L’assegno di mantenimento per i figli
Le questioni economiche sono sempre le più controverse in una separazione e spesso la contribuzione al mantenimento dei figli è il nodo centrale di ogni controversia.
L’assegno periodico per il mantenimento della prole è la forma di contribuzione che si inserisce nella quasi totalità delle separazioni di coppie con figli. E’ manifestazione del principio generale per il quale i genitori devono educare, crescere e mantenere i figli, finchè non ne abbiano da soli le possibilità.
Non esiste certo un tariffario o dei criteri matematici certi per stabilire l’entità dell’assegno. La norma (art. 155 c.c.) recita: “salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito (come sarebbe dovuto anche in costanza di unione) il giudice stabilisce, ove necessario (ovvero sempre quando i figli sono affidati o collocati presso un genitore), la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:
- le attuali esigenze dei figli;
- il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza tra i genitori;
- i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
- le risorse economiche di entrambi i genitori;
- la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.
L’assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT, in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice”.
Anche oggi che la regola dovrebbe essere l’affidamento condiviso tra i coniugi, è esperienza comune che i figli restino comunque a vivere presso uno dei genitori, pur trascorrendo del tempo, anche rilevante con l’altro. Il genitore collocatario, quindi, riceverà il contributo dall’altro, ma nel determinarne l’entità si dovrà tenere conto anche dei tempi di permanenza presso il genitore non collocatario.
Ormai, infatti, capita spesso che i figli coabitino con la madre, ma, magari, per facilità di orari di lavoro, trascorrano molti pomeriggi o serate con il padre, che provvede ad accompagnamenti negli sport, cene ed esigenze quotidiane. In questo caso è innegabile che l’assegno posto a carico del padre debba tener conto di questo impegno di tempo e di denaro.
Così come devono essere valutati economicamente i compiti domestici e di cura dei figli, anche quando rientrano nel poco considerato “lavoro casalingo”. Un genitore che lavora part-time per avere del tempo per i figli, dovrà godere di un maggior contributo da parte dell’altro coniuge, dato che con il suo lavoro domestico realizza un risparmio e quindi un valore economico per entrambi (ad es. costo di una baby-sitter).
Nella maggior parte delle considizioni di separazione si inserisce la clausola secondo la quale il genitore onerato dell’assegno di mantenimento, parteciperà al 50% delle spese straordinarie relative ai figli, intendendo quelle mediche, scolastiche e ricreative, queste ultime se concordate.
Su questo argomento, però, si creano spesso discussioni e conflitti, soprattutto quando queste esigenze economiche cambiano ed aumentano con il crescere dei figli. Consiglio sempre di specificare quanto più possibile la natura di queste spese, per evitare problemi futuri: bisogna sempre ricordare che le condizioni di separazione o di divorzio devono durare per anni e devono continuare a “funzionare” anche con il mutare delle esigenze. Le spese scolastiche dovranno comprendere anche una retta di scuola privata o no? Dovranno comprendere il pullman che magari evita al genitore collocatario l’accompagnamento o no? Le spese ricreative comprenderanno gite d’istruzione o solo palestra e sport? Le spese mediche contempleranno solo quelle inevitabili o magari anche trattamenti utili ma non vitali (non sapete quanto si discute su eventuali psicoterapie per gli adolescenti o cure dietistiche)? Più si riesce ad essere lungimiranti, più si eviteranno discussioni in futuro.
Va ricordato, poi, che il genitore collocatario o affidatario ha diritto a percepire gli assegni familiari relativi ai figli, sia che gli deirivino dal suo rapporto di lvoro, sia che spettino all’altro coniuge. In questo caso il non collocatario dovrà versarne l’importo corrispondente al collocatario.
Il dovere di mantenere i figli, sia in corso di unione dei genitori, che dopo la separazione, non cessa con la loro maggiore età, ma deve protrarsi fino ad una loro ragionevole autonomia.
Anche questa è una di quelle questioni che creano conflitti: il genitore onerato dell’assegno di mantenimento, spesso, raggiunta una certa età del figlio, inizia a fare pressioni, a volte giustificate, a volte meno, per interrompere la contribuzione.
Si deve tenere conto, e ne tengono conto anche i Tribunali, che oggi una reale indipendenza economica si raggiunge molto tardi. Se poi i figli intraprendono studi universitari (si suppone con l’accordo dei genitori) aumentano gli oneri ed i tempi della contribuzione si allungano.
Realisticamente oggi per un ragazzo con un diploma superiore, si dovrà considerare accettabile proseguire la contribuzione fino ai 26/28 anni e qualche anno in più per un laureato. E’ evidente che qui contano più i fatti che le teorie.
Un figlio è indipendente economicamente anche se ha un contratto non a tempo indeterminato, ma non lo è se ha un semplice contratto trimestrale senza possibilità di rinnovo o se fa dei lavoretti saltuari nel corso degli studi. Un figlio ha diritto all’assegno se non è indipendente, ma è suo dovere tentare di rendersi indipendente se non prosegue gli studi: quindi 6/8 anni dopo il diploma, anche se non ha ottenuto un lavoro stabile, non potrà più pretendere il mantenimento.
Dopo la riforma del 2006 (L. n.54/2006) il mantenimento al figlio maggiorenne dovrebbe essere corrisposto di preferenza direttamente all’avente diritto. Prima di tale riforma la regola era quella contraria: doveva essere versato comunque al genitore con il quale conviveva. La reale applicazione della nuova norma stenta un po’ ad affermarsi: in realtà se il figlio diciottenne, come è normale, continua a vivere in casa con un genitore, che provvede in tutto alle sue esigenze quotidiane, non ha senso modificare il beneficiario del versamento.
Capita però che il genitore onerato dell’assegno, un po’ per qualche ripicca con l’altro, un po’ per “farsi bello” con il figlio, un po’ perchè magari davvero non condivide la gestione del denaro per i ragazzi, chieda di versare direttamente l’assegno al figlio maggiorenne. Il buon senso dovrebbe aiutare, come in ogni caso: se il ragazzo finirà con lo spendere inutilmente quei soldi che dovrebbero servire per provvedere alle sue esigenze, questa è una decision e fuori luogo e, ancora oggi, qualsiasi Tribunale la avverserà. Al contrario, se il figlio diciottenne andrà magari in un’altra città per l’università, questa modifica, sicuramente utile e sensata, verrà considerata con maggior attenzione.
Prova a leggere anche:
- Chi decide sui figli? Competenze dei Tribunali
- Quando non pagare il mantenimento è reato
- L’avvocato di gc risponde: Il mantenimento della figlia maggiorenne
- L’avvocato di gc risponde: Separazione e diritti ereditari
- I diritti dei figli



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Leggendo questo post mi vengono un sacco di domande. Forse anche un po’ OT. Mi sono sorpresa del fatto che l’assegno dovrebbe essere pagato fino ai 26/28 anni se il figlio non è indipendente economicamente. E per carità forse è giusto così. Però lasciatemi fare una considerazione un po’ provocatoria. In Svezia i ragazzi vanno a vivere da soli intorno ai 20 anni, e i genitori smettono di dargli dei soldi a quel punto. Ho conosciuto moltissimi ragazzi che si vergognavano a dover chiedere dei soldi ai genitori quando rimanevano senza prima della fine del mese. E allora mi viene una domanda: ma non è che noi i figli ce li coccoliamo un po’ troppo a lungo in Italia?
Serena, come ben sai (o hai ormai cancellato ogni traccia di memoria del tuo passato in Italia?!) qui è più che normale (non che accada sempre, ma non stupisce nessuno) che chi studia all’università lo faccia spesato di tutto punto dai genitori, senza neanche preoccuparsi di svolgere qualche lavoretto. Per di più è normalissimo che si resti a casa con i genitori almeno fino all’inizio della carriera lavorativa.
Adesso, poi, che i contratti precari già è un miracolo se ci sono e diventano la norma, ecco che arrivare a 26/28 anni per considerarsi economicamente indipendenti è già un buon risultato!
La giurisprudenza si adegua. Del resto se un genitore separato deve passare l’assegno ad un figlio più o meno fino a quell’età, il genitore con cui il figlio convive o i due genitori uniti, lo nutrono, lo vestono e lo spesano fino alla stessa età! Quindi che almeno il coniuge non convivente collabori!
Poi ognuno lavorerà sull’indipendenza dei propri figli come crede e assistito dalla buona sorta che capita (o che merita, a seconda delle teorie!).
scusate, ho bisogno di approfittare di questo articolo per quanto riguarda le spese extra: è vero che spetta al genitore affidatario decidere autonomamente dove, quanto e come spendere per il figlio, e all’altro non resta che pagare il 50% senza poter controbattere nè tantomeno rifiutare? perchè va bene l’assegno e il mantenimento e tutto, ma le condizioni economiche possono variare sia in bene che in male e/o il genitore non affidatario potrebbe non condividere alcune scelte (magari il tipo di sport o la struttura, per dire).
Claudia, il problema delle spese straordinarie è uno di quelli che generano maggiori controversie, per questo io consiglio sempre di essere più chiari possibile nelle condizioni di separazione.
In genere si procede così:
- spese mediche vere e proprie, sia improvvise che non: l’altra parte deve il suo 50% senza sindacare. Ovviamente può sindacare se una prestazione che poteva essere ottenuta col ticket viene effettuata in costosa clinica privata, o comunque può esprimere un parere sul professionista a cui ci si affida. Quanto meno è corretto avvisare l’altro genitore e, in caso di un pagamento scadenzato, come quello di un dentista, è bene farlo beneficiare della eventuale rateizzazione
- spese scolastiche: quelle necessarie come iscrizione, mensa, libri scolastici, ecc. non sono sindacabili. Per dcidere di mandare un figlio ad una scuola privata, invece, non si può prescindere dal consenso dell’altro genitore, se no la si paga da soli.
- spese ricreative (sport, gite, viaggi d’struzione): devono sempre essere “previamente concordate”, quindi l’altro genitore può sindacare non solo il dove e come, ma anche il se farle praticare.
E’ ovvio che in casi di particolare conflitto, dove non ci si accorda neanche su cose importanti, normalmente discutere se è meglio la piscina o il calcetto è l’ultimo dei problemi. Così capita spesso che il genitore affidatario si fa carico da solo della spesa perchè l’altro sostiene sempre che non era d’accordo. Del resto non si può ricorrere al giudice per tutto!
Claudia, ho dimenticato però di aggiungere che ci sono casi in cui nelle condizioni di separazione ci sono, proprio su questo argomento, vere e proprie formule-capestro, frutto di poca esperienza dei legali o di vera e propria manipolazione. Non è dunque infrequente trovare scritto che: “il padre si obbliga a corrispondere il 50% delle spese straordinarie” senza indicare quali e senza, soprattutto sottoporle al previo accordo. Così ci si trova obbligati a pagarle e basta.
Normalmente, in questi casi, i giudici ritengono sempre da valutare le spese ricreative, ma il problema è che bisogna nuovamente rivolgersi al giudice in caso di controversia.
Ho visto casi in cui il genitore non affidatario si accollava il 50% delle spese mediche, scolastiche, ricreatie e pure del vestiario, senza possibilità di sindacare quale vestiario! Ritrovandosi così con conti per vestitini firmati per i bambini…
Insomma, una questione sulla quale prevenire è molto meglio che curare!
ecco, sulla sentenza di divorzio mi sembra di aver letto questo che hai scritto, che il padre si obbliga a pagare il 50%, senze specificare nè di cosa nè che va concordato.
grazie mille per la risposta.
Ho ricevuto via email questo quesito, attinente all’argomento del post e rispondo qui perchè può essere di interesse per altri:
Sono divorziata con due figli di 8 e 14 anni. Il mio ex marito paga sempre in ritardo il mantenimento (ad esempio, il 19/11/2009 mi ha pagato il mantenimento di agosto). Dalla sentenza dovvrebbe pagarlo entro il 20 di ogni mese, ma lui fa’ quello che vuole. Oltre a questo e’ dal mese di maggio che non paga piu’ le spese extra e la somma ha gia’ superato i duemila euro. Nonostante tutti i miei solleciti a lui non interessa. Non posso permettermi un avvocato ma non so che fare…
Purtroppo i ritardi nei pagamenti sono un problema molto frequente e spesso non sono affatto episodici. In questi casi, quando i richiami verbali o scritti cadono nel vuoto, l’unico rimedio veramente efficace, se il genitore obbligato è lavoratore dipendente, è quello di proporre un ricorso per modifica delle condizioni di divorzio o separazione chiedendo che il giudice riconosca il pagamento diretto del mantenimento da parte del datore di lavoro, con prelievo mensile dallo stipendio. E’ possibile chiedere il pagamento da parte di qualsiasi terzo che debba corrispondere somme periodiche al genitore obbligato, quindi, per esempio, se è proprietario di un immobile affittato (ovviamente non in nero!), si può chiedere che sia l’inquilino a pagare parte del canone direttamente a chi deve percepire il mantenimento.
In caso di ritardi consistenti e ripetuti non c’è alcuna difficoltà ad ottenerlo.
Per quanto riguarda le spese straordinarie, l’unico modo è chiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo per agire poi esecutivamente: è necessario ovviamente avere tutti i giustificativi di spesa.
Certo, metodi extragiudiziari per costringere una persona a pagare, non ce ne sono (o meglio, ce ne sono, ma non sono legali). Tieni conto che tutte queste procedure giudiziarie sono esenti da spese. Per di più se il tuo reddito è al di sotto dei minimi previsti (circa € 10.000) è possibile l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
Mi rendo conto, però, che chi dimostra tanta noncuranza nell’adempimento delle sue obbligazioni è spesso una persona che non teme le procedure esecutive, in quanto magari, sulla carta, non possiede nulla. In questi casi, purtroppo, si crea un vero e proprio vuoto concreto di tutela.
Ancora un quesito ricevuto via email:
Mio fratello ha convissuto con una donna dalla quale ha avuto una figlia che ora ha 7 anni. Due anni fa si è sposato ed ha avuto una figlia. Con la madre della prima figlia ci sono sempre stati scontri. Lui ha sempre corrisposto un assegno di 250 euro al mese più la metà delle spese mediche sportive e sclastiche. L’assegno è stato deciso insieme con non poche difficoltà e liti, in base comunque alla situazione economica di lui, che ha anche un mutuo da pagare. Da quando è nata la seconda bimba la sua ex è diventata più esigente e pretende un assegno di 450 euro. Di recente si è recata da un avvocato e ha minacciato di portarlo davanti ad un tribunale se non viene accontentata. Sei mesi fa lui ha perso il lavoro e nonostante ciò ha sempre dato tutto, sia i 250 euro che le spese extra. La bambina sta con lui un fine settimana si e uno no. Cosa potrebbe decidere un giudice davanti ad una situazione del genere? Quello che lui da ora è sufficiente?
In teoria la nascita della seconda figlia potrebbe essere un motivo per ridurre il mantenimento, non per aumentarlo. E’ però costante giurisprudenza che la nascita di un altro figlio non possa essere motivo, di per sè, per ridurre il mantenimento. Ciò posto, davvero non potrà mai essere un motivo per aumentarlo!
Immagino che la ex compagna vorrà fondare la richiesta di un amntenimento maggiore su qualche rilevante variazione di reddito: ma tenuto conto che tuo fratello ha perso il posto da ben 6 mesi, non vedo proprio su cosa potrebbe fondare tale richiesta!
Diciamo che dovrebbe considerarsi molto fortunata se non è tuo fratello a chiedere una modifica del mantenimento in base al suo stato di disoccupazione.
In effetti non è un assegno molto alto, però, se era commisurato al reddito prima, figuriamoci se non lo è adesso che il reddito non c’è.
Quindi, il mio consiglio è di non cedere a tali atteggiamenti vagamente “minatori” e, se riterrà di proporre un ricorso al tribunale, che lo faccia!
Buongiorno,scusate se disturbo,sono rumena,legalmente in italia,sn divorziata,ho una figlia di11anni.da agosto 2008che i giudici dalla romania hanno fisssato l’assegno di mantenimento x mia figlia,il padre che lavora in regola in italia nn mi ha mai datto i soldi.io vi chiedo un aiuto,posso chiedere qui,in italia,che lui versi i soldi che aspetta di diritto a mia figlia?e se la risposta e si,qualcuno sa dirmi dove mi rivolgo?ah..io purtroppo ora nn lavoro,questo puo essere al suo favore?scusate se magari ho sbagliato scrivere,ma ancora sto imparando l’italiano.GRAZIE
@ livia: esiste un procedimento giudiziario chiamato “delibazione di sentenza straniera” con il quale si da valore in Italia ad una sentenza pronunciata da un giudice straniero, se risponde ai principi fondamentali del diritto italiano. Dopo questo riconoscimento si può eseguire la sentenza anche qui in Italia. Devi comunque rivolgerti ad un legale.
grazie Silvia,quindi tu mi consigli di rivolgermi a un avvocato qui in italia,proviamo,anche xke in romania li ha fissato il mantenimento di 30euro mensili,una vergogna,visto che lui prende il minimo di1600euro mansili.cmq grazieeeeeeeeeeeeeeee
buongiorno, sono separata dal 16 luglio2008, di comune accordo il mio ex marito dichiarò davanti al giudice che avrebbe versato una tantum come assegno di mantenimento per me e una quota mensile, per 13 mensilità per nostra figlia minore, notificammo il decreto alla ditta presso cui lavorava e la ditta per un mese verso quanto stabilito. venni a conoscenza che mio ex marito si era dimesso, confermato anche dalla ditta alla quale feci richiesta, da allora non è stato dato un solo centesimo ne per mia figlia ne per me. nonostante i ripetuti solleciti personali e tramite avvocato niente è cambiato. cosa posso fare? mi è stato consigliato di notificare l’atto al padre del mio ex in quanto pare, esista una legge che obblichi il parente più prossimo ad ottemperare agli obblichi di suo figlio…grazie la saluto
@ teresa, in effetti non è così automatico. Dovresti dimostrare l’assoluta impossibilità di eseguire coattivamente l’obbligo di mantenimento nei confronti di tuo marito, provando che non ha reddito, non ha beni ed è del tutto impossidente e quindi, con ricorso al Tribunale, citare direttamente tuo suocero perchè gli venga attribuito l’obbligo al mantenimento.
Le modifiche all’assegno di mantenimento devono basarsi solo su fatti successivi alla separazione/divorzio che abbiano cambiato la situazione di fatto. Se il marito chiede di diminuire l’assegno sostenendo di aver avuto un mutamento di condizioni economiche, la moglie potrà dedurre, con le prove necessarie, che anch’essa ha subito una diminuzione di reddito tale da rendere impossibile la riduzione dell’assegno.
Salve,non so se è la pagina adatta per questo quesito, mi chiamo Giorgia e sono una mamma di due bimbi, divorziata e con l’affido congiunto anche se i bimbi hanno la residenza e dimora presso la mia abitazione. La mia domanda e’ la seguente: Ho trovato diverse informazione vaghe riguardante gli assegni familiari inps ma vorrei la certezza di non commettere passi falsi. Io e il mio ex marito ormai non abbiamo piu’ “buoni rapporti” e lui non vuole firmare la rinuncia per gli assegni. versa ( dopo miei notevoli sforzi, sono riuscita ad avere la corresponsione diretta del mantenimento figli) 500 euro per i piccoli, e convive da un anno con una donna che lavora. Ho letto che nel nostro caso, non essendoci nessun accordo scritto sulle carte del divrzio, che gli assegni possono essere chiesti da un solo genitore e che saranno gli stessi a decidere chi, ma in mancanza di tale accordo l’autorizzazione alla percezione della prestazione familiare verrà accordata al genitore con il quale i figli risultino conviventi in base a quanto previsto dall’art. 9 della legge n 903/1977. Devo necessariamente rivolgermi al giudice oppure posso inserire tale legge sulla domanda per gli assegni? Il mio ex marito è facile alle denuncie (per ripicche) Io come dipendente non arrivo ai 1000 euro di stipendio. grazie per l’attenzione
Giorgia, puoi senz’altro chiedere gli assegni, dato che il tuo ex marito li sta percependo illegittimamente: attualmente, percependoli, dovrebbe versare a te l’importo corrispondente.
Puoi tranquillamente fare domanda citando la norma. Non sei passibile di alcuna denuncia o rivalsa.
Buongiorno, sono un papà divorziato da molti anni, mia figlia l’anno scorso ha compiuto i 18 anni, da qualche tempo i rapporti con la mia ex moglie sono peggiorati nonostante sia sempre stato puntuale nei pagamenti di tutte le tipologie di spese, questa volta mi vedo recapitare una richiesta per un viaggio di istruzione di 500 euro.
premetto che negli anni passati ho pagato anche questo tipo di spesa, ma adesso mi viene il dubbio se sono obbligato o se è mia la scelta di corrispondere il 50%, nella sentenza di divorzio a riguardo la voce dice…
“”che il padre contribuisca a fronte della loro documentazione e fino alla concorrenza della metà, alle spese scolastiche, mediche specialistiche non mutuabili e dentistiche”"
come devo comportarmi?
Grazie
Giovanni
Giovanni, in effetti non hai un obbligo in tal senso. Per le spese mediche e scolastiche si considera, per giurisprudenza costante, che vadano divise al 50% anche se non è specificato nella separazione (sono considerate necessarie). Per le spese ricreative o d’istruzione in senso più ampio (come i viaggi) non c’è dovere di contribuzione se non specificato nelle condizioni di separazione.
A tutto voler concedere che quato viaggio sia stato d’istruzione e, quindi, a volerlo pure far rientrare tra le spese scolastiche (ma attenzione, è una forzatura!) la spesa doveva essere prima concordata. Quindi doveva esserti comunicata l’intenzione di fare il viaggio, i costi, i tempi, ecc. ecc., in modo che potessi esprimere il tuo consenso o meno.
certo, tutte donne specialmente claudiacp:
ecco, sulla sentenza di divorzio mi sembra di aver letto questo che hai scritto, che il padre si obbliga a pagare il 50%, senze specificare nè di cosa nè che va concordato.
grazie mille per la risposta.
Sicuramente si deve divorziare e gia’ prepara cosa far scrivere
sulla sentenza , pover’ uomo_
Io questa la manderei in SIBERIA a spaccare la legna tutto il giorno fino a che le dita delle sue mani si rompono dal ghiaccio_
Cara claudiacp, spero tanto che non ti sara’ permesso di fare alcuna cosa di cui sai_
Camillo, a parte il fatto che questo è il post con maggior numero di commenti da parte di uomini, credo proprio che dovresti rileggere meglio la sequenza di domande e risposte, così potresti accorgerti che la mia risposta a cui ti riferisci era proprio tesa alla tutela del coniuge onerato del mantenimento.
Credo, poi, che nella meravigliosa ed incontaminata regione della Siberia ci sia gente che fa anche altro che non sia spaccare legna tutto il giorno.
Comunque spero che, se come traspare dal tuo commento esiste un rapporto diretto con claudia cipi, vorrai risolverlo in sedi più opportune di questa.
Camillo
non so chi tu sia nè me ne importa più di tanto.
Giudicare è sempre brutto e se è vero che a pensar male di solito ci si prende, questa volta ti è andata male.
Sono divorziata, ma in ottimi rapporti con il mio ex-marito, e non percepisco alcun mantenimento nè mai l’ho chiesto, nonostante qualche difficoltà economica che ho avuto. E mi reputo persona onesta e ne vado fiera.
Le mie domande derivano da una situazione ben diversa da quella che tu immagini: il mio compagno, nonchè padre di mio figlio, nonchè uomo che vorrei sposare appena possibile, è costretto mensilmente a versare questo fantomatico 50% delle spese extra che la sua ex-moglie sostiene per la figlia, ma sinceramente le sue spese extra per me sono assurde e sicuramente molte sono evitabili e mi sono sempre chiesta se davvero dovessimo pagare il corso di pallavolo o di ballo senza nemmeno poter esprimere un parere. e se la volesse mandare a cavallo? E’ uno sport che potrebbe essere pericoloso, e sicuramente ben più oneroso di altre attività sportive, e noi non potremmo permettercelo, nemmeno se paghiamo solo la metà: possibile che nemmeno in quel caso si possa discurete e trovare un accordo? Che le decisioni spettino solo a lei e mio marito debba solo stare zitto e pagare? La figlia è anche sua, caspita, avrà pur diritto di dire qualcosa! E se una spesa non si può affrontare perchè è troppo alta, deve avere il diritto quanto meno di contestarla. Perchè sinceramente, alla fine di tutto, per come stanno le cose ora mio figlio è davvero penalizzato, dal punto di vista economico e con tutto quel che ne consegue.
Alla luce di questo, Camillo, in Siberia vacci tu, che magari col freddo sbollisci la rabbia che hai dentro e ti si chiariscono le idee. Se hai incontrato una persona perfida, non significa che anche tutte le altre lo siano.
