Tema del mese: genitori contro tutti

22

Ma i genitori sbagliano? Mi viene in mente l’istinto materno che in qualche modo dovrebbe guidarci nel nostro ruolo di genitori o almeno di genitrici, e al quale io personalmente non ho mai creduto più di tanto, sentendomi per lo più persa nel labirinto della genitorialità.

La nostra è una generazione di genitori (che provano a essere) preparati, attenti, informati e sempre pronti a sguainare la spada per lanciarsi in battaglie senza tregua per difendere i nostri figli.
I primi mesi di vita dobbiamo farlo più volte al giorno: dobbiamo difendere le nostre scelte in ambito di allattamento e sonno, poi vengono le prime pappe, i primi piccoli malanni che ci sembrano insormontabili. Eppure ogni volta che qualcuno mette bocca sui nostri principi educativi, o ogni volta che qualcuno fa un commento fuori luogo, noi tiriamo fuori gli artigli.
E molti, per questo, ci accusano di essere iperprotettivi e bambinocentrici.

Eppure non possiamo certo dire che come genitori non sbagliamo mai, anzi direi che sbagliamo anche molto. A volte sbagliamo a non ascoltare i consigli di chi è più saggio di noi, a volte sbagliamo perché seguiamo consigli invece di seguire il nostro istinto. A volte sbagliamo perché imitiamo i nostri amici. A volte ci trasformiamo in moderni Don Quisciotte pronti a vedere nemici a ogni angolo. Siamo talmente presi dalle nostre posizioni, dai nostri principi ferrei, da essere ciechi e sordi di fronte a qualsiasi consiglio, suggerimento, commento… giusto o sbagliato che sia.

E se invece i nemici non fossero immaginari ma persone in carne ed ossa che poco capiscono dei nostri figli? E se i nostri figli avessero veramente bisogno del nostro aiuto? E se avessimo bisogno di lottare persino contro chi teoricamente dovrebbe saperne di più: gli esperti di turno? Quanto siamo pronti a combattere, giorno dopo giorno, senza cedere mai, stretti al loro fianco?
Ci sono situazioni in cui è proprio la pancia a farci capire che qualcosa non va, e che dobbiamo prendere una posizione forte e agire mettendoci dalla parte dei nostri figli. Altre volte è la stessa pancia a non permetterci di essere razionali, e prendere decisioni giuste.
Non è facile. Non è facile capire quando dobbiamo essere fermi nelle nostre convinzioni, quando quella voce che ci urla lì dentro non sta sbagliando e ci spinge a seguire una, quella strada. Non è facile rimanere sulla nave nella tormenta e prendere atto che il timone lo hanno dato in mano a noi.

Ci sono anche volte in cui prendiamo delle clamorosissime cantonate.
Ecco partiamo proprio da qui. Dalle cantonate.
Non vi è mai capitato di credere veramente di essere nel giusto, di parlare, discutere, cercare di convincere tutti che state facendo la cosa migliore, e invece ad un certo punto avete capito. Avete capito che non c’era nulla di giusto nella vostra scelta. Che per i vostri figli non era la via migliore e avete capito che avreste potuto fare scelte diverse, e che magari a ben pensare avrebbero funzionato meglio?

E poi, al contrario, vi sono capitate volte in cui quella vostra convinzione tanto avversata e sottovalutata da tutti era quella più giusta per voi e per i vostri bambini? Perchè in fondo, voi genitori siete le persone che li conoscono meglio e sanno cogliere anche i più piccoli segni del loro benessere o malessere?

Ecco, ci sono volte in cui le nostre scelte cambiano il corso della vita e della storia personale o magari solo di una vicenda: la nostra, quella della nostra famiglia e quella dei nostri figli. Perché essere genitori significa prima di tutto decidere e scegliere per un altro essere umano. A volte siamo pronti a seguire le nostre convinzioni, anche contro i mulini a vento, perché è in gioco il benessere dei nostri figli.
Se, come diceva Bollea, le madri non sbagliano mai, i genitori magari sbagliano anche, ma sanno combattere le battaglie che ritengono giuste per i propri figli.

Ecco i contributi al blogstorming di questo mese.

Prova a leggere anche:

22 COMMENTI

  1. […] I genitori sbagliano come tutti gli altri, dicevo, e allora perchè con loro ce la prendiamo così tanto. Lo fanno gli altri, ma anche noi con gli altri genitori che si comportano semplicemente diversamente. Forse perchè i genitori sbagliano con persone, i figli, che spesso non si possono difendere. Forse. Perchè, a ben guardare, le critiche più feroci non vengono per errori veri (tipo lasciare un coltello ad altezza bambino o passargli l’accendino acceso). Mi accorgo che le peggiori critiche vengono per cose che sono “opinioni”, e come fai, fai male. Mi spiego: da l’alto di cosa ti permetti di guardare male una mamma che non ha potuto allattare? E per potuto allattare intendo: non avercela fatta! Perchè l’allattamento è meraviglioso, ma ci vuole il fisico, bisogna essere preparate: il latte materno è insostituibile, ma una mamma non esaurita di più. E all’opposto, perchè devi far sentire in colpa una mamma che sceglie l’allattamento prolungato? Da quando sono rimasta incinta sono rimasta travolta da una massa di pareri e consigli assolutamente non richiesti. Su tutto. Su come dormire, cosa mangiare o quanto lavorare con il pancione. E dopo: come tenerlo, come allattarlo, come svezzarlo… su tutto! E come fai, fai male! Un esempio: Matteo non ha più il pannolino. Pensavo che fosse un prodigio, eppure… ho trovato qualcuno che ha storto il naso ” E’ troooppo piccolo! Non glielo puoi mica togliere!” E alla replica che lui dice pipi e non se la fa più addosso da un po’ ti guardano squotendo lievemente la testa. Mi sono chiesta spesso perchè. Mi sono data due risposte. Anzi tre. La prima: c’è un istinto innato a proteggere i cuccioli. Tutti cercano di aiutare a proteggerli. E’ una risposta romantica, ma non so quanto vera!  I nostri figli sono nostri ma anche del mondo e il mondo ci vuole mettere bocca. Questa non mi convince molto ve lo dico prima! La seconda regge di più. Come ha detto da poco una mia collega “I nostri genitori ci hanno rovinato, noi rovineremo i nostri e loro i propri!” E allora visto lo sfacello che ognuno di noi ha già fatto, tutti noi cerchiamo di metterci una pezza con i figli degli altri. Della serie: il mio latte è versato magari non ti faccio versare il tuo. La terza è pura cattiveria: i genitori sono persone emotivamente sensibili. Sanno che il loro compito è delicato e a tratti hanno anche paura. Non sono esperti, non hanno potuto fare le prove prime. E allora: spariamo pure sulla croce rossa! Peccato che così non funzioni perchè ogni famiglia è a sè, ognuna funziona in modo diverso e trova soluzioni diverse. Per quanto mi riguarda, ascolto i consigli che mi vengono dati se in buona fede, seguo quelli che mi danno un’idea dopo averli fatti miei, cerco di darne meno possibile, solo quando richiesto e dicendo 20 volte “per me è stato così, per noi funziona per altri chissà…” . Per il resto auguro a tutti di trovare una soluzione a vostri piccoli dubbi… whatever works for your family!Questo post partecipa al blogstorming di genitori crescono.  […]

  2. […] ottobre 10, 2012alimentazione, educazione dei figlilmalanotteno Già c’ho scritto un post sopra, I know! Ma se genitori crescono mi lancia la sfida… io ci torno sopra!  Educare a mangiare… ma possiamo educare qualcuno senza sapere nulla di ciò? Tra l’altro se per informare basta sapere (e già qui…) per educare bisogna saper fare e dar anche un esempio: ma ne siamo in grado? Sarà la mia formazione di agronomo, sarà il mio rapporto conflittuale con il cibo mai completamente risolto, sarà l’immagine dello specchio non sempre coerente con quello che vorrei, sarà lo spirito da rompi palle che urge in me (e che mi porta a leggere tutte le etichette e che ha scatenato una battaglia personale allo zucchero aggiunto!), sarà che al posto di un bimbo a volte penso di avere un’idrovora a tavola… insomma che cosa metto nel piatto per me conta. E non credo che smetterà di contare superati i 2, 3 o 10 anni. Se oggi sto attenta alle schifezze non credo proprio che domani sarà diverso. Educare all’alimentazione… ma come? Come sempre mica c’ho la risposta in tasca, ma provo a dirvi cosa faccio io e ditemi poi cosa fate voi. Mi piglio tempo per farela spesa e mi porto dietro il pargolo. E non è facile, perchè come disse una mia conoscente “ormai si fa solo la spesa raptatoria!” e il tempo non basta mai. Faccio cucinare Matteo, spesso e volentieri. E questo è pure più difficile perchè poi bisogna pulire per il doppio del tempo, visto il casino che fa. Però lui si diverte e io pure. Sapere già da piccoli che le cose non arrivano sul piatto per magia ma perchè qualcuno ce le ha messe, e prima le ha preparate con tanto amore… beh servirà a qualcosa speriamo! In più mi auguro tenga lontano la “schifiltosia”! Facio allungare le mani nel piatto (pulite, eh!) a Matteo sia quando si cucina che quando stiamo a tavola noi. A volte mi guarda facendo “Ummmh” e usando il ditino per dire “Buono!” altre volte fa “Bleah!” sputacchiando tutto fuori. Ma si sa, se non si prova non si conosce. Cerco di dargli cose buone anche se sane, e pure qui a volte la fatica è tanta, ma ne vale la pena. Cerchiamo (il marito mi da man forte!) di dare noi il buon esempio… il che significa non mangiare cose che per lui sono no…. almeno non di fronte! ;-)) Ora io vi ho detto le mie… voi come vi regolate? Questo post partecipa al blogstorming di genitori crescono.  […]

  3. Chi riesce a prendere sempre le decisioni giuste in questo mondo? nessuno. Provare è l’unico modo che abbiamo per fare esperienza e per trovare le scelte giuste. L’errore di per se non conta, ma permette anche ai bambini di vedere che nella vita si può sbagliare e che in fondo non succede niente di irreparabile. Mi viene chiesto spesso dai genitori un consiglio su cosa fare…e la mi risposta rimane sempre quella di scegliere liberamente con la pancia, quello che secondo loro è meglio, così da fare una scelta sentita e consapevole. Poi si può sempre aggiustare il tiro…come ho fatto spesso 😉

LASCIA UN COMMENTO