8 mosse per organizzare un trasloco senza stress

Foto di Robert S. Donovan utilizzata in licenza Creative Commons
Foto di Robert S. Donovan utilizzata in licenza Creative Commons
L’ultima volta che ho fatto il conto eravamo arrivati a 8 traslochi in 8 anni, inclusi 3 traslochi internazionali. Poi ci siamo fermati, e questa estate dopo 6 anni di permanenza nello stesso appartamento è arrivato il momento di riaprire gli scatoloni e impacchettare tutto di nuovo. Destinazione a 400 metri di distanza, ma bisogna pur sempre fare un trasloco come si deve.
Ho quindi pensato di fare tesoro delle esperienze passate per velocizzare l’operazione. Ecco gli insegnamenti che ne ho ricavato:

1. Iniziare molto prima della data del trasloco a fare decluttering nell’armadio e fate fuori tutti i capi di abbigliamento che non indossate da 2 o più anni. Verrete colpiti dalla sindrome che chiameremo “a-casa-nuova” che vi farà immaginare una nuova vita, tipo a-casa-nuova inizierò ad uscire con le amiche almeno 1 volta a settimana, oppure a-casa-nuova mi alzerò all’alba e farò ginnastica prima di andare in ufficio. Scordatevelo. Non è vero. Non lo farete. Date via tutto. Casa nuova, vita nuova, cose nuove.

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2. Togliete di mezzo i giocattoli con i quali i vostri figli non giocano da tempo. Ripoteneli in delle scatole lontane dagli occhi. Questo è un periodo di prova. Se non ve lo chiedono nelle settimane che precedono il trasloco, allora potete eliminarli. Ovviamente ve lo chiederanno DOPO, ma a quel punto potrete semplicemente dare la colpa al trasloco, che ha il potere di far sparire le cose. Per il trauma odieranno il trasloco per tutta la vita, ma quello lo fanno comunque tutti. Pazienza 😉

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3. I bambini mediamente odiano i traslochi, soprattutto quelli che odiano i cambiamenti. Se sono sufficientemente grandi potete cercare di aiutarli ad adattarsi al cambiamento coinvolgendoli nella pianificazione della nuova casa, e in particolare della loro stanza. Se i mobili restano sostanzialmente gli stessi, vale la pena di investire in un nuovo set di lenzuola per il letto, o in un un nuovo peluche, insomma in qualcosa che possa aiutarli ad amare la novità.

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4. Fate una stima degli scatoloni di cui avete bisogno. Poi moltiplicate per 3. No, non sorridete con aria di sufficienza. Anche se siete assolutamente convinti di aver fatto i conti giusti, la vostra stima è troppo bassa. Mi ricordo ancora il trasloco del 2004 verso Parigi (il nostro quarto) in cui avevamo SOLO 4 o 5 scatole da portare, e abbiamo finito con 20.

5. Iniziate per tempo. Fare le cose nelle ultime settimane è una garanzia di stress. Cioè lo stress non ve lo toglie nessuno, ma iniziare per tempo a fare scatoloni può aiutare a diminuirlo. L’ideale è se avete una cantina, una soffitta, un garage, insomma un posto in cui mettere via gli scatoloni fatti, man mano. Questo perché vivere tra scatole e mobili smontati per 2 mesi non è divertente.

6. Dividete il più possibile gli scatoloni in base alla stanza di appartenenza (o di arrivo). All’inizio sarà facile mettere solo cose della cucina, o solo cose della camera da letto. Le ultime scatole tenderanno ad essere più mischiate. Quelle saranno le scatole che odierete di più quando dovrete fare il lavoro inverso nella nuova casa.

