Tracy Hogg risolve i vostri problemi di sonno

4mesi_trisQuesto post l’ho promesso ad un sacco di gente che non dorme la notte da quando gli è nato un figlio.
Questo post è dedicato a tutti, ma proprio tutti, i genitori che per fare addormentare il piccolo hanno bisogno di cullarlo, allattarlo, dondolarlo, spingere la carrozzina per 45 minuti, portarlo a fare un giro in macchina, accendere il frullatore, passare l’aspirapolvere, correre i 100 metri con lui appeso nel marsupio o qualsiasi altra tecnica ingegnosa. Perché un genitore che non dorme, al contrario di quello che si crede comunemente, entra in una fase di eccesso di creatività, e trova soluzioni ai problemi che non si sarebbe mai sognato di pensare prima.
Questo post è dedicato a tutti i genitori che non riescono a dormire la notte perché c’è un terzo incomodo nel lettone che tira calci e non riescono a metterlo nel suo lettino senza farlo svegliare.
Questo post è dedicato a tutti i genitori che semplicemente vorrebbero poter usare la notte per lo scopo per cui è stata inventata: dormire.

Si perché in The Baby Whisperer Solves All Your Problems: Sleeping, Feeding, And Behavior–beyond the Basics from Infancy Through Toddlerhood, Tracy Hogg da il meglio di se. E anche se non risolverà mai TUTTI i vostri problemi realmente, sul discorso sonno trovo il suo metodo semplicemente geniale. Attenzione, non sto dicendo che è il metodo perfetto per tutte le famiglie e tutti i bambini. E’ il mio preferito perché cerca di mettere d’accordo le esigenze di tutti, genitori e figli, cercando di adattarsi al tipo di bambino che si ha. Ma la scelta di quale sia il metodo giusto per voi è sempre a carico esclusivamente vostro.

Questo post non ha nessuna pretesa di essere una spiegazione completa del metodo. Vi faccio un breve resoconto nella speranza di interessarvi a questa tecnica, per permettervi di provarla (male) sulla base del mio riassunto, e con la fiducia che invece di prendervela con me vi decidiate finalmente a leggere direttamente la fonte.

Iniziamo con le premesse. Sto dando per scontato che:

1. avete un bambino piccolo che ha dei problemi di sonno (di età superiore ai 3 mesi)
2. siete convinti di volerlo far dormire nel suo lettino
3. siete convinti che qualsiasi cosa avete fatto finora non vi sta più bene e volete cambiare
4. siete convinti che non esiste nessuna bacchetta magica, ma che ogni cambiamento di un comportamento più o meno radicato abbia bisogno di molta molta pazienza e tenacia.

Analizziamo il problema
Per risolvere un problema bisogna capire quale è il problema. No, non vi sto prendendo in giro con giochi di parole. I motivi per cui un bambino piccolo non dorme tutta la notte possono essere moltissimi, e spesso ci sono più problematiche sovrapposte.
Alcune delle domande importanti da porsi per analizzare la situazione sono:
– dorme bene durante il giorno?
– si addormenta da solo nel suo lettino?
– cosa fai per tranquillizzarlo quando si sveglia nel cuore della notte?
– se viene allattato durante la notte, mangia sul serio oppure si attacca solo un paio di minuti prima di riaddormentarsi?
– è felice e sereno nonostante tutto?
– si sveglia sempre agli stessi orari o è completamente imprevedibile?

Io mi innamoro del libro semplicemente leggendo le sue tabelline di descrizione dei casi, da cui Tracy Hogg deduce l’origine del problema e quindi stabilisce il metodo da adottare come soluzione. Ad esempio se si sveglia ad orari irregolari la notte è molto probabilmente fame. Se si sveglia ogni ora è facile che non sappia addormentarsi da solo. Se si sveglia di soprassalto dopo 10 minuti dall’addormentamento è probabilmente sovrastimolato. E così via. Io ho usato queste descrizioni infinite volte con il Vikingo e ora le sto usando con Pollicino. Mi hanno sempre aiutata ad identificare l’origine del problema con grande precisione.

