La vostra intervista a Silvia e Serena

Con il post di festeggiamento del quinto compleanno di Genitoricrescono Serena e Silvia hanno lanciato un’iniziativa che voi lettori avete molto apprezzato, la social-intervista: vi hanno invitato a sbirciare un po’ dietro le quinte di GC, sperando in domande “non troppo impertinenti”, che voi avete opportunamente proposto (bravi!!). Lascio quindi spazio alle loro risposte, non senza ringraziare tutti quelli che hanno contribuito a rendere questo compleanno ancora più speciale, gli intervistatori d’eccezione: Chiara, Alessia, Silvietta, Franci, Lucia, Caterina, Gaetano, Morgaine la Fée, Stranamamma, Lula, Squa, Close, Marzia, Barbara.

intervistaQuando avete aperto il blog forse non immaginavate quanto sarebbe cresciuto (anche se magari lo speravate): questa crescita è stato un processo semplice e naturale? Oppure a un certo punto vi siete trovate colte di sorpresa? C’è qualcosa a cui non avevate pensato e che vi ha creato difficoltà?
SERENA: Di aspettative non ne avevamo molte. L’unica vera speranza era di tirare fuori qualcosa da noi stesse. Non ci aspettavamo assolutamente che qualcuno ci avrebbe letto e preso sul serio. Mi ricordo benissimo l’emozione dei primi contatti, quando analytics ci ha mostrato che qualcuno ci leggeva da Bologna. Oh davvero?! Leggevano proprio noi! NOIII! E invece i lettori sono arrivati subito, e in tanti, e sì, questo ci ha colte di sorpresa. Ma ci coglie di sorpresa ancora adesso a dire il vero. Io provo a non pensare ai lettori quando scrivo, ho paura che se lo facessi mi verrebbe un blocco e non riuscirei mai a tirare fuori quello che ho veramente dentro.
Qualcosa a cui non avevamo pensato? Direi che è più facile dire a cosa avevamo pensato! E’ imbarazzante a quanto poco avevamo pensato. Volevamo scrivere, per condividere la nostra esperienza, pensando che quello che stavamo passando noi e quello che con tanta fatica capivamo, potesse essere di aiuto a qualcun altro. Caspita che presunzione!
SILVIA: Serena, ma che dici? Non avevamo aperto proprio con lo scopo di dominare il mondo?! Mi avevi detto così!
Vero quello che dice Serena, le aspettative erano vaghe, ma secondo me c’erano. La crescita è stata graduale e costante e, per fortuna, non si ferma. Ci sono stati post che ci hanno dato una certa “notorietà” anche fuori dell’”ambiente” e qualcuno è stato anche un “successo” a sorpresa, però personalmente non sento di aver vissuto scossoni, l’ho sentito davvero come un percorso naturale. Gc procede: da una parte lo spingiamo, dall’altra lo accompagniamo e dall’altra ancora, soprattutto, ci adeguiamo. Come si fai coi figli, no?
Di sicuro concordo sul fatto che avessimo pensato poco. Abbiamo aggiustato e adeguato tutto in corsa e ancora continuiamo così. Diveniamo.