E per fortuna che ricevo i commenti a questo post per e-mail, altrimenti non avrei nemmeno mai saputo che un perfetto sconosciuto mi staa insultando gratuitamente dopo avermi giudicata male.
Claudia.
PS: Silvia scusa se ho usato questo tuo spazio, ma non sopporto di essere giudicata male quando non me lo merito, e visto che lui si è permesso di farlo pubblicamente, pubblicamente ho dovuto rispondere.
Claudia-cipi, ti ringrazio, piuttosto, per questa tua civilissima replica. Ho preferito rispondere a Camillo, piuttosto che rimuovere il suo commento (che ritenevo offensivo nei tuoi confronti) per spiegare, a lui e a chiunque altro decidesse di usare questo spazio per polemiche sterili e mal poste, che abbiamo argomenti validi per sostenere quello che scriviamo.
buongiorno, avrei bisogno di un consiglio con urgenza,
assisto disarmato ad una situazione scorcentante a dir poco, la mia attuale compagna ha due figli con due uomini diversi l’ultimo dopo una convivenza precedente e nato il secondo figlio ora ha 2 anni, e da qui la disperazione, questa donna lavora parecchie ore per poter campare al meglio, ovviamente con l’aiuto di una baby sitter nonna e sorelle, il padre vede questo figlio due volte la settimana dalle 6.30 alle 20.30 e a wekend alterni dal sabato mattina alla domenica sera dopo cena, a parte le continue denunce infamanti e prive di ogni buon senso nei confronti della mamma, quest’uomo non è mai disponibile ad accudire in altri orari il figlio pretendendo di sapere dov’è il figlio insultando la madre e denunciando la cosa come se fosse un’abbandono del figlio pur sapendo del lavoro che svolge la mamma che lavora in un centro commerciale dove gli orari difficili e fino a sera tardi creano notevoli difficoltà. la baby sitter viene pagata sempre puntuale con difficolta ogni fine mese dalla mamma. il padre fino ad ora consegnava l’assegno di mantenimento (saltando 2 mensilità al momento)spesso fuori tempo causando scoperti di conto corrente quindi interessi da pagare, adesso dopo un ennesimo scontro e denucia decide che se la madre vuole i soldi si deve recare lei o delegando qualcuno a casa sua del padre abitando a 10 km di distanza..vivo la disperazione quotidiana di questa donna esausta sfinita da questo comportamento del ex compagno in 1000 atteggiamenti negativi…purtoppo ancora non c’è un accordo con degli avvocati ma solo un accordo deciso dall’ex compagno e accettato per il quieto viveredalla mamma, a oggi la mamma e seguita da un avvocato d’ufficio ma l’ultima volta che si è sentito è stato agosto 2009 ma scosa si può fare??
sono preoccupatissimo dello stato mentale della mamma sull’orlo di una crisi nervosa…
grazie
Silvia,
grazie per il tuo bell’articolo. Ho letto con interesse anche i post degli altri lettori.
Il mio problema per ora è molto semplice. Ma sto cercando informazioni e consigli per poterlo affrontare al meglio, visto che purtroppo queste sono questioni costose. Il mio fidanzato è divorziato con un bambino (non separato, divorziato), al quale contribuisce mensilmente alle spese secondo sentenza del tribunale ordinario. Fortunatamente la madre è una donna di buon senso e molto dignitosa. Il problema risiede nel fatto che il mio fidanzato ha poi avuto un figlio con un’altra donna, che non ha sposato, e con la quale non convive più. Tale ex-compagna fino ad oggi ha accettato un accordo privato sia in termini di tempo che il bimbo trascorre con il padre, sia in termini economici. Ma ultimamente sta alzando il tiro, e io e il mio fidanzato siamo molto preoccupati perchè non sappiamo come muoverci. A chi dovremmo rivolgerci? So che anche qui il modo per mettere a posto le cose è rivolgersi al tribunale civile (quello di competenza sarebbe quello dove risiede il bimbo con la ex compagna?), ma vorremmo anticipare questa donna. Dobbiamo rivolgerci ad un avvocato? O ad un consulente? E che tipologia? Inoltre, verrebbe messa in discussione la cifra che passa al primo figlio?
Premetto che il mio fidanzato percepisce un discreto stipendio ma paga un affitto oltre a mantenere due bambini di due nuclei familiari diversi. Nessuna delle due ex donne convive o si è risposata.
Grazie per qualunque consiglio.
Anna, capisco che la situazione sia piuttosto onerosa per il tuo fidanzato.
Se la ex-compagna “alza il tiro” oltre al sostenibile, non è davvero il caso di tollerare.
Il mantenimento al primo figlio non può diminuirlo un giudice adito per decidere del mantenimento del secondo. Solo il padre potrebbe chiedere una modifica delle condizioni di divorzio per diminuire il mantenimento, ma ormai c’è una giurisprudenza piuttosto consolidata contraria alla riduzione del mantenimento per sopravvenienza di un altro figlio.
Sul secondo figlio decide il Tribunale ordinario solo se si discute esclusivamente di mantenimento e condizioni economiche. Se si discute anche di affidamento e modalità di visita l’intera competenza (anche per il mantenimento) si sposta al Tribunale per i minorenni.
Se la richiesta della ex-compagna è eccessiva, che la rifiuti semplicemente e, possibilmente, per scritto, motivando il rifiuto (richiesta eccessiva rispetto al reddito e agli altri impegni economici, come affitto e mantenimento del primo figlio). Questo potrà essergli utile per produrlo in tribunale se ci si arrivasse.
Proponesse una cifra che ritiene congrua, se viene chiesto di più, può rivolgersi lui per primo al tribunale.
Grazie per la risposta Silvia.
Ho capito, quindi il mantenimento del primo figlio non viene toccato (e ti dirò, mi fa piacere perchè è un ragazzino che merita, e sta entrando nell’età in cui le esigenze giustamente crescono) in sede di decisione per il secondo, che è un bambino piccolo, con scarsi bisogni e un nucleo familiare d’origine numeroso. L’affidamento non è in discussione, il problema è in termini di week end, vacanze ed ovviamente economici. Ma ti dirò, un grosso problema è il tempo libero, il mio fidanzato ne ha poco e deve dividerlo con figli distanti d’età, con esigenze diversissime. E anche con me. Mi pare di capire che l’unica soluzione sia quella di entrare in conflitto con la ex compagna, perchè purtroppo è completamente irragionevole. Cercheremo di capire come muoverci presso il tribunale ordinario, e capire soprattutto se è più conveniente una sentenza o portare avanti l’accordo privato in essere, che per quanto precario, lascia ancora un poco di spazio alla mia relazione con lui (premetto che la convivenza non è nei nostri piani, quindi i weekend sono fattore cruciale). Il lavoro del mio fidanzato lo impegna almeno 9 ore al giorno, e 90 minuti d’auto fra andata e ritorno. Inoltre il suo piano ferie prevede massimo 2 settimane estive e una a Natale. Questo è il problema. La sua ex compagna vuole weekend alterni dal venerdì sera alla domenica sera dopo cena, una settimana di vacanze estive e presenza durante le feste comandate, oltre a disponibilità piena a cambiare turni e vicende quando lei ha problemi vari. Pretende inoltre il pagamento per intero di spese mediche, scolastiche e ricreative, oltre al bonifico mensile. Bellissimo, ma il bimbo ha appena 3 anni! E percepisce tra una cosa e l’altra appena un 100 euro in meno dell’altro, che ne ha 14, la cui madre lavora part-time. E va a scuola il sabato. I 2 bambini abitano a 70km di distanza. Speriamo in bene. Cmq un piccolo appello a tutte le donne: gli uomini saranno anche fessi, ma non tentate di incastrarli mettendo al mondo bimbi non cercati. Sarete infelici tutti quanti.
Certo la vita del tuo fidanzato è un puzzle…
Già se il problema si pone in termini di permanenza con il padre nei w.e. e nelle vacanze, la competenza si sposta al tribunale per i minorenni. Ma comunque non è una gran differenza.
Un vecchio e noto adagio forense recita: ” una buona transazione è sempre meglio di qualsiasi vittoria”, quindi se riuscisse ancora ad arrivare ad un accordo con la ex è sempre meglio.
Per quanto riguarda la permanenza col padre a w.e. alterni e una settimana estiva, certo, è considerato il “minimo sindacale”… quindi meglio accettare e via. Per il mantenimento perchè dovrebbe pagare per intero spese scolastiche/mediche/ricreative? A meno che lui non abbia un reddito MOLTO, ma molto superiore a quello della ex, non mi sembra ci sia motivo di cedere. Se il 50% a testa appare non congruo, si può fare 40 e 60, ma addirittura il 100% al padre… E poi consiglia sempre di formalizzare per iscritto che le spese scolastiche e ricreative (no quelle mediche) devono essere preliminarmente CONCORDATE e quelle mediche non urgenti concordate in merito alla scelta del medico o della struttura.
Mh, è il mio timore. vediamo se si riesce a fare un accordo scritto. No, il padre guadagna bene, ma un terzo dello stipendio va nel mantenimento. Poi ha spese extra, che paga per intero con la storia che lui guadagna di più, al bimbo piccolo e al 70% al ragazzino. Poi affitto, spese trasporto etc. Senza sfizi particolari, diciamo che il netto godibile per il suo sostegno alimentare e ricreativo si aggira attorno alla cifra di uno stagista. Questo perchè la ex compagna è un’impiegatina, quindi sulla carta, pur avendo casa di proprietà e vivendo con i genitori accanto, sai com’è.
vediamo cosa riusciamo a concordare. Lei ovviamente per ora cerca di “fare i dispetti”, ma finchè i soldi le arrivano, sta abbastanza buona. Ma è inaffidabile.
E sì, la vita del mio fidanzato è un puzzle. Per non dire altro. Cmq alla fine, sto cercando di capire io come fare perchè non ha tempo nemmeno per questo, tranne nei we che passa con me
Senza contare il problema del ragazzino grande, che adesso avrebbe bisogno molto di suo padre, e deve dividerlo con un bimbo di 3 anni e la cosa lo fa soffrire e lo capisco. Grazie di tutto Silvia!
Buongiorno,vorrei chiedere se è possibile ridur9re l’assegno di mantenimento per mio figlio.Mi sono separato 8 anni fa ed allora mia moglie era disoccupata.Quando decisi di separarmi ero un pò disorientato e mi sentivo anche in colpa e quindi accettai di mettere un solo avvocato per tutti e due(che tra l’altro scelse lei)e di firmare le condizioni che loro avevano stabilito.Praticamente oggi io verso 520 euro al mese per un solo figlio ed il mio stipendio è di circa 1830 euro.Pago un affitto di 480 euro ed ho una compagna che attualmente è pure disoccupata.Avremmo intenzione di avere un figlio ma facciamo davvero fatica ad arrivare a fine mese e addirittura a mangiare.Volevo quindi chiedere se è possibile chiedere di ridurre l’assegno di mantenimento considerando che a differenza di allora lei ora lavora a tempo indeterminato,ha una casa sua e non paga affitto,percepisce(a detta sua)1000 euro al mese di stipendio più i 520 euro miei e più il 50% delle spese straordinarie.Tutti quelli che sento e che si sono separati so che versano alla moglie circa 250 euro per un figlio solo.E’ giusto che io continui a faticare ad arrivare a fine mese e lei invece possa permettersi di farsi i viaggetti all’estero cosa che fa tutti gli anni?Io le vacanze non posso permettermele.Grazie
Massimo, per la modifica delle condizioni di separazione è necessario un cambiamento nello stato dei fatti dal momento della separazione a quando si chiede la modifica.
Il fatto che allora tua moglie fosse disoccupata ed ora ha un lavoro stabile è un motivo più che valido e dovrebbe essere il punto centrale della tua richiesta, oltre a dimostrare che sei in difficoltà economica con queste condizioni.
Buongiorno,
sono divorziato da ben 15 anni e risposato in seconde nozze da 12. Ho in tutto 4 figli: 2 con la prima moglie e 2 con la seconda.
Ho sempre versato il mantenimento puntuale come un orologio per tutti questi anni e le spese straordinarie senza batter ciglio anche se con difficoltà.
Quando la mia primogenita ha trovato lavoro e si è resa autonoma economicamente, mi sono rivolto al giudice – affrontando ingenti spese legali per una semplice riduzione del mantenimento – e sono riuscito ad abbassare la rata mensile per il secondogenito. Il giudice, in questa occasione, non ha scritto nulla a riguardo delle spese straordinarie, nè che era tutto compreso nè che dovevo corrispenderle al 50%, nè quale tipo di spesa.
Ora la mia 1° moglie incalza con cifre paurose per spese extra: dentista, occhiali, scolastiche, calzature da 200,00 € al paio, ricariche telefoniche, la metà del motorino e della relativa assicurazione e via dicendo. Io ho altri due figli piccoli a cui badare e con la crisi sono anche in cassa integrazione, ma la mia ex-moglie non ne vuole sapere. Sono a chiedere se devo corrispondere tutte queste spese anche se sulla variazione del mantenimento non c’è scritto nulla di esplicito? Ci sono spese prioritarie e non? A ottobre diventa maggiorenne e sicuramente vorrà la macchina. Dovrò corrispendere per la metà senza obiettare?? Io mi sacrifico e i miei due bambini piccoli si accontentano di scarpe da 10 euro e devo pagarne 200,00 per quello grande? Com’è possibile tutto ciò?
Grazie per chi mi volesse rispondere e ragguagliare.
saluti.
Vinicio, in assenza di una pattuizione esplicita si considerano sempre da dividere al 50% le spese mediche, ma, come ho già detto in altri commenti, puoi chiedere di essere consultato in merito a quale medico o a quale struttura rivolgersi (per esempio puoi pretendere che, in caso di visite o esami non urgenti ci si rivolga al SSN).
Per le altre spese in assenza di previsione esplicita possono considerarsi dovute giusto quelle scolastiche per la scuola pubblica (se non avete concordato la frequantazione di una scuola privata).
Tutto il resto mi sembra assurdo pretenderlo: ricariche telefoniche??? scarpe da € 200??? L’abbigliamento è compreso nel mantenimento, le scarpe da € 200, poi sono autentico lusso. Sul motorino e sulla macchina devi essere consultato e puoi legittimamente dire: non me lo posso permettere (vista poi la cassa integrazione!).
Ritieniti obbligato a pagare metà del dentista e degli occhiali, ma ricordati che puoi scegliere anche tu quale dentista, quale oculista e quale ottico!
Salve,
vorrei cortesemente sapere se le spese scolastiche (mio figlio frequenta scuola pubblica) quelle d’iscrizione degli anni successivi sono da considerarsi spese straordinarie e lo stesso per i testi scolastic di tutti gli anni.
Delle gite cosa mi dice?
Grazie mille per l’attenzione che sempre ci rivolgete.
Cordialità
Salve.
Vorrei cortesemente sapere se le spese scolastiche (mio figlio frequenta la scuola pubblica) quelle d’iscrizione agli anni successivi sono da considerarsi spese straordinarie? E l’acquisto dei testi scolastici che ci sono sempre ogni anno sono anch’essi straordinarie?
Grazie mille.
Sì, Viniziano: libri, iscrizione e gite sono considerate spese extra. Ovviamente sulle gite si può anche dire “non me lo posso permettere”, ma normalmente è accettabile per una vera e propria vacanza-studio, che va concordata prima. Nelle scuole pubbliche le somme richieste per le gite sono normalmente modeste, quindi potrebbero anche non essere considerate tra le spese da concordare preliminarmente. E’ comunque tuo diritto venir avvisato della necessità di affrontare la spesa per tempo.
ciao mi chiamo davide sono un ragazzo di 22 anni e da un po di tempo a questa parte i rapporti in casa con i miei genitori non sono tra i migliori specialmente con mio padre, si parla e si litiga spesso di soldi, sto facendo una scuola di oss ( operatore socio-sanitario) e piu avanti vorrei puntare all’infermiere professionale, non ho un’ autonomia economica facendo spesso tirocigno e scuola mentre i miei genitori lavorano entrambi. Vorrei andare via da qui, anche mio padre mi urla sempre quando me ne vado fuori dai c…… se me ne vado sono obbligati a mantenermi giusto? di quanto? ma come funziona? dove vado? come faccio e a chi mi rivolgo? la scuola la sto ancora pagando e costa 2.500 euro.
Spero che qualcuno possa aiutarmi.
attendo vostre risposte grazie
cordiali saluti
davide
Buongiorno,
sono papà di un bambino di quasi 3 anni.
Dopo un tentativo di convivenza di circa due anni a casa mia, durante i quali lei era in congedo parentale prima ed aspettativa dopo, da qualche mese la mamma è andata a vivere a circa 80 km di distanza da me dove ha il lavoro. Non siamo mai stati sposati.
Lei lavora a part-time con uno stipendio di 1700 euro netti per 14 mensilità (credo più premio produzione).
Paga un affitto, ma dato che riceve lo stesso importo dall’affitto di una casa di proprietà, più o meno è come se vivesse in un casa di proprietà.
Io vivo in una casa di proprietà e purtroppo al momento percepisco solo l’indennità di disoccupazione (fino a giugno, insegnante precario falciato dalla riforma Gelmini).
Pur avendo attivamente cercato lavoro, per ora non sono riuscito a trovare nulla; trovare lavoro a 50+ anni di questi tempi è un’impresa molto difficile, ma non demordo.
Fortunatamente ho dei risparmi consistenti che mi consentono di non farmi prendere dall’ansia.
Io tengo mio figlio un fine settimana ogni due (venerdì pom – lunedì pom = 3 giorni) ed altri due giorni lo vado a prendere all’uscita dal nido fino a metterlo a letto la sera dopo cena (fortunatamente per ora i rapporti con la mamma non sono molto conflittuali e consentono questa possibilità).
Vorrei poterlo vedere di più, ma data la distanza e la giovanissima età del bimbo non vedo come si potrebbe fare (se non trasferendomi nelle loro vicinanze).
Alla luce di quanto detto, valuterei quindi il mio contributo alla cura del bimbo in 4 giorni ogni 14 ossia il 25-30%.
Trovo quindi giusto versare alla mamma un assegno che compensi lo squilibrio di costi.
Un primo accordo fra di noi prevedeva a questo riguardo un assegno mensile di 200 euro.
Lei però, dopo solo qualche settimana dall’accordo, ci ha ripensato ed ha detto che non è soddisfatta e che vorrebbe che fosse un avvocato a determinare la soma, anche senza andare in giudizio.
Ha anche proposto una sua amica avvocato come mediatrice, la quale ha affermato che “anche un papà senza reddito deve contribuire con almeno 300-350 euro al mese, è il minimo che qualsiasi tribunale attribuisce”.
A me francamente sembra un po’ strano, in quanto ciò violerebbe sia la proporzionalità ai redditi sia il rapporto con il tenore di vita in regime di convivenza (in tre vivevamo con circa 1000-1100 euro al mese tutto compreso).
Possibile che non vi siano criteri di calcolo obiettivi per determinare l’importo dell’assegno (al di là delle indicazioni qualitative date dall’articolo 155 c.c.) in funzione delle (molte) variabili in gioco?
Da un po’ di ricerche in rete mi sembra che l’importo venga stimato in modo molto grossolano e soprattutto con un notevole grado di arbitrarietà e quindi temo che mi si imponga di pagare una cifra che non tiene conto nè della mia condizione di difficoltà sul piano lavorativo né della parte di cura di cui anch’io mi faccio carico, sia in termini di tempo che materiali (dopo tutto ho anch’io una stanza dedicata al bimbo, il seggiolino sulla macchina, i pannolini, il disagio e la spesa di andare avanti ed indietro ecc ecc)
Senza contare la sofferenza dovuta alla distanza da mio figlio.
Qualcuno ha dei suggerimenti in proposito?
Grazie dell’ascolto
volevo chiedere se ad agosto avendo io il bambino in affidamento 15 gg. sono obbligato a VERSARE l’assegno di mantenimento per intero o ne devo pagare solo la metà? grazie per la risposta,cordiali saluti.
Si, se non è stabilito diversamente su accordo dei coniugi, il mantenimento è pagato mensilmente per 12 mesi, a prescindere dai periodi di permanenza presso l’altro genitore. Si considera, infatti, un rateo mensile di una somma annua stabilita, già di per sè, sul presupposto che ci saranno dei periodi trascorsi presso l’altro genitore.
Ovviamente, se si verificano casi straordinari per i quali i figli rimangono più del previsto (in modo significativo, non pochi giorni) con il genitore non collocatario, allora si può promuovere un accordo con l’altro genitore per una riduzione.
Ricordo di avere letto (purtroppo non ricordo la fonte) che l’assegno debba essere sempre versato interamente, anche nei periodi di vacanza.
L’ipotesi infatti è che, dopo avere definito SU BASE ANNUA quanti giorni (vacanze incluse) il bambino trascorre con ciascun genitore, si determina l’importo per equilibrare l’impegno economico (e di cura) fra i due. L’importo così ottenuto viene poi suddiviso in 12 rate mensili, che perciò tengono già conto dei periodi di vacanza con uno o con l’altro genitore e vanno quindi versate interamente.
Tutto questo purtroppo è spesso solo teoria, in quanto si sa che la determinazione di questo importo non solo segue criteri molto approssimativi e soggettivi, ma soprattutto risente ancora, a quattro anni dall’entrata in vigore della legge sull’affido condiviso, di una concezione di “mantenimento” legata al vecchio concetto di affido esclusivo.
L’assegno, nello spirito della legge sull’affido condiviso, dovrebbe invece essere CALCOLATO unicamente per compensare lo squilibrio dei carichi economici (e di cura) fra i due genitori, i quali dovrebbero essere considerati su un piano di parità. (Se uno dei due genitori diventa “prevalente”, l’altro non può che diventare automaticamente “soccombente” (oltre che pagante))
Paolo, concordo in pieno con la tua analisi e ti confermo, come ho scritto sopra, che l’assegno è considerato su base annua diviso in 12 rate. Nella pratica, però, di massima, un genitore collocatario prevalente c’è sempre.
Mi si è presentato di recente un nuovo dubbio: se il padre che deve il mantenimento subisce la cassaintegrazione per qualche mese, e il datore di lavoro non anticipa niente quindi in definitiva i soldi non entrano, è comunque obbligato a pagare l’assegno a scedenza e per il totale dell’importo? immagino di sì, ma vorrei avere conferma da te. (e magari una spiegazione dai giudici su dove posso trovare i soldi per mangiare, se devo versare quelli che non ho ad un’altra persona che invece ne ha anche per spese meno “necessarie”).
Claudia, in realtà si suppone che un reddito costante possa sopportare con dei presunti risparmi la mancanza dello stipendio per “qualche mese”. Questo tipo di giurisprudenza si è formata in anni in cui forse questo era anche vero. Oggi, molte di queste tendenze giurisprudenziali andrebbero riviste alla luce di condizioni economiche generalmente peggiori.
C’è poi da dire che, se non sono previsti nelle condizioni di separazione/divorzio, non esistono automatismi: ogni volta che il reddito cambia in modo significativo bisognerebbe ricorrere al tribunale per modificare le condizioni. Questo scoraggia la maggor parte delle persone che avrebbero bisogno di ricorrere alla modifica, per i tempi (sebbene si tratti di procedimenti presidenziali, risolvibili anche in un’unica udienza) e per i costi (è necessario il patroocinio di un legale). E provoca anche un gran numero di inadempimenti: non posso permettermi di pagare ma neanche posso permettermi di fare un ricorso per non pagare.
Questo è senz’altro un punto in cui il sistema fallisce. Chissà che i nuovi sistemi di conciliazione extragiudiziale non riescano ad essere efficaci in questo campo, ma ancora dobbiamo vederli realmente all’opera.
Grazie Silvia.
Quindi allo stato attuale devo solo sperare che la madre della bambina comprenda la situazione ed accetti un pagamento dilazionato degli assegni di questi mesi, che ovviamente salderemo appena possibile?
Certo che anche avendo i soldi non sarebbe comunque valsa la pena di pagare le spese legali per un’udienza, tanto più che la situazione è provvisoria e per il tempo dell’udienza sarebbe comunque diverso.
Salve,volevo un consiglio,gentilmente se qualcuno mi puo aiutare,ho fatto la domanda in tribunale,alla cancelleria volontaria x il mancato pagamento da parte di mio ex marito del assegno di mantenimento,so tra l’altro che lui ha gia ricevuto da tre settimane una lettera per presentarsi al tribunale,ma io ancora non ho ricevuto nessuna risposta,qualcuno sa dirmi come mi devo comportare,se devo ritornare al tribunale x chiedere gli informazioni sulla pratica e sapete i tempi di attesa sono lunghi?gia x me sembra molto lungo,visto che da due anni che aspetto almeno una mensilita da parte di mio ex marito x sua figlia,che per me non ho mai chiesto niente?!!!!!!!!!!! grazie in anticipo,e ragazze siete fantastiche,grazie di esistere!