Gli schemi descrittivi si riferiscono a fasce di età: fino a 3 mesi, tra i 6 mesi e i 12 mesi, e oltre i 12 mesi. E la soluzione deve essere adattata a seconda dell’età oltre che del temperamento del bambino.

Attenzione però, se il bambino ha meno di 3 mesi il metodo descritto qui di seguito non va bene.

Facciamo un piano
Una volta identificato il problema è possibile fare un piano per risolverlo. E’ naturalmente diverso se un neonato di 6 mesi non ha mai dormito nel suo lettino e inizia ad urlare ogni volta che ce lo mettete, rispetto al caso di un bambino di 9 mesi che dorme nel suo lettino, ma che viene allattato quando si sveglia di notte, oppure che viene fatto addormentare in braccio prima di metterlo nel lettino.
Il problema normalmente è molteplice (dorme nel lettone E viene cullato per farlo addormentare E fa sonnellini troppo brevi) ed è meglio dividerlo in piccoli pezzi per affrontare un aspetto alla volta.
Se ad esempio il bambino urla appena messo nel lettino, magari perché è stato tentato il metodo Estivill senza successo e lo ricorda come un posto orribile, sarà bene iniziare dal rendergli il suo lettino un posto piacevole in cui stare di giorno, prima di lavorare sul modo di addormentarsi, e infine riuscire a farcelo dormire anche la notte. Più sfaccettature ha il problema, più lungo diventa il tempo della sua soluzione.
Le regole guida sono:
– iniziare dal risolvere la parte più semplice del problema
– iniziare sempre a risolvere il problema sonnellini perché di giorno siamo più sicuri di riuscire a ragionare bene e a mantenerci fedeli al piano fatto.
– individuare chi tra i due genitori è più probabilmente in grado di portare a termine il piano (se la mamma lo allatta per addormentarlo è più facile se ci pensa il papà; se il papà è un cuore tenero e non può sentire il suo piccolo piangere sarà meglio che ci pensi la mamma)

La cura
Una volta risolti i problemi più semplici, quali quello di fare amicizia con il lettino, stabilire una routine dell’addormentamento, eliminato eventuali dubbi su fame e/o malattie, ci si può concentrare sul problema sonno.
La spina dorsale del metodo di Tracy Hogg per risolvere il problema del sonno è quello che lei chiama Pick Up/Put Down (letteralmente tira su/ metti giù). Il PU/PD si può utilizzare per ottenere le seguenti cose:
– insegnare al bambino ad addormentarsi da solo nel suo lettino
– prolungare il periodo del sonnellino se è troppo breve
– eliminare qualche abitudine del bambino che ci risulta scomoda (cullarlo, allattarlo per farlo dormire, ciuccio)
– far riaddormentare il bambino che si sveglia troppo presto al mattino (no, le 7 del mattino non è troppo presto, nonostante la vostra vita pre-bebè fosse diversa)

Come funziona.

Prima cosa, e questo è vero a qualsiasi età, verificate di aver stabilito una routine che ripetete prima di ogni addormentamento. Il ripetersi degli stessi gesti infatti dice al bambino che si sta avvicinando il momento di dormire e lo predispone al sonno. La routine è necessaria non solo per la sera ma anche per i sonnellini diurni, anche se ci possono essere delle differenze tra giorno e sera. Ad esempio non è necessario che sia completamente buio di giorno.

