genitorisbroccano

genitorisbroccano è lo spazio da usare quando senti di avere solo voglia di urlare.
Quando non ne puoi più.
Quando senti che le tue qualità di mamma o papà paziente stanno venendo meno.
Quando tutti i tuoi buoni propositi sono miseramente crollati davanti all’incomprensibile ostinazione dei tuoi figli.
Quando hai mandato a farsi benedire tutte le tue più radicate convinzioni circa l’allenamento emotivo e l’empatia.
Quando sei riuscito a mettere tuo figlio in punizione già 3 volte da quando si è svegliato, e sono appena le 8.30 del mattino.
Quando hai ormai raggiunto la definitiva convinzione che sei una pessimamma o un papàpessimo.

Questa è una stanza insonorizzata: fuori da qui non sentono nulla. Ti leggeranno solo altri genitori solidali che sanno benissimo come ti senti.
Qui è vietato dare consigli (soprattutto quelli buoni).
Qui è vietato trovare soluzioni.
Qui è vietato citare “metodi”.
Qui è vietato fare i saputelli!
I commenti autorizzati sono solo le pacche sulle spalle: sarà nostra cura rimuovere ogni altro tipo di commento.

Da questo momento potete urlare! Nulla è inconfessabile per genitorisbroccano!

PS: Se invece hai bisogno di consigli, cerca un articolo nel resto del sito che faccia il caso tuo, e posta un commento lì : genitoricrescono.com

4,476 thoughts on “genitorisbroccano”

  1. Alle volte mi fermo e mi domando… Ma è normale che mio figlio di ormai quasi 8 anni non sia in grado di auto intrattenersi per più di 10 minuti.. Poi “mamma, mamma mamma”.. Non ho tregua.. Mai… Non posso nemmeno andare in bagno senza sentir bussare e chiamare… È così 24 ore al gg da 8 anni.. Con la chiusura scuole un inferno che esplode.. Non ne posso più… Ovviamente non ho voluto altri figli.. Anche se tutti mi dicono che l’errore è stato quello… Ma io non riesco a imaginarmi se è così con 1 figuriamoci con 2…a volte vedo e sento di figli altrui anche più piccoli che giocano ore da soli o coi lego.. Che si mettono li a fare i compiti.. Senza rompere i coglioni alla mamma.. E mi chiedo dove ho sbagliato, e mi sento un disastro totale… Leggo gli articoli sulla noia su quanto faccia bene ai bimbi e mi domando segli autori abbiano mai provato ad avere un bambino che ti chiama ogni 2 minuti h 12 7 su 7..e che vuole sempre essere intrattenuto e accompagnato… Sto impazzendo

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    • Non è colpa tua.

      Io ho problemi simili col mio e non è minimamente simile agli altri bambini, i consigli degli altri non servono a niente perché non funzionano. Dove un altro bambino può essere esortato in qualche maniera lui va in meltdown.
      Per noi, visto che ha anche problemi col suono e i gruppi credo che sia sullo spettro ma non in maniera abbastanza eclatante da fare si che ci arrivi del supporto.

      L’unica sembra essere cercare di tirare avanti. Anche noi abbiamo deciso di fermarci a uno e ti dico che averne un altro non avrebbe aiutato per niente: se il secondo fosse stato più docile sarebbe stato assolutamente sacrificato rispetto al primo; se fosse stato lo stesso ci avrebbe fracassato la vita ancora di più di quello che é già.

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      • Già Teresa. Sacrificare i secondi. Sai quante famiglie vedo che alla richiesta “mamma, vieni?” rispondono “vai da tuo fratello” senza alzare il culo dalla sedia. E li invidio. E mi fanno rabbia. Perché il luogo comune “gli ho dato un fratello per giocare e avere compagnia” sottende nella pratica “gli ho dato qualcuno da tormentare al posto mio”. E non è giusto. E fa diventare una scelta di comodo/convenienza una scelta di valore. E io che soffro come un cane, me lo sono meritato e non ho diritto di lamentarmi.

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        • Il diritto di lamentarti c’è l’hai eccome.

          Posso dirti per esperienza, da secondogenita, che è verissimo che spesso il secondogenito viene semplicemente trattato come un capro espiatorio mai difeso dal maggiore. Sapendo questo col cavolo che sottopongo un altro bambino a quel trattamento.

