Tema del mese: crescere digitali

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crescere-digitaliBambini e ragazzi sempre più connessi in internet e sui social network.
Cellulari e tablet a disposizione dei nostri figli in età sempre più precoce.
Loro sembrano competenti e disinvolti. Lo sono davvero? Sono pronti? E noi, siamo pronti?
Dobbiamo esserlo, questo è certo.

Avevamo già parlato per un intero mese di Nativi Digitali, era il 2011. Sono passati quattro anni e molto è cambiato. Perché il tempo del web è accelerato e in quattro anni accadono tante cose.
Anche il concetto di “nativo digitale” sembra non avere quasi più senso: non è più questione di dimestichezza o meno con la tecnologia, è ormai questione di mentalità, di connessione l’un l’altro, di relazioni.
L’eliminazione del digital divide non è più auspicabile o necessaria, è quasi senza pietà: resta solo chi si adegua.

Le relazioni tra persone si esprimono (anche) attraverso i social network con tanta naturalezza e frequenza che siamo obbligati a essere coscienti e consapevoli dei nostri gesti anche “non fisici”.
I nostri figli per primi si esprimono e si relazionano tramite i social network e non sempre hanno la visione precisa dell’incisività delle loro azioni in rete.

Non è solo la relazione tra persone ad essere cambiata, ma anche quella con le istituzioni e con le informazioni. I ragazzi sono in grado di procurarsi informazioni valide, non mediate, sicure? Noi siamo in grado di insegnare a distinguere?
Penso a un esempio banale: siamo in gradi di riconoscere al primo sguardo una “bufala” della rete? E quindi siamo in grado di spiegare come riconoscerla?
Se dobbiamo essere una guida nella crescita dei figli, non possiamo più prescindere da questo aspetto: sappiamo guidarli tra il vero e il falso anche sul web? E quando questa distinzione riguarda l’istruzione o, ancora di più, la comprensione di questioni con valore politico, sappiamo fornire loro gli strumenti per distinguere ciò che è reale, da ciò che è manipolato?

E’ cambiata anche la relazione con noi stessi, con i nostri interessi e con le nostre forme di espressione: è cambiato il modo di leggere, di giocare, di ascoltare musica e di vedere film.
E’ cambiato il nostro modo di stare da soli. Abbiamo figli che non sono mai veramente soli, sono solo lontani fisicamente da altri. Sappiamo come gestire questa loro “ignoranza” della solitudine? L’assenza di momenti vuoti e silenziosi che non siano riempiti altro che da pensieri?
Noi stessi siamo in grado di non esprimere tutto, di tenere qualcosa solo per noi stessi? O ci siamo persi per primi nella grande rete sempre accesa?

Credo che pagheremo sempre lo scotto di essere una generazione di passaggio. Siamo noi gli ultimi nati senza internet, siamo gli ultimi confusi, gli ultimi che hanno dovuto imparare. Eppure dobbiamo essere noi le guide per queste prime generazioni che ci vivono dentro come un mondo naturale.
E’ un compito strano, difficile, diverso da molte esperienze precedenti.
Un mese per rifletterci su, per confrontarci e per non farci mai cogliere impreparati.

Questo mese più che mai, se hai un blog, dì la tua su questo argomento, partecipando al nostro blogstorming!

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6 COMMENTI

  1. Ho appena scoperto questo blog perchè sto cercando info. Mio figlio ottenne vorrebbe caricare in rete tutorial di giochi. Siamo una famiglia che ama le “nuove” tecnologie, cerchiamo di seguire i ragazzi e divertirci con loro. Adesso ho bisogno di sapere quali sono e se ci sono rischi per un bambino nel caricare tutorial on line. I followers che dati vedono di mio figlio oltre al video e allo username? Posso controllare eventuali chat (o bloccarle?) e soprattutto, c’è da qualche parte un bel manuale che mi dia info? 🙂 Grazie!!!

  2. Si, il tema è immenso. Ci si potrebbe scrivere all’infinito! Io ci ho provato aderendo al blogstorming del mese. Ho scelto di prendere in esame una piccolissima parte del vastissimo argomento, ma che sta riguardando direttamente la nostra famiglia in questo periodo. Probabilmente però ci ritornerò su, perchè i nativi digitali si evolvono in continuazione! 🙂

  3. Tante domande, tanto bisogno di informarsi. Noi delle risorse in rete le possiamo trovare, a volte, ma questo tema a me serve tutto, specie dopo il fallimento del timer – spero non dei filtri – che erano la mia condizione per accettare di prendere un tablet ai miei nativi digitali, che come e peggio dei genitori sono anche proni alle dipendenze da schermo. Gli sciagurati lo manomettono in modi a me ignoti e giocano anche oltre l’ orario concordato. Spirito di Steve Job, sostienimi, perché è stata (anche) tutta colpa tua.

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