Poi mettete il piccolo nel suo lettino da sveglio. Se il bambino non sa addormentarsi da solo, molto probabilmente inizierà a piangere. Allora lo tirate su, e cercate di calmarlo. Non bisogna assolutamente cullarlo o allattarlo o qualsiasi metodo avete adottato finora.
Se il bambino è tra i 3 e i 6 mesi potete provare a calmarlo tramite leggere pacche ritmate sulla schiena, mentre sussurrate sh sh sh vicino al suo orecchio. Se è più grande questa tecnica potrebbe impedirgli di calmarsi e avere l’effetto opposto, soprattutto il rumore. Cercate di usare il potere calmante della vostra voce. Mantenete un tono calmo ma deciso mentre ripetete sempre la stessa frase, ad esempio “va tutto bene. Mamma (o papà) è qui per insegnarti ad addormentarti da solo“. Quello che gli state dicendo in realtà è “io so cosa sto facendo, anche se a te può sembrare strano” e la vostra voce deve comunicargli questo senso di sicurezza.
Nel momento in cui smette di piangere, rimettetelo nel lettino dicendo qualcosa tipo “ora ti metto nel lettino”. Se inizia a piangere, lo tirate su di nuovo e cercate di calmarlo di nuovo, adottando sempre la stessa tecnica. Appena smette di piangere, lo mettete giù di nuovo. L’idea è quella di calmarlo in braccio, non di addormentarlo in braccio. E’ per questo che è importante metterlo subito giù appena smette di piangere.
Per bambini al di sopra dei 12 mesi circa, il tira su/metti giù in realtà è solo un metti giù, in quanto a quell’età si metteranno in piedi da soli nel lettino e quindi dovete semplicemente rimetterli sdraiati e assolutamente non tirarli fuori dal letto.

Sembra facile fin qui? Allora partiamo dalle domande, che tanto lo so cosa vi state chiedendo:

Ma quante volte devo fare su e giù?
Tante quante ne servono per farlo addormentare. La quantità dipende dal livello di tenacia di vostro figlio, dalla sua età, e da quanto tempo siete andati avanti con il metodo “sbagliato”. Con il Vikingo ci sono state punte oltre il centinaio di volte. Con Pollicino intorno ai quattro mesi e mezzo la prima volta l’ho fatto 50 volte. La buona notizia è che già dalla seconda volta si nota il primo miglioramento. Leggo dai miei appunti che con Pollicino ho fatto 50 volte la prima volta, 20 volte la seconda e poi 10 volte la terza. Il secondo giorno sono state necessarie 20 volte per il primo sonnellino del mattino, e poi 10 per il secondo e 5 per il terzo. E stavamo solo al secondo giorno.

Ma quanti giorni ci vogliono?
Per bambini piccoli ci vogliono al massimo 3 giorni. Per bambini più grandi ce ne vogliono di più. Come dicevo prima dipende da chi è il bambino, quanti mesi avete passato a cullarlo e la sua età.

Come si fa per iniziare?
Iniziate il PU/PD con il primo sonnellino del mattino se necessario. In questo modo arriverete a sera un po’ avvantaggiati.

E se non si addormentasse?
Se il problema è particolarmente radicato può succedere che il bambino resista all’addormentamento fino all’orario del pasto successivo. Far addormentare un bambino stanco e affamato è ancora più difficile. Quindi dategli da mangiare. Se lo allattate fatelo in un’altro ambiente per fargli capire la differenza. Poi ricominciate. Prima o poi crolla.

Ma non è crudele farlo piangere?
Dipende dal perché pensi che stia piangendo. E’ utile pensare che non sta piangendo perché soffre delle pene inaudite, ma perché è ferocemente arrabbiato. Dopotutto gli si stanno cambiando le carte in tavola, e lui era abituato a fare diversamente. Non sta capendo il motivo del cambiamento e quindi si arrabbia. Tenendolo in braccio per calmarlo e mantendendo la voce tranquilla gli insegnate una abilità che gli tornerà utile per molto tempo. E non è come lasciarlo piangere da solo nel suo lettino, perché voi sarete sempre li con lui.

E se si calma ma si rimette a piangere mentre lo metto giù?
Allora finisci di metterlo giù nel lettino, togli il contatto fisico con lui e poi lo tiri su di nuovo. Non tornare indietro quando state a mezza via verso il lettino. Una volta detta la frase “ora ti metto nel tuo lettino” si va nel lettino. Anche se solo per 3 secondi.

E se si contorce e si butta all’indietro? A volte sembra impossibile tenerlo in braccio per calmarlo.
Allora vuol dire che vuole andare nel lettino. Mettilo giù senza aspettare che smetta di piangere. A volte può succedere che nonostante pianga per la stanchezza non vuole essere confortato in braccio. Questo è vero soprattutto per bambini molto sensibili o della categoria che Tracy Hogg chiama “scontrosi”.

