche ricreative e di salute al 70% da quasi nove anni.Prima mi aiutava mio padre che ha un locale che prima andava bene ora non piu’ ma abbiamo dei debiti dimostrabili.Quindi chiedo cosa posso fare per ottenere un ribasso dell’assegno di divorzio che non siamo riusciti a stabilire in fase consensuale,oltre al fatto che io da quasi quattro anni convivo ed ho un’altro figlio con la mia compagna e pago un mutuo per la casa in cui abito con loro.Vorrei anche comprare un’altra casa vendendo quella in cui abito in maniera tale da poter fare venire mio figlio quando vuole per farlo dormire da me o farlo stare sempre con me dato che sarei disposto a tenerlo sempre con me se la madre come espresso piu’ volte non ce la fa piu’ da sola(dice lei),dimenticavo una cosa importante lei è impiegata alla provincia e percepisce un mensile di 1400,00 euro ed abita in una casa in affitto dove paga 350’00 euro mensile ma potrebbe vivere in una casa da aggiustare che possiede a meta’ con ilfratello che in un’altra citta’ evitando l’affitto .Scusate se sono stato lungo ma non basterebbero dei libri per tutta la mia storia.Grazie per una risposta e ancora complimenti.

  • Sergio ha scritto:

    Buongiorno, sono un padre separato con una figlia di 6 anni data in affidamento congiunto. Mia figlia vive con sua madre alla quale verso in modo abbastanza regolare un assegno di mantenimento di circa 350,00 € + extra. Il mio reddito negli ultimi due anni si è ridotto e sono inquadrato con un contratto equiparabile ad un Co Co Pro. Il mio reddito attuale è di circa 1400,00 euro mese per 12 mensilità. Entrambi abbiamo iniziato una convivenza con altri partner e questo nel mio caso ha fatto si di aumentare i costi (mutuo, mobili, ecc.). Lei invece ha per sua fortuna incontrato una persona che le consente un reddito molto dignitoso tenendo presente che già la sua situazione reddituale non era pessima anzi. Lavoratrice dipendente di ente pubblico con circa 1300/1400 x almeno 13 mensilità. Nei due anni precedenti non sono stato in grado qualche mese di versare l’intero ammontare dell’assegno o degli extra. Ora lei mi chiede tramite avvocato di versare il debito. Ho cercato di farle comprendere le ragioni economiche che mi hanno obbligato a non versare e le ho chiesto anche di rivedere in modo congiunto l’assegno. Ma non sente ragioni. Dal momento che l’assegno se non ho una cattiva informazione dovrebbe essere calcolato su base perequativa coem posso comportarmi?
    Ci sono strade per risolvere civilmente la questione o i padri non hanno nemmeno diritto di dignità?
    Grazie

    Sergio

  • marco ha scritto:

    ciao Silvia …non mi metterò certo ad elemosinare ciò che ho gia dato,ci sono cose più importanti su cui battagliare sopratutto per la serenità dei propri figli, però, non si può nemmeno passare sempre da fessi con chi si ritiene di essere più furbo degli altri…
    cmq grazie ancora per i chiarimenti, ciao…

  • Silvia (author) ha scritto:

    Marco, se avevi già anticipato i soldi per i libri, puoi richiedere indietro la tua metà. La borsa di studio è un premio riconosciuto ai ragazzi, se ottenuta per merito e puoi chiedere che venga utilizzata per motivi di studio. Se è solo per reddito, chiedi conto di come è stata utilizzata: deve coprire spese relative alla scuola (magari il campo scuola o cose così)

  • marco ha scritto:

    grazie sonia…perdonatemi ma non avevo visto la risposta di silvia,

    un’altra curiosità: borse di studio dei ragazzi e rimborsi libri,chiaramente riscossi dalla mia ex compagna come vanno considerati?
    ciao e grazie ancora…

  • VANINA ha scritto:

    silvia ti volevo ringraziare per la tempestiva risposta.quanto tempo passa da l’incontro insieme agli avocati e la messa in pratica di quello che si stabilisce.grazie ancora per l’impegno zelante che hai e l’aiuto morale che dai.

  • Sonia ha scritto:

    ciao Marco…forse non hai visto che Silvia ti ha risposto:

    @Marco, come faccio a farti un elenco di tutte le spese ordinarie. Di solito si intende il cibo, le utenze domestiche (che ovviamente in parte servono anche al figlio), le spese di trasporto, l’abbigliamento (anche se qualcuno pretende di inserirlo nelle straordinarie, ma c’è da discutere).

  • marco ha scritto:

    ciao a tutti ,pensavo che qualcuno potesse dare una risposta al mio quesito posto giorni fa… (cosa veniva considerato nella quota dell’ assegno di mantenimento come “spese ordinarie” ,perchè le tabelle di valutazione dicono solo quanto dare in rapporto a quanto guadagni,
    …allora mi domando : è solo una mia assurda curiosità ???…
    o no lo sa nessuno???….
    spèro di trovare risposta …..grazie…ciao a tutti

  • Silvia (author) ha scritto:

    Vanina, ma se la casa è in comodato perchè pagare un affitto? Dato che è estremamente probabile che rimarrai lì con i figli, perchè dovrebbe lui dovrebbe farsi carico anche di un affitto (presumibilmente dovrà pagarlo per sè). Se poi vuoi proprio cambiare casa, puoi proporlo come accordo: dato che lui dovrà trovarsi una casa in affitto, può abitare lui nella casa coniugale e pagare l’affitto per voi. Perchè no?

  • VANINA ha scritto:

    GENTILE SILVIA.SONO UNA MAMMA CASALINGA DI 33 ANNI.HO DUE SPLENDIDI BAMBINI DI 5 E 10 ANNI.MIO MARITO ED IO CI SEPARIAMO CONSENSUALMENTE.VOLEVO SAPERE SE,VISTO CHE LA CASA CONIUGALE è IN COMODATO(APPARTIENE A SUO PADRE)E CHE I BAMINI RIMARRANNO CON ME,POSSO CHIEDERE AL MIO EX LA METà DELL’AFFITTO PER UN APPARTAMENTO.PREMETTO CHE STO GIà CERCANDO UN LAVORO E CHE I MOTIVI DELLA SEPARAZIONE SONO DA ATTRIBUIRSI AL SUO CATTIVO COMPORTAMENTO.TI RINGRAZIO PER LA RISPOSTA

  • Sonia ha scritto:

    prego Loredana :)

  • loredana ha scritto:

    grazie Sonia x il sito..ciao

  • Sonia ha scritto:

    Loredana, sono d’accordo con Emilio, in questo forum c’è una disponibilità eccezionale, Silvia risponde a tutte le domande con gentilezza e competenza…la sua risposta è ovvia, pensa se ognuno di noi chiedesse di farsi calcolare la rivalutazione o, per esempio, una cifra approssimativa per l’assegno di mantenimento, ecc…
    Credi che sarebbe una cosa che si può fare in un forum?
    Non prenderla come una cosa personale, è solo questione di buon senso.
    Ci sono tanti siti per poter calcolare gli importi…puoi usare questo, se vuoi:
    http://www.avvocati.it/strumento/58/rivalutazione-importi-mensili-assegni

  • Emilio ha scritto:

    Ciao Loredana,
    tempo fa chiesi un parere in questo forum dopo aver girato per tutti i forum esistenti su internet. Trovai un’accoglienza e una cortesia straordinaria, soprattutto nelle risposte di Silvia. Per me fu sufficiente, contando che si trattava di un forum. Per avere un parere legale mi rivolsi ad un avvocato pagando 248 euro per ottenerlo. E’ la differenza tra i forum e i servizi a pagamento…
    Ciao. Emilio.

  • loredana ha scritto:

    …se x te è troppo…grazie lo stesso, ciao !

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Giulia, potrebbe aver voluto dire semplicemente che la sentenza/verbale omologato non costituisce titolo esecutivo per le spese straordinarie, o ci potrebbero essere motivi per dover argomentare con più cura i giustificativi di spesa e quindi essere necessaria una causa ordinaria. Non saprei. Se ci sono ricevute e se le spese sono chiaramente tra quelle che si consierano straordinarie, normalmente è sufficiente un decreto ingiuntivo, ma ovviamente bisogna conoscere il caso concreto. Comunque chiedi spiegazioni prima di procedere.

    @Marco, come faccio a farti un elenco di tutte le spese ordinarie. Di solito si intende il cibo, le utenze domestiche (che ovviamente in parte servono anche al figlio), le spese di trasporto, l’abbigliamento (anche se qualcuno pretende di inserirlo nelle straordinarie, ma c’è da discutere).

    @Andrea, so che sono un po’ fuori tema, ma hai valutato l’ipotesi che tua moglie sia incappata in una forma piuttosto violenta di depressione post partum? Ciò detto, certo che potrai tenere con te tuo figlio nei fine settimana. Se tuo figlio non prende più il latte materno, già da subito puoi chiedere di tenerlo nei fine settimana: perchè un bambino di 10 mesi (che saranno più di 12 al momento di una eventuale separazione) non stare col papà?
    Per il mantenimento, tieni conto che tu rimarresti nella casa coniugale, quindi si ipotizza un mantenimento un po’ più alto. Quello è tutto da concordare. Ovviamente i 1000 euro che passi ora mi sembrano un po’ troppi (e così rispondiamo anche a Paolo).
    Sempre per rispondere a Paolo: normmalmente se l’allontanamento è dovuto a motivi di lavoro, si ritiene accettabile. Qualche problema sorge se si decide di andare a vivere all’estero.

    @ nerina, ma perchè non dovrebbe versare nulla? Dov’è il tuo vantaggio? Al limite puoi decidere di non agire per averli, ma non capisco perchè non accertarel’onere. Comunque un giudice farebbe molte domande in caso di nessun assegno per tre figli: magari disporrebbe anche qualche accertamento fiscale. Comunque dipende dai giudici e dalle eventuali motivazioni.

    @ Loredana, ci sono diversi programmi in rete per fare questo calcolo. Ne ho anche segnalato qualcuno più di una volta. Insomma, rispondere ai quesiti va bene, ma svolgere compiti meramente esecutivi e pure gratis… mi sembra un po’ troppo, no?

  • Loredana ha scritto:

    Buonasera,potresti farmi il calcolo di adeguamento istat.
    Sono separata dal 12 gennaio 2005 e finora non ho mai fatto il conteggio.
    Preciso che percepisco 400 euro mensili per due figli.
    Grazie mille.

  • Nerina ha scritto:

    Salve a tutti. Ripropongo il mio quesito che è rimasto senza risposta sperando che ora qualcuno mi possa dare un consiglio. Sono separata da circa due anni ma non siamo ancora riusciti ad arrivare alla separazione consensuale per motivi di carattere economico. Da quando è uscito di casa, il mio ex versa un magro mantenimento per le tre figlie e non ha mai rimborsato la sua metà di spese straordinarie (alte perché le ragazzine frequentano scuole private). Il disinteresse nei confronti delle figlie non è solo economico, ma anche affettivo (si vedono poche ore al mese). Ora sono davvero stanca di continuare a litigare per pochi euro e vorrei rinunciare sia al mantenimento che al rimborso delle spese straordinarie. E’ possibile? Mi hanno detto che il giudice non approverebbe la consensuale se figurasse che il padre non versa neanche un centesimo per le proprie figli. C’è un modo per aggirare questo ostacolo? Grazie

  • Paolo ha scritto:

    Vorrei aggiungere un’ulteriore domanda a quelle poste da Andrea:
    è lecito che un genitore allontani un figlio dall’altro genitore ad una distanza che evidentemente ne pregiudica la possibilità di esercitare il ruolo genitoriale?

    Quanto all’aspetto economico:
    - lei: 1400+1000=2400 (vivendo a casa di sua mamma)
    - tu: 2500-1000-900-varie=meno di 600 (vivendo da solo)
    Mi sembra che la situazione non sia per niente equilibrata, per usare un eufemismo!

    Penso che sarebbe il caso di essere meno accomodanti ed iniziare a far valere i nostri diritti ed anche il diritto dei nostri figli ad avere un rapporto il più possibile equilibrato con entrambi i genitori.

  • andrea ha scritto:

    Salve e grazie anticipatamente per l’eventuale risposta.
    Sono un giovane papà di un bimbo di 10 mesi, con mia moglie le cose sono peggiorate dopo la nascita del piccolo, lei ora “per motivi lavorativi” si è spostata dalla madre perchè non voleva lasciare il piccolo in un nido lasciandomi solo nella casa coniugale di mia proprietà (abbiamo la separazione dei beni). In pratica vivo da solo da circa otto mesi e riesco a vedere mio figlio una volta in settimana ed i fine settimana (non tutti), ma devo fare circa 2 ore di macchina per raggiungerlo e 2 ore per ritornare a casa restando e passando pochissimo tempo con lui.
    Io sono quasi deciso a chiederle di separarci perchè penso (dopo tante riflessioni) che non mi ami più e che abbia raggiunto il suo scopo, cioè quello di avere un figlio e abbandonarmi.
    Le chiedo, dopo un’eventuale separazione, come potrà evolvere la situazione, se ad esempio facciamo una separazione congiunta, potrò portare mio figlio nei fine settimana a casa con me? riuscirò a vederlo di più? E poi, lei sicuramente vorrà restare a casa della madre per cui guadagnando io circa 2500€ mensili di quanto sarà l’assegno?
    Mi preoccupo dei soldi solo perchè pago circa 900€ al mese di mutuo le do 1000€ al mese (lei ne guadagna circa 1400€) per le spese sue e del piccolo e ho ancora tante spese (auto mia e sua, condominio, tasse e varie).
    Grazie e scusate ma mi trovo in un momento davvero brutto della mia vita. grazie Andrea

  • marco ha scritto:

    salve, mi sono appena separato da un rapporto di convivenza dal quale sono nati 2 figli, non abbiamo ancora messo nero su bianco, stiamo gestendo al 50% i ragazzi in tutto ed io stò versando alla mia ex compagna un mantenimento di 400€ con assegno mensile,in più divido con lei le spese di :vestiario, scuola, sport , ripetizioni, ecc.in più agli assegni familiari che percepisce
    è un pò che cerco però di capire una cosa a cui finora nessuno mi ha dato risposte chiare : QUALI voci, nello specifico, sono comprese ” come ordinarie” nell’assegno di mantenimento ??? … perchè mi sembra leggendo in giro, che quelle straordinarie (che dal nome dovrebbero essere tali) abbiano un pò di varianti.
    il mantenimento è una base dove poi aggiungere tutte le spese che ci sono per un figlio???
    spero di poter avere a tal proposito un chiarimento ,grazie …

  • Giulia ha scritto:

    Buongiorno, ringrazio anticipatamente per una eventuale e graditissima risposta!Vorrei approfondire una cosa che ho letto in una risposta che lei ha dato precedentemente..lei ha detto che per quanto riguarda le spese straordinarie, l’unico modo per averle è chiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo per agire poi esecutivamente(a patto di avere i giustificativi di spesa).Ebbene, premesso che nel mio caso io ho le ricevute di pagamenti scolastici da me effettuati e che i tentativi di risolvere in altra maniera la questione sono stati vani, il mio legale ha detto che siccome l’accordo di separazione non costituisce titolo esecutivo è necessario procedere con una causa ordinaria per farmi pagare la metà di queste spese. Ora, io non sono esperta di diritto ma da quello che so un decreto ingiuntivo si può ottenere più velocemente rispetto alla sentenza per una causa ordinaria e quindi mi domandavo se il mio legale,secondo lei naturalmente, si è solo espresso male (intendendo per causa ordinaria un ricorso per decreto ingiuntivo) oppure se non ha magari pensato a questa modalità più veloce per recuperare le spese.Ovviamente poi ne parlerò con lui ma intanto mi interessava sapere la sua opinione. Grazie ancora, Giulia

  • sidney_296 ha scritto:

    Chiedo scusa, non volevo assolutamente sparare sentenze, ha ragione e accetto la sua precisazione in merito alla mia superficiale osservazione… intanto volevo ringraziala per la celere risposta e non sa che gioia ha dato al mio fidanzato che ormai si sentiva condannato a non poter veder crescere la figlia anche se io da non esperta la vedevo una cosa impossibile. Lui è un uomo fantastico, lavora e adempie ai suoi obblighi da sempre e il fatto che stia con un’altra persona non vuol dire di certo che non sia un buon papà anzi venera sua figlia e ripeto sta male perchè gli manca vederla crescere. Per quanto concerne il mantenimento altrocchè lui paga 500€ d’affitto mentre lei è proprietaria della casa dove vive acquistata dai genitori di lei pensa quindi che alla luce di queste spese che lui ha il mantenimento sia cmq di 300/350 euro? scusi se insisto sulla cosa ovvio che nei prossimi giorni andremo da un avvocato ma era per darci delle riosposte su argomenti che non conosciamo e poi per cercare di prevedere quello che ci aspetta… grazie mille ancora

  • Silvia (author) ha scritto:

    Roberto, devi calcolare l’aggiornamento sulla somma già rivalutata. Comunque ci sono on line dei programmini che eseguono il calcolo. Questo è un esempio http://www.avvocati.it/strumento/58/rivalutazione-importi-mensili-assegni

    tichry, la denuncia è a forma libera, puoi semplicemente scrivere i fatti e chiedere che venga punito ai sensi dell’art. 570 c.p.
    Se però hai la possibilità di recuperare quello che ti è dovuto con un’azione civile, procedi anche e soprattutto con quella.

    sidney, mi sa che invece non troverai tante persone che sono lì a giudicarti su queste pagine. Per il mantenimento non c’è una somma precisa, ma, tenendo conto che non ci sono oneri di abitazione, posso ipotizzare su € 300/350 mensili. La figlia può benissimo vederla da solo, senza che sia presente la madre. Se per ora non gli viene permesso, ne faccia esplicita richiesta: non sta scritto in nessun post che un padre non può tenere con sè un bimbo piccolo anche di pochi mesi. Sia pronto a dimostrare di essere un padre preparato e responsabile e chieda esplicitamente di avere con sè la bambina da solo, anche per portarla dalla nonna che non la vede da tempo.
    Comunque non amo le generalizzazioni: dato che chiedevi di non essere giudicata, quando tra l’altro nessuno aveva intenzione di farlo, non giudicare in modo generalista. La maggior parte delle donne non usa i figli per far pagare qualcosa: in questi casi non esiste nessuna maggior parte, esistono solo storie personali, e lì c’è davvero di tutto.

  • sidney_296 ha scritto:

    Ciao… purtroppo in tanti saranno pronti a giudicare ma prima di raccontare la mia storia vorrei dire che come in tante altre situazioni certe cose bisogna viverle per capirle…. fatta questa premessa volevo chiedervi quanto segue: il mio compagno si è separato dalla moglie nonostante una bambina piccola di pochi mesi perchè la loro convivenza era diventata impossibile. Loro hanno sempre vissuto per 14 anni in casa con i genitori di lei, ignoranti e invadenti nonostante avessero la possibilità di un’altra casa lei non ha mai voluto spostarsi e da qui con la nascita della piccola i problemi sono aumentati poi noi ci siamo conosciuti ed ecco che il matrimonio è saltato. La domanda è la seguente: lei ha fatto rischiesta di separazione consensuale, il mio fidanzato percepisce circa 1150 euro al mese quanto dovrà passarle per il mantenimento della minore perchè la moglie lavora? e che diritto avrà di vedere la figlia? fino a quando dovrà farlo in presenza di lei? lui sta male perchè non riesce ad avere un attimo di intimità con la piccola e tra le altre cose mia suocera purtroppo invalida non vede la bimba da quando aveva pochi mesi perchè non gli permette di potargliela. Cosa ci aspetta adesso che andremo davanti al giudice? Lui ama quella piccola ma lei come la maggior parte delle donne usa la figlia per fargliela pagare e lui tutte le sere la guarda in quei pochi video che riesce a farle quando la vede. E’ giusto? fino a quando la piccola sarà ritenuta poppante? La bimna adesso ha 9 mesi. Grazie siete fantastici

  • tichry ha scritto:

    buon giorno a tutti
    sono una madre in difficoltà: da sei anni il mio ex non versa gli assegni per il mantenimento di nostro figlio affidato solo a me(e non concede il divorzio).
    finalmente mi sono decisa a denuncarlo ma vorrei qualche dritta su come scrivere la denuncia.
    posso scaricare qualche modello on line?
    please help

  • Roberto ha scritto:

    Buongiorno a tutti,
    la mia domanda riguarda l’adeguamento ISTAT dell’assegno di mantenimento per i figli.
    L’ammontare inizialmente stabilito in sentenza fu di 1000 euro/mese. Dal 01 gennaio 2011 ho adeguato l’assegno di mantenimento dell’ 1,7% a 1017 euro/mese. L’adeguamento ISTAT che scattera’ il 01 gennaio 2012 dovra’ basarsi sulla la cifra inizialmente stabilita dal giudice (1000) oppure su quella adeguata per il 2011 (1017)?
    Grazie..

  • Laura ha scritto:

    Grazie della risposta (anche se mi sono risposta da sola :)). Come potrei modificare le condizioni di separazione in merito alla ex casa coniugale? Sai, anche io prevedo guerra anche xchè lui è il nudo-proprietario mentre l’usufrutto a vita pende sui suoi genitori…Se puoi consigliami, oltre al mioavvocato avere delle dritte esterne nn guasta mai. Grazie in anticipo se qlcn risponderà.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Laura, alla fine ti sei risposta da sola!
    Per la ex casa coniugale ora vuota, potresti anche tentare una modifica delle condizioni di separazione in tal senso, ma prevedo guerra…

  • Laura ha scritto:

    Ciao, sono separata da poco più di un anno. Ho tre figli ed inizialmente il padre versava 450€ x tutti e tre. Lui è un lavoratore autonomo e dichiara all’incirca 1000 € l’anno (?!?!?) io dipendenta a tempo indeterminato e guadagno circa 1000 € + gli assegni. Da qlc tempo lui frequenta una donna da cui sta x avere un figlio e da quando sta con lei ha deliberatamente deciso di trascorrere solo w-end alternati (uno si e uno no) con i miei figli (prima trascorreva con loro 2-3 pomeriggi compresa la cena). Da quando trascorre con loro solo il w-end alternato invece di 450 € ne versa 650€. Lui convive con la sua compagna in casa di lei e pertanto ha lasciato chiuso il suo alloggio (in cui abitavamo prima – sono andata io via di casa) che rimane inutilizzato. Io frequento un uomo ma x scelta ora preferiamo restare ognuno in casa propria. Di domande ne avrei qlcn e comincio con qst: x l’assegno di mantenimento mi sembra di aver capito che lui, x chiedere la riduzione, dovrebbe addurre spiegazioni che dimostrino le differenze dal prima al dopo e visto che il mettere al mondo un nuovo figlio non è una buona “scusa” x non mantenere più gli altri forse ho possibilità di riuscire a mantenere l’importo che versa tutt’ora (che peraltro non mi sembra eccessivo visto che si tratta di 3 figli). Lui si rifiuta di pagarmi alcune spese arretrate e tutte le volte che i bimbi sono a casa dei nonni (e lui in un’altra casa con lei e non insieme ai figli) si fanno l’autosconto togliendo 150 euro dall’importo mensile adducendo la scusa che x una settimana sono loro a mantenerli…che noia!!! Cmq qll che volevo chiedere è qst: io e il mio compagno abbiamo parlato molto in qst periodo x un’eventuale convivenza e io mi sono chiesta se, nel caso io e lui abitassimo insieme e quindi facessimo unico nucleo famigliare, il padre potrebbe chiedere una riduzione a seguito del fatto che lo stipendio del mio compagno si aggiungerebbe al mio. Per qst eventuale convivenza inoltre dovremmo affrontare l’acquisto di un’abitazione x cui prevediamo di richiedere un mutuo. I calcoli che mi sono fatta io sono qll che mi portano a pensare che avendo un reddito del nucleo famigliare più alto allora io avrei degli assegni famigliari in busta che saranno più bassi, pagherei spese più alte x buoni, libri e tutto ciò che riguarda la scuola (mi avvalgo della dichiarazione ISEE)…insomma credo di non andare incontro ad un buon affare…Per quanto riguarda l’alloggio “vuoto” del mio ex posso fare qlcs? Ho sempre tentato di incoraggiare un buon rapporto tra il mio ex e i miei figli ma nonostante qst lui nn li ama abbastanza x tenerli con sè, tant’é vero che si è recato lui stesso dall’avvocato a farmi scrivere che era sua intenzione non occuparsi dei figli durante la settimana xché che non aveva tempo (?!?!?)…mi sembra inspiegabile visto che il suo lavoro gli permette di avere buona parte del pomeriggio libero ed anche la sera…cmq lui ha preferito sbarazzarsi dei figli e darmi 200 euro in più al mese (valgono così poco i figli?) pur di non vederli. Avrei preferito vederlo combattere x i figli come tanti altri padri fanno x non perderli. Spero che se ne penta e che stia male, è ciò che si merita. Se potessi farei a meno dei soldi del mantenimento ma purtroppo non posso permettermelo visto che pago affito e spese e cmq i bimbi sono sempre con me. Non facciamo nulla di straordinario, solo piccole cose che ci rendono felici, e qst “non fare nulla” mi sta permettendo di mettere da parte alcuni soldini x loro. E ne sono orgogliosa :-). Forse mi sono dilungata. Grazie x l’attenzione.

  • Nerina ha scritto:

    Buongiorno a tutti,
    sono separata da circa due anni ma non siamo ancora riusciti ad arrivare alla separazione consensuale per motivi di carattere economico. Da quando è uscito di casa, il mio ex versa un magro mantenimento per le tre figlie e non ha mai rimborsato la sua metà di spese straordinarie (alte perché le ragazzine frequentano scuole private). Il disinteresse nei confronti delle figlie non è solo economico, ma anche affettivo (si vedono poche ore al mese). Ora sono davvero stanca di continuare a litigare per pochi euro e vorrei rinunciare sia al mantenimento che al rimborso delle spese straordinarie. E’ possibile? Mi hanno detto che il giudice non approverebbe la consensuale se figurasse che il padre non versa neanche un centesimo per i propri figli. C’è un modo per aggirare questo ostacolo? Grazie

  • Ser ha scritto:

    Mi scuso per lo sfogo fuori luogo!

  • Ser ha scritto:

    A volte il cambiamento è doppio. Sulla mia pelle ho provato l’esperienza di una donna che ha voluto avviare la separazione assumendo le sembianze di iene facendo le peggiori cattiverie, salvo poi tornare agnellini e desiderare di recuperare il rapporto…
    ..e voi maschi ci cascate sempre!

  • Marco ha scritto:

    Ciao a tutte/i,
    sono papà di un bimbo di quasi 4 anni che da circa un anno vive con la mamma.
    Purtroppo vivono a 80 km da me, così lo riesco a vedere solo 1 pomeriggio alla settimana e poi passa con me un w.e. (lungo, 3 giorni) ogni 2.
    Lei lavora a part time e guadagna circa 2000 euro al mese x 14 mensilità
    Io sono un precario della scuola, attualmente non arrivo a 1000 euro per 10 mesi, ed oltre tutto ogni anno rischio di trovarmi a spasso …
    Nonostante questa situazione, mi sono sempre impegnato a corrisponderle la metà delle spese (stimate insieme) di mantenimento del bimbo, con l’accordo di rivedere la cifra di anno in anno alla luce delle inevitabili variazioni (le mie spese invece me le pago tutte io).
    Faccio notare che durante la nostra breve convivenza (a casa mia) quando lei ha preso aspettativa io mi sono assunto interamente tutti gli oneri economici, ed ho anche pagato le sedute da una psicologa da cui andavamo per cercare di non arrivare ad una rottura, che invece poi si è verificata.
    E questo anche nei periodi in cui non percepivo nulla o solo l’assegno di disoccupazione (per un anno non ho lavorato, grazie ministro gelmini!).

    Tutto questo è stato possibile grazie ai miei risparmi raggranellati quando non lavoravo per la scuola.
    Ora lei dice che, dato che io ho dei soldi da parte, le devo versare di più e vuole andare per avvocati!

    Si dà il caso che i miei risparmi (su un normalissimo conto deposito) mi servono già adesso per integrare il mio magro stipendio, e molto probabilmente ne avrò bisogno in futuro per integrare una ancor più magra pensione, se e quando ci arriverò, quindi mi e vi chiedo:
    - in che modo vengono considerati questi soldi ai fini dell’assegno?
    - i miei genitori abitano in una casa che mi avevano intestato al momento dell’acquisto, ma che ovviamente non mi produce alcun reddito; come viene valutato il possesso di un immobile ai fini della determinazione dell’assegno?

  • Emilio ha scritto:

    Ciao Paolo, il primo gennaio è già passato!! Per amico avvocato ovviamente intendevo qualcuno di cui fidarsi…che potrebbe essere un avvocato suggerito da un amico che magari ha già testato la sua professionalità e soprattutto la sua capacità di raggiungere un obiettivo. Ti ribadisco il suggerimento di seguire i suoi consigli. Ho purtroppo provato sulla mia pelle la brutta esperienza di vedere il cambiamento di atteggiamento di una persona con la quale si è vissuto insieme per decine di anni. Ciao.

  • Paolo ha scritto:

    Grazie Ser ed Emilio,

    purtroppo non ho amici avvocati, ed è la ragione per cui chiedevo se ci fosse una qualche qualifica particolare (albo, specializzazione o cose simili) che garantisse un approccio neutrale, almeno in teoria, da parte di un avvocato.
    Chiaro che se l’avvocato “mediatore” lo sceglie uno dei due, è difficile che si ponga in una posizione di equidistanza, no? Per cui, se avvocato deve essere, allora che ce ne siano due, ognuno in difesa dei diritti del suo assistito.

    In alternativa, ho visto però che esistono organizzazioni che propongono servizi di “Mediazione Familiare” per situazioni conflittuali di vario genere e, fra l’altro, anche per la determinazione dell’assegno di mantenimento.
    Durata tipica di un percorso di mediazione: 6-8 incontri.
    Non ho però capito il livello qualitativo di questi interventi ed il tipo di formazione e professionalità richiesto a questi operatori.

    Qualcuno di voi ha usufruito di servizi di Mediazione Familiare?
    Se si, ne siete rimasti soddisfatti?

    Grazie ancora per l’ascolto e … forza Emilio, il primo gennaio è vicino!

  • Emilio ha scritto:

    Ciao Paolo, ti suggerisco CALDAMENTE di consultare un avvocato amico tuo e di seguire i suoi consigli….io mi sono rivolto ad’una mia amica avvocato. Mi aveva suggerito, se avessi voluto, di cercare di ridurre l’assegno perchè sarebbe stato possibile. Io invece mi ero fatto scrupoli. Ti faccio notare che, pur non avendo fatto nulla di grave se non essermi chiuso in un assoluto mutismo, ero stato messo praticamente alla porta della SUA casa, perchè questa era la realtà.
    Avevo accettato di passarle 200 euro al mese più 600 per mia figlia, semplicemente perchè pensavo che la legge dicesse questo!
    Nota che, con le spese extra che mi presentava senza mai concordarle, praticamente ogni mese mi portava via mezzo stipendio!!
    Insomma, quando le ho fatto notare che in realtà l’assegno era altissimo, non si è minimamente preoccupata. Le ho offerto 500 euro e non le andava. Il primo di febbraio ci sarà l’incontro con il giudice perchè ho fatto ricorso…meditate gente, meditate….Auguri.