Che esperienza di blogging avevate quando avete aperto GC? Ne leggevate, eravate consapevoli dei vari aspetti e dinamiche?
SERENA: Lo so che sembra incredibile, ma la mia esperienza di blogging era praticamente nulla. Non ne leggevo, e non ne scrivevo, tranne quello ad uso e consumo dei nonni lontani, ma che era più che altro un album fotografico da emigrati.
Mi ricordo che io e Silvia eravamo così digiune di blog che inizialmente non sapevamo nemmeno come fare con i nomi dei nostri figli. Non volevamo usare i loro veri nomi, ma non riuscivamo a trovare alternative. Solo dopo qualche post, leggendo qualche altro blog in giro ci siamo rese conto che avevamo bisogno di pensare a dei soprannomi. Io mi ricordo quando ho capito che gli altri facevano così, che ti mandato una email con scritto “come abbiamo fatto a non pensarci prima?!” Ti ricordi Silvia?
SILVIA: Ehm… no, non me lo ricordo! Mi ricordo quando ho dovuto “eliminare” il “Sorcetto” per dar vita al “Piccolo Jedi”. Era cresciuto e non gli calzava più. Soprattutto c’erano persone che avevano iniziato a chiamarlo così e questo gli dava fastidio. Così l’ho cambiato in un nickname più difficile da usare nella vita di tutti i giorni.
In confronto a me Serena era un’esperta di blogging. Io non sapevo nulla. Leggevo qualche blog occasionalmente, ma nulla di mommyblogging. Era proprio un pianeta inesplorato. La prima che iniziai a leggere fu Panzallaria. Poi rincontrai un’amica di vecchia data sotto forma di Yeni Belqis. Questi sono stati i primi contatti.
Insomma, un salto nel buio! Per una che odia gli imprevisti…

Vi è capitato di aver voglia di tornare sui vostri passi, sfumando delle opinioni o modificando dei post?
SERENA: E’ chiaro che ogni post ha senso per se stessi nel momento in cui lo si scrive, e da questo punto di vista ci sono post che oggi scriverei diversamente, ma non credo li stravolgerei totalmente.
Forse spegnerei i toni di alcuni dei post scritti sul sonno, perché sono stati scritti in condizioni di privazione di sonno, e quindi ne va della propria lucidità, si perdono le sfumature e si vede tutto o bianco o nero. O meglio si vuole vedere tutto o bianco o nero perché non si può accettare che le cose non funzionino, il bisogno di dormire è più forte di tutto, e devi credere che qualcosa funzionerà, deve funzionare. E allora lo scrivi, con molta convinzione, ma più che altro per convincere te stessa.
SILVIA: Ci sono senz’altro post che dopo 5 anni di vita scriverei diversamente. Ho imparato molte cose e cambiato tante opinioni, sono proprio diventata più grande o forse semplicemente sono invecchiata. Gli assolutismi dei primi tempi non mi appartengono più: come se ci fosse stata un’adolescenza del blog che oggi è finita. Ma allora avevo io per prima bisogno di certezze granitiche per sopravvivere.

Una delle vostre caratteristiche peculiari è il famoso tema del mese: come fate a decidere un tema e poi lavorarci come un sol uomo per un mese intero?
SERENA: La scelta del tema del mese è l’unica cosa per la quale almeno all’inizio avevamo un piano editoriale preciso. Si vabbé preciso… insomma avevamo una lista di temi distribuiti nei vari mesi dell’anno, e poi aggiustavamo, spostavamo, riempivamo, a seconda dell’ispirazione del momento. Oggi non abbiamo più nemmeno questo piano. Abbiamo un file in comune anche con i collaboratori, in cui segniamo appunti sparsi. Spesso decidiamo un tema solo un paio di giorni prima, amiamo improvvisare. No, non è vero, amiamo l’organizzazione e l’ordine, e Silvia odia ogni improvvisazione, ma non riusciamo a fare meglio di così, e alla fine improvvisare ci riesce abbastanza bene. E’ un po’ come lo zaino per la scuola. Ogni mattino ti riprometti che da ora in poi lo zaino ai figli glielo farai preparare la sera, e invece poi…
SILVIA: no, ma davvero vuoi rivelare una cosa del genere? Non potevamo dire che era tutto organizzato e preciso come un orologio svizzero?
Però una certezza in merito ce l’ho: il segreto è proprio quello di NON lavorare come un sol uomo. Noi ci contraddiciamo liberamente tra di noi, il tema è a disposizione di tutti secondo l’interpretazione personale. A volte divaghiamo in modo imbarazzante o interpretiamo in tema del mese concetti diversi e lontani. Di sicuro le tante voci di adesso sono una ricchezza inestimabile. Ogni brainstorming di staff è godimento intellettuale puro.