Ma te hai veramente fatto questa cosa più di 100 volte con il Vikingo?
Si. L’ho fatto. Eravamo disperati. Non ne potevamo più. Lui sembrava non voler mai dormire e aveva solo 3 mesi e mezzo. In realtà ormai sappiamo che si trattava di loop motori dovuti ad eccessi di stanchezza, ma allora pensavamo che non volesse dormire perché non era stanco. Ad un certo punto ho preso mio figlio in braccio, ho detto a GG di non venire qualunque cosa succedesse e mi sono chiusa in camera con lui. Il Vikingo ha iniziato ad urlare. Ci sono voluti 45 minuti di urla disumane e moltissimi PU/PD. Alla fine sono uscita dalla stanza stravolta, ma sorridente. GG più stravolto di me mi ha detto “ma come hai fatto? Io non ce l’avrei mai fatta!”
A quel punto mi sono tolta i tappi dalle orecchie.

Ma allora sei stata bravissima! Potresti venire a casa nostra ad aiutarci con Paolino!
E no! Quello è stato il mio momento di gloria. Fatto una volta, non ci penso più.

E la notte?
Alla notte ci pensa sempre GG. Io non sono in grado di usare il cervello. Gli ho spiegato la teoria, e fa tutto da solo. Se volete, vi mando lui 😉

PS. Se ti fosse venuta voglia di leggere qualcuno dei libri della Hogg, acquistandolo cliccando uno dei link inseriti in questo post aiuterai questo sito a crescere:

Prova a leggere anche:

Previous

Attenzione: salti di crescita! La crisi dei 4 mesi

Tema del mese: separazioni.

Next

1,099 thoughts on “Tracy Hogg risolve i vostri problemi di sonno”

  1. ciao mamma Sara…… scusa, ma… io se fossi in te mi bacerei le mani!!!!! già il fatto che dorme così tanto di notte è una manna dal cielo!!!! a 5 mesi non si può pretendere che si addormenti taaaaaaaaac e non pianga mai… :o)

    Reply
  2. cara mamma triste,mi sembra di rivedere me un anno fa o poco più… il mio attila adesso ha 19 mesi, ma fino a 3 -4 mesi fa i risvegli notturni erano almeno 5, e toccato punte anche di 2 risvegli all’ora per notte e pisolini pomeridiani praticamente inesistenti.. ero disperata e senza forze…adesso dorme 2 ore al pisolino del pomeriggio e 10-11 ore di notte… se posso darti un minuscolo consiglio, dopo aver letto libri su libri, consumato internet etc.. dal momento in cui ho accettato che sarebbe stata così, le cose hanno cominciato ad andare meglio.. i 40 minuti sono il tempo della fase di sonno di un bimbo di 4 mesi, poi la fase attraversa il momento del “sonno leggero” e lì il bimbo si sveglia (perdona la spiegazione poco scientifica) … io abito in scandinavia, qui i bimbi li fanno dormire (di giorno), appositamente coperti con la tuta, coperte, etc- viste le temperature- fuori, in terrazza o in giardino, dentro la loro carrozzina… io pensavo che fossero dei pazzi, ma da quando ho cominciato a fare così, Attila ha cominciato a dormire più di 40 minuti e le cose sono migliorate. Lo so che in Italia non si usa fare ( se c’è il sole che batte sula carrozzina e ci sono 15 gradi, il bimbo ha caldo) ma tentar non nuoce. ( attenzione ai rapimenti!.. qui non c’è quel problema). Il tuo bimbo ha solo 4 mesi, ad un certo punto ho anche mandato all’aria tutti sti metodi (che però in qualcosa mi hanno aiutato ) e mi sono semplicemente distesa a letto con lui il pomeriggio e dormito insieme. tranquillizzati che tra poco passa. :o) un abbraccio