          E ti posso anche dire che mia madre era una di quelle che criticavano gli altri genitori eccome e si vantava di come lei sì che giocava con noi e non ci sbatteva alle baby sitter ma alla fine delle finite io mi ricordo quanto ci sbatteva do fronte alla TV e di come mi diceva che non voleva fare l’arbitro fra di noi se chiedevo aiuto e io le prendevo di santa ragione da mio fratello un giorno sì e l’altro pure. Non mi stupirei se ancora succedessero queste cose.

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          • Anche io secondogenita con una sorella prepotente e tiranna, e so perfettamente di cosa parli.

  2. E’ l’una e cinque di notte.
    Il figlio dei miei vicini di casa piange senza una cazzo di sosta,
    Cosi quasi gran parte del giorno e la mattina presto.

    Di notte i genitori Indiani lo lasciano piangere senza freni cosi che tutti lo sentono.

    Non ne posso piu. Ha rinziato adesso. Che genitori senza senso civiele verso le altre persone.
    Come se fossero gli unici.
    Ecco, ora strilla come un pazzo.

    Non ho nessuna pieta’ per questo bambino ne comprensione.
    Non dico niente a questi genitori del picchio maledetti.
    Perche’ sono degli immigrati indiani che sono da soli in terra straniera.
    Non ci troviamo in Italia.

    Veramente mi verrebbe da battere sui muri o accendere l’aspirapolvere contro queste merde.
    Ora urla come un matto.
    Avranno i loro problemi e a chi frega questo?

    Zittite sto bambino urlante,

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  3. E niente, finisco per lasciare un pensiero qui. Da mesi, ormai anni, cerco di tirar su il mio piccolo diavolo con metodi almeno un po’ diversi da quelli sperimentati dai miei genitori; anche perché, su di lui, non funzionano.
    E cercando di star con lui nelle sue sclerate di rabbia e frustrazione, mi sento spesso un’alinea di fronte agli altri, soprattutto i miei genitori, secondo cui sbaglio perché il bimbo non mi teme, quando è con me fa i capricci, e “guarda io come sono brava che lo guardo male e lui piange”. A volte ho provato a parlare con loro, più spesso lascio correre perché non mi interessa di passare per debole (tanto ci passo comunque) e mi interessa il rapporto con mio figlio, e basta. Ma questo gran lavoro emotivo che c’è da fare col bimbo porta inevitabilmente fuori il mio rapporto coi miei genitori, mi chiedo come sono stata cresciuta. Ed è la parte più difficile. Io mia madre, come una madre presente e “materna” non l’ho mai percepita. Solo fredda, distante, un giudice implacabile. Che freddo al cuore quando penso al mio bimbo, con cui ho un rapporto così stretto e non me ne vergogno, e io e lei, quasi due estranee. Non gliel’ho mai detto e mai glielo dirò, e so anche che parte del lavoro su di me sarà perdonarla. Ma non so, mi riesce così difficile. Anche col bimbo nato da poco (che urlava sempre), io in evidente difficoltà – credo di aver chiesto aiuto in tutti i modi possibili perché i miei ochhi urlavano e io esprimevo la mia sofferenza… Poco o niente aiuto. Distacco. Perché sennò mi “abituavo male, e invece una donna deve andare con le sue gambe” (sennò che donna è…). Una volta le chiesi di farmi il pranzo perché ero incasinata e poco mancò che mi rispondesse di no. Non l’ho più chiesto. Mi limito davvero al minimo indispensabile. Lei ha i suoi problemi, ci mancherebbe, ma è come se io fossi ormai in un debito eterno nei suoi confronti, per cui ogni richiesta è un attentato alla sua integrità.
    E questo mi fa una grande, enorme tristezza…

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    • Secondo me fai bene. Io sto messa male col mio, mi sa che la depressione post parto non me la scrollerò mai di dosso davvero. Però se tu hai un buon rapporto col tuo non vedo perché i tuoi si credano bravi se li teme. Se riesci a farcela coi tuoi metodi continua. Anche mia madre non è mai stata altro che una figura che imponeva giudizi e sensi di colpa ma mai la imiterei.