Come avete scelto i vostri collaboratori?
SERENA: I collaboratori sono diventati di vitale importanza per noi e per GC. Portano idee, visioni diverse, voci uniche. Secondo me hanno arricchito il sito in modo notevole permettendoci di parlare di cose che non avremmo mai potuto affrontare altrimenti.
Per questo la scelta dei collaboratori è fatta in maniera altamente scientifica. Tutti rispondono a dei requisiti specifici sui quali abbiamo lavorato a lungo. Abbiamo un documento stilato che viene presentato a ciascuno prima di iniziare a lavorare con noi, è un documento segreto, e non possiamo rivelarvi il contenuto. L’incipit è:
Solo chi è pazzo può chiedere di collaborare con GC ma chi chiede di collaborare con GC non è pazzo.
I collaboratori di GC sono: belli come la Gioconda, sapienti come Einstein, sereni come il Dalai Lama ma soprattutto, come Hemingway, scrivono da ubriachi ma editano da sobri.
Capite quindi che la selezione è durissima 😉
SILVIA: Secondo me abbiamo un metodo infallibile: il colpo di fulmine, l’innamoramento. Noi non scegliamo, noi ci innamoriamo e corteggiamo. Siamo molto viziate (o forse affascinanti?): cedono presto. Nel momento in cui decidiamo di chiedere a qualcuno di collaborare, siamo proprio seriamente invaghite, della persona e dell’idea della rubrica. Forse se ne accorgono!

Come fate a comporre le divergenze, quelle poche che si presentano intendo, sul taglio da dare agli argomenti da trattare? Come fate, se e quando vi capita di aver opinioni contrastanti?
SERENA: Noi siamo due persone profondamente diverse… Eppure non abbiamo mai divergenze, e se abbiamo approcci diversi o opinioni diverse riguardo qualche argomento scriviamo semplicemente ognuna il suo post, come è successo nel caso Vivere senza TV, e vivere con la TV. Del resto una delle caratteristiche di genitoricrescono è proprio quella di dare voce a tutti i modi possibili di essere genitori e mostrare che non esiste un modo unico.
SILVIA: Ecco questa è una faccenda ben strana. Serena ed io ci conoscevamo poco quando abbiamo iniziato: o meglio, avevamo diverse cose in comune, avevamo parlato molto di argomenti che poi sarebbero entrati in gc, ma per il resto eravamo una l’opposto dell’altra e non avevamo neanche una gran confidenza. Incredibilmente dal primo giorno a oggi noi siamo andate d’accordo: ogni volta che c’è da prendere una decisione, ci orientiamo sempre dalla stessa parte. Siamo le prime a stupircene ogni volta: ma come mai con Serena non ho mai avuto divergenze? Probabilmente tra noi ci sono i presupposti di un matrimonio perfetto: condividere solo spazi gratificanti, fidarsi ciecamente e vivere a diverse migliaia di chilometri di distanza. (Ah, no? Non è così che funzionano i matrimoni? Ma infatti ho detto “matrimonio perfetto”).

Chi è che fa la parte del cattivo?
SERENA: io?
SILVIA: Sì, tu. Del resto io non ho il fisico, non ho la faccia. L’algida svedese sei tu. Io sono come Verdone in Borotalco, non posso proprio fare la parte del cattivo.

Ognuna ha i suoi talenti. Cosa non faresti mai fare alla tua socia, nemmeno in caso di emergenza?SERENA: Uh che difficile! Scegliere la foto del mese? Caricare banner? Inserire codici? Ci penso…
SILVIA: la so, la so, la so!!! I conti! E soprattutto la contabilità in excel. La signora lì, vicina ai premi Nobel, appena vede le caselline di excel impazzisce. Ammetto pubblicamente che potrei intascarmi tutto senza che se ne renda conto.

