Il tempo in bagno

88

Fatemi chiarire subito un punto. Non importa quanti libri si siano letti insieme in gravidanza sui neonati, non importa quanto si sia discusso sull’opportunità di condividere tutto, non importa quanti giorni di ferie si sia preso il padre per stare a casa il primo periodo. C’è una cosa sulla quale non c’è possibilità di raggiungere l’equilibrio: il tempo speso in bagno. Per qualche misterioso effetto nella neofamiglia avviene l’incredibile. La vescica della donna aumenta la sua capacità, sottoposta ad un esercizio di contenimento costante, visto che Lei non riesce mai ad andare a fare una pipì in pace. La vescica dell’uomo, fino a quel momento abilissima a tratterne tutto per ore, improvvisamente richiede a Lui di chiudersi in bagno per mezzora. Ogni due ore.

La situazione tipica prevede Lui che torna stanco dal lavoro, Lei che è ancora in pigiama perché ha allattato nelle ultime 12 ore constantemente. Lui che le dice “ciao cara, tutto bene?” e si toglie la giacca. Lei che risponde con un si poco convinto e inizia a parlare delle coliche, delle poppata che non funzionava, e della madre (di Lui) che ha chiamato 6 volte durante il giorno sempre quando il bambino si era finalmente addormentato. Lui dice “vado un attimo in bagno!” Lei si pente di non averlo detto per prima e continua a cullare il piccolo in braccio che inizia a reclamare la poppata serale. Lei si siede in poltrona, tira fuori la tetta, e attacca la sanguisuga, dicendosi che pazienza la pipì la farà dopo la poppata. Trenta minuti più tardi esce Lui dal bagno e chiede “che c’è per cena?” Lei dice “dovrei andare in bagno un attimo”. Lui si offre di prendere il piccolo e fargli fare il ruttino. Lei corre in bagno e sente il bambino piangere. Lei si sbriga a fare la pipì perché il Suo bambino piange. Lui urla dall’altra stanza “STA PIANGENDO! SICURA CHE NON DEVE MANGIARE ANCORA?” Lei pensa “cacchio l’ho allattato mezzora, come è possibile?” Lui continua a dire “stai calmo amore mio, ora viene la tua mamma” Lei esce dal bagno, sempre in pigiama e si rimette di nuovo in poltrona ad allattare. Tempo totale di Lei in bagno: quattro secondi netti. Tempo totale di Lui in bagno: trenta minuti.

A parte questo piccolo dis-equilibrio, magari lui prepara la cena, cambia il pannolino, aiuta nell’addomentamento. La coppia si alterna egregiamente nei compiti di cura della casa e del nuovo arrivato.
Con i mesi la situazione si fa più rilassata. Il pigiama macchiato è stato messo via, Lei arriva anche a pettinarsi e uscire a fare qualche commissione. Il bambino cresce e non ha più bisogno di quel contatto fisico (leggi= con la tetta della mamma) continuo, ma il tempo che Lei può stare in bagno in pace non aumenta. Anzi. Lei si chiude in bagno, e il piccolo gattonatore arriva alla porta e si esercita con il toc toc. Poi con i primi passi, arriva da solo alla maniglia (la chiave a questo punto è sparita già da un pezzo per motivi di sicurezza). La porta chiusa del bagno per Lei sarà solo un miraggio per molti anni. Quando Lui starà in bagno Lei riuscirà a tenere impegnato il figlio. Se anche il bambino inizierà a chiamare pa-pà, lei gli spiegherà che papà è in bagno, e lo devierà su un giocattolo. Quando Lei sta in bagno, e il bambino inizierà a chiamare mam-ma, Lui gli dirà “mamma è in bagno” e aprirà la porta per farlo entrare dentro. Se Lei ha chiuso la porta a chiave, Lui busserà alla porta con il bambino in braccio dicendo “bussiamo alla mamma in bagno? Toc-toc!” Inevitabilmente Lei sarà in bagno sempre in compagnia. Imparerà a lavarsi i denti controllando allo stesso tempo che la carta igienica non venga srotolata tutta, si farà una doccia mentre le papere fanno il bagno nell’acqua del bidé, di destreggerà al meglio con i suoi bisogni quotidiani mentre evita che il pargolo tuffi dinosauri nel water.