7. Create un sistema di nomenclatura che funzioni per voi. Noi abbiamo K per la cucina, B per il bagno, C per la camera da letto, B per i bambini, S per il soggiorno. Ogni stanza è caratterizzata da un colore diverso, che è rispecchiato nelle etichette adesive che attacchiamo alle scatole. No, ok, confesso, sto mentendo. Questo è quello che avrei voluto fare io, invece abbiamo riutilizzato vecchi scatoloni che avevamo conservato in cantina, con una numerazione conseguenza degli 8 traslochi precedenti, in cui saltavano numeri, e le lettere erano state riprese con fantasia, aggiungendo ad esempio un fiorellino alla B8, che quindi nella nuova classificazione è diventata B8 con fiore.
Un documento excell condiviso tra me e mio marito tiene il conto del contenuto approssimativo per ogni scatolone. Ad esempio la B8 fiore, leggo dal mio excell, contiene “giochi da tavolo, dinosauri, macchine radiocomandate”.
Non mettete tutto in scatoloni. Preparate un paio di valigie con alcuni cambi per i primi giorni, i documenti, i valori. Le valigie, se possibile, le portate voi a mano.
Nel trasloco ideale, i traslocatori vengono istruiti sullo schema di colori e lettere,e ripongono automaticamente gli scatoloni nella stanza giusta. In quello reale non è proprio così, però in effetti aiuta lo stesso, se non altro velocizza di molto l’operazione di ritrovare le cose nelle scatole.

8. Quando abbiamo preso possesso del nuovo appartamento ho trovato un pacchetto di caramelle in uno degli armadi, che era stato dimenticato dai vecchi proprietari. La faccenda mi ha ispirato un’idea che sono certa utilizzerò la prossima volta: preparerò un pacchetto regalo di benvenuto da far trovare direttamente ai bimbi. Se vi capiterà di traslocare e usare questa idea, sarò felice di sapere come è andata!

Siamo giunti alla fine, e lo so…ho mentito di nuovo. Questa volta nel titolo. Lo stress del trasloco non ve lo toglierà nessuno, ma spero che anche grazie a questi consigli potrete subirne un po’ di meno.

Buon trasloco a tutti!

(*) Foto di Robert S. Donovan utilizzata in licenza Creative Commons

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11 thoughts on “8 mosse per organizzare un trasloco senza stress”

  1. Questo articolo dà dei consigli molto pratici e utili, soprattutto se nello spostamento sono coinvolti dei bambini. Trovo molto funzionale anche l’idea del documento excell condiviso. Io, sono sincera, non sarei immune dallo stress da trasloco e quindi preferirei affidarmi a professionisti del campo. Questo che vi indico è la pagina di un sito specializzato anche in questo genere di cose: http://www.ipertop.it/traslochi In ogni caso, non abbandonerei il documento excell condiviso con la mia dolce metà…

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  2. Ciao..volevo domandarti una cosa. Ci dobbiamo trasferire in toscana mio marito è già li per lavoro e io devo smontarmi casa da sola con un bimbo di un anno casa è di 70/mq.compresa la cameretta del piccolo.secondo te considerando solo scatoloni e non i mobili in due settimane potrei riuscirci? E di quanti scatoloni potrei necessitare?quanti ne dovrei fare al giorno per rientrarci?

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  3. Buon pomeriggio, mi trovo qui a scirvere dopo aver cercato informazioni su come effettuare un trasloco, ed ho trovato questo articolo molto utile.
    Vi racconto tutto :
    Ieri arriva la conferma che il colloquio di mio marito è andato “benissimo” perciò il 3 novembre dovrebbe insediarsi nella nuova sede di lavoro a Bruxelles pertanto lasciare quella attuale a Roma,
    in realtà non dobbiamo effetuare un trasloco completo, abbiamo deciso di portarci “SOLO” l’abbigliamento, il necessario di lenzuola e coperte e tutto quello che possa far sentire a proprio agio nostra figlia, tipo giochi o peluche a cui lei è molto legata, la casa sarà arredata, e a mali estremi c’è sempre IKEA, ora il problema è che io mi sento molto ansiosa e conun apaura di dimenticare cose molto importanti da dover portare con me… ho la mente annebbiata, non riesco a mettere insieme due idee…. avete dei consigli? grazie mille.