  • Mantenimento del figlio maggiorenne trasferito dal padre | genitoricrescono.com ha scritto:

    [...] indipendente economicamente, va sicuramente mantenuto, come già spiegato parlando in generale del mantenimento dei figli. Capita spesso che alcuni ragazzi, a seguito del normale conflitto adolescenziale che si manifesta [...]

  • Ser ha scritto:

    Secondo me, anche se ti presentassi da solo, ti consiglierei di farlo vedere ad un avvocato di tua fiducia, non per niente, ma perchè ci sono tanti cavilli di cui magari un occhio esperto non si rende conto.
    Non conosco la tua ex, non so se si è comportata scorretta i corretta in precedenza, ma se hai qualche sospetto, ti conviene prendere tempo e farti consigliare.
    Queste ex! non sanno mai cosa vogliono!

  • Paolo ha scritto:

    A circa un anno da un accordo economico faticosamente raggiunto per il mantenimento di nostro figlio, che prevedeva anche una revisione annuale per aggiustare il tiro rispetto alle stime e condizioni iniziali, mi vedo improvvisamente “proporre” una mediazione presso un’avvocato “perchè noi non riusciremo mai a metterci d’accordo da soli” (veramente a me risultava che lo fossimo già …)
    Lei ha già scelto questo avvocato, ha fatto un primo incontro e mi invita a contattarla per incontrarla (è un’avvocatessa).
    Tralascio le considerazioni sulla prepotenza insita nella decisione di intraprendere un’azione così importante mettendomi di fronte al fatto compiuto e cadutami addosso come un fulmine a ciel sereno: avevamo addirittura passato una settimana di vacanze ed il natale tutti insieme (un po’ ipocritamente, certo, ma cosa non si fa per i figli) insomma c’era un clima certo non dei più conflittuali.

    Insomma, questo improvviso cambiamento di rotta mi insospettisce, da cui le domande:
    Quali sono i requisiti che garantiscono o almeno aumentano le probabilità che un’operazione di mediazione di questo tipo sia effettivamente neutrale? E se questa avvocatessa fosse una conoscente od amica, insomma di parte?

    Esiste una qualche qualifica particolare (albo, titolo di mediatore, o cose simili) per gli avvocati che svolgono queste mediazioni?

    Ha senso che ci sia un solo avvocato scelto da lei o conviene che mi scelga un avvocato anch’io in modo da essere sicuro che siano tutelati anche i miei interessi?

    Grazie per i vostri consigli

  • Sonia ha scritto:

    Gli assegni familiari, in caso di disaccordo tra i coniugi, spettano al genitore con cui i figli vivono e quindi a chi li ha sullo stato di famiglia.

  • alice ha scritto:

    Ma veramente gli assegni per il nucleo familiare andrebbero divisi a metà tra i genitori separati?A me risulta diversamente infatti la ex compagna di mio marito vorrebbe gli arretrati degli assegni che mio marito ha percepito per 9 mesi prima che li percepisse lei…però ormai è un anno e mezzo che li percepisce solo lei…rispondetemi per favore…grazie!!!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ferruccio, ovviamente devi sospendere il mantenimento: comunque ti consiglio di far ratificare al giudice l’interruzione del mantenimento. Se tua figlia e la tua ex moglie concordano, con un ricorso congiunto, se non chiedendo l’interruzione con un ricorso in cui dimostri che lavorano e sono indipendenti.
    Francamente non ho capito questa storia della rivalutazione (che è un aumento che si corrisponde ogni anno) di cui ti avrebbe parlato il tuo avvocato e non capisco come riguardi la cessazione dell’obbligo di mantenimento.

  • Ferruccio ha scritto:

    Sono divorziato ormai da 20 anni, attualmente sia la mia ex moglie che mia figlia (di 26 anni) lavorano indipendentemente a tempo indeterminato, possibile che debba ancora dare gli alimenti ad ambedue, nonostante mi sia risposato ed avere un nucleo familiare con un bambino di 13 anni ed una moglie che fa la casalinga.
    Il mio reddito mensile è attualmente la metà di quello che percepisce la mia ex famiglia, anche perchè corrispondo un assegno mensile di € 510,00.
    Sono ormai due anni che il mio avvocato mi dice di attendere per la rivalutazione dell’assegno mensile.
    Possibile che ci voglia tutto questo tempo?

  • Ser ha scritto:

    Ragazzi, esco un po’ fuori tema, ma mi chiedevo com’è possibile che certe donne facciamo delle cattiverie incredibili e poi non si rendano conto del perchè vengano lasciate, del perchè un i compagni vadano a cercare serenità altrove.

  • Ser ha scritto:

    Claudia, hai ragione, ma da ciò che scrivi mi sembra di capire che sai perfettamente che ciò che è giusto non è sempre quello che si ottiene.
    Certo può ricorrere ad un avvocato, ma visto che i rapporti tra loro non sono buoni,nonostante i comportamenti della moglie, vedo difficile un affidamento a Giovanni, credo sia inutile inasprire i rapporti. Si attaccherebbe alle figlie per ripicca. Giovanni per il momento deve solo armarsi di tanta, tanta pazienza ed aspettare che la “cara” ex la faccia grossa.
    Conosco di persone che avrebbero potuto trasformare alcuni colpi di testa in ghiotte occasioni per mettere in “cattiva”, se non peggio, le proprie ex, ma per amore dei figli hanno lasciato correre, senza però dimenticare.
    A mio parere deve continuare così, almeno per ora. Ovviamente poi ogni caso è diverso dall’altro e solo lui può sapere cosa sia meglio.
    Vi auguro buone feste e che il 2011 vi porti una cosa importante…la serenità delle vs. famiglie.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    GIOVANNI se vi siete presentati per una consensuale si presume che problemi non ce ne siano, in nessun senso, altrimenti sareste ricorsi ad una giudiziale, quindi mi sembra anche normale che il giudice non abbia chiesto niente. Però se nel frattempo sei venuto a conoscenza di altre cose che non sapevi al momento della separazione (ad esempio le frequentazioni di tua moglie o le visite di altri uomini che turbano le bambine) credo tu possa rivoglerti ad un legale per chiedere una revisione delle condizioni. Vero però che togliere l’affidamento o la coabitazione (non so come si dica nel caso di afidamento congiunto, scusa, credo però tu mi possa capire) ad una mamma mi sembra cosa assai difficile… ma se le bimbe ci stanno male e te ne sei sempre curato tu, sinceramente tenterei, anche perchè non mi sembra che lei ci tenga a restare troppo in buoni rapporti.
    In bocca al lupo per tutto.

  • GIOVANNI ha scritto:

    SER hai afferrato bene la situazione e ti ringrazio poichè credo che la legge vada rivista in base ai comportamenti tenuti da entrambi i genitori nei confronti della prole. Sai quanto tempo ha impiegato il giudice a rendere esecutiva la separazione? due minuti si è limitato a leggere quello che avevamo scritto senza menzionare come stessero i bambini di 3 e 5 anni….ma ti pare normale una cosa cosi’? va bè che eravamo d’accordo ma almeno chiedi? ciao buona giornata.

  • Ser ha scritto:

    Bravo Giovanni! dici bene, chi semina raccoglie, e chi semina vento, come la tua ex (e tante altre ex) alla fine raccoglie tempesta.
    A volte tirano troppo la corda! Il brutto è che, ascoltando le varie storie, spesso i giudici ti fanno attendere mesi per una decisione che poi sembra che prendano in due minuti senza considerare nulla, dando per scontato che la donna sia una buona madre perchè così dovrebbe essere, come dire…per definizione.
    Ogni tanto si dovrebbe tener conto degli atteggiamenti che assumono, capirebbero che la classica definizione è molto lontana dalla realtà.

  • Viola ha scritto:

    Solo una precisazione:

    Gli assegni familiari spettano al 50% ai coniugi separati, conviene che vengano richiesti da chi guadagna meno e vive con i bambini, ma in teoria la metà degli assegni spetterebbe di diritto all’ex coniuge non convivente, quindi in virtù del fatto che il diritto viene ceduto alla madre, il padre potrebbe versare qualcosina in meno di mantenimento.

    Il mio parere è che 300 euro a figlio sono adeguati, se consideriamo che in quella cifra è compreso 50% di vitto, alloggio, utenze, vestiario e tutte le spese ordinarie. Già il non dover versare le straordinarie è una gran cosa perché come minimo se ne andrebbero 100 euro al mese a cranio.

    Capisco le difficoltà di Giovanni ma purtroppo è risaputo che separarsi, ovviamente soprattutto PER GLI UOMINI, è un lusso…

  • GIOVANNI ha scritto:

    grazie del consiglio…infatti sto iniziando a segnare tutto con data e orari… anche se provo difficoltà a rispondere quando le bambine mi chiedono perchè sei andato via di casa. Non so rispondere perchè loro anche se piccoli non la bevono e poi fino a due anni fa loro hanno visto solo me per cambio pannolini, pappa ogni tre ore ed hanno sempre dormito in camera con me mentre lei da quando è nata la seconda bimba da sola nel lettone…mah. Io posso solo dire di avermi goduto i vari stadi della crescita..e come si suol dire chi semina raccoglie!!

  • Ser ha scritto:

    Spero di non sembrare eccessiva, ma mi viene voglia di consigliare a Giovanni di stare un po’ a guardare la situazione e di prendere nota di tutto ciò che “combina” sua moglie. Prima o poi quegli “appunti” ti serviranno…non so, magari per chiedere l’affidamento.
    Per quanto riguarda la questione casa, mi spiace dirlo, ma hai sbagliato a favorirla. Se la causa della separazione avesse visto le parti invertite, altro che separazione consensuale. Lei avrebbe chiesto la separazione per colpa, togliendoti tutto.
    Bisogna che voi maschietti vi convinciate che le donne sanno essere molto cattive.
    Ti auguro comunque di risolvere presto questa situazione e di trascorrere delle buone feste.

  • GIOVANNI ha scritto:

    ti ringrazio…sei stata chiarissima……ma lei sta giocando col fuoco…anzi con le nostre figlie visto che l’affido è sempre congiunto…io una cosa gliel’ho detta….di me non ti libererai mai perchè qualsiasi decisione la dovrai sempre prendere con me…e questo a lei dà molto fastidio. Grazie ancora Claudia, buona serata e che Dio ci dia sempre la forza di poter sopperire a quello che l’uomo in generale provoca.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    GIOVANNI credo di comprendere la situazione ed il ragionamento sul mantenimento, ma da un punto di vista legale non so cosa puoi fare…
    per farti capire, lei (l’ex-moglie del mio compagno) con la figlia vanno al cinema ed al ristorante tutti i fine settimana, estetista e parrucchiere almeno una volta al mese, gitarelle varie, vestiti sempre nuovi ed alla moda. noi fatichiamo ad arrivare alla fine del mese pur avendo tagliato quasi tutte le spese extra (ristoranti, cinema, parrucchiere non so più cosa siano, vestiti comprati solo per necessità e solo se in offerta, ed in quantità limitatissima tanto che spesso devo mandare mio figlio a scuola con la tuta sporca se quelle lavate non si sono asciugate in tempo, per dire). lei ha persino rifiutato gli assegni familiari dicendo che tanto non le servono, per dire. la bambina la andiamo a prendere e la riportiamo sempre noi, e sono circa 40km (andata + ritorno 2 volte al giorno fa 160km a settimana). ma nonostante tutto il giudice ha stabilito un importo e quello dobbiamo rispettare, anche quando il mio compagno è stato in cassaintegrazione con stipendio a zero. bella roba, eh? ma così funziona.
    la casa te l’ha pagata meno di quello che valeva ed hai speso ben di più per trovare un’altra sistemazione: moralmente ti direi che è ingiusto, ma a lato pratico ormai è cosa fatta e non credo tu possa farci più niente.
    penso però tu possa fare qualcosa per il comportamento che lei sta tenendo se lo ritieni non educativo o moralmente inaccettabile, e per questo dovresti fare come lei ti ha suggerito, ovvero contattare un legale per potergli esporre tutta la situazione e farti consigliare da lui sulle possibili strade da percorrere
    magari puoi contattare anche uno psicologo infantile per chiedergli cosa ne pensa, se questo comportamento della madre possa nuocere alle bambine e ad una loro sana crescita anche in vista del fatto che loro stesse lamentano di non stare bene
    in bocca al lupo
    ps: non sperare che lei “ci arrivi”, perchè probabilmente ci arriva benissimo ma non le fa comodo. scusa se sono così cattiva ma ci sbatto il muso da più di 5 anni ormai e mi sta ancora rovinando la vita, sia a me che a mio figlio.

  • GIOVANNI ha scritto:

    forse non ho spiegato bene la situazione. Di comune accordo prima della separazione abbiamo deciso che io vendessi alla mia ex moglie la metà della casa di proprietà mia di un appartamento di circa 130 mq. a titolo figurativo gli ho chiesto al rogito 75000 euro contro i 110 che valeva la mia metà. Con quei soldi ho comprato un bilocale di 70.000 euro con tutte le spese che ci sono in contorno… lei non ha voluto che toccassi un mobile dagli arredi e quindi arredamento completo nuovo totale 12000 euro, agenzia 3000, contatori acqua e gas 1000. Io abito a 17 km dall’ex casa coniugale e 32 dal posto di lavoro. Premesso che ho un buon rapporto con la ex e che non ci sono mai stati problemi…mi fa senso quando parla del mantenimento come i “MIEI SOLDI”….perchè lei dice sempre che l’unica cosa di cui non dubita mai e l’affetto per i figli e quello monetario. Il punto di cui io non ero convinto era solo uno. Io prendo 1600, lei 1150 con assegni familiari arriva a 1370, con il mantenimento arriva a 1970. Mi volete dire che con un mutuo irrisorio di 187 euro al mese, con i buoni scuola che gli passa il comune e le detrazioni per il gas e la luce, non riesce ad arrivare a fine mese? Io mediamente per vedere le mie bimbe spendo 250 euro di benzina al mese…mi dite con che cosa vivo io per pagare le bollette e il mangiare? Un ultima cosa poi chiudo…la nostra separazione è nata perchè io ho scoperto che lei madre di due bambini di 3 e 6 anni se la spassava con un uomo anch’esso sposato da circa un anno e mezzo, per non creare danni psicologici alle bimbe ho pensato che la cosa giusta fosse separarsi consesualmente senza fare scenate, cosi’ è stato. Adesso ei non sta piu’ con lui e le bambine in casa mi dicono sempre che porta sempre amici….giustamente loro mi hanno riferiti che non stanno piu’ bene a casa loro…in piu’ lei è sempre al telefono e loro si sentono esclusi, in breve non stanno bene a casa loro. Ultimo fatto ancor piu’ grave le bimbe si lamentano perchè lei quasi ogni sera per sbrigarsi gli cucina sempre pasta…allorchè io l’altra sera gli risposi è possibile che con i soldi che ti passo per loro non riesci a fargli mangiare altro che pasta? sapete cosa mi ha risposto…se hai qualcosa che non ti va del mio operato rivolgiti ad un legale. Ma è mai possibile che non ci arrivi? scusate lo sfogo.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    PAOLO non so che rispondere. Da un lato direi che certo che dovrebbe esserci un criterio oggettivo, ma dall’altro mi viene anche da pensare che se un criterio oggettivo non c’è ci sarà pure un motivo ed io non ho tante conoscenze in merito da potermi permettere di giudicare (magari ci sono cose che io non conosco o a cui non ho pensato). Comunque non sarà certo una nostra discussione a far cambiare le cose, ed in ogni caso non è questo il luogo per discuterne (per farlo esistono i forum, mentre questo è un blog).
    Il valore locativo non credo venga considerato a cifra, ma comunque il fatto di vivere in una casa di proprietà viene considerato, quindi a lato pratico non so quanto in realtà cambi.

    SONIA io resto convinta che se il mio compagno avesse preso gli assegni familiari e li avesse rigirati alla sua ex-moglie avrebbe comunque pagato lo stesso importo per il mantenimento (più gli assegni familiari). Se così non fosse penso che dovrei chiarirmi un attimo col suo avvocato…

  • Paolo ha scritto:

    @Sonia:
    Forse non mi sono spiegato bene: il riferimento al valore locativo non c’entra se la casa a Milano è di tua proprietà.
    Se invece la casa che abiti a Milano è di proprietà del tuo ex-marito, allora il fatto che tu con i tuoi figli possa disporne equivale ad un suo contributo (figurativo) nella misura dell’affitto della casa, da integrare con tutte le altre considerazioni relative ai rispettivi redditi per determinare l’importo dell’assegno di mantenimento.

  • Sonia ha scritto:

    Il valore locativo aiuta ad arrivare a fine mese? Io che ho la casa a Milano, quindi con un valore locativo più alto rispetto a quello della casa di mio marito in un paesino del sud Italia, vivo meglio? Mi arrotonda gli 800€ che prendo per 3 figli? Questa, secondo me, è la considerazione più sconcertante…

  • Paolo ha scritto:

    Grazie per i vostri commenti.
    Non trovate che la situazione sia a dir poco sconcertante?
    Ritengo che una decisione che incide così significativamente sulla vita degli interessati dovrebbe essere improntata a principi più obiettivi, idealmente con un modello di calcolo deterministico.
    È vero che le situazioni sono complesse e che non ce ne sono due uguali, ma lo stesso vale anche, che so, per il calcolo delle imposte sul reddito, eppure c’è un criterio unico (aggiornato annualmente) valido per tutti (evasori a parte …) per cui forniti certi dati in ingresso si ottiene l’importo delle tasse da pagare. Punto.
    Allora non vedo perché non si possa fare lo stesso (volontà politica a parte) lasciando magari un margine soggettivo di intervento al giudice, che so, del 20% dell’importo calcolato, per tener conto di eventuali fattori particolari.

    P.S.: Per quanto riguarda il valore locativo dell’abitazione coniugale (che viene preso in considerazione dal MoCAM) riporto il frutto di una breve ricerca:
    “Il godimento della casa familiare costituisce un `valore economico’ (corrispondente – di regola – al canone ricavabile dalla locazione dell’immobile) e di tale valore il giudice deve tenere conto ai fini della determinazione (o della revisione) dell’assegno dovuto ad uno dei coniugi separati o divorziati”
    (Cassazione, Sezioni Unite, n.11297/1995)

  • Sonia ha scritto:

    Non so che dire, però il fatto che gli assegni familiari siano stati attribuiti a me dal giudice, e quindi siano stati inseriti nella sentenza, fa pensare che siano stati considerati un reddito da aggiungere al mantenimento…chi lo sa!!!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SONIA in effetti ogni caso è a sè: dipende dal giudice, dipende dagli avvocati, dipende dalle persone coinvolte, dipende dalle situazioni, … dipende da così tante cose che la variabilità delle cifre può essere alta.
    Nel tuo caso li hanno conteggiati nel senso che lui li prende e te li versa, ma se li avessi presi direttamente tu, lui ti avrebbe versato di meno di mantenimento? Io credo che avrebbe versato comunque 800 euro mensili. Per questo intendevo che non vengono calcolati, perchè sono un extra in più che spetta a chi materialmente vive con i bambini e quindi ne sostiene quotidianamente le spese, ma non dovrebbe “fare reddito”… ma in effetti non sono sicura.

  • Sonia ha scritto:

    Claudia, nel mio caso, gli assegni familiari sono stati considerati, infatti il giudice ha stabilito che mio marito deve versarmi 800€ più gli assegni familiari…come avevo scritto parecchi post sopra, io ho 3 figli e non lavoro.
    Nel tuo caso è stato considerato il reddito del nucleo familiare, per me è stato considerato solo il mio, non quello del mio compagno (avevo chiesto un parere diversi post sopra), se ne deduce che ogni caso è davvero risolto in base al giudice, senza regole precise.

    Per Paolo, anche secondo me non va considerato il valore locativo, se non viene materialmente versato, anche se nel famoso MOCAM, è da specificare.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    PAOLO non credo che gli assegni familiari vengano considerati, nè il valore locativo dell’abitazione (a meno che lui non paghi parte del mutuo o dell’affitto, la cosa non mi è chiara), ed il diritto di visita non significa mantenere (se le va a trovare non è detto che poi affronti la spesa dei pasti o dei vestiti, ad esempio).
    lo sbilancio non conta sempre, in fase giudiziale.
    altrimenti noi non dovremmo pagare quello che paghiamo, visto che l’exmoglie del mio compagno a conti fatti ha parecchie più possibilità economiche di noi (magari entrate inferiori ma sicuramente meno spese fisse, visto quello che può permettesi di spendere in cose superflue, quando noi dobbiamo stringere la cinghia ed accontentarci della 2° scelta ed al minimo risicato per l’indispensabile) e si è permessa di rifiutare gli assegni familiari, che avrebbe preso il mio compagno rigirando a lei per l’intera cifra, dicendo che “piuttosto che farli prendere a lui ci rinunciava, che tanto non le servivano” (da notare che rigirandoli per intero in realtà sarebbero finiti in tasca a lei).
    scusa, su questo argomento ho il dente avvelenato perchè trovo che molte cose siano ingiuste ed a sfavore dei padri onesti che amano i loro figli e si trovano a dover combattere con delle madri non troppo comprensive (per usare un eufemismo). che poi servano in molti casi è indubbio, ma purtroppo il mio caso non è tra questi e paghiamo le conseguenze dei comportamenti disonesti di altre persone (quelle per cui certe leggi sono state necessarie).
    la tu adomanda è giusta e secondo me il mantenimento dovrebbe essere equamente suddiviso tra i genitori in base alle loro possibilità, ma al lato pratico non è così semplice, tanto che in base alle esperienze fatte è stato necessario creare leggi e regole, ed alla fine si giunge a quanto descritto in tanti commenti qui sopra: i figli restano a vivere nella casa in cui sono nati e cresciuti con la madre che pensa a gestire le spese ed il padre che versa un contributo al mantenimento calcolato forfettariamente su basi certe ma con grande discrezionalità in fase di giudizio.

  • Sonia ha scritto:

    Anche la moglie deve mantenere le figlie, ovviamente, ma se le condizioni economiche non sono diverse dal momento in cui è stato fatto l’accordo, non si può fare niente, per quanto ne sappia io…

  • Paolo ha scritto:

    Scusate, a me invece il caso di Giovanni sembra molto sbilanciato a suo sfavore.

    Vede le figlie tutti i giorni, facendosi quindi carico di una buona parte dei doveri di cura, che quindi non sono esercitati quasi esclusivamente dalla ex moglie come in tanti altri casi.
    Questo è sicuramente un fattore positivo da un punto di vista di rapporto papà-figlie, ma se ne dovrebbe tener conto anche da un punto di vista economico, livellando i contributi dei due ex coniugi.

    Riassumendo, la ex-moglie percepisce:
    - 50% del valore locativo dell’abitazione (la quota di proprietà di Giovanni)
    - 600 euro di assegno di mantenimento
    - 220 euro di assegno per il nucleo familiare
    Si tratta cumulativamente di una cifra che supera facilmente i 1000 euro, che mi sembrano mediamente una cifra più che sufficienti per il mantenimento delle due bambine (soprattutto nel momento in cui si chiede a Giovanni di sopravvivere con 900 euro al mese!)

    La mia domanda è: ma il mantenimento non dovrebbe essere condiviso fra i due genitori?
    In altre parole: la ex moglie non dovrebbe dare anche lei un contributo per il mantenimento delle figlie, il che renderebbe un po’ meno oneroso l’assegno di mantenimento versatole da Giovanni?

  • GIOVANNI ha scritto:

    grazie delle risposte….già mi considero fortunato con il fatto che posso andare a trovare le bimbe senza limiti di orari e di giorni.
    vorrà dire che stringero’ un po’ la cinghia.

  • Sonia ha scritto:

    Giovanni, credo che Claudia abbia ragione, si possono cambiare le condizioni solo quando c’è un mutamento nella situazione economica di uno dei due genitori, quindi non penso sarà possibile diminuire l’assegno.
    Non sono d’accordo sul fatto che dovresti anche pagare la metà degli extra, visto che c’è parecchia differenza tra quello che percepisce lei e quello che resta a te, quindi mi pare giusta la scelta fatta. Per quanto riguarda gli assegni familiari, sono 220€ al mese col reddito di tua moglie…non è una cifra astronomica :)

  • Claudia-cipi ha scritto:

    GIOVANNI se non sono cambiate le condizioni economiche di uno di voi due non credo che possiate modificare la cifra, tanto più che mi sembra più che adeguata (300 euro per ogni bambina). Gli assegni familiari è normale che li prenda lei visto che è lei che convive con le bambine. E secondo me dovresti pagare anche le spese extra. Restare con 900 euro al mese non è da tutti, dopo aver pagato il mantenimento, non mi sembrano così pochi (al mio compagno ne restano quasi la metà, tra mantenimento fisso, extra e spese varie per la figlia… per questo sono costretta a lavorare fulltime)

  • GIOVANNI ha scritto:

    volevo porre un quesito. io di comune accordo mi sono separato dalla mia ex moglie. Lei vive con i bimbi nella casa coniugale avendo pagato forfettariamente la metà dell’appartamento ma l’affido è congiunto, io vedo le bimbe minori di 6 e 8 anni tutti i giorni. Attualmente pago 600 euro per il mantenimento di loro due con un stipendio di 1650, e lei ha preteso tutti gli assegni familiari prendendo circa 1400 euro al mese, facendomi la proposta di rinunciare alla mia parte delle spese extra. Mi domando posso appellarmi al Giudice per diminuire almeno di 100 euro il mio mantenimento visto che sono costretto a vivere con 900 euro mensili? grazie delle risposte

  • Ser ha scritto:

    Per Luca:
    Scusa! in effetti mi riferivo a te.
    Spero che tu sotto l’albero di Natale possa trovare serenità e chi ti aiuti a far valere i tuoi diritti.
    Auguri a tutti.

  • viola ha scritto:

    X LUCA il Mocam non viene mai tenuto in considerazione dal giudice, quindi è una perdita di tempo anche farsi fare i conteggi.

    Quello che il giudice valuta sono:

    1 730 o i Cud dei coniugi
    le proprietà immobiliari
    le spese fisse mensili
    il tenore di vita coniugale
    la città di residenza

    Se posti dati più precisi sul tuo reddito si può fare un’ipotesi, così non è possibile.

    X SER in teoria chi guadagna di più dovrebbe mantenere i tenore di vita del coniuge che guadagna di meno, in pratica è sempre l’uomo che paga perché la legge è ginecentrica.

    Auguri a tutti.

  • Luca ha scritto:

    X Ser Penso che tu ti riferisca a me e sono Luca e non Marco ma questo è l’ultimo dei miei problemi. Ringrazio Paolo x la segnalazione del MoCAM, il problema è che navigo con il cellulare che per ora è l’unico strumento che mi permette di essere in rete e quel file non posso aprirlo. Se qualcuno mi da qualche chiarimento in più lo ringrazio di cuore. Saluti a tutti

  • Ser ha scritto:

    Scusate, ma non capisco.
    Quando ci si separa, se la moglie non lavora il marito passa il mantenimento, giusto?
    Nel caso di Marco in cui lei guadagna più di lui, non dovrebbe essere il contrario? O meglio, lui non dovrebbe passare il mantenimento solo ai figli? in più, essendo figli DI ENTRAMBI, al mantenimento non dovrebbero pensarci ENTRAMBI, ovvero se si stabilisce che per questi bimbi servono 600 euro, 300 le mette Marco e 300 sua moglie?
    Non riesco mai a capirci nulla!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    LUCA tienicomunque conto che il conteggio che ti suggerisce Luca potrebbe differenziare anche di parecchio da quello che poi stabilirà il giudice, perchè la decisione dell’importo è molto discrezionale.

  • Paolo ha scritto:

    Luca,

    prova a dare un’occhiata qui: http://www.mocam.net

    si tratta di un metodo che prende in considerazione molti degli elementi che hai citato.
    Produce un importo dell’assegno di mantenimento che perlomeno ha il pregio di basarsi su un metodo razionale e non sugli umori del giudice di turno.
    È anche possibile (pagando) farsi fare un conteggio e se non ricordo male viene prodotta anche una relazione.

    Tengo a precisare che non sono in alcun modo collegato al sito che ho consigliato e che non l’ho mai utilizzato, essendo riuscito a trovare un accordo consensuale senza interventi esterni.

    I ragionamenti ed i calcoli riportati negli esempi però mi sono stati utili per farmi un’idea di come considerare i vari elementi in gioco.

    Ti auguro di riuscire a trovare un accordo consensuale, soprattutto nell’interesse dei bimbi e del loro futuro, visto che una causa in tribunale debba essere affrontata solo in casi estremi, in quanto provoca inevitabilmente un’aggravamento delle tensioni, oltre a sostanziose spese accessorie.

  • Luca ha scritto:

    Ciao a tutti, mi sto separando da mia moglie e ho tantissimi dubbi, spero di trovare qualche risposta. Siamo sposati da 6 anni in comunione dei beni dopo 4 di convivenza, 2 bimbi di 8 e 10 anni e casa di proprietà dal 2003 su cui grava un mutuo ventennale con rata di 580€. Abbiamo redditi simili: io 1400/1500 per 14 mensilità più premio di risultato (più o meno un’altra mezza mensilità), lei 1700/1800 per 13 mensilità. Stiamo cercando di trovare una soluzione consensuale ma sembra difficile trovare un accordo. Lei vuole 600 € di mantenimento per i figli oltre che la metà del mutuo della casa che abiterà con i figli (e so che questo è dovuto) oltre che una quota per il pagamento della sua rata auto acquistata ad agosto 2009 (170 €/mese fino a luglio 2014 intestata a lei). Da anni e anche ora durante la tempesta i bambini vengono accompagnati e ripresi da scuola tutti i giorni da mia madre visto che gli orari di lavoro di entrambi non ci permettono di fare altrimenti. Arrivo alle domande: 600 euro di mantenimento non sono eccessivi? Quale potrebbe essere per voi una cifra ragionevole? Se l’incombenza del portare i bambini a scuola non fosse più assolta da mia madre (la mamma è arrabbiatissima, pensa “se vuole tutti quei soldi per il mantenimento poi però pensa a tutto lei!!!) un eventuale baby-sitter la pagherò in parte anch’io o solo lei? Devo davvero concorrere al pagamento dell’auto intestata a lei? Quando le ho detto che devo pur sopravvivere anch’io mi ha magnanimamente proposto di farle una donazione della mia metà della casa così da potermi “alleggerire” delle spese, cosa mi consigliate? Una separazione giudiziale e non consensuale se non limitasse le pretese è consigliabile o rischio solo di pagare maggiori spese legali? Grazie a tutti coloro che si interesseranno al mio caso, spero che le vostre risposte potranno schiarirmi un pò le idee e indirizzarmi al meglio in questo momentaccio.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Carol, quindi è bene che decida il tribunale, se un accordo diverso non si trova.

  • carol ha scritto:

    salve a tutti,
    ho avuto da una precedente convivenza 2 figlie di 8 e 13 anni.
    siamo “separati” da 3 anni, giorni fà ci siamo accordati per un affidamento condiviso con residenza da me per le bimbe.
    un week si e uno no di pernottamento preso il padre e un pomeriggio di visita alla settimana.
    unica cosa che dovrà decidere il tribunale è l’assegno di mantenimento.
    il 50 % delle spese extra le ha accettate ma non vuole dare più di 200 euro per entrambe.

    guadagna 1.800 euro puliti al mese,ormai lavora in quell’azienda da 30 e fra una decina andrà in pensione.
    avendo avuto un precedente matrimonio durato 10 anni versa all’ex moglie un assegno divorzile(?) di 350 euro.
    paga un affitto di 500 euro.

    io convivo e abbiamo avuto un bimbo che ora ha 1 anno.
    non lavorerò fino a che il piccolo non andrà alla materna.
    abbiamo un affitto di 680 euro mensili.

    lui porta le rate dell’auto nuova in tribunale e altre spese (pur di non pagare)
    io credevo che si contasse solo l’affitto.