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      • Io a volte mi rivedo nei comportamenti di mia madre verso di em, che ripropongo a mia figlia e mi rendo anche conto che avolte la mia frustrazione e rabbia le scarico su di lei per punire me stessa, perché così sto male due volte, tre volte, quattro volte.. insomma mi rendo conto che l’atteggiamento passivo aggressivo di mia madre mi ha lasciato segni profondi ma vorrei scrollarmelo di dosso e ho paura che finché lei ci sará farlo sarà arduo.
        La mia Psicoterapeuta, che ora non ho più perché non me lo posso più permwttere economicamente, mi diceva di trovare e mantenere distanza mentale.
        Io voglio che la mia bambina possa sempre contare su di me e non si senta giudicata, sminuita, messa sotto processo, allontanata. Però a volte ripropongo modelli che odio
        ma le chiedo anche scusa, per aver esagerato, per aver gridato, per aver sbattuto il piatto.. Ha 11 mesi e sto lavorando su di me ma è dura. E sono anche madre single (per scelta), quindi a volte è il doppio pesante (lo ho scelto io e me ne assumo la responsabilita, cmq)

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  4. Stasera è una di quelle sere in cui vorrei solo stare da sola con me.
    Mi guardo da fuori e mi vedo fagocitata dalla frenesia dei mille impegni, orari, incastri, i compiti le merende pranzi e cene. Il grande in forte sovrappeso, colpa mia che per stanchezza ho lasciato correre tutto l’inverno, e ora è durissima sia per lui che per me che devo fare il carabiniere per aiutarlo.
    I loro sport, fare da promemoria a tutti per tutto, le esigenze emotive di tutti (fossero solo i bimbi, macché.) stare sul pezzo al lavoro, ore e ore nel traffico, il mio sovrappeso ormai da 8 anni che mi schiaccia come un’ombra solida. Alle 22 finalmente mi sdraio a letto dopo giornate che sembrano di 36 ore e sono allo stremo delle forze. A volte mi guardo da fuori e mi faccio tenerezza da sola.
    Amo mio marito e riconosco la fortuna che ho perché è un uomo che stimo e adoro ma i bambini vogliono me me me me me e poi ME. Non chiedono a lui, non cercano lui è tutto un MAMMAMAMMAMAMMAMAMMAMAMMA continuo. Un continuo.
    Mio figlio grande ha 12 anni e mille mondi da affrontare ogni santo giorno, un bisogno di dialogo infinito che va benissimo ma che giuro a lungo andare sfianca. Mi sfianca. È ipersensibile e massacrato da un padre (il mio ex) completamente anaffettivo e deludente, assente. Una merda di padre che non perde occasione per dimostrargli di essere una merda.
    Sono 12 anni che cerco di curare le ferite di mio figlio.
    Sono 38 anni che faccio da genitore ai miei genitori.
    Tengo botta ma soffro di depressione. E mi sento in colpa tantissimo per questo nonostante io mi curi.
    Ho visto pochi giorni fa una mia foto a 17 anni in piena comitiva, bella e libera come il sole.
    Guardandola mi si è spezzato qualcosa dentro.Mi ha fatto male.
    Perché oggi, pur amandoli come sapete benissimo che si amano i figli ossia con le viscere che ti si strappano, sono infinitamente stanca e mai spensierata.

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    • Che fibra che hai. Da quello che dici hai una marea di obblighi e pesi emotivi. Lo so che detto da una sconosciuta su internet non conta molto ma stai facendo un gran lavoro. Ti auguro che pian piano il carico che hai diminuisca e che trovi più tempo per te.

      Un calcio in quel posto al tuo ex che se lo merita, un abbraccio a te, ai tuoi figli e a tuo marito.

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    • Che forza hai. L’altra settimana ho visto un bel film, Tully, e ho pianto come una cretina per ore. Se riesci, in un buco nello spazio tempo, guardalo. È catartico. Ci tira fuori un sacco di cose a noi mamme, un sacco. Ci ricorda chi eravamo. A volte però credo che per fortuna, anche se ci sembra che quella ragazza non ci sia più, che abbiamo dovuto ucciderla, dentro di noi c’è sempre e ci fa bene. Anche se non lo vediamo, essere state spensierate, allegre, la parte diciamo migliore di noi stesse, ci aiuta anche se allo stesso tempo ci mette dentro una grande nostalgia.
      Un grande abbraccio, ragazza.