    Reply
  3. Ciao sono Sara, mamma di Melissa 5 mesi. per noi la nanna non è mai stato un problema in quanto ha dormito con noi il 1° mese, poi passata nella culla in camera nostra e dal 3° mese in culla nella sua camera, 4° mese lettino vista la lunghezza. Di giorno mi dorme 3 volte mezzora 40 min e di notte 10-12 ore quindi tutto bene. Il problema è l’addormentamento, io sono contro ogni forma di dipendenza (tetta, ciuccio, manina) e dapprima si addormentava in braccio sulla oltrona cullata o no 0 preblemi, poi non è piu bastato serviva il movimento, ora mi ha disrtrutta la schiena vsito che devo asseggiare molto molto velocemente con lei in braccio e allora in 10-15-20min crolla…pero io sono a pezzi non ce la faccio, anche xkè lei qualche min di pianto disperato lo fa.
    poi ho trovato il post e l’ho seguito, stamattina un solo pu/pd….ma oggi ci abbiamo messo un’ora….ma come mai?? sembrava non volesse calmarsi…

    Reply
  4. aiutooo!!!vi prego datemi un conforto…ho scritto già un pò di tempo fa…ho cercato di applicare il metodo ma secondo me non bene perchè non capisco alcune cose…mi sfugge qualcosa..aiutatemi.. rispondete alle mie domande..sono triste e credo che tra poco mi butterò di sotto….:(

    Reply
  5. Buonasera, sono la mamma di Matilde , una bimba di 19 mesi con un bel caratterino.Devo dire che nn abbiamo mai avuto problemi di risvegli durante la notte, ma farla addormentare è stato sempre un dilemma!! Adesso però sono stanca ed ho deciso di cambiare sistema, infatti sto cercando di farla addormentare da sola (con me accanto), ma nn c’è verso: urla, strilla, si fa venire i conati di vomito. E’ da ieri sera (dunque è la seconda volta) che ci provo….credete ci voglia ancora molto prima che si abitui……sinceramente mi piange il cuore sentirla in quel modo e soprattutto vederla singhiozzare ancora dopo un’ora da quando si è addormentata! In più mio marito nn ha la mia stessa forza e nn vorrei che per sconfitta la prendesse in braccio rovinando tutto!! Vi prego, ditemi che sono sulla buona strada e che se continuo così riuscirò presto a farla addormentare da sola senza dondolarla (sono veramente stanca!!)
    Spero di ricevere delle risposte e magari degli incoraggiamenti……Grazie, a presto!!

    Reply
  6. Ciao serena,

    ho bisogno del vostro aiuto per capire un pò di cose. Sono abbastanza disperata….al livello che la mattina mi sveglio e mi viene il vomito al solo pensiero di dover addormentare mio figlio quando avrà sonno…:(
    ho letto con molto interesse questo post e anche quello sulla routine di tracy hogg .Vorrei chiedere un pò di cose.
    Premetto che ho iniziato da circa un mesetto ad instaurare una routine con mio figlio (primo figlio e perciò totalmente inesperta) e devo dire che da quando ho iniziato ho cominciato a capire un pò di cose di lui. Ora Leo ha quasi 4 mesi.
    Il problema che ho è relativo a tutti gli addormentamenti ma in particolare quelli diurni che a catena portano difficoltà anche a quelli serali.
    Ormai ho imparato che dopo la pappa resiste sveglio un’ora circa e poi è stanco e vuole dormire. Poichè è un bimbo molto curioso e sensibile gioco con lui una mezz’oretta massimo 45 minuti poi via via diminuisco il gioco. Per farmi capire che è stanco non sempre sbadiglia ( a volte fa un tossina antipatica, a volte si stropiccia gli occhietti). Quando vedo che inizia a fare cosi con molta calma lo porto nella stanzetta e salutiamo, senza vederli, tutti gli animaletti dipinti sulle pareti della cameretta ( se glieli faccio vedere si eccita ed è più difficile addormentarlo). Dopo averli salutati lo metto nel lettino….e da li inizia la fatica….a volte penso che per lui è come se avesse cambiato ambiente e quindi si guarda intorno incuriosito, poi mi guarda e a volte ride come quando giochiamo…(non ho mai giocato con lui quando sta nel lettino). Per cercare di addormentarlo gli prendo la manina e lo cullo e gli canto a bassa voce qualche canzoncina. Lui si guarda intorno come per dire “ non ho capito…che devo fare??” …se non ha sbadigliato prima ecco che arriva il primo sbadiglio allora mi dico che sono sulla buona strada e continuo….da li lui inzia prima a fare un lamentino poi piano piano anziché calmarsi questo lamentino diventa pianto. Lo prendo in braccio allora e gli do le pacche sulla schiena e lo rimetto giù quando sembra un po’ calmo…appena lo rimetto inizia di nuovo il lamentino allora lo cullo un po’ ma lui è ormai partito di nuovo con il pianto forte e da qui possiamo arrivare anche a due ore prima che si addormenti. La cosa più brutta è….che dorme 40 minuti netti!!!! Dopo si sveglia ed ovviamente è ora che deve mangiare quindi non si riaddormenta più. Se tutto questo inizia la mattina verso sera che è più stanco(perchè un bimbo non può dormire solo 80 minuti in 8 ore) è quasi impossibile addormentarlo…credo lo faccia per sfinimento. Mi sento in colpa perché non riesco a trovare il modo giusto. Volevo provare il metodo di tracy ma prima di farlo vorrei chiedere un paio di cose prima di sbagliare nuovamente.
    1. È necessario che aspetti che sbadigli prima di metterlo nel lettino?
    2. Quando dici “E se si contorce e si butta all’indietro? A volte sembra impossibile tenerlo in braccio per calmarlo” chiedo Se non si calma in braccio lo lascio nel lettino e lui continua a piangere disperato lo devo riprendere in braccio e calmarlo
    3. Questo metodo devo utlizzarlo anche se si risveglia dopo 40 minuti?

