Il sesso spiegato ai ragazzi (con un film)

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Mai, come questa volta, ho avuto tante difficoltà nella selezione dei film per la serata cinepiattinica .

E non certo per mancanza di scelta, ma anzi, al contrario, per una sovrabbondanza quasi scoraggiante.

Colpa del tema, certo, interessante quanto vasto e soprattutto proteiforme.

L’educazione sessuale comprende molti, troppi aspetti per pensare di riassumerli in una breve lista. C’è l’amore, prima di tutto: desiderato, temuto, rubato, strappato, deluso, condiviso, dimenticato.

La maggior parte delle storie del cinema ruota intorno al sentimento amoroso, al desiderio, alla passione. Se i film davvero potessero insegnare qualcosa dovremmo essere dei veri esperti in proposito, invece che imbranati dilettanti del sentimento che cercano di cavarsela come meglio possono.

C’è la paura di crescere, forte almeno come il desiderio di vivere le libertà agognate dell’età adulta.

C’è il corpo che cambia, il timore di essere rifiutati, di non essere come si dovrebbe – ma come si dovrebbe essere davvero? C’è un modo giusto, e se c’è chi lo decide? Gli altri? Gli amici? I nostri genitori? Proprio loro che fanno così tanti errori, che sembrano accumulare catastrofi o che sbandierano modelli perfetti già confezionati? E noi, abbiamo diritto di parola?

C’è il problema dell’identità. Non più bambini, neanche adulti, a volte neanche adolescenti, al massimo pre-adolescenti, un’altra parola inventata dagli esperti per definire uno stato più che amorfo di cui nessuno capisce niente.

E poi ci sono i pericoli, veri o presunti, le violenze, le confusioni.

Se un film non ci risolve la vita e non ci fa diventare geni, almeno ci permette di parlare, e di vedere le cose da un altro punto di vista.

La mia selezione alla fine l’ho fatta cercando di affrontare qualche argomento spinoso, ma con film leggeri (siamo in famiglia, e dobbiamo passare una serata o un pomeriggio insieme) e molte storie italiane: un po’ per valorizzarle, un po’ perché abbiamo anche bisogno di vederci rappresentati – bene – (la precisazione non è inutile) e con un certo spirito critico ed estetico.

Ho pensato soprattutto ai pre-adolescenti: tutti i film proposti sono per ragazzi delle medie, ovvero dagli 11 anni in poi.

mignon-e`-partitaMignon è partita – 1988 – di Francesca Archibugi

Questo è il film più “vecchio” tra quelli proposti. Lo recupero perché ha un posto preciso nell’immaginario di molti fra noi genitori. E’ un film pre-cellulare, dell’88, ambientato nel quartiere Flaminio di Roma prima che diventasse il quartiere del Maxxi e dell’Auditorium.

Mignon, quindicenne parigina e un po’ snob, viene mandata a casa degli zii  romani  per sfuggire ad una situazione incresciosa: il padre, infatti, importante costruttore, è sotto inchiesta per il crollo di un palazzo. L’arrivo della cugina porta lo scompiglio nella vita di Giacomo, tredicenne introverso e geniale. Unico tra i fratelli a legarsi davvero a Mignon, con la quale divide interessi e sensibilità, se la vedrà sfuggire tra le mani, per non aver saputo cogliere l’occasione di dichiararsi. Un film delizioso nel modo in cui tratteggia i sentimenti della prima adolescenza e descrive il mondo degli adulti visto dai ragazzi. Unica nota: rispetto ai ritmi serrati a cui sono abituati i nostri figli, in certi punti risulta un po’ lento, ma comunque godibilissimo.

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come-te-nessuno-mai-prima-vCome te nessuno mai -1999 – di Gabriele Muccino

Ho visto questo film qualche anno fa, e a distanza di tempo continuo a considerarlo non solo un film piacevole da vedere, ma anche uno dei rari film “giovanili” sull’adolescenza che non sono solo per adolescenti. Anche qui si parla di educazione sentimentale, durante l’occupazione di un liceo romano. C’è il confronto con i genitori e con il loro passato politico (come Mignon questo è un film-ponte, nel senso che i ragazzi possono riconoscervi una realtà non troppo dissimile dalla loro, malgrado appartenga, in parte, anche al nostro passato), la ricerca del grande amore, la voglia e la paura di perdere la propria verginità, di essere all’altezza degli altri, di orientarsi nei meandri dell’amicizia. Sono belli e freschi i dialoghi e le imbranataggini, con un bravo Silvio Muccino pre-logopedista, con la sua zeppola disarmante.

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kryptoniteLa kryptonite nella borsa  -2011 – di Ivan Cotroneo

Napoli, anni ’60. La famiglia Sansone è una famiglia ad alta disfunzionalità che purtroppo è toccata in sorte a Peppino, che ha 10 anni, una forte miopia e un’adorazione sconfinataper un cugino più grande che crede di essere Superman. Quando il cugino muore sarà il suo fantasma, esilarante, a guidarlo nel complicato percorso di crescita, tra una mamma depressa, un padre fedifrago, e cugini hippy che cercano la loro strada ribellandosi alla mentalità del tempo. Malgrado la vena di malinconia che accompagna la storia e la scabrosità degli argomenti, il film risulta leggero, profondo, e molto molto divertente. Merito dell’ironia di Cotroneo che riesce sempre a farci ridere dei nostri vizi e dei nostri difetti, attraverso  personaggi comprimari meravigliosamente disegnati ed interpretati.

