Scarpine e scarpette

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Le scarpette per i nostri bambini sono senza dubbio l’elemento più delicato del loro abbigliamento. Prima di tutto perchè devono sostenerli e accompagnarli, dai primi passi ai salti ed alle corse. E poi perchè, per noi figli degli anni 70, la scelta delle scarpe è ancora avvolta dal ricordo dello scarponcino blu accollato, di pelle liscia e rigida, e da quell’aria di acquisto importante.
Ma quando sono veramente necessarie ai bambini le scarpe?Non sono necessarie per imparare a camminare: non aiutano a fare primi passi e non sono in nessun modo utili per alzarsi e partire sulle proprie gambette. Anzi, per i piccoli è utile usare i loro piedi scalzi.
Per questo, quando i bambini sperimentano le loro brevi passeggiate da un sostegno all’altro, imparando a muovere i primi passi in autonomia, non è assolutamente necessario affannarsi a calzare i loro piedini: se la stagione non consente i piedi nudi, sarà sufficiente un calzino antiscivolo che eviti rovinose sbandate in derapata.
La nostra pediatra mi consigliò di far camminare il Sorcetto a piedi scalzi più possibile, soprattutto su superfici morbide: nei primi anni di vita, infatti, è estremamente salutare per lo sviluppo della pianta del piede, camminare scalzi sulla sabbia o sui prati.
Le scarpe diventano necessarie quando l’autonomia nel camminare è tale per cui il bambino va a piedi anche per strada.
Come devono essere scelte allora le scarpe? Nei primi due anni di “deambulazione”, quindi più o meno da uno a tre anni, bisognerebbe scegliere una scarpa ben sostenuta al tallone: non è necessario spendere cifre da capogiro acquistando solo quelle “marche-mito” che si tramandano dalla nostra infanzia, infatti tutte le case produttrici di scarpe specifiche per bambini hanno linee così dette “primi passi”, con i plantari e i sostegni necessari, a prezzi anche ragionevoli. Tenuto poi conto che vostro figlio a due anni non sarà del tutto interessato a calzare un modello dell’ultima stagione, approfittate degli outlet per acquistare una scarpina di buona qualità spendendo qualcosa meno.
D’estate, con l’uso dei sandali, può essere facile scegliere una scarpa più “destrutturata”: nei primi due anni è meglio non cedere all’estetica di un sandalo sfizioso e preferirne uno che sostenga comunque il tallone. Un sandalo più aperto, infatti, resta meno accostato al piede ed il bambino dovrà “trascinarlo” dietro al suo piedino. Un sandalo ben accostato alla caviglia e sostenuto al tallone seguirà meglio il passo ed eviterà anche di inciampare. Resta il fatto che, d’estate, in casa o dovunque possibile, è bene approfittare del caldo per lasciare i piedini nudi.
C’è poi una regola “aurea” per individuare il numero di scarpa giusto per il nostro bimbo: ci deve essere un margine di 1 centimetro in punta e poco meno al tallone. Per i criteri di un adulto, quindi, la scarpa del numero giusto sembrerà piuttosto grande rispetto al piede del bambino. Il piedino, infatti, deve avere margine per crescere, dato che non “avverte” quando decide di allungarsi! E poi controllate spesso se il piede sta passando ad una misura più grande: non bisognerebbe mai far arrivare il piedino a toccare la punta della scarpa.
In molte scarpette, per facilitare la misurazione, è possibile estrarre la soletta interna per farci appoggiare il piede al bambino e verificare il margine davanti e dietro; alcune hanno anche stampati i segni entro i quali deve essere il piedino.
Ancora due piccoli consigli:
passate tra fratelli, cugini e amichetti ogni capo di abbigliamento possibile, ma mai le scarpe. I plantari prendono l’impronta di chi le indossa, rimanendo condizionati dal modo di camminare e non possono riadattarsi in modo adeguato ad un secondo utilizzatore.
Cercate di alternare quotidianamente due diverse paia di scarpe (vale anche per gli adulti): l’umidità prodotta all’interno della calzatura si disperde lentamente e se le si indossa per un giorno intero, può non bastare la notte per farle tornare totalmente asciutte.
In casa noi amiamo togliere le scarpe, sempre: per igiene (io) e per relax (loro). Pantofole a scarpetta (per i bambini meglio di quelle aperte dietro, che si tolgono pericolosamente), calzini antiscivolo o anche calzini normali (quelli preferiti da mio figlio, che poi se ne pente ogni volta che sbanda verso uno spigolo!), tutto va bene per dare riposo al piede. Per i bambini più piccoli ho visto delle meravigliose scarpette tutte in morbida pelle che sostituiscono in modo egregio i calzini antiscivolo, sul mammablog della “collega” Linda: Pane, Amore e creatività, che merita una visita per questo e per altro.