    100 euro a figlio mi sembrano davvero una carità.

    vi ringrazio

  • MARCO ha scritto:

    CIAO BUONASERA SONO DIVORZIATO DA CIRCA CINQUE ANNI (DOPO NOVE ANNI DI SEPARAZIONE) HO UNA FIGLIA DI 17 ANNI. COME DA SEPARAZIONE E SUCCESSIVAMENTE DIVORZIO CONSENSUALE IN COMUNE ACCORDO CON LA MIA EX(DISOCCUPATA ALL’EPOCA) SI ERA STABILITO KE OLTRE AL ASSEGNO DI MANTENIMENTO OGGI DI 320 EURO MI IMPEGNAVO A PROVVEDERE AL 100% ALLE SPESE MEDICHE,SCOLASTICHE,SANITARIE,SPORTIVE E TEMPO LIBERO…COSA KE HO SEMPRE PROVVEDUTO.OGGI LA SITUAZIONE E DIVERSA LA MIA EX DA UN PAIO DI ANNI NON E PIU DISOCCUPATA,LAVORA IN UNO STUDIO MEDICO REGOLARMENTE ASSUNTA CON CONTRATTO ED IO MI SONO RISPOSATO DA CIRCA 4 ANNI( E MI TROVO A MIO CARICO LA MIA ATTUALE MOGLIE KE E DISOCCUPATA PIU IL SUO BAMBINO DI 11 ANNI ORFANO DI PADRE)SONO UN DIPENDENTE STATALE CON UNO STIPENDIO DI CIRCA 1700 EURO MENSILI FORTUNATAMENTE NON PAGO UN AFFITTO IN QUANTO VIVO IN UNA CASA DONATAMI DAI MIEI GENITORI E LA MIA EX CON MIA FIGLIA VIVONO E SONO RESIDENTI IN UNA CASA DELL’ENTE AUTONOMO CON LA MAMMA DI LEI (VEDOVA)KE PERCEPISCE UNA PENSIONE SOCIALE….POTREI KIEDERE LA REVISIONE DEL ASSEGNO???POTREI KIEDERE LA RIPARTIZIONE DELLE SPESE SOPRACITATE AL 50%??INOLTRE OGNI ANNO VERSO CINQUE EURO MENSILI IN PIU PER L’ADEGUAMENTO INDICI ISTAT… A CHI EVETUALMENTE DOVREI RIVOLGERMI??IN ATTESA DI UNA TUA RISPOSTA TI RINGRAZIO AUGURANDOTI UNA BUONA SERATA..

  • Rosalia ha scritto:

    Ciao. il mio quesito è il seguente: quale autorità giudiziaria è competente ad emettere un decerto ingiuntivo nei confronti dell’ex coniuge nn affidatario per il pagamento del 50% delle spese straordinarie sostenute per i figli dall’ex coniuge affidatario, il cui valore nn supera i € 5000?
    grazie

  • marco ha scritto:

    Qualcuno mi saprebbe dire invece per quanto tempo dobbiamo continuare a dare alla ex coniuge l’assegno di disoccupazione?
    Grazie

    Marco

  • Ser ha scritto:

    Alice, lo sfogo è comprensible e sono perfeffamente in accordo con te.
    Per i bambini si fa questo ed altro, peccato che spesso “questo ed altro” lo facciano e genitori non affidatari e i loro compagni.

  • alice ha scritto:

    cara ser la tua domanda mi sembra più che ovvia…per noi sarebbe davvero molto più semplice e sicuramente meno oneroso avere la bambina in casa nostra ma purtroppo sai come vanno certe cose…la mamma è sempre la mamma…e non sai come mi fa incavolare questa cosa!!!A parte poter gestire meglio la situazione io e mio marito possiamo offrire alla bambina una condizione stabile al contrario della madre che non fa altro che lasciarla a destra e sinistra e che non ha ancora trovato una stabilità sentimentale cosa che non sarebbe assolutamente un problema se si vivesse le sue storie fuori di casa invece di iniziare una nuova convivenza dopo qualche mese dalla fine della precedente…ma quante cose dovrà ancora vedere questa bimba?!?quello che mi fa ancora più rabbia è che lei va in giro a fare la”ragazza madre”e non fa altro che lamentarsi…vorrei che si confrontasse con chi davvero è costretta ad arrangiarsi e non ha nessuno a cui chiedere aiuto…mio marito non ha mai fatto mancare niente alla sua bambina e io la tratto come se fosse mia figlia anche se spesso per colpa di questa “donna”ho dovuto mandare giù un sacco di bocconi amari…scusa lo sfogo…

  • Ser ha scritto:

    Ciao! mi intrometto nella vicenda di Alice. Mi sembra di capire che la madre della bambina non riesce ad occuparsi a dovere della figlia, e in casa a creato due situazioni instabili. Alla luce di questo, non sarebbe possibile per il padre ed alice chiedere l’affidamento della bambina? sacrifici per sacrifici, visto che mi sembrano più saggi, mi sembra che la bambina vivrebbe in maniera migliore.
    Generalizzando, non capisco come mai tante mamme fanno la guerra e poi non sono in grado di “gestire” i figli, pensando solo a loro stesse….sarà per avere i soldi del mantenimento?

  • alice ha scritto:

    ciao!mio marito ha una figlia di 3 anni avuta da una precedente relazione l’anno scorso ci eravamo rivolti a un avvocato e in base a quello che si era concordato mio marito versa tutt’ora alla bambina un assegno di mantenimento di 250 euro(mio marito percepisce più o meno 1100/1200 euro mensili)escluse le spese extra che vengone suddivise a metà che sono retta dell’asilo, spese mediche e spese extra quali in questo momento il corso di danza.la bambina sta da noi due pomeriggi a settimana e il sabato e la domenica a week end alternati. non ci siamo mai lamentati ma ora la situazione è cambiata rispetto a quando ci eravamo rivolti all’avvocato:
    -ad agosto abbiamo avuto una figlia
    -la mamma della bambina prima lavorava parrt time ora lavora a tempo pieno
    -la mamma della bambina in meno di due anni ha fatto vivere la bambina con due uomini diversi e il suo attuale compagno ha un figlio
    ultimamente la madre ha delle pretese assurde, è convinta che il mantenimento comprenda solo il mangiare e a sua detta le spese che affronta quando va in giro con la bambina.vorremo tutelarci in qualche modo però non disponiamo di elevate possibilità economiche e siamo scoraggiati perchè l’avvocato è stato pagato ma non abbiamo niente di scritto.noi siamo convinti di dare anche fin troppo visto che la bambina sta quasi in ugual misura da noi e dalla mamma anzi quando la madre ha problemi di lavoro viene affidata a noi perchè se no pretenderebbe anche di dividere le spese per la baby sitter.vorrei sapere se stiamo agendo correttamente e se possiamo rivolgerci a qualcuno senza pagare cifre esorbitanti. ho anche letto che in teoria mio marito non sarebbe nemmeno obbligato a passarle il mantenimento visto che la bambina sta in egual misura con tutti e due i genitori, è vero?e il vestiario è compreso nel mantenimento visto che quando la bambina viene da noi ha un suo guardaroba in quanto la mamma non le dava mai i cambi?rispondetemi per favore

  • sissi ha scritto:

    Ciao, sono una mamma che sta affrontando la separazione, ho un bambino di 8 anni, il suo papà da molti anni vive e lavora all’estero, essendo divenuta la nostra situazione insopportabile ho deciso di chiudere con lui, che ovviamente non ha digerito, era comoda la sua vita prima . . . ora però definire le condizioni di una separazione consensuale è difficile, lui è lavoratore autonomo con aziende all’estero, quindi in italia risulta reddito nullo, dichiara di essere nulla tenente, ma i beni di cui si circonda dimostrano il contrario, avrà il suo diritto di vedere il bambino come stabilito dalla legge ma non vuole prendersi un alloggio in italia, quindi quando staranno insieme sarà da parenti che distano circa 400km da casa nostra oppure in alberghi ecc… quindi i weekend che passerà con il suo papà sarà sempre vacanza, ma i bambini devono avere regole, hanno già a 8 anni obblighi (studio ecc…) che per ora mi carico io durante la settimana, ma il mio bimbo deve anche avere delle certezze, che non avrà mai con il suo papa. Comunque il papà con un tenore di vita molto alto, non vuole dare una fissa dimora a suo figlio x quando staranno insieme e vuole dare gli alimenti x il bambino come un dipendente, anzi anche meno considerato che dichiara reddito nullo. Io lavoro part-time per poter seguire il mio bambino, ma onestamente non mi sembra giusto lasciarmi trattare in questo modo, voglio il bene di mio figlio, so che dovrà stare con il papà, ma mi sembra davvero una presa in giro il suo comportamento di ricatti e ripicche per poter non versare dei soldi x suo figlio.
    potete darmi un consiglio? grazie

  • sissi ha scritto:

    Ciao, sono una mamma che sta affrontando la separazione, ho un bambino di 8 anni, il suo papà da molti anni vive e lavora all’estero, essendo divenuta la nostra situazione insopportabile ho deciso di chiudere con lui, che ovviamente non ha digerito, era comoda la sua vita prima . . . ora però definire le condizioni di una separazione consensuale è difficile, lui è lavoratore autonomo con aziende all’estero, quindi in italia risulta reddito nullo, dichiara di essere nulla tenente, ma i beni di cui si circonda dimostrano il contrario, avrà il suo diritto di vedere il bambino come stabilito dalla legge ma non vuole prendersi un alloggio in italia, quindi quando staranno insieme sarà da parenti che distano circa 400km da casa nostra oppure in alberghi ecc… quindi i weekend che passerà con il suo papà sarà sempre vacanza, ma i bambini devono avere regole, hanno già a 8 anni obblighi (studio ecc…) che per ora mi carico io durante la settimana, ma il mio bimbo deve anche avere delle certezze, che non avrà mai con il suo papa. Comunque il papà con un tenore di vita molto alto, non vuole dare una fissa dimora a suo figlio x quando staranno insieme e vuole dare gli alimenti x il bambino come un dipendente, anzi anche meno considerato che dichiara reddito nullo. Io lavoro part-time per poter seguire il mio bambino, ma onestamente non mi sembra giusto lasciarmi trattare in questo modo, voglio il bene di mio figlio, so che dovrà stare con il papà, ma mi sembra davvero una presa in giro il suo comportamento di ricatti e ripicche per poter non versare dei solti x suo figlio.
    potete darmi un consiglio? grazie

  • viola ha scritto:

    Mi dispiace che la madre usi la figlia come merce di scambio, è abominevole, se però la bambina è il perno sulla quale viene fatto girare il ricatto, bisogna togliere il perno.

    Se poi si tratta di 20 euro al mese…va beh, si chiude un occhio, anche se poi alla fine dei conti sono 240 euro l’anno, altrimenti ci si impunta.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ecco, dicevo, la teoria è molto bella.
    ma la pratica è diversa.
    se osiamo chiederle qualcosa guarda caso poi per una, due, tre settimane la bambina ha impegni improrogabili e non la vediamo. guarda il caso.
    per come stanno le cose ora mi accontenterei di vedere gli scontrini, anche senza autentica, invece di dovermi fidare della sua parola.
    e per l’affido il costo dell’avvocato per rivedere la sentenza al momento non ce lo possiamo permettere.
    comunque mi fa piacere sapere quali sono i limiti legali e cosa potrei fare/chiedere, non si sa mai che in futuro magari possa muovermi un po’ più liberamente. poi è sempre bene essere informati e sapere se si sta agendo bene o male e con che margine.

  • viola ha scritto:

    Claudia, sul pagare e muti non sono d’accordo.

    Per prima cosa l’affido esclusivo si fa cambiare a norma di legge attuale che prevede SEMPRE il condiviso.
    Se i provvedimenti sono sbagliati si fanno correggere, concentrerei le mie energie su quello e se proprio devo spendere soldi li spendo in avvocati.

    Se la madre vuole il rimborso delle spese mi fa avere copia autentica degli scontrini parlanti in modo che possa detrarre il 50% della spesa.

    Cioè io sta cosa dei cornuti e mazziati non la accetto e non la tollero: la madre compra i farmaci, riceve il rimborso del 50% da me padre e poi magari richiede anche la detrazione sul 100%?!?

    Eh no, mi spiace, buoni sì ma fessi no.

    Se non ho le copie autentiche degli scontrini parlanti non ti do un bel niente. Vedi che passa la voglia di chiedere soldi per sport, non fosse altro che per lo sbattimento di andare in Comune a richiedere l’autentica.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    VIOLA dichiarata nel 730? del genitore non affidatario o dell’affidatario?
    per il previamente concordato… ok la teoria, ma la pratica qui è che lei decide, poi chiede i soldi, e noi dobbiamo pagare, muti e rassegnati. poi hanno anche sbagliato a scrivere la sentenza di divorzio e quindi nonostante avessero concordato un affidamento congiunto sulla carta la bambina è ancora affidata esclusivamente alla madre, quindi lei fa e disfa e noi dobbiamo adeguarci.

  • viola ha scritto:

    I farmaci da banco o che non sono oggetto di assunzione straordinaria, sono da ritenersi di ordinaria gestione, quindi spesa ordinaria, quindi che rientra nel mantenimento già erogato alla ex moglie.

    Qualora fossero spesa straordinaria poi, il loro acquisto andrebbe previamente concordato, perché così deve avvenire nel maggior interesse della prole.

    Inoltre la spesa deve essere ben documentata in modo da poter essere dichiarata nel 730 e rimborsata.

    La pillola non è spesa straordinaria.

    E poi quanto può costare una scatola di questo farmaco, 15 euro? Una donna che chiede all’ex, che magari già versa un lauto mantenimento, anche i 7 euro e 50 della pillola mi sa tanto di sanguisuga.

    Qui trovar
    te maggiori info.

    http://www.separazione-divorzio.com/sentenze_mantenimento_figli.php

    http://lnx.papaseparati.org/psitalia/la-separazione/le-spese-straordinarie-2.html

  • Claudia-cipi ha scritto:

    GIOVANNI bel quesito… la risposta interessa anche me, che tra qualche anno mi aspetto la richiesta del pagamento pure di questa per la figlia del mio compagno (e a rigor di logica, se prendi una pillola per non rimanere incinta non è certo per curarti, quindi lo fai per tua scelta e non per necessità, e quindi perchè mai dovrei pagartela io? tanto più che ci sono pillole completamente mutuabili e difficilmente c’è reale motivo di prendere quelle a pagamento. però dal punto di vista legale non lo so mica come funziona).
    e a tal proposito mi viene un altro dubbio, molto simile: se la bimba deve prendere un medicinale che so essere mutuabile, ma la madre sceglie di acquistare lo stesso principio attivo di altra marca perchè ha la confezione più bella (non certo per intolleranze agli eccipieni o altro che impossibilita di prendere quello mutuabile), la metà della spesa gliela devo dare? perchè è vero che è un farmaco, ma ha scelto lei di pagare invece di prenderlo gratis. e lo stesso vale per eventuali visite mediche in cui lei scelga di andare da privato a pagamento invece che servirsi del ssn… devo sempre pagare e basta?

  • giovanni ha scritto:

    Buonasera,
    dopo un po’ di tempo torno a scrivere…
    Questa volta il mio quesito dovrebbe essere semplice, mia figlia (già maggiorenne) che vive con sua madre, ha smesso di prendere la pillola, (che puntualmente pagavo al 50%) perchè pare sia sostituita da un parafarmaco “ionofolic integratore”, chiaramente non ho voluto creare problemi e quindi ho corrisposto la metà della spesa.
    La domanda è questa, i parafarmaci fanno parte delle spese mediche e quindi vanno pagati al 50%..??? dato che questo integratore si può acquistare senza ricetta medica? lo scontrino che mi hanno inviato non riporta il codice fiscale. Vorrei solo capire se corrispondere la metà sia buon senso da parte mia o se dovuto.
    Grazie
    Giovanni

  • Claudia-cipi ha scritto:

    PASQUALINO noi abbiamo fatto fare all’avvocato, ma aveva in ballo tutta la causa di divorzio ed è stato fatto tutto insieme, quindi non so se per il calcolo ha chiesto qualcosa in più o se ce l’ha fatto rientrare nelle spese del divorzio. se vai dall’avvocato per fare solo quello immagino che qualcosa vorrà, ma non saprei proprio dirti quanto.
    i figli credo sia normale che non cerchino troppo i genitori fin almeno a dopo l’adolescenza, se i genitori non li portano a farlo: prima perchè ancora troppo piccoli per comprendere, poi perchè l’adolescenza si sa è un periodo un po’ particolare. l’educazione è ovvio che la da chi vive col bambino (genitore, nonno, educatrice). ma non credere che chi vede il figlio più spesso possa influire più di tanto…

  • paola ha scritto:

    Ti ringrazio della disponibilità Claudia,siete di un grande aiuto!!Non appena ho novità ci risentiamo,grazie!

  • PASQUALINO ha scritto:

    Si Claudia…è terribile,ma la cosa che più mi fà soffrire è essere sfruttato e cercato solo per la richiesta soldi,per il resto io non conto nulla,non posso nemmeno interferire sull’educazione della bambina,oltre tutto,sono malato e non ricevo mai una telefonata da mia figlia,anche perchè sua mamma non la stimola a farlo;scusa ma tu sei andata da un avvocato per fare i calcoli?ed hai pagato?

  • Claudia-cipi ha scritto:

    PASQUALINO io non mi fido dei calcolatori online. e per queste cose ho sempre il terrore di sbagliare, quindi preferisco affidarmi a qualcuno del mestiere (sono un po’ paranoica, ecco). però se il calcolo dell’aggiornamento l’hai fatto tu, secondo me puoi fare anche il calcolo degli arretrati, così ti metti al pari (immagino che poi le farai un versamento sul c/c con causale “aggiornamento istat mantenimento” o ” recupero arretrati istat mantenimento” o qualcosa del genere, così rimane traccia che l’hai pagato)
    immagino che ci sarà una mora da pagare, però, per il ritardo… ma su qeusto argomento sono ignorante, a noi aveva fatto tutto l’avvocato.
    mi spiace che non vedi quasi mai tua figlia, deve essere terribile…

  • PASQUALINO ha scritto:

    L’aggiornamento l’ho fatto io con un programma di calcolo trovato in internet…
    io non corro il rischio di non vedere mia figlia,non la vedo mai,quando và bene,una volta l’anno,io abito a Torino,lei in emilia romagna…

  • Claudia-cipi ha scritto:

    PASQUALINO non so risponderti, nè per l’eventuale preventivo/sconti nè per gli arretrati istat. so solo che gli arretrati li devi pagare, ma non so come si fanno i conti. visto che hai fatto l’aggiornamento non puoi sentire chi ti ha seguito per quello, se è una cosa che puoi fare da solo?
    per le spese extra al di là del legale direi di non essere nemmeno troppo intransigenti, perchè va bene pagare solo quello che ti spetta, ma esser eun po’ flessibili in alcuni casi non guasta. non penso che capiterà spesso di dover affrontare spese extra elevate, magari non vale la pena di rovinare un rapporto o causare altri atteggiamenti ostici per qualcosa che accade di rado e non incide poi così tanto (non so come siano i vostri rapporti attuali, ma qui ad esempio se si azzarda a chiedere gli scontrini o le ricevute misteriosamente la settimana dopo la figlia ha degli impegni improrogabili e non può stare con noi, guarda caso). solo tu puoi valutare la situazione.

  • PASQUALINO ha scritto:

    Ciao Serena e Claudia,grazie di cuore per i Vostri preziosi consigli,il punto è che la ex moglie non aveva tutti i soldi da anticipare,a suo dire naturalmente,era quindi impossibile visionare lo scontrino prima dell’acquisto,da ora in poi,per le spese extra,gli chiederò di spedirmi prima il preventivo,quindi verserò la metà,anche se,secondo voi,è possibile farsi fare un preventivo con prezzo reale,poi una volta avuta la mia metà,usufruire di sconti?Naturalmente chiederò successivamente lo scontrino che dimostri la effettiva spesa,se verrà a mancare questa,mi riservo per prossimi versamenti extra,è legale agire così?
    Per quanto riguarda l’aggiornamento ISTAT l’ho fatto,ma non con gli arretrati,posso fare io i calcoli e fargli firmare il foglio di ricevuta,o bisogna per forza aggiornare con gli avvocati?
    Attendo con ansia e Vi ringrazio caramente!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    finchè aspettiamo Silvia mi permetto di commentare in base alla mia esperienza

    MARCO da quanto mi risulta puoi fare ben poco… dovresti sentire un legale che con tutti i dettagli alla mano possa dirti se puoi fare qualcosa o devi rassegnarti. da quanto so io per variare o sospendere l’assegno di mantenimento ci vuole una sentenza del tribunale, il che significa pagare avvocati e spese varie, che se uno non percepisce stipendio mi sembra cosa assai difficile… però magari informarti per sapere se puoi fare qualcosa o solo appellarti al buon cuore della tua ex per poter ritardare un pochino i pagamenti non avendo liquidità ora, magari non te lo fatturano… (per la cronaca, della cassa integrazione ancora dobbiamo vedere una lira, ma gli assegni li abbiamo dovuti versare tutti alla scadenza. in pratica ci hanno detto che se non siamo stati tanto accorti da tenere un fondo per le emergenze erano problemi nostri… come se si potesse fare un fondo per le emergenze quando si stenta ad arrivare a fine mese… vabbè, smetto qui se no mi parte il veleno)

    PAOLA io convivo con un uomo che ha una figlia da mantenere, e le spese per nostro figlio non le hanno calcolate (perchè i figli nati dopo non vengono considerati), ma le mie entrate sì. dovresti sentire un avvocato ed esporgli la tua questione, così che possa controllarla nel dettaglio e valutare se potete e vi conviene chiedere una variazione dell’assegno di mantenimento considerando tutti i redditi del nucleo familiare (nel tuo caso siete tu ed il tuo compagno, con un solo reddito).

    SER se l’accordo lo prendi senza il giudice penso che puoi fare un po’ come ti pare, ma rischi che non sia congruo e che non venga rispettato. valuta bene se invece non sia meglio tenerti l’altro sulle scatole per un po’ ma avere una sentenza del tribunale a cui non può rifiutarsi di obbedire.

    PASQUALINO io litigo sempre col mio compagno perchè paga le spese extra senza vedere nemmeno lo scontrino… secondo me hai tutti i diritti di vedere prima scontrino o ricevuta o fattura e poi pagare la metà di quello. anche perchè farsi fare scontrini per importi inferiori è illegale e al tua ex non dovrebbe farlo, e se lo fa se ne assuma i rischi e gli svantaggi. l’istat però lo devi pagare, sempre, con tutti gli arretrati, non si può proprio evitare (almeno così ci hanno detto quando è toccato a noi, che si sono accorti dopo diversi anni che l’assegno non veniva rivalutato… e chi ci aveva pensato?).
    forse ti conviene aggiornare l’istat e regolarizzare anche gli arretrati, e poi chiarire con la tua ex che pagherai solo dopo aver visto scontrino/ricevuta/fattura e per la metà dell’importo certificato (poi deciderà lei se prendersi lo sconto ulteriore per far evadere il fisco al venditore e prendere meno soldi da te o fare le cose come andrebbero fatte e prendere da te la parte di spesa che le spetta).

  • Serena ha scritto:

    Pasqualino Silvia questa settimana non può rispondere ai commenti, quindi devi avere un po’ di pazienza. Però scusa, io se fossi in te pretenderei lo scontrino prima di darle dei soldi, anche a rischio di pagare 50 euro di più. Ma non parlo da avvocato, solo da essere umano :)

  • PASQUALINO ha scritto:

    Buon giorno Silvia,ancora problemi,la mia ex moglie credo mi abbia fregato con gli occhiali della bambina,mi fece credere che costavano 300 euro,ne ho mandati la metà,mi ha presentato uno scontrino di 150 euro,dicendomi che per beneficiare di 50 euro di sconto,il negoziante gli ha proposto di fatturare solo 175 euro,invece credo che li ho pagati solo io,quando mi sono ribellato lei è ripartita alla carica,chiedendomi tutti gli arretrati dell’ISTAT,ma come devo fare?io non la sopporto più,aiutatemi a capire per favore come devo muovermi,attendo con ansia e Vi ringrazio tutti,P.S.ma è vero che se andasse da un avvocato non lo pagherebbe perchè è disoccupata?suo marito lavora però…

  • Ser ha scritto:

    Altra domandina:
    Se si accetta un accordo (forzatamente pur di tigliersi l’altro dalle scatole – scusase i brutti termini), si può stabiliere che l’assegno di mantenimento per i figli sia intestato direttamente a loro allo “scoccare” della maggiore età?
    Inoltre, successivamente, l’importo dell’assegno si può cambiare in base alla variazione economiche di uno dei due, anche se è un’accordo preso dalle due parti e non dal giudice?
    Grazie tante a chi forrà darmi delle delucidazioni.
    Ciao

  • Paola ha scritto:

    Salve,
    ho letto i Vs commenti su quest’argomento è avrei bisogno di un po’ di chiarezza su gli assegni.
    Vorrei esporre a Silvia il mio problema,convivo da 4anni con una persona da quale ho un bellissimo figlio.Il mio compagno da un precedente matrimonio ha una figlia di 13 anni.Puntualmentte alla figlia gli viene versato il mantenimento di 400 euro più il 50% delle spese mediche e cosi via.Purtroppo io sono disoccupata e vorrei sapere se c’è la possibilità di ridurre il mantenimento dato che il nostro figlio ha solo 4 mesi e abbiamo vissuto di tutto e di più(inteso come ospedali e un piccolo intervento)e sinceramente come nella maggior parte dei casi letti le ex mogli non sanno più come fare per richiedere più soldi.
    Vorrei solo sapere se esiste questa possibilità e come viene calcolato il assegno.Grazie anticipatamente!

  • marco ha scritto:

    si ma io non ricevo neanche la cassa integrazione, cosa posso fare?

    comunque grazie per la risposta Claudia, Buonagiornata

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MARCO finchè non avrai in mano un’altra sentenza del giudice per pagare meno dovrai versare l’importo pattuito (nel tuo caso 300 euro al mese), anche se non stai lavorando (mi è capitato questa estate con la cassaintegreazione, ed abbiamo dovuto sempre pagare, nonostante le entrate a zero).

  • marco ha scritto:

    Buongiorno volevo chiedere:

    io ho 1 figlio di 13 anni con una donna ma non ci siamo mai sposati.
    ho riconosciuto mio figlio e verso 300 euro al mese.
    da 3 mesi sono disoccupato ma continuo a pagare sempre 300 euro.
    non ricevendo nessun stipendio devo continuare a pagare sempre 300 euro?
    grazie a chi mi può rispondere e distinti saluti.

  • Ser ha scritto:

    Mi sembrava troppo facile!
    Vi ringrazio.
    Per Pasqualino: IN BOCCA AL LUPO!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ser, in effetti la prova della propeità esclusiva di un bene è più complessa della prova di aver pagato il bene con il denaro di un solo coniuge. Il pagamento con denaro proveniente dai redditi di un solo coniuge potrebbe essere una modalità della gestione familiare, pur volendo comprare l’immobile per entrambi (ed infatti l’immobile, nel caso, è cointestato). Bisognerebbe avere prove per vincere la presunzione che un bene cointestato è di proprietà al 50% tra i coniugi cointestatari. E questa prova non può risiedere solo ne fatto che è pagata con reddito di un solo coniuge (pensa se uno dei due coniugi è casalinga/o!). Potrebbe essere una componente della prova, insieme ad altri elementi.
    Pasqualino, concordo con la risposta di Viola.

  • viola ha scritto:

    Pasqualino, la sua ex moglie ha perso il diritto alla reversibilità nel momento in cui si è risposata.

    Sua figlia non credo abbia diritto ad alcunché, solo eventualmente ai beni che da Lei potrebbe ereditare, anche se lei facesse testamento escludendo Sua figlia, quest’ultima potrebbe impugnarlo.
    L’ideale sarebbe che Lei intestasse i suoi beni ad un’altra persona di Sua scelta.

    Le auguro di cuore di risolvere i problemi di salute e di vivere una vita lunga e felice con la sua attuale moglie.

  • PASQUALINO ha scritto:

    Ho dimenticato una cosa molto importante,quando ci separammo e divorziammo,il giudice decise che dovevo dare il mantenimento solo a mia figlia,oltre tutto,anche la mia ex moglie si è risposata…

  • PASQUALINO ha scritto:

    Buona sera Silvia,ho urgente bisogno del Suo aiuto,pongo il quesito:
    ho 42 anni,sono divorziato e risposato,mia figlia,che ha 13 anni,vive a 500 km da me,sua mamma la incita a telefonarmi solo quando ha bisogno di soldi,mai per sapere come stò,mi sento veramente sfruttato e triste,sono malato,e non credo che Dio mi dia ancora tantissimo tempo,pago regolarmente il mantenimento di mia figlia con 250,00 euro,aggiornato con ISTAT il mese scorso,non devo pagare nulla per la mia ex moglie,domanda:al momento della mia morte,la ex può rivalersi sulla mia pensione?e in qualche modo mia figlia?se si,come posso fare per far si che la mia pensione possa sfruttarla solo la mia attuale moglie,che è l’unica persona che mi accudisce e mi cura?
    Consideri che con la mia ex avevamo la separazione dei beni,con l’attuale moglie invece abbiamo la comunione dei beni,La prego mi faccia comprendere come devo fare per evitare che continuino a sfruttarmi anche dopo la mia morte,attendo con ansia e cordialmente La saluto.

  • Ser ha scritto:

    Non vorrei dire altre stupidaggini, ma forse quello che ho chiesto prima era relativo alla “prova della propietà dei beni”
    Prova della proprietà dei beni

    Ho trovato questo in rete:

    Art. 219 Prova della proprietà dei beni

    Il coniuge può provare con ogni mezzo nei confronti dell`altro la proprietà esclusiva di un bene.
    I beni di cui nessuno dei coniugi può dimostrare la proprietà esclusiva sono di proprietà indivisa per pari quota di entrambi i coniugi

    Massima della Cassazione
    Prova della proprietà dei beni
    Il secondo comma dell’art. 219 cod. civ. (che, con riferimento alla ipotesi di separazione di beni tra coniugi, sancisce una presunzione semplice di comproprietà per i beni mobili dei quali nessuno di essi sia in grado di dimostrare la proprietà esclusiva), pur non contenendo una esplicita limitazione dell’efficacia della presunzione di comunione ai soli rapporti interni tra coniugi (a differenza di quanto stabilito al primo comma, contenente un espresso riferimento ai rapporti predetti), va interpretato secondo criteri ermeneutici di tipo logico – unitari non meno che storici (emergendo dai lavori preparatori che l’efficacia della presunzione era stata inizialmente estesa anche ai terzi), e non consente, pertanto, di estendere gli effetti della presunzione in parola anche ai rapporti di ciascun coniuge con i terzi, con la conseguenza che, in tema di opposizione all’esecuzione, il coniuge opponente incontra tutti i limiti di prova previsti, in linea generale, dall’art. 621 cod. proc. civ. (che esclude, in particolare, l’efficacia probatoria di qualsiasi forma di presunzione).