Vi ispirate a qualche tipo di comunicazione web, magari in altri ambiti scientifici, o a esempi d’oltreoceano? Avete avuto, o vi siete costruite man mano, un modello o un obiettivo sul tipo di informazione che volevate offrire?
SERENA: Questa domanda è veramente difficile e stimolante. Non abbiamo seguito nessun modello, almeno non consapevolmente visto che non siamo partite dalla lettura di altri siti o blog. In un certo senso lo stile di GC lo abbiamo costruito noi, non è un blog, non è un sito di informazione. E’ entrambi. Con il tempo abbiamo imparato a dosare gli aspetti dell’uno e dell’altro e abbiamo costruito il nostro stile. A me piace mettere in ordine i pensieri e per farlo uso il mio approccio scientifico dovuto forse alla mia formazione o più probabilmente al mio modo di essere. Una volta che ho messo in ordine i pensieri scrivo un post.
SILVIA: Io spesso inizio a scrivere senza sapere dove andrò a parare. Mi è sempre capitato: dai temi del liceo agli atti che scrivo per lavoro. Seguo un’intuizione e mentre scrivo mi si ordinano i pensieri, si creano i nessi.
Però credo che un progetto sul modo di informare ci sia sempre stato: per esempio amiamo partire dalle fonti, prestare attenzione al significato dei dati statistici, evitare le visioni troppo parziali, ma senza paura di prendere posizione. Abbiamo delle convinzioni comuni di fondo: l’attenzione per le questioni di genere, l’amore per la pluralità di opinioni, il fastidio per i sensazionalismi, un certo scetticismo di fondo, interesse per le opinioni diverse e una diffusa sobrietà.
Alla fine questo è lo “stile gc”: non aver paura di essere contraddetti o criticati ed esprimerci con il solo fine del confronto.

Tra 5 anni saremo – sia voi sia molte di noi “vecchie” lettrici – nel pieno vortice dell’adolescenza dei nostri figli amplificati e non pensate che il percorso di crescita svolto in questi anni insieme ai nostri bambini ci renderà meno arduo il compito di condurli all’età adulta?
SILVIA: NO. Non mi illudo. NO. Meno arduo mai, questo ormai mi è chiaro!
Però al concetto di crescita insieme ci credo molto. Non sarà meno difficile, ma sarà consapevole. Spero. Forse.
Credo di aver fatto un percorso piuttosto complicato soprattutto nell’ultimo anno. Mi sono proprio rigirata come un calzino e di sicuro ho rimesso in discussione anche il rapporto con mio figlio, che alla fatidica adolescenza è piuttosto vicino. Per questo non ho nessun timore, nessuna paura dei prossimi 5 anni. Non saranno facili comunque, come i precedenti 5 e quelli prima. Ma siamo qui.
SERENA: Secondo me continueremo a navigare a vista, come abbiamo fatto finora. Ho in mente però un’immagine che ci ha regalato Marilde Trinchero e che mi dà conforto: Il ponte, quello che costruiamo ogni giorno con i nostri figli. Durante l’adolescenza verrà colpito duramente, e ci saranno calcinacci e rotture varie, ma se lo avremmo costruito robusto allora continuerà a servire al suo scopo, anche se un po’ malandato.

Il blog ha funzionato da libretto di istruzioni per i figli?
SILVIA: Muhahahahahah! Libretto de che? Ma bastasse un blog!!
Io non ho ancora capito bene come funziono io, figuriamoci un’altra persona. Pensa che riesce ancora a stupirmi mio marito (nel bene e nel male), pensa mio figlio!
SERENA: Ecco, no, in effetti non proprio da libretto di istruzioni. Diciamo che il blog mi aiuta a mettere in chiaro le miei riflessioni confuse, ed è capitato di rileggere qualche mio post dopo qualche tempo e trovare i miei consigli decisamente saggi, e ancora tremendamente attuali per la crisi del momento. Forse dovrei darmi retta di più….