Salve, volevo un consiglio, mi sto separando consensualmentte con mia moglie, abbiamo una figlia di quasi 18 anni, mia moglie percepisce uno stipendio di circa 600 euro mensili part time.Ci siamo rivolti ad un avvocato, cosa che io ritenevo non necessaria, ed e stato stabilito che devo versare 450 euro a mia figlia e 250 per mia moglie. Io sono statale e percepisco circa 1800 euro al mese. Secondo te è giusta la cifra?
La casa e stata affidta a lei ed è di nostra proprietà.
Grazie.
Ho un contratto a progetto,a tempo determinato rinnovabile ogni tre anni qualcuno sa’ dirmi di quanto sara’ la cifra dell’assegno familiare visto che tra un po’ saro’ padre
vi ringrazio ciaooo
@ Livia: non capisco quale procedura hai attivato. In questi casi si procede notificando in forma esecutiva il verbale di separazione con il precetto e poi si procede all’esecuzione. E’ una procedura totalmente ad impulso di parte e deve essere seguita da un avvocato.
@ Franco Perrone: non è una cifra bassa, ma vista la sproporzione di reddito più o meno ci siamo. Puoi provare a giocare un po’ al ribasso, sul presupposto che dovrai ssostenere un canone di locazione.
@ Giuseppe: non ne ho idea.
Qualcuno sa rispondermi per favore?
Mio figlio(20)è andato ad abitare da padre.
Vorrei sapere, visto che il giudice aveva stabilito un assegno comprensivo per i due figli.
il giudice tine conto che la madre, cioè io, continua a doversi sobbarcare tutte le spese generali di gestione domestica?
quali sono i criteri generalmente per l’assegnazione del nuovo contributo, sempre che il figlio non cambi ancora idea?
grazie in anticipo
mgs
salve,
avevo una compagna con il quale abbiamo concepito una principessa,
da quando lei a 2 anni io e la mia ex ci siamo lasciati!
io ho sempre pagato il mantenimento della figlia ma dopo 3 anni mi sono deciso di comprare casa ed ho informato la mia ex che per altro stavamo e stiamo in buoni rapporti!comprando casa all’improvviso (un affare capitato per caso)ho dovuto fare un mutuo e pagarmi anche l’affitto(per i 6 mesi di preavviso)per i primi 3 mesi non ho più potuto pagare il mantenimento(ero a secco)e lei trovando un convivente bast…. decide(non di testa sua) di querelarmi!
dicendo che non avevo mai pagato niente!io ho sempre pagato in contanti e solo quei 3 mesi non ho pagato!poi la principessa sta 3 giorni a settimana da me 2 dai nonni e 2 da lei!sono trascorsi 2 anni e lei si è lasciata ed ha rimesso la querela!abbiamo un affidamento congiunto con il la dimara a casa della madre il tribunale dei minori ha deciso cosi!ed anche 200euro al mese!tutto bene!ma il processo va avanti anche se lei a rimesso la querela!!!perchè devo pagare un avvocato datomi d’ufficio (vivo lontano da dove sono cresciuto e solo)
e credo che ci marcia per allungare il processo??lei è senza avvocato!!posso chiedere di non voler nessuno avvocato??
Dario, queste informazioni dovresti chiederle ed ottenerle dal tuo avvocato, poichè sono basilari per la causa che stai affrontando.
Dubito fortemente che possa dipendere dall’avvocato la lunghezza di un processo penale: purtroppo questa convinzione diffusa è frutto di un’informazione piuttosto superficiale.
La difesa tecnica è obbligatoria nel processo penale e l’avvocato d’ufficio (nominato dal tribunale se non ne nomini uno di fiducia) deve essere retribuito da te, a meno che tu non possa accedere al gratuito patrocinio (se hai un reddito inferiore a € 9.700/annui circa).
Il reato per il quale sei stato denunciato e per il quale è iniziato il procedimento è quello previsto dall’art. 570 c.p. di cui ho parlato qui: http://genitoricrescono.com/non-pagare-mantenimento-reato/
dove troverai tutte le informazioni.
HO UN QUESITO. Mio marito è divorziato da diversi anni e ha sempre dato con precisione gli assegni di mantenimento alla ex moglie con cui ha avuto 2 figlie. Noi abbiamo una bambina di 8 anni ed io non lavoro. Ha sempre versato il50% delle spese extra, anche non pattuite precedentemente. Abbiamo casualmente scoperto che le due figlie ( di anni 25e 22) lavorano da aprile 2010 a tempo determinato( la maggiore ha una borsa di studio universitaria all’estero che finirà a settembre, la minore un contratto a tempo determinato presso un famoso centro di divertimento europeo).Possiamo chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento considerando le nuove condizioni ? Come si procede? Grazie
Simona, i redditi delle ragazze non sono stabili, ma la loro età lascia pensare che lo diventeranno, quindi è possibile chiedere una riduzione (in previsione della prossima definitiva interruzione) del mantenimento.
E’ prevista un’apposita procedura da introdurre con ricorso.
Gentili ragazze,
io ho una domanda non semplice: sono una ragazza di 24 anni, figlia di divorziati e laureata da 2.. Mio padre mi ha sempre dato l’assegno col singhiozzo e da 2 anni (nei quali io sto lavorando)ha per legge smesso di mantenermi, ma il suo debito nei miei confronti rimane di circa 17.000 euro.. Ora vorrei fare un master all’estero, e vorrei sapere se posso riprendere a chiedergli l’assegno di mantenimento fino ai 26, come stabilisce la legge..
Grazie,
Chabaa.
chabaa, innanzi tutto tuo padre avrebbe potuto sospendere l’assegno in caso di tua raggiunta indipendenza economica. Tutto quello che non è stato pagato in passato deve essere pagato, se non rpescritto: quindi tutti gli assegni mensili non pagati degli ultimi 5 anni devono essere pagati.
La legge non stabilisce affatto il limite di età di 26 anni, ma il limite della raggiunta indipendenza economica, ovviamente con margini legati alla ragionevolezza. Però, una volta raggiunta l’indipendenza, non si può chiedere di nuovo l’assegno se non per motivi gravi, che impediscano di mantenere quell’indipendenza economica. Più che altro potresti recuperare il tuo credito passato ed usare quei soldi per il master.
Domandina.
Avro 26 anni a dicembre, ho sempre frequentato l’universita’ e lavorato contemporaneamente, arrivando ad avere retribuzioni che mi hanno reso decisamente autonomo per circa 5 anni, periodo per cui ovviamente non ho ricevuto l’assegno di mantenimento da mio padre.
Ora pero’ l’azienda per cui lavoravo sta fallendo e sono stato lasciato a casa. Sono ovviamente in cerca di un nuovo lavoro, ma nel frattempo non posso vivere di aria fritta. Ho richiesto l’assegno di sussidio per la disoccupazione che per di piu non so se mi sara’ concesso dato che ho lavorato per i primi 3 anni con un contratto di apprendistato e solo dopo con un contratto da dipendente a tempo indeterminato (il 2nd anno non completo). Immagino che per forza di cose se non mi spetta l’assegno di disoccupazione mio padre debba ricominciare a versare l’assegno di mantenimento fino a quando non ritrovero un nuovo lavoro. Ma se dovessi ricevere l’assegno di disoccupazione, mi spetterebbe comunque un assegno da mio padre (magari ridotto), semplicemente per darmi una mano fino al momento in cui riusciro a rimettermi in pista con un nuovo lavoro?
ho un quesito da porvi.
sono divorziata dal 1998 ho una figlia ora maggiorenne il padre passa regolarmente l’assegno di mantenimento di circa 350 euro ora lei ha iniziato a lavorare come apprendista con il contratto fino al 2013 percependo circa 650 euro mensili.
La domanda è deve cessare il mantenimento da parte del papa anche se non e indipendente economicamente e in questo anno che ha percepito l’assegno deve rendere i soldi al padre come mi e stato suggerito?
grazie mille per chi mi rispondera Sally
Selly, se il padre sa che la figlia lavora e non è lui a chiedere l’interruzione del mantenimento, non vedo il problema. Quello di tua figlia, poi, è un contratto molto aleatorio.
Non sei tenuta a nessuna restituzione: al momento il mantenimento è dovuto.
Buongiorno sono separato da circa 5 mesi e regolarmente (anzi spesso anche con qualche giorno di anticipo) corrispondo l’assegno di mantenimento stabilito per mio figlio di 11 anni pari ad € 350,00. Nella sentenza di separazione è stato indicato che dal 01/01/2010 il figlio era a carico di ogni coniuge nella misura del 50% ma la mia ex moglie facendo al dichiarazione dei redditi 2009 si è messa nostro figlio a carico già per il 2009 (io ho preso le detrazioni per l’intero 2009) costringendomi a fare altrettanto ed evitare un controllo fiscale ma facendomi così addebitare nella mia dichiarazione circa € 210,00 per la restituzione del 50% delle detrazioni da me prese per interno per tutto il 2009. Le ho chiesto di rimborsarmi tale cifra ma non vuole pur non avendo rispettato quanto indicato in sentenza. Posso facendole una raccomandata di preavviso trattenere tale cifra dall’assgeno di mantenimento che dovrò darle e se lo faccio in cosa posso incorrere ?
cara silvia ciao convivo con un uomo separato che puntualmente versa un assegno di mantenimento alla moglie per la figlia pari a euro 300 e in più contribuisce alle spese mediche, anche quelle extra come ballo palestra che,purtroppo, non vanno mai portate a termine.sono stanca però di non poter capire quando dire no alla sua ex che fa spese stupide come cambiare il cellulare alla figlia ogni tre mesi, comprare vestiti firmati mentre la mia piccola, nata dall’unione con il mio compagno, deve accontentarsi di giocare con le pentole!è solo un esempio banale quello che ho fatto ma se i soldi versati servono per acquistare i vestiti perchè allora dobbiamo pensarci alcune volte noi? abbiamo festeggiato la comunione e lei non ha contribuito ora vuole l’aumento………….non vuole lavorare e a me non sembra giusto!io sono precaria con il mio stipendio pago un affitto per mantenere il lavoro, pago l’asilo per la bambina ho dovuto prendere una macchina usata perchè ora il mio compagno è stato trasferito,abbiamo un mutuo per riparare ai danni economici che lei furbamente ci ha sottratto.paghiamo le multe che arrivano e che sono intestate al mio compagno e alla sua ex perchè lei non intende pagare . so che lei ha la casa di proprietà le spetta l’aumento dell’assegno visto che è ora di chiedere il divorzio? grazie arietina disperata
RITA io non sono esperta, ma la tua situazione è così simile alla mia… nel mio caso al momento del divorzio giudiziale il giudice ha stabilito un aumento dell’assegno di mantenimento per la figlia, ma niente per la madre (ovvero l’ex-moglie del mio compagno) perchè ha 30 anni (la mia stessa età) e nessun impedimento al lavoro, quindi se non lavora per sua scelta è un suo problema. Però non ha tenuto in nessuna considerazione l’esistenza di un altro figlio (quello mio e del mio compagno) dicendo che “dovevamo pensarci prima”, e che comunque questo bambino può contare sulla madre e sui nonni materni e paterni per il mantenimento. Come se non fosse lo stesso per l’altra bambina (quella dell’ex-moglie). Da quanto ho capito l’aumento non spetta solo perchè chiede il divorzio, ma il divorzio può essere un buon momento per chiedere la revisione dell’importo, visto che tanto gli avvocati si pagano lo stesso, almeno si fa un’unica causa. Per cambiare l’importo dell’assegno devono essere cambiate le condizioni degli ex-coniugi o del bambino: perdita del lavoro, lavoro meglio remunerato, grande variazione delle spese, maggiori esigenze del bambino… e tutto va ovviamente dimostrato.
In ogni caso hai tutta la mia comprensione. A me questa storia mi rovina la vita da 4 anni…
ciao claudia-cipi grazie per la tua risposta io sono molto arrabbiata perchè anche se sono UNA DONNA NON VORREI MAI DIPENDERE DA NESSUNO INFATTI CIò CHE TROVO PER ME è TUTTO LAVORO E ANCHE SE DEVO LAUREARMI NON PER QUESTO CERTO NON PRENDO CIò CHE TROVO. IL FATTO è CHE PER I GIUDICI LE DONNE HANNO RAGIONE IN QUESTE CAUSE MA NOI NON ABBIAMO DIRITTO AD ESSERE MADRI?SCEGLIAMO UN UOMO SEPARATO E PERCHè MAI QUESTO DOVREBBE PENALIZZARCI, NON SIAMO TUTTI UGUALI?PERCHè MAI DOVREI PENSARE DI NON AVERE FIGLI SOLO PERCHè IL MIO COMPAGNO NE HA ALTRI? MA STIAMO SCHERZANDO, QUESTA è UNA COSA INCONCEPIBILE!!IO CREDO SOLO CHE OGNI DONNA DOVREBBE ESSERE MANTENUTA SOLO IL TEMPO NECESSARIO PER SISTEMARSI ,AL MASSIMO DUE ANNI. POI MI FA RABBIA SAPERE CHE LEI POSSIEDE LA CASA , LA MACCHINA , VA IN VACANZA , ESTETISTA, PARRUCCHIERE SETTIMANALE, OCCHIALI ABBINATI AD OGNI VESTITO PER LEI E LA BAMBINA SCARPE PER OGNI VESTITO E POI VA DAL GIUDICE E DICE CHE NON RIESCE AD ARRIVARE A FINE MESE, LO CREDO!ANCHE IO SONO STUFA DI QUESTE MESCHINITà MA LO STATO E LA LEGGE NON GARANTISCONO I DIRITTI MI DISPIACE AVER STUDIATO GIURISPRUDENZA E NON POTER FARE NULLA. UNA PERSONA NON POTRà MAI CAMBIARE IL MONDO!SPERO SOLO CHE MIA FIGLIA POSSA AVERE CIò CHE SERVA CIò CHE LA RENDA UNA DONNA FORTE ,VERA E GIUSTA. CIAO VI FACCIO SAPERE COSA MI DIRà L’AVVOCATO, SPERO A BREVE.
RITA mi sa che ti è sfuggito il maiuscolo
(non so se lo sai, ma in rete equivale ad urlare, per questo non è molto usato).
La situazione è la stessa e capisco perfettamente il senso di impotenza ed ingiustizia.
Purtroppo però non ho soluzioni da darti.
@ Vincenzo, in teoria non dovresti effettuare delle compensazioni: sarebbe più corretto chiederle la refusione della somma di € 210. Poi se non adempie, con un’altra lettera le comunichi che le trattieni. Così dovresti essere più tranquillo.
@ Rita: Claudia ha esposto perfettamente la situazione (non è un’esperta forse come titoli, ma mi sembra lo sia in concreto!).
L’assegno di € 300 più spese mediche, scolastiche e ricreative, oggi è più che nella norma con uno stipendio medio-basso. Le spese ricreative, ovviamente, devono essere concordate: se gli vengono chiesti i soldi per la danza, senza essere stato interpellato prima di segnarla al corso, non è tenuto a pagare, ma deve contestare per iscritto di non essere stato avvisato.
Non puoi però sindacare come vengono spesi i soldi per il mantenimento: può anche spenderli in futilità, basta che non ne chieda altri. E non puoi neanche sindacare se non lavora: non ha un mantenimento stabilito per lei, magari ha una rendita.
Se le spese per la comunione non vengono divise a metà, perchè farvene carico voi? Fate una comunione per quello che potete permettervi.
L’aumento può volerlo, ma non è certo detto che lo otterrà. Ci penserà il vostro avvocato.
È incredibilmente frustrante constatare quanto la determinazione dell’assegno di mantenimento, oltre ad essere estremamente soggettiva, non tenga minimamente conto del fatto che anche il genitore non convivente (cioè il papà nel 95% dei casi) sostiene delle spese (mobili stanzetta, seggiolino auto, vacanze, giochi, ecc) nonché una quota spese generali per la percentuale di tempo che il figlio/a passa con lui.
Per non parlare delle spese di viaggio (e del disagio) quando il figlio risiede in un’altra città, come nel mio caso.
Ho appena litigato su questo argomento; si cercava di trovare una soluzione concordata proprio per evitare di ricorrere ad un tribunale (che secondo me dovrebbe essere l’ultima spiaggia per chi non riesce a mettersi d’accordo in altro modo).
A conti fatti, le spese sono state divise 30% lei e 70% io (fra l’altro: io disoccupato, lei dirigente medico part-time a 2000 euro al mese). Ho cercato di spiegare perché non mi sembrava una suddivisione equa (avrei voluto fare 50/50) e mi sono sentito rispondere (tralascio gli insulti e le accuse infondate):
“se non ti va bene andiamo dal giudice, così ti sentirai più tutelato”.
Oltre al danno la beffa.
Siamo arrivati al punto che la giustizia, invece di rappresentare la strada per trovare una soluzione equilibrata, viene usata come una minaccia.
P.S.: La punizione per aver osato farmi le mie ragioni (la discussione è stata piuttosto animata) è stata molto dura: basta cene insieme tutti e tre quando vado a trovare mio figlio. O me lo riporti prima di cena oppure lo porti a cena fuori (piccolo dettaglio: lui ha 3 anni, dalle 9 alle 16 al nido, poi pomeriggio a vagare in giro e serata al ristorante?).
Dulcis in fundo: cornetta sbattuta in faccia e telefono staccato.
PP.SS.: Mi scuso per lo sfogo che forse avrebbe dovuto finire nella sezione GenitoriSbroccano …
Paolo, guarda che mi sa che ti conviene davvero andare davanti ad un giudice. Accetti il 30 e 70 da disoccupato? Non mi sembra molto saggio.
PAOLO ricordati che qualsiasi accordo prendi oggi poi ti rimane per parecchio tempo. pensaci bene prima di cedere e soprattutto non permetterle di farti questi ricatti morali (se non fai come dico io ti rovino qualcosa con tuo figlio). Al di là della questione economica per cui la soluzione migliore mi sembra quella di rivolgervi al trobinale, forse dovresti ricordare alla tua ex-moglie che vostro figlio non deve in alcun modo risentire dei vostri litigi, che è già abbastanza provato dalla situazione e che sicuramente non deve essere usato e sfruttato per ottenere qualcosa. Ovviamente con i dovuti modi e toni, senza finire a litigare di nuovo. Questi ricatti morali mi mandano in bestia. E purtroppo sono una “tecnica” ampiamente usata da molte ex-mogli e troppi padri pur di stare con i propri figli cedono a qualsiasi richiesta… alcuni anche a discapito dei nuovi figli nati dalle nuove unioni. E questo non va bene, per nessuno.
scusate per il maiuscolo ma i piedini di Aurora vanno dappertutto!a presto
n
@Silvia:
grazie del tuo commento; preciso che il 30/70 è il risultato dei miei conti che includono, come mi sembra corretto, anche le spese che sostengo io.
Dal punto di vista di “lei”, io le passo il 50% di quello che LEI spende per il bimbo, cioè 340/2 = 170 euro al mese.
Mi dici che potrebbe convenirmi rivolgermi ad un giudice, ma da quello che deduco visitando un po’ di forum sull’argomento, non mi sembra che i giudici stiano a fare calcoli con il bilancino (diversamente da quello che i vari punti della legge sull’affido condiviso richiederebbero) né che tengano troppo conto del fatto che uno guadagna o meno, come se ci fosse una soglia minima (300 euro circa) al di sotto della quale non si scende comunque.
O forse mi sbaglio?
P.S.: Potrà sembrare strano, ma io oltre tutto non vorrei “approfittare” del fatto di non avere un reddito, solo vorrei, ovviamente finché i miei risparmi me lo consentono e sperando di trovare una fonte di reddito nel frattempo, che si facesse metà per uno, anche per non sentirmi magari accusare che non trovo lavoro apposta per non pagare (come, dice lei, i tanti padri che “si licenziano apposta per non pagare gli alimenti” … incredibile vero? Scommetto che non lo sapevate …) Giuro, l’ha detto veramente!
@Claudia-cipi:
È la prima volta che mi fa uno scherzo del genere e voglio ancora sperare che si sia trattato di un momento di perdita totale del controllo (ogni tanto le succede), visto che finora siamo riusciti sempre a lasciare nostro figlio al di fuori delle nostre diatribe.
Spero quindi che una volta calmatesi le acque ritorni sui suoi passi; in caso contrario dovrò effettivamente ricordarle, come tu mi consigli, con i dovuti toni e modi, che il bambino non deve essere usato come arma di ricatto o di punizione (soprattutto perché é lui il primo a soffrirne).
Paolo, non solo non mi stupisce affatto che abbia detto così del licenziamento dei padri… la cosa peggiore è che per alcuni è anche vero: sai quanti ce ne sono che si mettono a lavorare in nero?
Se non ho capito male passi € 170 al mese come assegno di mantenimento di tuo figlio? Se è così, mi rimangio il consiglio e ti invito a non rivolgerti ad alcun giudice: non ti farebbero pagare di meno neanche senza reddito.
Paolo, permettimi, ma pensi davvero che un figlio costi, ora e in futuro, € 340 al mese?
Se ho equivocato e quelle erano solo le spese straordinarie, perdonami.
Silvia, potrà sembrare poco, eppure è la cifra che abbiamo calcolato insieme, sulla base delle sue spese degli ultimi 6 mesi, includendo anche una quota di tutte le spese generali di casa. Ed è grosso modo quello che spendevamo quando vivevamo tutti e tre insieme.
Ovvio che con il passare del tempo aumenteranno, ma ora ti assicuro che è così.
Tieni conto che però le mie spese di viaggio (siamo a 80 km di distanza) e le spese relative alla quota di tempo che il bimbo passa con me finiscono per raddoppiare il mio contributo (da cui il rapporto 70/30).
Una cosa importante che non ho precisato è che però questo va in qualche modo a compensare il maggior impegno di cura a carico della mamma.
Quanto ai licenziamenti, effettivamente non avevo pensato all’eventualità del lavoro nero, e quindi l’avevo presa per una “boutade”. Mi sembra comunque una scelta di corto respiro (oltre che illegale) in quanto facilmente smascherabile.
PAOLO i nuovi chiarimenti che hai scritto cambiano un po’ le cose: avevo capito che il 70/30 fosse sulle spese extra, invece è solo una tua interpretazione, peraltro non corretta. Il mensile che le passi è bassissimo, andando in tribunale come dice Silvia probabilmente ti aumenterebbe, ma la cifra può variare molto in base ad un sacco di variabili, e comunque quello è un fisso non discutibile, se un mese lei spende di meno e un altro di più a te non cambia niente e non si considera nella proporzione della ripartizione delle spese. Nelle spese per il figlio da dividere (ovvero gli “extra”), però, non si calcolano assolutamente quelle sostenute dal genitore non affidatario per i suoi spostamenti (noi stiamo a 65km, non molto meno dei tuoi 80) nè quelle sostenute per tenere il bambino con te (arredamento, pasti, giochi, … ), così come non si contano quelle che fa il genitore affidatario per vestiti e routine quotidiana, che vengono già comprese nell’assegno mensile. Le spese extra di solito sono quelle scolastiche (iscrizioni, assicurazioni, libri di testo, mensa, trasporto, gite), quelle mediche (visite private, ticket, medicinali), quelle per attività ricreative,…. e queste si pagano in genere al 50/50, magari concordando prima insieme quelle più grandi (che so, il corso di cavallo o il medico privato se non necessario, per farti un esempio).
Per la spesa dello spostamento, che mi rendo conto sia importante soprattutto nel momento in cui non hai un’entrata fissa, puoi sempre concordare con la madre se qualche volta può venirti incontro e portarti lei il bambino, almeno finchè non trovi lavoro, ma sta al buon cuore ed alla disponibilità sua, non è certo obbligata a farlo.
Per il mantenimento mensile i 170 possono andare bene per ora, ma a breve considera di aumentare almeno fino a 230/250, che è proprio il minimo, anche se non andate dal giudice (poi dipende anche dal costo della vita nella città in cui vivi, ma visto che ora a conti fatti spendete pochissimo immagino che possa essere una cifra adeguata).
Dalla mia personale esperienza: se la tua ex-moglie si accontenta dei 170 euro al mese tienitela buona, che tutto sommato non è una arpia come tante altre che conosco o di cui ho sentito parlare ;P
Grazie a Silvia ed a Claudia-cipi per i chiarimenti, è molto utile poter avere uno scambio su questi temi in “territorio neutro” per così dire.
In effetti per le spese “extra” (mediche, attività varie concordate) siamo d’accordo sul 50/50.
Claudia-cipi hai descritto benissimo la situazione-tipo e le consuetudini in vigore al momento.