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  5. Oltre ad essere comprensibilmente sfinita come tutte voi dalle mille incombenze di esser madre, lavoratrice eccetera, devo anche sorbire un marito che dal 2020 passa le giornate Intere al. Pc o al telefono (smart working) senza rivolgere la parola a nessuno e rispondendo malissimo a chiunque perché non vuole essere disturbato. Non lo sopporto più. Il lavoro è una scusa bella e buona per isolarsi dalla famiglia.

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  6. Mio figlio, quasi 4 anni, forse sta lentamente migliorando.
    Così lentamente che in realtà, forse, sono io che mi sto lentamente spengendo e adattando a lui.
    Ma insomma, nei nostri continui casini, almeno fino a un po’ di tempo fa, cercavo un modo, un indizio, un aiuto. Mi ero iscritta a un sito, seguivo dei podcast, leggevo, guardavo dei video su come reagire alle situazioni difficili.
    Ma a parte che con il mio funzionano pochissimo, quando anche mi sembra di imbattermi in un po’ di comprensione da parte di un terapeuta o di un’amica o altri, ecco che prima o poi arriva la doccia fredda: sì, perché se tuo figlio si comporta così, la colpa è tua. Perché quando un genitore è sereno, anche un bambino è sereno. Perché la vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo. Perché la mela non cade mai lontana dall’albero.
    E allora, tutto ciò che io penso è un enorme, sonoro, gigantesco vaffanculo.

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    • Il mio fa quattro anni a Luglio e anche lui, con fasi alterne, è almeno più gestibile che nei primi due anni.

      Alla fine, più leggo studi scientifici sul temperamento e sui bambini, alcuni che hanno studiato persone dalla nascita fino a quarant’anni, più mi convinco che le persone che dicono certe cazzate possono allegramente andare a quel paese. Sono quelli che ti dicono: “Con me ha funzionato così!” e cose simili e non concepiscono minimamente che in certi casi i genitori di bambini difficili si sono sbattuti e si sbattono cento volte rispetto a loro ma hanno zero aiuti e bambini molto più impegnativi.

      L’unica credo è di ignorarli il più possibile, cercare alleati se si può e tenere duro per noi e per i nostri figli.

      Poi perché io sono bacata in testa ho deciso unilateralmente che tutte le figure storiche orrende dormivano benone ed erano bebè modello e nessuno se l’aspettava che diventavano così: vedi bene tutte le interviste dei vicini di criminali che ti dicono come erano tranquilli e chi se lo aspettava.

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  7. Sono una mamma stanca… stanca delle situazioni che mi circondano, stanca di non avere nemmeno i soldi per mangiare, stanca delle persone che mi circondano e delle mille responsabilità e stanca di mio figlio.
    Da due anni e mezzo dormo pochissimo, mi occupo di lui h24 e non ce la faccio più.
    Da qualche giorno non sto più pulendo casa, lavando i piatti ecc… vorrei sono stare in silenzio e dormire.

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  8. Io non sopporto le richieste di attenzione dei bambini. E i litigi, che secondo me sono sempre una richiesta di attenzione. Mi sento mangiata viva da loro mi sento un cibo divorato. Mi sento tutti i giorni trascinata in basso nel loro mondo di bambini che per fortuna non è piu il mio. Un mondo pieno di fissazioni stupide paure paranoie e come ho gia detto continue richieste di attenzione. Mi fanno venire il male di vivere e mi fanno perdere fiducia nell umanità e in me stessa. E mi deprimono moltissimo i dispetti che si fanno le invidie e le cattiverie che si dicono. Che schifo

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  9. Quando leggo queste storie di vita vera vissuta e dura, da figlia e non madre, voglio darvi una pacca sulla spalla ..
    Credo di generalizzare nel dire che le cose sono completamente cambiate: non ci sono soldi, non ci sono aiuti e i telefonini con i maledetti social impongono standard assurdi.
    Ho trovato questa pagina perche’ sarei in eta’ di procreazione “avanzata” per alcuni, e forse per altri, avrei ancora pochi anni.
    Sono sposata, una situazione finanziariamente molto florida, ma viviamo entrambi all’ estero.
    In un paese europeo distante anni luce dal vivere italiano.
    Di vivere nella misera Italia allo sfascio non se ne parla proprio.
    Credo che non ci siano veramente piu’ le condizioni sociali giuste per crescere dei figli in pace.
    Anche se potrei permettermi gli aiuti necessari, ho troppa paura di questo schifo che sta diventando la ns societa.
    E che anche se fossimo buoni genitori, come tutti Voi, temo che le influenze esterne siano troppo ….
    Una pacca sulla spalla a tutti.
    Non credo chi siano regole giuste o sbagliate.
    Solo il buon senso e comprensione verso il prossimo.