    Volevo sapere anche perché si sveglia dopo 40 minuti…ho visto a volte sussulta ma altre volte anzi molto spesso fa un lungo sospirone e poi apre gli occhi…dopo che li apre si arrabbia perché vorrebbe dormire ma nn riesce a farlo. (quando allattavo ogni tre ore, su per giù, si svegliava ogni 20 minuti ora che allatto ogni 4 ore ogni 40…forse quando non allatterò più si farà un’ora….
    Volevo chiedervi anche un’altra cosa…è possibile che anche il non fare la cacca per ¾ giorni incida sull’addormentamento? Perché a volte mentre urla fa scorregge e mi hanno detto che probabilmente è mal di pancia..ma io credo poco a questa versione dei fatti.
    Aiuto aiuto aiuto…è vero che bisogna fare sacrifici per i figli ma io sono stressantissima e non riesco a godermi neanche i momenti di gioco con il piccolo leo…

    Reply
  7. Salve, io ho letto il libro, ma ho trovato pratico ed interessante il blog poichè è un sunto su come addormentare i bimbi.
    Io ho una bimba di 6 mesi e un po’ per la dentizione, un po’ perchè le ho tolto il seno, non dorme più nè di notte, nè di giorno.
    Volevo cominciare ad applicare il metodo Hogg, ma il mio problema è che lavoro e durante il giorno la piccola viene tenuta dalla baby sitter,ed io riesco ad applicare il metodo solo per la notte.
    Come posso fare? pensi si possa riuscire a farla dormire un po’?
    Sono abbastanza distrutta visto che di notte non dormo e di giorno lavoro ed ho anche un’ altra bimba di 3 anni la quale pretende attenzioni e coccole quando sono a casa.

    Reply
  8. Ciao Serena, complimenti per il blog, ho trovato spunti utilissimi! Io col mio primo bambino ho utilizzato con successo (ma era bravo lui!!)il metodo della Hogg e non abbiamo mai avuto problemi… col secondo ci abbiamo impiegato molto tempo perché era ipersensibile ma oggi (ha quasi 10 mesi) si addormenta da solo nel suo lettino tutto contento… il problema sono i risvegli notturni… alcuni perché perde il ciuccio e si aspetta che qualcuno accorra a rimetterglielo (anche sparpagliandone 4/5 non lo riprende da solo) e altri, che sono il mio cruccio, per mangiare… lui prende la pappa alle 1930 e alle 2030 va a letto, dopodiché eravamo riusciti ad arrivare fino alle 5 quando prendeva un biberon di la e si riaddormentava fino alle 8 (sempre con risvegli da ciuccio), ora stiamo regredendo e spesso vuole il latte anche all’una! ho provato con la camomilla, il ciuccio, a cullarlo ma lui fino a quando non ha il suo biberon non si riaddormenta e protesta! Di giorno mangia tanto, la pappa serale è uno scodellone da camionista ma nonostante tutto lui la notte vuole mangiare… io ho ricominciato a lavorare da settembre e sono uno straccio, irritabile e sfinita… avete qualche consiglio? ovviamente l’idea di lasciarlo piangere l’ho esclusa a priori! grazie a chi vorrà dare qualche spunto a una mamma sfinita (ma molto contenta!)