Ma sei davvero convinta che queste consuetudini siano giuste e che trattino entrambi i genitori su un piano di parità? A me non sembra, e ti spiego perché.
Io trovo che le spese di viaggio che un padre deve sostenere per recarsi a vedere suo figlio con continuità così come la quota parte di spese generali e di mantenimento relative ai giorni che il bimbo passa presso di lui dovrebbero rientrare nel novero delle spese di base, in quanto facenti parte del regime ordinario di attività necessario ad esercitare il ruolo genitoriale. (Seppure, ahimé, a singhiozzo).
Il fatto che sia una consuetudine ignorare queste spese non significa automaticamente che tale consuetudine risponda a criteri di equità.
Personalmente, preferirei che il ragionamento al momento di determinare l’importo di un assegno fosse: prendiamo (stimiamo) tutto quello che papà e mamma devono spendere in modo ricorrente nel corso di un anno per prendersi cura del bambino, dividiamo per 12 mesi, facciamo la media e chi spende di meno versa all’altro la metà della differenza per riequilibrare le spese (od eventualmente in percentuale rispetto alle rispettive entrate).
Riconosciamo inoltre a chi lo tiene presso di sé per maggior tempo un compenso per il maggior impegno di cura (come richiesto dalla legge).
Un segnale in questa direzione è dato dal programma MOCAM (MOdello di Calcolo dell’Assegno di Mantenimento) sviluppato da due docenti del Dipartimento di Statistica dell’Università di Firenze.
Per chi fosse interessato, un esauriente articolo introduttivo si trova a questo indirizzo: http://www.studiocataldi.it/articoli/mocam.pdf
PAOLO dividere le spese esattamente a metà non mi sembra possibile nè auspicabile, diventerebbe un delirio per tutti. Io sono per una gestione più semplificata in ogni caso, sia tra i genitori separati che tra i genitori conviventi. Io col mio compagno non divido esattamente a metà ogni spesa, anzi non so nemmeno chi ha pagato le ultime bollette… credo io, ma non sono sicura, e non mi interessa saperlo: viviamo insieme e facciamo cassa comune. Capisco che in caso di separazione il discorso cassa comune non sia proprio applicabile, ma per quanto riguarda il figlio dovrebbe un pochino rimanere, non si può sempre guardare il pelo nell’uovo. Tu spendi di più per il viaggio, ma lei spende di più per le bollette (avrà sicuramente un consumo maggiore per il bambino, o avete contato anche questo nei 340 euro mensili?) ed altre piccole cose del quotidiano che tu ti trovi ad affrontare per meno giorni a settimana di lei.
Se proprio devi essere pignolo allora dovresti considerare anche l’impegno personale e la limitatà libertà ed autonomia e…. insomma, davvero diventerebbe una cosa improponibile.
Sicuramente ora che hai difficoltà economiche non avendo lavoro ti sembra tutto più difficile ed ingiusto perchè anche il carburante per l’auto ti mette in difficotà (e lo so perchè anche noi siamo messi così), ma cerca di guardare più al benessere di tuo figlio che al portafogli, perchè rischi di perderti dietro al calcolo della divisione equa delle spese e perdere di vista la cosa più importante.
Noi spendiamo ogni mese un 100 euro circa in più di gasolio che non spenderemmo se non dovessimo andare a prendere e riportare la figlia del mio compagno, e questo pesa parecchio sul bilancio familiare, soprattutto se sommato a tutte le altre spese per lei (letto, mangiare, svaghi vari, riparazione di danni che lei fa, … oltre all’ovvio assegno fisso mensile ed al 50% di tutti gli extra su cui non abbiamo voce in capitolo). E se ci fermassimo a questo dato verrebbe da dire come dici tu: caspita, perchè questa spesa extra del padre non viene considerata? Ma la madre la porta al cinema, dalla parrucchiera, alle fiere, a cena fuori… e per quanto non condivisibili, soprattutto in certi periodi, non sono comunque spese sostenute per la bambina che noi non dobbiamo risarcire? Alla fine del mese, come possiamo dire chi ha speso dipiù e se era giusto spenderlo o piuttosto evitare la spesa e chi deve risarcire chi?
Sarebbe davvero il caos e non sarebbe giusto per nessuno.
(non avrei mai immaginato di trovarmi a pensare una cosa del genere, che va a favore dell’ex del mio compagno… guarda un po’ dove mi possono portare le discussioni civili in rete… eh, che strano effetto mi fa)
E ti immagini poi le discussioni e di malumori che potrebbero scaturirne? “Vuoi 50 euro per il gasolio? Scordateli, prenditi una macchina a metano piuttosto!” “10 euro epr il filetto? Gli potevi prendere una fettina di seconda scelta o del macinato, il filetto è troppo caro e non te lo pago!”
Mi viene da pensare che tu non abbia molta esperienza di separazioni, per tua fortuna, perchè se ne sentono di ogni e alla fine non ci si stupisce più di niente… ma ovviamente se non si vivono o non si sentono raccontare da chi ci sta passando sono cose difficili da immaginare (come quella del padre che si licenzia per lavorare in nero per non pagare. alcuni intestano anche tutto alla nuova compagna per risultare nulla tenenti e non rischiare il pignoramento dei beni. non c’è limite al peggio)
Claudia… a volte non riesco a stre dietro a tutti i commenti e le domande sui post di argomento legale, in particolare sulle separazioni… Mi faresti da assistente ??!!
ommamma SILVIA scusa!
stavolta ho esagerato proprio, me ne sono accorta solo dopo aver inviato…
sono troppo abituata a stare sui forum e nei blog mi comporto allo stesso modo
perdonami, ti prego, cercherò di trattenermi in futuro
Claudia… io dicevo sul serio, non ero ironica!!! La tua esposizione è perfetta. Non ti trattenere: in mezzo a mille domande tu dai delle risposte, e sono assennate, sensate e corrette da un punto di vista tecnico, oltre che frutto di molto buon senso. Non ti azzardare a trattenerti!!!
oh, grazie.
ecco, io… non sono abituata ai complimenti… credo di essere diventata più viola che rossa… ma grazie.
allora continuo
buongiorno,
sono figlia di divorziati e abito con mia madre nella casa coniugale di proprietà di entrambi i miei genitori.
mio padre (che ha un reddito più basso di mia madre) versa regolarmente un assegno di mantenimento della prole di 400 euro e in più il 50% di spese mediche scolastiche e sportive.
vorrei sapere “concretamente” quali spese deve coprire mia mamma con questi 400 euro.
solo un quarto degli importi delle bollette e dei soldi della spesa e il mio vestiario? oppure,sono comprese anche le spese di sistemazione della casa(x esempio se si deve imbiancare o cambiare un frigorifero ecc…)?
attendendo una vostra risposta vi ringrazio anticipatamente!
Trovo tutti i vostri messaggi sono molto interessanti e spero possiate darmi un parere.
La mia situazione è la seguente:
la mia ex-moglie (affidataria unica di nostro figlio di 12 anni) oltre a percepire puntualmente l’assegno di mantenimento per il bimbo e il 50% di spese mediche, scolastiche e sportive (pur senza concordarle previamente per scritto come da sentenza di divorzio) insiste nel considerare come “spesa ricreativa” i regali di compleanno che compra agli amici di nostro figlio quando lo invitano alle feste di compleanno e, sempre senza alcun previo accordo ne’ scritto ne’ verbale, mi chiede – sempre in presenza del bimbo – cifre che io ritengo esagerate per semplici regalini di compleanno.
Inoltre negli ultimi anni, benché io abbia pagato il 50% della quota di iscrizione alla scuola di calcio si è sempre fatta fare tutte le ricevute a suo nome, e di conseguenza ha scaricato lei l’intero importo dalla dichiarazione dei redditi (come per altro fa con gli scontrini della farmacia o le altre ricevute sanitarie di nostro figlio).
Mi piacerebbe sapere se il comportamento della mia ex-moglie si può ritenere corretto.
grazie a tutti
Elena, le spese di ordinaria manutenzione della casa sono di competenza di chi ce l’ha assegnata, ma è ben difficile distinguere se devono essere coperte con parte del mantenimento o con altro reddito. L’assegno di mantenimento per i figli non deve essere necessariamente distinto dal reddito di chi lo percepisce, per essere diretto unicamente a spese per i figli. Anche la sistemazione della casa, ovviamente rientra nell’obbligo di mantenimento in senso lato.
Giovanni, no, ovviamente non è corretto. Le spese ricreative devono essere concordate. I regalini per gli amichetti è ben difficile farli rientrare in queste spese ricreative, puoi semplicemente rifiutarti di rimborsarle (sempre per scritto, una volta per tutte). Anche le spese dovrebbero essere scaricate al 50% in quanto le hai sostenute per tale percentuale, anche se il figlio è affidato a lei: questo non ha nulla a che fare con averlo a carico fiscalmente.
Scusa Silvia, ma con quest’ultima risposta mi è venuto un dubbio: quindi per le spese extra scaricabili per cui il genitore non affidatario contribuisce al 50%, il genitore affidatario dovrebbe farsi rilasciare due ricevute in modo che entrambi possano scaricare la propria quota di spesa? O magari basta la ricevuta unica con una dichiarazione scritta e controfirmata da entrambe le parti in cui si dice che la spesa è stata ripartita al 50%?
ciao a tutti ieri l’avvocato ha detto a mio marito che,poichè lui ha seguito la consensuale, non può difenderlo nella giudiziale.secondo me è una cavolata.Io capisco che può scegliere chi difendere ma avrebbe potuto rispondere diversamente,nel frattempo la sua ex ha chiesto 500 euro di assegno!io vorrei capire in base a cosa determinano l’importo dell’assegno. con uno stipendio base di 1600 euro un “mutuo”di 600 euro non per una casa ma per i danni da lei arrecati economicamente,un affitto, un’altra figlia a carico e il suo nido,tutte le altre spese è possibile che il giudice accetti?io lavoro ma fino ad agosto poi non so. una curiosità è vero che se la bambina sta con noi per due mesi non bisogna versare l’importo dell’assegno in quel periodo? grazie rita
RITA posso risponderti solo per la mia esperienza, ma mentre aspettiamo Silvia magari un piccolo aiuto te lo posso dare lo stesso.
Anzitutto ci sarebbe da chiarire un po’ la situazione, che non ho ben capito: siete sposati? consensuale e giudiziale cosa? separazione? divorzio? se lui non ha ancora il divorzio penso non siate sposati, ma lo chiami marito… e quindi deduco che non ci ho capito niente.
L’altra figlia a carico è la vostra? Nata successivamente? Se è così è ininfluente per la valutazione dell’importo dell’assegno: il mio compagno si è sentito rispondere dal giudice “potevi pensarci prima”, quando gil ha detto che ha anche un altro figlio da mantenere, e che comunque “quest’altro figlio ha una madre che lo mantiene” (perchè, la prima figlia forse non ce l’ha la madre? la deluzione e l’arrabbiatura penso che le puoi immaginare, se non sono le stesse tue).
L’ex è abile al lavoro? Quanti anni ha? Perchè se non ha inabilità oggettive al lavoro e non è “fuori mercato” per problemi di età, il giudice non dovrebbe concedere un mantenimento a lei, se lui ha uno stipendio come dici di 1600 euro al mese.
Il mutuo non importa per quale motivo è stato acceso, è comunque una spesa che lui deve sostenere e di cui va tenuto conto. Importante anche se avete altre spese: a noi l’avvocato ha chiesto, oltre al mio cud, anche il contratto di affitto e le ultime bollette, per avere un’idea delle effettive entrate/uscite del nucleo familiare. Cosa che ovviamente farà anche l’ex.
Con l’ex ci sono anche dei figli da mantenere?
In ogni caso l’importo non si calcola con criteri rigidi ed alla fine tutto dipende dalla bravura degli avvocati, dal giudice e dalle condizioni precedentemente concordate.
Claudia… scusami…: ho bisogno di una mano qui a studio!!!! Vieni tu, per favore!!!!
)
Devo prima spendere davvero due parole su Claudia: è raro trovare una persona che, solo per aver vissuto personalmente un’esperienza, si è informata così bene ed ha anche elaborato questa informazione in modo da comprendere i principi su cui si basa, al punto che riesce ad andare al di là della sua esperienza. Complimenti! Tutte le domande che hai posto sono esattamente quelle che avrebbe posto un avvocato, anche perchè, venendo a Rita, così è impossibile risponderle.
Rita, non capisco se ti riferisci ad una separazione consensuale e poi, ora, ad un divorzio giudiziale. Comunque l’avvocato ha dato una risposta correttissima, che non è affatto una cavolata, ma risponde ad una precisa norma deontologica: se nella separazione consensuale era l’avvocato di entrambi, oggi non può difendere un solo coniuge contro l’altro. Gli è semplicemente vietato dalla legge professionale.
Per le altro domande rimando a quanto ti ha spiegato Claudia (la mia nuova collega!
Non è comunque vero che se la prima figlia sta con voi due mesi l’anno in quei due mesi non va pagato il mantenimento: l’assegno è calcolato come importo annuale, che viene diviso in mesi per comodità. Certo, se la bambina sta con voi due mesi l’anno, il giudice dovrà tenerne conto nella determinazione dell’assegno (quindi dovrete dirglielo).
oh, Silvia, mi fai arrossire…
a volte essere maniacale a qualcosa serve
ma non pensavo di essere un caso raro (sempre più rossa, maledetta timidezza… e er fortuna che c’è il monitor)
ciao claudia grazie innanzitutto per le tue risposte.io non sono sposata ,convivo,il mio compagno ha una bambina con l’ex moglie di 11 anni e una bambina con me.nel 2005 ha fatto una separazione consensuale e a ottobre dell’anno scorso ha chiesto il divorzio ma la sua ex vuole un aumento dell’assegno e così non sono riusciti a mettersi d’accordo.ieri ha chiesto all’avvocato di seguire questa causa e lui ha risposto come ho detto ma a a me era sembrato strano.la sua ex certo che è abile al lavoro ma non ha voglia ha la mia età 33 anni forse due in più .lo so che ci vuole un buon avvocato io per questo cerco di informarmi per poter capire qualcosa e non farmi prendere in giro e dare alla sua bambina ciò che è giusto senza farle mancare nulla.tutelare la sua bambina ma anche il nostro nuovo nucleo familiare che non credo debba farsi carico di tutto. purtroppo lo stipendio è quello noi non riusciamo a darle di più perchè non arriviamo a fine mese anche con il mio riusciamo a mala pena a pagare tutto. noi viviamo in affitto non facciamo nulla di extra neanche una semplice pizza fuori………….per dire!!!!!io non vorrei solo riuscire a capire quando è possibile dire di no perche a tutt’oggi non lo so.ti faccio un esempio a luglio si sposa il fratello del mio compagno e la sua ex non ha voluto comprare un vestito alla bambina:lo può fare?è giusto ? non è la prima volta che capita.Epoi quando la bambina vuole vedere il papà a torino il pagamento del biglietto spetta solo al papà?dove posso trovare tutte queste informazioni ?questa possibilità di chiedere a voi è veramente utile.grazie
ciao claudia e e silvia parlando con il mio compagno abbiamo avuto un altro dubbio(scusate ma ora è il momento di sciogliere un pò tutti i nodi )la situazione patrimoniale di lei che ha la casa di proprietà e altre proprieta terriere ancora da dividere tra eredi incidono sull’importo dell’assegno di mantenimento? durante il matrimonioil mio compagno e la sua ex hanno venduto una casa che era in comunione dei beni i soldi ricevuti dalla vendita sono stati depositati sul suo conto personale come d’accordo (poichè non si pensa mai ad un divorzio fino a quando non succede )ma al momento della separazione la sua ex ha detto di non averli poichè li aveva dati ad uno zio che ne aveva bisogno per l’acquisto di un’altro appartamento il cui proprietario è lo zio fratello della mamma.si possono ritenere quei soldi parte di reddito o si può chiedere che venga restituita la metà parte spettante in quanto era ,la casa, un bene acquistato dopo il matrimonio?grazie e scusate se ho scritto due lettere separate.grazie nuovamente
ti rispondo per quello che posso:
- il vestito lo dovete comprare voi, così come se partecipasse ad una cerimonia con i parenti della madre lo dovrebbe comprare lei. e mi sembra anche giusto, perchè sono spese che vanno al di fuori della gestione ordinaria e che entrambi scegliete autonomamente di fare. D’altro canto non è nemmeno obbligatorio comprarle un vestito nuovo per andare ad una cerimonia, è sufficiente che sia vestita bene, magari elegantina se preferite, ma il vestito comprato apposta è una spesa decisamente superflua e se volete sostenerla ve ne fate carico;
- l’assegno alla ex moglie non dovrebbe essere concesso, ma come ti dicevo dipende dal giudice e da tante altre piccole cose, quindi fino all’ultimo non si può sapere;
- le spese per il viaggio che sostiene il padre per andare a prendere e riportare la figlia sono a suo completo carico, ma se ne può tenere conto quando si stabilisce l’importo dell’assegno (anche qui dipende da tante cose);
- il padre oltre all’assegno fisso mensile di solito paga il 50% delle spese “extra”, che è sempre bene specificare nella sentenza di divorzio quali siano e che vanno concordate preventivamente soprattutto se superiori ad un certo importo. In genere le spese extra sono quelle relative all’istruzione ed alla salute, quindi retta scolastica, libri, mensa, trasporto, eventuali accessori per la scuola (da zaino e quaderni ad eventuale materiale richiesto dalla scuola), assicurazione scolastica, visite mediche, medicinali, cure, certificati, analisi, attività ricreativa,… e sicuramente dimentico qualcosa. Per alcune di queste spese poi potrete valutare di caso in caso se potete opporvi. Ad esempio se lei vuole iscrivere la figlia ad una scuola privata con una retta altissima e lui è contrario perchè vuole che vada alla pubblica, oppure se sceglie di prendere uno sciroppo da 20 euro quando esiste lo stesso identico principio attivo mutuabile (entrambi casi che sono capitati a me, per questo mi permetto di citarli);
- puoi dire di no alle spese che non sono necessarie per il benessere della bambina, come la cena fuori, il cinema, il vestito firmato. Per lo stesso motivo quelle sono spese che sosterrai completamente tu quando la bambina starà con te e deciderai di fare qualcosa con lei che sia a pagamento. (come il caso del vestito per il matrimonio: non è necessario se lo vuoi te lo paghi);
- la casa di proprietà sicuramente verrà valutata nella determinazione dell’importo dell’assegno di mantenimento, così come verrà valutato il vostro affitto, ma anche tutti i redditi;
- per il resto aspettiamo Silvia, perchè per quello non ho esperienza.
So benissimo cosa significa non arrivare a fine mese e sentirsi chiedere un aumento del mantenimento, con un figlio piccolo da mantenere, per giunta. non so come sia il costo della vita da te, ma il mio compagno all’epoca prendeva meno di 1000 euro al mese e lei ne chiedeva 500.
Ah, in ogni caso, se potete mettete da parte qualcosa, perchè non si sa mai. L’assegno poi va pagato tutti i mesi e non c’è verso di saltarlo, a meno che l’ex accetti un ritardo senza dire niente. Nemmeno la cassaintegrazione con una busta paga pari a 0 può servire per non pagare l’assegno di mantenimento e se l’ex si rivolge agli avvocati sono problemi. (giusto perchè ancora mi rode, sta cosa)
ciao claudia di nuovo grazie io vivo a torino da sola completamente e la vita è molto cara tra l’affitto e il nido a me non rimane nulla dello stipendio fino ad ora avevo messo qualcosa da parte ma via anche quelli non è rimasto nulla!io non potevo rinunciare a mia figlia perche dopo i problemi di salute che ho avuto io ho dovuto lottare un anno e più per rimanere in cinta .La mia fonte di vita è Aurora e vorrei che avesse almeno il necessario e questa storia mi fa stare male perchè cio che chiede la sua ex so che una ripicca per le sue possibilità. lei non ha bisogno noi lo sappiamo ma si evince dal tenore di vita che ha.so che mi capisci .ciao a presto.
A rita:
condivido pienamente le tue considerazioni, e mi sembra giusto che nel calcolare un assegno di mantenimento si debba tener conto di tutte le spese che i due genitori sostengono per il loro bambino, compensando con l’assegno le disparità, tenendo ovviamente conto del maggior impegno di cura da parte del genitore convivente e di eventuali disparità importanti fra i redditi dei due nuclei familiari.
Francamente non vedo differenza fra le spese, ad esempio, di abbigliamento e quelle di viaggio; mi sembra che entrambe siano essenziali (le prime per vestire il bambno, le seconde per permettergli di vedere il genitore non convivente) e che quindi entrmbe debbano essere considerate.
Non ho esperienza diretta (almeno per ora, ma spero di non doverci mai arrivare) di vicende giudiziarie ma leggo molto spesso, anche sui commenti dei più ferrati in materia su questo blog, che alla fine questo dannato assegno di mantenimento viene determinato con principi molto (ma molto) soggettivi, determinando spesso un grave divario fra i tenori di vita dei due nuclei familiari.
Mi permetto quindi di segnalare (un’altra volta, poi basta, lo prometto) un modello di calcolo che almeno ha il pregio dell’obiettività.
Esso infatti determina l’importo dell’assegno tenendo conto delle spese sostenute da entrambi (in proporzione al tempo trascorso con ciascun genitore per le spese in cui ciò ha senso) ed anche del valore della casa assegnata al genitore non affidatario (considerando la disponibilità della casa come un trasferimento di denaro pari all’affitto che andrebbe pagato per una casa di quel tipo) e così via.
L’articolo che illustra il metodo è: http://www.studiocataldi.it/articoli/mocam.pdf
Il sito (a cui recentemente è stata aggiunta anche una pagina con gli indirizzi degli avvocati che utilizzano questo programma) è: http://www.mocam.net/
Sottolineo che l’obiettivo non è certo quello di dividere al centesimo le spese, operazione che rientra sicuramente nella categoria “mission impossible”, ma unicamente di utilizzare un metodo di calcolo obiettivo al posto del metodo “braccio teso e mano oscillante” apparentemente così diffuso.
Mi farebbe piacere sapere se qualcuno ne ha già sentito parlare e cosa ne pensate.
Rita, come sempre confermo tutto quello che ti ha scritto Claudia. Per la domanda più specifica che poni, ti prego di comprendere che questo non è un sito di consulenze legali e che non è corretto fornirne di così specifiche. Lo ripeto sempre: se c’è un divorzio in corso, c’è sicuramente un avvocato di vostra fiducia che lo segue (non il collega che ha seguito la consensuale, per i motivi che ti ho spiegato): quindi chiedete a chi segue la causa.
Paolo, lo studio Cataldi è molto noto per il materiale che fornisce in rete, ma il metodo di calcolo che propone è, appunto, un metodo. Ma chi ti dice che un giudice lo segua? Un avvocato che si trova a dover gestire una separazione consensuale, sa bene come contemperare gli interessi delle due parti. Quello di cui tu parli è semplicemente l’applicazione delle norme di legge, non ha nulla di particolare, nè di rivoluzionario. E’ quello che si fa tutti i giorni. Bravi i Cataldi che gli hanno dato un nome: il marketing è tutto!
Grazie Silvia, evidentemente la mia inesperienza in questioni legali mi ha fatto sopravvalutare l’importanza di questo strumento.
P.S.: Per dare a Cesare quel che è di Cesare, sia il metodo sia l’articolo che lo illustra sono il frutto del lavoro di due docenti del Dipartimento di Statistica dell’Università di Firenze e non dello studio Cataldi, che si è limitato a pubblicare sul suo sito l’articolo illustrativo.
PAOLO per mia esperienza ti confermo che tutto viene considerato: case di proprietà, mutui, persino l’importo medio delle bollette. Ma il calcolo dell’assegno poi non è così matematico e può avere delle variazioni. Mi sembrava giusto precisarlo perchè non vorrei che qualche utente pensasse che l’importo dato da quello strumento che tu indichi possa essere poi effettivamente quello stabilito in fase giudiziale e ci dovesse rimanere poi eccessivamente male nel vedere una differenza. Il bello delle persone è che possono valutare anche altri aspetti, come ad esempio la possibilità di migliorare la situazione lavorativa in futuro o altre cose del genere.
Buongiorno Silvia..