  • Ser ha scritto:

    QUESITO:
    non so se è vero, ma leggevo da qualche parte su internet, che a seguito di una separazione, se uno dei coniugi dimostra di aver pagato il mutuo della casa (intestata ad entrambi)interamente da solo, senza l’aiuto economico dell’altro coniuge, può rivendicarne l’intera proprietà.
    Purtroppo non trovo più la pagina web in cui ho letto questa cosa, quindi non so se ho capito male o meno.
    Se non ricordo male dovrebbe essere una sentenza della cassazione.
    Spero di non stare a mettere in giro fesserie colossali.
    ciao

  • Claudia-cipi ha scritto:

    PASQUALINO credo che gli occhiali siano una spesa medica, in quanto sono necessari e non si può evitare di metterli, se alla bimba servono. E 300 euro per un paio di occhiali mi sembra una spesa accettabile.

    MATT 1000 euro per due figli con quegli stipendi mi sembra un’esagerazione. Per il calcolo del mantenimento invece non credo che gli strumenti che puoi trovare possano aiutarti molto, perchè la discrezionalità del giudice può farli variare anche di molto, a quanto mi risulta.

  • MATT ha scritto:

    Non è Macom bensì MOCAM … chiedo scusa

  • MATT ha scritto:

    Ne approfitto ancora: come posso farmi un’idea della consistenza dell’assegno di mantenimeno? non esistono parametri di riferimento numerici o almeno indicatori approssimativi?

    Conosco il Macom ma costa un pochino.

    THX

  • Silvia (author) ha scritto:

    Matt… sinceramente: SI. Può solo andarti meglio.

  • MATT ha scritto:

    Ciao, publico qui il mio caso mentre sono alla ricerca di un conforto.

    Sono in procinto di giungere alla firma della consensuale con un assegno di mantenimento di €1000 (mille) per due figli di 10 e 8 anni. Lei lavora, io lavoro, lei guadagna, io guadagno. Oggi sui 2500 lei e 1500 io. L’ipotesi di qs accordo economico nasce un anno fà, nel frattempo le mie condizioni di lavoro cambiano e non riesco più a versare quanto puntualmente versato.

    Chiedo una corposa riduzione, del 50%, prima della firma, così da potere magari dormire qualche notte in più e non essere svegliato dal direttore della banca.

    Lei ovviamente me ne “vomita” (volgare, ma chiaro) di ogni sulla mia irresponsabilità nella gestione dei figli i quali cosi sapranno, finalmente, di che pasta è fatto il loro papà.

    La riflessione é una sola: con €1000 sono una persona, con €500 divento un demonio.

    Penso che abbandonerò la consensuale e farò decidere al giudice. Che ne dite?

  • PASQUALINO ha scritto:

    Buona sera,la mia ex moglie,può chiedermi la metà della spesa per l’acquisto di occhiali da vista di nostra figlia?
    costano 300 euro,me ne chiede 150,questa non è una spesa straordinaria che andava concordata?o rientra in spesa medica?
    Grazie!

  • Ser ha scritto:

    Indubbiamente il poco corretto si trova ovunque.

  • Sonia ha scritto:

    Ser, se leggi quello che ho scritto io, ti rendi conto che ci sono anche ex-mariti che pensano solo a se stessi, solo che sembra che quando le vittime sono le mogli, non faccia notizia.
    Ti assicuro che conosco tantissime donne che devono sbrigarsela quasi da sole con i figli perché l’ex non paga quello che dovrebbe e POTREBBE.

  • Ser ha scritto:

    Indubbiamente c’è ci non ne approfitta, ma secondo me, la maggior parte sfrutta la situazione a suo vantaggio. Sarà perchè la maggior parte delle storie che ho sentito sono di ex mogli che chiedono anche la luna, non pensando minimamente a chi paga il mantenimento, come se non fosse il padre dei loro figli.
    Regna l’egoismin queste persone.
    :) mi sono distaccata “giusto un po’” dal discorso originale.
    Vi ringrazio per i vostri consigli, sono molto utili.
    Ciao

  • Ser ha scritto:

    Ovviamente ho generalizzato. So che ci sono anche persone che non ne approfittano, ma la maggior parte delle storie che ho sentito, sono di ex mariti portati all’esasperazione.
    Vi ringrazio nuovamente, mi fate capite tante cose.
    Ciao

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SERENA non saprei, il dubbio mi era venuto, ma poi ho pensato, come dice anche Silvia, che la legge fosse stata fatta in questo modo perchè alcuni potevano approfittare dei “nuovi figli” per penalizzare gli ex e… insomma, non tutti sono onesti al mondo, e bisogna tutelare chi si trova a dover combattere con i disonesti. certo però che sentirmelo dire in quel modo mi ha ferita e mi ha lasciata proprio male. magari il giudice poteva scegliere termini diversi, ecco.

    SILVIA non lo so proprio come l’abbiano pensata, probabilmente hai ragione tu. Anche se in pratica hanno detto che io, lavorando, avrei dovuto mantenere me e mio figlio, mentre il mio compagno poteva così permettersi di aumentare l’assegno che stava già passando per la figlia. Certo l’importo non è elevatissimo perchè i nostri stipendi sono al minimo sindacale, ma tra il fisso e gli extra, aggiungiamo le spese relative alla gestione della bambina a cui poche persone pensano… la situazione economica è nettamente squilibrata(per nostro figlio non li spendiamo tutti i soldi che dobbiamo versare alla sua ex per l’altra figlia).

    Altra cosa che non mi va proprio giù è il fatto di non poter considerare l’uscita del mantenimento nè nel 730 nè nell’ISEE (almeno credo, per l’ISEE non mi sono informata a fondo però)… come se l’uscita non ci fosse. Ma in effetti sono soldi che escono dal mio nucleo familiare per andare in quello dell’ex del mio compagno, perchè mai dovrei continuare a pagarci sopra tasse e perdere magari agevolazioni che mi spetterebbero? Ecco, questa parte non l’ho capita… ma mi sa che sono un po’ troppo fuori argomento.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ser, hai capito bene: si considerano i redditi annui e, in caso siano frequenti e costanti, anche gli straordinari.
    Sull’affermazione, puoi anche aver dubbi, ma è oggettivamente così: giuridicamente il mantenimento non è nè uno stipendio, nè una rendita.
    Le tue considerazioni sono, secondo me, frutto di generalizzazioni che non trovano necessariamente un riscontro così ampio. Capisco che siano frutto di amarezza, ma la casistica, ti assicuro, è molto ampia e la più diversa.

  • Ser ha scritto:

    quindi a giugno e dicembre l’assegno sarebbe sempre dello stesso importo. Ma se non ho capito male nel calcolo dell’assegno viene considerato tutto il reddito, quindi anche la 13^ e la 14^.
    Spero di aver capito bene.
    Per quanto riguarda l’affermazione: “il mantenimento non è uno stipendio” ho i miei dubbi. Secondo me la maggior parte delle donne che si separano lo prendono come tale o quanto meno come una rendita. Non si spiega come mai siano così attaccate al centesimo e pur non volendo avere più nulla a che fare con gli ex mariti, hanno tanta voglia di avere a che fare con i loro soldi. Non a caso il costo dei figli aumenta (perchè gli usano per loro) e non trovano un lavoro.
    Scusate la nota polemica, ma sentendo certe storie mi viene spontanea.
    Grazie tante.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ser, la 13^ e 14^ non sono mai previste: il mantenimento non è uno stipendio, è una somma annua divisa, per comodità, in ratei mensili (quindi 12). Il discorso sul lavoro saltuario ha un senso, anche perchè la somma è molto bassa.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Claudia, credo che la dimostrazione del tuo reddito sia servita solo a mostrare il quadro della reale situazione economica del tuo compagno, nel senso che probabilmente dimostrava (a vostro vantaggio) che non avendo tu redditi straordinari, lui comunque doveva contribuire normalmente anche nella nuova famiglia. Quindi in realtà è un modo per riconoscergli il diritto ad un nuovo nucleo familiare.
    Serena e Claudia: se il mantenimento di un figlio si potesse diminuire per il SOLO fatto che è nato un altro figlio, vi assicuro che ci sarebbero vistosi abusi della situazione. I figli della prima famiglia hanno diritto ad un mantenimento adeguato anche al tenore di vita che avevano e alla situazione concreta dei genitori.
    Serena, per curiosità, come funziona per la giurisprudenza svedese?

  • Serena ha scritto:

    Leggendo la storia di Claudia-cipi, da lettrice, donna, mamma e moglie resto molto perplessa da quel “doveva pensarci prima”. Secondo me quando dei genitori non separati decidono di avere un secondo (o un terzo…) figlio, si fanno un po’ di conti economici e valutano se possono permetterselo. Al limite decidono di rivedere le loro possibilità, di stringere la cinghia, di andare in vacanza meno spesso, o di comprare cose usate piuttosto che nuove per permettersi un’altro figlio. Non mi sembra in alcun modo ragionevole pensare che il secondo figlio nel caso di coppie separate non debba essere preso in considerazione affatto. Sarà mica uno di quei casi in cui la giustizia si mette i paraocchi e va avanti senza guardare in faccia nessuno?

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SILVIA di preciso come abbiano proposto i conti gli avvocati non lo so, perchè essendo il divorzio del mio compagno io non ho ovviamente presenziato, non mi sembrava corretto. So che il divorzio era giudiziale, che l’ex aveva chiesto uno sproposito ed il mantenimento sia per la figlia che per lei, che all’avvocato ho prodotto copia del mio cud, di quello del mio compagno (non so se fa differenza, ma sono io la convivente e lui quello che deve pagare il mantenimento per la figlia), di tutte le utenze, del contratto di affitto e di tutte le spese fisse che avevamo. Quindi credo che sia stato dichiarato tutto, come entrate/uscite del nucleo familiare. E dovrebbero aver chiesto lo stesso al nucleo familiare effettivo dell’ex, ma non sono sicura.
    Altra cosa che so per certo è che non hanno considerato il figlio che ho avuto dal mio compagno, dicendogli che “doveva pensarci prima”. So che in effetti non si considera più la nascita di un altro figlio come motivo valido per diminuire l’assegno di mantenimento, ma non mi sembra corretto valutare tutto, anche il pelo nell’uovo, e non mio figlio, che poteva anche non essere stato cercato. E poi un discorso del genere (quel “doveva pensarci prima”) mi da parecchio da pensare: in pratica è come suggerire, se non imporre, che il padre separato non abbia il diritto di rifarsi una vita ma debba campare solo per mantenere i figli avuti dal matrimonio fallito (ed eventualmente l’ex moglie), anche se la separazione non è avvenuta per sua scelta. Ma sono solo mie impressioni a caldo, molto probabilmente sviate dalla rabbia.

  • Ser ha scritto:

    Vi ringrazio tanto per i vostri consigli, mi chiariscono molto le idee.
    Vi pongo un’altro quesito:
    Un avvocato mi ha consigliato di accettare la proposta di 1000 euro al mese da passare per soli 12 mesi all’anno visto che la ex chiedeva la 13^ e la 14^ (mai percepita dal marito). Non solo ha consigliato anche di non far presente del lavoro saltuario perchè nel momento in cui lei non dovesse più percepire tali entrate, potrebbe chiedere un aumento dell’assegno di “rendita” percepito dal marito.
    Secondo voi è vero?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Claudia, Sonia, in effetti però, quando il mantenimento è per i soli figli, non si consiedera il reddito del compagno. Del resto però sapete che c’è una certa discrezionalità del giudice ed ogni tribunale ha la sua giurisprudenza. Mi chiedo: ma il reddito del tuo compagno, Claudia, è stato ESPLICITAMENTE contemplato nel calcolo? Perchè mi sembrerebbe un po’ strano. Oppure vi è stato consigliato di conteggiarlo (o preteso che venisse informalmente conteggiato) nella proposta fatta in sede di deparazione consensuale? In questo caso avrei da ridire con chi vi ha dato questo consiglio o chi ha avallato questa pretesa…

  • Sonia ha scritto:

    Claudia, probabilmente è per lo stesso motivo per cui il reddito del mio compagno influirebbe sull’assegno di mantenimento per me…cioè, lui rende la vita più facile a me e tu la rendi più facile al tuo compagno, consentendogli di pagare di più.
    Io non mi stupisco più di niente…

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SILVIA, scusa, ma allora perchè a me il reddito l’hanno considerato? solo perchè devo pagare? cioè, se devi prendere il reddito del compagno non conta, ma se devi pagare sì?
    io non l’ho capito.
    mi sa che devo parlare con l’avvocato del mio compagno…

  • Sonia ha scritto:

    Ciao Silvia, grazie per la risposta;
    io non ho nessun reddito, da 3 anni non lavoro e non riesco a trovare data la mia età (40 anni sono troppi per trovare lavoro oggi!), l’unica entrata è lo stipendio del mio compagno.
    Le spese straordinarie le ho sempre chieste ma non mi sono mai state pagate in quanto non è specificato nella sentenza di separazione.
    Mio marito ha anche incassato gli assegni familiari per più di un anno dopo la separazione e non ho avuto neanche quelli…
    Mi consola sentire che il reddito del mio compagno non dovrebbe influire.
    Spero proprio che il giudice capisca la situazione.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Sonia, l’importo dell’assegno che percepisci è irrisorio per il quadro che fai. € 400 per tre figli lasciano supporre che i tuoi redditi siano tanto alti da giustificare una partecipazione minoritaria del padre al mantenimento dei figli. Ma non credo proprio sia così.
    Il reddito del tuo compagno non dovrebbe influire se non per il tuo mantenimento personale.
    E poi perchè non chiedi le spese straordinarie?
    Tuo marito dovrà comunque produrre in giudizio le dichiarazioni dei redditi degli utlimi 3 anni.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ser, secondo me è una buona proposta in effetti.

  • Viola ha scritto:

    Ser, a me sinceramente sembra più che adeguato il mantenimento di 900 euro al mese ossia la metà dello stipendio.
    La moglie può lavorare, anche part time?
    E’ bene che si rimbocchi le maniche.
    Questo deve essere fatto presente al giudice, si può accettare di pagare un mantenimento più alto per un DETERMINATO periodo di tempo, finché poi lei non trovi un lavoro.

    Con 900 euro di contro il marito deve trovarsi anche un alloggio, non so in quale città si trovi ma almeno ci vogliono 500 euro al mese.

  • Ser ha scritto:

    Capisco!
    Chiedevo perchè volevo provare a regolarmi se procedere o cambiare la proposta.
    Grazie tante.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SER è talmente variabile che non saprei proprio che dirti
    per me sarebbe onesto, ma il giudice potrebbe pensarla diversamente

  • Ser ha scritto:

    Mi sembrate molto ben informate, quindi vi chiedo un parere puramente economico.
    Secondo voi con uno stipendio di circa 1800 euri non è una proposta più che onesta darne 900 (tra moglie e due figlie)? Da considerare il fatto che la moglie resta in una casa di proprietà di entrambi (ed entrate saltuari di circa 200 euro al mese) e il marito deve trovarsi un’altra sistemazione?
    Secondo voi un giudice quanto quantificherebbe?

  • Sonia ha scritto:

    quanto guadagna lui è un mistero, nel senso che le sue buste paga non sono mai state veritiere, però un direttore del personale di un’azienda con 400mila dipendenti, che ha l’auto aziendale, rimborso spese, e hotel a 4 stelle per lunghi periodi, almeno in teoria, non dovrebbe fare la fame… :D
    speriamo passi silvia e grazie per la tua disponibilità e gentilezza!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SONIA noi paghiamo 230 per una + gli extra (tra tutto alla fine si arriva tranquilli a 400-500 euro al mese), ma dipende anche dalle entrate, appunto (e noi le abbiamo al minimo sindacale). certo che 400 euro per 3 figli senza extra sembrano poche anche a me, ma bisogna vedere quanto guadagna il padre dei tuoi figli e se vive da solo (ma secondo me qualcosina in più dovrebbe dartelo, perchè i figli sono 3, caspita).
    che il tuo compagno non venga considerato mi sembra strano, a meno che tu non faccia risultare che non convive con te, ma non sarebbe corretto.
    a ‘sto punto, due a due palla al centro, ti tocca sentire un altro parere :D (se passa Silvia ti risolve ogni dubbio, ma povera è sempre tanto impegnata che non può stare dietro a tutto)

  • Sonia ha scritto:

    io il legale ce l’ho già ed è anche stata fissata la data in tribunale…la mia domanda nasce dal fatto che lui dice che considereranno il mio compagno, mentre altri due avvocati mi hanno detto che il mio convivente potrebbe influire solo sull’assegno di mantenimento per me ed io non lo prendo comunque…
    ecco perché ho chiesto un parere anche qui :)
    p.s. non so quanto paghi il tuo compagno per una bimba, ma 400 euro per tre figli sono davvero pochi, considerando anche che non viene pagato nessun extra

  • manuela ha scritto:

    grazie per ora spero solo che il prossimo giudice ci tolga definitivamente il problema padre togliendogli la podestà.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SONIA io posso dirti solo come hanno ragionato per il nostro caso: hanno considerato le entrate ed uscite del nucleo familiare completo, ovvero quanti soldi entrano ed escono nella famiglia. quindi per il mio nucleo familiare c’eravamo io ed il mio compagno (nostro figlio non l’hanno contato, anche se sarebbe stato una bella uscita… ma il giudice ha detto solo che “dovevamo pensarci prima”, e ti risparmio cosa ne penso che credo tu lo possa immaginare), e per il nucleo familiare della bimba hanno contato la madre ma dovrebbero aver contato anche i suoi genitori ed i fratelli con cui vive (sia per le entrate che per le spese, ovviamente). non so se sia la norma, ma visto che mi è capitato tienilo in considerazione.
    poi tanto dovrai prenderti un legale per affrontare la causa di divorzio, perchè è obbligatorio per legge, quindi lui saprà darti risposte più precise e sicure, anche in base a tutti i dettagli della vostra situazione.

  • Sonia ha scritto:

    Ciao Claudia, ti ringrazio per la risposta, anche se resto con qualche dubbio, in quanto, essendo il tuo compagno a dover pagare, probabilmente conta il suo stato economico, considerando anche le tue entrate, nel mio caso, io posso essere “mantenuta” dal mio compagno, ma i miei figli devono continuare a contare sull’aiuto dei soli genitori ed io ricado sul mio convivente che, di conseguenza, deve farsi carico anche di loro (e da due anni lo fa)…mi sembra alquanto strano.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SONIA a noi ha contato la convivenza. nel nostro caso però è il mio compagno che deve pagare, e per stabilire l’importo hanno considerato anche le mie entrate (così paghiamo di più, olè). credo che vengano considerate tutte le entrate del nucleo familiare effettivo anche nel tuo caso.

    SER le entrate saltuarie non so se possono essere contate, perchè in quanto saltuarie non c’è certezza che si ripetano. Però non sono sicura.

    MANUELA mi spiace, non so aiutarti, questo non mi è mai capitato.

  • Ser ha scritto:

    Domanda: Ma nel caso di separazione giudiziale, nel calcolo dell’assegno mesile, si tiene conto delle entrate saltuarie ma documentate della moglie?

  • Sonia ha scritto:

    Ciao, sto per affrontare la causa di divorzio e ho intenzione di chiedere l’aumento dell’assegno di mantenimento per i 3 figli, in affidamento condiviso ma stabilmente con me, in quanto da tre anni non lavoro più e l’importo di € 400, stabilito nella sentenza di separazione e accettato da me per “disperazione”, è irrisorio, a mio parere.
    Preciso che non ho mai percepito la metà delle spese straordinarie, quali libri, iscrizioni a scuola, sport, ecc. e neanche gli assegni familiari.
    Mio marito (ancora tale fino al divorzio) ha una casa propria, auto aziendale (ho anche dubbi sul suo effettivo stipendio, visto che l’azienda gli paga le spese di viaggi e hotel a 4 stelle) e pochissime spese.
    Io, però, convivo e chiedo se questo può influire sul mantenimento che è stato stabilito per i soli figli.
    Grazie

  • manuela ha scritto:

    ciao mi chiamo manuela volevo chiedere dei chiarimenti. in maggio è stato disposto dal giudice minorile l’affidamento condiviso e che il padre di mia figlia corrisponda €300 mensili più gli extra (da accreditare entro il 20 di ogni mese sul mio conto corrente).bhe il problema sorge da luglio che non corrisponde più niente,quindi io a fine settembre mi sono rivolta alle forze dell’ordine facendo querela a questa persona. il bello che nella sua memoria si è descritto come padre modello. sapete dirmi se deposito nuovamente una sentenza al tribunale dei minori c’è la possibilità che gli venga tolto ogni beneficio?????

  • Silvia (author) ha scritto:

    Angelo, in realtà la tua diminuzione di capacità reddituale è dovuta alla tua attuale compagna, quindi non verrebbe presa in considerazione rilevante. Dovresti puntare sul miglioramento reddituale della tua ex: ora imprenditrice e convivente con persona benestante. Diciamo che il risultato non è scontato, ma una richiesta di modifica ben motivata potrebbe avere buone speranze.

  • Angelo ha scritto:

    Gentili signori,
    pongo ai più esperti questo mio quesito.
    Sono separato e successivamente divorziato da circa 12 anni. Attualmente come da sentenza di divorzio omologata anni fa, verso una somma mensile devoluta per il solo mantenimento della figlia ora maggiorenne e studentessa universitaria 1° anno, pari a €.385,00 mensili. Nessun obbligo omologato per quanto riguarda le spese extra al 50%. La madre nonchè genitrice affidataria convive stabilmente con persona con la quale ha avviato attività commerciale ben avviata con ottimi profitti. Poichè ho serie difficoltà a versare mensilmente quella somma in quanto, stipendiato statale, vivo stabilmente in un altro nucleo famigliare di tre persone,posso avanzare richiesta di diminuzione della somma citata? Premetto che in tutti questi anni sono stato sempre puntuale nei pagamenti e quando ho potuto a mia figlia ho fatto anche regali in denaro. Ma oggi ho difficoltà in quanto la mia attuale compagna ha perso anche il lavoro.
    Ringrazio anticipatamente.
    Angelo

  • GIANNI ha scritto:

    Sono separato da 6 anni e mensilmente verso l’assegno degli alimenti alla moglie e alla figlia di 16 anni.
    volevo sapere se adesso che la figlia ha trovato lavoro come apprendista, io devo sempre dare l’assegno di mantenimento o devo aspettare la maggiore età?

    Ringrazio anticipatamente.

  • Emilio ha scritto:

    Grazie ancora Silvia!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Emilio, dato che tua figlia è maggiorenne puoi pagare direttamente a lei, ma solo se il Tribunale ti autorizza in seguito a ricorso per modifica delle condizioni. Oppure su accordo con la ex moglie.
    La legge attuale prevede il pagamento diretto al figlio maggiorenne, ma non è una norma ben vista dai giudici, che tendono a disapplicarla. Per le separazioni prima del 2006 non era prevista (se non come eccezione alla regola e solo su specifica motivazione).

  • Emilio ha scritto:

    Ciao a tutti,
    un altro quesito…dovendo dividere l’assegno di mantenimento tra ex e figlia, posso chiedere a quest’ultima di aprirsi un conto corrente a nome suo dove accreditare la somma?
    Grazie.

  • Ser ha scritto:

    Grazie tante per la tua risposta.

  • Paolo ha scritto:

    Cara Ser, la mia risposta voleva solo essere una provocazione per sottolineare l’arbitrarietà e l’incongruenza di certi importi, come tu hai giustamente fatto rilevare.
    Se c’è una logica, io non la vedo.
    Spero che qualcun altro possa trovare una risposta al tuo quesito.

    Guardando all’affido condiviso nel suo complesso, il fatto che dopo 4 anni una legge dello stato si trovi nella grande maggioranza dei casi disattesa mi sembra di una gravità estrema, tanto più se, questioni economiche a parte, a patirne di più le conseguenze sono i figli ed il loro rapporto con il genitore “non collocatario”.
    A questo riguardo, segnalo che l’associazione “Adiantum” presenterà al Ministro della Giustizia il 15 ottobre una diffida per lamentare la mancata applicazione della legge sull’affido condiviso.
    (www.adiantum.it/public/1386-rita-bernardini-sulla-class-action.-ecco-le-note-dalle-maggiori-agenzie-di-stampa.asp)

  • Ser ha scritto:

    Ti ringrazio Paolo, ma forse mi è sfuggito qualche cosa della tua risposta. Mi riferivo proprio a questo. Se il tenore di vita dei figli deve restare uguale, come mai le richieste sono maggiori rispetto a quello che nonrmalmente si spende?

  • Paolo ha scritto:

    @Ser, che chiede:

    “come mai in sede di separazione il costo dei figli si triplica rispotto a quando i genitori vivevano insieme?”

    Perché la legge impone di determinare l’importo “considerando il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza tra i genitori” ed i giudici applicano la legge … moltiplicando per un fattore a piacere l’importo di partenza!

    Colgo l’occasione per citare i risultati di un sondaggio di Radio24: alla domanda “Secondo voi nell’affido dei figli c’è parità di trattamento tra padri e madri?” le risposte degli ascoltatori sono state:

    No: 95%
    Si: 5%

    Pur non avendo tali sondaggi un valore statistico, direi che il risultato è talmente sbilanciato che si commenta da sé.
    (http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=affido-figli-parita-padre-madre-ayala-magistrato-collega-falcone-borsellino)

    Sperando nell’affido condiviso 2.0 …

  • Ser ha scritto:

    Buongiorno, ti scrivo perchè vorrei riuscire a capire cosa viene preso in considerazione per la formulazione dell’importo degli assegni familiari.
    Sento sempre che quando si avviano le pratiche di separazione si parte con le “migliori” intenzioni di non voler lasciare il coniuge che dovrà mantenere l’altro e i figli (ovviamente spetta sempre al marito) in difficoltà economica (visto che dovrà aggiungere alle solite spese anche quelle per una nuova casa).
    Puntualmente però le richieste economiche che vengono fatte, lasciano, passatemi il termine, l’uomo in mutande.
    Mi sembra di aver capito che si considerino le spese fisse (casa, in tutti i suoi aspetti, e tutto ciò che serve quotidianamente).
    Fin quì ci sono arrivata.
    Quello che mi chiedo è come mai in sede di separazione il costo dei figli si triplica rispotto a quando i genitori vivevano insieme?
    Mi spiego meglio. Nel calcolo, non basterebbe considerare quanto si spense in media per vivere (ovviamente si consideri la casa di proprietà e gli sport dei figli extra).
    Possibile che due figli costino 900 euro al mese (900 euro oltre al mantenimento dell’altro coniuge). La mia famiglia è di 4 persone adulte e non spendiamo 900 euro al mese per mantenerci.
    Ovviamente do per scontato che la necessità di vestiario e altro sia considerato semi extra (es. le scarpe non sono usa e getta, se servono si comprano altimenti no). A questo punto mi sorge il dubbio che chi fa la rischiesta cerca di aumentare la valutazione della spesa per i figli, pensando di usufruirne.
    Mi sembra proprio che chi chiede e chi consiglia, prende la separazione come un’occasione per vivere a spese degli altri.
    Oltre a sapere come si specificano le spese per quantificare l’entità degli assegni familiari, vorrei sapere se è possibile chiedere al coniuge che usufruisce degli assegni familiari, una specifica per vedere se effettivamente i soldi percepiti per i figli, vengono utilizzati effettivamente per loro.
    Mi scuso per essermi dilungata.

  • Emilio ha scritto:

    Che dire Silvia, ti ringrazio di cuore, non foss’altro che per il fatto di avermi ridato un pò di fiducia.
    Ho seguito il tuo consiglio e ho spedito oggi stesso la raccomandata dove contesto la richiesta di spese extra non concordate.
    Grazie ancora.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Emilio, dai coraggio, non ti buttare giù: essere corretti non è essere stupidi, anche se tutto il mondo intorno sembra inneggiare alla furbizia.
    Andiamo con ordine: la tua ex ora lavora, anche se non guadagna molto (anzi, piuttosto pochino), quindi potresti chiedere una modifica delle condizioni sul presupposto che allora non lavorava, ma oggi si.
    Tua figlia non è ancora indipendente economicamente: se hai accettato di pagarle gli studi, ora devi mantenere l’impegno, ma una volta laureata puoi pretendere che lavori anche adattandosi inizialmente a mansioni non adeguate alla laurea.
    Recentemente è stata pronunciata una sentenza della Cassazione che ribadisce che il figlio che colpevolmente non accetta lavori perchè non li ritiene all’altezza, non deve più essere mantenuto.
    Quindi ti consiglio di dare un minimo di tempo a tua figlia dopo la laurea e poi di spiegarle che è bene che cammini con le sue gambe.
    Ti consiglio di ricorrere comunque al Tribunale per far accertare la fine dei tuoi obblighi. Se la tua ex è d’accordo, potrete presentare un ricorso congiunto che il Tribunale si limiterà a ratificare. In caso contrario, puoi procedere da solo: ti conviene aspettare la laurea, qualche mese successivo e poi chiedere entrambe le modifiche in un unico ricorso.
    Per le spese straordinarie fai benissimo a non pagarle se non concordate: anzi, contesta sempre per scritto quello che ti viene chiesto e non approvi.

  • Emilio ha scritto:

    …Chiedo scusa, ovviamente “Ora le ho detto che non li pagherà più se non li concordiamo.” è da intendere “Non li pagherò più se non li concordiamo.”
    Ciao.

  • Emilio ha scritto:

    Ciao Silvia,
    prima di scriverti ho letto tutti i post con attenzione per evitare di chiedere cose inutili. Ho deciso di scrivere perchè ho trovato le tue risposte sempre molto appropriate.
    Vorrei sapere se è normale pagare un assegno di 800 euro (600 alla figlia laureanda e 200 alla ex che ora lavora). Una volta laureata, posso dire a mia figlia di fare come ha fatto papà che a 15 anni già lavorava?
    Il mio reddito mensile è di meno di 2000 euro. Sono separato da 3 anni.
    La mia ex al momento della separazione non lavorava. Ora il suo reddito si aggira sui 5000 euro l’anno. La casa è di sua proprietà. Gli extra sono a carico mio per i 3/4. Non ha mai concordato nulla e ho sempre pagato senza batter ciglio, per semplice scrupolo. Ora le ho detto che non li pagherà più se non li concordiamo. Può intraprendere qualche azione? Devo farmi un monumento alla stupidità per aver accettato queste condizioni al momento della separazione?
    Grazie mille per la risposta e ancora complimenti.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Pasqualino, se presenta ricorso al Tribunale per modificare le condizioni di separazione per ottenere un aumento dell’assegno, dovrai costituirti con un tuo avvocato. In questi procedimenti non sarebbe necessario: in teoria il giudice ti ascolta anche se vai da solo, ma non puoi costituirti in giudizio. Sconsiglio di prsentarti senza un legale.
    Non vedo nessun motivo per il quale dovresti pagare il suo avvocato. In questi casi non c’è neanche una vera soccombenza, quindi è probabile una compensazione delle spese (ognuno paga il suo).

  • PASQUALINO ha scritto:

    Ok Silvia grazie mille,ho trovato il sito per rivalutare la cifra…
    ma perdonami,se lei và da un avvocato sono costretto a mettermi un avvocato anch’io altrimenti perdo?
    e devo pagare anche il suo avvocato?
    attendo in ansia e ti ringrazio.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Massimiliano, se chiedi di essere sollevato dal pagamento del mutuo perchè, per fatti sopravvenuti, non sei in grado di pagare, non ha senso onerarti di un mantenimento maggiore. Se poi il giudice riterrà che il mutuo lo puoi pagare, beh, continuerai a pagarlo.