Che contributo danno al vostro lavoro sul sito i papá dei vostri figli? Avete delle discussioni con loro sui contenuti che pubblicate?
SERENA: direi assolutamente nessun contributo sui contenuti, e nessuna discussione in merito. Il contributo maggiore è la sopportazione per il mio impegno, oltre ad un aiuto sul piano tecnico in più di un’occasione in cui non sono riuscita da sola.
SILVIA: ma per carità!!! L’ing. vive in continuo conflitto con gc. A volte per scherzo, a volte lo tira fuori sul serio nelle liti. Pare un rivale. Se lo ha mai letto, lo nasconde davvero bene! Forse ora legge la rubrica di Lucia Busca, ma per il resto ostenta totale indifferenza. Certo che poi l’esperienza familiare nostra entra inevitabilmente nei miei post, quindi in qualche modo entra a farne parte anche lui. E credo non gli faccia piacere… Per sicurezza non glielo chiedo esplicitamente.

Perché non “esportate” il modello GC all’estero?
SILVIA: E per chi ci avete preso? Per Dolce & Gabbana? E poi: c’è davvero un “modello gc”?
Versione più seria della risposta: molti post sono scritti in Italia per l’Italia. Esportare non credo significhi tradurre e basta, quindi forse è qualcosa di decisamente oltre la nostra portata. Per ora. Forse. Chissà. Serena… ma ci abbiamo mai pensato?
SERENA: a volte ho pensato ad una eventuale traduzione di una parte di post, almeno quelli che non trattano nello specifico dell’Italia. Ma ci vorrebbero un altro paio di Serena e Silvia a disposizione per farlo.

Quante ore dedicate al blog?
SILVIA: Non ne ho la più pallida idea. Da quando ci sono i collaboratori e abbiamo delegato alcuni compiti, va molto meglio. Più di una volta mi sono sentita in sofferenza per l’impegno eccessivo. Le ore sono tante, ma sono sparse nella giornata e molto variabili. Da circa un anno io personalmente ho deciso di non lavorare più la sera e di andare a dormire in un orario decente e questo fa parte di una più generale riorganizzazione della mia vita.
SERENA: molte più di quante dovrei, e molte meno di quante vorrei. Io ci lavoro soprattutto la sera dopo che i figli sono andati a dormire, che è l’unico motivo per cui non transigo assolutamente sulla routine serale: alle 8 massimo tutti a letto. Il problema principale è che per entrambe GC è oltre al lavoro “normale” quello che già ci occupa tutte le giornate, dovremmo chiamarlo hobby, ma ha decisamente passato quel livello. Il nostro motto segreto per riuscire a non entrare nel panico ogni volta che ci salta una pubblicazione, o che sentiamo di non farcela è: “noi non siamo il New York Time (siamo meglio 😉 )”

Qual è il vostro piatto preferito?
SILVIA: pizza
SERENA: pasta

Abbinate le mutande al reggiseno?
SILVIA: Non so se è una domanda gender correct, comunque rispondo. SI. Ho proprio un problema con l’abbinamento dei colori in genere. Se sono “disabbinata” provo malessere.
SERENA: Ovviamente no.

Mare o montagna?
SILVIA:
mare, mare, mare. Estate e inverno.
SERENA: montagna, montagna, montagna. Estate e inverno

Cinque anni sono molti. E fuori da GC che ci dite? Ci raccontate ciascuna una cosa positiva e una negativa di questi anni?
SILVIA: Una cosa positiva: il mio lavoro ha cambiato direzione anche seguendo gc. Ho quasi lasciato del tutto il diritto penale e mi sono dedicata di più al diritto di famiglia. Poi mi sono avvicinata al diritto del web. E mi sento nella dimensione giusta.
Una cosa negativa: l’impatto con il mondo della scuola com’è oggi. Una profonda delusione, incomprensione e difficoltà di dialogo. La scuola è stata terreno di scontro con mio figlio, che la affronta in modo talmente diverso dal mio da spiazzarmi.
SERENA: La mia cosa positiva coincide un po’ con quella negativa: il mio lavoro ha cambiato totalmente direzione grazie a GC. Prima facevo ricerca all’università, ora mi occupo di comunicazione per l’università. Mi piace molto il mio lavoro ma a volte mi manca la ricerca scientifica anche se sono convinta di sentirmi più completa ora, come se avessi finalmente trovato il vestito giusto per me.

