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L’avvocato di gc risponde: separazione dopo una convivenza

Scritto il 21 Nov 2009 da Silvia 4 Comments

La mia convivente spesso se ne andava via di casa, per ritornare dalla madre, portando con se nostra figlia.
L’ultima volta io sono andato dai carabinieri a fare la denuncia e lei, in presenza dei nostri legali e delle forze dell’ordine, ha dichiarato di voler tornare a vivere con i suoi portando con sè la bambina. Il mio avvocato mi ha consigliato di cambiare la serratura e quando lei ha cercato di rientrare a casa per prendere le cose non riuscendo ad entrare, mi ha fatto mandare una lettera dal suo avvocato richiedendomi copia della chiave. A questa richiesta il mio avvocato ha risposto che lei avrebbe potuto prendere tutto ciò che le apparteneva, quando riteneva opportuno, ma solo in mia presenza.
Ad oggi io vedo la bambina solo 2 volte a settimana dalle 16.30 alle 20.00 ed a fine settimana alterni dal sabato alle 16.30 fino alle 20.00 di domenica.
Faccio il vigilante e, se non riesco a vederla in quei giorni a causa dei turni, la mia ex convivente non me la vuole far vedere in altri giorni.
Inoltre adesso mi ha fatto causa perchè non le ho dato le chiavi della casa. La sua affermazione che voleva tornare dai suoi davanti alle forze dell’ordine non significa nulla?
Io avrei dovuto consentirgli l’andirivieni da casa mia a suo piacimento?
Inoltre vuole un assegno per la bambina di 500 euro pur sapendo che io percepisco circa 1200 euro al mese.

Purtroppo il momento della crisi e della presa di coscenza che un rapporto familiare è finito, spesso, è fatto di andirivieni, di allontanamenti e di ritorni. Personalmente penso che sia assolutamente da evitare coinvolgere i bambini in queste fasi alterne,imponendo loro di andare e venire da casa solo per assecondare gli umori di un genitore.
Indubbiamente la sua convivente non aveva alcun diritto di allontanare la bambina da casa per lunghi periodi nel modo in cui ha fatto, ma è certo che, in assenza di vincolo matrimoniale, la tutela dei diritti dei genitori tende ancora, purtroppo, ad essere più blanda.
Io personalmente non avrei consigliato di cambiare la serratura, perchè è comunque un gesto volto ad accendere i contrasti piuttosto che a risolverli, ma non mi permetto neanche di sindacare il parere di un collega che sarà stato sicuramente fondato sulla situazione di fatto. Sono certa, però, che la dichiarazione resa innanzi ai Carabinieri sul fatto che lei volesse allontanarsi da casa, le sarà utilissima nella causa civile per i presunti danni dovuti al cambiamento della serratura.
Purtroppo non si può evitare a qualcuno di fare causa, anche in modo poco sensato, al più si cerca di evitare che la vinca! Tra l’altro penso che alla sua ex non sarà neanche facile dimostrare di aver ricevuto tanto danno per questa impossibilità di entrare in una casa che aveva già dichiarato di voler lasciare, dato che comunque le è stato permesso l’accesso con determinati tempi ed orari (cosa, questa, più che legittima).
Per quanto riguarda il diritto di visita a sua figlia, quello che praticate voi è una formula piuttosto diffusa: due pomeriggi a settimana e fine settimana alterni. Tolto il tempo che la bambina è a scuola e le notti, se ci pensa, si tratta più o meno della metà del tempo libero. Ai bambini, poi, fa molto bene avere orari e tempi organizzati e prevedibili, hanno bisogno della loro routine, soprattutto i bambini che si trovano a frequentare le due case dei genitori.
Immagino che i turni di lavoro possano influire sulla regolarità di questa organizzazione. Non so se i tempi di visita sono stati decisi dal Tribunale o da voi genitori in via di accordo privato, però, nel primo caso, è sempre possibile far presente al Tribunale che c’è bisogno di maggior elasticità: normalmente i giudici vogliono favorire la frequentazione del genitore non convivente, non ostacolarla. Faccia delle proposte alternative sostenibili non solo per i suoi turni di lavoro, ma anche per la bambina.
Per quanto riguarda l’assegno di mantenimento, non conta molto cosa “voglia” la sua ex: normalmente più di un terzo della retribuzione, se questa è piuttosto bassa, non si riconosce mai. Se la sua ex non si accorda su una cifra più ragionevole e lei ritiene di non poter sostenere questa, fate decidere al giudice (per la competenza si veda qui), che valuterà con dichiarazioni dei redditi alla mano.