  • Silvia (author) ha scritto:

    pasqualino, sul web è pieno di programmini per calcolare la rivalutazione: si inserisce la somma iniziale e l’anno da cui andava pagata e viene rivalutata.

  • massimiliano ha scritto:

    Grazie Silvia per la risposta, sempre molto gentile. Senti ma se io non pago il mutuo e lo paga la mia ex, il giudice può aumentare il mantenimento se lei lo chiede, visto che risparmio i soldi del mutuo? Granzie di nuovo in anticipo.

  • PASQUALINO ha scritto:

    Scusa Silvia…un’altra cosa,ma per far aggiornare-rivalutare l’importo del mantenimento,bisogna per forza andare dagli avvocati e spendere soldi?
    Non esistono degli enti dove si può fare l’accordo con una spesa modica?
    attendo con ansia ed anticipatamente ti ringrazio di cuore.

  • ionosphera ha scritto:

    Grazie mille Silvia per la tua risposta e buon lavoro!!!

  • PASQUALINO ha scritto:

    Grazie mille Silvia,grazie di cuore,il tuo scritto mi solleva….
    però dimmi,se dovesse andare da un avvocato,io sarei costretto a metterne uno anch’io,se io perdessi,dovrei poi pagare anche le sue spese di avvocato oltre le mie?
    Nell’ansiosa attesa,ti ringrazio di vero cuore per il tuo prezioso aiuto!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Massimiliano: se le difficoltà economiche sono sopravvenute (dovuta a fatti successivi alla separazione) puoi chiedere una modifica che ti sollevi dal pagamento della metà del mutuo o comunque una divisione non al 50%, ma con maggior carico alla tua ex.

    Ionosphera: la rivalutazione istat è dovuta tutti gli anni. Sbagliato non pagarla. Gli eventuali pagamenti di somme non dovute possono essere considerati regali, contributi eccezionali, quindi non è possibile richiederli o imputarli a rivalutazione. Vi consiglio di rivalutare l’assegno e, in caso, evitare spese extra non dovute se sono oltre le vostre possibilità.

    Pasqualino, non esiste una somma prefissata. Nella tua situazione, di semplicemente che oltre i 220 euro non puoi andare. Se chiederà l’aumento giudizialmente, potrai validamente resistere.

  • PASQUALINO ha scritto:

    Buon giorno,sono un padre disperato,divorziato da tanti anni,ho una bimba di 13 anni,che vive a Forlì e che non vedo mai,solo una volta l’anno,massimo due,io faccio il facchino,guadagno 1000 euro al mese,la mia attuale moglie 500,siamo con 500 euro di affitto,siamo in tre in casa perchè abbiamo una figlia,ho sempre pagato regolarmente il mantenimento della bimba,220 euro al mese,la mia ex moglie mi chiede adesso 300,00 euro al mese,cosa che non riesco a fare assolutamente,mi dica per favore,quanto dovrei pagare al mese,considerando che guadagno solo 1000 euro mensili?nell’ansiosa attesa cordialmente La ringrazio.

  • ionosphera ha scritto:

    Buongiorno,
    avrei bisogno di una delucidazione:
    il mio compagno versa attualmente alla sua ex moglie l’assegno di mantenimento per la figlia + il 50% delle spese di formazione, sport e ricreative.
    Per un maggior benessere della figlia e nel tentativo di assicurarsi un rapporto più pacifico con l’ex moglie provvede, inoltre, a partecipare ad altre spese (con importi spesso non modici!) non previste dalla sentenza di divorzio datata 2007.
    D’altra parte, l’assegno di mantenimento finora versato non è stato mai aggiornato agli indici istat come fissato nella sentenza di divorzio.
    Finora tutti i contributi monetari non obbligatori, cioè non previsti dalla sentenza, sono stati versati tramite bonifico bancario.
    E’ bene continuare in questa maniera di modo da far fronte ad un’eventuale ricorso da parte della ex moglie per i mancati adeguamenti istat? Oppure è meglio dare i soldi contanti in nero alla figlia per non incorrere nel rischio che la sua ex moglie faccia riferimento a questi ultimi per dimostrare una maggiore capacità reddituale del mio compagno e quindi per un’eventuale causa per la rivalutazione dell’assegno di mantenimento?
    In attesa di cordiale riscontro, Vi ringrazio anticipatamente.

  • massimiliano ha scritto:

    Buongiorno. Una domanda.
    Io attualmente pago un affitto, pago il mantenimento (450 euro) e pure un mutuo cointestato con la mia ex moglie che paghiamo a metà. Purtroppo faccio fatica ad arrivare a fine mese. Sono costretto a continuare a pagare la mia metà di mutuo essendo in difficoltà economiche? Posso far richiesta al Giudice che il mutuo venga pagato per intero dalla ex moglie in modo che io riesca a vivere un po’? Grazie in anticipo.

  • massimiliano ha scritto:

    SILVIA – Buongiorno e grazie per i chiarimenti. Complimenti ottimo sito molto utile. Buona giornata.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Katia, se l’appartamento lo ha comprato e paga un mutuo, incide ben poco: quello che era calcolato come onere per il canone di locazione sarà ora onere per la rata di mutuo.

  • KATIA ha scritto:

    Buon giorno avrei bisogno di un chiarimento:
    ho un figlio di 3 anni avunto da una convivenza, il padre di mio figlio versa mensilmente un assegno di € 300,00 stabilito dal legale, in quanto al momento della separazione aveva solo reddito di lavoro
    ora a distanza di un anno sono venuta a sapere che l’appartamento in cui vive è di sua proprietà.
    Questa nuova situazione puo’ incidere sull’assegno di mantenimento verso il figlio?
    Grazie.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SILVIA grazie mille per i chiarimenti.
    E sì, paghiamo senza vedere ricevute, perchè se le chiede lei accampa scuse per non dargliele (una volta si è dimenticata di fare la copia, un’altra volta dice che non gliel’hanno rilasciata) e se le pretende guarda caso nelle settimane a venire la bimba ha sempre impegni enon può stare con noi (compleanni, gite, uscite con la madre).
    Purtroppo sono situazioni delicate e qualcuno se ne approfitta, anche a discapito di altri che non dovrebbero entrarci niente.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MASSIMILIANO andando al di fuori della questione legale, non mi sembra che questo comportamento possa portare a qualcosa di buono per i tuoi figli. Per loro è più importante vedere che voi genitori anche se separati non vi fate la guerra, piuttosto che avere qualche migliaio di euro da spendere. Posso capire il rancore nei confronti della tua ex, ma a meno che non ti dia validi motivi per farlo non dovresti privarla di un minimo di fiducia per la gestione di base dei vostri figli. D’altro canto se l’avevi scelta per farceli, dei figli, forse non sarà proprio così una cattiva madre, no? (e ti parlo da nuova compagna di un uomo che spende metà del suo stipendio ogni mese tra mantenimento, extra e spese varie per la figlia, a volte privando mio figlio delle cose essenziali pur di trovare i soldi per lei, quindi non ti dico queste cose perchè “sono di parte”)

  • Silvia (author) ha scritto:

    Massimiliano, Claudia, siete un po’ fuori strada: l’assegno di mantenimento per i figli va versato al genitore collocatario o affidatario (insomma, quello con cui vivono): la gestione delle somme è rimessa a quel genitore.
    Del resto cos’è un conto intestato ai bambini? Un rapporto bancario non può essere intestato ad un minore: o il conto è vincolato fino alla maggiore età o si tratta di un conto da cui attinge il genitore ed è solo una finzione poco più che pubblicitaria degli istituti di credito, quella di intestarlo ad un minore.
    Non c’è alcun diritto di rendiconto nei confronti dell’altro coniuge. Anche perchè quei soldi sono da considerarsi un contributo al mantenimento dei figli in senso ampio: quindi utenze domestiche, cibo, carburante, ecc.
    Massimiliano, se ritieni che i bambini non siano tenuti in una condizione dignitosa, manifesta questa lamentela alla madre, possibilmente per iscritto.

    Claudia… davvero voi pagate le spese extra senza vedere le ricevute??? Non ti sembra un po’ troppo?

  • massimiliano ha scritto:

    CLAUDIA – Per gli extra a me da le ricevute altrimenti non vede un soldo e quindi su questo sono tranquillo. Quindi per il conto non c’è una legge che ti impone di mettere il mantenimento in conto suo è una prassi che magari fanno tutti. Bene su questa cosa farò il diavolo a quattro, voglio che i miei figli se avanza qualcosa resti a loro, sono soldi che io do a loro e cercherò di farmi dare ricevute su quello che spende da quei soldi.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MASSIMILIANO il rendere conto delle spese e lasciare ai figli l’eventuale “avanzo” potrebbe essere interessante, che anche qui lei si prende i soldi e non si sa come li spende. Ma già non ci da nemmeno le copie delle ricevute per gli extra che chiede, dobbiamo andare sulla fiducia, figuriamoci se ci dice come spende l’assegno…
    E comunque se ti rende conto delle spese ti basta registrare da qualche parte quello che versi e quello che spende, poi per differenza saprai quanti soldini devono avere i bambini da parte per loro, senza dover sostenere il costo in più del conto corrente.

  • massimiliano ha scritto:

    Ciao Claudia, grazie per la risposta. Per il discorso del conto corrente è che lei non spende tutti i soldi del mantenimento solo per i figli, perché lei si veste, i figli no. Aprire un conto per i bambini sarebbe la cosa più giusta secondo me. Lei deve usare quei soldi solo per loro e se avanza qualcosa a fine mese, restano ai bambini e non nel suo portafoglio, io mantengo i bimbi non lei. Da qualche informazione presa, penso sia anche costretta e rendermi conto di come li spende quei soldi, ma non ho certezza in merito, devo approfondire la cosa. Buona giornata.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MASSIMILIANO
    1 – sì. l’importo dell’assegno viene considerato su base annua tenendo conto anche dei 15 giorni che passa con te durante le ferie, come di tutte le altre entrate ed uscite che avete, poi suddiviso per 12 ti da l’importo mensile da versare, che è uguale tutti i mesi e può essere variato solo dietro nuova sentenza nel caso le condizioni economiche di uno dei genitori variassero a tel punto da renderlo necessario (per dire, il mio compagno è stato in cassaintegrazione per mesi, a 0 ore, e l’azienda non ha anticipato niente, il che significa che per mesi non ha preso nemmeno un centesimo, perchè l’inps ancora deve pagare. l’assegno di mantenimento l’abbiamo dovuto pagare lo stesso, tutti i mesi.)
    2 – che senso ha? quei soldi li deve gestire comunque la madre e non è tenuta renderti conto di come li spende (può spendere i tuoi soldi per andare dal parrucchiere e poi pagare vestiti e cibo dei bambini tutti coi suoi soldi, a te che cambia?), che senso ha pagare la tenuta di un altro conto apposito per i bambini? giusto per creare difficoltà e spendere qualcosa in più? non vedo un motivo valido per fare una cosa del genere

  • massimiliano ha scritto:

    Buongiorno, sono in fase di separazione giudiziale. Vorrei fare due domande e forse avete già risposto in precedenza ma non sono riuscito a capire. 1) Sono costretto a dare il mantenimento intero nel periodo che i figli sono stati con me durante le vacanze per 15 giorni? 2) Al momento verso il mantenimento nel conto corrente della madre. Sono costretto a farlo o potremmo aprire un conto corrente per i bimbi e versarlo in questo conto? grazie in anticipo! Buona giornata.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    VIOLA la mia esperienza non mi consente di dirti se può concederle quella cifra, ma visto quello che paghiamo noi con i nostri stipendi potrebbe anche. Ci sono talmente tante variabili da considerare e non esiste un calcolo matematico e preciso per stabilire l’importo, quindi finchè il giudice non si esprime tutto può essere.
    1600 netti non sono pochi, ma se vai a vedere noi tra fisso, extra, spese varie per la gestione della bambina, spendiamo più o meno quella cifra ogni mese, guadagnando in due più o meno quella cifra e con un piccolo mutuo + affitto da pagare (nostro figlio invece non l’hanno considerato dicendo “dovevate pensarci prima”… non ti dico il nervoso, ma la legge è legge).
    Dipende anche se nella cifra sono compresi anche i cosiddetti “extra” o vengono conteggiati a parte “scontrini alla mano”… insomma, è praticamente impossibile dirti se la cifra è idonea o meno, mi spiace.

  • Viola ha scritto:

    Grazie per la risposta Claudia.

    Lui ha già l’avvocato, discuterà dei particolari in un incontro che ha a breve, intanto grazie a te abbiamo un’anticipazione.

    Il problema è che la ex vuole ridurlo in povertà ma giustamente lui invece vuole ricostruire una vita e, per cominciare, vuole comprarsi casa.

    Lui ha uno stipendio di 1.600 netti per 14 mensilità, per molti anni in 3 hanno vissuto solo con quello perché lei non lavorava, lei ha trovato un impiego part-time solo 3 mesi prima del botto e ora guadagna 900 euro al mese. La casa è tutta pagata e intestata (stupido) a lei.

    Inizialmente si erano accordati per 500 euro di mantenimento per il figlio, poi lei ha cambiato idea e pretende più denaro e un mantenimento per lei, in totale 800 euro al mese.

    Mi chiedo: ma davvero il giudice potrebbe obbligarlo a pagare quella cifra?
    Grazie, ciao.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    VIOLA sì, certamente, il nuovo mutuo è un’uscita che verrà considerata. Ovviamente tuo fratello dovrà produrre adeguata documentazione: a noi hanno chiesto il cedolino dell’ultima rata del mutuo pagato, ad esempio.
    Ma oltre a questa verranno considerate tante altre cose, come i redditi di entrambi, le bollette che pagano, eventuali altre rendite e/o spese fisse, il tenore di vita prima della separazione (soprattutto per il figlio) e non so quante altre cose. Il suo avvocato saprà sicuramente dargli indicazioni più precise riguardo il suo caso in particolare (tanto deve prenderlo per forza, per fare la giudiziale).

  • Viola ha scritto:

    ciao a tutti.
    Mio fratello si sta separando dalla moglie, hanno un figlio di 11 anni.
    La casa coniugale, pagata da entrambi al 50%, è totalmente saldata e intestata a lei.
    Il regime patrimoniale è la separazione dei beni.
    Erano addivenuti ad un accordo consensuale che era stato depositato e l’udienza era stata fissata, ma l’accordo è saltato e quindi procederanno con causa giudiziale.
    Ora mio fratello intende comprare una casa per sé e per far ciò dovrà contrarre un mutuo.
    La domanda è: dai giudici verrà considerato che la rata di mutuo inciderà sul suo reddito ai fini del calcolo dell’assegno di mantenimento del bambino?
    Grazie, cordiali saluti.

  • giuliano ha scritto:

    salve sono un uomo divorziato di 46 anni mi sono risposato da 4 con una nuova compagna che ha una giglia di 22 che studia e lavora
    io sono operaio ed il mio reddito e’ di euro 1100 mensili
    mia moglie lavora saltuariamente quando trova per pochi euro
    la mia ex moglie ha voluto euro 400 per il mantenimento della figlia che abbiamo avuto insieme e che non vedo quasi mai ,non per mio volere,adesso ho saputo che mia figlia svolge qualche lavoretto a nero e vuole andare all’universita’ io non posso permettermelo per pagare gli arretrati del mantenimento e i vari debiti fatti visto che sono stato disoccupato per 7 mesi ho venduto la casa che avevo fatto con la mia nuova moglie adesso non mi e’ rimasto niente praticamente pago un affitto di 55o euro posso chiefdere la riduzione dell’assegno almeno a 200 euro? sono disperato…grazie

  • iris ha scritto:

    salve,sono separata da 1 anno e mezzo,il mio ex marito paga gli alimenti(solo per il figlio) quando gli pare,continue lettere dagli avvocati ma non ritira la posta.Ho un figlio di quasi 12 anni che da qualche mese ha espresso il desiderio di vivere con il padre,è possibile chiedere la modifica dell’affidamento?(mio figlio ha vissuto i suoi primi 10 anni nel paese del padre e fondamentalmente li ha tutti i compagni di scuola con i quali è cresciuto).ho sentito il parere di un avvocato è vero che se l’affido viene dato al padre io dovrei trasferirmi nello stesso paese?grazie per la cortese attenzione(oltretutto in questo momento non neanche lavorando)

  • raniolo marco ha scritto:

    ciao mi chiamo marco ho 30 anni forse troppo grande ma ho una domanda .mi hanno detto cheho dei diritti che dovrei farmi avere ma nn capisco le leggi vi spiego .io vivo con mia madre ho altri fratelli ma nn da parte di padre sono l unico di mio padre che e stao sposato in calabria poi si sono separati ed ha conosciuto mia madre sono nato io .il punto e che mi dicono che siccome nn hanno divorziato io avrei diritto al mantenimento essendo in gravi situazioni economiche e di salute si ma da chi dallo stato da mio fratello mai conosciuto mio padre nn ha ottenuto il divorzio e nn si e potuto risposare con mia madre convivevano.adesso mio padre e morto nel 2007 per una malattia e la piccola pensione se le presa quella che aveva sposato ma che nn ha voluto dargli il divorzio io guadagno poco i miei fratelli da parte di madre nn mi possono campare sono piu grandi e hanno la loro vita e vero che esiste una legge che potrebbe farmi avere qualcosa per vivere magri davvero c e e sono arretrati dico io sto male e nn riesco a comprarmi medicine piango dal dolore che provo nel cuore perche ha 30 anni nn sono capace di vivere con le mie forze che sto perdendo vi prego rispondetemi aiutatemi almeno voi se nn esiste niente mi mettero l anima in pace e andro avanti come sempre da soloper adesso vi ringrazio e cordiali saluti ..forse e una cavolta che mi hanno detto comunque e una domanda si ma molto importante per me se esiste qualcuno ho qualcosa che mi aiuti ha superare le difficolta ed a rivedere il mondo fuori visto che adesso nn cammino per una strana malattia. e le medicine costano molto e in casa sono diventato un peso per mia madre e i miei fratelli che navigano nello stesso mondo mio ,capito buonagiornata a tutti rispondetemi vi prego

  • Jennifer ha scritto:

    Claudia

    purtroppo è quello che immaginavo… valuteremo il tutto senza ombra di dubbio.

    … privarsi di grandi cose personali/famigliari,le medicine per esempio e sapere che i tuoi soldi vengono spesi per cinema e cene varie!!!!! Puoi senz’altro capire il mio stato d’animo… e con questo non aggiungo altro, sarebbero solo chiacchiere “sterili”…ti terrò aggiornata chissà magari (ma non credo) non dovrò pagare lo scotto del suo passato.

    Grazie

  • Claudia-cipi ha scritto:

    JENNIFER se non ci sono state variazioni sostanziali nelle condizioni economiche di nessuno dei dalla sentenza di divorzio una riduzione così drastica la vedo dura…
    L’unica è rivolgerti ad un legale di fiducia per spiegargli per bene la situazione nel dettaglio e sentire se si può fare qualcosa, ma sicuramente andrà per le lunghe e dovrete sostenere dei bei costi per l’avvocato, fatevi dire bene se c’è qualche speranza di variare questo mantenimento così vi fate due conti se vi vale la pena.
    La situazione la comprendo perfettamente: convivo con un uomo divorziato con figlia da mantenere, stipendio da operaio (poco meno di 1000 al mese) e io da impiegata (sempre sui 1000 mensili), un figlio che per il giudice non conta niente e tutte le spese che una famiglia in queste condizioni deve affrontare (quindi quelle relative alla gestione della figlia oltre a quelle di una famiglia “normale”. Mi è capitato anch edi non poter comprare delle medicine a mio figlio mentre l’altra figlia del mio compagno se ne andava al cinema e cena fuori tutti i fine settimana, per dire. Ma così è, non possiamo sindacare come si spendono i soldi del mantenimento, dobbiamo solo pagarli regolarmente come stabilito dalla sentenza.
    Però sugli extra si può fare qualcosa, ma bisogna vedere cosa c’è scritto di preciso nella sentenza di divorzio. In linea generale se la spesa poteva essere evitata o ridotta si può anche chiedere di non pagarla, ma visto che tanto devi sentire un legale per la riduzione dell’assegno puoi chiedere anche questo, non vorrei che nella sentenza di divorzio non fossero ben definite alcune clausole e rischiaste di trovarvi nei pasticci.

  • Jennifer ha scritto:

    OPsss…. un pò di errori ortografici, ma non è facile scrivere facendo un sunto di getto… Spero che il concetto sia chiaro…

    Ancora Grazie anticipato

  • Jennifer ha scritto:

    Salve,

    vorrei sottoporVi delle domande chemi pongo ormai da 6 anni.
    Convivo con un uomo che prima era separata e da un anno divorziato.
    In omologa di separazione ha lasciato casa (di proprietà dei genitori dell’ex) i mobili, ha chiuso a proprie spese il c/c a loro intestato eccc…,Dalla loro unione è nato un figlio, ora ha quasi 10 anni, a quest’ultimo passava € 450,00 al figlio ed € 100,00 all’ex poichè non lavorava…. ma proprio dal fatto che è stato messo in omologo ormai è da cancellare.

    Si sono divorziati lo scorso anno, in sentenza di divorzio le condizioni sono cambiate:
    l’ex ora ha un contratto a tempo indeterminato e non percepisce più l’assegno di mantenimento, la note dolente però è un altra.

    Lui è statale, nel momento delle separazione ha guadagnato qualche soldo che è rimasto e che stiamo sfruttando per andare avanti specialmente ora che non lavoro( noi conviviamo da 5 anni circa.

    Al figlio come da sentenza deve passare € 500,00 + spese mediche, ludiche e scolastiche al SOLITO 50% (inutile commentare come spende i soldi del mantenimento anche se poi cmq viene sempre a batter cassa nascondendosi dietro il figlio…sai è per ns. figlio…è per lui….

    Ora il suo stipendio poichè ha una piccola indennità per un anno è di € 1.800,00 (altrimenti 1.600,00), lei percepisce uno stipendio di € 1.300/400,00.

    Ora faccio i conti della serva.

    Inutile dire che non ci si arriva a fine mese calcolando -
    900,00 di affitto, le utenze, delle multe pagate mensilmente dilazionate della gerit,un prestito di circa € 200,00 in busta paga, i viaggi per andarlo a prendere fuori roma ( quindi partire da roma fino a lì, da lì a roma per prenderlo e viceversa per riportarlo) altri circa € 200,00 mensili poi rimane il vitto mensile ns.

    Ora lui vorrebbe ridurgli l’assegno di mantenimento da € 500,00 a € 200/250,00.

    Premetto che il suo c/c è quasi in rosso.

    Chiedo a Voi dopo aver letto tutti i post, se sarà possibile fare ricorso e sopratutto se sarà (tutto condizionale visto che si tratta di “giustizia”) possible ottenere quanto richiesto.

    Grazie
    Donna “convivente”

    P.s. Vorrei anche io diventaqre mamma ma visto i presupposti come riusciremo a permettergli una vita dignitosa?!!!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Claudia, ineccepibile come sempre. Nulla da aggiungere. Grazie

  • Dan ha scritto:

    Ho capito. La ringrazio molto.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    Mi permetto di rispondere in base alla mia esperienza personale (il mio convivente è separato con una figlia a carico della madre). Vi ricordo però che non sono avvocato nè ho conoscenze approfondite in merito, quindi prima di prendere qualsiasi decisione forse è meglio che interpelliate il vostro legale di fiducia.

    ALFREDO credo che a 26 anni tua figlia debba prendersi le sue responsabilità: se non ha voglia di studiare che si trovi un lavoro, se non ha voglia nemmeno di trovarsi un lavoro che si arrangi. E questo te lo dico da figlia prima di tutto, perchè come madre invece capisco anche il desiderio di “viziare” un po’ i figli. Legalmente a 26 anni con la storia che hai raccontato penso che se ti rivolgessi ad un giudice lei perderebbe ogni diritto al mantenimento. 8 anni per una laurea breve da 3 anni sono decisamente troppi, a meno che non abbia impedimenti particolari ma visto che non ne parli immagino che non ne abbia. Se un genitore ha il dovere di mantenere i figli, i figli hanno l’obbligo di cercare di rendersi indipendenti appena possibile, mentre mi sembra che tua figlia si stia un po’ approfittando della situazione e non si stia impegnando abbastanza.

    PAOLO le spese di viaggio vengono considerate al momento di calcolare l’importo dell’assegno di mantenimento, così come tutte le altre spese e tutte le entrate di entrambi i genitori.

    DAN legalmente tuo padre deve versare l’assegno come tutti i mesi anche se per metà mese state con lui a sue spese, perchè l’importo dell’assegno viene considerato su base annua e per variarne l’importo è necessaria una nuova sentenza in tribunale (con relativi costi di avvocati e tempi necessari… pensa che nemmeno una busta paga a 0 per cassaintegrazione è sufficiente per pagare meno o pagare in ritardo l’assegno di mantenimento, per dire…). Nulla vieta poi a tua madre di contribuire al viaggio o rendere in qualche modo qualcosa a tuo padre, se pensa che sia più giusto, ma non mi sembra questo il caso.

  • Dan ha scritto:

    Salve,
    vorrei chiedere un parere su una vicenda che si sta svolgendo.
    Io ho 16 anni, vivo con mia madre insieme ai miei fratelli di 7 e 9 anni circa. Mio padre per volere del giudice versa 390€ al mese come assegno di mantenimento. E’ successo che mio padre ci vorrebbe portare a fare un viaggio, dove ovviamente bisogna spendere dei soldi. Ora mio padre ha chiesto a mia madre se per quel mese può non versare l’assegno di mantenimento in quanto stiamo insieme a lui metà mese, ma mia madre gli ha detto di no. Chi ha torto e chi ragione? Perchè?
    Ringrazio in anticipo per qualsiasi risposta.

    Daniele

  • Paolo ha scritto:

    Prima di tutto vorrei esprimere tutta la mia solidarietà a Giovanni, di cui ammiro la pacatezza con cui riesce a raccontare una storia così dolorosa (se poi la pressione sale troppo, c’è sempre la sezione “sbrocchi”).

    Tornando all’argomento “spese di viaggio”, io proprio non riesco a capire qual’è la logica per cui il genitore non convivente (alias papà) oltre alla sofferenza derivante dalla forzata rinuncia ad un contatto regolare con il proprio figlio/a, debba anche sostenere interamente le spese necessarie a vederlo, mentre deve (giustamente) partecipare a tutte le altre spese, sia ordinarie (tramite l’assegno di mantenimento) che straordinarie.

    Forse che le spese di viaggio per mantenere un (ahimé largamente insufficiente) contatto con i propri figli sono da considerarsi voluttuarie?

  • alfredo ha scritto:

    Buogiorno,
    sono una persona divorziata e ho una figlia di 26 anni che sta frequentando l’università (economia e commercio), ha conseguito solo a marzo la laurea breve 3 anni, praticamente ha impiegato circa 8 anni per ottenere la laurea dei tre anni.
    E’ giusto che mia figlia se la prenda così comoda? e che io debba continuare a pagare l’assegno di mantenimento.
    Io tramite conoscenze avrei già trovato il lavoro presso una Società di revisione dei Conti pertanto attinente alla sua scelta di studi, ma penso che occorra la laurea dei 5 anni. Credo che dovrò ancora pagare per minimo altri 4/5 anni prima che mia figlia si laurei ed io sto facendo fatica ad arrivare alla fine del mese, in quanto mi sono risposato ed ho altri due figli di 8 e 9 anni.
    Detto questo voglio dire che pagare per mia figlia è un sacrificio che faccio volentieri perchè è mia figlia. Vorrei però sapere cosa dicde le legge a proposito.
    Ringrazio per le eventuali risposte.

    Alfredo

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giovanni, sono certa che il soggiorno di tua figlia da te sarà un ottimo momento per parlare del rapporto con i regali e col enaro, di quello che è possibile e di quello che non lo è e di come l’affetto e la presenza di un padre non si misurino in euro o chilometri.

  • giovanni ha scritto:

    Grazie Silvia

    I tuoi interventi sono sempre chiari ed esplicativi.. chiaramente continuerò a pagare interamente le spese dei viaggi, come ho sempre fatto, forse il mio è stato un po’ uno sfogo, ho un legale che conosce la situazione, ma in questo periodo significherebbe consultarlo quasi tutti i giorni…. purtroppo questo è il prezzo da pagare allorquando oltre ai kilometri di distanza si aggiunge la volontà di non capire, o non apprezzare gli sforzi… forse il tempo riuscirà a fare chiarezza nel suo cuore….
    Grazie
    Giovanni

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giovanni, il viaggio è da considerarsi a carico tuo: serve a tua figlia per raggiungerti. Il fatto che sia maggiorenne, non cambia nulla: non c’è più un obbligo di frequentazione, d’accordo, ma se lei viene e non è indipendente devi pagarglielo. Magari puoi proporre che queste spese siano considerate al 50% con la madre, non c’è una norma in proposito: cercate un accordo.
    Quando però ti viene opposto che “la legge lo prevede” sarebbe sempre buona norma informarsi se è vero.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    GIOVANNI che situazione triste… un figlio che pretende troppo e raffredda i rapporti solo perchè non ha ricevuto il troppo non è una bella cosa. Mi spiace.
    Il viaggio però credo sia sempre a tuo carico, finchè la devi mantenere tu. Però essendo lei maggiorenne (parlavi di regalo peril 18° compleanno) forse le cose cambiano o si può trovare una soluzione diversa… non hai un avvocato di riferimento che possa studiare il caso specifico con tutti i dettagli e darti risposte sicuramente più precise di quanto non si possa fare tramite un blog, dove non si possono certo conoscere tutti i particolari?

  • Giovanni ha scritto:

    Buongiorno Silvia..

    Torno a scriverti,
    Sono un padre già divorziato da anni e vivo a Torino, mia figlia vive a Roma con sua madre già da parecchi anni, come tutti i papà per poter trascorrere un po’ di tempo in compagnia della propria figlia sono costretto a viaggiare spesso per la capitale. In tutti questi anni, come buona abitudine io e mia figlia abbiamo fatto le vacanze insieme, cosa che si verificherà anche quest’anno. Aggiungo che tutte le volte il sottoscritto ha pagato il biglietto aereo (andata e ritorno da roma a torino) perchè era ed è sempre stato mio l’interesse di poter trascorrere qualche giorno insieme a lei. Purtroppo in questi ultimi tempi i rapporti tra me e mia figlia si sono un po’ raffreddati (a causa di un mancato regalo da 2000 euro per il suo 18° compleanno perché le mie condizioni economiche non lo permettevano), a seguito di ciò, madre e figlia si sono coalizzate condannandomi e indirizzandomi complimenti di vario tipo che non sto ad elencare. Quindi adesso giungo al mio quesito……
    Le spese del viaggio di mia figlia (ora maggiorenne)(da roma a torino e ritorno) vanno corrisposte a metà con il genitore affidatario..?? oppure sono totalmente a carico mio..??
    ((Premetto che, come ho già spiegato che ho sempre pagato io i viaggi, e che in questi anni ho sempre adempito al pagamento dell’assegno mensile per il mantenimento, le spese scolastiche, mediche etc.))
    Chiedo questo solo per capire se questa è una spesa interamente a mio carico, oppure se si tratti solo un gesto sensqato e d’amore che compie un genitore per poter vedere un figlio… dato che mi sento ripetere “”MI DEVI QUESTO.. MI DEVI QUELLO…. PERCHE’ LA LEGGE LO PREVEDE””
    Grazie e a presto….Giovanni

  • Claudia-cipi ha scritto:

    PAOLO per mia esperienza ti confermo che tutto viene considerato: case di proprietà, mutui, persino l’importo medio delle bollette. Ma il calcolo dell’assegno poi non è così matematico e può avere delle variazioni. Mi sembrava giusto precisarlo perchè non vorrei che qualche utente pensasse che l’importo dato da quello strumento che tu indichi possa essere poi effettivamente quello stabilito in fase giudiziale e ci dovesse rimanere poi eccessivamente male nel vedere una differenza. Il bello delle persone è che possono valutare anche altri aspetti, come ad esempio la possibilità di migliorare la situazione lavorativa in futuro o altre cose del genere.