Torno a scriverti,
Sono un padre già divorziato da anni e vivo a Torino, mia figlia vive a Roma con sua madre già da parecchi anni, come tutti i papà per poter trascorrere un po’ di tempo in compagnia della propria figlia sono costretto a viaggiare spesso per la capitale. In tutti questi anni, come buona abitudine io e mia figlia abbiamo fatto le vacanze insieme, cosa che si verificherà anche quest’anno. Aggiungo che tutte le volte il sottoscritto ha pagato il biglietto aereo (andata e ritorno da roma a torino) perchè era ed è sempre stato mio l’interesse di poter trascorrere qualche giorno insieme a lei. Purtroppo in questi ultimi tempi i rapporti tra me e mia figlia si sono un po’ raffreddati (a causa di un mancato regalo da 2000 euro per il suo 18° compleanno perché le mie condizioni economiche non lo permettevano), a seguito di ciò, madre e figlia si sono coalizzate condannandomi e indirizzandomi complimenti di vario tipo che non sto ad elencare. Quindi adesso giungo al mio quesito……
Le spese del viaggio di mia figlia (ora maggiorenne)(da roma a torino e ritorno) vanno corrisposte a metà con il genitore affidatario..?? oppure sono totalmente a carico mio..??
((Premetto che, come ho già spiegato che ho sempre pagato io i viaggi, e che in questi anni ho sempre adempito al pagamento dell’assegno mensile per il mantenimento, le spese scolastiche, mediche etc.))
Chiedo questo solo per capire se questa è una spesa interamente a mio carico, oppure se si tratti solo un gesto sensqato e d’amore che compie un genitore per poter vedere un figlio… dato che mi sento ripetere “”MI DEVI QUESTO.. MI DEVI QUELLO…. PERCHE’ LA LEGGE LO PREVEDE””
Grazie e a presto….Giovanni
GIOVANNI che situazione triste… un figlio che pretende troppo e raffredda i rapporti solo perchè non ha ricevuto il troppo non è una bella cosa. Mi spiace.
Il viaggio però credo sia sempre a tuo carico, finchè la devi mantenere tu. Però essendo lei maggiorenne (parlavi di regalo peril 18° compleanno) forse le cose cambiano o si può trovare una soluzione diversa… non hai un avvocato di riferimento che possa studiare il caso specifico con tutti i dettagli e darti risposte sicuramente più precise di quanto non si possa fare tramite un blog, dove non si possono certo conoscere tutti i particolari?
Giovanni, il viaggio è da considerarsi a carico tuo: serve a tua figlia per raggiungerti. Il fatto che sia maggiorenne, non cambia nulla: non c’è più un obbligo di frequentazione, d’accordo, ma se lei viene e non è indipendente devi pagarglielo. Magari puoi proporre che queste spese siano considerate al 50% con la madre, non c’è una norma in proposito: cercate un accordo.
Quando però ti viene opposto che “la legge lo prevede” sarebbe sempre buona norma informarsi se è vero.
Grazie Silvia
I tuoi interventi sono sempre chiari ed esplicativi.. chiaramente continuerò a pagare interamente le spese dei viaggi, come ho sempre fatto, forse il mio è stato un po’ uno sfogo, ho un legale che conosce la situazione, ma in questo periodo significherebbe consultarlo quasi tutti i giorni…. purtroppo questo è il prezzo da pagare allorquando oltre ai kilometri di distanza si aggiunge la volontà di non capire, o non apprezzare gli sforzi… forse il tempo riuscirà a fare chiarezza nel suo cuore….
Grazie
Giovanni
Giovanni, sono certa che il soggiorno di tua figlia da te sarà un ottimo momento per parlare del rapporto con i regali e col enaro, di quello che è possibile e di quello che non lo è e di come l’affetto e la presenza di un padre non si misurino in euro o chilometri.
Buogiorno,
sono una persona divorziata e ho una figlia di 26 anni che sta frequentando l’università (economia e commercio), ha conseguito solo a marzo la laurea breve 3 anni, praticamente ha impiegato circa 8 anni per ottenere la laurea dei tre anni.
E’ giusto che mia figlia se la prenda così comoda? e che io debba continuare a pagare l’assegno di mantenimento.
Io tramite conoscenze avrei già trovato il lavoro presso una Società di revisione dei Conti pertanto attinente alla sua scelta di studi, ma penso che occorra la laurea dei 5 anni. Credo che dovrò ancora pagare per minimo altri 4/5 anni prima che mia figlia si laurei ed io sto facendo fatica ad arrivare alla fine del mese, in quanto mi sono risposato ed ho altri due figli di 8 e 9 anni.
Detto questo voglio dire che pagare per mia figlia è un sacrificio che faccio volentieri perchè è mia figlia. Vorrei però sapere cosa dicde le legge a proposito.
Ringrazio per le eventuali risposte.
Alfredo
Prima di tutto vorrei esprimere tutta la mia solidarietà a Giovanni, di cui ammiro la pacatezza con cui riesce a raccontare una storia così dolorosa (se poi la pressione sale troppo, c’è sempre la sezione “sbrocchi”).
Tornando all’argomento “spese di viaggio”, io proprio non riesco a capire qual’è la logica per cui il genitore non convivente (alias papà) oltre alla sofferenza derivante dalla forzata rinuncia ad un contatto regolare con il proprio figlio/a, debba anche sostenere interamente le spese necessarie a vederlo, mentre deve (giustamente) partecipare a tutte le altre spese, sia ordinarie (tramite l’assegno di mantenimento) che straordinarie.
Forse che le spese di viaggio per mantenere un (ahimé largamente insufficiente) contatto con i propri figli sono da considerarsi voluttuarie?
Salve,
vorrei chiedere un parere su una vicenda che si sta svolgendo.
Io ho 16 anni, vivo con mia madre insieme ai miei fratelli di 7 e 9 anni circa. Mio padre per volere del giudice versa 390€ al mese come assegno di mantenimento. E’ successo che mio padre ci vorrebbe portare a fare un viaggio, dove ovviamente bisogna spendere dei soldi. Ora mio padre ha chiesto a mia madre se per quel mese può non versare l’assegno di mantenimento in quanto stiamo insieme a lui metà mese, ma mia madre gli ha detto di no. Chi ha torto e chi ragione? Perchè?
Ringrazio in anticipo per qualsiasi risposta.
Daniele
Mi permetto di rispondere in base alla mia esperienza personale (il mio convivente è separato con una figlia a carico della madre). Vi ricordo però che non sono avvocato nè ho conoscenze approfondite in merito, quindi prima di prendere qualsiasi decisione forse è meglio che interpelliate il vostro legale di fiducia.
ALFREDO credo che a 26 anni tua figlia debba prendersi le sue responsabilità: se non ha voglia di studiare che si trovi un lavoro, se non ha voglia nemmeno di trovarsi un lavoro che si arrangi. E questo te lo dico da figlia prima di tutto, perchè come madre invece capisco anche il desiderio di “viziare” un po’ i figli. Legalmente a 26 anni con la storia che hai raccontato penso che se ti rivolgessi ad un giudice lei perderebbe ogni diritto al mantenimento. 8 anni per una laurea breve da 3 anni sono decisamente troppi, a meno che non abbia impedimenti particolari ma visto che non ne parli immagino che non ne abbia. Se un genitore ha il dovere di mantenere i figli, i figli hanno l’obbligo di cercare di rendersi indipendenti appena possibile, mentre mi sembra che tua figlia si stia un po’ approfittando della situazione e non si stia impegnando abbastanza.
PAOLO le spese di viaggio vengono considerate al momento di calcolare l’importo dell’assegno di mantenimento, così come tutte le altre spese e tutte le entrate di entrambi i genitori.
DAN legalmente tuo padre deve versare l’assegno come tutti i mesi anche se per metà mese state con lui a sue spese, perchè l’importo dell’assegno viene considerato su base annua e per variarne l’importo è necessaria una nuova sentenza in tribunale (con relativi costi di avvocati e tempi necessari… pensa che nemmeno una busta paga a 0 per cassaintegrazione è sufficiente per pagare meno o pagare in ritardo l’assegno di mantenimento, per dire…). Nulla vieta poi a tua madre di contribuire al viaggio o rendere in qualche modo qualcosa a tuo padre, se pensa che sia più giusto, ma non mi sembra questo il caso.
Ho capito. La ringrazio molto.
Claudia, ineccepibile come sempre. Nulla da aggiungere. Grazie
Salve,
vorrei sottoporVi delle domande chemi pongo ormai da 6 anni.
Convivo con un uomo che prima era separata e da un anno divorziato.
In omologa di separazione ha lasciato casa (di proprietà dei genitori dell’ex) i mobili, ha chiuso a proprie spese il c/c a loro intestato eccc…,Dalla loro unione è nato un figlio, ora ha quasi 10 anni, a quest’ultimo passava € 450,00 al figlio ed € 100,00 all’ex poichè non lavorava…. ma proprio dal fatto che è stato messo in omologo ormai è da cancellare.
Si sono divorziati lo scorso anno, in sentenza di divorzio le condizioni sono cambiate:
l’ex ora ha un contratto a tempo indeterminato e non percepisce più l’assegno di mantenimento, la note dolente però è un altra.
Lui è statale, nel momento delle separazione ha guadagnato qualche soldo che è rimasto e che stiamo sfruttando per andare avanti specialmente ora che non lavoro( noi conviviamo da 5 anni circa.
Al figlio come da sentenza deve passare € 500,00 + spese mediche, ludiche e scolastiche al SOLITO 50% (inutile commentare come spende i soldi del mantenimento anche se poi cmq viene sempre a batter cassa nascondendosi dietro il figlio…sai è per ns. figlio…è per lui….
Ora il suo stipendio poichè ha una piccola indennità per un anno è di € 1.800,00 (altrimenti 1.600,00), lei percepisce uno stipendio di € 1.300/400,00.
Ora faccio i conti della serva.
Inutile dire che non ci si arriva a fine mese calcolando -
900,00 di affitto, le utenze, delle multe pagate mensilmente dilazionate della gerit,un prestito di circa € 200,00 in busta paga, i viaggi per andarlo a prendere fuori roma ( quindi partire da roma fino a lì, da lì a roma per prenderlo e viceversa per riportarlo) altri circa € 200,00 mensili poi rimane il vitto mensile ns.
Ora lui vorrebbe ridurgli l’assegno di mantenimento da € 500,00 a € 200/250,00.
Premetto che il suo c/c è quasi in rosso.
Chiedo a Voi dopo aver letto tutti i post, se sarà possibile fare ricorso e sopratutto se sarà (tutto condizionale visto che si tratta di “giustizia”) possible ottenere quanto richiesto.
Grazie
Donna “convivente”
P.s. Vorrei anche io diventaqre mamma ma visto i presupposti come riusciremo a permettergli una vita dignitosa?!!!
OPsss…. un pò di errori ortografici, ma non è facile scrivere facendo un sunto di getto… Spero che il concetto sia chiaro…
Ancora Grazie anticipato
JENNIFER se non ci sono state variazioni sostanziali nelle condizioni economiche di nessuno dei dalla sentenza di divorzio una riduzione così drastica la vedo dura…
L’unica è rivolgerti ad un legale di fiducia per spiegargli per bene la situazione nel dettaglio e sentire se si può fare qualcosa, ma sicuramente andrà per le lunghe e dovrete sostenere dei bei costi per l’avvocato, fatevi dire bene se c’è qualche speranza di variare questo mantenimento così vi fate due conti se vi vale la pena.
La situazione la comprendo perfettamente: convivo con un uomo divorziato con figlia da mantenere, stipendio da operaio (poco meno di 1000 al mese) e io da impiegata (sempre sui 1000 mensili), un figlio che per il giudice non conta niente e tutte le spese che una famiglia in queste condizioni deve affrontare (quindi quelle relative alla gestione della figlia oltre a quelle di una famiglia “normale”. Mi è capitato anch edi non poter comprare delle medicine a mio figlio mentre l’altra figlia del mio compagno se ne andava al cinema e cena fuori tutti i fine settimana, per dire. Ma così è, non possiamo sindacare come si spendono i soldi del mantenimento, dobbiamo solo pagarli regolarmente come stabilito dalla sentenza.
Però sugli extra si può fare qualcosa, ma bisogna vedere cosa c’è scritto di preciso nella sentenza di divorzio. In linea generale se la spesa poteva essere evitata o ridotta si può anche chiedere di non pagarla, ma visto che tanto devi sentire un legale per la riduzione dell’assegno puoi chiedere anche questo, non vorrei che nella sentenza di divorzio non fossero ben definite alcune clausole e rischiaste di trovarvi nei pasticci.
Claudia
purtroppo è quello che immaginavo… valuteremo il tutto senza ombra di dubbio.
… privarsi di grandi cose personali/famigliari,le medicine per esempio e sapere che i tuoi soldi vengono spesi per cinema e cene varie!!!!! Puoi senz’altro capire il mio stato d’animo… e con questo non aggiungo altro, sarebbero solo chiacchiere “sterili”…ti terrò aggiornata chissà magari (ma non credo) non dovrò pagare lo scotto del suo passato.
Grazie
ciao mi chiamo marco ho 30 anni forse troppo grande ma ho una domanda .mi hanno detto cheho dei diritti che dovrei farmi avere ma nn capisco le leggi vi spiego .io vivo con mia madre ho altri fratelli ma nn da parte di padre sono l unico di mio padre che e stao sposato in calabria poi si sono separati ed ha conosciuto mia madre sono nato io .il punto e che mi dicono che siccome nn hanno divorziato io avrei diritto al mantenimento essendo in gravi situazioni economiche e di salute si ma da chi dallo stato da mio fratello mai conosciuto mio padre nn ha ottenuto il divorzio e nn si e potuto risposare con mia madre convivevano.adesso mio padre e morto nel 2007 per una malattia e la piccola pensione se le presa quella che aveva sposato ma che nn ha voluto dargli il divorzio io guadagno poco i miei fratelli da parte di madre nn mi possono campare sono piu grandi e hanno la loro vita e vero che esiste una legge che potrebbe farmi avere qualcosa per vivere magri davvero c e e sono arretrati dico io sto male e nn riesco a comprarmi medicine piango dal dolore che provo nel cuore perche ha 30 anni nn sono capace di vivere con le mie forze che sto perdendo vi prego rispondetemi aiutatemi almeno voi se nn esiste niente mi mettero l anima in pace e andro avanti come sempre da soloper adesso vi ringrazio e cordiali saluti ..forse e una cavolta che mi hanno detto comunque e una domanda si ma molto importante per me se esiste qualcuno ho qualcosa che mi aiuti ha superare le difficolta ed a rivedere il mondo fuori visto che adesso nn cammino per una strana malattia. e le medicine costano molto e in casa sono diventato un peso per mia madre e i miei fratelli che navigano nello stesso mondo mio ,capito buonagiornata a tutti rispondetemi vi prego
salve,sono separata da 1 anno e mezzo,il mio ex marito paga gli alimenti(solo per il figlio) quando gli pare,continue lettere dagli avvocati ma non ritira la posta.Ho un figlio di quasi 12 anni che da qualche mese ha espresso il desiderio di vivere con il padre,è possibile chiedere la modifica dell’affidamento?(mio figlio ha vissuto i suoi primi 10 anni nel paese del padre e fondamentalmente li ha tutti i compagni di scuola con i quali è cresciuto).ho sentito il parere di un avvocato è vero che se l’affido viene dato al padre io dovrei trasferirmi nello stesso paese?grazie per la cortese attenzione(oltretutto in questo momento non neanche lavorando)
salve sono un uomo divorziato di 46 anni mi sono risposato da 4 con una nuova compagna che ha una giglia di 22 che studia e lavora
io sono operaio ed il mio reddito e’ di euro 1100 mensili
mia moglie lavora saltuariamente quando trova per pochi euro
la mia ex moglie ha voluto euro 400 per il mantenimento della figlia che abbiamo avuto insieme e che non vedo quasi mai ,non per mio volere,adesso ho saputo che mia figlia svolge qualche lavoretto a nero e vuole andare all’universita’ io non posso permettermelo per pagare gli arretrati del mantenimento e i vari debiti fatti visto che sono stato disoccupato per 7 mesi ho venduto la casa che avevo fatto con la mia nuova moglie adesso non mi e’ rimasto niente praticamente pago un affitto di 55o euro posso chiefdere la riduzione dell’assegno almeno a 200 euro? sono disperato…grazie
ciao a tutti.
Mio fratello si sta separando dalla moglie, hanno un figlio di 11 anni.
La casa coniugale, pagata da entrambi al 50%, è totalmente saldata e intestata a lei.
Il regime patrimoniale è la separazione dei beni.
Erano addivenuti ad un accordo consensuale che era stato depositato e l’udienza era stata fissata, ma l’accordo è saltato e quindi procederanno con causa giudiziale.
Ora mio fratello intende comprare una casa per sé e per far ciò dovrà contrarre un mutuo.
La domanda è: dai giudici verrà considerato che la rata di mutuo inciderà sul suo reddito ai fini del calcolo dell’assegno di mantenimento del bambino?
Grazie, cordiali saluti.
VIOLA sì, certamente, il nuovo mutuo è un’uscita che verrà considerata. Ovviamente tuo fratello dovrà produrre adeguata documentazione: a noi hanno chiesto il cedolino dell’ultima rata del mutuo pagato, ad esempio.
Ma oltre a questa verranno considerate tante altre cose, come i redditi di entrambi, le bollette che pagano, eventuali altre rendite e/o spese fisse, il tenore di vita prima della separazione (soprattutto per il figlio) e non so quante altre cose. Il suo avvocato saprà sicuramente dargli indicazioni più precise riguardo il suo caso in particolare (tanto deve prenderlo per forza, per fare la giudiziale).
Grazie per la risposta Claudia.
Lui ha già l’avvocato, discuterà dei particolari in un incontro che ha a breve, intanto grazie a te abbiamo un’anticipazione.
Il problema è che la ex vuole ridurlo in povertà ma giustamente lui invece vuole ricostruire una vita e, per cominciare, vuole comprarsi casa.
Lui ha uno stipendio di 1.600 netti per 14 mensilità, per molti anni in 3 hanno vissuto solo con quello perché lei non lavorava, lei ha trovato un impiego part-time solo 3 mesi prima del botto e ora guadagna 900 euro al mese. La casa è tutta pagata e intestata (stupido) a lei.
Inizialmente si erano accordati per 500 euro di mantenimento per il figlio, poi lei ha cambiato idea e pretende più denaro e un mantenimento per lei, in totale 800 euro al mese.
Mi chiedo: ma davvero il giudice potrebbe obbligarlo a pagare quella cifra?
Grazie, ciao.
VIOLA la mia esperienza non mi consente di dirti se può concederle quella cifra, ma visto quello che paghiamo noi con i nostri stipendi potrebbe anche. Ci sono talmente tante variabili da considerare e non esiste un calcolo matematico e preciso per stabilire l’importo, quindi finchè il giudice non si esprime tutto può essere.
1600 netti non sono pochi, ma se vai a vedere noi tra fisso, extra, spese varie per la gestione della bambina, spendiamo più o meno quella cifra ogni mese, guadagnando in due più o meno quella cifra e con un piccolo mutuo + affitto da pagare (nostro figlio invece non l’hanno considerato dicendo “dovevate pensarci prima”… non ti dico il nervoso, ma la legge è legge).
Dipende anche se nella cifra sono compresi anche i cosiddetti “extra” o vengono conteggiati a parte “scontrini alla mano”… insomma, è praticamente impossibile dirti se la cifra è idonea o meno, mi spiace.
Buongiorno, sono in fase di separazione giudiziale. Vorrei fare due domande e forse avete già risposto in precedenza ma non sono riuscito a capire. 1) Sono costretto a dare il mantenimento intero nel periodo che i figli sono stati con me durante le vacanze per 15 giorni? 2) Al momento verso il mantenimento nel conto corrente della madre. Sono costretto a farlo o potremmo aprire un conto corrente per i bimbi e versarlo in questo conto? grazie in anticipo! Buona giornata.
MASSIMILIANO
1 – sì. l’importo dell’assegno viene considerato su base annua tenendo conto anche dei 15 giorni che passa con te durante le ferie, come di tutte le altre entrate ed uscite che avete, poi suddiviso per 12 ti da l’importo mensile da versare, che è uguale tutti i mesi e può essere variato solo dietro nuova sentenza nel caso le condizioni economiche di uno dei genitori variassero a tel punto da renderlo necessario (per dire, il mio compagno è stato in cassaintegrazione per mesi, a 0 ore, e l’azienda non ha anticipato niente, il che significa che per mesi non ha preso nemmeno un centesimo, perchè l’inps ancora deve pagare. l’assegno di mantenimento l’abbiamo dovuto pagare lo stesso, tutti i mesi.)
2 – che senso ha? quei soldi li deve gestire comunque la madre e non è tenuta renderti conto di come li spende (può spendere i tuoi soldi per andare dal parrucchiere e poi pagare vestiti e cibo dei bambini tutti coi suoi soldi, a te che cambia?), che senso ha pagare la tenuta di un altro conto apposito per i bambini? giusto per creare difficoltà e spendere qualcosa in più? non vedo un motivo valido per fare una cosa del genere
Ciao Claudia, grazie per la risposta. Per il discorso del conto corrente è che lei non spende tutti i soldi del mantenimento solo per i figli, perché lei si veste, i figli no. Aprire un conto per i bambini sarebbe la cosa più giusta secondo me. Lei deve usare quei soldi solo per loro e se avanza qualcosa a fine mese, restano ai bambini e non nel suo portafoglio, io mantengo i bimbi non lei. Da qualche informazione presa, penso sia anche costretta e rendermi conto di come li spende quei soldi, ma non ho certezza in merito, devo approfondire la cosa. Buona giornata.
MASSIMILIANO il rendere conto delle spese e lasciare ai figli l’eventuale “avanzo” potrebbe essere interessante, che anche qui lei si prende i soldi e non si sa come li spende. Ma già non ci da nemmeno le copie delle ricevute per gli extra che chiede, dobbiamo andare sulla fiducia, figuriamoci se ci dice come spende l’assegno…
E comunque se ti rende conto delle spese ti basta registrare da qualche parte quello che versi e quello che spende, poi per differenza saprai quanti soldini devono avere i bambini da parte per loro, senza dover sostenere il costo in più del conto corrente.
CLAUDIA – Per gli extra a me da le ricevute altrimenti non vede un soldo e quindi su questo sono tranquillo. Quindi per il conto non c’è una legge che ti impone di mettere il mantenimento in conto suo è una prassi che magari fanno tutti. Bene su questa cosa farò il diavolo a quattro, voglio che i miei figli se avanza qualcosa resti a loro, sono soldi che io do a loro e cercherò di farmi dare ricevute su quello che spende da quei soldi.
Massimiliano, Claudia, siete un po’ fuori strada: l’assegno di mantenimento per i figli va versato al genitore collocatario o affidatario (insomma, quello con cui vivono): la gestione delle somme è rimessa a quel genitore.
Del resto cos’è un conto intestato ai bambini? Un rapporto bancario non può essere intestato ad un minore: o il conto è vincolato fino alla maggiore età o si tratta di un conto da cui attinge il genitore ed è solo una finzione poco più che pubblicitaria degli istituti di credito, quella di intestarlo ad un minore.
Non c’è alcun diritto di rendiconto nei confronti dell’altro coniuge. Anche perchè quei soldi sono da considerarsi un contributo al mantenimento dei figli in senso ampio: quindi utenze domestiche, cibo, carburante, ecc.
Massimiliano, se ritieni che i bambini non siano tenuti in una condizione dignitosa, manifesta questa lamentela alla madre, possibilmente per iscritto.
Claudia… davvero voi pagate le spese extra senza vedere le ricevute??? Non ti sembra un po’ troppo?
MASSIMILIANO andando al di fuori della questione legale, non mi sembra che questo comportamento possa portare a qualcosa di buono per i tuoi figli. Per loro è più importante vedere che voi genitori anche se separati non vi fate la guerra, piuttosto che avere qualche migliaio di euro da spendere. Posso capire il rancore nei confronti della tua ex, ma a meno che non ti dia validi motivi per farlo non dovresti privarla di un minimo di fiducia per la gestione di base dei vostri figli. D’altro canto se l’avevi scelta per farceli, dei figli, forse non sarà proprio così una cattiva madre, no? (e ti parlo da nuova compagna di un uomo che spende metà del suo stipendio ogni mese tra mantenimento, extra e spese varie per la figlia, a volte privando mio figlio delle cose essenziali pur di trovare i soldi per lei, quindi non ti dico queste cose perchè “sono di parte”)
SILVIA grazie mille per i chiarimenti.
E sì, paghiamo senza vedere ricevute, perchè se le chiede lei accampa scuse per non dargliele (una volta si è dimenticata di fare la copia, un’altra volta dice che non gliel’hanno rilasciata) e se le pretende guarda caso nelle settimane a venire la bimba ha sempre impegni enon può stare con noi (compleanni, gite, uscite con la madre).
Purtroppo sono situazioni delicate e qualcuno se ne approfitta, anche a discapito di altri che non dovrebbero entrarci niente.
Buon giorno avrei bisogno di un chiarimento:
ho un figlio di 3 anni avunto da una convivenza, il padre di mio figlio versa mensilmente un assegno di € 300,00 stabilito dal legale, in quanto al momento della separazione aveva solo reddito di lavoro
ora a distanza di un anno sono venuta a sapere che l’appartamento in cui vive è di sua proprietà.