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  10. Mio figlio ora ha tre anni e mezzo.

    Qualche tempo fa un mio amico mi ha scritto una email dove mi diceva che aveva avuto problemi come i miei: notti insonni, molti più capricci e urla degli altri bambini, niente aiuti per vari motivi. Però quando suo figlio è arrivato ai tre anni ha cominciato a dormire la notte, a parlare di più e. parole sue, sono cominciati i più begli anni della sua vita che non cambierebbe con nessuno.

    Ora mio figlio non fa più il pisolino da parecchio. I week-end e il giorno che non è all’asilo, che in Inghilterra costa uno sproposito, sono quelli che odio di più. Mia suocera mi ha detto che quando mio marito ha smesso di fare i pisolini ha cominciato a dormire bene e infatti dopo un anno e mezzo hanno avuto un secondo figlio.

    Io piuttosto che farne un altro mi faccio sparare. Non lo dico per fare effetto comico, sono seria. Sono sempre l’unica che viene trascinata via quando vorrei ascoltare il riassunto della maestra d’asilo, che devo fare tutta una serie di cose senza senso o mio figlio comincia a urlare.
    Direte voi: imponiti.
    Dico io: sono sfinita. Mi sono imposta e imposta. Ma sono esausta. Si vede che sono una madre di merda. Se avessi il tono giusto lui ascolterebbe ma dopo tre anni e mezzo di supplizio io sono esausta. Giudicatemi una merda, io non ne posso più. Quando è a casa guardiamo la TV perché sono esausta. Guardo il cellulare perché non ne posso più di stare con lui. I momenti buoni sono rari e coincidono con i periodi quando riusciamo a dormire per un paio di settimane di seguito. Ma ricadiamo sempre nello stesso copione: si ammala o succede qualcosa e smette di stare nel suo letto. Poi la mattina si alza lo stesso, non vuole fare il pisolino e diventa sempre più insopportabile. È da quando è un bebè che è insopportabile. Non si è mai fatto tenere in braccio per farsi coccolare ma già a tre mesi lo dovevo portare rivolto verso il mondo per toccare interruttori, guardare cose, fare casini. Io vedevo gli altri bebè che si facevano portare nel passeggino e mi venivano i vermi perché avrei voluto che dormisse ma mai che mollasse. Urla, urla, urla, urla, urla.

    E quando sono finita in ospedale mi hanno detto che non era la mancanza di sonno, erano “altri problemi”. Colpa mia, insomma. Nonostante le infermiere mi dicessero loro stesse che non si azzardavano a cambiargli il pannolino sul fasciatoio perché avevano paura che ci si lanciasse perché così era. Era l’unico bambino in corsia che non ha mai fatto un pisolino in una di quelle sdraiette maledette. L’unico che doveva avere sempre la stanza completamente buia e nessun rumore.

    Io dico queste cose e mi sento dire che ogni bambino ha le sue cose. Ma vaffanculo, non è vero. Li vedo gli altri. Io non sono partita acquiescente, ho provato a essere educativa, ma non ho la fibra di Attila il terribile. Alle volte mi domando persino se certi genitori che vengono visti come eccessivamente severi o persino abusivi magari sono andati fuori di matto perché gli è capitato un bambino così.

    E io non l’ho mai picchiato, mi sento una merda quando gli urlo, ma onestamente sono completamente senza speranza. Il nostro rapporto si romperà sempre di più e lui finirà per essere infelice perché non è amato come si deve però io non sono la mamma giusta. Non ho i nonni che mi aiutano, al massimo qualche giudizio mentre alle cuginette hanno fatto i baby sitter eccome.