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il-comandante-e-la-cicognaIl comandante e la cicogna – 2012 – di Silvio Soldini

Un altro bel film italiano, questa volta annientato a Torino. E’ una storia a più livelli, dove si parla di sentimenti, di crescita, di modi per sopravvivere alla perdita, ma anche alle riflessioni amare sul nostro Paese. Anche qui c’è un fantasma e figure surreali, una cicogna e delle statue parlanti. Ma soprattutto ci sono personaggi indimenticabili, fragili e fortissimi, e si parla, tra le altre cose, di responsabilità rispetto alle proprie immagini sul web e telefonini. Abbastanza a margine perché non sia l’unico argomento del film, ma sufficientemente centrato nella trama per poterne discutere a casa.

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juno1Juno  – 2007 – di Jason Reitman, sceneggiatura di Diablo Cody

Questo è “il” film da vedere su contraccezione e gravidanze precoci. Linguaggio ironico, superamento di stereotipi, nessun compiacimento sentimentale (ci sono i sentimenti però, eh?) , risate da morire e soprattutto lei, Juno, che prende la vita per il collo e dà una lezione di energia e saggezza a tutti quanti.

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noi-siamo-infinitoNoi siamo infinito – 2012 – di Stephen Chbosky

Tre cose su questo film: la prima è che è degli stessi produttori di Juno, la seconda che è tratto da un romanzo culto del 1999,  “The Perks of Being a Wallflower” dello stesso regista del film Stephen Chbosky, e che è bellissimo e merita di essere letto da young e meno young adults, terzo che malgrado sia un film tratto da un libro non è meno bello del primo, anzi.

Una storia di formazione, di amicizia, di amore, vissuta da un ragazzo che fa fatica a vivere perché si porta dietro la sofferenza di un abuso da parte di una persona alla quale voleva molto bene. Una tematica difficile raccontata in modo esemplare. I ragazzi che lo hanno visto (13-14 anni) lo hanno anche rivisto e ri-rivisto.

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a-case-of-youA case of you – 2013-  di Kat Coiro

Per chi preferisce le commedie americane classiche eccone una divertente ma non banale, che da noi deve ancora uscire. La segnalo perché tra tutte quelle che raccontano il tema sempiterno della conquista amorosa della ragazza dei sogni da parte dell’imbranato di turno, questa ha molto a che fare con le identità vere e apparenti dei social network. Consigliatissimo.

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Anna aka Piattinicinesi

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5 COMMENTI

  1. @lucia ho voluto proprio segnalare qualche film italiano per arginare la deriva americana e sudamericana di telefilm sull’amore e sull’adolescenza che contribuiscono a formare il nuovo immaginario. non perché voglia chiudermi (anzi, al contrario vorrei fare una selezione che parli di storie di altri paesi e continenti) ma perché quell’immaginario di college ed armadietti è strabordante e perché abbiamo anche bisogno di riconoscerci in storie che ci assomigliano e che parlano di noi, per questo grazie! e anche la me la kryptonite è piaciuto tantissimo come film, poi mi piace l’umorismo di Cotroneo, e più forte di me 🙂
    @gio hai ragione, bisogna parlarne e trovare i modi giusti per parlarne. se trovi storie, film o libri sull’argomento che ti stanno aiutando segnalaceli, mi raccomando. anche io ne ho bisogno, sono in fase stereo adolescenza e preadolescenza!
    @polly sulla coppia adottante hai ragione, lei che fa il Pilates era da morire (dal ridere). In parte sono situazioni volutamente surreali che danno anche leggerezza al film, in parte è vero che è molto difficile uscire veramente dagli stereotipi, sono pochi i film che riescono a farlo. qui il personaggio di lei, così ironica e forte senza essere un’eroina, né genia né niente, riesce ad essere positivo,e sicuramente è un film facile da vedere, non moralista, e che può far venire voglia di parlare. che poi alla fine è quello che ci interessa con i ragazzi.
    @Renzo Muccino sci-fi? nel senso che ti sembra fantascientifico che faccia il regista?

  2. Ottima selezione!
    Per me “mignon è partita” è il più realistico ed il più bello…..Muccino è un po’ troppo “fantascientifico”….”juno”? un capolavoro!!!!

  3. A me a dire la verità Juno mi ha deluso. Tutti mi avevano detto che era bellissimo e invece, da un lato lo trovo abbastanza delicato, dall’altro è veramente scontato. Tipo la coppia che deve adottare è volutamente allucinante, sia lui che lei. Poi non so, l’ho trovato ben interpretato ma con un po’ di stereotipi.

  4. Grazie per queste segnalazioni! Proprio in questo periodo sto affrontando con la mia figlia maggiore il primo approccio alla sessualità, e devo dire che mi sta mettendo abbastanza in crisi, pensa che ho fatto giusto oggi un post sull’argomento! Se ne dovrebbe parlare di più, per aiutare i nostri figli a diventare ragazzi consapevoli e preparati, in grado di fare scelte che siano davvero tali e non il frutto di paura, ignoranza, desiderio di sentirsi accettati, e così via

  5. Bellissima selezione Anna: La kriptonite nella borsa è uno film bellissimo, dolce e poetico, anche molto divertente.
    Io per affinità andrei sempre sugli italiani, ma ciò non toglie che anche una commedia americana posso coinvolgere i ragazzi in modo positivo.
    Grazie

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