Questa nuova situazione puo’ incidere sull’assegno di mantenimento verso il figlio?
Grazie.
Katia, se l’appartamento lo ha comprato e paga un mutuo, incide ben poco: quello che era calcolato come onere per il canone di locazione sarà ora onere per la rata di mutuo.
SILVIA – Buongiorno e grazie per i chiarimenti. Complimenti ottimo sito molto utile. Buona giornata.
Buongiorno. Una domanda.
Io attualmente pago un affitto, pago il mantenimento (450 euro) e pure un mutuo cointestato con la mia ex moglie che paghiamo a metà. Purtroppo faccio fatica ad arrivare a fine mese. Sono costretto a continuare a pagare la mia metà di mutuo essendo in difficoltà economiche? Posso far richiesta al Giudice che il mutuo venga pagato per intero dalla ex moglie in modo che io riesca a vivere un po’? Grazie in anticipo.
Buongiorno,
avrei bisogno di una delucidazione:
il mio compagno versa attualmente alla sua ex moglie l’assegno di mantenimento per la figlia + il 50% delle spese di formazione, sport e ricreative.
Per un maggior benessere della figlia e nel tentativo di assicurarsi un rapporto più pacifico con l’ex moglie provvede, inoltre, a partecipare ad altre spese (con importi spesso non modici!) non previste dalla sentenza di divorzio datata 2007.
D’altra parte, l’assegno di mantenimento finora versato non è stato mai aggiornato agli indici istat come fissato nella sentenza di divorzio.
Finora tutti i contributi monetari non obbligatori, cioè non previsti dalla sentenza, sono stati versati tramite bonifico bancario.
E’ bene continuare in questa maniera di modo da far fronte ad un’eventuale ricorso da parte della ex moglie per i mancati adeguamenti istat? Oppure è meglio dare i soldi contanti in nero alla figlia per non incorrere nel rischio che la sua ex moglie faccia riferimento a questi ultimi per dimostrare una maggiore capacità reddituale del mio compagno e quindi per un’eventuale causa per la rivalutazione dell’assegno di mantenimento?
In attesa di cordiale riscontro, Vi ringrazio anticipatamente.
Buon giorno,sono un padre disperato,divorziato da tanti anni,ho una bimba di 13 anni,che vive a Forlì e che non vedo mai,solo una volta l’anno,massimo due,io faccio il facchino,guadagno 1000 euro al mese,la mia attuale moglie 500,siamo con 500 euro di affitto,siamo in tre in casa perchè abbiamo una figlia,ho sempre pagato regolarmente il mantenimento della bimba,220 euro al mese,la mia ex moglie mi chiede adesso 300,00 euro al mese,cosa che non riesco a fare assolutamente,mi dica per favore,quanto dovrei pagare al mese,considerando che guadagno solo 1000 euro mensili?nell’ansiosa attesa cordialmente La ringrazio.
Massimiliano: se le difficoltà economiche sono sopravvenute (dovuta a fatti successivi alla separazione) puoi chiedere una modifica che ti sollevi dal pagamento della metà del mutuo o comunque una divisione non al 50%, ma con maggior carico alla tua ex.
Ionosphera: la rivalutazione istat è dovuta tutti gli anni. Sbagliato non pagarla. Gli eventuali pagamenti di somme non dovute possono essere considerati regali, contributi eccezionali, quindi non è possibile richiederli o imputarli a rivalutazione. Vi consiglio di rivalutare l’assegno e, in caso, evitare spese extra non dovute se sono oltre le vostre possibilità.
Pasqualino, non esiste una somma prefissata. Nella tua situazione, di semplicemente che oltre i 220 euro non puoi andare. Se chiederà l’aumento giudizialmente, potrai validamente resistere.
Grazie mille Silvia,grazie di cuore,il tuo scritto mi solleva….
però dimmi,se dovesse andare da un avvocato,io sarei costretto a metterne uno anch’io,se io perdessi,dovrei poi pagare anche le sue spese di avvocato oltre le mie?
Nell’ansiosa attesa,ti ringrazio di vero cuore per il tuo prezioso aiuto!
Grazie mille Silvia per la tua risposta e buon lavoro!!!
Scusa Silvia…un’altra cosa,ma per far aggiornare-rivalutare l’importo del mantenimento,bisogna per forza andare dagli avvocati e spendere soldi?
Non esistono degli enti dove si può fare l’accordo con una spesa modica?
attendo con ansia ed anticipatamente ti ringrazio di cuore.
Grazie Silvia per la risposta, sempre molto gentile. Senti ma se io non pago il mutuo e lo paga la mia ex, il giudice può aumentare il mantenimento se lei lo chiede, visto che risparmio i soldi del mutuo? Granzie di nuovo in anticipo.
pasqualino, sul web è pieno di programmini per calcolare la rivalutazione: si inserisce la somma iniziale e l’anno da cui andava pagata e viene rivalutata.
Massimiliano, se chiedi di essere sollevato dal pagamento del mutuo perchè, per fatti sopravvenuti, non sei in grado di pagare, non ha senso onerarti di un mantenimento maggiore. Se poi il giudice riterrà che il mutuo lo puoi pagare, beh, continuerai a pagarlo.
Ok Silvia grazie mille,ho trovato il sito per rivalutare la cifra…
ma perdonami,se lei và da un avvocato sono costretto a mettermi un avvocato anch’io altrimenti perdo?
e devo pagare anche il suo avvocato?
attendo in ansia e ti ringrazio.
Pasqualino, se presenta ricorso al Tribunale per modificare le condizioni di separazione per ottenere un aumento dell’assegno, dovrai costituirti con un tuo avvocato. In questi procedimenti non sarebbe necessario: in teoria il giudice ti ascolta anche se vai da solo, ma non puoi costituirti in giudizio. Sconsiglio di prsentarti senza un legale.
Non vedo nessun motivo per il quale dovresti pagare il suo avvocato. In questi casi non c’è neanche una vera soccombenza, quindi è probabile una compensazione delle spese (ognuno paga il suo).
Ciao Silvia,
prima di scriverti ho letto tutti i post con attenzione per evitare di chiedere cose inutili. Ho deciso di scrivere perchè ho trovato le tue risposte sempre molto appropriate.
Vorrei sapere se è normale pagare un assegno di 800 euro (600 alla figlia laureanda e 200 alla ex che ora lavora). Una volta laureata, posso dire a mia figlia di fare come ha fatto papà che a 15 anni già lavorava?
Il mio reddito mensile è di meno di 2000 euro. Sono separato da 3 anni.
La mia ex al momento della separazione non lavorava. Ora il suo reddito si aggira sui 5000 euro l’anno. La casa è di sua proprietà. Gli extra sono a carico mio per i 3/4. Non ha mai concordato nulla e ho sempre pagato senza batter ciglio, per semplice scrupolo. Ora le ho detto che non li pagherà più se non li concordiamo. Può intraprendere qualche azione? Devo farmi un monumento alla stupidità per aver accettato queste condizioni al momento della separazione?
Grazie mille per la risposta e ancora complimenti.
…Chiedo scusa, ovviamente “Ora le ho detto che non li pagherà più se non li concordiamo.” è da intendere “Non li pagherò più se non li concordiamo.”
Ciao.
Emilio, dai coraggio, non ti buttare giù: essere corretti non è essere stupidi, anche se tutto il mondo intorno sembra inneggiare alla furbizia.
Andiamo con ordine: la tua ex ora lavora, anche se non guadagna molto (anzi, piuttosto pochino), quindi potresti chiedere una modifica delle condizioni sul presupposto che allora non lavorava, ma oggi si.
Tua figlia non è ancora indipendente economicamente: se hai accettato di pagarle gli studi, ora devi mantenere l’impegno, ma una volta laureata puoi pretendere che lavori anche adattandosi inizialmente a mansioni non adeguate alla laurea.
Recentemente è stata pronunciata una sentenza della Cassazione che ribadisce che il figlio che colpevolmente non accetta lavori perchè non li ritiene all’altezza, non deve più essere mantenuto.
Quindi ti consiglio di dare un minimo di tempo a tua figlia dopo la laurea e poi di spiegarle che è bene che cammini con le sue gambe.
Ti consiglio di ricorrere comunque al Tribunale per far accertare la fine dei tuoi obblighi. Se la tua ex è d’accordo, potrete presentare un ricorso congiunto che il Tribunale si limiterà a ratificare. In caso contrario, puoi procedere da solo: ti conviene aspettare la laurea, qualche mese successivo e poi chiedere entrambe le modifiche in un unico ricorso.
Per le spese straordinarie fai benissimo a non pagarle se non concordate: anzi, contesta sempre per scritto quello che ti viene chiesto e non approvi.
Che dire Silvia, ti ringrazio di cuore, non foss’altro che per il fatto di avermi ridato un pò di fiducia.
Ho seguito il tuo consiglio e ho spedito oggi stesso la raccomandata dove contesto la richiesta di spese extra non concordate.
Grazie ancora.
Buongiorno, ti scrivo perchè vorrei riuscire a capire cosa viene preso in considerazione per la formulazione dell’importo degli assegni familiari.
Sento sempre che quando si avviano le pratiche di separazione si parte con le “migliori” intenzioni di non voler lasciare il coniuge che dovrà mantenere l’altro e i figli (ovviamente spetta sempre al marito) in difficoltà economica (visto che dovrà aggiungere alle solite spese anche quelle per una nuova casa).
Puntualmente però le richieste economiche che vengono fatte, lasciano, passatemi il termine, l’uomo in mutande.
Mi sembra di aver capito che si considerino le spese fisse (casa, in tutti i suoi aspetti, e tutto ciò che serve quotidianamente).
Fin quì ci sono arrivata.
Quello che mi chiedo è come mai in sede di separazione il costo dei figli si triplica rispotto a quando i genitori vivevano insieme?
Mi spiego meglio. Nel calcolo, non basterebbe considerare quanto si spense in media per vivere (ovviamente si consideri la casa di proprietà e gli sport dei figli extra).
Possibile che due figli costino 900 euro al mese (900 euro oltre al mantenimento dell’altro coniuge). La mia famiglia è di 4 persone adulte e non spendiamo 900 euro al mese per mantenerci.
Ovviamente do per scontato che la necessità di vestiario e altro sia considerato semi extra (es. le scarpe non sono usa e getta, se servono si comprano altimenti no). A questo punto mi sorge il dubbio che chi fa la rischiesta cerca di aumentare la valutazione della spesa per i figli, pensando di usufruirne.
Mi sembra proprio che chi chiede e chi consiglia, prende la separazione come un’occasione per vivere a spese degli altri.
Oltre a sapere come si specificano le spese per quantificare l’entità degli assegni familiari, vorrei sapere se è possibile chiedere al coniuge che usufruisce degli assegni familiari, una specifica per vedere se effettivamente i soldi percepiti per i figli, vengono utilizzati effettivamente per loro.
Mi scuso per essermi dilungata.
@Ser, che chiede:
“come mai in sede di separazione il costo dei figli si triplica rispotto a quando i genitori vivevano insieme?”
Perché la legge impone di determinare l’importo “considerando il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza tra i genitori” ed i giudici applicano la legge … moltiplicando per un fattore a piacere l’importo di partenza!
Colgo l’occasione per citare i risultati di un sondaggio di Radio24: alla domanda “Secondo voi nell’affido dei figli c’è parità di trattamento tra padri e madri?” le risposte degli ascoltatori sono state:
No: 95%
Si: 5%
Pur non avendo tali sondaggi un valore statistico, direi che il risultato è talmente sbilanciato che si commenta da sé.
(http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=affido-figli-parita-padre-madre-ayala-magistrato-collega-falcone-borsellino)
Sperando nell’affido condiviso 2.0 …
Ti ringrazio Paolo, ma forse mi è sfuggito qualche cosa della tua risposta. Mi riferivo proprio a questo. Se il tenore di vita dei figli deve restare uguale, come mai le richieste sono maggiori rispetto a quello che nonrmalmente si spende?
Cara Ser, la mia risposta voleva solo essere una provocazione per sottolineare l’arbitrarietà e l’incongruenza di certi importi, come tu hai giustamente fatto rilevare.
Se c’è una logica, io non la vedo.
Spero che qualcun altro possa trovare una risposta al tuo quesito.
Guardando all’affido condiviso nel suo complesso, il fatto che dopo 4 anni una legge dello stato si trovi nella grande maggioranza dei casi disattesa mi sembra di una gravità estrema, tanto più se, questioni economiche a parte, a patirne di più le conseguenze sono i figli ed il loro rapporto con il genitore “non collocatario”.
A questo riguardo, segnalo che l’associazione “Adiantum” presenterà al Ministro della Giustizia il 15 ottobre una diffida per lamentare la mancata applicazione della legge sull’affido condiviso.
(www.adiantum.it/public/1386-rita-bernardini-sulla-class-action.-ecco-le-note-dalle-maggiori-agenzie-di-stampa.asp)
Grazie tante per la tua risposta.
Ciao a tutti,
un altro quesito…dovendo dividere l’assegno di mantenimento tra ex e figlia, posso chiedere a quest’ultima di aprirsi un conto corrente a nome suo dove accreditare la somma?
Grazie.
Emilio, dato che tua figlia è maggiorenne puoi pagare direttamente a lei, ma solo se il Tribunale ti autorizza in seguito a ricorso per modifica delle condizioni. Oppure su accordo con la ex moglie.
La legge attuale prevede il pagamento diretto al figlio maggiorenne, ma non è una norma ben vista dai giudici, che tendono a disapplicarla. Per le separazioni prima del 2006 non era prevista (se non come eccezione alla regola e solo su specifica motivazione).
Grazie ancora Silvia!
Sono separato da 6 anni e mensilmente verso l’assegno degli alimenti alla moglie e alla figlia di 16 anni.
volevo sapere se adesso che la figlia ha trovato lavoro come apprendista, io devo sempre dare l’assegno di mantenimento o devo aspettare la maggiore età?
Ringrazio anticipatamente.
Gentili signori,
pongo ai più esperti questo mio quesito.
Sono separato e successivamente divorziato da circa 12 anni. Attualmente come da sentenza di divorzio omologata anni fa, verso una somma mensile devoluta per il solo mantenimento della figlia ora maggiorenne e studentessa universitaria 1° anno, pari a €.385,00 mensili. Nessun obbligo omologato per quanto riguarda le spese extra al 50%. La madre nonchè genitrice affidataria convive stabilmente con persona con la quale ha avviato attività commerciale ben avviata con ottimi profitti. Poichè ho serie difficoltà a versare mensilmente quella somma in quanto, stipendiato statale, vivo stabilmente in un altro nucleo famigliare di tre persone,posso avanzare richiesta di diminuzione della somma citata? Premetto che in tutti questi anni sono stato sempre puntuale nei pagamenti e quando ho potuto a mia figlia ho fatto anche regali in denaro. Ma oggi ho difficoltà in quanto la mia attuale compagna ha perso anche il lavoro.
Ringrazio anticipatamente.
Angelo
Angelo, in realtà la tua diminuzione di capacità reddituale è dovuta alla tua attuale compagna, quindi non verrebbe presa in considerazione rilevante. Dovresti puntare sul miglioramento reddituale della tua ex: ora imprenditrice e convivente con persona benestante. Diciamo che il risultato non è scontato, ma una richiesta di modifica ben motivata potrebbe avere buone speranze.
ciao mi chiamo manuela volevo chiedere dei chiarimenti. in maggio è stato disposto dal giudice minorile l’affidamento condiviso e che il padre di mia figlia corrisponda €300 mensili più gli extra (da accreditare entro il 20 di ogni mese sul mio conto corrente).bhe il problema sorge da luglio che non corrisponde più niente,quindi io a fine settembre mi sono rivolta alle forze dell’ordine facendo querela a questa persona. il bello che nella sua memoria si è descritto come padre modello. sapete dirmi se deposito nuovamente una sentenza al tribunale dei minori c’è la possibilità che gli venga tolto ogni beneficio?????
Ciao, sto per affrontare la causa di divorzio e ho intenzione di chiedere l’aumento dell’assegno di mantenimento per i 3 figli, in affidamento condiviso ma stabilmente con me, in quanto da tre anni non lavoro più e l’importo di € 400, stabilito nella sentenza di separazione e accettato da me per “disperazione”, è irrisorio, a mio parere.
Preciso che non ho mai percepito la metà delle spese straordinarie, quali libri, iscrizioni a scuola, sport, ecc. e neanche gli assegni familiari.
Mio marito (ancora tale fino al divorzio) ha una casa propria, auto aziendale (ho anche dubbi sul suo effettivo stipendio, visto che l’azienda gli paga le spese di viaggi e hotel a 4 stelle) e pochissime spese.
Io, però, convivo e chiedo se questo può influire sul mantenimento che è stato stabilito per i soli figli.
Grazie
Domanda: Ma nel caso di separazione giudiziale, nel calcolo dell’assegno mesile, si tiene conto delle entrate saltuarie ma documentate della moglie?
SONIA a noi ha contato la convivenza. nel nostro caso però è il mio compagno che deve pagare, e per stabilire l’importo hanno considerato anche le mie entrate (così paghiamo di più, olè). credo che vengano considerate tutte le entrate del nucleo familiare effettivo anche nel tuo caso.
SER le entrate saltuarie non so se possono essere contate, perchè in quanto saltuarie non c’è certezza che si ripetano. Però non sono sicura.
MANUELA mi spiace, non so aiutarti, questo non mi è mai capitato.
Ciao Claudia, ti ringrazio per la risposta, anche se resto con qualche dubbio, in quanto, essendo il tuo compagno a dover pagare, probabilmente conta il suo stato economico, considerando anche le tue entrate, nel mio caso, io posso essere “mantenuta” dal mio compagno, ma i miei figli devono continuare a contare sull’aiuto dei soli genitori ed io ricado sul mio convivente che, di conseguenza, deve farsi carico anche di loro (e da due anni lo fa)…mi sembra alquanto strano.
SONIA io posso dirti solo come hanno ragionato per il nostro caso: hanno considerato le entrate ed uscite del nucleo familiare completo, ovvero quanti soldi entrano ed escono nella famiglia. quindi per il mio nucleo familiare c’eravamo io ed il mio compagno (nostro figlio non l’hanno contato, anche se sarebbe stato una bella uscita… ma il giudice ha detto solo che “dovevamo pensarci prima”, e ti risparmio cosa ne penso che credo tu lo possa immaginare), e per il nucleo familiare della bimba hanno contato la madre ma dovrebbero aver contato anche i suoi genitori ed i fratelli con cui vive (sia per le entrate che per le spese, ovviamente). non so se sia la norma, ma visto che mi è capitato tienilo in considerazione.
poi tanto dovrai prenderti un legale per affrontare la causa di divorzio, perchè è obbligatorio per legge, quindi lui saprà darti risposte più precise e sicure, anche in base a tutti i dettagli della vostra situazione.
grazie per ora spero solo che il prossimo giudice ci tolga definitivamente il problema padre togliendogli la podestà.
io il legale ce l’ho già ed è anche stata fissata la data in tribunale…la mia domanda nasce dal fatto che lui dice che considereranno il mio compagno, mentre altri due avvocati mi hanno detto che il mio convivente potrebbe influire solo sull’assegno di mantenimento per me ed io non lo prendo comunque…
ecco perché ho chiesto un parere anche qui
p.s. non so quanto paghi il tuo compagno per una bimba, ma 400 euro per tre figli sono davvero pochi, considerando anche che non viene pagato nessun extra
SONIA noi paghiamo 230 per una + gli extra (tra tutto alla fine si arriva tranquilli a 400-500 euro al mese), ma dipende anche dalle entrate, appunto (e noi le abbiamo al minimo sindacale). certo che 400 euro per 3 figli senza extra sembrano poche anche a me, ma bisogna vedere quanto guadagna il padre dei tuoi figli e se vive da solo (ma secondo me qualcosina in più dovrebbe dartelo, perchè i figli sono 3, caspita).
(se passa Silvia ti risolve ogni dubbio, ma povera è sempre tanto impegnata che non può stare dietro a tutto)
che il tuo compagno non venga considerato mi sembra strano, a meno che tu non faccia risultare che non convive con te, ma non sarebbe corretto.
a ‘sto punto, due a due palla al centro, ti tocca sentire un altro parere
quanto guadagna lui è un mistero, nel senso che le sue buste paga non sono mai state veritiere, però un direttore del personale di un’azienda con 400mila dipendenti, che ha l’auto aziendale, rimborso spese, e hotel a 4 stelle per lunghi periodi, almeno in teoria, non dovrebbe fare la fame…
speriamo passi silvia e grazie per la tua disponibilità e gentilezza!
Mi sembrate molto ben informate, quindi vi chiedo un parere puramente economico.
Secondo voi con uno stipendio di circa 1800 euri non è una proposta più che onesta darne 900 (tra moglie e due figlie)? Da considerare il fatto che la moglie resta in una casa di proprietà di entrambi (ed entrate saltuari di circa 200 euro al mese) e il marito deve trovarsi un’altra sistemazione?
Secondo voi un giudice quanto quantificherebbe?
SER è talmente variabile che non saprei proprio che dirti
per me sarebbe onesto, ma il giudice potrebbe pensarla diversamente
Capisco!
Chiedevo perchè volevo provare a regolarmi se procedere o cambiare la proposta.
Grazie tante.
Ser, a me sinceramente sembra più che adeguato il mantenimento di 900 euro al mese ossia la metà dello stipendio.
La moglie può lavorare, anche part time?
E’ bene che si rimbocchi le maniche.
Questo deve essere fatto presente al giudice, si può accettare di pagare un mantenimento più alto per un DETERMINATO periodo di tempo, finché poi lei non trovi un lavoro.
Con 900 euro di contro il marito deve trovarsi anche un alloggio, non so in quale città si trovi ma almeno ci vogliono 500 euro al mese.
Ser, secondo me è una buona proposta in effetti.
Sonia, l’importo dell’assegno che percepisci è irrisorio per il quadro che fai. € 400 per tre figli lasciano supporre che i tuoi redditi siano tanto alti da giustificare una partecipazione minoritaria del padre al mantenimento dei figli. Ma non credo proprio sia così.
Il reddito del tuo compagno non dovrebbe influire se non per il tuo mantenimento personale.
E poi perchè non chiedi le spese straordinarie?
Tuo marito dovrà comunque produrre in giudizio le dichiarazioni dei redditi degli utlimi 3 anni.
Ciao Silvia, grazie per la risposta;
io non ho nessun reddito, da 3 anni non lavoro e non riesco a trovare data la mia età (40 anni sono troppi per trovare lavoro oggi!), l’unica entrata è lo stipendio del mio compagno.
Le spese straordinarie le ho sempre chieste ma non mi sono mai state pagate in quanto non è specificato nella sentenza di separazione.
Mio marito ha anche incassato gli assegni familiari per più di un anno dopo la separazione e non ho avuto neanche quelli…
Mi consola sentire che il reddito del mio compagno non dovrebbe influire.
Spero proprio che il giudice capisca la situazione.
SILVIA, scusa, ma allora perchè a me il reddito l’hanno considerato? solo perchè devo pagare? cioè, se devi prendere il reddito del compagno non conta, ma se devi pagare sì?
io non l’ho capito.
mi sa che devo parlare con l’avvocato del mio compagno…
Claudia, probabilmente è per lo stesso motivo per cui il reddito del mio compagno influirebbe sull’assegno di mantenimento per me…cioè, lui rende la vita più facile a me e tu la rendi più facile al tuo compagno, consentendogli di pagare di più.
Io non mi stupisco più di niente…
Claudia, Sonia, in effetti però, quando il mantenimento è per i soli figli, non si consiedera il reddito del compagno. Del resto però sapete che c’è una certa discrezionalità del giudice ed ogni tribunale ha la sua giurisprudenza. Mi chiedo: ma il reddito del tuo compagno, Claudia, è stato ESPLICITAMENTE contemplato nel calcolo? Perchè mi sembrerebbe un po’ strano. Oppure vi è stato consigliato di conteggiarlo (o preteso che venisse informalmente conteggiato) nella proposta fatta in sede di deparazione consensuale? In questo caso avrei da ridire con chi vi ha dato questo consiglio o chi ha avallato questa pretesa…
Vi ringrazio tanto per i vostri consigli, mi chiariscono molto le idee.
Vi pongo un’altro quesito:
Un avvocato mi ha consigliato di accettare la proposta di 1000 euro al mese da passare per soli 12 mesi all’anno visto che la ex chiedeva la 13^ e la 14^ (mai percepita dal marito). Non solo ha consigliato anche di non far presente del lavoro saltuario perchè nel momento in cui lei non dovesse più percepire tali entrate, potrebbe chiedere un aumento dell’assegno di “rendita” percepito dal marito.