  • Paolo ha scritto:

    Grazie Silvia, evidentemente la mia inesperienza in questioni legali mi ha fatto sopravvalutare l’importanza di questo strumento.

    P.S.: Per dare a Cesare quel che è di Cesare, sia il metodo sia l’articolo che lo illustra sono il frutto del lavoro di due docenti del Dipartimento di Statistica dell’Università di Firenze e non dello studio Cataldi, che si è limitato a pubblicare sul suo sito l’articolo illustrativo.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Rita, come sempre confermo tutto quello che ti ha scritto Claudia. Per la domanda più specifica che poni, ti prego di comprendere che questo non è un sito di consulenze legali e che non è corretto fornirne di così specifiche. Lo ripeto sempre: se c’è un divorzio in corso, c’è sicuramente un avvocato di vostra fiducia che lo segue (non il collega che ha seguito la consensuale, per i motivi che ti ho spiegato): quindi chiedete a chi segue la causa.
    Paolo, lo studio Cataldi è molto noto per il materiale che fornisce in rete, ma il metodo di calcolo che propone è, appunto, un metodo. Ma chi ti dice che un giudice lo segua? Un avvocato che si trova a dover gestire una separazione consensuale, sa bene come contemperare gli interessi delle due parti. Quello di cui tu parli è semplicemente l’applicazione delle norme di legge, non ha nulla di particolare, nè di rivoluzionario. E’ quello che si fa tutti i giorni. Bravi i Cataldi che gli hanno dato un nome: il marketing è tutto!

  • Paolo ha scritto:

    A rita:

    condivido pienamente le tue considerazioni, e mi sembra giusto che nel calcolare un assegno di mantenimento si debba tener conto di tutte le spese che i due genitori sostengono per il loro bambino, compensando con l’assegno le disparità, tenendo ovviamente conto del maggior impegno di cura da parte del genitore convivente e di eventuali disparità importanti fra i redditi dei due nuclei familiari.

    Francamente non vedo differenza fra le spese, ad esempio, di abbigliamento e quelle di viaggio; mi sembra che entrambe siano essenziali (le prime per vestire il bambno, le seconde per permettergli di vedere il genitore non convivente) e che quindi entrmbe debbano essere considerate.

    Non ho esperienza diretta (almeno per ora, ma spero di non doverci mai arrivare) di vicende giudiziarie ma leggo molto spesso, anche sui commenti dei più ferrati in materia su questo blog, che alla fine questo dannato assegno di mantenimento viene determinato con principi molto (ma molto) soggettivi, determinando spesso un grave divario fra i tenori di vita dei due nuclei familiari.

    Mi permetto quindi di segnalare (un’altra volta, poi basta, lo prometto) un modello di calcolo che almeno ha il pregio dell’obiettività.
    Esso infatti determina l’importo dell’assegno tenendo conto delle spese sostenute da entrambi (in proporzione al tempo trascorso con ciascun genitore per le spese in cui ciò ha senso) ed anche del valore della casa assegnata al genitore non affidatario (considerando la disponibilità della casa come un trasferimento di denaro pari all’affitto che andrebbe pagato per una casa di quel tipo) e così via.

    L’articolo che illustra il metodo è: http://www.studiocataldi.it/articoli/mocam.pdf

    Il sito (a cui recentemente è stata aggiunta anche una pagina con gli indirizzi degli avvocati che utilizzano questo programma) è: http://www.mocam.net/

    Sottolineo che l’obiettivo non è certo quello di dividere al centesimo le spese, operazione che rientra sicuramente nella categoria “mission impossible”, ma unicamente di utilizzare un metodo di calcolo obiettivo al posto del metodo “braccio teso e mano oscillante” apparentemente così diffuso.

    Mi farebbe piacere sapere se qualcuno ne ha già sentito parlare e cosa ne pensate.

  • rita ha scritto:

    ciao claudia di nuovo grazie io vivo a torino da sola completamente e la vita è molto cara tra l’affitto e il nido a me non rimane nulla dello stipendio fino ad ora avevo messo qualcosa da parte ma via anche quelli non è rimasto nulla!io non potevo rinunciare a mia figlia perche dopo i problemi di salute che ho avuto io ho dovuto lottare un anno e più per rimanere in cinta .La mia fonte di vita è Aurora e vorrei che avesse almeno il necessario e questa storia mi fa stare male perchè cio che chiede la sua ex so che una ripicca per le sue possibilità. lei non ha bisogno noi lo sappiamo ma si evince dal tenore di vita che ha.so che mi capisci .ciao a presto.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ti rispondo per quello che posso:
    - il vestito lo dovete comprare voi, così come se partecipasse ad una cerimonia con i parenti della madre lo dovrebbe comprare lei. e mi sembra anche giusto, perchè sono spese che vanno al di fuori della gestione ordinaria e che entrambi scegliete autonomamente di fare. D’altro canto non è nemmeno obbligatorio comprarle un vestito nuovo per andare ad una cerimonia, è sufficiente che sia vestita bene, magari elegantina se preferite, ma il vestito comprato apposta è una spesa decisamente superflua e se volete sostenerla ve ne fate carico;
    - l’assegno alla ex moglie non dovrebbe essere concesso, ma come ti dicevo dipende dal giudice e da tante altre piccole cose, quindi fino all’ultimo non si può sapere;
    - le spese per il viaggio che sostiene il padre per andare a prendere e riportare la figlia sono a suo completo carico, ma se ne può tenere conto quando si stabilisce l’importo dell’assegno (anche qui dipende da tante cose);
    - il padre oltre all’assegno fisso mensile di solito paga il 50% delle spese “extra”, che è sempre bene specificare nella sentenza di divorzio quali siano e che vanno concordate preventivamente soprattutto se superiori ad un certo importo. In genere le spese extra sono quelle relative all’istruzione ed alla salute, quindi retta scolastica, libri, mensa, trasporto, eventuali accessori per la scuola (da zaino e quaderni ad eventuale materiale richiesto dalla scuola), assicurazione scolastica, visite mediche, medicinali, cure, certificati, analisi, attività ricreativa,… e sicuramente dimentico qualcosa. Per alcune di queste spese poi potrete valutare di caso in caso se potete opporvi. Ad esempio se lei vuole iscrivere la figlia ad una scuola privata con una retta altissima e lui è contrario perchè vuole che vada alla pubblica, oppure se sceglie di prendere uno sciroppo da 20 euro quando esiste lo stesso identico principio attivo mutuabile (entrambi casi che sono capitati a me, per questo mi permetto di citarli);
    - puoi dire di no alle spese che non sono necessarie per il benessere della bambina, come la cena fuori, il cinema, il vestito firmato. Per lo stesso motivo quelle sono spese che sosterrai completamente tu quando la bambina starà con te e deciderai di fare qualcosa con lei che sia a pagamento. (come il caso del vestito per il matrimonio: non è necessario se lo vuoi te lo paghi);
    - la casa di proprietà sicuramente verrà valutata nella determinazione dell’importo dell’assegno di mantenimento, così come verrà valutato il vostro affitto, ma anche tutti i redditi;
    - per il resto aspettiamo Silvia, perchè per quello non ho esperienza.

    So benissimo cosa significa non arrivare a fine mese e sentirsi chiedere un aumento del mantenimento, con un figlio piccolo da mantenere, per giunta. non so come sia il costo della vita da te, ma il mio compagno all’epoca prendeva meno di 1000 euro al mese e lei ne chiedeva 500.

    Ah, in ogni caso, se potete mettete da parte qualcosa, perchè non si sa mai. L’assegno poi va pagato tutti i mesi e non c’è verso di saltarlo, a meno che l’ex accetti un ritardo senza dire niente. Nemmeno la cassaintegrazione con una busta paga pari a 0 può servire per non pagare l’assegno di mantenimento e se l’ex si rivolge agli avvocati sono problemi. (giusto perchè ancora mi rode, sta cosa)

  • rita ha scritto:

    ciao claudia e e silvia parlando con il mio compagno abbiamo avuto un altro dubbio(scusate ma ora è il momento di sciogliere un pò tutti i nodi )la situazione patrimoniale di lei che ha la casa di proprietà e altre proprieta terriere ancora da dividere tra eredi incidono sull’importo dell’assegno di mantenimento? durante il matrimonioil mio compagno e la sua ex hanno venduto una casa che era in comunione dei beni i soldi ricevuti dalla vendita sono stati depositati sul suo conto personale come d’accordo (poichè non si pensa mai ad un divorzio fino a quando non succede )ma al momento della separazione la sua ex ha detto di non averli poichè li aveva dati ad uno zio che ne aveva bisogno per l’acquisto di un’altro appartamento il cui proprietario è lo zio fratello della mamma.si possono ritenere quei soldi parte di reddito o si può chiedere che venga restituita la metà parte spettante in quanto era ,la casa, un bene acquistato dopo il matrimonio?grazie e scusate se ho scritto due lettere separate.grazie nuovamente

  • rita ha scritto:

    ciao claudia grazie innanzitutto per le tue risposte.io non sono sposata ,convivo,il mio compagno ha una bambina con l’ex moglie di 11 anni e una bambina con me.nel 2005 ha fatto una separazione consensuale e a ottobre dell’anno scorso ha chiesto il divorzio ma la sua ex vuole un aumento dell’assegno e così non sono riusciti a mettersi d’accordo.ieri ha chiesto all’avvocato di seguire questa causa e lui ha risposto come ho detto ma a a me era sembrato strano.la sua ex certo che è abile al lavoro ma non ha voglia ha la mia età 33 anni forse due in più .lo so che ci vuole un buon avvocato io per questo cerco di informarmi per poter capire qualcosa e non farmi prendere in giro e dare alla sua bambina ciò che è giusto senza farle mancare nulla.tutelare la sua bambina ma anche il nostro nuovo nucleo familiare che non credo debba farsi carico di tutto. purtroppo lo stipendio è quello noi non riusciamo a darle di più perchè non arriviamo a fine mese anche con il mio riusciamo a mala pena a pagare tutto. noi viviamo in affitto non facciamo nulla di extra neanche una semplice pizza fuori………….per dire!!!!!io non vorrei solo riuscire a capire quando è possibile dire di no perche a tutt’oggi non lo so.ti faccio un esempio a luglio si sposa il fratello del mio compagno e la sua ex non ha voluto comprare un vestito alla bambina:lo può fare?è giusto ? non è la prima volta che capita.Epoi quando la bambina vuole vedere il papà a torino il pagamento del biglietto spetta solo al papà?dove posso trovare tutte queste informazioni ?questa possibilità di chiedere a voi è veramente utile.grazie

  • Claudia-cipi ha scritto:

    oh, Silvia, mi fai arrossire…
    a volte essere maniacale a qualcosa serve :D
    ma non pensavo di essere un caso raro (sempre più rossa, maledetta timidezza… e er fortuna che c’è il monitor)

  • Silvia (author) ha scritto:

    Claudia… scusami…: ho bisogno di una mano qui a studio!!!! Vieni tu, per favore!!!! :)
    Devo prima spendere davvero due parole su Claudia: è raro trovare una persona che, solo per aver vissuto personalmente un’esperienza, si è informata così bene ed ha anche elaborato questa informazione in modo da comprendere i principi su cui si basa, al punto che riesce ad andare al di là della sua esperienza. Complimenti! Tutte le domande che hai posto sono esattamente quelle che avrebbe posto un avvocato, anche perchè, venendo a Rita, così è impossibile risponderle.
    Rita, non capisco se ti riferisci ad una separazione consensuale e poi, ora, ad un divorzio giudiziale. Comunque l’avvocato ha dato una risposta correttissima, che non è affatto una cavolata, ma risponde ad una precisa norma deontologica: se nella separazione consensuale era l’avvocato di entrambi, oggi non può difendere un solo coniuge contro l’altro. Gli è semplicemente vietato dalla legge professionale.
    Per le altro domande rimando a quanto ti ha spiegato Claudia (la mia nuova collega! ;) )
    Non è comunque vero che se la prima figlia sta con voi due mesi l’anno in quei due mesi non va pagato il mantenimento: l’assegno è calcolato come importo annuale, che viene diviso in mesi per comodità. Certo, se la bambina sta con voi due mesi l’anno, il giudice dovrà tenerne conto nella determinazione dell’assegno (quindi dovrete dirglielo).

  • Claudia-cipi ha scritto:

    RITA posso risponderti solo per la mia esperienza, ma mentre aspettiamo Silvia magari un piccolo aiuto te lo posso dare lo stesso.
    Anzitutto ci sarebbe da chiarire un po’ la situazione, che non ho ben capito: siete sposati? consensuale e giudiziale cosa? separazione? divorzio? se lui non ha ancora il divorzio penso non siate sposati, ma lo chiami marito… e quindi deduco che non ci ho capito niente.
    L’altra figlia a carico è la vostra? Nata successivamente? Se è così è ininfluente per la valutazione dell’importo dell’assegno: il mio compagno si è sentito rispondere dal giudice “potevi pensarci prima”, quando gil ha detto che ha anche un altro figlio da mantenere, e che comunque “quest’altro figlio ha una madre che lo mantiene” (perchè, la prima figlia forse non ce l’ha la madre? la deluzione e l’arrabbiatura penso che le puoi immaginare, se non sono le stesse tue).
    L’ex è abile al lavoro? Quanti anni ha? Perchè se non ha inabilità oggettive al lavoro e non è “fuori mercato” per problemi di età, il giudice non dovrebbe concedere un mantenimento a lei, se lui ha uno stipendio come dici di 1600 euro al mese.
    Il mutuo non importa per quale motivo è stato acceso, è comunque una spesa che lui deve sostenere e di cui va tenuto conto. Importante anche se avete altre spese: a noi l’avvocato ha chiesto, oltre al mio cud, anche il contratto di affitto e le ultime bollette, per avere un’idea delle effettive entrate/uscite del nucleo familiare. Cosa che ovviamente farà anche l’ex.
    Con l’ex ci sono anche dei figli da mantenere?
    In ogni caso l’importo non si calcola con criteri rigidi ed alla fine tutto dipende dalla bravura degli avvocati, dal giudice e dalle condizioni precedentemente concordate.

  • rita ha scritto:

    ciao a tutti ieri l’avvocato ha detto a mio marito che,poichè lui ha seguito la consensuale, non può difenderlo nella giudiziale.secondo me è una cavolata.Io capisco che può scegliere chi difendere ma avrebbe potuto rispondere diversamente,nel frattempo la sua ex ha chiesto 500 euro di assegno!io vorrei capire in base a cosa determinano l’importo dell’assegno. con uno stipendio base di 1600 euro un “mutuo”di 600 euro non per una casa ma per i danni da lei arrecati economicamente,un affitto, un’altra figlia a carico e il suo nido,tutte le altre spese è possibile che il giudice accetti?io lavoro ma fino ad agosto poi non so. una curiosità è vero che se la bambina sta con noi per due mesi non bisogna versare l’importo dell’assegno in quel periodo? grazie rita

  • Claudia-cipi ha scritto:

    Scusa Silvia, ma con quest’ultima risposta mi è venuto un dubbio: quindi per le spese extra scaricabili per cui il genitore non affidatario contribuisce al 50%, il genitore affidatario dovrebbe farsi rilasciare due ricevute in modo che entrambi possano scaricare la propria quota di spesa? O magari basta la ricevuta unica con una dichiarazione scritta e controfirmata da entrambe le parti in cui si dice che la spesa è stata ripartita al 50%?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Elena, le spese di ordinaria manutenzione della casa sono di competenza di chi ce l’ha assegnata, ma è ben difficile distinguere se devono essere coperte con parte del mantenimento o con altro reddito. L’assegno di mantenimento per i figli non deve essere necessariamente distinto dal reddito di chi lo percepisce, per essere diretto unicamente a spese per i figli. Anche la sistemazione della casa, ovviamente rientra nell’obbligo di mantenimento in senso lato.
    Giovanni, no, ovviamente non è corretto. Le spese ricreative devono essere concordate. I regalini per gli amichetti è ben difficile farli rientrare in queste spese ricreative, puoi semplicemente rifiutarti di rimborsarle (sempre per scritto, una volta per tutte). Anche le spese dovrebbero essere scaricate al 50% in quanto le hai sostenute per tale percentuale, anche se il figlio è affidato a lei: questo non ha nulla a che fare con averlo a carico fiscalmente.

  • Giovanni ha scritto:

    Trovo tutti i vostri messaggi sono molto interessanti e spero possiate darmi un parere.
    La mia situazione è la seguente:
    la mia ex-moglie (affidataria unica di nostro figlio di 12 anni) oltre a percepire puntualmente l’assegno di mantenimento per il bimbo e il 50% di spese mediche, scolastiche e sportive (pur senza concordarle previamente per scritto come da sentenza di divorzio) insiste nel considerare come “spesa ricreativa” i regali di compleanno che compra agli amici di nostro figlio quando lo invitano alle feste di compleanno e, sempre senza alcun previo accordo ne’ scritto ne’ verbale, mi chiede – sempre in presenza del bimbo – cifre che io ritengo esagerate per semplici regalini di compleanno.
    Inoltre negli ultimi anni, benché io abbia pagato il 50% della quota di iscrizione alla scuola di calcio si è sempre fatta fare tutte le ricevute a suo nome, e di conseguenza ha scaricato lei l’intero importo dalla dichiarazione dei redditi (come per altro fa con gli scontrini della farmacia o le altre ricevute sanitarie di nostro figlio).
    Mi piacerebbe sapere se il comportamento della mia ex-moglie si può ritenere corretto.

    grazie a tutti

  • elena ha scritto:

    buongiorno,
    sono figlia di divorziati e abito con mia madre nella casa coniugale di proprietà di entrambi i miei genitori.
    mio padre (che ha un reddito più basso di mia madre) versa regolarmente un assegno di mantenimento della prole di 400 euro e in più il 50% di spese mediche scolastiche e sportive.
    vorrei sapere “concretamente” quali spese deve coprire mia mamma con questi 400 euro.
    solo un quarto degli importi delle bollette e dei soldi della spesa e il mio vestiario? oppure,sono comprese anche le spese di sistemazione della casa(x esempio se si deve imbiancare o cambiare un frigorifero ecc…)?
    attendendo una vostra risposta vi ringrazio anticipatamente!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    oh, grazie.
    ecco, io… non sono abituata ai complimenti… credo di essere diventata più viola che rossa… ma grazie.
    allora continuo :D

  • Silvia (author) ha scritto:

    Claudia… io dicevo sul serio, non ero ironica!!! La tua esposizione è perfetta. Non ti trattenere: in mezzo a mille domande tu dai delle risposte, e sono assennate, sensate e corrette da un punto di vista tecnico, oltre che frutto di molto buon senso. Non ti azzardare a trattenerti!!!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ommamma SILVIA scusa!
    stavolta ho esagerato proprio, me ne sono accorta solo dopo aver inviato…
    sono troppo abituata a stare sui forum e nei blog mi comporto allo stesso modo
    perdonami, ti prego, cercherò di trattenermi in futuro

  • Silvia (author) ha scritto:

    Claudia… a volte non riesco a stre dietro a tutti i commenti e le domande sui post di argomento legale, in particolare sulle separazioni… Mi faresti da assistente ??!! :)

  • Claudia-cipi ha scritto:

    PAOLO dividere le spese esattamente a metà non mi sembra possibile nè auspicabile, diventerebbe un delirio per tutti. Io sono per una gestione più semplificata in ogni caso, sia tra i genitori separati che tra i genitori conviventi. Io col mio compagno non divido esattamente a metà ogni spesa, anzi non so nemmeno chi ha pagato le ultime bollette… credo io, ma non sono sicura, e non mi interessa saperlo: viviamo insieme e facciamo cassa comune. Capisco che in caso di separazione il discorso cassa comune non sia proprio applicabile, ma per quanto riguarda il figlio dovrebbe un pochino rimanere, non si può sempre guardare il pelo nell’uovo. Tu spendi di più per il viaggio, ma lei spende di più per le bollette (avrà sicuramente un consumo maggiore per il bambino, o avete contato anche questo nei 340 euro mensili?) ed altre piccole cose del quotidiano che tu ti trovi ad affrontare per meno giorni a settimana di lei.
    Se proprio devi essere pignolo allora dovresti considerare anche l’impegno personale e la limitatà libertà ed autonomia e…. insomma, davvero diventerebbe una cosa improponibile.
    Sicuramente ora che hai difficoltà economiche non avendo lavoro ti sembra tutto più difficile ed ingiusto perchè anche il carburante per l’auto ti mette in difficotà (e lo so perchè anche noi siamo messi così), ma cerca di guardare più al benessere di tuo figlio che al portafogli, perchè rischi di perderti dietro al calcolo della divisione equa delle spese e perdere di vista la cosa più importante.
    Noi spendiamo ogni mese un 100 euro circa in più di gasolio che non spenderemmo se non dovessimo andare a prendere e riportare la figlia del mio compagno, e questo pesa parecchio sul bilancio familiare, soprattutto se sommato a tutte le altre spese per lei (letto, mangiare, svaghi vari, riparazione di danni che lei fa, … oltre all’ovvio assegno fisso mensile ed al 50% di tutti gli extra su cui non abbiamo voce in capitolo). E se ci fermassimo a questo dato verrebbe da dire come dici tu: caspita, perchè questa spesa extra del padre non viene considerata? Ma la madre la porta al cinema, dalla parrucchiera, alle fiere, a cena fuori… e per quanto non condivisibili, soprattutto in certi periodi, non sono comunque spese sostenute per la bambina che noi non dobbiamo risarcire? Alla fine del mese, come possiamo dire chi ha speso dipiù e se era giusto spenderlo o piuttosto evitare la spesa e chi deve risarcire chi?
    Sarebbe davvero il caos e non sarebbe giusto per nessuno.
    (non avrei mai immaginato di trovarmi a pensare una cosa del genere, che va a favore dell’ex del mio compagno… guarda un po’ dove mi possono portare le discussioni civili in rete… eh, che strano effetto mi fa)
    E ti immagini poi le discussioni e di malumori che potrebbero scaturirne? “Vuoi 50 euro per il gasolio? Scordateli, prenditi una macchina a metano piuttosto!” “10 euro epr il filetto? Gli potevi prendere una fettina di seconda scelta o del macinato, il filetto è troppo caro e non te lo pago!”
    Mi viene da pensare che tu non abbia molta esperienza di separazioni, per tua fortuna, perchè se ne sentono di ogni e alla fine non ci si stupisce più di niente… ma ovviamente se non si vivono o non si sentono raccontare da chi ci sta passando sono cose difficili da immaginare (come quella del padre che si licenzia per lavorare in nero per non pagare. alcuni intestano anche tutto alla nuova compagna per risultare nulla tenenti e non rischiare il pignoramento dei beni. non c’è limite al peggio)

  • Paolo ha scritto:

    Grazie a Silvia ed a Claudia-cipi per i chiarimenti, è molto utile poter avere uno scambio su questi temi in “territorio neutro” per così dire.

    In effetti per le spese “extra” (mediche, attività varie concordate) siamo d’accordo sul 50/50.

    Claudia-cipi hai descritto benissimo la situazione-tipo e le consuetudini in vigore al momento.
    Ma sei davvero convinta che queste consuetudini siano giuste e che trattino entrambi i genitori su un piano di parità? A me non sembra, e ti spiego perché.

    Io trovo che le spese di viaggio che un padre deve sostenere per recarsi a vedere suo figlio con continuità così come la quota parte di spese generali e di mantenimento relative ai giorni che il bimbo passa presso di lui dovrebbero rientrare nel novero delle spese di base, in quanto facenti parte del regime ordinario di attività necessario ad esercitare il ruolo genitoriale. (Seppure, ahimé, a singhiozzo).
    Il fatto che sia una consuetudine ignorare queste spese non significa automaticamente che tale consuetudine risponda a criteri di equità.

    Personalmente, preferirei che il ragionamento al momento di determinare l’importo di un assegno fosse: prendiamo (stimiamo) tutto quello che papà e mamma devono spendere in modo ricorrente nel corso di un anno per prendersi cura del bambino, dividiamo per 12 mesi, facciamo la media e chi spende di meno versa all’altro la metà della differenza per riequilibrare le spese (od eventualmente in percentuale rispetto alle rispettive entrate).
    Riconosciamo inoltre a chi lo tiene presso di sé per maggior tempo un compenso per il maggior impegno di cura (come richiesto dalla legge).

    Un segnale in questa direzione è dato dal programma MOCAM (MOdello di Calcolo dell’Assegno di Mantenimento) sviluppato da due docenti del Dipartimento di Statistica dell’Università di Firenze.
    Per chi fosse interessato, un esauriente articolo introduttivo si trova a questo indirizzo: http://www.studiocataldi.it/articoli/mocam.pdf

  • Claudia-cipi ha scritto:

    PAOLO i nuovi chiarimenti che hai scritto cambiano un po’ le cose: avevo capito che il 70/30 fosse sulle spese extra, invece è solo una tua interpretazione, peraltro non corretta. Il mensile che le passi è bassissimo, andando in tribunale come dice Silvia probabilmente ti aumenterebbe, ma la cifra può variare molto in base ad un sacco di variabili, e comunque quello è un fisso non discutibile, se un mese lei spende di meno e un altro di più a te non cambia niente e non si considera nella proporzione della ripartizione delle spese. Nelle spese per il figlio da dividere (ovvero gli “extra”), però, non si calcolano assolutamente quelle sostenute dal genitore non affidatario per i suoi spostamenti (noi stiamo a 65km, non molto meno dei tuoi 80) nè quelle sostenute per tenere il bambino con te (arredamento, pasti, giochi, … ), così come non si contano quelle che fa il genitore affidatario per vestiti e routine quotidiana, che vengono già comprese nell’assegno mensile. Le spese extra di solito sono quelle scolastiche (iscrizioni, assicurazioni, libri di testo, mensa, trasporto, gite), quelle mediche (visite private, ticket, medicinali), quelle per attività ricreative,…. e queste si pagano in genere al 50/50, magari concordando prima insieme quelle più grandi (che so, il corso di cavallo o il medico privato se non necessario, per farti un esempio).
    Per la spesa dello spostamento, che mi rendo conto sia importante soprattutto nel momento in cui non hai un’entrata fissa, puoi sempre concordare con la madre se qualche volta può venirti incontro e portarti lei il bambino, almeno finchè non trovi lavoro, ma sta al buon cuore ed alla disponibilità sua, non è certo obbligata a farlo.
    Per il mantenimento mensile i 170 possono andare bene per ora, ma a breve considera di aumentare almeno fino a 230/250, che è proprio il minimo, anche se non andate dal giudice (poi dipende anche dal costo della vita nella città in cui vivi, ma visto che ora a conti fatti spendete pochissimo immagino che possa essere una cifra adeguata).
    Dalla mia personale esperienza: se la tua ex-moglie si accontenta dei 170 euro al mese tienitela buona, che tutto sommato non è una arpia come tante altre che conosco o di cui ho sentito parlare ;P

  • Paolo ha scritto:

    Silvia, potrà sembrare poco, eppure è la cifra che abbiamo calcolato insieme, sulla base delle sue spese degli ultimi 6 mesi, includendo anche una quota di tutte le spese generali di casa. Ed è grosso modo quello che spendevamo quando vivevamo tutti e tre insieme.
    Ovvio che con il passare del tempo aumenteranno, ma ora ti assicuro che è così.

    Tieni conto che però le mie spese di viaggio (siamo a 80 km di distanza) e le spese relative alla quota di tempo che il bimbo passa con me finiscono per raddoppiare il mio contributo (da cui il rapporto 70/30).
    Una cosa importante che non ho precisato è che però questo va in qualche modo a compensare il maggior impegno di cura a carico della mamma.

    Quanto ai licenziamenti, effettivamente non avevo pensato all’eventualità del lavoro nero, e quindi l’avevo presa per una “boutade”. Mi sembra comunque una scelta di corto respiro (oltre che illegale) in quanto facilmente smascherabile.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Paolo, non solo non mi stupisce affatto che abbia detto così del licenziamento dei padri… la cosa peggiore è che per alcuni è anche vero: sai quanti ce ne sono che si mettono a lavorare in nero?
    Se non ho capito male passi € 170 al mese come assegno di mantenimento di tuo figlio? Se è così, mi rimangio il consiglio e ti invito a non rivolgerti ad alcun giudice: non ti farebbero pagare di meno neanche senza reddito.
    Paolo, permettimi, ma pensi davvero che un figlio costi, ora e in futuro, € 340 al mese?
    Se ho equivocato e quelle erano solo le spese straordinarie, perdonami.

  • Paolo ha scritto:

    @Silvia:

    grazie del tuo commento; preciso che il 30/70 è il risultato dei miei conti che includono, come mi sembra corretto, anche le spese che sostengo io.

    Dal punto di vista di “lei”, io le passo il 50% di quello che LEI spende per il bimbo, cioè 340/2 = 170 euro al mese.
    Mi dici che potrebbe convenirmi rivolgermi ad un giudice, ma da quello che deduco visitando un po’ di forum sull’argomento, non mi sembra che i giudici stiano a fare calcoli con il bilancino (diversamente da quello che i vari punti della legge sull’affido condiviso richiederebbero) né che tengano troppo conto del fatto che uno guadagna o meno, come se ci fosse una soglia minima (300 euro circa) al di sotto della quale non si scende comunque.

    O forse mi sbaglio?

    P.S.: Potrà sembrare strano, ma io oltre tutto non vorrei “approfittare” del fatto di non avere un reddito, solo vorrei, ovviamente finché i miei risparmi me lo consentono e sperando di trovare una fonte di reddito nel frattempo, che si facesse metà per uno, anche per non sentirmi magari accusare che non trovo lavoro apposta per non pagare (come, dice lei, i tanti padri che “si licenziano apposta per non pagare gli alimenti” … incredibile vero? Scommetto che non lo sapevate …) Giuro, l’ha detto veramente!

    @Claudia-cipi:

    È la prima volta che mi fa uno scherzo del genere e voglio ancora sperare che si sia trattato di un momento di perdita totale del controllo (ogni tanto le succede), visto che finora siamo riusciti sempre a lasciare nostro figlio al di fuori delle nostre diatribe.
    Spero quindi che una volta calmatesi le acque ritorni sui suoi passi; in caso contrario dovrò effettivamente ricordarle, come tu mi consigli, con i dovuti toni e modi, che il bambino non deve essere usato come arma di ricatto o di punizione (soprattutto perché é lui il primo a soffrirne).