    Mi sento un verme. Non volevo mettere al mondo un bambino per non farlo sentire amato ma io non ce la faccio più. Non sono come le altre mamme brave che scrivono su Facebook come la loro vita è meravigliosa e come ringraziano ogni giorno di avere i loro pargoli. L’unica cosa che mi tiene con lui è l’obbligo. Se arrivasse un essere superiore e mi dicesse che mi da un bottone di reset e torno a prima di averlo lo farei.

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    • Ciao Teresa, mi è venuto da piangere leggendo il tuo post perché ci ho letto tanto di me. Ho 2 figli, un angelo di 8 anni e poi LUI di quasi 3 anni: 3 anni a non dormire, 3 anni ad assecondare urla e capricci insensati, 3 anni a chiedersi cosa non andasse in lui, chiedendo addirittura un consulto ad un neuropsichiatra ed iniziando un percorso di logopedia e psicomotricità. Inizia ora a parlare, ma i capricci non sono finiti. Dorme solo con me di notte e non ho idea di come farò a spannolinarlo. Anche io sono ESAUSTA, mi ha succhiato tutte le energie che avevo e mi ha tolto tanto tempo con suo fratello. Oggi il mio compagno mi ha detto che preferisco stare col grande ed è ovvio che sia così, io lo amo questo secondo figlio ma mi rende tutto così difficile, dal mangiare al mettersi un paio di scarpe, che mi ritrovo spesso a detestarlo senza volerlo. Sono stanca stanca stanca e spesso mi chiedo se per i limiti che ho io come madre non sarebbe stato meglio fermarmi a un figlio solo. Per alcuni bambini servono una forza e una devozione che non tutte hanno…. Ti abbraccio.

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      • Grazie, ricambio l’abbraccio.

        Io vorrei essere più brava: ho deciso di fermarmi a uno perché se ne avessi un altro così morirei. Lo so che lui ha bisogno di amore ma una grande parte di me invidia le mamme che hanno avuto pargoli più facili e più aiuti. Mi sento di tradirlo perché per me la maternità è stata principalmente un trauma e una fatica abissale con pochissime soddisfazioni.

        Cerco di farmi forza con le storie di genitori che trovo che hanno avuto bambini impegnativi e poi più tardi hanno avuto grandi aoddisfazioni ma pensare a quando era un bebè in particolare mi fa tanto male. Voglio immaginare che avremo interessi comuni ma ho paura che crescerà e si staccherà lentamente da noi senza mai aver avuto un buon periodo che durasse più di qualche giorno ogni diversi mesi.

        È infantile, ma alle volte fantastico che in un futuro magari una delle mamme che all’asilo sentivo dire di come i loro pargoli si addormentano davanti al tablet e si svegliano a fatica alle otto di mattina troverà qualcosa da invidiare a me. Una rivincita, forse anche perché mia suocera non sta zitta su come doemono bene le cuginette a cui ha fatto da babysitter, ha comprato corsi di equitazione e ha tenuto a dormire la notte, mentre noi niente e scuse su scuse. Questo non perché lui sia difficile con i nonni, le difficoltà le riserva a noi e basta. Poi lui come persona è un tesoro, quando non svariona. Il problema è che è sempre stanco e la sua reazione è di caricarsi sempre di più e piangere ecc.

        Boh. Non lo so neanche io che dico. Sono contenta che tuo figlio parli di più, davvero. Spero che questo lo auti ad esprimersi ed essere più approcciabile. Lo spero con tutto il cuore, per tutti e due.