Secondo voi è vero?
SILVIA di preciso come abbiano proposto i conti gli avvocati non lo so, perchè essendo il divorzio del mio compagno io non ho ovviamente presenziato, non mi sembrava corretto. So che il divorzio era giudiziale, che l’ex aveva chiesto uno sproposito ed il mantenimento sia per la figlia che per lei, che all’avvocato ho prodotto copia del mio cud, di quello del mio compagno (non so se fa differenza, ma sono io la convivente e lui quello che deve pagare il mantenimento per la figlia), di tutte le utenze, del contratto di affitto e di tutte le spese fisse che avevamo. Quindi credo che sia stato dichiarato tutto, come entrate/uscite del nucleo familiare. E dovrebbero aver chiesto lo stesso al nucleo familiare effettivo dell’ex, ma non sono sicura.
Altra cosa che so per certo è che non hanno considerato il figlio che ho avuto dal mio compagno, dicendogli che “doveva pensarci prima”. So che in effetti non si considera più la nascita di un altro figlio come motivo valido per diminuire l’assegno di mantenimento, ma non mi sembra corretto valutare tutto, anche il pelo nell’uovo, e non mio figlio, che poteva anche non essere stato cercato. E poi un discorso del genere (quel “doveva pensarci prima”) mi da parecchio da pensare: in pratica è come suggerire, se non imporre, che il padre separato non abbia il diritto di rifarsi una vita ma debba campare solo per mantenere i figli avuti dal matrimonio fallito (ed eventualmente l’ex moglie), anche se la separazione non è avvenuta per sua scelta. Ma sono solo mie impressioni a caldo, molto probabilmente sviate dalla rabbia.
Leggendo la storia di Claudia-cipi, da lettrice, donna, mamma e moglie resto molto perplessa da quel “doveva pensarci prima”. Secondo me quando dei genitori non separati decidono di avere un secondo (o un terzo…) figlio, si fanno un po’ di conti economici e valutano se possono permetterselo. Al limite decidono di rivedere le loro possibilità, di stringere la cinghia, di andare in vacanza meno spesso, o di comprare cose usate piuttosto che nuove per permettersi un’altro figlio. Non mi sembra in alcun modo ragionevole pensare che il secondo figlio nel caso di coppie separate non debba essere preso in considerazione affatto. Sarà mica uno di quei casi in cui la giustizia si mette i paraocchi e va avanti senza guardare in faccia nessuno?
Claudia, credo che la dimostrazione del tuo reddito sia servita solo a mostrare il quadro della reale situazione economica del tuo compagno, nel senso che probabilmente dimostrava (a vostro vantaggio) che non avendo tu redditi straordinari, lui comunque doveva contribuire normalmente anche nella nuova famiglia. Quindi in realtà è un modo per riconoscergli il diritto ad un nuovo nucleo familiare.
Serena e Claudia: se il mantenimento di un figlio si potesse diminuire per il SOLO fatto che è nato un altro figlio, vi assicuro che ci sarebbero vistosi abusi della situazione. I figli della prima famiglia hanno diritto ad un mantenimento adeguato anche al tenore di vita che avevano e alla situazione concreta dei genitori.
Serena, per curiosità, come funziona per la giurisprudenza svedese?
Ser, la 13^ e 14^ non sono mai previste: il mantenimento non è uno stipendio, è una somma annua divisa, per comodità, in ratei mensili (quindi 12). Il discorso sul lavoro saltuario ha un senso, anche perchè la somma è molto bassa.
quindi a giugno e dicembre l’assegno sarebbe sempre dello stesso importo. Ma se non ho capito male nel calcolo dell’assegno viene considerato tutto il reddito, quindi anche la 13^ e la 14^.
Spero di aver capito bene.
Per quanto riguarda l’affermazione: “il mantenimento non è uno stipendio” ho i miei dubbi. Secondo me la maggior parte delle donne che si separano lo prendono come tale o quanto meno come una rendita. Non si spiega come mai siano così attaccate al centesimo e pur non volendo avere più nulla a che fare con gli ex mariti, hanno tanta voglia di avere a che fare con i loro soldi. Non a caso il costo dei figli aumenta (perchè gli usano per loro) e non trovano un lavoro.
Scusate la nota polemica, ma sentendo certe storie mi viene spontanea.
Grazie tante.
Ser, hai capito bene: si considerano i redditi annui e, in caso siano frequenti e costanti, anche gli straordinari.
Sull’affermazione, puoi anche aver dubbi, ma è oggettivamente così: giuridicamente il mantenimento non è nè uno stipendio, nè una rendita.
Le tue considerazioni sono, secondo me, frutto di generalizzazioni che non trovano necessariamente un riscontro così ampio. Capisco che siano frutto di amarezza, ma la casistica, ti assicuro, è molto ampia e la più diversa.
SERENA non saprei, il dubbio mi era venuto, ma poi ho pensato, come dice anche Silvia, che la legge fosse stata fatta in questo modo perchè alcuni potevano approfittare dei “nuovi figli” per penalizzare gli ex e… insomma, non tutti sono onesti al mondo, e bisogna tutelare chi si trova a dover combattere con i disonesti. certo però che sentirmelo dire in quel modo mi ha ferita e mi ha lasciata proprio male. magari il giudice poteva scegliere termini diversi, ecco.
SILVIA non lo so proprio come l’abbiano pensata, probabilmente hai ragione tu. Anche se in pratica hanno detto che io, lavorando, avrei dovuto mantenere me e mio figlio, mentre il mio compagno poteva così permettersi di aumentare l’assegno che stava già passando per la figlia. Certo l’importo non è elevatissimo perchè i nostri stipendi sono al minimo sindacale, ma tra il fisso e gli extra, aggiungiamo le spese relative alla gestione della bambina a cui poche persone pensano… la situazione economica è nettamente squilibrata(per nostro figlio non li spendiamo tutti i soldi che dobbiamo versare alla sua ex per l’altra figlia).
Altra cosa che non mi va proprio giù è il fatto di non poter considerare l’uscita del mantenimento nè nel 730 nè nell’ISEE (almeno credo, per l’ISEE non mi sono informata a fondo però)… come se l’uscita non ci fosse. Ma in effetti sono soldi che escono dal mio nucleo familiare per andare in quello dell’ex del mio compagno, perchè mai dovrei continuare a pagarci sopra tasse e perdere magari agevolazioni che mi spetterebbero? Ecco, questa parte non l’ho capita… ma mi sa che sono un po’ troppo fuori argomento.
Ovviamente ho generalizzato. So che ci sono anche persone che non ne approfittano, ma la maggior parte delle storie che ho sentito, sono di ex mariti portati all’esasperazione.
Vi ringrazio nuovamente, mi fate capite tante cose.
Ciao
Indubbiamente c’è ci non ne approfitta, ma secondo me, la maggior parte sfrutta la situazione a suo vantaggio. Sarà perchè la maggior parte delle storie che ho sentito sono di ex mogli che chiedono anche la luna, non pensando minimamente a chi paga il mantenimento, come se non fosse il padre dei loro figli.
mi sono distaccata “giusto un po’” dal discorso originale.
Regna l’egoismin queste persone.
Vi ringrazio per i vostri consigli, sono molto utili.
Ciao
Ser, se leggi quello che ho scritto io, ti rendi conto che ci sono anche ex-mariti che pensano solo a se stessi, solo che sembra che quando le vittime sono le mogli, non faccia notizia.
Ti assicuro che conosco tantissime donne che devono sbrigarsela quasi da sole con i figli perché l’ex non paga quello che dovrebbe e POTREBBE.
Indubbiamente il poco corretto si trova ovunque.
Buona sera,la mia ex moglie,può chiedermi la metà della spesa per l’acquisto di occhiali da vista di nostra figlia?
costano 300 euro,me ne chiede 150,questa non è una spesa straordinaria che andava concordata?o rientra in spesa medica?
Grazie!
Ciao, publico qui il mio caso mentre sono alla ricerca di un conforto.
Sono in procinto di giungere alla firma della consensuale con un assegno di mantenimento di €1000 (mille) per due figli di 10 e 8 anni. Lei lavora, io lavoro, lei guadagna, io guadagno. Oggi sui 2500 lei e 1500 io. L’ipotesi di qs accordo economico nasce un anno fà, nel frattempo le mie condizioni di lavoro cambiano e non riesco più a versare quanto puntualmente versato.
Chiedo una corposa riduzione, del 50%, prima della firma, così da potere magari dormire qualche notte in più e non essere svegliato dal direttore della banca.
Lei ovviamente me ne “vomita” (volgare, ma chiaro) di ogni sulla mia irresponsabilità nella gestione dei figli i quali cosi sapranno, finalmente, di che pasta è fatto il loro papà.
La riflessione é una sola: con €1000 sono una persona, con €500 divento un demonio.
Penso che abbandonerò la consensuale e farò decidere al giudice. Che ne dite?
Matt… sinceramente: SI. Può solo andarti meglio.
Ne approfitto ancora: come posso farmi un’idea della consistenza dell’assegno di mantenimeno? non esistono parametri di riferimento numerici o almeno indicatori approssimativi?
Conosco il Macom ma costa un pochino.
THX
Non è Macom bensì MOCAM … chiedo scusa
PASQUALINO credo che gli occhiali siano una spesa medica, in quanto sono necessari e non si può evitare di metterli, se alla bimba servono. E 300 euro per un paio di occhiali mi sembra una spesa accettabile.
MATT 1000 euro per due figli con quegli stipendi mi sembra un’esagerazione. Per il calcolo del mantenimento invece non credo che gli strumenti che puoi trovare possano aiutarti molto, perchè la discrezionalità del giudice può farli variare anche di molto, a quanto mi risulta.
QUESITO:
non so se è vero, ma leggevo da qualche parte su internet, che a seguito di una separazione, se uno dei coniugi dimostra di aver pagato il mutuo della casa (intestata ad entrambi)interamente da solo, senza l’aiuto economico dell’altro coniuge, può rivendicarne l’intera proprietà.
Purtroppo non trovo più la pagina web in cui ho letto questa cosa, quindi non so se ho capito male o meno.
Se non ricordo male dovrebbe essere una sentenza della cassazione.
Spero di non stare a mettere in giro fesserie colossali.
ciao
Non vorrei dire altre stupidaggini, ma forse quello che ho chiesto prima era relativo alla “prova della propietà dei beni”
Prova della proprietà dei beni
Ho trovato questo in rete:
Art. 219 Prova della proprietà dei beni
Il coniuge può provare con ogni mezzo nei confronti dell`altro la proprietà esclusiva di un bene.
I beni di cui nessuno dei coniugi può dimostrare la proprietà esclusiva sono di proprietà indivisa per pari quota di entrambi i coniugi
Massima della Cassazione
Prova della proprietà dei beni
Il secondo comma dell’art. 219 cod. civ. (che, con riferimento alla ipotesi di separazione di beni tra coniugi, sancisce una presunzione semplice di comproprietà per i beni mobili dei quali nessuno di essi sia in grado di dimostrare la proprietà esclusiva), pur non contenendo una esplicita limitazione dell’efficacia della presunzione di comunione ai soli rapporti interni tra coniugi (a differenza di quanto stabilito al primo comma, contenente un espresso riferimento ai rapporti predetti), va interpretato secondo criteri ermeneutici di tipo logico – unitari non meno che storici (emergendo dai lavori preparatori che l’efficacia della presunzione era stata inizialmente estesa anche ai terzi), e non consente, pertanto, di estendere gli effetti della presunzione in parola anche ai rapporti di ciascun coniuge con i terzi, con la conseguenza che, in tema di opposizione all’esecuzione, il coniuge opponente incontra tutti i limiti di prova previsti, in linea generale, dall’art. 621 cod. proc. civ. (che esclude, in particolare, l’efficacia probatoria di qualsiasi forma di presunzione).
Buona sera Silvia,ho urgente bisogno del Suo aiuto,pongo il quesito:
ho 42 anni,sono divorziato e risposato,mia figlia,che ha 13 anni,vive a 500 km da me,sua mamma la incita a telefonarmi solo quando ha bisogno di soldi,mai per sapere come stò,mi sento veramente sfruttato e triste,sono malato,e non credo che Dio mi dia ancora tantissimo tempo,pago regolarmente il mantenimento di mia figlia con 250,00 euro,aggiornato con ISTAT il mese scorso,non devo pagare nulla per la mia ex moglie,domanda:al momento della mia morte,la ex può rivalersi sulla mia pensione?e in qualche modo mia figlia?se si,come posso fare per far si che la mia pensione possa sfruttarla solo la mia attuale moglie,che è l’unica persona che mi accudisce e mi cura?
Consideri che con la mia ex avevamo la separazione dei beni,con l’attuale moglie invece abbiamo la comunione dei beni,La prego mi faccia comprendere come devo fare per evitare che continuino a sfruttarmi anche dopo la mia morte,attendo con ansia e cordialmente La saluto.
Ho dimenticato una cosa molto importante,quando ci separammo e divorziammo,il giudice decise che dovevo dare il mantenimento solo a mia figlia,oltre tutto,anche la mia ex moglie si è risposata…
Pasqualino, la sua ex moglie ha perso il diritto alla reversibilità nel momento in cui si è risposata.
Sua figlia non credo abbia diritto ad alcunché, solo eventualmente ai beni che da Lei potrebbe ereditare, anche se lei facesse testamento escludendo Sua figlia, quest’ultima potrebbe impugnarlo.
L’ideale sarebbe che Lei intestasse i suoi beni ad un’altra persona di Sua scelta.
Le auguro di cuore di risolvere i problemi di salute e di vivere una vita lunga e felice con la sua attuale moglie.
Ser, in effetti la prova della propeità esclusiva di un bene è più complessa della prova di aver pagato il bene con il denaro di un solo coniuge. Il pagamento con denaro proveniente dai redditi di un solo coniuge potrebbe essere una modalità della gestione familiare, pur volendo comprare l’immobile per entrambi (ed infatti l’immobile, nel caso, è cointestato). Bisognerebbe avere prove per vincere la presunzione che un bene cointestato è di proprietà al 50% tra i coniugi cointestatari. E questa prova non può risiedere solo ne fatto che è pagata con reddito di un solo coniuge (pensa se uno dei due coniugi è casalinga/o!). Potrebbe essere una componente della prova, insieme ad altri elementi.
Pasqualino, concordo con la risposta di Viola.
Mi sembrava troppo facile!
Vi ringrazio.
Per Pasqualino: IN BOCCA AL LUPO!
Buongiorno volevo chiedere:
io ho 1 figlio di 13 anni con una donna ma non ci siamo mai sposati.
ho riconosciuto mio figlio e verso 300 euro al mese.
da 3 mesi sono disoccupato ma continuo a pagare sempre 300 euro.
non ricevendo nessun stipendio devo continuare a pagare sempre 300 euro?
grazie a chi mi può rispondere e distinti saluti.
MARCO finchè non avrai in mano un’altra sentenza del giudice per pagare meno dovrai versare l’importo pattuito (nel tuo caso 300 euro al mese), anche se non stai lavorando (mi è capitato questa estate con la cassaintegreazione, ed abbiamo dovuto sempre pagare, nonostante le entrate a zero).
si ma io non ricevo neanche la cassa integrazione, cosa posso fare?
comunque grazie per la risposta Claudia, Buonagiornata
Salve,
ho letto i Vs commenti su quest’argomento è avrei bisogno di un po’ di chiarezza su gli assegni.
Vorrei esporre a Silvia il mio problema,convivo da 4anni con una persona da quale ho un bellissimo figlio.Il mio compagno da un precedente matrimonio ha una figlia di 13 anni.Puntualmentte alla figlia gli viene versato il mantenimento di 400 euro più il 50% delle spese mediche e cosi via.Purtroppo io sono disoccupata e vorrei sapere se c’è la possibilità di ridurre il mantenimento dato che il nostro figlio ha solo 4 mesi e abbiamo vissuto di tutto e di più(inteso come ospedali e un piccolo intervento)e sinceramente come nella maggior parte dei casi letti le ex mogli non sanno più come fare per richiedere più soldi.
Vorrei solo sapere se esiste questa possibilità e come viene calcolato il assegno.Grazie anticipatamente!
Altra domandina:
Se si accetta un accordo (forzatamente pur di tigliersi l’altro dalle scatole – scusase i brutti termini), si può stabiliere che l’assegno di mantenimento per i figli sia intestato direttamente a loro allo “scoccare” della maggiore età?
Inoltre, successivamente, l’importo dell’assegno si può cambiare in base alla variazione economiche di uno dei due, anche se è un’accordo preso dalle due parti e non dal giudice?
Grazie tante a chi forrà darmi delle delucidazioni.
Ciao
Buon giorno Silvia,ancora problemi,la mia ex moglie credo mi abbia fregato con gli occhiali della bambina,mi fece credere che costavano 300 euro,ne ho mandati la metà,mi ha presentato uno scontrino di 150 euro,dicendomi che per beneficiare di 50 euro di sconto,il negoziante gli ha proposto di fatturare solo 175 euro,invece credo che li ho pagati solo io,quando mi sono ribellato lei è ripartita alla carica,chiedendomi tutti gli arretrati dell’ISTAT,ma come devo fare?io non la sopporto più,aiutatemi a capire per favore come devo muovermi,attendo con ansia e Vi ringrazio tutti,P.S.ma è vero che se andasse da un avvocato non lo pagherebbe perchè è disoccupata?suo marito lavora però…
Pasqualino Silvia questa settimana non può rispondere ai commenti, quindi devi avere un po’ di pazienza. Però scusa, io se fossi in te pretenderei lo scontrino prima di darle dei soldi, anche a rischio di pagare 50 euro di più. Ma non parlo da avvocato, solo da essere umano
finchè aspettiamo Silvia mi permetto di commentare in base alla mia esperienza
MARCO da quanto mi risulta puoi fare ben poco… dovresti sentire un legale che con tutti i dettagli alla mano possa dirti se puoi fare qualcosa o devi rassegnarti. da quanto so io per variare o sospendere l’assegno di mantenimento ci vuole una sentenza del tribunale, il che significa pagare avvocati e spese varie, che se uno non percepisce stipendio mi sembra cosa assai difficile… però magari informarti per sapere se puoi fare qualcosa o solo appellarti al buon cuore della tua ex per poter ritardare un pochino i pagamenti non avendo liquidità ora, magari non te lo fatturano… (per la cronaca, della cassa integrazione ancora dobbiamo vedere una lira, ma gli assegni li abbiamo dovuti versare tutti alla scadenza. in pratica ci hanno detto che se non siamo stati tanto accorti da tenere un fondo per le emergenze erano problemi nostri… come se si potesse fare un fondo per le emergenze quando si stenta ad arrivare a fine mese… vabbè, smetto qui se no mi parte il veleno)
PAOLA io convivo con un uomo che ha una figlia da mantenere, e le spese per nostro figlio non le hanno calcolate (perchè i figli nati dopo non vengono considerati), ma le mie entrate sì. dovresti sentire un avvocato ed esporgli la tua questione, così che possa controllarla nel dettaglio e valutare se potete e vi conviene chiedere una variazione dell’assegno di mantenimento considerando tutti i redditi del nucleo familiare (nel tuo caso siete tu ed il tuo compagno, con un solo reddito).
SER se l’accordo lo prendi senza il giudice penso che puoi fare un po’ come ti pare, ma rischi che non sia congruo e che non venga rispettato. valuta bene se invece non sia meglio tenerti l’altro sulle scatole per un po’ ma avere una sentenza del tribunale a cui non può rifiutarsi di obbedire.
PASQUALINO io litigo sempre col mio compagno perchè paga le spese extra senza vedere nemmeno lo scontrino… secondo me hai tutti i diritti di vedere prima scontrino o ricevuta o fattura e poi pagare la metà di quello. anche perchè farsi fare scontrini per importi inferiori è illegale e al tua ex non dovrebbe farlo, e se lo fa se ne assuma i rischi e gli svantaggi. l’istat però lo devi pagare, sempre, con tutti gli arretrati, non si può proprio evitare (almeno così ci hanno detto quando è toccato a noi, che si sono accorti dopo diversi anni che l’assegno non veniva rivalutato… e chi ci aveva pensato?).
forse ti conviene aggiornare l’istat e regolarizzare anche gli arretrati, e poi chiarire con la tua ex che pagherai solo dopo aver visto scontrino/ricevuta/fattura e per la metà dell’importo certificato (poi deciderà lei se prendersi lo sconto ulteriore per far evadere il fisco al venditore e prendere meno soldi da te o fare le cose come andrebbero fatte e prendere da te la parte di spesa che le spetta).
Ciao Serena e Claudia,grazie di cuore per i Vostri preziosi consigli,il punto è che la ex moglie non aveva tutti i soldi da anticipare,a suo dire naturalmente,era quindi impossibile visionare lo scontrino prima dell’acquisto,da ora in poi,per le spese extra,gli chiederò di spedirmi prima il preventivo,quindi verserò la metà,anche se,secondo voi,è possibile farsi fare un preventivo con prezzo reale,poi una volta avuta la mia metà,usufruire di sconti?Naturalmente chiederò successivamente lo scontrino che dimostri la effettiva spesa,se verrà a mancare questa,mi riservo per prossimi versamenti extra,è legale agire così?
Per quanto riguarda l’aggiornamento ISTAT l’ho fatto,ma non con gli arretrati,posso fare io i calcoli e fargli firmare il foglio di ricevuta,o bisogna per forza aggiornare con gli avvocati?
Attendo con ansia e Vi ringrazio caramente!
PASQUALINO non so risponderti, nè per l’eventuale preventivo/sconti nè per gli arretrati istat. so solo che gli arretrati li devi pagare, ma non so come si fanno i conti. visto che hai fatto l’aggiornamento non puoi sentire chi ti ha seguito per quello, se è una cosa che puoi fare da solo?
per le spese extra al di là del legale direi di non essere nemmeno troppo intransigenti, perchè va bene pagare solo quello che ti spetta, ma esser eun po’ flessibili in alcuni casi non guasta. non penso che capiterà spesso di dover affrontare spese extra elevate, magari non vale la pena di rovinare un rapporto o causare altri atteggiamenti ostici per qualcosa che accade di rado e non incide poi così tanto (non so come siano i vostri rapporti attuali, ma qui ad esempio se si azzarda a chiedere gli scontrini o le ricevute misteriosamente la settimana dopo la figlia ha degli impegni improrogabili e non può stare con noi, guarda caso). solo tu puoi valutare la situazione.
L’aggiornamento l’ho fatto io con un programma di calcolo trovato in internet…
io non corro il rischio di non vedere mia figlia,non la vedo mai,quando và bene,una volta l’anno,io abito a Torino,lei in emilia romagna…
PASQUALINO io non mi fido dei calcolatori online. e per queste cose ho sempre il terrore di sbagliare, quindi preferisco affidarmi a qualcuno del mestiere (sono un po’ paranoica, ecco). però se il calcolo dell’aggiornamento l’hai fatto tu, secondo me puoi fare anche il calcolo degli arretrati, così ti metti al pari (immagino che poi le farai un versamento sul c/c con causale “aggiornamento istat mantenimento” o ” recupero arretrati istat mantenimento” o qualcosa del genere, così rimane traccia che l’hai pagato)
immagino che ci sarà una mora da pagare, però, per il ritardo… ma su qeusto argomento sono ignorante, a noi aveva fatto tutto l’avvocato.
mi spiace che non vedi quasi mai tua figlia, deve essere terribile…
Si Claudia…è terribile,ma la cosa che più mi fà soffrire è essere sfruttato e cercato solo per la richiesta soldi,per il resto io non conto nulla,non posso nemmeno interferire sull’educazione della bambina,oltre tutto,sono malato e non ricevo mai una telefonata da mia figlia,anche perchè sua mamma non la stimola a farlo;scusa ma tu sei andata da un avvocato per fare i calcoli?ed hai pagato?
Ti ringrazio della disponibilità Claudia,siete di un grande aiuto!!Non appena ho novità ci risentiamo,grazie!
PASQUALINO noi abbiamo fatto fare all’avvocato, ma aveva in ballo tutta la causa di divorzio ed è stato fatto tutto insieme, quindi non so se per il calcolo ha chiesto qualcosa in più o se ce l’ha fatto rientrare nelle spese del divorzio. se vai dall’avvocato per fare solo quello immagino che qualcosa vorrà, ma non saprei proprio dirti quanto.
i figli credo sia normale che non cerchino troppo i genitori fin almeno a dopo l’adolescenza, se i genitori non li portano a farlo: prima perchè ancora troppo piccoli per comprendere, poi perchè l’adolescenza si sa è un periodo un po’ particolare. l’educazione è ovvio che la da chi vive col bambino (genitore, nonno, educatrice). ma non credere che chi vede il figlio più spesso possa influire più di tanto…
Buonasera,
dopo un po’ di tempo torno a scrivere…
Questa volta il mio quesito dovrebbe essere semplice, mia figlia (già maggiorenne) che vive con sua madre, ha smesso di prendere la pillola, (che puntualmente pagavo al 50%) perchè pare sia sostituita da un parafarmaco “ionofolic integratore”, chiaramente non ho voluto creare problemi e quindi ho corrisposto la metà della spesa.