Vi sembra che senza il blog avreste fatto un’esperienza diversa come mamme e perché? Cioè quale aspetto del blog vi sarebbe mancato di più se non l’aveste aperto?
SERENA: Non so se sarei stata una mamma peggiore (forse migliore? Con più tempo per i figli e meno davanti al computer?) so però che attraverso l’esperienza del blog sono diventata una persona migliore.
Sono molto più attenta a non giudicare gli altri, ascolto di più, e ho imparato a pesare un po’ di più le parole.
SILVIA: Di sicuro mi sarebbero mancate le persone che ho conosciuto in questa avventura: il gruppo dei collaboratori, i lettori che ormai ho tra i social-amici e che ho incontrato di persona.
Se penso a gc mi vengono in mente storie, volti e persone. Senza gc sarei un genitore diverso perché sarei una persona diversa. Di sicuro avrei meno sonno arretrato e sarei più ordinata sul lavoro… Magari anche il frigo sarebbe pieno in modo più costante. Tante volte ho pensato, nel cuore della notte: domani chiamo Serena e le dico che mollo tutto, io non ce la faccio. Poi però sono ancora qui…

Quali sono i vostri progetti per il futuro?
SILVIA E SERENA (!): Progetti ne abbiamo tanti e tempo per realizzarli poco, per cui spesso risultano vaghi.
Però delle idee precise e delle priorità ora le abbiamo e cerchiamo di lavorarci.
Uno dei principi più importanti è sviluppare la coralità del sito e dar rilievo ai collaboratori.
In futuro non ci dispiacerebbe anche “uscire dal web” e avvicinarci “fisicamente” ai lettori, ma per ora più che progetti son sogni nel cassetto. Per il resto, si, c’è molto ancora, ma non vogliamo raccontavi tutto ora e rovinarvi la sorpresa.
Poi il progetto di fondo è sempre lo stesso di 5 anni fa: dominare il mondo!

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5 thoughts on “La vostra intervista a Silvia e Serena”

  1. Beh, do la colpa a Chiara per avermi dato l’ok alla domanda scomoda 😛 (e ritardataria).
    Ma insomma, siam curiosi: questi fantastici bambini, figli di cotante mamme, come la prendono l’esistenza e la crescita del blog? Ora i più grandicelli sono consapevoli, anche di essere loro stessi presenti: ne sono orgogliosi? Imbarazzati? Chi approva, chi disapprova e chi ignora?

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  2. Siete spettacolari! E non lo dico per piaggeria. Vi leggo da quasi 5 anni e mi avete aiutato a crescere come genitore, poi ho avuto l’occasione ed il piacere di conoscere Silvia di persona. Capisco l’impegno e mi immedesimo molto in Silvia quando dice, consapevole forse del fatto che non lo farà mai, che vuol mollare tutto. Capita anche a me con progetti più o meno impegnativi (e più o meno remunerativi) che però senti venire da dentro.

    Un abbraccio e ancora BUON COMPLEANNO!!!

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  3. Mi piace molto la visione di Serena sul percorso che avete fatto come madri- sull’adolescenza dei post(o sarebbe meglio dire sulla loro infanzia?)- e sulla crescita e il divenire. In fondo è proprio vero, nasciamo mamme e siamo proprio in difetto e nelle stesse difficoltà dei nostri stessi figli, che da smisuratamente egocentrici piano piano crescono e divengono più collaborativi e si aprono alla ricerca dell’altro da sè.
    E così GC ha ricalcato le stesse dinamiche, dai post più “intransigenti” iniziali-egoriferiti(vedi quelli sulla privazione del sonno)- ad oggi che condivide e ricerca l’altro da sè nei collaboratori esterni.

    Auguri a voi, splendide donne e a tutte le vostre splendide Creature!

    Pat.

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    • @Pat grazie per aver lasciato il commento anche qua. Veramente bella questa immagine.

      @stranamamma grazie a te per gli auguri e per la compagnia in tutti questi anni.

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