Quando Lei si renderà conto che la privacy in bagno è ormai un sogno tenterà di parlare con Lui. Ma ogni volta che Lei gli farà notare che Lui sta in bagno molto più di Lei e soprattutto da solo, verrà derisa, considerata un’esagerata, e le verrà detto di rilassarsi, perché queste non sono certo le cose importanti. Alla fine non si può certo lamentare visto che Lui aiuta a fare praticamente tutto!
Lei inizierà a dubitare e si convincerà che in fondo è giusto così. E’ dovere di ogni mamma vivere in simbiosi con i figli i primi anni.

Lui continuerà le sue interminabili e ininterrotte sedute in bagno.
La privacy in bagno per Lei rimarrà un miraggio.

NOTA. Se non vi riconoscete in questo racconto, e nella vostra famiglia il tempo trascorso in bagno è sostanzialmente uguale nella coppia, non voglio saperlo. Preferisco perseverare nella mia ignoranza, e pensare che questo sia un problema diffuso tra le mamme. Se invece vivete la stessa disparità lasciate pure un commento liberatorio. Grazie!

PS. Una mia amica con figlie adolescenti mi ha detto che arriva un punto in cui ci si riappropria del proprio tempo in bagno, e anzi le figlie chiedono di stare da sole, e magari con un po’ di nostalgia per i vecchi tempi ci si ritrova a fare un annuncio alla famiglia “io vado in bagno! Nessuno che che vuole venire con me???”
Io personalmente non vedo l’ora che arrivi quel momento! 😉

Prova a leggere anche:

88 COMMENTI

  1. L’annuncio finale è davvero l’apoteosi!
    I miei ometti sono diventati grandicelli da quando hai scritto il post (ora hanno 8 e quasi 4 anni), ma ancora non mi spiego come mai in “quei” momenti ci sia sempre un pezzo di Lego da staccare o una domanda esistenziale da porre… i misteri della vita!
    Comunque ho molto apprezzato la tua esperienza e quella delle altre mamme, insomma sembra una legge della natura 🙂

  2. Chi ha scritto quest’articolo è per caso una infiltrata in casa mia ?!
    Perchè questo è il “MIO” bagno !!!!!
    Tempo di sosta sul water: 0.2 secondi netti
    Rigorosamente in compagnia, sempre e comunque
    Ormai mi sono ridotta ad allestire il bagno dell’ufficio come mio personale

    E se vi vien da ridere all’idea dell’abbonamento ad una rivista, pensate a me che è abbonato a Repubblica sull’IPad: in un colpo solo quotidiano e connessione internet sul water vi assicuro che non sono umanamente sopportabili !!!

  3. Ahahahahah! Bellissimo! Quando mio marito torna dal lavoro e io sento la chiave che entra nella toppa, pensando “evvai, finalmente si fa pipììì”, poi lui fa quella sua faccina innocente “ciao, amore! Scusa, corro al bagno!” vien voglia di massacrarlo di botte *_*

  4. Troppe verità in un colpo solo!!!
    Poi succede che tuo marito una mattina ti dica che vuole abbonarsi a una rivista per “leggere in bagno”….
    ……
    …..

    LEGGERE IN BAGNO?!?!?!?!?
    A me basterebbe fare la pipì tutta in una sola volta anziché a rate!!!

  5. Ah ah ah ah ah ah ah ah ah…. identico a casa nostra!!!! tanto che ho imparato a sfruttare il bagno dell’ufficio per stare tranquilla :-D.
    Aggiungo altra simpatica usanza di mio figlio (16 mesi di simpatia). Quell’unica volta al giorno che vado a fare pipì in sua presenza, ovviamente con la porta del bagno aperta, lui improvvisamente non solo si materializza anche se fino ad un nanosecondo prima era immerso nel suo gioco preferito… ma vuole pure essere preso in braccio! Dico io, quanto ci impiego a fare pipì, 15 secondi? Ecco, in quei 15 secondi lui viene a sedersi comodamente sulle mie gambe (una scena orrenda vista da fuori lo so). Forse dovrei imparare anche io come il suo papà a fare pipì in piedi 😉

  6. tranquilla. qui la situazione è la stessa. a volte capita che riesco a prendermi il tempo che voglio, in bagno, ma sono comunque pochissime le volte che succede e soprattutto non succede mai (a meno che non siano intervenuti i nonni) che la pausa-bagno sia senza interruzioni, faccette che fanno capolino e corse di macchinine improvvisate tra i miei piedi!!

LASCIA UN COMMENTO