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4 Comments »

  • Pierpaolo ha scritto:

    Mi pare che alla risoluzione del “puzzle” manchi qualche elemento niente affatto trascurabile. Cmesi procacciam il pane la ex convivente?
    Ha del suo e non ha bisogno di lavorare? Nell’ipotesi l’aspettativa di 500€ è ancor più esagerata.
    Lavora pure lei? E come fa con la bambina? Se la madre riesce a tenere la bambina pur lavorando, la stessa cosa la può fare il papà. Se possono tenerla entrambi è bene che la tengano entrambi, cercando di sconvolgere il meno possibile la vita della bambina, che deve, qundi, mantenere l’attuale domicilio. Meglio sarebbe che, riguardo ai tempi di permanenza presso ciascun genitore, la ripartizione fosse più paritetica possibile, in modo che ciascuno provveda alla spesa per proprio conto per l’alimentazione, mentre le spese per il vestiario ed altro vanno divise secondo le capacità di reddito e le sostanze dei due genitori.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Beh, che manchi qualche elemento al puzzle è naturale: quella che mi è stata posta è solo una domanda, non certo una consulenza dettagliata che, come avevo preannunciato, non avrei fornito.
    Immagino che la ex-convivente lavori e non vedo cosa ci sia di strano.
    Cosa significa “è bene che la tengano entrambi?”. In effetti il tempo quotidiano della bambina è diviso più o meno a metà tra i genitori. Che esista un posto dove la bambina dorme abitualmente, restando a convivere con uno dei genitori è normale ed è appunto un modo per sconvolgere il meno possibile la bambina.
    Il mantenimento per la bambina pagato da un genitore all’altro serve proprio ad equilibrare le capacità di reddito. Per questo ritengo anche io che un mantenimento di € 500 con quel reddito sia piuttosto inadeguato.

  • Pierpaolo ha scritto:

    Constato – non è la prima volta, occupandomi da un po’ di questi problemi – come le persone sotto stress indulgano a particolari a forte contenuto emotivo, mentre trascurano altri, ben più essenziali ai fini di una composizione giudiziaria del contrasto.
    Se a leggere ci fossero altre persone coinvolte in simili drammi, sarebbe bene se ne rendessero conto.
    Redditi e sostanze della madre non sono neanche nominati, non come se non esistessero, ma come se non avessero alcuna rilevanza.
    Nel caso specifico, ritengo possibile – quindi doveroso – per il padre ottenere un ancor più ampio contatto con la bambina ed un contributo al mamtenimento più ragionevole, ma soprattutto il rispetto del diritto della bambina a vedersi mantenuto il proprio habitat abituale. Il posto dove la bambina dorme abitualmente, restando a convivere con uno dei genitori, deve essere il suo lettino, che il papà vigilerà che la mamma non porti via dalla sua casa. Deve essere il suo luogo e lesue cose nella casa paterna, dove la bambina ha fino ad ora vissuto.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Pierpaolo, ma forse i redditi della madre non sono nominati, semplicemente perchè il nostro lettore non ce li voleva nominare e basta! Guarda che € 400 circa sono il normale mantenimento (inteso come contributo al mantenimento del genitore non convivente) per un figlio quando lavorano entrambi i genitori ed hanno un reddito medio o medio-basso. La madre ha chiesto un po’ di più, forse tanto per accordarsi poi sui €350/400. Anche questo rientra nella norma, intesa come comune esperienza.
    Non riesco a capire quale soluzione proponi. che la bambina continui a vivere un casa “sua” e che i genitori si alternino? E poi, ma secondo te ci hanno chiesto di proporre una soluzione? Il fatto è che la madre se ne è andata portandosi dietro la bambina, questo è un fatto, ed il padre non mi pare abbia chiesto che la bambina viva con lui. Non credo che potremo noi riprenderla e riportarla a casa e magari far riconcillare i suoi genitori!

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