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10 COMMENTI

  1. ho una bimba di 1 anno e gli sono state regalate delle scarpette.sono made in itali una la marca è tenerino,l altra naturino.mai sentite xkè io con l altra bimba ho sempre usato asso,balducci,chicco,sapete se sono scarpe che valgono,fatte bene,ke nn diano problemi ai piedini!?

  2. Anche a me piacciono molto le Kickers esteticamente, anche se devo dire: oggi le ha messe e dopo un paio di cadute già sono tutte grattate e rovinatissime. Il fatto è che le alternative meno care forse sono meno fashon in termini di branding, ma in realtà i materiali sono più fashion al primo impatto, lucidi e glitterati tipo Hanna Montana, e mia figlia ci cammina male dentro :/ Sono troppo esigente? Proverò qualche outlet poi vi saprò dire 😉

  3. In effetti le Kickers sono piuttosto care, ma sono davvero belle (o almeno a me piacciono) e di ottimi materiali. Per fare una scarpetta “primi passi”, con plantare adeguato, sostegno ai punti giusti, ci vorrà meno materiale che per una scarpa da grandi, ma ci vuole tanta manodopera. Per questo io consiglio sempre di puntare a saldi e outlet, soprattutto per i primi anni.
    Cerca una marca meno fashion (le Kickers lo sono molto) e magari un po’ meno spendi.

  4. Buongiorno a tutti

    sono reduce oggi dal primo vero acquisto di scarpe e sono rimasta allucinata dai PREZZI!!!

    Possiamo parlare di MARCHE? Possiamo confrontare qui qualche marca e il rapporto qualita’ prezzo?

    Un paio di Kickers n. 21 (12 mesi ca) 60 E SCONTATI a prezzo pieno NOVANTA EURO (o Neuro, a seconda). Non li terrà più di due-tre mesi.

    Mi sembra una follia… Ci si può confrontare su questo punto?

  5. Laura, in genere si sostiene che la scarpa prenda una conformazione di chi la indossa. Più che una questione di consumarsi è questione di adattarsi al primo piede. Dato che è un’età molto delicata per la postura, se non ce n’è reale bisogno, meglio prendere scarpe nuove. Ovviamente non vale se parliamo di scarpe indossate pochissime volte (come troppo spesso capita proprio in quell’età!).

  6. Forse questa è la prima volta che non sono pienamente d’accordo con te, Silvia… il mio pediatra dice che si possono indossare le scarpe usate da altri bambini e io sono d’accordo con lui. Visto che il piede, fino ai tre anni, cresce molto in fretta, non c’è tempo per consumarle!

  7. Se si deve comprare le scarpe è bene temere presente che fra agosto e la finedi settembre è il momento in cui crescono, si aumente anche di due misure, meglio comprare scarpe in autunno, sempre abbondanti.

  8. Per quello che mi consigliò la nostra pediatra, le scarpe devono essere morbide di pianta, ma un po’ sostenute al tallone, per questo i sandali aperti dietro, solo con un laccetto, non sono molto adatti ai bimbi piccoli.
    La convinzione che con un bel paio di scarpe rigide si cammini prima… beh, proponi alla nonna in questione di mettersele lei delle belle scarpe rigide in primavera-estate…!
    Ma scusa, perchè i bambini non partecipano alla grande gara del bambino più eccezionale???? Qualla sorta di pentathlon che vede tra le sue specialità: chi mangia di più ed in modo più composto, chi parla prima e meglio, chi cammina prima, chi legge e scrive prima e chi è il più bello e bravo???? 😉

  9. anche la nostra pediatra consiglia niente scarpe per i primi passi, calzini antiscivolo, e piede nudo per l’estate. Le scarpe, solo per quando si esce, devono essere morbide e basse. Il difficile è arginare la convinzione ancestrale delle nonne per cui “con un bel paio di scarpe rigide camminano PRIMA”…(come se partecipassero ad una gara!)

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