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  11. Sono stanca. E triste. E piango sempre.
    Ho un figlio di 16 anni e un marito che è sempre stato un buon padre.
    Mio figlio è sempre stato un bambino perfetto, affettuoso, coccolone, tranquillo, vivace, sereno e il rapporto con suo padre più che meraviglioso. Uscivano insieme, andavano al cinema, a mangiare fuori, ai musei e alle competizioni sportive. Il loro rapporto era basato sullo scherzo e sulla presa in giro.
    Ora è tutto finito. Il padre continua a prenderlo in giro, cosa che il ragazzo ora odia a morte. Non riesce a rendersi conto della situazione e continua e contonua e continua. Lo ucciderei io.
    D’altra parte mio figlio urla ad ogni occasione, non è possibile rivolgergli la parola, non risponde alle domande.
    Ora è diventato arrogante e sprezzante, si sente migliore di tutti e tutto, maltratta i suoi allenatori, i suoi compagni e in particolar modo suo padre, che a volte non aiuta con il suo atteggiamento.
    Ultimamente non mi vuole più intorno. Io che ho passato 10 anni di vita a fare la taxista, che ho speso un miliardo di euro in attrezzature sportive, che ho messo ghiaccio, ho fatto il tirfo, ho sofferto come un cane a qualunque delusione, ho passato ore a spiegare matematica, fatto da mediatrice di guerra, sopportrato giudizi e consigli non richiesti ora non servo più. O meglio, continua ad aver bisogno di un’autista, di uno sfogatorio, di un bancomat, ma non di me.
    Per mio marito sono una segretaria personale, tra l’altro di dubbio valore.
    Vorrei andarmene, vorrei tornare indietro, vorrei una cena senza urla, vorrei una conversazione senza interrogatori che manco la STASI, vorrei dei sorrisi. Vorrei una vita da sola, ma so che i sensi di colpa di ucciderebbero.

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    • Purtroppo io ti capsiso e tremo pensando a quando mia figlia avrà quell’età perché il padre già adesso non sa minimamente prenderla ed è sempre un conflitto, urla e problemi a cui devo sempre mettere una pezza io, e ha solo 7 anni. Io non sopravviverò mai all’adolescenza e sicuro divorziero’

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  12. Odio la mia vita.
    Sto con un uomo “d’oro” (come si direbbe) ma odio suo figlio di 6 anni. Credo che sia affetto da disturbo dell’attenzione e iperattività..o forse qualcosa di più grave. Sono quasi due anni ormai che conviviamo insieme nella stessa casa e più passa il tempo più odio questo bambino che non ascolta, fa quello che vuole, che sa solo provocare e pensare ossessivamente al cibo.
    Mi fa schifo come mangia, mi fa schifo come si scaccola, mi fa schifo che non conosce nessuna norma di igiene nonostante io gli abbia ripetuto mille volte come pulirsi ecc. Non sopporto i versi da “mongoloide” che fa all’improvviso, non sopporto che ogni giorno torna con i vestiti sporchi manco avesse fatto la guerra e le tasche piene di terra e sassi.
    Non sopporto che a modo suo mi vuole prendere in giro e non fa altro che provocare e provocare.
    Sto odiando la mia vita e odio la persona che sono diventata anche a causa sua. Sono arrivata al punto che lo picchio puntualmente ogni giorno per poi sentirmi una merda. Sono diventata un mostro e non riesco piu a tornare indietro. Non trovo piu amore in me, né per me, né per questo bambino e né per la bimba che (purtroppo) sto aspettando. Dico purtroppo perche io mi ero sempre ripromessa di non avere figli, invece nonostante le precauzioni, è successo lo stesso. E ora odio anche questa bambina anche se so che non c’entra niente. Quando faccio l’eco e guardo quella figura sullo schermo non provo alcuna emozione. Solo una grande pena per questa bambina che arriverà, che avrà una madre terribile e alla quale rovineró la vita. Ho cercato di spiegare alle persone a me vicine come mi sento, ma non fanno altro che rispondermi tutti le stessa fottuta cosa “ ci vuole pazienza; vedrai che con la tua sarà diverso e bla bla bla”. Io non ne ho più pazienza. E non so piu dove trovarla. Mi sento imprigionata, disperata. Mi sono rovinata la vita con le mie stesse mani e non riesco a trovare nessuna soluzione se non quella di togliermi la vita dopo aver partorito. Lo so, chi è causa del suo mal pianga se stesso, ma sono solo un essere umano..Non sono mai stata una mamma e non lo saró mai. Questa “punizione” ricevuta mi sta logorando l’anima..

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    • Se stai con un “uomo d’oro”, come mai ti trovi in gravidanza e in difficoltà, ad accudire suo figlio? Non puoi chiedergli di occuparsene o, in alternativa, di trovare altre soluzioni? Tu sei incinta e hai diritto a riposare. E prenderti cura di te stesso in questo momento così difficile e delicato.