  • rita ha scritto:

    scusate per il maiuscolo ma i piedini di Aurora vanno dappertutto!a presto
    n

  • Claudia-cipi ha scritto:

    PAOLO ricordati che qualsiasi accordo prendi oggi poi ti rimane per parecchio tempo. pensaci bene prima di cedere e soprattutto non permetterle di farti questi ricatti morali (se non fai come dico io ti rovino qualcosa con tuo figlio). Al di là della questione economica per cui la soluzione migliore mi sembra quella di rivolgervi al trobinale, forse dovresti ricordare alla tua ex-moglie che vostro figlio non deve in alcun modo risentire dei vostri litigi, che è già abbastanza provato dalla situazione e che sicuramente non deve essere usato e sfruttato per ottenere qualcosa. Ovviamente con i dovuti modi e toni, senza finire a litigare di nuovo. Questi ricatti morali mi mandano in bestia. E purtroppo sono una “tecnica” ampiamente usata da molte ex-mogli e troppi padri pur di stare con i propri figli cedono a qualsiasi richiesta… alcuni anche a discapito dei nuovi figli nati dalle nuove unioni. E questo non va bene, per nessuno.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Paolo, guarda che mi sa che ti conviene davvero andare davanti ad un giudice. Accetti il 30 e 70 da disoccupato? Non mi sembra molto saggio.

  • Paolo ha scritto:

    È incredibilmente frustrante constatare quanto la determinazione dell’assegno di mantenimento, oltre ad essere estremamente soggettiva, non tenga minimamente conto del fatto che anche il genitore non convivente (cioè il papà nel 95% dei casi) sostiene delle spese (mobili stanzetta, seggiolino auto, vacanze, giochi, ecc) nonché una quota spese generali per la percentuale di tempo che il figlio/a passa con lui.
    Per non parlare delle spese di viaggio (e del disagio) quando il figlio risiede in un’altra città, come nel mio caso.

    Ho appena litigato su questo argomento; si cercava di trovare una soluzione concordata proprio per evitare di ricorrere ad un tribunale (che secondo me dovrebbe essere l’ultima spiaggia per chi non riesce a mettersi d’accordo in altro modo).

    A conti fatti, le spese sono state divise 30% lei e 70% io (fra l’altro: io disoccupato, lei dirigente medico part-time a 2000 euro al mese). Ho cercato di spiegare perché non mi sembrava una suddivisione equa (avrei voluto fare 50/50) e mi sono sentito rispondere (tralascio gli insulti e le accuse infondate):

    “se non ti va bene andiamo dal giudice, così ti sentirai più tutelato”.

    Oltre al danno la beffa.
    Siamo arrivati al punto che la giustizia, invece di rappresentare la strada per trovare una soluzione equilibrata, viene usata come una minaccia.

    P.S.: La punizione per aver osato farmi le mie ragioni (la discussione è stata piuttosto animata) è stata molto dura: basta cene insieme tutti e tre quando vado a trovare mio figlio. O me lo riporti prima di cena oppure lo porti a cena fuori (piccolo dettaglio: lui ha 3 anni, dalle 9 alle 16 al nido, poi pomeriggio a vagare in giro e serata al ristorante?).
    Dulcis in fundo: cornetta sbattuta in faccia e telefono staccato.

    PP.SS.: Mi scuso per lo sfogo che forse avrebbe dovuto finire nella sezione GenitoriSbroccano …

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Vincenzo, in teoria non dovresti effettuare delle compensazioni: sarebbe più corretto chiederle la refusione della somma di € 210. Poi se non adempie, con un’altra lettera le comunichi che le trattieni. Così dovresti essere più tranquillo.

    @ Rita: Claudia ha esposto perfettamente la situazione (non è un’esperta forse come titoli, ma mi sembra lo sia in concreto!).
    L’assegno di € 300 più spese mediche, scolastiche e ricreative, oggi è più che nella norma con uno stipendio medio-basso. Le spese ricreative, ovviamente, devono essere concordate: se gli vengono chiesti i soldi per la danza, senza essere stato interpellato prima di segnarla al corso, non è tenuto a pagare, ma deve contestare per iscritto di non essere stato avvisato.
    Non puoi però sindacare come vengono spesi i soldi per il mantenimento: può anche spenderli in futilità, basta che non ne chieda altri. E non puoi neanche sindacare se non lavora: non ha un mantenimento stabilito per lei, magari ha una rendita.
    Se le spese per la comunione non vengono divise a metà, perchè farvene carico voi? Fate una comunione per quello che potete permettervi.
    L’aumento può volerlo, ma non è certo detto che lo otterrà. Ci penserà il vostro avvocato.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    RITA mi sa che ti è sfuggito il maiuscolo :D (non so se lo sai, ma in rete equivale ad urlare, per questo non è molto usato).
    La situazione è la stessa e capisco perfettamente il senso di impotenza ed ingiustizia.
    Purtroppo però non ho soluzioni da darti.

  • rita ha scritto:

    ciao claudia-cipi grazie per la tua risposta io sono molto arrabbiata perchè anche se sono UNA DONNA NON VORREI MAI DIPENDERE DA NESSUNO INFATTI CIò CHE TROVO PER ME è TUTTO LAVORO E ANCHE SE DEVO LAUREARMI NON PER QUESTO CERTO NON PRENDO CIò CHE TROVO. IL FATTO è CHE PER I GIUDICI LE DONNE HANNO RAGIONE IN QUESTE CAUSE MA NOI NON ABBIAMO DIRITTO AD ESSERE MADRI?SCEGLIAMO UN UOMO SEPARATO E PERCHè MAI QUESTO DOVREBBE PENALIZZARCI, NON SIAMO TUTTI UGUALI?PERCHè MAI DOVREI PENSARE DI NON AVERE FIGLI SOLO PERCHè IL MIO COMPAGNO NE HA ALTRI? MA STIAMO SCHERZANDO, QUESTA è UNA COSA INCONCEPIBILE!!IO CREDO SOLO CHE OGNI DONNA DOVREBBE ESSERE MANTENUTA SOLO IL TEMPO NECESSARIO PER SISTEMARSI ,AL MASSIMO DUE ANNI. POI MI FA RABBIA SAPERE CHE LEI POSSIEDE LA CASA , LA MACCHINA , VA IN VACANZA , ESTETISTA, PARRUCCHIERE SETTIMANALE, OCCHIALI ABBINATI AD OGNI VESTITO PER LEI E LA BAMBINA SCARPE PER OGNI VESTITO E POI VA DAL GIUDICE E DICE CHE NON RIESCE AD ARRIVARE A FINE MESE, LO CREDO!ANCHE IO SONO STUFA DI QUESTE MESCHINITà MA LO STATO E LA LEGGE NON GARANTISCONO I DIRITTI MI DISPIACE AVER STUDIATO GIURISPRUDENZA E NON POTER FARE NULLA. UNA PERSONA NON POTRà MAI CAMBIARE IL MONDO!SPERO SOLO CHE MIA FIGLIA POSSA AVERE CIò CHE SERVA CIò CHE LA RENDA UNA DONNA FORTE ,VERA E GIUSTA. CIAO VI FACCIO SAPERE COSA MI DIRà L’AVVOCATO, SPERO A BREVE.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    RITA io non sono esperta, ma la tua situazione è così simile alla mia… nel mio caso al momento del divorzio giudiziale il giudice ha stabilito un aumento dell’assegno di mantenimento per la figlia, ma niente per la madre (ovvero l’ex-moglie del mio compagno) perchè ha 30 anni (la mia stessa età) e nessun impedimento al lavoro, quindi se non lavora per sua scelta è un suo problema. Però non ha tenuto in nessuna considerazione l’esistenza di un altro figlio (quello mio e del mio compagno) dicendo che “dovevamo pensarci prima”, e che comunque questo bambino può contare sulla madre e sui nonni materni e paterni per il mantenimento. Come se non fosse lo stesso per l’altra bambina (quella dell’ex-moglie). Da quanto ho capito l’aumento non spetta solo perchè chiede il divorzio, ma il divorzio può essere un buon momento per chiedere la revisione dell’importo, visto che tanto gli avvocati si pagano lo stesso, almeno si fa un’unica causa. Per cambiare l’importo dell’assegno devono essere cambiate le condizioni degli ex-coniugi o del bambino: perdita del lavoro, lavoro meglio remunerato, grande variazione delle spese, maggiori esigenze del bambino… e tutto va ovviamente dimostrato.
    In ogni caso hai tutta la mia comprensione. A me questa storia mi rovina la vita da 4 anni…

  • rita ha scritto:

    cara silvia ciao convivo con un uomo separato che puntualmente versa un assegno di mantenimento alla moglie per la figlia pari a euro 300 e in più contribuisce alle spese mediche, anche quelle extra come ballo palestra che,purtroppo, non vanno mai portate a termine.sono stanca però di non poter capire quando dire no alla sua ex che fa spese stupide come cambiare il cellulare alla figlia ogni tre mesi, comprare vestiti firmati mentre la mia piccola, nata dall’unione con il mio compagno, deve accontentarsi di giocare con le pentole!è solo un esempio banale quello che ho fatto ma se i soldi versati servono per acquistare i vestiti perchè allora dobbiamo pensarci alcune volte noi? abbiamo festeggiato la comunione e lei non ha contribuito ora vuole l’aumento………….non vuole lavorare e a me non sembra giusto!io sono precaria con il mio stipendio pago un affitto per mantenere il lavoro, pago l’asilo per la bambina ho dovuto prendere una macchina usata perchè ora il mio compagno è stato trasferito,abbiamo un mutuo per riparare ai danni economici che lei furbamente ci ha sottratto.paghiamo le multe che arrivano e che sono intestate al mio compagno e alla sua ex perchè lei non intende pagare . so che lei ha la casa di proprietà le spetta l’aumento dell’assegno visto che è ora di chiedere il divorzio? grazie arietina disperata

  • vincenzo ha scritto:

    Buongiorno sono separato da circa 5 mesi e regolarmente (anzi spesso anche con qualche giorno di anticipo) corrispondo l’assegno di mantenimento stabilito per mio figlio di 11 anni pari ad € 350,00. Nella sentenza di separazione è stato indicato che dal 01/01/2010 il figlio era a carico di ogni coniuge nella misura del 50% ma la mia ex moglie facendo al dichiarazione dei redditi 2009 si è messa nostro figlio a carico già per il 2009 (io ho preso le detrazioni per l’intero 2009) costringendomi a fare altrettanto ed evitare un controllo fiscale ma facendomi così addebitare nella mia dichiarazione circa € 210,00 per la restituzione del 50% delle detrazioni da me prese per interno per tutto il 2009. Le ho chiesto di rimborsarmi tale cifra ma non vuole pur non avendo rispettato quanto indicato in sentenza. Posso facendole una raccomandata di preavviso trattenere tale cifra dall’assgeno di mantenimento che dovrò darle e se lo faccio in cosa posso incorrere ?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Selly, se il padre sa che la figlia lavora e non è lui a chiedere l’interruzione del mantenimento, non vedo il problema. Quello di tua figlia, poi, è un contratto molto aleatorio.
    Non sei tenuta a nessuna restituzione: al momento il mantenimento è dovuto.

  • selly ha scritto:

    ho un quesito da porvi.
    sono divorziata dal 1998 ho una figlia ora maggiorenne il padre passa regolarmente l’assegno di mantenimento di circa 350 euro ora lei ha iniziato a lavorare come apprendista con il contratto fino al 2013 percependo circa 650 euro mensili.
    La domanda è deve cessare il mantenimento da parte del papa anche se non e indipendente economicamente e in questo anno che ha percepito l’assegno deve rendere i soldi al padre come mi e stato suggerito?
    grazie mille per chi mi rispondera Sally

  • andrea ha scritto:

    Domandina.
    Avro 26 anni a dicembre, ho sempre frequentato l’universita’ e lavorato contemporaneamente, arrivando ad avere retribuzioni che mi hanno reso decisamente autonomo per circa 5 anni, periodo per cui ovviamente non ho ricevuto l’assegno di mantenimento da mio padre.
    Ora pero’ l’azienda per cui lavoravo sta fallendo e sono stato lasciato a casa. Sono ovviamente in cerca di un nuovo lavoro, ma nel frattempo non posso vivere di aria fritta. Ho richiesto l’assegno di sussidio per la disoccupazione che per di piu non so se mi sara’ concesso dato che ho lavorato per i primi 3 anni con un contratto di apprendistato e solo dopo con un contratto da dipendente a tempo indeterminato (il 2nd anno non completo). Immagino che per forza di cose se non mi spetta l’assegno di disoccupazione mio padre debba ricominciare a versare l’assegno di mantenimento fino a quando non ritrovero un nuovo lavoro. Ma se dovessi ricevere l’assegno di disoccupazione, mi spetterebbe comunque un assegno da mio padre (magari ridotto), semplicemente per darmi una mano fino al momento in cui riusciro a rimettermi in pista con un nuovo lavoro?

  • Silvia (author) ha scritto:

    chabaa, innanzi tutto tuo padre avrebbe potuto sospendere l’assegno in caso di tua raggiunta indipendenza economica. Tutto quello che non è stato pagato in passato deve essere pagato, se non rpescritto: quindi tutti gli assegni mensili non pagati degli ultimi 5 anni devono essere pagati.
    La legge non stabilisce affatto il limite di età di 26 anni, ma il limite della raggiunta indipendenza economica, ovviamente con margini legati alla ragionevolezza. Però, una volta raggiunta l’indipendenza, non si può chiedere di nuovo l’assegno se non per motivi gravi, che impediscano di mantenere quell’indipendenza economica. Più che altro potresti recuperare il tuo credito passato ed usare quei soldi per il master.

  • chabaa ha scritto:

    Gentili ragazze,
    io ho una domanda non semplice: sono una ragazza di 24 anni, figlia di divorziati e laureata da 2.. Mio padre mi ha sempre dato l’assegno col singhiozzo e da 2 anni (nei quali io sto lavorando)ha per legge smesso di mantenermi, ma il suo debito nei miei confronti rimane di circa 17.000 euro.. Ora vorrei fare un master all’estero, e vorrei sapere se posso riprendere a chiedergli l’assegno di mantenimento fino ai 26, come stabilisce la legge..
    Grazie,
    Chabaa.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Simona, i redditi delle ragazze non sono stabili, ma la loro età lascia pensare che lo diventeranno, quindi è possibile chiedere una riduzione (in previsione della prossima definitiva interruzione) del mantenimento.
    E’ prevista un’apposita procedura da introdurre con ricorso.

  • Simona ha scritto:

    HO UN QUESITO. Mio marito è divorziato da diversi anni e ha sempre dato con precisione gli assegni di mantenimento alla ex moglie con cui ha avuto 2 figlie. Noi abbiamo una bambina di 8 anni ed io non lavoro. Ha sempre versato il50% delle spese extra, anche non pattuite precedentemente. Abbiamo casualmente scoperto che le due figlie ( di anni 25e 22) lavorano da aprile 2010 a tempo determinato( la maggiore ha una borsa di studio universitaria all’estero che finirà a settembre, la minore un contratto a tempo determinato presso un famoso centro di divertimento europeo).Possiamo chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento considerando le nuove condizioni ? Come si procede? Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Dario, queste informazioni dovresti chiederle ed ottenerle dal tuo avvocato, poichè sono basilari per la causa che stai affrontando.
    Dubito fortemente che possa dipendere dall’avvocato la lunghezza di un processo penale: purtroppo questa convinzione diffusa è frutto di un’informazione piuttosto superficiale.
    La difesa tecnica è obbligatoria nel processo penale e l’avvocato d’ufficio (nominato dal tribunale se non ne nomini uno di fiducia) deve essere retribuito da te, a meno che tu non possa accedere al gratuito patrocinio (se hai un reddito inferiore a € 9.700/annui circa).
    Il reato per il quale sei stato denunciato e per il quale è iniziato il procedimento è quello previsto dall’art. 570 c.p. di cui ho parlato qui: http://genitoricrescono.com/non-pagare-mantenimento-reato/
    dove troverai tutte le informazioni.

  • dario ha scritto:

    salve,
    avevo una compagna con il quale abbiamo concepito una principessa,
    da quando lei a 2 anni io e la mia ex ci siamo lasciati!
    io ho sempre pagato il mantenimento della figlia ma dopo 3 anni mi sono deciso di comprare casa ed ho informato la mia ex che per altro stavamo e stiamo in buoni rapporti!comprando casa all’improvviso (un affare capitato per caso)ho dovuto fare un mutuo e pagarmi anche l’affitto(per i 6 mesi di preavviso)per i primi 3 mesi non ho più potuto pagare il mantenimento(ero a secco)e lei trovando un convivente bast…. decide(non di testa sua) di querelarmi!
    dicendo che non avevo mai pagato niente!io ho sempre pagato in contanti e solo quei 3 mesi non ho pagato!poi la principessa sta 3 giorni a settimana da me 2 dai nonni e 2 da lei!sono trascorsi 2 anni e lei si è lasciata ed ha rimesso la querela!abbiamo un affidamento congiunto con il la dimara a casa della madre il tribunale dei minori ha deciso cosi!ed anche 200euro al mese!tutto bene!ma il processo va avanti anche se lei a rimesso la querela!!!perchè devo pagare un avvocato datomi d’ufficio (vivo lontano da dove sono cresciuto e solo)
    e credo che ci marcia per allungare il processo??lei è senza avvocato!!posso chiedere di non voler nessuno avvocato??

  • maria gloria stella ha scritto:

    Qualcuno sa rispondermi per favore?
    Mio figlio(20)è andato ad abitare da padre.
    Vorrei sapere, visto che il giudice aveva stabilito un assegno comprensivo per i due figli.
    il giudice tine conto che la madre, cioè io, continua a doversi sobbarcare tutte le spese generali di gestione domestica?
    quali sono i criteri generalmente per l’assegnazione del nuovo contributo, sempre che il figlio non cambi ancora idea?
    grazie in anticipo
    mgs

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Livia: non capisco quale procedura hai attivato. In questi casi si procede notificando in forma esecutiva il verbale di separazione con il precetto e poi si procede all’esecuzione. E’ una procedura totalmente ad impulso di parte e deve essere seguita da un avvocato.

    @ Franco Perrone: non è una cifra bassa, ma vista la sproporzione di reddito più o meno ci siamo. Puoi provare a giocare un po’ al ribasso, sul presupposto che dovrai ssostenere un canone di locazione.

    @ Giuseppe: non ne ho idea.

  • giuseppe ha scritto:

    Ho un contratto a progetto,a tempo determinato rinnovabile ogni tre anni qualcuno sa’ dirmi di quanto sara’ la cifra dell’assegno familiare visto che tra un po’ saro’ padre
    vi ringrazio ciaooo

  • Franco Perrone ha scritto:

    Salve, volevo un consiglio, mi sto separando consensualmentte con mia moglie, abbiamo una figlia di quasi 18 anni, mia moglie percepisce uno stipendio di circa 600 euro mensili part time.Ci siamo rivolti ad un avvocato, cosa che io ritenevo non necessaria, ed e stato stabilito che devo versare 450 euro a mia figlia e 250 per mia moglie. Io sono statale e percepisco circa 1800 euro al mese. Secondo te è giusta la cifra?
    La casa e stata affidta a lei ed è di nostra proprietà.
    Grazie.

  • livia ha scritto:

    Salve,volevo un consiglio,gentilmente se qualcuno mi puo aiutare,ho fatto la domanda in tribunale,alla cancelleria volontaria x il mancato pagamento da parte di mio ex marito del assegno di mantenimento,so tra l’altro che lui ha gia ricevuto da tre settimane una lettera per presentarsi al tribunale,ma io ancora non ho ricevuto nessuna risposta,qualcuno sa dirmi come mi devo comportare,se devo ritornare al tribunale x chiedere gli informazioni sulla pratica e sapete i tempi di attesa sono lunghi?gia x me sembra molto lungo,visto che da due anni che aspetto almeno una mensilita da parte di mio ex marito x sua figlia,che per me non ho mai chiesto niente?!!!!!!!!!!! grazie in anticipo,e ragazze siete fantastiche,grazie di esistere!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    Grazie Silvia.
    Quindi allo stato attuale devo solo sperare che la madre della bambina comprenda la situazione ed accetti un pagamento dilazionato degli assegni di questi mesi, che ovviamente salderemo appena possibile?
    Certo che anche avendo i soldi non sarebbe comunque valsa la pena di pagare le spese legali per un’udienza, tanto più che la situazione è provvisoria e per il tempo dell’udienza sarebbe comunque diverso.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Claudia, in realtà si suppone che un reddito costante possa sopportare con dei presunti risparmi la mancanza dello stipendio per “qualche mese”. Questo tipo di giurisprudenza si è formata in anni in cui forse questo era anche vero. Oggi, molte di queste tendenze giurisprudenziali andrebbero riviste alla luce di condizioni economiche generalmente peggiori.
    C’è poi da dire che, se non sono previsti nelle condizioni di separazione/divorzio, non esistono automatismi: ogni volta che il reddito cambia in modo significativo bisognerebbe ricorrere al tribunale per modificare le condizioni. Questo scoraggia la maggor parte delle persone che avrebbero bisogno di ricorrere alla modifica, per i tempi (sebbene si tratti di procedimenti presidenziali, risolvibili anche in un’unica udienza) e per i costi (è necessario il patroocinio di un legale). E provoca anche un gran numero di inadempimenti: non posso permettermi di pagare ma neanche posso permettermi di fare un ricorso per non pagare.
    Questo è senz’altro un punto in cui il sistema fallisce. Chissà che i nuovi sistemi di conciliazione extragiudiziale non riescano ad essere efficaci in questo campo, ma ancora dobbiamo vederli realmente all’opera.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    Mi si è presentato di recente un nuovo dubbio: se il padre che deve il mantenimento subisce la cassaintegrazione per qualche mese, e il datore di lavoro non anticipa niente quindi in definitiva i soldi non entrano, è comunque obbligato a pagare l’assegno a scedenza e per il totale dell’importo? immagino di sì, ma vorrei avere conferma da te. (e magari una spiegazione dai giudici su dove posso trovare i soldi per mangiare, se devo versare quelli che non ho ad un’altra persona che invece ne ha anche per spese meno “necessarie”).

  • Silvia (author) ha scritto:

    Paolo, concordo in pieno con la tua analisi e ti confermo, come ho scritto sopra, che l’assegno è considerato su base annua diviso in 12 rate. Nella pratica, però, di massima, un genitore collocatario prevalente c’è sempre.

  • Paolo ha scritto:

    Ricordo di avere letto (purtroppo non ricordo la fonte) che l’assegno debba essere sempre versato interamente, anche nei periodi di vacanza.

    L’ipotesi infatti è che, dopo avere definito SU BASE ANNUA quanti giorni (vacanze incluse) il bambino trascorre con ciascun genitore, si determina l’importo per equilibrare l’impegno economico (e di cura) fra i due. L’importo così ottenuto viene poi suddiviso in 12 rate mensili, che perciò tengono già conto dei periodi di vacanza con uno o con l’altro genitore e vanno quindi versate interamente.

    Tutto questo purtroppo è spesso solo teoria, in quanto si sa che la determinazione di questo importo non solo segue criteri molto approssimativi e soggettivi, ma soprattutto risente ancora, a quattro anni dall’entrata in vigore della legge sull’affido condiviso, di una concezione di “mantenimento” legata al vecchio concetto di affido esclusivo.

    L’assegno, nello spirito della legge sull’affido condiviso, dovrebbe invece essere CALCOLATO unicamente per compensare lo squilibrio dei carichi economici (e di cura) fra i due genitori, i quali dovrebbero essere considerati su un piano di parità. (Se uno dei due genitori diventa “prevalente”, l’altro non può che diventare automaticamente “soccombente” (oltre che pagante))

  • Silvia (author) ha scritto:

    Si, se non è stabilito diversamente su accordo dei coniugi, il mantenimento è pagato mensilmente per 12 mesi, a prescindere dai periodi di permanenza presso l’altro genitore. Si considera, infatti, un rateo mensile di una somma annua stabilita, già di per sè, sul presupposto che ci saranno dei periodi trascorsi presso l’altro genitore.
    Ovviamente, se si verificano casi straordinari per i quali i figli rimangono più del previsto (in modo significativo, non pochi giorni) con il genitore non collocatario, allora si può promuovere un accordo con l’altro genitore per una riduzione.

  • guido ha scritto:

    volevo chiedere se ad agosto avendo io il bambino in affidamento 15 gg. sono obbligato a VERSARE l’assegno di mantenimento per intero o ne devo pagare solo la metà? grazie per la risposta,cordiali saluti.

  • Paolo ha scritto:

    Buongiorno,

    sono papà di un bambino di quasi 3 anni.
    Dopo un tentativo di convivenza di circa due anni a casa mia, durante i quali lei era in congedo parentale prima ed aspettativa dopo, da qualche mese la mamma è andata a vivere a circa 80 km di distanza da me dove ha il lavoro. Non siamo mai stati sposati.

    Lei lavora a part-time con uno stipendio di 1700 euro netti per 14 mensilità (credo più premio produzione).
    Paga un affitto, ma dato che riceve lo stesso importo dall’affitto di una casa di proprietà, più o meno è come se vivesse in un casa di proprietà.

    Io vivo in una casa di proprietà e purtroppo al momento percepisco solo l’indennità di disoccupazione (fino a giugno, insegnante precario falciato dalla riforma Gelmini).
    Pur avendo attivamente cercato lavoro, per ora non sono riuscito a trovare nulla; trovare lavoro a 50+ anni di questi tempi è un’impresa molto difficile, ma non demordo.
    Fortunatamente ho dei risparmi consistenti che mi consentono di non farmi prendere dall’ansia.

    Io tengo mio figlio un fine settimana ogni due (venerdì pom – lunedì pom = 3 giorni) ed altri due giorni lo vado a prendere all’uscita dal nido fino a metterlo a letto la sera dopo cena (fortunatamente per ora i rapporti con la mamma non sono molto conflittuali e consentono questa possibilità).
    Vorrei poterlo vedere di più, ma data la distanza e la giovanissima età del bimbo non vedo come si potrebbe fare (se non trasferendomi nelle loro vicinanze).

    Alla luce di quanto detto, valuterei quindi il mio contributo alla cura del bimbo in 4 giorni ogni 14 ossia il 25-30%.
    Trovo quindi giusto versare alla mamma un assegno che compensi lo squilibrio di costi.
    Un primo accordo fra di noi prevedeva a questo riguardo un assegno mensile di 200 euro.

    Lei però, dopo solo qualche settimana dall’accordo, ci ha ripensato ed ha detto che non è soddisfatta e che vorrebbe che fosse un avvocato a determinare la soma, anche senza andare in giudizio.
    Ha anche proposto una sua amica avvocato come mediatrice, la quale ha affermato che “anche un papà senza reddito deve contribuire con almeno 300-350 euro al mese, è il minimo che qualsiasi tribunale attribuisce”.
    A me francamente sembra un po’ strano, in quanto ciò violerebbe sia la proporzionalità ai redditi sia il rapporto con il tenore di vita in regime di convivenza (in tre vivevamo con circa 1000-1100 euro al mese tutto compreso).

    Possibile che non vi siano criteri di calcolo obiettivi per determinare l’importo dell’assegno (al di là delle indicazioni qualitative date dall’articolo 155 c.c.) in funzione delle (molte) variabili in gioco?

    Da un po’ di ricerche in rete mi sembra che l’importo venga stimato in modo molto grossolano e soprattutto con un notevole grado di arbitrarietà e quindi temo che mi si imponga di pagare una cifra che non tiene conto nè della mia condizione di difficoltà sul piano lavorativo né della parte di cura di cui anch’io mi faccio carico, sia in termini di tempo che materiali (dopo tutto ho anch’io una stanza dedicata al bimbo, il seggiolino sulla macchina, i pannolini, il disagio e la spesa di andare avanti ed indietro ecc ecc)

    Senza contare la sofferenza dovuta alla distanza da mio figlio.

    Qualcuno ha dei suggerimenti in proposito?

    Grazie dell’ascolto

  • davide ha scritto:

    ciao mi chiamo davide sono un ragazzo di 22 anni e da un po di tempo a questa parte i rapporti in casa con i miei genitori non sono tra i migliori specialmente con mio padre, si parla e si litiga spesso di soldi, sto facendo una scuola di oss ( operatore socio-sanitario) e piu avanti vorrei puntare all’infermiere professionale, non ho un’ autonomia economica facendo spesso tirocigno e scuola mentre i miei genitori lavorano entrambi. Vorrei andare via da qui, anche mio padre mi urla sempre quando me ne vado fuori dai c…… se me ne vado sono obbligati a mantenermi giusto? di quanto? ma come funziona? dove vado? come faccio e a chi mi rivolgo? la scuola la sto ancora pagando e costa 2.500 euro.
    Spero che qualcuno possa aiutarmi.
    attendo vostre risposte grazie
    cordiali saluti
    davide

  • Silvia (author) ha scritto:

    Sì, Viniziano: libri, iscrizione e gite sono considerate spese extra. Ovviamente sulle gite si può anche dire “non me lo posso permettere”, ma normalmente è accettabile per una vera e propria vacanza-studio, che va concordata prima. Nelle scuole pubbliche le somme richieste per le gite sono normalmente modeste, quindi potrebbero anche non essere considerate tra le spese da concordare preliminarmente. E’ comunque tuo diritto venir avvisato della necessità di affrontare la spesa per tempo.

  • Viniziano ha scritto:

    Salve.
    Vorrei cortesemente sapere se le spese scolastiche (mio figlio frequenta la scuola pubblica) quelle d’iscrizione agli anni successivi sono da considerarsi spese straordinarie? E l’acquisto dei testi scolastici che ci sono sempre ogni anno sono anch’essi straordinarie?
    Grazie mille.

  • Viniziano ha scritto:

    Salve,
    vorrei cortesemente sapere se le spese scolastiche (mio figlio frequenta scuola pubblica) quelle d’iscrizione degli anni successivi sono da considerarsi spese straordinarie e lo stesso per i testi scolastic di tutti gli anni.
    Delle gite cosa mi dice?
    Grazie mille per l’attenzione che sempre ci rivolgete.
    Cordialità

  • Silvia (author) ha scritto:

    Vinicio, in assenza di una pattuizione esplicita si considerano sempre da dividere al 50% le spese mediche, ma, come ho già detto in altri commenti, puoi chiedere di essere consultato in merito a quale medico o a quale struttura rivolgersi (per esempio puoi pretendere che, in caso di visite o esami non urgenti ci si rivolga al SSN).
    Per le altre spese in assenza di previsione esplicita possono considerarsi dovute giusto quelle scolastiche per la scuola pubblica (se non avete concordato la frequantazione di una scuola privata).
    Tutto il resto mi sembra assurdo pretenderlo: ricariche telefoniche??? scarpe da € 200??? L’abbigliamento è compreso nel mantenimento, le scarpe da € 200, poi sono autentico lusso. Sul motorino e sulla macchina devi essere consultato e puoi legittimamente dire: non me lo posso permettere (vista poi la cassa integrazione!).
    Ritieniti obbligato a pagare metà del dentista e degli occhiali, ma ricordati che puoi scegliere anche tu quale dentista, quale oculista e quale ottico!