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  4. Ho dovuto fare un trasloco qualche mese fa’ ed essendo la “mia prima volta” ho cercato dei consigli su internet e questo articolo mi è tornato MOLTO utile.
    Non avendo esperienza in merito poi, per il trasporto di scatoloni e di alcuni mobili, ho fatto una richiesta di trasporto (sempre grazie a ricerche su internet) su
    http://www.macingo.com.
    Alcuni trasportatori mi hanno fatto dei preventivi e ho avuto la possibilità di scegliere il più adatto (e conveniente). Mi sono trovato benissimo. VE LO CONSIGLIO.

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  5. Il mio primo trasloco me lo ricordo avevo 6 anni… e poi ne ho fatti tanti altri prima dei 18..
    Quello che ricorderei è che le giornate possono essere molto lunghe, che le novità non intrattengono 1 giorno intero, figurarsi 3 o 4, quindi non impacchettare *tutti* i giocattoli o libri, ma preparare insieme una valigetta con quei pochi da tenere a portata di mano, alla stregua di un cambio di vestiti.Poi: mio padre aveva una scatola speciale di pronto intervento con spago, nastro adesivo da pacchi e piccolo, forbici, taglierino, etichette, pennarello, martello e cacciavite…

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  6. Quando noi abbiamo traslocato a casa nuova c’ erano ancora dei lavori da fare. il bagno grazie a santo suocero era pronto e a casa vecchia ci eravamo sistemati un angolo cottura in ufficio e quindi avevo un blocco cucina con lavandino e mobile. Per un anno ho cucinato su una piastra elettrica con l’ aiuto di un bollitore elettrico per avere velocemente acqua bollente e un microonde combi con forno. Nella stessa stanza (futuro secondo bagno, ma al momento ci servivano gi allacci e scarichi per il blocco cucina) avevamo il frigo, il microonde, la piastra e il bollitore, troppo per un gruppo elettrico, infatti nella nuova cucina forno, lavastoviglie, lavatrice e frigo si dividono fraternamente tre gruppi separati. La prima cosa che ci siamo procurati sono state delle prolunghe per attaccare ognuno degli apparecchi a un gruppo diverso per evitare sovraccarichi all’ ora di cucinare. Per un anno ha funzionato bene, il venerdì sera, esausta, portavo tutti in pizzeria. Se qualcuno ci avesse invitato a pranzo o cena in quel periodo avrei gradito, considerando anche che se tutta la gente che ha mangiato a casa mia nei 10 anni precedenti avesse contraccambiato con una cena a testa avremmo mangiato in 4 per almeno 3 anni, ma i conti non funzionano così.

    Il mio consiglio sia quando si hanno traslochi complicati (noi siamo passati da una casa con 5 livelli a una a tre piani ma con molte più stanzette separate, e inoltre avevamo montato pavimenti a tavolino flottanti proprio con l’ idea di rogarceli da casa in affitto a casa nuova, quindi abbiamo dovuto traslocare anche i pavimenti) è non solo usare il sistema delle etichette di colori diversi per ogni piano e i numero o nome della stanza di destinazione non solo sulle scatole ma anche sui mobili, ma investire proprio in scatoloni nuovi, quelli vecchi li abbiamo usati per portar via roba di cui ci volevamo sbarazzare, immondizia compresa.

    L’ altro consiglio con traslochi rattizzati dai lavori in casa nuova è di avere subito almeno una stanza carina e vivibile dove mettere tutte le cose che servono quotidianamente, nel nostro caso il futuro studio che per oltre un anno ha fatto da biblioteca con divano e tavolo per mangiare. Gli ultimi giorni a casa vecchia e i primi a casa nuova sono stati all’ insegna del campeggio, abbiamo dormito tutti insieme sui materassi per terra con casa illuminata da abat-jour e lampade a terra intanto che sceglievamo e mettevamo le lampade a soffitto.

    Si sopravvive, coraggio. E io in fondo mi sono pure divertita, mentre i bambini si ricordano con piacere il campeggio tutti a dormire su un megalettone formato dai materassi affiancati.

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