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  13. Sono la mamma di un bimbo di 18 mesi, sapevo che diventare genitore sarebbe stato difficile, a tratti duro ma non immaginavo così tanto.
    Da quando è nato non dormo praticamente più, almeno non più di due ore di fila, è stato operato alla nascita per un problema all’aorta che grazie al cielo è stato risolto. Credo che questo evento abbia spezzato qualcosa dentro di me: vivo con l’ansia che possa stare male, di poterlo perdere, quando si avvicinano le visite di controllo di routine che deve fare sono una corda di violino per giorni. Sono stanca di sentirmi dire che sono troppo apprensiva, che devo superare la cosa. Vedere quel corpicino di pochi giorni straziato da flebo e tubicini mi ha cambiato per sempre, una madre non dovrebbe vedere suo figlio in certe condizioni, mai, è contro natura.
    L’evento più bello della mia vita è stato “rovinato “ per sempre da quello che è accaduto nei due giorni successivi alla nascita. Col passare dei mesi ho iniziato a covare una rabbia cieca che non riesco a sfogare, continuo a ripetermi “perché è successo a me?”; talvolta mi sento in colpa perché almeno mio figlio adesso sta bene e invece ci sono bimbi che non hanno avuto questa fortuna e io purtroppo ne ho visti tanti in quelle corsie di ospedale, durante la degenza del mio. Vorrei riuscire ad andare oltre e invece non ci riesco. Ho solo l’aiuto del mio compagno, mia madre vive lontano, i miei suoceri non sarebbero in grado di prendersi cura del bimbo. Questo fa sì che io stia con mio figlio 24 ore su 24, 7 giorni su 7, lo amo visceralmente ma a volte mi sento soffocare. Avrei bisogno di staccare un attimo e invece non posso.
    Non mi riconosco più, la sua nascita mi ha cambiato irreparabilmente. Non riesco a mettere insieme i pezzi di chi ero e di chi sono adesso. Spero di trovare un po’ di serenità in questo turbine di ansia, stanchezza, fragilità e talvolta solitudine. La mia vita di prima era leggera, facile, libera. La mia vita di adesso è un’infinita routine di giorni sempre uguali, il covid ci ha messo sicuramente del suo nell’isolarmi dal mondo.
    Non so se qualcuno di voi può capirmi…

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    • Direi di si. Mi ci riconosco quando parli della mancanza di aiuti (i miei sono in Italia e i miei suoceri non hanno aiutato). Non mi posso pronunciare sull’esperienza traumatizzante se non per dire che ognino reagisce a modo suo; non credo aiuti darti della appeensiva! Col tempo, in quanto al carico di atare col bimbo 24/7 le cose sono gradualmente migliorate: un po’perché va all’asilo e un po’ perché quando ha cominciato a comunicare ho trovato una complicità che cresce giorno per giorno. Io ti auguro vada così anche per te e che col tempo il trauma diventi sempre meno un problema. Nei limiti del possibile sii compassionevole con te stessa. Ne hai passate tante in un periodo che tutti ci immaginiamo idilliaco e quando non lo è ne risentiamo il doppio. Un abbraccio.

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  14. Rispetto a altri problemi magari non è granché ma che rottura i nonni con i paragoni: giornata anche piacevole, ma sempre a parlare della cognata (che mi sta sui cosiddetti) e di come sono più facili le sue gemelle che hanno sempre dormito bene e cheble vedono più spesso e quando dormono lì vanno per conto loro alle sette e mezza.

    Il nostro non l’hanno tenuto più di una serata perché avevo un corso e non lo vedono spesso se non chiamiamo noi e a me questa situazione porta a galla ricordi brutti di cose passate sia nella mia famiglia sia soprattutto il primo orribile paio di anni con nostro figlio che chiamarlo amplificato era un eufemismo. Poi mi pesa il confronto perché mi chiedo se l’aiuto in meno perché riflette quanto valgo io.

    E poi mi viene l’istinto stronzo di dire: loro avranno avuto più aiuti e ste bimbe che non utlavano in macchina, nwl passeggino, che dormivano ma magari prima o poi l’adolescenza arriva e sono cavoli amari per loro. Dubito però, ma così sto.

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  15. Nessuno dovrebbe fare più figli. Questa è la verità. Non si genererà bene più alcuna sofferenza, né sforzo. Che il mondo finisse pure, perché fa schifo. Questo è.

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