  • Vinicio ha scritto:

    Buongiorno,
    sono divorziato da ben 15 anni e risposato in seconde nozze da 12. Ho in tutto 4 figli: 2 con la prima moglie e 2 con la seconda.
    Ho sempre versato il mantenimento puntuale come un orologio per tutti questi anni e le spese straordinarie senza batter ciglio anche se con difficoltà.
    Quando la mia primogenita ha trovato lavoro e si è resa autonoma economicamente, mi sono rivolto al giudice – affrontando ingenti spese legali per una semplice riduzione del mantenimento – e sono riuscito ad abbassare la rata mensile per il secondogenito. Il giudice, in questa occasione, non ha scritto nulla a riguardo delle spese straordinarie, nè che era tutto compreso nè che dovevo corrispenderle al 50%, nè quale tipo di spesa.
    Ora la mia 1° moglie incalza con cifre paurose per spese extra: dentista, occhiali, scolastiche, calzature da 200,00 € al paio, ricariche telefoniche, la metà del motorino e della relativa assicurazione e via dicendo. Io ho altri due figli piccoli a cui badare e con la crisi sono anche in cassa integrazione, ma la mia ex-moglie non ne vuole sapere. Sono a chiedere se devo corrispondere tutte queste spese anche se sulla variazione del mantenimento non c’è scritto nulla di esplicito? Ci sono spese prioritarie e non? A ottobre diventa maggiorenne e sicuramente vorrà la macchina. Dovrò corrispendere per la metà senza obiettare?? Io mi sacrifico e i miei due bambini piccoli si accontentano di scarpe da 10 euro e devo pagarne 200,00 per quello grande? Com’è possibile tutto ciò?
    Grazie per chi mi volesse rispondere e ragguagliare.
    saluti.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Massimo, per la modifica delle condizioni di separazione è necessario un cambiamento nello stato dei fatti dal momento della separazione a quando si chiede la modifica.
    Il fatto che allora tua moglie fosse disoccupata ed ora ha un lavoro stabile è un motivo più che valido e dovrebbe essere il punto centrale della tua richiesta, oltre a dimostrare che sei in difficoltà economica con queste condizioni.

  • Massimo ha scritto:

    Buongiorno,vorrei chiedere se è possibile ridur9re l’assegno di mantenimento per mio figlio.Mi sono separato 8 anni fa ed allora mia moglie era disoccupata.Quando decisi di separarmi ero un pò disorientato e mi sentivo anche in colpa e quindi accettai di mettere un solo avvocato per tutti e due(che tra l’altro scelse lei)e di firmare le condizioni che loro avevano stabilito.Praticamente oggi io verso 520 euro al mese per un solo figlio ed il mio stipendio è di circa 1830 euro.Pago un affitto di 480 euro ed ho una compagna che attualmente è pure disoccupata.Avremmo intenzione di avere un figlio ma facciamo davvero fatica ad arrivare a fine mese e addirittura a mangiare.Volevo quindi chiedere se è possibile chiedere di ridurre l’assegno di mantenimento considerando che a differenza di allora lei ora lavora a tempo indeterminato,ha una casa sua e non paga affitto,percepisce(a detta sua)1000 euro al mese di stipendio più i 520 euro miei e più il 50% delle spese straordinarie.Tutti quelli che sento e che si sono separati so che versano alla moglie circa 250 euro per un figlio solo.E’ giusto che io continui a faticare ad arrivare a fine mese e lei invece possa permettersi di farsi i viaggetti all’estero cosa che fa tutti gli anni?Io le vacanze non posso permettermele.Grazie

  • Anna ha scritto:

    Mh, è il mio timore. vediamo se si riesce a fare un accordo scritto. No, il padre guadagna bene, ma un terzo dello stipendio va nel mantenimento. Poi ha spese extra, che paga per intero con la storia che lui guadagna di più, al bimbo piccolo e al 70% al ragazzino. Poi affitto, spese trasporto etc. Senza sfizi particolari, diciamo che il netto godibile per il suo sostegno alimentare e ricreativo si aggira attorno alla cifra di uno stagista. Questo perchè la ex compagna è un’impiegatina, quindi sulla carta, pur avendo casa di proprietà e vivendo con i genitori accanto, sai com’è.
    vediamo cosa riusciamo a concordare. Lei ovviamente per ora cerca di “fare i dispetti”, ma finchè i soldi le arrivano, sta abbastanza buona. Ma è inaffidabile.
    E sì, la vita del mio fidanzato è un puzzle. Per non dire altro. Cmq alla fine, sto cercando di capire io come fare perchè non ha tempo nemmeno per questo, tranne nei we che passa con me :(
    Senza contare il problema del ragazzino grande, che adesso avrebbe bisogno molto di suo padre, e deve dividerlo con un bimbo di 3 anni e la cosa lo fa soffrire e lo capisco. Grazie di tutto Silvia!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Certo la vita del tuo fidanzato è un puzzle…
    Già se il problema si pone in termini di permanenza con il padre nei w.e. e nelle vacanze, la competenza si sposta al tribunale per i minorenni. Ma comunque non è una gran differenza.
    Un vecchio e noto adagio forense recita: ” una buona transazione è sempre meglio di qualsiasi vittoria”, quindi se riuscisse ancora ad arrivare ad un accordo con la ex è sempre meglio.
    Per quanto riguarda la permanenza col padre a w.e. alterni e una settimana estiva, certo, è considerato il “minimo sindacale”… quindi meglio accettare e via. Per il mantenimento perchè dovrebbe pagare per intero spese scolastiche/mediche/ricreative? A meno che lui non abbia un reddito MOLTO, ma molto superiore a quello della ex, non mi sembra ci sia motivo di cedere. Se il 50% a testa appare non congruo, si può fare 40 e 60, ma addirittura il 100% al padre… E poi consiglia sempre di formalizzare per iscritto che le spese scolastiche e ricreative (no quelle mediche) devono essere preliminarmente CONCORDATE e quelle mediche non urgenti concordate in merito alla scelta del medico o della struttura.

  • Anna ha scritto:

    Grazie per la risposta Silvia.
    Ho capito, quindi il mantenimento del primo figlio non viene toccato (e ti dirò, mi fa piacere perchè è un ragazzino che merita, e sta entrando nell’età in cui le esigenze giustamente crescono) in sede di decisione per il secondo, che è un bambino piccolo, con scarsi bisogni e un nucleo familiare d’origine numeroso. L’affidamento non è in discussione, il problema è in termini di week end, vacanze ed ovviamente economici. Ma ti dirò, un grosso problema è il tempo libero, il mio fidanzato ne ha poco e deve dividerlo con figli distanti d’età, con esigenze diversissime. E anche con me. Mi pare di capire che l’unica soluzione sia quella di entrare in conflitto con la ex compagna, perchè purtroppo è completamente irragionevole. Cercheremo di capire come muoverci presso il tribunale ordinario, e capire soprattutto se è più conveniente una sentenza o portare avanti l’accordo privato in essere, che per quanto precario, lascia ancora un poco di spazio alla mia relazione con lui (premetto che la convivenza non è nei nostri piani, quindi i weekend sono fattore cruciale). Il lavoro del mio fidanzato lo impegna almeno 9 ore al giorno, e 90 minuti d’auto fra andata e ritorno. Inoltre il suo piano ferie prevede massimo 2 settimane estive e una a Natale. Questo è il problema. La sua ex compagna vuole weekend alterni dal venerdì sera alla domenica sera dopo cena, una settimana di vacanze estive e presenza durante le feste comandate, oltre a disponibilità piena a cambiare turni e vicende quando lei ha problemi vari. Pretende inoltre il pagamento per intero di spese mediche, scolastiche e ricreative, oltre al bonifico mensile. Bellissimo, ma il bimbo ha appena 3 anni! E percepisce tra una cosa e l’altra appena un 100 euro in meno dell’altro, che ne ha 14, la cui madre lavora part-time. E va a scuola il sabato. I 2 bambini abitano a 70km di distanza. Speriamo in bene. Cmq un piccolo appello a tutte le donne: gli uomini saranno anche fessi, ma non tentate di incastrarli mettendo al mondo bimbi non cercati. Sarete infelici tutti quanti.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Anna, capisco che la situazione sia piuttosto onerosa per il tuo fidanzato.
    Se la ex-compagna “alza il tiro” oltre al sostenibile, non è davvero il caso di tollerare.
    Il mantenimento al primo figlio non può diminuirlo un giudice adito per decidere del mantenimento del secondo. Solo il padre potrebbe chiedere una modifica delle condizioni di divorzio per diminuire il mantenimento, ma ormai c’è una giurisprudenza piuttosto consolidata contraria alla riduzione del mantenimento per sopravvenienza di un altro figlio.
    Sul secondo figlio decide il Tribunale ordinario solo se si discute esclusivamente di mantenimento e condizioni economiche. Se si discute anche di affidamento e modalità di visita l’intera competenza (anche per il mantenimento) si sposta al Tribunale per i minorenni.
    Se la richiesta della ex-compagna è eccessiva, che la rifiuti semplicemente e, possibilmente, per scritto, motivando il rifiuto (richiesta eccessiva rispetto al reddito e agli altri impegni economici, come affitto e mantenimento del primo figlio). Questo potrà essergli utile per produrlo in tribunale se ci si arrivasse.
    Proponesse una cifra che ritiene congrua, se viene chiesto di più, può rivolgersi lui per primo al tribunale.

  • Anna ha scritto:

    Silvia,
    grazie per il tuo bell’articolo. Ho letto con interesse anche i post degli altri lettori.
    Il mio problema per ora è molto semplice. Ma sto cercando informazioni e consigli per poterlo affrontare al meglio, visto che purtroppo queste sono questioni costose. Il mio fidanzato è divorziato con un bambino (non separato, divorziato), al quale contribuisce mensilmente alle spese secondo sentenza del tribunale ordinario. Fortunatamente la madre è una donna di buon senso e molto dignitosa. Il problema risiede nel fatto che il mio fidanzato ha poi avuto un figlio con un’altra donna, che non ha sposato, e con la quale non convive più. Tale ex-compagna fino ad oggi ha accettato un accordo privato sia in termini di tempo che il bimbo trascorre con il padre, sia in termini economici. Ma ultimamente sta alzando il tiro, e io e il mio fidanzato siamo molto preoccupati perchè non sappiamo come muoverci. A chi dovremmo rivolgerci? So che anche qui il modo per mettere a posto le cose è rivolgersi al tribunale civile (quello di competenza sarebbe quello dove risiede il bimbo con la ex compagna?), ma vorremmo anticipare questa donna. Dobbiamo rivolgerci ad un avvocato? O ad un consulente? E che tipologia? Inoltre, verrebbe messa in discussione la cifra che passa al primo figlio?
    Premetto che il mio fidanzato percepisce un discreto stipendio ma paga un affitto oltre a mantenere due bambini di due nuclei familiari diversi. Nessuna delle due ex donne convive o si è risposata.
    Grazie per qualunque consiglio.

  • ivan ha scritto:

    buongiorno, avrei bisogno di un consiglio con urgenza,
    assisto disarmato ad una situazione scorcentante a dir poco, la mia attuale compagna ha due figli con due uomini diversi l’ultimo dopo una convivenza precedente e nato il secondo figlio ora ha 2 anni, e da qui la disperazione, questa donna lavora parecchie ore per poter campare al meglio, ovviamente con l’aiuto di una baby sitter nonna e sorelle, il padre vede questo figlio due volte la settimana dalle 6.30 alle 20.30 e a wekend alterni dal sabato mattina alla domenica sera dopo cena, a parte le continue denunce infamanti e prive di ogni buon senso nei confronti della mamma, quest’uomo non è mai disponibile ad accudire in altri orari il figlio pretendendo di sapere dov’è il figlio insultando la madre e denunciando la cosa come se fosse un’abbandono del figlio pur sapendo del lavoro che svolge la mamma che lavora in un centro commerciale dove gli orari difficili e fino a sera tardi creano notevoli difficoltà. la baby sitter viene pagata sempre puntuale con difficolta ogni fine mese dalla mamma. il padre fino ad ora consegnava l’assegno di mantenimento (saltando 2 mensilità al momento)spesso fuori tempo causando scoperti di conto corrente quindi interessi da pagare, adesso dopo un ennesimo scontro e denucia decide che se la madre vuole i soldi si deve recare lei o delegando qualcuno a casa sua del padre abitando a 10 km di distanza..vivo la disperazione quotidiana di questa donna esausta sfinita da questo comportamento del ex compagno in 1000 atteggiamenti negativi…purtoppo ancora non c’è un accordo con degli avvocati ma solo un accordo deciso dall’ex compagno e accettato per il quieto viveredalla mamma, a oggi la mamma e seguita da un avvocato d’ufficio ma l’ultima volta che si è sentito è stato agosto 2009 ma scosa si può fare??
    sono preoccupatissimo dello stato mentale della mamma sull’orlo di una crisi nervosa…
    grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Claudia-cipi, ti ringrazio, piuttosto, per questa tua civilissima replica. Ho preferito rispondere a Camillo, piuttosto che rimuovere il suo commento (che ritenevo offensivo nei tuoi confronti) per spiegare, a lui e a chiunque altro decidesse di usare questo spazio per polemiche sterili e mal poste, che abbiamo argomenti validi per sostenere quello che scriviamo.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    Camillo
    non so chi tu sia nè me ne importa più di tanto.
    Giudicare è sempre brutto e se è vero che a pensar male di solito ci si prende, questa volta ti è andata male.
    Sono divorziata, ma in ottimi rapporti con il mio ex-marito, e non percepisco alcun mantenimento nè mai l’ho chiesto, nonostante qualche difficoltà economica che ho avuto. E mi reputo persona onesta e ne vado fiera.
    Le mie domande derivano da una situazione ben diversa da quella che tu immagini: il mio compagno, nonchè padre di mio figlio, nonchè uomo che vorrei sposare appena possibile, è costretto mensilmente a versare questo fantomatico 50% delle spese extra che la sua ex-moglie sostiene per la figlia, ma sinceramente le sue spese extra per me sono assurde e sicuramente molte sono evitabili e mi sono sempre chiesta se davvero dovessimo pagare il corso di pallavolo o di ballo senza nemmeno poter esprimere un parere. e se la volesse mandare a cavallo? E’ uno sport che potrebbe essere pericoloso, e sicuramente ben più oneroso di altre attività sportive, e noi non potremmo permettercelo, nemmeno se paghiamo solo la metà: possibile che nemmeno in quel caso si possa discurete e trovare un accordo? Che le decisioni spettino solo a lei e mio marito debba solo stare zitto e pagare? La figlia è anche sua, caspita, avrà pur diritto di dire qualcosa! E se una spesa non si può affrontare perchè è troppo alta, deve avere il diritto quanto meno di contestarla. Perchè sinceramente, alla fine di tutto, per come stanno le cose ora mio figlio è davvero penalizzato, dal punto di vista economico e con tutto quel che ne consegue.
    Alla luce di questo, Camillo, in Siberia vacci tu, che magari col freddo sbollisci la rabbia che hai dentro e ti si chiariscono le idee. Se hai incontrato una persona perfida, non significa che anche tutte le altre lo siano.
    E per fortuna che ricevo i commenti a questo post per e-mail, altrimenti non avrei nemmeno mai saputo che un perfetto sconosciuto mi staa insultando gratuitamente dopo avermi giudicata male.
    Claudia.
    PS: Silvia scusa se ho usato questo tuo spazio, ma non sopporto di essere giudicata male quando non me lo merito, e visto che lui si è permesso di farlo pubblicamente, pubblicamente ho dovuto rispondere.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Camillo, a parte il fatto che questo è il post con maggior numero di commenti da parte di uomini, credo proprio che dovresti rileggere meglio la sequenza di domande e risposte, così potresti accorgerti che la mia risposta a cui ti riferisci era proprio tesa alla tutela del coniuge onerato del mantenimento.
    Credo, poi, che nella meravigliosa ed incontaminata regione della Siberia ci sia gente che fa anche altro che non sia spaccare legna tutto il giorno.
    Comunque spero che, se come traspare dal tuo commento esiste un rapporto diretto con claudia cipi, vorrai risolverlo in sedi più opportune di questa.

  • camillo ha scritto:

    certo, tutte donne specialmente claudiacp:

    ecco, sulla sentenza di divorzio mi sembra di aver letto questo che hai scritto, che il padre si obbliga a pagare il 50%, senze specificare nè di cosa nè che va concordato.
    grazie mille per la risposta.

    Sicuramente si deve divorziare e gia’ prepara cosa far scrivere
    sulla sentenza , pover’ uomo_

    Io questa la manderei in SIBERIA a spaccare la legna tutto il giorno fino a che le dita delle sue mani si rompono dal ghiaccio_
    Cara claudiacp, spero tanto che non ti sara’ permesso di fare alcuna cosa di cui sai_

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giovanni, in effetti non hai un obbligo in tal senso. Per le spese mediche e scolastiche si considera, per giurisprudenza costante, che vadano divise al 50% anche se non è specificato nella separazione (sono considerate necessarie). Per le spese ricreative o d’istruzione in senso più ampio (come i viaggi) non c’è dovere di contribuzione se non specificato nelle condizioni di separazione.
    A tutto voler concedere che quato viaggio sia stato d’istruzione e, quindi, a volerlo pure far rientrare tra le spese scolastiche (ma attenzione, è una forzatura!) la spesa doveva essere prima concordata. Quindi doveva esserti comunicata l’intenzione di fare il viaggio, i costi, i tempi, ecc. ecc., in modo che potessi esprimere il tuo consenso o meno.

  • giovanni ha scritto:

    Buongiorno, sono un papà divorziato da molti anni, mia figlia l’anno scorso ha compiuto i 18 anni, da qualche tempo i rapporti con la mia ex moglie sono peggiorati nonostante sia sempre stato puntuale nei pagamenti di tutte le tipologie di spese, questa volta mi vedo recapitare una richiesta per un viaggio di istruzione di 500 euro.
    premetto che negli anni passati ho pagato anche questo tipo di spesa, ma adesso mi viene il dubbio se sono obbligato o se è mia la scelta di corrispondere il 50%, nella sentenza di divorzio a riguardo la voce dice…
    “”che il padre contribuisca a fronte della loro documentazione e fino alla concorrenza della metà, alle spese scolastiche, mediche specialistiche non mutuabili e dentistiche”"

    come devo comportarmi?
    Grazie
    Giovanni

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giorgia, puoi senz’altro chiedere gli assegni, dato che il tuo ex marito li sta percependo illegittimamente: attualmente, percependoli, dovrebbe versare a te l’importo corrispondente.
    Puoi tranquillamente fare domanda citando la norma. Non sei passibile di alcuna denuncia o rivalsa.

  • jojo ha scritto:

    Salve,non so se è la pagina adatta per questo quesito, mi chiamo Giorgia e sono una mamma di due bimbi, divorziata e con l’affido congiunto anche se i bimbi hanno la residenza e dimora presso la mia abitazione. La mia domanda e’ la seguente: Ho trovato diverse informazione vaghe riguardante gli assegni familiari inps ma vorrei la certezza di non commettere passi falsi. Io e il mio ex marito ormai non abbiamo piu’ “buoni rapporti” e lui non vuole firmare la rinuncia per gli assegni. versa ( dopo miei notevoli sforzi, sono riuscita ad avere la corresponsione diretta del mantenimento figli) 500 euro per i piccoli, e convive da un anno con una donna che lavora. Ho letto che nel nostro caso, non essendoci nessun accordo scritto sulle carte del divrzio, che gli assegni possono essere chiesti da un solo genitore e che saranno gli stessi a decidere chi, ma in mancanza di tale accordo l’autorizzazione alla percezione della prestazione familiare verrà accordata al genitore con il quale i figli risultino conviventi in base a quanto previsto dall’art. 9 della legge n 903/1977. Devo necessariamente rivolgermi al giudice oppure posso inserire tale legge sulla domanda per gli assegni? Il mio ex marito è facile alle denuncie (per ripicche) Io come dipendente non arrivo ai 1000 euro di stipendio. grazie per l’attenzione

  • Silvia (author) ha scritto:

    Le modifiche all’assegno di mantenimento devono basarsi solo su fatti successivi alla separazione/divorzio che abbiano cambiato la situazione di fatto. Se il marito chiede di diminuire l’assegno sostenendo di aver avuto un mutamento di condizioni economiche, la moglie potrà dedurre, con le prove necessarie, che anch’essa ha subito una diminuzione di reddito tale da rendere impossibile la riduzione dell’assegno.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ teresa, in effetti non è così automatico. Dovresti dimostrare l’assoluta impossibilità di eseguire coattivamente l’obbligo di mantenimento nei confronti di tuo marito, provando che non ha reddito, non ha beni ed è del tutto impossidente e quindi, con ricorso al Tribunale, citare direttamente tuo suocero perchè gli venga attribuito l’obbligo al mantenimento.

  • teresa ha scritto:

    buongiorno, sono separata dal 16 luglio2008, di comune accordo il mio ex marito dichiarò davanti al giudice che avrebbe versato una tantum come assegno di mantenimento per me e una quota mensile, per 13 mensilità per nostra figlia minore, notificammo il decreto alla ditta presso cui lavorava e la ditta per un mese verso quanto stabilito. venni a conoscenza che mio ex marito si era dimesso, confermato anche dalla ditta alla quale feci richiesta, da allora non è stato dato un solo centesimo ne per mia figlia ne per me. nonostante i ripetuti solleciti personali e tramite avvocato niente è cambiato. cosa posso fare? mi è stato consigliato di notificare l’atto al padre del mio ex in quanto pare, esista una legge che obblichi il parente più prossimo ad ottemperare agli obblichi di suo figlio…grazie la saluto

  • livia ha scritto:

    grazie Silvia,quindi tu mi consigli di rivolgermi a un avvocato qui in italia,proviamo,anche xke in romania li ha fissato il mantenimento di 30euro mensili,una vergogna,visto che lui prende il minimo di1600euro mansili.cmq grazieeeeeeeeeeeeeeee

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ livia: esiste un procedimento giudiziario chiamato “delibazione di sentenza straniera” con il quale si da valore in Italia ad una sentenza pronunciata da un giudice straniero, se risponde ai principi fondamentali del diritto italiano. Dopo questo riconoscimento si può eseguire la sentenza anche qui in Italia. Devi comunque rivolgerti ad un legale.

  • livia ha scritto:

    Buongiorno,scusate se disturbo,sono rumena,legalmente in italia,sn divorziata,ho una figlia di11anni.da agosto 2008che i giudici dalla romania hanno fisssato l’assegno di mantenimento x mia figlia,il padre che lavora in regola in italia nn mi ha mai datto i soldi.io vi chiedo un aiuto,posso chiedere qui,in italia,che lui versi i soldi che aspetta di diritto a mia figlia?e se la risposta e si,qualcuno sa dirmi dove mi rivolgo?ah..io purtroppo ora nn lavoro,questo puo essere al suo favore?scusate se magari ho sbagliato scrivere,ma ancora sto imparando l’italiano.GRAZIE

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ancora un quesito ricevuto via email:

    Mio fratello ha convissuto con una donna dalla quale ha avuto una figlia che ora ha 7 anni. Due anni fa si è sposato ed ha avuto una figlia. Con la madre della prima figlia ci sono sempre stati scontri. Lui ha sempre corrisposto un assegno di 250 euro al mese più la metà delle spese mediche sportive e sclastiche. L’assegno è stato deciso insieme con non poche difficoltà e liti, in base comunque alla situazione economica di lui, che ha anche un mutuo da pagare. Da quando è nata la seconda bimba la sua ex è diventata più esigente e pretende un assegno di 450 euro. Di recente si è recata da un avvocato e ha minacciato di portarlo davanti ad un tribunale se non viene accontentata. Sei mesi fa lui ha perso il lavoro e nonostante ciò ha sempre dato tutto, sia i 250 euro che le spese extra. La bambina sta con lui un fine settimana si e uno no. Cosa potrebbe decidere un giudice davanti ad una situazione del genere? Quello che lui da ora è sufficiente?

    In teoria la nascita della seconda figlia potrebbe essere un motivo per ridurre il mantenimento, non per aumentarlo. E’ però costante giurisprudenza che la nascita di un altro figlio non possa essere motivo, di per sè, per ridurre il mantenimento. Ciò posto, davvero non potrà mai essere un motivo per aumentarlo!
    Immagino che la ex compagna vorrà fondare la richiesta di un amntenimento maggiore su qualche rilevante variazione di reddito: ma tenuto conto che tuo fratello ha perso il posto da ben 6 mesi, non vedo proprio su cosa potrebbe fondare tale richiesta!
    Diciamo che dovrebbe considerarsi molto fortunata se non è tuo fratello a chiedere una modifica del mantenimento in base al suo stato di disoccupazione.
    In effetti non è un assegno molto alto, però, se era commisurato al reddito prima, figuriamoci se non lo è adesso che il reddito non c’è.
    Quindi, il mio consiglio è di non cedere a tali atteggiamenti vagamente “minatori” e, se riterrà di proporre un ricorso al tribunale, che lo faccia!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ho ricevuto via email questo quesito, attinente all’argomento del post e rispondo qui perchè può essere di interesse per altri:

    Sono divorziata con due figli di 8 e 14 anni. Il mio ex marito paga sempre in ritardo il mantenimento (ad esempio, il 19/11/2009 mi ha pagato il mantenimento di agosto). Dalla sentenza dovvrebbe pagarlo entro il 20 di ogni mese, ma lui fa’ quello che vuole. Oltre a questo e’ dal mese di maggio che non paga piu’ le spese extra e la somma ha gia’ superato i duemila euro. Nonostante tutti i miei solleciti a lui non interessa. Non posso permettermi un avvocato ma non so che fare…

    Purtroppo i ritardi nei pagamenti sono un problema molto frequente e spesso non sono affatto episodici. In questi casi, quando i richiami verbali o scritti cadono nel vuoto, l’unico rimedio veramente efficace, se il genitore obbligato è lavoratore dipendente, è quello di proporre un ricorso per modifica delle condizioni di divorzio o separazione chiedendo che il giudice riconosca il pagamento diretto del mantenimento da parte del datore di lavoro, con prelievo mensile dallo stipendio. E’ possibile chiedere il pagamento da parte di qualsiasi terzo che debba corrispondere somme periodiche al genitore obbligato, quindi, per esempio, se è proprietario di un immobile affittato (ovviamente non in nero!), si può chiedere che sia l’inquilino a pagare parte del canone direttamente a chi deve percepire il mantenimento.
    In caso di ritardi consistenti e ripetuti non c’è alcuna difficoltà ad ottenerlo.
    Per quanto riguarda le spese straordinarie, l’unico modo è chiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo per agire poi esecutivamente: è necessario ovviamente avere tutti i giustificativi di spesa.
    Certo, metodi extragiudiziari per costringere una persona a pagare, non ce ne sono (o meglio, ce ne sono, ma non sono legali). Tieni conto che tutte queste procedure giudiziarie sono esenti da spese. Per di più se il tuo reddito è al di sotto dei minimi previsti (circa € 10.000) è possibile l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
    Mi rendo conto, però, che chi dimostra tanta noncuranza nell’adempimento delle sue obbligazioni è spesso una persona che non teme le procedure esecutive, in quanto magari, sulla carta, non possiede nulla. In questi casi, purtroppo, si crea un vero e proprio vuoto concreto di tutela.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ecco, sulla sentenza di divorzio mi sembra di aver letto questo che hai scritto, che il padre si obbliga a pagare il 50%, senze specificare nè di cosa nè che va concordato.
    grazie mille per la risposta.

  • Silvia ha scritto:

    Claudia, ho dimenticato però di aggiungere che ci sono casi in cui nelle condizioni di separazione ci sono, proprio su questo argomento, vere e proprie formule-capestro, frutto di poca esperienza dei legali o di vera e propria manipolazione. Non è dunque infrequente trovare scritto che: “il padre si obbliga a corrispondere il 50% delle spese straordinarie” senza indicare quali e senza, soprattutto sottoporle al previo accordo. Così ci si trova obbligati a pagarle e basta.
    Normalmente, in questi casi, i giudici ritengono sempre da valutare le spese ricreative, ma il problema è che bisogna nuovamente rivolgersi al giudice in caso di controversia.
    Ho visto casi in cui il genitore non affidatario si accollava il 50% delle spese mediche, scolastiche, ricreatie e pure del vestiario, senza possibilità di sindacare quale vestiario! Ritrovandosi così con conti per vestitini firmati per i bambini…
    Insomma, una questione sulla quale prevenire è molto meglio che curare!

  • Silvia ha scritto:

    Claudia, il problema delle spese straordinarie è uno di quelli che generano maggiori controversie, per questo io consiglio sempre di essere più chiari possibile nelle condizioni di separazione.
    In genere si procede così:
    - spese mediche vere e proprie, sia improvvise che non: l’altra parte deve il suo 50% senza sindacare. Ovviamente può sindacare se una prestazione che poteva essere ottenuta col ticket viene effettuata in costosa clinica privata, o comunque può esprimere un parere sul professionista a cui ci si affida. Quanto meno è corretto avvisare l’altro genitore e, in caso di un pagamento scadenzato, come quello di un dentista, è bene farlo beneficiare della eventuale rateizzazione
    - spese scolastiche: quelle necessarie come iscrizione, mensa, libri scolastici, ecc. non sono sindacabili. Per dcidere di mandare un figlio ad una scuola privata, invece, non si può prescindere dal consenso dell’altro genitore, se no la si paga da soli.
    - spese ricreative (sport, gite, viaggi d’struzione): devono sempre essere “previamente concordate”, quindi l’altro genitore può sindacare non solo il dove e come, ma anche il se farle praticare.
    E’ ovvio che in casi di particolare conflitto, dove non ci si accorda neanche su cose importanti, normalmente discutere se è meglio la piscina o il calcetto è l’ultimo dei problemi. Così capita spesso che il genitore affidatario si fa carico da solo della spesa perchè l’altro sostiene sempre che non era d’accordo. Del resto non si può ricorrere al giudice per tutto!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    scusate, ho bisogno di approfittare di questo articolo per quanto riguarda le spese extra: è vero che spetta al genitore affidatario decidere autonomamente dove, quanto e come spendere per il figlio, e all’altro non resta che pagare il 50% senza poter controbattere nè tantomeno rifiutare? perchè va bene l’assegno e il mantenimento e tutto, ma le condizioni economiche possono variare sia in bene che in male e/o il genitore non affidatario potrebbe non condividere alcune scelte (magari il tipo di sport o la struttura, per dire).

  • Silvia (author) ha scritto:

    Serena, come ben sai (o hai ormai cancellato ogni traccia di memoria del tuo passato in Italia?!) qui è più che normale (non che accada sempre, ma non stupisce nessuno) che chi studia all’università lo faccia spesato di tutto punto dai genitori, senza neanche preoccuparsi di svolgere qualche lavoretto. Per di più è normalissimo che si resti a casa con i genitori almeno fino all’inizio della carriera lavorativa.
    Adesso, poi, che i contratti precari già è un miracolo se ci sono e diventano la norma, ecco che arrivare a 26/28 anni per considerarsi economicamente indipendenti è già un buon risultato!
    La giurisprudenza si adegua. Del resto se un genitore separato deve passare l’assegno ad un figlio più o meno fino a quell’età, il genitore con cui il figlio convive o i due genitori uniti, lo nutrono, lo vestono e lo spesano fino alla stessa età! Quindi che almeno il coniuge non convivente collabori!
    Poi ognuno lavorerà sull’indipendenza dei propri figli come crede e assistito dalla buona sorta che capita (o che merita, a seconda delle teorie!).

  • Serena ha scritto:

    Leggendo questo post mi vengono un sacco di domande. Forse anche un po’ OT. Mi sono sorpresa del fatto che l’assegno dovrebbe essere pagato fino ai 26/28 anni se il figlio non è indipendente economicamente. E per carità forse è giusto così. Però lasciatemi fare una considerazione un po’ provocatoria. In Svezia i ragazzi vanno a vivere da soli intorno ai 20 anni, e i genitori smettono di dargli dei soldi a quel punto. Ho conosciuto moltissimi ragazzi che si vergognavano a dover chiedere dei soldi ai genitori quando rimanevano senza prima della fine del mese. E allora mi viene una domanda: ma non è che noi i figli ce li coccoliamo un po’ troppo a lungo in Italia?