La domanda è questa, i parafarmaci fanno parte delle spese mediche e quindi vanno pagati al 50%..??? dato che questo integratore si può acquistare senza ricetta medica? lo scontrino che mi hanno inviato non riporta il codice fiscale. Vorrei solo capire se corrispondere la metà sia buon senso da parte mia o se dovuto.
Grazie
Giovanni
GIOVANNI bel quesito… la risposta interessa anche me, che tra qualche anno mi aspetto la richiesta del pagamento pure di questa per la figlia del mio compagno (e a rigor di logica, se prendi una pillola per non rimanere incinta non è certo per curarti, quindi lo fai per tua scelta e non per necessità, e quindi perchè mai dovrei pagartela io? tanto più che ci sono pillole completamente mutuabili e difficilmente c’è reale motivo di prendere quelle a pagamento. però dal punto di vista legale non lo so mica come funziona).
e a tal proposito mi viene un altro dubbio, molto simile: se la bimba deve prendere un medicinale che so essere mutuabile, ma la madre sceglie di acquistare lo stesso principio attivo di altra marca perchè ha la confezione più bella (non certo per intolleranze agli eccipieni o altro che impossibilita di prendere quello mutuabile), la metà della spesa gliela devo dare? perchè è vero che è un farmaco, ma ha scelto lei di pagare invece di prenderlo gratis. e lo stesso vale per eventuali visite mediche in cui lei scelga di andare da privato a pagamento invece che servirsi del ssn… devo sempre pagare e basta?
I farmaci da banco o che non sono oggetto di assunzione straordinaria, sono da ritenersi di ordinaria gestione, quindi spesa ordinaria, quindi che rientra nel mantenimento già erogato alla ex moglie.
Qualora fossero spesa straordinaria poi, il loro acquisto andrebbe previamente concordato, perché così deve avvenire nel maggior interesse della prole.
Inoltre la spesa deve essere ben documentata in modo da poter essere dichiarata nel 730 e rimborsata.
La pillola non è spesa straordinaria.
E poi quanto può costare una scatola di questo farmaco, 15 euro? Una donna che chiede all’ex, che magari già versa un lauto mantenimento, anche i 7 euro e 50 della pillola mi sa tanto di sanguisuga.
Qui trovar
te maggiori info.
http://www.separazione-divorzio.com/sentenze_mantenimento_figli.php
http://lnx.papaseparati.org/psitalia/la-separazione/le-spese-straordinarie-2.html
VIOLA dichiarata nel 730? del genitore non affidatario o dell’affidatario?
per il previamente concordato… ok la teoria, ma la pratica qui è che lei decide, poi chiede i soldi, e noi dobbiamo pagare, muti e rassegnati. poi hanno anche sbagliato a scrivere la sentenza di divorzio e quindi nonostante avessero concordato un affidamento congiunto sulla carta la bambina è ancora affidata esclusivamente alla madre, quindi lei fa e disfa e noi dobbiamo adeguarci.
Claudia, sul pagare e muti non sono d’accordo.
Per prima cosa l’affido esclusivo si fa cambiare a norma di legge attuale che prevede SEMPRE il condiviso.
Se i provvedimenti sono sbagliati si fanno correggere, concentrerei le mie energie su quello e se proprio devo spendere soldi li spendo in avvocati.
Se la madre vuole il rimborso delle spese mi fa avere copia autentica degli scontrini parlanti in modo che possa detrarre il 50% della spesa.
Cioè io sta cosa dei cornuti e mazziati non la accetto e non la tollero: la madre compra i farmaci, riceve il rimborso del 50% da me padre e poi magari richiede anche la detrazione sul 100%?!?
Eh no, mi spiace, buoni sì ma fessi no.
Se non ho le copie autentiche degli scontrini parlanti non ti do un bel niente. Vedi che passa la voglia di chiedere soldi per sport, non fosse altro che per lo sbattimento di andare in Comune a richiedere l’autentica.
ecco, dicevo, la teoria è molto bella.
ma la pratica è diversa.
se osiamo chiederle qualcosa guarda caso poi per una, due, tre settimane la bambina ha impegni improrogabili e non la vediamo. guarda il caso.
per come stanno le cose ora mi accontenterei di vedere gli scontrini, anche senza autentica, invece di dovermi fidare della sua parola.
e per l’affido il costo dell’avvocato per rivedere la sentenza al momento non ce lo possiamo permettere.
comunque mi fa piacere sapere quali sono i limiti legali e cosa potrei fare/chiedere, non si sa mai che in futuro magari possa muovermi un po’ più liberamente. poi è sempre bene essere informati e sapere se si sta agendo bene o male e con che margine.
Mi dispiace che la madre usi la figlia come merce di scambio, è abominevole, se però la bambina è il perno sulla quale viene fatto girare il ricatto, bisogna togliere il perno.
Se poi si tratta di 20 euro al mese…va beh, si chiude un occhio, anche se poi alla fine dei conti sono 240 euro l’anno, altrimenti ci si impunta.
Ciao, sono una mamma che sta affrontando la separazione, ho un bambino di 8 anni, il suo papà da molti anni vive e lavora all’estero, essendo divenuta la nostra situazione insopportabile ho deciso di chiudere con lui, che ovviamente non ha digerito, era comoda la sua vita prima . . . ora però definire le condizioni di una separazione consensuale è difficile, lui è lavoratore autonomo con aziende all’estero, quindi in italia risulta reddito nullo, dichiara di essere nulla tenente, ma i beni di cui si circonda dimostrano il contrario, avrà il suo diritto di vedere il bambino come stabilito dalla legge ma non vuole prendersi un alloggio in italia, quindi quando staranno insieme sarà da parenti che distano circa 400km da casa nostra oppure in alberghi ecc… quindi i weekend che passerà con il suo papà sarà sempre vacanza, ma i bambini devono avere regole, hanno già a 8 anni obblighi (studio ecc…) che per ora mi carico io durante la settimana, ma il mio bimbo deve anche avere delle certezze, che non avrà mai con il suo papa. Comunque il papà con un tenore di vita molto alto, non vuole dare una fissa dimora a suo figlio x quando staranno insieme e vuole dare gli alimenti x il bambino come un dipendente, anzi anche meno considerato che dichiara reddito nullo. Io lavoro part-time per poter seguire il mio bambino, ma onestamente non mi sembra giusto lasciarmi trattare in questo modo, voglio il bene di mio figlio, so che dovrà stare con il papà, ma mi sembra davvero una presa in giro il suo comportamento di ricatti e ripicche per poter non versare dei solti x suo figlio.
potete darmi un consiglio? grazie
Ciao, sono una mamma che sta affrontando la separazione, ho un bambino di 8 anni, il suo papà da molti anni vive e lavora all’estero, essendo divenuta la nostra situazione insopportabile ho deciso di chiudere con lui, che ovviamente non ha digerito, era comoda la sua vita prima . . . ora però definire le condizioni di una separazione consensuale è difficile, lui è lavoratore autonomo con aziende all’estero, quindi in italia risulta reddito nullo, dichiara di essere nulla tenente, ma i beni di cui si circonda dimostrano il contrario, avrà il suo diritto di vedere il bambino come stabilito dalla legge ma non vuole prendersi un alloggio in italia, quindi quando staranno insieme sarà da parenti che distano circa 400km da casa nostra oppure in alberghi ecc… quindi i weekend che passerà con il suo papà sarà sempre vacanza, ma i bambini devono avere regole, hanno già a 8 anni obblighi (studio ecc…) che per ora mi carico io durante la settimana, ma il mio bimbo deve anche avere delle certezze, che non avrà mai con il suo papa. Comunque il papà con un tenore di vita molto alto, non vuole dare una fissa dimora a suo figlio x quando staranno insieme e vuole dare gli alimenti x il bambino come un dipendente, anzi anche meno considerato che dichiara reddito nullo. Io lavoro part-time per poter seguire il mio bambino, ma onestamente non mi sembra giusto lasciarmi trattare in questo modo, voglio il bene di mio figlio, so che dovrà stare con il papà, ma mi sembra davvero una presa in giro il suo comportamento di ricatti e ripicche per poter non versare dei soldi x suo figlio.
potete darmi un consiglio? grazie
ciao!mio marito ha una figlia di 3 anni avuta da una precedente relazione l’anno scorso ci eravamo rivolti a un avvocato e in base a quello che si era concordato mio marito versa tutt’ora alla bambina un assegno di mantenimento di 250 euro(mio marito percepisce più o meno 1100/1200 euro mensili)escluse le spese extra che vengone suddivise a metà che sono retta dell’asilo, spese mediche e spese extra quali in questo momento il corso di danza.la bambina sta da noi due pomeriggi a settimana e il sabato e la domenica a week end alternati. non ci siamo mai lamentati ma ora la situazione è cambiata rispetto a quando ci eravamo rivolti all’avvocato:
-ad agosto abbiamo avuto una figlia
-la mamma della bambina prima lavorava parrt time ora lavora a tempo pieno
-la mamma della bambina in meno di due anni ha fatto vivere la bambina con due uomini diversi e il suo attuale compagno ha un figlio
ultimamente la madre ha delle pretese assurde, è convinta che il mantenimento comprenda solo il mangiare e a sua detta le spese che affronta quando va in giro con la bambina.vorremo tutelarci in qualche modo però non disponiamo di elevate possibilità economiche e siamo scoraggiati perchè l’avvocato è stato pagato ma non abbiamo niente di scritto.noi siamo convinti di dare anche fin troppo visto che la bambina sta quasi in ugual misura da noi e dalla mamma anzi quando la madre ha problemi di lavoro viene affidata a noi perchè se no pretenderebbe anche di dividere le spese per la baby sitter.vorrei sapere se stiamo agendo correttamente e se possiamo rivolgerci a qualcuno senza pagare cifre esorbitanti. ho anche letto che in teoria mio marito non sarebbe nemmeno obbligato a passarle il mantenimento visto che la bambina sta in egual misura con tutti e due i genitori, è vero?e il vestiario è compreso nel mantenimento visto che quando la bambina viene da noi ha un suo guardaroba in quanto la mamma non le dava mai i cambi?rispondetemi per favore
Ciao! mi intrometto nella vicenda di Alice. Mi sembra di capire che la madre della bambina non riesce ad occuparsi a dovere della figlia, e in casa a creato due situazioni instabili. Alla luce di questo, non sarebbe possibile per il padre ed alice chiedere l’affidamento della bambina? sacrifici per sacrifici, visto che mi sembrano più saggi, mi sembra che la bambina vivrebbe in maniera migliore.
Generalizzando, non capisco come mai tante mamme fanno la guerra e poi non sono in grado di “gestire” i figli, pensando solo a loro stesse….sarà per avere i soldi del mantenimento?
cara ser la tua domanda mi sembra più che ovvia…per noi sarebbe davvero molto più semplice e sicuramente meno oneroso avere la bambina in casa nostra ma purtroppo sai come vanno certe cose…la mamma è sempre la mamma…e non sai come mi fa incavolare questa cosa!!!A parte poter gestire meglio la situazione io e mio marito possiamo offrire alla bambina una condizione stabile al contrario della madre che non fa altro che lasciarla a destra e sinistra e che non ha ancora trovato una stabilità sentimentale cosa che non sarebbe assolutamente un problema se si vivesse le sue storie fuori di casa invece di iniziare una nuova convivenza dopo qualche mese dalla fine della precedente…ma quante cose dovrà ancora vedere questa bimba?!?quello che mi fa ancora più rabbia è che lei va in giro a fare la”ragazza madre”e non fa altro che lamentarsi…vorrei che si confrontasse con chi davvero è costretta ad arrangiarsi e non ha nessuno a cui chiedere aiuto…mio marito non ha mai fatto mancare niente alla sua bambina e io la tratto come se fosse mia figlia anche se spesso per colpa di questa “donna”ho dovuto mandare giù un sacco di bocconi amari…scusa lo sfogo…
Alice, lo sfogo è comprensible e sono perfeffamente in accordo con te.
Per i bambini si fa questo ed altro, peccato che spesso “questo ed altro” lo facciano e genitori non affidatari e i loro compagni.
Qualcuno mi saprebbe dire invece per quanto tempo dobbiamo continuare a dare alla ex coniuge l’assegno di disoccupazione?
Grazie
Marco
Ciao. il mio quesito è il seguente: quale autorità giudiziaria è competente ad emettere un decerto ingiuntivo nei confronti dell’ex coniuge nn affidatario per il pagamento del 50% delle spese straordinarie sostenute per i figli dall’ex coniuge affidatario, il cui valore nn supera i € 5000?
grazie
CIAO BUONASERA SONO DIVORZIATO DA CIRCA CINQUE ANNI (DOPO NOVE ANNI DI SEPARAZIONE) HO UNA FIGLIA DI 17 ANNI. COME DA SEPARAZIONE E SUCCESSIVAMENTE DIVORZIO CONSENSUALE IN COMUNE ACCORDO CON LA MIA EX(DISOCCUPATA ALL’EPOCA) SI ERA STABILITO KE OLTRE AL ASSEGNO DI MANTENIMENTO OGGI DI 320 EURO MI IMPEGNAVO A PROVVEDERE AL 100% ALLE SPESE MEDICHE,SCOLASTICHE,SANITARIE,SPORTIVE E TEMPO LIBERO…COSA KE HO SEMPRE PROVVEDUTO.OGGI LA SITUAZIONE E DIVERSA LA MIA EX DA UN PAIO DI ANNI NON E PIU DISOCCUPATA,LAVORA IN UNO STUDIO MEDICO REGOLARMENTE ASSUNTA CON CONTRATTO ED IO MI SONO RISPOSATO DA CIRCA 4 ANNI( E MI TROVO A MIO CARICO LA MIA ATTUALE MOGLIE KE E DISOCCUPATA PIU IL SUO BAMBINO DI 11 ANNI ORFANO DI PADRE)SONO UN DIPENDENTE STATALE CON UNO STIPENDIO DI CIRCA 1700 EURO MENSILI FORTUNATAMENTE NON PAGO UN AFFITTO IN QUANTO VIVO IN UNA CASA DONATAMI DAI MIEI GENITORI E LA MIA EX CON MIA FIGLIA VIVONO E SONO RESIDENTI IN UNA CASA DELL’ENTE AUTONOMO CON LA MAMMA DI LEI (VEDOVA)KE PERCEPISCE UNA PENSIONE SOCIALE….POTREI KIEDERE LA REVISIONE DEL ASSEGNO???POTREI KIEDERE LA RIPARTIZIONE DELLE SPESE SOPRACITATE AL 50%??INOLTRE OGNI ANNO VERSO CINQUE EURO MENSILI IN PIU PER L’ADEGUAMENTO INDICI ISTAT… A CHI EVETUALMENTE DOVREI RIVOLGERMI??IN ATTESA DI UNA TUA RISPOSTA TI RINGRAZIO AUGURANDOTI UNA BUONA SERATA..
salve a tutti,
ho avuto da una precedente convivenza 2 figlie di 8 e 13 anni.
siamo “separati” da 3 anni, giorni fà ci siamo accordati per un affidamento condiviso con residenza da me per le bimbe.
un week si e uno no di pernottamento preso il padre e un pomeriggio di visita alla settimana.
unica cosa che dovrà decidere il tribunale è l’assegno di mantenimento.
il 50 % delle spese extra le ha accettate ma non vuole dare più di 200 euro per entrambe.
guadagna 1.800 euro puliti al mese,ormai lavora in quell’azienda da 30 e fra una decina andrà in pensione.
avendo avuto un precedente matrimonio durato 10 anni versa all’ex moglie un assegno divorzile(?) di 350 euro.
paga un affitto di 500 euro.
io convivo e abbiamo avuto un bimbo che ora ha 1 anno.
non lavorerò fino a che il piccolo non andrà alla materna.
abbiamo un affitto di 680 euro mensili.
lui porta le rate dell’auto nuova in tribunale e altre spese (pur di non pagare)
io credevo che si contasse solo l’affitto.
100 euro a figlio mi sembrano davvero una carità.
vi ringrazio
Carol, quindi è bene che decida il tribunale, se un accordo diverso non si trova.
Ciao a tutti, mi sto separando da mia moglie e ho tantissimi dubbi, spero di trovare qualche risposta. Siamo sposati da 6 anni in comunione dei beni dopo 4 di convivenza, 2 bimbi di 8 e 10 anni e casa di proprietà dal 2003 su cui grava un mutuo ventennale con rata di 580€. Abbiamo redditi simili: io 1400/1500 per 14 mensilità più premio di risultato (più o meno un’altra mezza mensilità), lei 1700/1800 per 13 mensilità. Stiamo cercando di trovare una soluzione consensuale ma sembra difficile trovare un accordo. Lei vuole 600 € di mantenimento per i figli oltre che la metà del mutuo della casa che abiterà con i figli (e so che questo è dovuto) oltre che una quota per il pagamento della sua rata auto acquistata ad agosto 2009 (170 €/mese fino a luglio 2014 intestata a lei). Da anni e anche ora durante la tempesta i bambini vengono accompagnati e ripresi da scuola tutti i giorni da mia madre visto che gli orari di lavoro di entrambi non ci permettono di fare altrimenti. Arrivo alle domande: 600 euro di mantenimento non sono eccessivi? Quale potrebbe essere per voi una cifra ragionevole? Se l’incombenza del portare i bambini a scuola non fosse più assolta da mia madre (la mamma è arrabbiatissima, pensa “se vuole tutti quei soldi per il mantenimento poi però pensa a tutto lei!!!) un eventuale baby-sitter la pagherò in parte anch’io o solo lei? Devo davvero concorrere al pagamento dell’auto intestata a lei? Quando le ho detto che devo pur sopravvivere anch’io mi ha magnanimamente proposto di farle una donazione della mia metà della casa così da potermi “alleggerire” delle spese, cosa mi consigliate? Una separazione giudiziale e non consensuale se non limitasse le pretese è consigliabile o rischio solo di pagare maggiori spese legali? Grazie a tutti coloro che si interesseranno al mio caso, spero che le vostre risposte potranno schiarirmi un pò le idee e indirizzarmi al meglio in questo momentaccio.
Luca,
prova a dare un’occhiata qui: http://www.mocam.net
si tratta di un metodo che prende in considerazione molti degli elementi che hai citato.
Produce un importo dell’assegno di mantenimento che perlomeno ha il pregio di basarsi su un metodo razionale e non sugli umori del giudice di turno.
È anche possibile (pagando) farsi fare un conteggio e se non ricordo male viene prodotta anche una relazione.
Tengo a precisare che non sono in alcun modo collegato al sito che ho consigliato e che non l’ho mai utilizzato, essendo riuscito a trovare un accordo consensuale senza interventi esterni.
I ragionamenti ed i calcoli riportati negli esempi però mi sono stati utili per farmi un’idea di come considerare i vari elementi in gioco.
Ti auguro di riuscire a trovare un accordo consensuale, soprattutto nell’interesse dei bimbi e del loro futuro, visto che una causa in tribunale debba essere affrontata solo in casi estremi, in quanto provoca inevitabilmente un’aggravamento delle tensioni, oltre a sostanziose spese accessorie.
LUCA tienicomunque conto che il conteggio che ti suggerisce Luca potrebbe differenziare anche di parecchio da quello che poi stabilirà il giudice, perchè la decisione dell’importo è molto discrezionale.
Scusate, ma non capisco.
Quando ci si separa, se la moglie non lavora il marito passa il mantenimento, giusto?
Nel caso di Marco in cui lei guadagna più di lui, non dovrebbe essere il contrario? O meglio, lui non dovrebbe passare il mantenimento solo ai figli? in più, essendo figli DI ENTRAMBI, al mantenimento non dovrebbero pensarci ENTRAMBI, ovvero se si stabilisce che per questi bimbi servono 600 euro, 300 le mette Marco e 300 sua moglie?
Non riesco mai a capirci nulla!
X Ser Penso che tu ti riferisca a me e sono Luca e non Marco ma questo è l’ultimo dei miei problemi. Ringrazio Paolo x la segnalazione del MoCAM, il problema è che navigo con il cellulare che per ora è l’unico strumento che mi permette di essere in rete e quel file non posso aprirlo. Se qualcuno mi da qualche chiarimento in più lo ringrazio di cuore. Saluti a tutti
X LUCA il Mocam non viene mai tenuto in considerazione dal giudice, quindi è una perdita di tempo anche farsi fare i conteggi.
Quello che il giudice valuta sono:
1 730 o i Cud dei coniugi
le proprietà immobiliari
le spese fisse mensili
il tenore di vita coniugale
la città di residenza
Se posti dati più precisi sul tuo reddito si può fare un’ipotesi, così non è possibile.
X SER in teoria chi guadagna di più dovrebbe mantenere i tenore di vita del coniuge che guadagna di meno, in pratica è sempre l’uomo che paga perché la legge è ginecentrica.
Auguri a tutti.
Per Luca:
Scusa! in effetti mi riferivo a te.
Spero che tu sotto l’albero di Natale possa trovare serenità e chi ti aiuti a far valere i tuoi diritti.
Auguri a tutti.
volevo porre un quesito. io di comune accordo mi sono separato dalla mia ex moglie. Lei vive con i bimbi nella casa coniugale avendo pagato forfettariamente la metà dell’appartamento ma l’affido è congiunto, io vedo le bimbe minori di 6 e 8 anni tutti i giorni. Attualmente pago 600 euro per il mantenimento di loro due con un stipendio di 1650, e lei ha preteso tutti gli assegni familiari prendendo circa 1400 euro al mese, facendomi la proposta di rinunciare alla mia parte delle spese extra. Mi domando posso appellarmi al Giudice per diminuire almeno di 100 euro il mio mantenimento visto che sono costretto a vivere con 900 euro mensili? grazie delle risposte
GIOVANNI se non sono cambiate le condizioni economiche di uno di voi due non credo che possiate modificare la cifra, tanto più che mi sembra più che adeguata (300 euro per ogni bambina). Gli assegni familiari è normale che li prenda lei visto che è lei che convive con le bambine. E secondo me dovresti pagare anche le spese extra. Restare con 900 euro al mese non è da tutti, dopo aver pagato il mantenimento, non mi sembrano così pochi (al mio compagno ne restano quasi la metà, tra mantenimento fisso, extra e spese varie per la figlia… per questo sono costretta a lavorare fulltime)
Giovanni, credo che Claudia abbia ragione, si possono cambiare le condizioni solo quando c’è un mutamento nella situazione economica di uno dei due genitori, quindi non penso sarà possibile diminuire l’assegno.
Non sono d’accordo sul fatto che dovresti anche pagare la metà degli extra, visto che c’è parecchia differenza tra quello che percepisce lei e quello che resta a te, quindi mi pare giusta la scelta fatta. Per quanto riguarda gli assegni familiari, sono 220€ al mese col reddito di tua moglie…non è una cifra astronomica
grazie delle risposte….già mi considero fortunato con il fatto che posso andare a trovare le bimbe senza limiti di orari e di giorni.
vorrà dire che stringero’ un po’ la cinghia.
Scusate, a me invece il caso di Giovanni sembra molto sbilanciato a suo sfavore.
Vede le figlie tutti i giorni, facendosi quindi carico di una buona parte dei doveri di cura, che quindi non sono esercitati quasi esclusivamente dalla ex moglie come in tanti altri casi.
Questo è sicuramente un fattore positivo da un punto di vista di rapporto papà-figlie, ma se ne dovrebbe tener conto anche da un punto di vista economico, livellando i contributi dei due ex coniugi.
Riassumendo, la ex-moglie percepisce:
- 50% del valore locativo dell’abitazione (la quota di proprietà di Giovanni)
- 600 euro di assegno di mantenimento
- 220 euro di assegno per il nucleo familiare
Si tratta cumulativamente di una cifra che supera facilmente i 1000 euro, che mi sembrano mediamente una cifra più che sufficienti per il mantenimento delle due bambine (soprattutto nel momento in cui si chiede a Giovanni di sopravvivere con 900 euro al mese!)
La mia domanda è: ma il mantenimento non dovrebbe essere condiviso fra i due genitori?
In altre parole: la ex moglie non dovrebbe dare anche lei un contributo per il mantenimento delle figlie, il che renderebbe un po’ meno oneroso l’assegno di mantenimento versatole da Giovanni?
Anche la moglie deve mantenere le figlie, ovviamente, ma se le condizioni economiche non sono diverse dal momento in cui è stato fatto l’accordo, non si può fare niente, per quanto ne sappia io…