    Reply
  9. ciao serena,
    sono simone, il papà di giulio!
    ho apprezzato molto tracy hogg ed anche il tuo articolo!!!
    ti scrivo perchè non riesco a capire una cosa. tu spieghi il miracoloso metodo del su e giù perfettamente, ma non ricordo dove tracy scriva di utilizzarlo sopra i 3 mesi. a me pare di avere invece capito che si possa partire col metodo easy e col su e giù fin dai primi giorni.
    se mi rispondi mi fai una grossa cortesia perchè un po’ mi hai spiazzato!!
    GRAZIE!!!!!!!
    simo

    Reply
  10. cara Serena
    per quanto riguarda dargli una routine la sera abbiamo iniziato fin da subito con il bagnetto serale prima della poppata e fino ad adesso ha funzionato (c’è da dire però che si addormenta al seno dopo aver poppato e lo mettiamo nel lettino appena succede…così facendo si sveglia la mattina senza problemi)
    rimane da capire come creare una routine per il riposino del pomeriggio perchè gli fa davvero bene dormire (l’altro giorno poi ha dormito per 3 ore e il pomeriggio era tranquillo e rilassato).
    hai qualche suggerimento?

    Reply
  11. salve a tutti
    vi espongo il mio problema
    il mio bimbo ha 4 mesi e mezzo. da quando ne ha due dorme nella sua cameretta e dentro la culla.
    è già da un po’ che cerco di insegnargli a fare il riposino pomeridiano anche perchè durante il giorno non dorme mai.
    ho provato il classico metodo del lasciarlo piangere e consolarlo senza toccarlo (e si funziona nel senso che appena mi avvicino alla culla e lui mi vede mi sorride e smette di piangere…per poi ripartire a sirena appena mi allontano)
    adesso sto provando questo metodo ma ho qualche difficoltà…mi sono messa d’impegno e oggi appena terminata la poppata l’ho messo giù nel lettino…pianti e strepiti 🙁 allora lo prendo in braccio…tempo mezzo secondo e ha già smesso…lo rimetto giù…tempo 2 secondi e già di nuovo lacrime e urla…e così per un’ora e mezza :/
    alla fine onde evitare che si graffiasse tutta la faccia ( fa così quando è arrabbiato) l’ho tenuto in braccio
    secondo voi come posso fare????

    Reply
    • @briuga questo metodo, o meglio il metodo di Tracy Hogg, non è un metodo per insegnare ad addormentarlo. E’ un metodo che nel suo insieme aiuta a capire chi è tuo figlio, di cosa ha bisogno, cosa lo calma e cosa lo eccita al punto da impedirgli di addormentarsi. Il punto saldo di questo metodo è ad esempio il fatto di avere una routine giornaliera, che non è uno schema ad orari, ma un’alternanza di eventi che si ripetono con un certo ordine. Un bambino di 4 mesi che durante il giorno non dorme mai avrà enormi difficoltà ad addormentarsi, perché sarà troppo stanco per tranquillizarsi e lasciarsi andare al sonno. Se hai applicato il sistema di lasciarlo piangere è probabilmente anche traumatizzato e ha paura del tuo abbandono. Calcola che i bambini a 4 mesi si rendono conto di più di ciò che li circonda, il che gli rende sempre più difficile isolarsi dal contesto e calmarsi. Quindi va benissimo tenerlo in braccio per farlo calmare. Cerca di leggere anche gli altri post sul tema (o il nostro e-book), e se non lo fai già, cerca di instaurare una routine regolare che lo aiuti a prevenire il momento del sonno. E’ un periodo difficile, ma passa presto. Coraggio!

      Reply

Leave a Comment